Luogo, posizione, stazione, scala. Sono tanti i significati della parola araba maqam, usata maggiormente in riferimento al sistema di organizzazione melodica della musica araba tradizionale, una tecnica di improvvisazione musicale largamente praticata in tutto il Medio Oriente. La compagnia di danza mk, fondata nel 2000 da Michele Di Stefano, parte proprio da questo concetto per lo spettacolo in scena alla Triennale di Milano il 30 e 31 marzo.
Un intreccio tra i corpi coreografati e la musica dal vivo orchestrata dal compositore di sonorità elettroniche Lorenzo Bianchi Hoesch e il canto di Amir ElSaffar, protagonista del jazz contemporaneo e profondo conoscitore della tradizione del maqam iracheno. Una performance di matrice cross-culturale, tra concerto e spettacolo di danza, che la compagnia di Di Stefano, artista associato di Triennale Milano Teatro per il triennio 2022-2024 e vincitore del Leone d’Argento per la Danza alla Biennale di Venezia, descrive così: “La relazione compositiva tra ambiente sonoro e coreografico è fatta di eventi elementari, discontinui e puntiformi, costruiti su un avvenire immediato, come il manifestarsi di una transitorietà che trasformi via via il concerto in una coreografia. È questa la posizione che stiamo cercando.”
La ricerca coreografica del gruppo, reduce da tournée mondiali (Indonesia, USA, Giappone, Perù, Germania, Francia, Ungheria, Spagna, Portogallo) indaga l’ambiguità degli stati corporei e le loro alterazioni, caricando di raffinata poesia l’arte della danza, intesa come nobile forma di espressione dei sentimenti e come linguaggio umano per comprendersi e comprendere il prossimo.


