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Anarchica, estremistica, insolente la Salomé di Wilde è poco nota in Italia, forse messa in ombra dalla popolarità della versione operistica di Richard Strauss. L’autore inglese l’aveva composta nel 1891 a Parigi, pensando – pare – a Sarah Bernhardt, al suo orientaleggiante esotismo, alla sua voce recitante.
Ferdinando Bruni e Francesco Frongia ne hanno firmato nel 2011 una personale versione (che ora torna in scena con qualche variante), intrecciando al tessuto di questo atto unico brani tratti dalle ultime opere dello scrittore (in particolare dalla Ballata del carcere di Reading e De Profundis) e tratti da testimonianze, interviste e dichiarazioni.
Tra gioco e rito questa inquietante Salomé, interpretata unicamente da uomini, va in scena nel baraccone di un circo o di un luna park di periferia. Mavor Parker (personaggio di fantasia che richiama due amanti di Wilde che divennero suoi accusatori quando fu processato per sodomia) invita il pubblico a entrare “nel serraglio” dove potrà ammirare un prodigio: il Poeta, “il Gran Sacerdote della Corrente Estetica Moderna che raccolse tutti i sistemi in una sola frase, tutta la vita in un epigramma”.
In uno spettacolo in cui le identità dei personaggi sono destinate a moltiplicarsi, Ferdinando Bruni si cala inizialmente nei panni dello scrittore, incatenato in carcere (dove fu effettivamente recluso dal 1895 al 1897), poi in quelli del profeta Iokanaan, anch’egli prigioniero, e infine dà corpo e voce a Erode, innamorato della giovane Salomé (che in questa ripresa viene interpretata da Mauro Bernardi). Enzo Curcurù è Mavor Parker, il Giovane siriano e Erodiade. Tutti personaggi che, tra gli eccessi di lustrini, paillettes e gioielli, ritrovano la loro dimensione tragica: uomini dallo sguardo di fanciulla, satrapi decadenti, vecchie vogliose, prigionieri da esibire senza pudore ma capaci di riaffermare la dignità di “un amore che può finalmente dire il suo nome”. E le parole di dolore che segnano le ultime opere dello scrittore si intrecciano con le loro battute per ricordarci che “ognuno uccide ciò che ama”.
Info:
Elfo Puccini, sala Fassbinder, corso Buenos Aires 33, Milano Dal 3 al 22 novembre Mar-sab ore 20.30, dom ore 16.00 – ATTENZIONE: lunedì 9 novembre ore 20.30 / Domenica 15 novembre RIPOSO. Intero 30.50 € - Ridotto giovani/anziani 16 € - Martedì 20 € Info e prenotazioni: tel. 02.0066.06.06, www.elfo.orgDragpennyopera, l'ultimo lavoro delle Nina's Drag Queens, è ispirato a The Beggar's Opera di John Gay, anti-opera satirica scritta nel 1728 che nel corso della storia è andata incontro a molte riscritture e adattamenti (uno anche da parte del nostro Dario Fo). Inutile dire che il più famoso di questi remake è L'Opera da tre soldi di Brecht/Weil.
Il gusto della commistione e del pastiche è uno dei punti di forza dello spettacolo: l’opera settecentesca di John Gay miscelava, già allora, la musica colta e la canzone da osteria, la presa in giro del “gran teatro”, la satira più nera, e soprattutto adattava canzoni note al pubblico. Allo stesso modo le Nina’s Drag Queens attingono al repertorio della musica contemporanea: ironia, gioco, e contaminazioni, tra Bellini e gli Eurythmics, Rita Pavone e M.I.A., fino a una versione rock al femminile di Ricominciamo di Adriano Pappalardo. In Dragpennyopera inoltre i playback (su tutte, sempre, Mina e Raffaella Carrà) sono inframmezzati da qualche piccola sorpresa live. A creare l'atmosfera ideale, si aggiungono le musiche eseguite al piano da Diego Mingolla: composizioni originali che riecheggiano con delicatezza celebri melodie, tra pop ed espressionismo.
La riscrittura riduce a cinque personaggi femminili il variegato mondo di John Gay. Sono le donne del bandito Macheath: Polly, la moglie, figlia dell'imprenditrice Peachum; Lucy, l'amante, figlia di Tigra, capo della polizia; Jenny, prostituta e antico amore. Macheath ripercorre la vicenda a ritroso come la voce di un vecchio film, o un'ombra sulla coscienza: l'unico uomo, l'eterno assente, amato, odiato, e infine spolpato fino all’osso. Ancora una volta uno spettacolo corale, come vuole la poetica del gruppo. Ancora una volta personaggi estremi nei sentimenti e nei comportamenti, pantomime circensi, femmine animalesche e inquietanti. Eppure divertenti, esagerate, ironiche: drag queen, insomma.
La scena ricorda un teatro abbandonato: un sipario senza più ragion d'essere, quinte sfondate, frammenti di specchi, praticabili sghembi. È un mondo che ha ormai perso il suo antico splendore. I costumi di Gianluca Falaschi e la scenografia di Nathalie Deana ne conservano solo poche tracce che covano, pronte ad esplodere in un lieto fine dichiaratamente falso e falsamente liberatorio, fra drappi fucsia e lamé. Un gioco teatrale che sia un’opera buffa e, insieme, un’opera seria. Un cabaret agrodolce, dai tratti mostruosi e scintillanti.
Info:Elfo Puccini, sala Shakespeare, corso Buenos Aires 33, Milano Dal 3 all'8 novembre Mar-sab ore 21.00, dom ore 16.30. Intero 30.50 € - Ridotto giovani/anziani 16 € - Martedì 20 € Info e prenotazioni: tel. 02.0066.06.06, www.elfo.org
La chimera è fonte di diverse interpretazioni: rappresenta figure fantastiche, mitiche o grottesche, creature ibride che possiedono gli attributi di diversi animali, ma allo stesso tempo anche sogni, desideri irrealizzabili e utopie. Chimera è l’incontro di 30 artisti francesi e italiani che appartengono a diversi panorami artistici contemporanei quali il lowbrow, il pop surrealismo, la street art e il mondo del tattoo. C215, Eric Lacombe, Veks Van Hillik, MrDjub per la Francia e Saturno Buttò, Diamond, Sicioldr, Lucamaleonte per l’Italia sono solo alcuni degli artisti che, attraverso le più svariate tecniche, rappresentano la visione di questo tema ricco di simboli.
Questi i nomi degli artisti esposti: Albane Simon, Alexandre Nicolas, Anne-Marie Cutolo, Aurore Lephilipponat, Bafefit, Beatriz Mutelet, Claudia Ducalia, C215, Delphyne V, Diamond, Eric Lacombe, FrédéricVoisin, Jean François B., Koralie, Isabelle Vialle, Layral, Lucamaleonte, Marc Socié, Michele Guidarini, MrDjub, Murielle Belin, Neirus, Nicola Alessandrini, Paul Toupet, Rocco Lombardi, Saturno Buttò, Sicioldr, Steve Taniou,Trëz, Veks Van Hillik.
Giovedì 26 novembre, dalle ore 19:30, si terrà il vernissage, arricchito dalle performances di Sebastien Layral, Aurore Lephilipponat e Jean Francois B. Il set acustico sarà a cura di Simone Salvatori con la band Spiritual Front.
CHIMERA Orari: Martedì – Venerdì 13.00 - 19:00, Sabato 10:00 - 14:00 Institut Français Centre Saint Louis Largo Toniolo 20/22 – Roma Info: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. www.ifcsl.com
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Amuse Bouche è un piccolo bistrot dallo stile francese tutto da scoprire in via Savona.
L’atmosfera nostalgica francese mescolata a colori industriali e materiali decisi.Una piccola bottega dal sapore del tempo che fu, un laboratorio di idee sfiziose. Tutto questo è Amuse Bouche: di francesini e altre malizie.
Lo trovate al civico 13/a di via Savona, a Milano, a pochi passi dall’hamburgeria HamBistrot e dall’okonomiyaki street food giapponese di Maido.
Amuse Bouche in francese significa “divertimento per la bocca” e racchiude un concetto geniale nella sua semplicità ma tutt’altro che facile da realizzare: francesini da 30 grammi l’uno da mixare tra loro per solleticare il palato e riceverne una esperienza sensoriale completa. Da gustare in pochi bocconi, accompagnati da ingredienti gustosi e di alta qualità, sono irresistibili spuntini da mangiare uno dietro l’altro.
Accanto ai mini francesini trovate anche un’offerta di piccoli piatti, sempre in ottica assaggio, pensata per chi non cede alla tentazione dei carboidrati ed una golosa proposta di dolci, tutti da assaggiare.
Oltre alla qualità del pane e alla ricerca di abbinamenti raffinati e sfiziosi, il locale si distingue, appunto, per l’originalità dei nomi dei francesini, che rimandano ironicamente alla Francia, attraverso storpiature o giochi di parole in cui gli ingredienti che compongono i panini sono i protagonisti. Chapeau alla copy Morena Rossi!
Non lasciatevi sfuggire, tra gli altri, il “Decolleté”, a base di speck, primo sale, crema di pere caramellate -davvero eccezionale-. Da assaggiare pure il delizioso “Ne me quitte pas”, con crema di gorgonzola, pere caramellate, trevisana e noci, accompagnato magari dalla birra artigianale "‘Na Biretta", una birra bionda biologica, ispirata alle Lager tedesche.
Se avete voglia di fare una scorpacciata di panini -che singolarmente costano dai 3 ai 5,50 €- è stata pensata una particolare “combo-degustazione”, grazie al vassoio di condivisione da 6, 12 o 24 pezzi.
Amuse Bouche è l’ideale per una pausa veloce, un pranzetto easy, un aperitivo sfizioso e una cenetta da farsi consegnare a casa. Ha solamente un difetto: si sa, un francesino tira l’altro.
Amuse Bouche: di francesini e altre malizie Via Savona, 13/A Milano 20144 www.amuse-bouche-.it Fb/ Amuse Bouche Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
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Domenica 8 novembre 2015, alle ore 11.00, presso il Teatro Manzoni di Milano, si inaugura la trentunesima stagione di “Aperitivo in Concerto”. Sarà una festa in piena regola: per la prima volta in Italia, si esibirà un gruppo già acclamato in tutto il mondo, guidato dall’eccezionale cantante israeliano di origini yemenite Ravid Kahalani.
Yemen Blues è un esplosivo miscuglio di estatiche melodie mediorientali, ritmi africani, arabi ed ebraici, influenze caraibiche, jazz e funk. Dagli Stati Uniti al mondo arabo, Yem Blueens è diventato un gruppo di riferimento per la sua spettacolare capacità di fondere culture e di allacciare un dialogo fra le più diverse tradizioni, grazie all’abilità di creare una trascinante festa comunitaria, un evento in cui un gioioso messaggio di fratellanza e di scambio viene trasmesso attraverso la musica, in cui la creatività sembra non avere confini.
Kahalani è un interprete fuori dal comune: classe ’78, è nato in un contesto in cui il canto viene coltivato con passione per una millenaria tradizione; inizialmente allevato al canto sinagogale, per un lungo periodo si distacca dalle tradizioni religiose e familiari, dedicandosi allo studio della vocalità afro-americana attraverso il blues e il soul. Con il trascorrere del tempo, Kahalani fa ritorno alle sue radici, appassionandosi alle culture musicali arabe, che studia sotto la guida del chitarrista e liutista Alon “Amano” Campino. Nasce così il suo peculiare stile interpretativo, che fonde radici orientali e africane con le tecniche vocali della soul music afro-americana ed affronta un repertorio che esplora il repertorio nubiano, gnawa, tuareg, saidi e bambara, a cui affianca la tradizione arabo-yemenita e quella ebraico-yemenita. Kahalani è dotato di una potenza evocativa pressoché unica come la sua capacità di coinvolgere il pubblico in un vero e proprio rituale creativo.
Yemen Blues è composto da strumentisti eccezionali, fra i quali spiccano anche le presenze di Shanir Blumenkranz, artista di riferimento nei gruppi guidati da John Zorn, del ben noto tastierista Brian Marsella, altro prediletto di John Zorn, e di due fenomenali percussionisti come Itamar Doari e Rony Iwryn. Virtuosismi vocali e strumentali, tradizioni millenarie e contemporaneità si uniscono in un torrenziale flusso di musica che sa abbinare con uguale intensità impegno e intrattenimento: un concerto d’apertura che, per la sua completa identificazione con la filosofia di “Aperitivo in Concerto”, finestra sempre aperta sul mondo, non poteva essere più adatto e più coinvolgente.
APERITIVO IN CONCERTO – RAVID KAHALANI Info: www.aperitivoinconcerto.com www.teatromanzoni.it Biglietti: www.Ticketone.it Call Center 892.101
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Dopo la campagna di successo dei nomi propri e delle scritte personalizzate, ecco l’ultima geniale trovata di casa Ferrero: i vasetti di Nutella con scritte in dialetto per augurare il buongiorno nella lingua più familiare fra tutte.
Sulle etichette dei barattoli della Nutella, quindi, a partire dal 12 Ottobre, potrete trovare le Dialettichette, ovvero le più tipiche espressioni regionali che non smettono mai di emozionarci e sorprenderci ogni volta che le sentiamo.
Si sa, la lingua italiana contiene al suo interno moltissime varianti dialettali che differiscono a distanza di pochi chilometri e non si può ridurre una simile iniziativa alle solite espressioni che hanno da tempo superato l’area linguistica di provenienza: “jamme jà”, "dajè" e "alùra".
Allora, proprio per rintracciare quelle più entusiasmanti e divertenti del nostro Paese, Ferrero ha coinvolto un team di esperti linguisti delle università di tutto il territorio nazionale, guidati dal prof. Francesco Avolio dell’Università degli studi dell’Aquila.
Il progetto ha così diviso l’Italia in 16 differenti aree linguistiche e selezionato 135 espressioni dialettali, diventate tutte etichette da applicare al vasetto di Nutella e riunite addirittura nel Manuale Linguistico dell’Entusiasmo, riservato ai veri amanti delle varietà linguistiche del nostro Paese.
Nel caso in cui in negozio non si trovasse quello che si cerca, collegandosi al sito di Nutella o alla sua pagina Facebook si potrà scegliere tra le 135 espressioni dialettali disponibili quella preferita e ottenere un personalissimo barattolo virtuale da condividere sui social network con hashtag #nutelladialetti.
Nutella è da sempre nelle nostre case e da oggi parla proprio come noi.
Nutella Dialettichette Disponibili dal 12 Ottobre
Il nome completo della nostra icona è Barbara Millicent Robert, ma per le bambine è nota semplicemente come Barbie. Chi non ne ha avuta almeno una? Chi non ha sognato una casa delle barbie da decorare con piglio e dedizione?
Definirla una bambola è decisamente riduttivo. Barbie è un’icona globale, che riesce ad abbattere ogni frontiera linguistica, culturale, sociale, antropologica e in 56 anni di vita ha rappresentato 50 nazionalità diverse ed intrapreso oltre 150 carriere. Ed è grazie alla sua rinomanza mondiale che il Museo delle Culture di Milano le dedica una mostra curata da Massimiliano Capella: Barbie. The Icon, prodotta da 24 ORE Cultura – Gruppo 24 ORE e promossa dal Comune di Milano-Cultura.
Da oggi, giorno inaugurale, sino al 13 marzo 2016, la mostra racconterà l’incredibile vita di questa donna che invecchia solo per l’anagrafe e che si è fatta interprete delle trasformazioni estetiche e culturali che hanno contraddistinto oltre mezzo secolo di storia.
La mostra sarà articolata in 5 sezioni e preceduta da una sala introduttiva, Who is Barbie, dove si troveranno i 7 pezzi iconici e rappresentativi per decadi dal 1959 ad oggi, oltre la time line, le curiosità, i numeri e il making off globale di Barbie per sapere subito di chi si tratta.
Info: Sede: MUDEC – Museo delle Culture via Tortona 56 – Milano Dal 28 ottobre al 13 marzo 2016 Orari: Lunedì 14.30‐19.30; martedì, mercoledì, venerdì e domenica 09.30‐19.30; giovedì e sabato 9.30‐22.30. Info e prenotazioni www.ticket.it/mudec Tel. +39 0254917 www.mudec.it

Dal 26 ottobre al 2 novembre la compagnia teatrale "La fenice dei rifiuti" vuole rendere omaggio a Pier Paolo Pasolini a trent'anni dalla sua morte. Lo fa con lo spettacolo "Più dei santi, meno dei morti- La notte in cui Pasolini", una vicenda che ha tutti i connotati della tragedia, senza un deus ex machina a risolvere la vicenda, né una catarsi. Lo fa trasferendo nella contemporaneità gli elementi tipici della tragedia: la metafora spinta, l’eroe con tutte le sue contraddizioni, il coro, qui portatore di un linguaggio, fisico e verbale, spinto all’estrema provocazione, indigeribile, inaccettabile.
2 novembre 1975. Ore 6.30. Una donna esce dalla sua casa, una baracca abusiva in Via dell’Idroscalo, ad Ostia; scorge un sacco della spazzatura lungo la stradina che da casa sua porta sulla strada principale. Si avvicina per spostarlo e si accorge che il sacco della spazzatura è in realtà il corpo di un uomo, più precisamente del poeta Pier Paolo Pasolini.
Il corpo è massacrato. Fratture ovunque, alle braccia, al costato, alla mandibola, ferite sul collo, sulla fronte, sulla nuca. Il cuore scoppiato per il passaggio di un’autovettura sul suo torace. Il sangue, mischiato alla melma, al fango, fa assumere al cadavere un colorito terrificante. Non sarà l’unico tipo di fango gettato sulla figura di Pier Paolo Pasolini. Ancora oggi, per la giustizia italiana, Pier Paolo Pasolini è un pedofilo, uno stupratore che ha cercato di abusare di un minorenne, il quale reagendo lo ha ucciso.
Ma questa ricostruzione ha celato in realtà una vicenda molto più agghiacciante,che parte da tredici anni prima, da una bomba collocata sull’aereo su cui viaggiava il Presidente dell’Eni Enrico Mattei, per poi trasferirsi nella Sicilia del 1970, dove viveva e lavorava il giornalista del quotidiano “L’Ora” di Palermo Mauro De Mauro, e concludersi (forse) tra le pagine di un libro, l’ultima opera di Pier Paolo, mai terminata, e pubblicata soltanto diciassette anni dopo la sua morte. Un libro enigmatico, un libro impubblicabile, inaccettabile, poiché in quel libro Pier Paolo voleva raccontare tutta la storia italiana “nascosta” dal dopoguerra in poi, svelare i retroscena e i meccanismi del potere. Al centro di tutta la vicenda, l’Eni. Il titolo di quel libro è Petrolio.
Dal 26 ottobre al 2 novembre 2015
PIÚ DEI SANTI, MENO DEI MORTI
La notte in cui Pasolini
drammaturgia e regia Alessandro Veronese
con Laura Angelone, Federica D'Angelo, Christian Gallucci, Michela Giudici, Vanessa Korn, Susanna Miotto, Alessandro Prioletti, Alessandro Veronese
aiuto regia Francesca Gaiazzi
fotografa di scena Greta Pelizzari
produzione Fenice dei Rifiuti
TEATRI DI INDAGINE – ATTO QUINTO
Finalista Premio Scintille013 – Asti Teatro
Teatro Libero
Via Savona, 10 – Milano
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Intero € 21,00
Ridotto under26 e over60 € 15,00
Allievi Teatri Possibili con TPCard € 10,00
(prime rappresentazioni € 3,00)
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ORARIO SPETTACOLI Da lunedì a sabato ore 21.00
Domenica ore 16.00
ORARI BIGLIETTERIA Da lunedì a venerdì dalle 15.00 alle 19.00
Nei giorni di spettacolo: Da lunedì a venerdì fino alle 21.30 Sabato dalle 19.00 alle 21.30
Domenica dalle 14.00 alle 16.30
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Yellowtaxi 6969, azienda leader nel settore del trasporto a mezzo taxi, è una realtà all'avanguardia e sempre attenta ad offrire ai suoi clienti soluzioni innovative e professionali. L’ultima frontiera a cui Yellowtaxi 6969 è approdata è la possibilità di prenotare una vettura tramite WhatsApp.
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Oltre a WhatsApp si può chiamare e prenotare un taxi tramite le seguenti chat di messaggistica:
-Facebook Messenger
-Telegram Messenger
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IT Taxi è un progetto completamente Made in Italy, sviluppato nel 2012 da URI, Unione Radiotaxi d’Italia, ed è l'App gratuita che mette in contatto taxisti e clienti in tutta Italia, per prenotare, pagare e recensire il taxi dal proprio smartphone. In oltre 40 città italiane – tra cui Milano, Roma e Torino - è possibile accedere ad un servizio di trasporto sicuro, capillare e di qualità, nel pieno rispetto delle tariffe e delle tutele stabilite dalla Legge italiana.
Per facilitare gli spostamenti in città, l'App IT Taxi permette di richiedere una vettura ed un conducente con specifiche caratteristiche (ST Wagon, 7-8 passeggeri, lingua inglese, ecc), memorizzare gli indirizzi nella sezione “preferiti” per trovarli più facilmente e utilizzarli di nuovo, consultare in tempo reale lo stato della richiesta, visualizzare la posizione del taxi in arrivo direttamente sulla mappa, annullare una richiesta o una prenotazione, pagare la corsa con un Account Paypal ericevere in automatico la ricevuta al proprio indirizzo email.
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Una cena diversa dal solito con un delitto da risolvere, un’occasione di diventare investigatore per una sera. Sardò diventa lo scenario suggestivo per una cena indimenticabile e un Halloween fuori dall'ordinario. Un’atmosfera surreale e imperscrutabile, accompagnata da un menù dai tipici sapori sardi.
Nebbie di Alghero La presenza costante del mare. Con il suo mistero, tra segreti inconfessabili che tornano dal passato, intrighi, ambizioni, delusioni e speranze. Un giorno d’autunno. Il comandante di Porto Conte, sparito da alcuni giorni, ricompare senza memoria. Un ricco commerciante è stato ucciso. Il fratello torna, dopo moltissimi anni, per il funerale. La moglie del morto lo accoglie con turbamento. La domestica del comandante del porto nasconde qualcosa. Un misterioso figlio cresciuto chiamando padre l’uomo sbagliato. Cosa lega tutti i personaggi? Riusciranno gli investigatori a consegnare un assassino all’umana giustizia?
Cos’è una cena con delitto? La Cena con delitto è un gioco teatrale interattivo, una via di mezzo tra un gioco di ruolo dove i giocatori fanno parte di una squadra e non assumono un'altra identità- e uno spettacolo teatrale dove gli spettatori sono i veri protagonisti della vicenda. Tra una portata e l'altra, i commensali scoprono di essere chiamati a ricoprire il vero e proprio ruolo di investigatori: divisi in squadre e affiancati da un gruppo di attori professionisti che interpretano tutti i ruoli necessari a mandare avanti la storia, avranno il compito di risolvere un intricato giallo. Attraverso l'analisi degli indizi, la consultazione delle prove e l'interrogatorio dei testimoni (ma stando ben attenti che i testimoni possono mentire e gli indizi essere depistaggi!) sono chiamati a scoprire chi è l'assassino e perché ha commesso il crimine. E davvero sono gli spettatori a dare la risposta finale: il primo gruppo di investigatori che dà la risposta esatta scoprendo assassino e movente vince il gioco!
Come funziona una cena con delitto? Nella Cena con Delitto i partecipanti divisi in squadre -ogni tavolo da 8/12 persone è una squadra- diventano squadre investigatori e si trovano alle prese con un misterioso giallo. Per risolverlo possono: ascoltare i racconti dei testimoni; consultare gli indizi materiali che vengono man mano presentati; interrogare i testimoni -chiamandoli al loro tavolo e rivolgendo loro due domande per ogni turno di gioco. Vince la squadra/tavolo che per prima scopre assassino e movente. La cena con delitto è divisa in tre parti scandite dalle portate: 1. prima del primo introduzione del gioco presentazione della scena del crimine e dei testimoni e racconto dei testimoni; 2. tra il primo e il secondo consultazione degli indizi e interrogatori dei testimoni; 3. Il dolce chiude in festa il gioco. Non mancheranno sorprese per la squadra vincitrice.
Per la serata Sardò ha pensato ad un menù ad hoc a base di specialità sarde, luogo in cui si svolge il delitto.
Antipasto Mini Cheesecake salato con ricotta di capre e dadolata di verdure Primo Degustazione di Culurgiones Secondo Porcetto con patate arrosto al profumo di Mirto Dolce Gelato artigianale Sardò Bottiglia di vino Cannonau ogni quattro persone Coperto, acqua, caffè, mirto
Studio Novecento è un'associazione culturale e di formazione con sede a Milano fondata da Marco Maria Pernich e dagli allora giovani attori della sua scuola di teatro. E' molto attiva in tutta la Provincia di Milano e inserita in una rete europea di incontri e scambi. STN-Studionovecento è una piccola società, un piccolo Teatro, ma ha la forza della idee, l'energia della passione, il coraggio di rischiare, una fede incrollabile in quello che fa e il senso che in un momento di enormi trasformazioni mondiali non esenti da pericoli è necessario che ognuno faccia ciò che può per contribuire a costruire il mondo di domani.
Sardò Sardinian Street Food Dall’incontro di due giovani sardi, Andrea e Vincenzo, una milanese che sembra sarda, Chiara, e un milanese che ama la Sardegna, Aldo, nasce Sardò: il primo Street Food Sardo italiano. Il porceddu, il pane carasau, le casadinas, il mirto, il pecorino, la mustela sono prodotti dal sapore deciso e inimitabile, che sapientemente abbinati danno vita ad un cibo da strada contemporaneo e di alta qualità. Da Sardò Andrea e Vincenzo, col prezioso aiuto di Severino, Nicole e Pauline, accolgono i clienti col calore della loro terra e preparano ogni specialità con attenzione al minimo dettaglio.
Info: Sabato 31 ottobre, alle ore 20.30. Via Verziere 3 (l.go Augusto) Costo 45,00 € In collaborazione con Associazione Studio Novecento Solo su prenotazione Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Sardò Sardinian Street Food 02 36638630 www.sardostreetfood.com Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Fb/Sardò
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