Dal 27 ottobre al 7 novembre andrà in scena, al Teatro Franco Parenti, Sala AcomeA, lo spettacolo Una vita che sto qui di Roberta Skerl con con Ivana Monti e la regia di Giampiero Rappa.

Le favole più belle
Dal 2 ottobre 2021 al 26 marzo 2022
6 novembre 2021 ore 15,30
Un Teatro da Favola presenta BIANCANEVE E I 7 (?) NANI
con Pietro Clementi, Francesco Mantuano, Livia Lucina Ferretti, Francesca Romana Biscardi, Francesca Bellucci, Alice Clementi, Marco Palange.
Una delle favole più celebri di sempre che viene rivisitata e modificata in una pazza, esilarante ed interattiva versione, targata “Un Teatro da Favola”.
La trama racconta di una Regina crudele che ambisce ad essere la più bella del reame ed ogni giorno lo domanda al suo magico specchio. Quando lo specchio magico rivela alla Regina che la più bella del reame è la sua figliastra Biancaneve, questa cerca di ucciderla. La ragazza riesce a fuggire nel bosco e si rifugia nella casetta dei cinque nani… ASPETTA UN PO’.. CINQUEEEE??? E se non fosse la casetta giusta… ed i nani fossero quelli sbagliati e fossero ancora più pazzi e divertenti degli originali??
Una meravigliosa Biancaneve, un principe bellissimo, le canzoni cantate dal vivo... e poi… i cinque nani! Una pazza ed esilarante versione della favola più amata che insegnerà ai bambini
che con la dolcezza, la bontà, l’amore e la simpatia si può sconfiggere anche la più cattiva dei cattivi.
BIGLIETTI Adulti € 15,00; Bambini fino a 14 anni € 11,00; Under 3 anni € 4,50
Il maestro giapponese dell’animazione Hayao Miyazaki è dagli anni ’70 che cattura l’attenzione degli spettatori con capolavori per la tv e per il cinema. Affrontando temi profondi come il rapporto tra la natura e il progresso, il rispetto e l’amore reciproco, il legame con l’infanzia, Miyazaki è capace di far innamorare grandi e piccini superando qualsiasi barriera culturale.
PAOLA QUATTRINI PAOLA BARALE MAURO CONTE
in
SLOT
Testo e regia di LUCA DE BEI
Slot, ossia il potere del gioco, il potere che crea brivido e adrenalina, il potere della seduzione di una scatola “magica” che produce suoni e luci e che promette una vita diversa, migliore, una vita da cui sono escluse le difficoltà economiche e i problemi della quotidianità. Queste macchine da gioco attraggono le nuove falene, ovvero le donne che non sono in grado di accettare la solitudine, il tempo che scorre, i problemi e le crisi nei rapporti con mariti, figli, amicizie.
LA TRAMA DELLO SPETTACOLO
Alessandra è una di queste donne, diventata vittima del gioco d’azzardo. Come molti dei giocatori, Alessandra non si rende conto del tunnel in cui è precipitata. E’ sicura di poter esercitare un controllo sulla sua voglia di giocare, che però le ha portato via i risparmi, le energie e il sonno. Alessandra gioca per vincere, poi per sentirsi viva, poi solo per sentire il suono delle monete che cadono nella vaschetta delle macchinette. A cercare di aprirle gli occhi e di farle vedere la realtà, è prima di tutto il figlio. Nel cercare di assistere la madre, Marco si accorge di come i giocatori siano, in realtà, soli e abbandonati dalle istituzioni, succubi della Grande Seduzione, della Pericolosa Malìa, un potere tanto forte quanto occulto.
Alessandra è una donna radiosa, ironica, con dei tratti un po’ infantili, ed è grazie a questo carattere che gli altri non riescono a vedere la disperazione in fondo al suo spirito. Ma suo figlio la conosce e riesce a capire i disagi della madre, non crede alla sua felicità, un po’ costruita, alle sue bugie, ai suoi sogni di carta, e le sarà sempre accanto.
A supportare Alessandra in questo percorso ci sarà – incredibilmente - anche Giada, la nuova donna del suo ex marito. Inizialmente considerata come una rivale (tanto più pericolosa in quanto più giovane di lei, oltre che ancora di charme) e addirittura motivo della sua depressione e dipendenza dal gioco, la donna diviene inaspettatamente per Alessandra un’amica. Grazie a lei, Alessandra scoprirà la potenza della solidarietà femminile (il nemico comune? L’ex marito di Alessandra, ovviamente, che le ha tradite entrambe).
Attraverso una forte presa di coscienza, Alessandra troverà finalmente il coraggio per guardare direttamente i suoi problemi e percorrere così una strada di risalita.
BREVE NOTA SULLA LUDOPATIA
La probabilità di fare sei al superenalotto è una su seicentoventidue milioni, quella di realizzare una cinquina al lotto una su quarantatré milioni. Eppure, il vizio del gioco è una passione profonda che, soprattutto in tempo di crisi, si appropria di moltissime persone tra cui, fenomeno recente, molte donne. Tale dipendenza paralizza i centri di volontà e alla sua influenza si deve arrendere anche un carattere forte e deciso. Dopo un po’ vincere o non vincere non ha più importanza. Per le persone cadute preda di questa ossessione giocare è il solo modo per esistere, per sentirsi vivi. La dipendenza dal gioco è un prodotto di questa società dei consumi, del mito del guadagno facile, della fuga dalla realtà, dell’illusione che la felicità alberghi nei beni materiali. Si chiama ludopatia ma di ludico c’è solo il nome: quando il mostro si impossessa delle sue vittime uscire dalle sue spire è molto difficile.
Lo spettacolo è pensato come una danza leggera che inizia con note allegre e suadenti - così come il gioco appare in un primo tempo a chi gli si avvicina – per diventare via via sempre più avvolgente, più serrata, e trasformarsi poi in un vortice di energia a cui sembrerà impossibile sottrarsi.
Dal 26 ottobre al 14 novembre, al TEATRO MANZONI di Roma in Via Monte Zebio, 14/C – Roma
Stefano Dalla Verde
L'architetto e disigner pugliese Vincenzo del Monaco presenta il 7 e l'8 settembre nello spazio di Brera Contract, durante il Fuorisalone 2021 a Milano, Cento sTORIe, un'esposizione di una serie di sculture per celebrare dieci anni della sua creazione più famosa, il Toro.
STRAPPARE LUNGO I BORDI, la serie d’animazione italiana scritta e diretta da ZEROCALCARE
“THE WORLD OF BANKSY - THE IMMERSIVE EXPERIENCE” è la mostra su cui punta ancora una volta il Teatro Nuovo di Milano. Dall’ 8 settembre fino al 31 ottobre 2021 è imperdibile l'appuntamento con Banksy, il famoso artista britannico che tratta ironicamente temi politici e di denuncia sociale.
La Parte 5 Volume 2 debutta il 3 dicembre su Netflix
"Nelle ultime ore ho perso delle persone molto importanti e non permetterò a nessun altro di morire per questa rapina", afferma il Professore (Álvaro Morte). Tokyo (Úrsula Corberó) è morta, e il nemico, più pericoloso che mai e malgrado le ferite, si trova ancora all'interno della Banca di Spagna.
Netflix mostra le prime immagini e il teaser del Volume 2 de La Casa di Carta Parte 5, che il 3 dicembre verrà rilasciato in tutti i Paesi in cui il servizio è attivo. Questi sono gli ultimi cinque episodi che determineranno la conclusione della rapina.
Informazioni su Netflix:
Netflix è considerato il più grande servizio di intrattenimento streaming del mondo, con più di 209 milioni di abbonati paganti in oltre 190 paesi che guardano serie televisive, documentari e film in un'ampia varietà di generi e lingue. Gli abbonati hanno la possibilità di guardare tutto ciò che vogliono in qualsiasi momento della giornata, ovunque e su ogni schermo, basta avere a disposizione una connessione ad Internet. Gli utenti possono mettere in pausa e riprendere la visione a piacimento, dal momento in cui l'avevano interrotta, senza spot pubblicitari.
Vancouver Media
Vancouver Media è una casa di produzione televisiva fondata nel 2016 da Álex Pina, il cui obiettivo è creare show che si differenzino da tutto il resto. Dalla sua fondazione, ha prodotto le serie La Casa di Carta, Il molo rosso, While Lines e, per ultima, Sky Rojo.
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Fracchiolla Martina
Arriva la quinta edizione di questa rassegna cinematografica di surf e skateboarding ma con una novità: quest’anno si va al mare, al Nimbus Surf Club di Marina di Pietrastanta il 3,4,5 settembre.
19 ottobre>14 novembre | sala Fassbinder
Robert e Patti
di Emanuele Aldrovandi uno spettacolo di Francesco Frongia con Ida Marinelli, Riccardo Buffonini, Loris Fabiani brani originali Pezzi di te e Nasci di Cesare Malfatti luci Giacomo Marettelli Priorelli fonico Gianfranco Turco produzione Teatro dell'Elfo
prima nazionale
«‘La musica è cambiata’ non è solo un modo di dire. Il mondo è cambiato, così come il mercato. Ma sono cambiati anche gli uomini e il loro bisogno di esprimersi attraverso l’arte, la poesia, la musica. Cosa determina il bisogno vitale di un artista di esprimersi?».
Francesco Frongia ha chiesto ad Emanuele Aldrovandi di scrivere un testo su misura per Ida Marinelli, interrogandosi attorno a questa domanda. È nato Robert e Patti (presentato come semplice lettura scenica per quattro repliche nel 2018) e ora proposto in una versione compiuta e definitiva, nella quale Riccardo Buffonini e Loris Fabiani affiancano l’attrice dell’Elfo.
È uno spettacolo ‘rock’ che ci trasporta in uno scalcinato loft newyorchese, ingombro di scatole, locandine e manifesti, vestiti e parrucche, strumenti e dischi affastellati in modo precario, come in procinto di essere traslocati. Da qui entriamo in un’altra dimensione di spazio e di tempo e, sospinti dalla musica, approdiamo negli anni Settanta.
«Con Robert e Patti – dice il regista – vogliamo raccontare il percorso di un’artista che non ha conosciuto il successo, ma che non riesce a rinunciare alla sua arte e al ricordo del suo amore. I personaggi hanno lo stesso nome di Robert Mapplethorpe e Patti Smith, hanno sfiorato le stesse persone, vissuto negli stessi luoghi, ma non sono riusciti a diventare altrettanto famosi. Ma cosa significa diventare famosi? Famosi per chi, quanto bisogna essere famosi per essere famosi davvero? Andy Warhol prediceva che nel futuro tutti avremmo avuto quindici minuti di notorietà.
Nello spettacolo un agente vende questa notorietà surrogata e cerca di convincere la nostra Patti (che di cognome fa Johnson) ad esibirsi in club improbabili, imitando Patti Smith. Ma l’anima di una vera artista non è mai in vendita, anche se naturalmente ha bisogno di qualcuno che la ascolti. La musica rock, ancora più delle altre arti, è quel settore in cui domina il conflitto tra l’ambizione artistica e il dover soddisfare il gusto del pubblico per poter vendere il proprio lavoro. E torna la domanda: cosa significa essere famosi?
La colonna sonora dello spettacolo spazia dalla ‘famosissima’ Planet Caravan dei Black Sabbath alla musica dei Sonic Youth, gruppo seminale che più di ogni altra band ha segnato lo sviluppo del rock alternativo americano, ma che alla stragrande maggioranza delle persone non dice niente. Se è nato il grunge, il noise-rock e gran parte dell'indie-rock anni ‘90 lo dobbiamo a loro.
Per dare prova del mondo musicale di Patti Johnson ho chiesto invece a Cesare Malfatti di comporre un paio di brani: il primo s’intitola Pezzi di te, mentre il secondo, Nasci, è una ballata di cui utilizziamo solo la melodia. Nel corso dello spettacolo vedremo che Patti prova a usare la musica per provocare negli ascoltatori una reazione. Un esempio di questo suo stile provocatorio è il pezzo Il disastro (un’improvvisazione della protagonista) in cui canta la strofa ‘il disastro si compie lentamente’ e vedendo lo spettacolo scopriremo che mai canzone è stata più autobiografica...
Patti Johnson non è mai esistita, ma esistono molti artisti come lei. Robert e Patti è dedicato a tutti quelli che ostinatamente rimangono artisti anche se non diventano famosi.
È un viaggio nel mondo della musica alternativa in compagnia degli ultimi sognatori ‘duri e puri’ per cui ‘essere’ è più importante che ‘apparire’. Una lezione di vita, in cui la New York degli anni Settanta si confronta con il mondo di oggi.
La musica oggi ha smesso di funzionare come ‘agente predittivo’ di cambiamenti più ampi. Perché? Cosa è cambiato? Davvero non esiste nessuna alternativa a questo modello di società? E se fosse l’arte che può aiutarci a cambiare il mondo?».
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TEATRO ELFO PUCCINI, sala Fassbinder, corso Buenos Aires 33, Milano – Martedì /sabato ore 21.00, domenica ore 16.30 – Prezzi: intero € 33 / rid. giovani e anziani €17,50 / online da € 16,50 Info e prenotazioni: tel. 02.0066.0606 –
Fracchiolla Martina
L'artista milanese Nadia Nespoli si è specializzata presso l'Accademia di Brera in arte sacra contemporanea, ma non si è mai abituata alla rappresentazione religiosa, almeno negli ultimi dieci anni: nelle sue più recenti mostre mancava la rappresentazione figurativa.
“Vulcano cuore”, le opere di Lello Esposito tra mito e realtà
In opera fino ad ottobre, l’esclusiva installazione dell’artista napoletano nella hall dell’Hotel Le Agavi e nel rs stellato La Serra
“Non ho mai visto la mia anima. Entrando nello studio di Lello Esposito, ne ho almeno sentito l’odore”. Così Massimo Troisi parlava dello scultore napoletano, uno degli ultimi artisti ad aver esportato l’arte partenopea in tutto il mondo. Era il 1973 quando Esposito, appena diciassettenne, assiste a uno spettacolo di marionette al Vomero. È la maschera di Pulcinella a colpirlo particolarmente, tanto da realizzarne subito dopo una versione con dei materiali acquistati in cartoleria. Pulcinella diventa così una costante iconografica della sua produzione plastica, concepita tra passato e presente, tradizione e contemporaneità. I simboli di Napoli subiscono tra le mani di Esposito una metamorfosi, diventando segni dell’evoluzione di una città che, pur rispettando con grande devozione le sue origini, è sempre vicina ai cambiamenti sociali e culturali. Anche la sua ultima mostra parte dalla tradizione, più precisamente quella mitologica.
L’amore tra la mitica sirena Partenope e il centauro Vesuvio è il tema centrale del progetto artistico “Vulcano cuore”, installato negli spazi dell’Hotel Le Agavi di Positano con il patrocinio del Comune di Positano. L’amore tra le due celebri figure diventa nell’esposizione una metafora dell’amore per il proprio territorio, per la propria storia e tradizione millenaria.
Nella Hall gli ospiti vengono accolti da un grande “Pulcinella-Corno”, a cui segue la “Testa di Gallo”, altra scultura in alluminio, splendido omaggio di Esposito alla città di Positano e all’arcipelago de Li Galli, luoghi incantevoli animati da sempre da miti e legende.
Le opere di arricchiscono anche la sala, dominata da cupole decorate con foglie dorate e pavimento in maiolica azzurra del ristorante “La Serra” (una stella Michelin), guidato dall’executive chef Luigi Tramontano, situato all’interno della struttura. Tra queste giganteggia un’enorme tela, intitolata proprio “Vulcano cuore”, prodotta appositamente per “Da domani mi alzo tardi”, il film sulla storia d’amore tra Massimo Troisi e Anna Pavignano, sceneggiatrice di molti suoi film e compagna di vita per diversi anni. A simboleggiare con grande maestria l’evoluzione del tempo è un’altra opera situata all’interno della sala, la scultura in bronzo della “Sirena Corno”. L’essere mitologico perde prima le sue ali, poi la sua coda di pesce, rigenerandosi alla fine in simbiosi col Corno, simbolo vitale che la connette fisicamente alla vita terrena, sogno proibito di Partenope.
In mostra fino ad ottobre, le opere del Maestro ci raccontano che il passare del tempo non è sinonimo di invecchiamento, soprattutto per l’arte. Gli elementi della tradizione non accennano ad avere alcuna ruga, ma si rimpastano nella contemporaneità assumendo significati sempre inediti. Una fruttuoso legame quello tra l’arte e gli hotel, come ci spiega la promotrice della mostra Valeria Capilongo: “Sono sempre più numerosi gli alberghi che ospitano collezioni di artisti affermati, installazioni permanenti insieme a mostre temporanee, dove è persino possibile acquistare tele, sculture ed installazioni esposte.”
Da New York a Madrid, da Parigi a Tokyo. Le opere di Esposito hanno toccato in questi anni le metropoli di tutto il mondo, finendo perfino a casa di qualche collezionista d’eccezione, tra cui Woody Allen e Claudia Cardinale.
Un riuscito esperimento di globalizzazione al contrario, dove il mondo intero si interessa e prova entusiasmo per l’arte di un’unica città. Prova evidente che Napoli e le abilità di Esposito contengono in sé un linguaggio universale, capace di attecchire in ogni dove, di esprimere con una formula originale il tempo in cui noi tutti ci ritroviamo.
Beniamino Strani
Dopo Wimbledon e gli Europei, ci siamo: arriva l’evento dell’anno: i fighters italiani sono pronti a portare alla vittoria l’Italia nelle sfide lanciate tra i 18 fighters professionisti internazionali, che combatteranno il 1 Agosto, nella Card “BRAVE- THE GOLDEN CAGE”, evento patrocinato da Regione Lombardia e Comune di Sesto San Giovanni.
Il Sano De-mente è la prima opera letteraria di Lorenzo Vanni, noto imprenditore romano, titolare dello storico locale Vanni in via Col di Lana.
Il famoso attore napoletano, dopo il grande successo di DanteXperience, è ritornato a teatro con questa tragedia accompagnato dal pianista Carlo Guaitoli sulle note di Verdi e Rossini, autori delle più importanti versioni operistiche dell'Otello.
Otello è una tragedia di William Shakespeare in cui la storia ruota tutta intorno alla sua gelosia per l'amata Desdemona. Il malvagio Iago fa nascere in Otello i primi sospetti sul tradimento della moglie con Cassio, fino a farlo impazzire e spingerlo al delitto.
La vicenda si concentra su tormenti interiori e conflitti psicologici: Otello, fiero condottiero militare ma decisamente ingenuo, viene raggirato a tal punto da una mente diabolica, quella di Iago, che con astuzia lo costringe ad agire secondo il suo volere, per pura ambizione di potere. Questa è la storia che tutti conosciamo.

Ma... “Immaginiamo di essere catturati nel mezzo di un triangolo amoroso di cui non siamo consapevoli. Immaginiamo qualcuno mentire sulle nostre intenzioni e sul nostro comportamento a nostra
insaputa. Immaginiamo di perdere il lavoro e di avere il nostro nome offuscato a causa di qualcosa che non abbiamo mai fatto né pensato. Immaginiamo di essere traditi dall’amore per la menzogna e da chi vuole la rovina di spiriti nobili. Immaginiamo di essere Cassio.”
In questo dramma, quindi, si racconterà "Otello: dalla parte di Cassio".
Informazioni.
Approfondimenti sul sito www.estateteatraleveronese.it , sulla pagina facebook, sul canale youtube, sui profili instagram e twitter dell’Estate Teatrale Veronese.
Biglietti.
I biglietti di spettacoli e concerti sono in vendita al Box Office Verona ,via Pallone 16
tel. 045 80 11 154.
Oppure online sui siti www.ticketmaster.it, www.ticketone.it e www.boxofficelive.it .
Informazioni e prenotazioni per persone diversamente abili: tel. 045 80 11 154.
Di Debora Bionda
Giacinto Facchetti è stato uno dei calciatori più amati e non solo dagli interisti. Anche i tifosi e i giocatori delle squadre avversarie riconosco al “Cipe” doti calcistiche fuori dal comune, oltre a una lealtà e un rispetto degni dei grandi campioni, quelli che diventano un esempio non solo in campo, ma anche al di fuori.
Il 18 maggio al Teatro Elfo Puccini in corso Buenos Aires di Milano assisteremo a due debutti importanti: "Un letto fra le lenticchie", in sala Bausch, spettacolo di e con Luca Torracca in prima nazionale fino al 30 maggio e "Munch, Autoritratto su carne" di e con Corrado Accordino in sala Fassbinder fino al 23 maggio.
Non ce ne rendiamo conto ma le foto che spesso scattiamo al mare coi nostri amici per ricordarci le tanto agognate vacanze estive hanno un alto valore artistico e sociale delle bellezze offerte in primo luogo da quel meraviglioso sfondo blu.
Mare Magnum nostrum è un progetto di Gea Casolaro, a cura di Leonardo Regano, vincitore dell'ottava edizione di Italian Council, programma di promozione dell’arte contemporanea italiana nel mondo della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo. Presentato dalla Direzione Regionale Musei dell'Emilia-Romagna, nel 2021 Mare Magnum Nostrum entrerà a far parte della collezione permanente del Museo Nazionale di Ravenna.
Io guardo ancora il cielo. Federico Faruffini. Questa è la mostra a cura di Simona Bartolena che si è aperta il primo maggio a Villa Borromeo d'Adda, Arcore (MB), e che durerà fino al 27 giugno.
Vado avanti per la mia strada come ho sempre cercato di fare nella vita. Anche perché penso che le cose brutte o scorrette prima o poi vengono a galla.
Mio padre diceva sempre che il tempo è galantuomo, e io continuo a pensarla come lui.” Una delle frasi più significative di Giacinto Facchetti, “icona” del calcio mondiale, ritenuto uno dei migliori giocatori nella storia del calcio italiano.
Giovedì 15 ottobre, dalle 18.30 alle 21.00 presso la presso la Galleria al142 di Milano, si inaugura la mostra fotografica "HUMAN FOREST": le fotografie di Marina Tana che nascono da un'esperienza di viaggio in solitaria nel cuore dell’Amazzonia (dall’Ecuador al Brasile). A cura di Paola Riccardi
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