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Dopo una prima tappa alla Triennale di Milano, “Graphic Novel. Racconti cronaca reportage: le storie disegnate nel supplemento culturale del <Corriere della Sera>” torna in mostra, fino al 22 dicembre 2015, nella Contemporary Exhibition Hall dello IULM Open Space. “la Lettura”, inserto dedicato alla cultura, festeggia il suo quarto anniversario e per l’occasione ha deciso di allestire un’ esposizione dedicata alle graphic novel, un modo di fare giornalismo che esalta il rapporto tra immagine e parola, con la possibilità di trasporre in una realtà fiabesca avvenimenti e riflessioni attuali.
Vere e proprie opere d’arte per mano di artisti capaci come Igort (Igor Tuberi), firmatario del primo numero, Sergio Toppi, Grazia Nidasio, Davide Toffolo, Paolo Bacilieri, Cinzia Leoni e tanti altri, che hanno accompagnato la storia de “la Lettura” sin dalla sua (ri-) nascita nel 2011.
Realizzata con il supporto della “Fondazione Corriere della Sera”, l’esposizione comprende la rassegna completa delle tavole pubblicate dall’inserto, oltre che una piccola selezione di originali dalle quali sono derivate. Dando un’occhiata veloce si evince come questi racconti non siano solo fumetti, ma vere e proprie opere d’arte a servizio del lettore, che si approccia in modo più coinvolgente al mondo dell’informazione.
“la Lettura” è da sempre attenta alle novità in campo artistico ed alle possibilità offerte dai linguaggi grafici. Dopo le precedenti edizioni dedicate l’una alle celebri copertine dell’inserto, vere e proprie opere d’arte realizzate appositamente ogni settimana da un artista differente, e l’altra ai Visual data, i curatori Gianluigi Colin, art director del Corriere della Sera, e Antonio Troiano, responsabile della redazione culturale e del supplemento, hanno deciso di dedicare la mostra di quest’anno alle Graphic Novel.
L’esposizione, oltre a mettere in mostra l’innegabile talento degli artisti che hanno firmato le opere a fumetti, esalta un diverso approccio al mondo della conoscenza: intuitivo, veloce e piacevole agli occhi, dimostra come le possibilità della cultura siano sconfinate e variegate.
Il fumetto, tecnica dalle origini più che centenarie vede, nell’immagine ironica ed apparentemente “leggera”, un modo per compiere un’analisi critica dell’attualità, <immagini e altre figure giustapposte in una deliberata sequenza, con lo scopo di comunicare informazioni e/o produrre una reazione estetica nel lettore>, secondo la citazione di Scott McCloud.
Il catalogo “la Lettura, Graphic Novel. Racconti, cronaca, reportage: le storie disegnate nel supplemento culturale del Corriere della Sera”, raccoglie oltre novanta storie pubblicate dall’inserto, accompagnate dai testi di Luciano Fontana, Vincenzo Trione, Igort, Pierenrico Ratto, Antonio Troiano e molti altri, sarà disponibile presso la Libreria Lumi (IULM 2) fino al termine della mostra; inoltre, una selezione delle Graphic novel, rinnovata settimanalmente, è consultabile sul sito dell’inserto www.corriere.it/lalettura.
“Graphic Novel. Racconti cronaca reportage: le storie disegnate nel supplemento culturale del <Corriere della Sera>” IULM Open Space – Contemporary Exhibition Hall Lun- ven ore 8.30-19.30 Ingresso libero
[gallery ids="48128,48132,48131,48130,48129,48127"]Chi anche solo per un attimo non desidera tornare bambino? Sono quelle sensazioni che non si apprezzano a pieno quando si è giovani, ma che, una volta perse, si cerca disperatamente di ritrovare a tutti i costi. E così si inizia a scavare nei ricordi, si aprono i vecchi album di fotografie e si rovista negli scaffali impolverati… ed è lì che certe piccole perle d’infanzia vengono alla mente. Il Piccolo Principe, libro senza tempo scritto da Antoine de Saint-Euxpéry nel 1943, che da sempre affascina i più piccini e stravolge gli animi dei più grandi, viene adesso finalmente messo in scena il prossimo 12 dicembre al Teatro Manzoni di Sesto San Giovanni, con un’inedita versione sia recitata che danzata. Con la regia di Mirko Lanfredini, già direttore e fondatore dell’Associazione Culturale Teatro della Verità, che all’interno dello spettacolo vestirà i panni dell’Aviatore, e le coreografie di Barbara Melica, direttrice del Cigno Danza e campionessa della squadra nazionale di danze sul ghiaccio, questa particolarissima versione dell’opera francese più famosa di sempre cerca di regalare al pubblico un tripudio di emozioni, con momenti incisivi e carichi di pathos, senza tuttavia discostarsi dall’atmosfera dolce e genuina del racconto originale. La talentuosa Gaia Percudani, classe 1999, vestirà i panni di questo Piccolo Principe, giovane e curioso che, proprio grazie alla sua ingenuità pura e sincera, si spingerà in un viaggio oltre i limiti della fantasia, conoscendo tantissimi nuovi amici e passando attraverso mondi sconosciuti e decisamente singolari. Una freschezza esplosiva, quella della giovane Gaia, che anche se giovane riesce a colpire il cuore degli spettatori, interpretando un bambino alle prese con il mondo degli adulti: quello stesso mondo che tende a schiacciare la fanciullezza e a farci crescere fin troppo in fretta. Se gli attori sono già ad altissimi livelli, certamente non è da meno il corpo di ballo, composto da Lorenzo Morrone, Chiara Borghini, Matteo Ravelli, Nicoletta Morone, Ciro Venosa e Adele Di Giovanni. Sei professionisti della danza, provenienti da esperienze di vita totalmente differenti l’uno dall’altro, arricchiranno le scene di questo spettacolo unico, con coreografie vorticose, divertenti interpretazioni e momenti di estrema tenerezza. La danza diventa qui un linguaggio strettamente interconnesso con la parola vera e propria. Corpo e voce si uniscono per esprimere al meglio quelle che sono le scene che compongono questo puzzle di metafore e significati. L’arte quì si fa specchio di quello che la società moderna sta diventando, prendendo come pretesto un’opera straordinaria come quella del Piccolo Principe che al suo interno è densa di significati e simbolismi. «La nostra idea è quella di creare uno spettacolo per tutti, uno spettacolo che possa incuriosire e stupire i piccoli e allietare i grandi e dati i contenuti morali del testo, che possa insegnare e ricordare concetti e idee che andrebbero sempre tenuti presenti nel rapporto fra adulti e bambini», come dichiarano Barbara e Mirko parlando del progetto. Un esperimento che mette in gioco dinamiche complesse, a cavallo tra emozioni e sentimenti molto forti, ma che si prestano perfettamente per la rappresentazione teatrale e che cercheranno di scuotere negli animi degli spettatori anche solo un briciolo di passione. Perché il teatro, inteso nel suo senso più ampio, è anche questo. Il teatro è sconvolgimento. Il teatro è passione. Il teatro è emozioni. Emozioni vere provenienti da gente vera che sul palco mette a nudo la propria anima, e quella del personaggio che interpretano, al servizio di chi guarda, al servizio del pubblico: per stupire, emozionare o anche solo divertire grandi e piccini. Il Piccolo Principe è tutto questo e molto più. E vi aspetta al Teatro Manzoni di Sesto San Giovanni il prossimo 12 Dicembre. Regalatevi un momento di nostalgia e provate a entrare nel mondo delle quattro dimensioni, quello che, grazie a un palco e a dei tendoni rossi, riesce a dare un senso anche alle giornate più buie, perché vi permette, anche solo per un paio d’ore, di uscire da voi stessi ed entrare un universo parallelo: quello di un Piccolo Principe che fece di tutto tornare dalla sua amata Rosa.
PICCOLO PRINCIPE 12 Dicembre 2015, ore 21, Teatro Manzoni Sesto San Giovanni (MI) – Via Petazzi, 18. BIGLIETTI: intero - 15€ Ridotto under 14 - 10€ Per info e prevendite rivolgersi a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o 342 0780981 Dal 21 novembre sarà possibile acquistare i biglietti anche alla biglietteria del Teatro dalle 17 alle 19 - (02/2421603).
www.teatrodellaverita.com
Sono passati più di settant’anni da quando Charlie Chaplin scrisse, interpretò e diresse il suo primo film parlato “Il Grande dittatore”, dedicato al tema della minaccia nazista. Giuseppe Marini e Massimo Venturiello, proponendo questo spettacolo per la prima volta a teatro, cercano di ridare coraggio al mondo che crede ancora nella libertà, esattamente ciò che fece Chaplin a suo tempo. Da mercoledì 25 novembre sarà in scena al Teatro Carcano di Milano, fino a domenica 6 dicembre 2015.
Nonostante siano passati alcuni decenni e il mondo sia cambiato profondamente, sono presenti alcune inquietanti analogie con i lontani anni del primo Novecento: una crisi economica che ricorda quella del 1929, il crollo delle banche, l’inflazione, la disoccupazione e la depressione. “Il Grande dittatore” è un’opera ancora molto attuale grazie alla sua messa a nudo dell’essenza umana: il protagonista si fa letteralmente in due; da una parte c’è il piccolo ebreo che fa il barbiere nel ghetto in cui il nazismo lo ha rinchiuso e dall’altra c’è il feroce dittatore, al quale egli assomiglia tanto da finire con l’assumerne il ruolo, rovesciando, nel suo messaggio radiofonico finale, la violenza in pacifismo.
Afferma Venturiello: “Ciò che preme di non perdere è l’ironia, il sarcasmo e l’irresistibile comicità dell’opera, nella cui messa in scena la musica (composta per l’occasione da Germano Mazzocchetti) e le parti cantate (impreziosite dalla presenza di un’artista come Tosca) saranno grandi protagoniste”. Per Giuseppe Marini “Il nesso tra Chaplin e Brecht è molto stimolante e troverà riscontro in ambito registico nella realizzazione dello spettacolo che, come ogni trasposizione teatrale di un’opera cinematografica, prevede irrinunciabili tradimenti, ovvero delle scelte”.
IL GRANDE DITTATORE Teatro Carcano: Corso di Porta Romana 63 – Milano Mercoledì 25 novembre – Domenica 6 dicembre Orari: martedì/mercoledì/giovedì/sabato ore 20,30 – venerdì ore 19,30 – domenica ore 16,00 Info e prenotazioni: 02 55181377 – 02 55181362 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. www.teatrocarcano.com
Indira Fassioni
[gallery ids="48117,48118,48119"]In memoria di una signora amica si svolge in quattro serate dal 1945 al 1950, in una geografia che contrappone Napoli a Roma. Le quattro serate sono il racconto di uno scontro generazionale, tra la necessità di partire e la consapevolezza del restare, tra il passato nostalgico delle madri e il futuro incerto di figli carichi di ideali, giovani irrisolti che si dibattono nel tentativo di dare un senso alla fuga da una città-rifugio. Le storie della protagonista Mariella Bagnoli (Mascia Musy) e delle sue amiche sembrano risalire dagli antri bui dei sotterranei che furono i ricoveri promiscui di una guerra che «non basta a liberarci dall'infelicità, dalla disgrazia, dal destino fetente di nascere napoletani» e che, insieme alle notti profonde, non vuole proprio passare. Nel 1963 Francesco Rosi, anch'egli figlio geniale di una generazione lacerata dall’odio-amore per Napoli, mise in scena per la prima volta In memoria di una signora amica, a breve distanza dall'uscita del suo film Le mani sulla città.Tra le interpreti nella rilettura di Francesco Saponaro (premio Eti 2009), Mascia Musy (Premio De Sica 2013 per il Teatro, Premio UBU miglior attrice 2008, premio ETI Olimpici del Teatro 2008) interprete prediletta di Eimuntas Nekrosius e Fulvia Carotenuto, protagonista al Parenti lo scorso anno con Carlo Cecchi dello spettacolo di successo Il lavoro di vivere diretto da Andrée Shammah.
C'è un filo rosso che lega il mio lavoro di questi ultimi anni alla messa in scena di In memoria di una signora amica di Giuseppe Patroni Griffi e passa, essenzialmente, dall'incontro con il teatro di Eduardo De Filippo, lambisce le rarefatte armonie della letteratura di Raffaele La Capria e si alimenta dell'ardente poesia di Enzo Moscato. Giuseppe Patroni Griffi è, tra i grandi maestri del Novecento italiano, una delle voci più limpide e sagaci. Il suo genio ha dato vita a meravigliosi personaggi di teatro che ritrovo nei vicoli che si inseguono tra i palazzi a spuntatore, nei bassi dei quartieri spagnoli ma anche in certe case di Chiaia o di Posillipo, solo apparentemente confortate dai panorami di una bella giornata. In fondo anche le storie di Mariella Bagnoli e delle sue amiche sembrano risalire dagli antri bui degli ipogei che furono i ricoveri di una guerra che insieme alle notti profonde non vuole proprio passare. Nel 1962 Francesco Rosi, anch'egli figlio geniale di una generazione lacerata dall’odio-amore per Napoli, mise in scena per la prima volta In memoria di una signora amica a breve distanza dall'uscita del suo film Le mani sulla città. È a partire da questa costellazione di riferimenti per nulla trascurabili, che affronto questo capolavoro di Patroni Griffi che invoca la necessità di una radicale e definitiva trasformazione senza perdere quell'intenso «respiro di vita e di bellezza» che può ancora salvarci.
Francesco Saponaro
Info: Prezzo biglietti: intero I e II settore 32€;III settore 25€; under26/over60 18€;convenzionati 22,50€ (prevendita 1,50 €) Orari: lun riposo-mart, sab h20.30 - mer,ven h19.30 - gio h21 - dom h15.30 Tel : 02 59 99 52 06; Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.; www.teatrofrancoparenti.it
Come cambia la vita a quarant’anni? Non si può più mangiare quello che si mangiava prima, si è troppo giovani per fare alcune cose, ma già troppo vecchi per farne altre...
“Ormai sono una milf” è la vita da quarantenne raccontata con gli occhi di Angelo Pintus, che si sente sempre quel bambino che quando vedeva gli amici quarantenni dei propri genitori li considerava vecchi e si meravigliava di quanto vivessero a lungo i grandi.
Pintus ritorna in scena sul palco del Teatro Manzoni di Milano, dal 30 novembre all’8 dicembre 2015, reduce del successo di “50 sfumature di…Pintus”, record di incassi e presenze in tutta Italia; un vero fenomeno che lo ha lanciato direttamente sul palco di Sanremo come ospite comico.
Angelo Pintus cerca di spiegare al pubblico i suoi 40 anni: guardandosi allo specchio pensa di essere sempre più in forma, anche se ormai è un uomo fatto. “Un uomo? Una signora! Anzi… una milf”.
ORMAI SONO UNA MILF Teatro Manzoni: Via Alessandro Manzoni 42 - Milano Dal 30 novembre all’8 dicembre 2015 ORARI: feriali e 7 dicembre ore 20:45 - domenica e 8 dicembre ore 15:30 Tel. 02 763 6901 www.teatromanzoni.it
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Avete mai sognato di rivivere da protagonisti le scene dei film che hanno fatto la storia del cinema?
Da oggi questo è possibile presso il Caffè di Cinecittà, un piacevole angolo di ristoro e sosta, con uno stile unico e irripetibile. Situato in via Tuscolana 1055, tra set monumentali e palazzine storiche, come quella intitolata a Federico Fellini, Cinecittà, simbolo e leggenda della storia del cinema.
Progettato dall’architetto Emanuela Zitkowsky, il Caffè di Cinecittà nasce come concept store, un luogo dove respirare l’aria dei set e dei teatri di posa più grandi e fascinosi d’Europa, il tutto reso possibile da un arredamento costituito da gran parte dei materiali recuperati dai set dismessi: il pavimento, le passerelle da cui si calano luci e scenografie, le capriate del Teatro5, le travi, gli infissi. Con i flaycase, i bauli per il trasporto di luci e proiettori, è stato realizzato il bancone del bar e gli espositori degli oggetti in vendita all’interno (anche libri e dvd). Ai tavoli sedie da regista, ma più glamour, in bianco e in nero, rendendo ancora più piacevole il momento di relax per godersi un buon caffè.
E non finisce qui. Il tocco di classe arriva con la presenza di tovagliette sui cui sono riportate le frasi più celebri dei film di Ettore Scola, Nanni Moretti, Peter Greenaway, Ridley Sott, Woody Allen.
Memorabile quella tratta dalla pellicola di Coppola, ispirata al libro di Mario Puzo: “Lascia la pistola, prendi un cannolo”, consiglia Richard Castellano nella parte del gangster Peter Clemenza.
Una buona mise en place che consente la degustazione di ottimi piatti della cucina italiana. Si possono consumare, oltre a pasti veloci perfetti per un gustoso pranzo light, menù tematizzati ispirati al mondo del cinema, ma anche sfiziosi aperitivi e degustazioni tipiche accompagnate da vini di produzione propria come l’esclusivo Chardonnay “Teatro 5” acquistabile presso il concept store della mostra.
Lo studio dell’offerta gastronomica è stato affidato al foodesigner Francesco Subioli che ha coniugato cibo, cinema e romanità in menù anche combinati: Fish&Cine con filetto di baccalà, verdure fritte e un bicchiere di chardonnay, Teatro 5, Lasagna story, Fresh movie, Summer set. Immancabile la pizza bianca con la mortadella e la mozzarella dell’Agro Pontino.
Caffè Cinecittà Via Tuscolana, 1055 00173 - Roma
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Classe 1974, Niccolò Agliardi torna ad esibirsi domenica 22 novembre, per la quarta volta, nel famoso jazz club Blue Note Milano. Famoso autore e compositore noto al panorama musicale italiano ed internazionale, ha collaborato con numerosi artisti e pubblicato quattro dischi di inediti, “1009 giorni” (2005), “Da Casa A Casa” (2008), “Non Vale Tutto” (2011) e “Io Non Ho Finito” (2013).
Il concerto si svolgerà secondo un assetto del tutto rinnovato, senza però rinunciare ai grandi successi che lo hanno reso famoso, accompagnato dalla sua band, composta da Matteo Bassi al basso, Giacomo Ruggeri, chitarra, Tommaso Ruggeri, batteria, e Francesco Lazzari al pianoforte.
Agliardi, famoso per i suoi album, è ancora più noto per le collaborazioni con importanti cantanti della scena italiana, tra cui Laura Pausini, per la quale ha scritto i testi di ben 6 brani del suo nuovo disco “Simili”, Eros Ramazzotti, Zucchero, Elisa, Bryan Adams e molti altri. Ha anche pubblicato, insieme ad Alessandro Cattelan, il romanzo “Ma la vita è un’altra cosa” e partecipato come giudice a Spit, programma cult di MTv, oltre ad essere direttore artistico musicale della serie TV “Braccialetti Rossi”, trasmessa su Rai1.
Parte dell’incasso dell’evento sarà devoluta a Never Give Up, Onlus sostenuta da Niccolò Agliardi per la prevenzione ed il trattamento dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione, che in occasione dell’evento allestirà un banchetto a scopo informativo e di sensibilizzazione del pubblico riguardo ai propri progetti. A tal proposito, lo spettacolo per la serata di domenica sarà unico, con inizio alle ore 21.00 e apertura porte alle 19.30; i biglietti acquistati entro le due ore precedenti ogni concerto sono venduti al prezzo di 20,00 € (prezzo “advance”), mentre per quelli acquistati direttamente all’ingresso dello spettacolo è 25,00 euro (prezzo "door").
Il concerto di Niccolò Agliardi, per chi si trova vicino a Milano, diventa così una possibilità di fare beneficienza ascoltando dell’ottima musica, prodotta da un giovane ed affermato talento italiano.
Info: http://www.niccoloagliardi.it/ www.facebook.com/niccoloagliardi - www.twitter.com/NiccoloAgliardi www.never-give-up.it
Evento e Biglietti: www.bluenotemilano.com
Passeggiare tenendo tra le proprie mani una bevanda fumante è naturale. Ma se all’interno della solita tazza “take away” ci fosse il mitico brodino della nonna?
È la nuova moda che sta invadendo Londra. Proprio qui infatti, precisamente a Notting Hill, quartiere chic e trendy della città, due chef Bjorn Van Der Horst e Omar Romero Quezada hanno deciso di investire nell’apertura di un locale, Bone Tea, dedito alla vendita del brodo.
«L’idea è nata quando stavamo parlando del successo strepitoso dei caffè da asporto e abbiamo pensato che forse ai consumatori piaccia di più avere in mano una bevanda fumante che non bere il caffè in sé, – spiega Van Der Horst – Abbiamo pensato quindi di offrire un’alternativa più salutare e sostenibile al caffè che si può lo stesso bere per strada o in un ufficio, e così è nato Bone Tea».
In poco tempo ha riscosso un grande successo, soprattutto tra le modelle che non possono più farne a meno. Infatti Bone Tea è presentato come la bevanda più salutare e nutriente che ci sia, ha fatto impazzire le giovani ragazze delle case di moda: ricco di proteine, vitamine, minerali, cheratina e collagene, con zero latticini, zero glutine e zero carboidrati, è l’ideale per chi vuole mantenere la linea. Ha anche poco sale, non contiene prodotti Ogm, la carne da brodo viene cucinata lentamente con gli ingredienti aromatici per aiutare il giusto rilascio dei componenti nutritivi, e non altera il metabolismo.
Bone Tea è una “neo” startup, ma offre già una ricca varietà di prodotti: brodo di pollo, manzo, maiale ma offre anche l’alternativa vegetariana con funghi o frutta.
È possibile acquistarlo sia in tazza o in contenitori da litro da gustare a casa, e per i consumatori che vogliono assaporarlo seduti, in tutta la comodità e prendersi qualche minuto di relax, è possibile usufruire di tavoli e accompagnare il brodino della nonna con degli stuzzichini gastronomici. Infatti, oltre ai diversi tipi di brodo il menù offre anche spuntini come ‘marmellata di carne’, ali di pollo e panini ripieni di carne.
UK, 211 Westbourne Park Rd,
London W11 1EA, Regno Unito
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Gustare il cibo e le bevande è un’esperienza di tutti i giorni e per noi familiare. Ma quanto in realtà la conosciamo davvero?
Si è soliti pensare che il cibo abbia come unico scopo quello di nutrirci, in realtà sarebbe utile cambiare prospettiva. Il cibo è un’arte e come tale va trattato.
È proprio questa la filosofia che è alla base dell’apertura a Londra del primo museo del cibo, British Museum of Food, che nel mese di Ottobre – ottenendo in questo modo il primato mondiale - ha aperto al Borough Market nel cuore del London Bridge, il più importante mercato gastronomico della capitale britannica.
Il museo è una creazione di Sam Bompas e Harry Parr, due eclettici chef d’avanguardia e ‘designer del cibo’ noti per i loro esperimenti come i grattacieli di Londra fatti di gelatina o i cocktail alcolici non da bere ma da inalare. “Il cibo ha una storia così affascinante, collegata alla politica, alla tecnologia, alla società,” afferma Parr.
L’esposizione del British Museum of Food di Londra, dislocata su due piani introduce i visitatori in un viaggio interattivo tra cibo e cultura. Un vero e proprio museo multisensoriale che va a scandagliare le origini e la storia, l’evoluzione, la scienza, la sociologia e l’arte del cibo.
Si parte con un viaggio digitale all’interno del corpo, studiato da un gastroenterologo, che va dalla bocca allo stomaco all’intestino, seguendo in modo virtuale il percorso che fa il cibo. Passando dalla scienza all’arte c’è l’Atelier del gusto, una mostra di come vari alimenti sono stati in dipinti o sculture con diversi materiali.
Il viaggio continua attraverso una sala che sicuramente sarà tra le più apprezzate, quella dedicata alla cioccolata, dal titolo altisonante Choco-Phonica. Al suo interno i visitatori diventeranno protagonisti di un progetto scientifico curato dal professore Charles Spence, tra l’altro consulente di Heston Blumenthal, su come il suono possa modificare il gusto. A ognuno verranno dati pezzetti di cioccolata da mangiare in una cabina insonorizzata e dovranno assaporarli ascoltando diversi pezzi di musica, e poi riferire le loro esperienze che serviranno poi alla ricerca del professore.
Infine, per sottolineare l’importanza dell’impollinazione per far crescere piante e frutti una sala è stata trasformata in una ‘casa per le farfalle’ piena di banani, bruchi e farfalle giganti sudamericane, una sorta di serra dove la temperatura è costante a 30 gradi.
C’è anche una parte storica, con oggetti in mostra come menù e utensili di cucina del Settecento e dell’Ottocento. Era il momento giusto per questo ultimo progetto, spiega Bompas: «Ora c’è una maggiore attenzione per il cibo in tutte le sue forme. Speriamo di cambiare la percezione delle persone, facendole riflettere su quello che mangiano e sull’importanza del cibo nella cultura, e anche di essere una piattaforma per la sperimentazione e l’innovazione».
Il British Museum of Food è ‘work in progress’: resterà aperto per tre mesi a Borough Market, la mecca dei gastronomi londinesi, ma è già in cerca di una sede permanente più grande.
British Musum of Food 1, Cathedral Street Borough Market London SE1 9DE www.bmof.org
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