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La pantera delle nevi: il docu-film girato in Tibet ci ricorda che la bellezza è in pericolo

La pantera delle nevi: il docu-film girato in Tibet ci ricorda che la bellezza è in pericolo

So, not everything was created for the human eye?” si chiede il romanziere Tesson ammirando i paesaggi del Tibet sopra 5000 mt e con picchi di 25° gradi sotto lo zero. Le avventure dello scrittore sono seguite con passione in La pantera delle nevi, il docu-film diretto da Marie Amiguet e Vincent Munier, con la colonna sonora composta da Warren Ellis e Nick Cave. Il film, che arriverà nelle sale italiane in primavera con Wanted Cinema!, è stato presentato in anteprima al Cannes Film Festival, ottenendo ben tre nomination ai César 2022 (miglior colonna sonora, miglior documentario e miglior esordio).

L’opera, che ha sbancato i botteghino francese con più di 3,8 milioni di dollari, è molto più di un documentario: tra valli inesplorate e impervie, abitate da una fauna rara e nascosta, le avventure di Tesso e del celebre fotografo naturalista Vincent Munier, contribuiscono a dare al film un linguaggio filosofico. Grazie ai sussurri di Cave, il violino di Ellis, le note eleganti di pianoforte, gli archi minacciosi e le dolci linee dei fiati, la colonna sonora avvolge le immagini in un’atmosfera quasi mistica e catartica.

Con l’obiettivo di avvistare la pantera delle nevi, uno dei grandi felini più rari e difficili da avvicinare, i due ricercatori esploreranno queste valli entrando in contatto con la disarmante bellezza dell’universo, domandandosi quale sia il senso di ciò che li aspetta a casa al loro ritorno e quindi il posto dell’essere umano nel mondo.

Il mammifero sfuggente e maestoso diventa una sorta di allegoria della natura incontaminata che non si interessa all’uomo, rigettando la visione antropocentrica che lo vuole al trono dell’ecosistema. L’avvincente avventura diventa metafora di un mondo in pericolo che potremmo non essere più in grado di vedere nel giro di poche generazioni a causa delle disastrose conseguenze degli interventi umani.

Un docu-film intriso di poesia, che oltre a concedere agli spettatori incantevoli scenari, invita a riflettere sul proprio ruolo nel Pianeta, mettendoci in contatto con il nostro io più profondo.  

Beniamino Strani

Mi chiamo Beniamino Strani, ho 24 anni e sono laureato in Scienze dell'Informazione: Comunicazione Pubblica e Tecniche Giornalistiche. Ho poi ottenuto un Master in Critica Musicale. Amo ogni forma di comunicazione e tra un articolo e un altro, pubblico delle poesie su un blog.

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