“Il mio film è un inno al desiderio fisico, un elogio e un invito a lasciarsi andare all’amore” afferma la regista Leyla Bouzida proposito di Una storia d’amore e di desiderio, uscito nelle sale italiane il 25 marzo. Il protagonista è il diciottenneAhmed, di origine algerina, cresciuto in una banlieue di Parigi, e narra l’incontro avvenuto tra le aule dell’università con Farah, giovane tunisina vitale e appassionata, appena trasferitasi in Francia. Centrale nella loro relazione è la scoperta di un corpus di letteratura araba erotica, che evidenzia le differenze culturali e caratteriali dei due giovani. Lei, più consapevole delle sue origini e più spigliata, lui più conservatore e ignaro dei costumi algerini. I suoi genitori sono sfuggiti agli Annés Noires, la guerra civile durata dal 1991 al 2002, che oppose in Algeria il governo ufficiale e vari gruppi islamisti, senza più fare ritorno. Questo differenzia la comunità magheribina presente in Francia, in cui i tunisini e i marocchini conservano con maggiore autenticità il legame con le loro origini, a differenza degli algerini, che spesso sono stati costretti a tagliare i ponti con il loro passato. Questa rimozione porta Ahmed a rispettare inconsciamente gli stereotipi esterni, deformando la vera identità del suo popolo.
Il film approfondisce con uno stile originale un tema poco narrato al cinema, ovvero la fragilità maschile e la fatica di esprimere il proprio eros. Dinanzi a Farah, che si dimostra più consapevole della propria fisicità, Ahmed risponde con un approccio talvolta repressivo, imparando pian piano a lasciarsi andare alla passione e ai sentimenti. Cruciale per la riuscita del film è stata la scelta degli attori: Sami Outbali (Ahmed), è reduce dalla serie tv di successo Sex Education, dove interpreta un personaggio sicuro della propria sessualità, in antitesi con il personaggio del film. L’attore incarna l’intento della narrazione, rappresentando una commistione tra fragilità e carnalità, tra timidezza ed erotismo. Zbeida Belhajmor (Farah) simboleggia la sicurezza di sé e il desiderio di esplorarsi attraverso il contatto con l’altro. Entrambi candidati come migliori rivelazioni ai Premi Lumière, i giovani attori “sono quanto di meglio il cinema degli ultimi anni ci abbia posto all’attenzione” sostiene Paolo Minuto, distributore di Cineclub Internazionale, che commenta la pellicola aggiungendo: “in questo film si mette in scena la carnalità della poesia e la poeticità della carne.”
Musica intensa e travolgente, gioco di luci che riflette il magnetico gioco di sguardi tra gli attori, valorizzando la sensualità dei loro corpi: ogni dettaglio nella produzione del film è stato pensato per manifestare l’eros e la paura della giovinezza, contestualizzata entro uno schema culturale che arricchisce la trama di un significato introspettivo e profondo. Attraverso la letteratura erotica, Ahmed avrà modo di recuperare parte delle sue tradizioni perdute, riconsiderandole con una visione meno chiusa e conformista, ottenendo un’idea più cosciente idea della sua identità.
Clicca qui per vedere il trailer: Trailer

