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Un appuntamento imperdibile per tutti gli appassionati di fotografia: dal 10 al 12 maggio al Superstudio Più di via Tortona va in scena la terza edizione di Mia- Milan Image Art Fair, la prima e più importante fiera di fotografia in Italia, ideata e diretta da Fabio Castelli.

 

Tanti sono gli ingredienti che fanno di MIA Fair un percorso di conoscenza a 360 gradi della  fotografia unico nel suo genere, a partire dalla sua natura curatoriale, all'innovativo format utilizzato, fino al ricco ventaglio di proposte ed espositori.

 

Nonostante sia una manifestazione fieristica legata alla promozione, valorizzazione e vendita di opere d’arte, dal 2011 l’evento viene interamente organizzato da un team di esperti del settore che si occupa sia della scelta delle opere, sia dell’organizzazione degli eventi collaterali.

Come nelle passate edizioni la selezione è stata curata dal comitato scientifico di MIA Fair composto da: 3/3 photography projects - Roma, studio di ricerca sull’immagine fotografica; Gigliola Foschi, curatrice e giornalista; Elio Grazioli, critico d’arte contemporanea e curatore; Roberto Mutti, curatore e critico fotografico; Enrica Viganò, curatrice, critica fotografica e organizzatrice di eventi legati alla fotografia.

 

L’unicità ed esclusività della manifestazione non è solo legata alle opere presenti, ma anche al format innovativo: ogni espositore propone i lavori di un unico artista, permettendo così al pubblico un percorso coinvolgente ed emozionante nel mondo di ogni fotografo.

 

Sulla scia del successo dello scorso hanno il progetto di Fabio Castelli si fa ancora più ambizioso.

 

Il pubblico potrà ammirare su una superficie di 8000 mq le opere proposte da 230 espositori tra gallerie, fotografi indipendenti ed editori specializzati, che giungeranno non solo dall’Italia, ma anche dall’Europa, dagli USA, dal Brasile e dall’Asia.  La fiera proporrà, inoltre, un ricco programma culturale di convegni, presentazioni editoriali, workshop tematici e tavole rotonde su argomenti che spazieranno dalla storia dell’immagine, al sistema del mercato, fino al mondo del collezionismo.

Diverse sono le novità rispetto all’edizione precedente: “L’angolo del collezionista” con espositori specializzati in conservazione, valorizzazione, illuminazione e protezione delle opere; “Lavori a quattro mani”,  l’area dedicata alla presentazione dei lavori in cui la creatività del fotografo si affianca alla sensibilità dello stampatore; “Codice Mia”, una lettura portfoglio inedita nel suo genere focalizzata sul mercato fotografico.

MIA Fair ospiterà la prima edizione del Premio “Tempo ritrovato”- Fotografie da non perdere, ideato da IO Donna, in collaborazione con MIA Fair, Eberhard & Co., il Museo di Fotografia Contemporanea di Cinisello Balsamo e col patrocinio di Regione Lombardia.

 

Queste le parole di Fabio Castelli all’indomani dell’apertura “Mancano pochi giorni all’inaugurazione di MIA Fair 2013. Abbiamo lavorato un anno intero per arrivare a questo appuntamento che ha l’ambizione di proporsi come un punto di riferimento per la fotografia in Italia. E non c’è stato giorno che non si siano cercati nuovi stimoli e nuove proposte per arricchire qualitativamente l’offerta della Fiera. Con l’aiuto di tutto il mio staff, spero di essere riuscito a offrire un’edizione di MIA Fair di qualità, all’altezza delle aspettative dei nostri espositori e del pubblico”.

 

Vi sentite incuriositi e stimolati? Andate al MIA Fair e immergetevi del mondo della fotografia, perché, come lascia intendere Fabio Castelli, non rimarrete delusi.

 

 

 

MIA Fair – Milan Image Art Fair 2013

Milano, Superstudio Più (Via Tortona, 27)

10-11 maggio dalle 11.00 alle 21.00/ 12 maggio dalle 10.00 alle 20.00

 

Ingresso:

Intero, € 15 - pass 2 giorni, € 21- ridotto , € 12- free entry bambini fino a 12 anni

 

Informazioni

tel. / Fax +39.0283241412 –

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - www.miafair.it

Ultimo dei vedutisti veneti dell'Ottocento, erede dei maestri come Antonio Canal (meglio conosciuto come Il Canaletto), Francesco Guardi e Bernardo Bellotto, a Guglielmo Ciardi viene dedicata una mostra alla GAM Manzoni. Centro Studi per l'arte moderna e contemporanea. 

 

Fino al 31 maggio si potranno ammirare 25 opere dell'artista, provenienti da collezioni italiane ed estere, ripercorrendo, in ordine cronologico, la sua produzione.

 

Vero cantore delle magiche atmosfere della laguna, dei palazzi storici, delle calli, dei canali e dei territori circostanti, nacque il 13 settembre 1842 a Venezia e studiò all’Istituto di Belle Arti della sua città.

Uscito dall'accademia, si liberò dalle regole apprese negli anni di studio (senza dimenticare l'importante insegnamento del professor Domenico Bresolin) per ispirarsi esclusivamente alla natura, con una pittura dal vero e all'aperto, scegliendo i luoghi natali come soggetto: uno stile che risulta originale rispetto ai maestri del passato.

Nei suoi viaggi in Italia, incontra Telemaco Signorini, i macchiaioli, Diego Martelli e Nico Costa.

Con il quadro Messiodoro (1886) raggiunse la celebrità, vincendo la medaglia d'oro alle esposizioni di Nizza e Berlino, e fu acquistato dalla Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma.

Insegnò all’Accademia di Venezia dal 1894 fino alla morte, avvenuta nel 1917.

 

L'esposizione, curata da Francesco Luigi Maspes ed Enzo Savoia, è l'occasione per approfondire lo studio e la conoscenza dell'artista.

 

GAM Manzoni. Centro Studi per l'Arte Moderna e Contemporanea

Via Alessandro Manzoni, 45

Milano

 

tel. 02.62695107

www.gammanzoni.com

 

Dal martedì al sabato dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15 alle 19.00

Ingresso libero

Nel nuovo spazio AuditoriumExpo la mostra “Life: i grandi Fotografi”, una retrospettiva sugli autori e le immagini che hanno fatto della rivista Life un mito della fotografia internazionale, visitabile fino al 4 agosto.

 

Non è esagerato affermare che la rivista Life è stata il social network dei tempi che furono: una “gallery” aperta su vizi e virtù a stelle e strisce, ma anche grandi fotoreportage di guerra e sui cambiamenti sociali del secolo scorso. Lo sguardo inedito del cambiamento; come una finestra sul mondo, quando ancora la televisione non esisteva e varcare i confini territoriali era cosa da pochi e coraggiosi eletti.

 

Dal 1936 la rivista Life voleva “Vedere la vita, vedere il mondo” (il motto sul primo numero): mostrare ai lettori, attraverso gli occhi di grandi fotografi, le immagini del nuovo secolo. E così fu effettivamente, fino agli anni Settanta, attraverso istantanee di un'epoca irripetibile, opere uniche che travalicano il loro valore artistico, diventando icone di un'epoca.

 

Non a caso, i fotografi di questa rivista hanno impresso una svolta nella maniera di comprendere l’attualità, di vederla e di raccontarla attraverso immagini eccezionali. Gli anni Trenta della Depressione, gli anni Quaranta, la Seconda guerra mondiale, il difficile dopoguerra, il Vietnam.

 

Life: i grandi Fotografi è visitabile dal 1 maggio al 4 agosto nel nuovo spazio AuditoriumExpo. La mostra, una produzione Fondazione Forma per la Fotografia e della Fondazione Musica per Roma, in collaborazione con Life e Contrasto, conta di circa 150 fotografie di 99 tra i più grandi fotografi della storia: da Eisenstaedt a Bourke-White, da Mydans a Parks, da W. Eugene Smith a Robert Capa fino a Morse e a McNally con il recente servizio sul Ground Zero - una produzione inedita, “una retrospettiva ragionata ed emozionante sugli autori e le immagini che hanno fatto di Life un mito e un riferimento della fotografia internazionale”, messa a punto proprio per questa occasione.

 

 

Life. I grandi fotografi

Auditorium Parco della Musica - Viale Pietro de Coubertin 30 - Roma

Dal 01 Maggio al 04 Agosto 2013

Info: 06 80241574

 

*Attenzione, questo articolo non contiene canzoni con ukulele e diapason*

 

Il cantautorato italiano sembra esser tornato di moda, tra gruppetti indie-rock e sottogeneri strani. La tendenza negli ultimi anni è essere più lamentosi possibili e scrivere testi che letti con calma non significano niente.

 

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Ma è un poco come parlare delle nuove parole che ogni anno l'accademia della crusca aggiunge al vocabolario, nessuno vorrebbe mai leggere sado-monetarismo, eppure è lo specchio del nostro tempo e dal punto di vista filologico ha una sua valenza molto importante. Ed è un piacere del tutto scientifico ascoltare i gruppi della nuova primavera del cantautorato italiano, non saranno De Andrè, ma ce la mettono tutta e soprattutto si distaccano nettamente da artisti commerciali come... Povia? va ancora quel fesso di Povia? Forse adesso è più ascoltato Mengoni....

Per nostra fortuna, tra il delirio di gruppi più o meno famosi, ogni tanto esce qualcosa di valido. I ragazzi che vi presento oggi sono una di queste eccezioni: Il Fieno.

 

La prima volta li sentii in acustica in un piccolo locale di Milano, niente di troppo entusiasmante, tra distrazioni alcoliche e impegni istituzionali la musica era un piacevole sottofondo e niente più. La vera svolta è stato ascoltare il loro EP (Il Fieno - EP - 2012) a casa, con calma.

Il sound è pulito e ritmato, un misto tra rock, power pop e new wave, perfettamente in sintonia con i testi cinici, appartenenti a un immaginario malinconico. Storie di vita e non vita, nascoste ai più da testi a volte criptici, ma con flash che rivelano una ponderata consapevolezza dei temi trattati. Facilissimo rimanere intrappolati nelle melodie, finendo a fischiettarle senza pensarci sotto la doccia o in macchina.

Il loro primo lavoro è andato bene, ha riscosso un grande successo di pubblico e critica, pubblicato su XL di Repubblica, promosso da Mtv new generation e Rolling Stone, ma si sa

. Gabriele Bosetti (voce), Edoardo Frasso (chitarra), Alessandro V. (basso, Momo Riva (batteria), iniziano a lavorare intensamente e il risultato è I Bambini Crescono - EP, uscito qualche mese fa. Una sorta di concept album che ruota intorno all'adolescenza e tutti i drammi che comporta, ma da una prospettiva diversa dal solito. Se prima eravamo abituati ad ascoltare le lagne di  giovani musicisti senza peli sul petto, con questo disco passiamo a un punto di vista più maturo, che guarda indietro con malinconia e ironia, forse con invidia di quei piccoli drammi che nulla hanno a che fare con quelli dei "grandi", ma con la consapevolezza che tornare indietro non si può.

 

Come il precedente mantiene uno stile abbastanza classico, melodico, ma sempre con quella marcia in più nettamente rock. L'ascolto è abbastanza facile, piacevole, da viaggio in macchina o in treno con le cuffie, ma consiglio caldamente di far attenzione alle parole che forse si perdono nel ritmo, per non perdersi perle come:

 

"Bella come la rivoluzione in cui non credi più"

 

"la mia generazione è all'avanguardia e posta l'occupazione su youtube"

 

L'EP ci regala anche la collaborazione con Luca Urbani ne "Amos (togli il male come l'Oki)" e soprattutto la bellissima cover della canzone di Enzo Jannacci "Vincenzina e la fabrica".

 

Se siete così tirchi da non voler comprare il disco, allora non ve lo meritate!

Ultimi due episodi della prima serie di The Following, il prodotto televisivo americano più originale degli ultimi anni.

Il successo poggia su vari fattori che vanno dalla credibilità e bravura dei protagonisti, Bacon e Purefoy, alla singolarità del soggetto, alla costruzione delle puntate che rendono la serie un poliziesco senza esserlo realmente.

 

Gli ultimi due episodi hanno basato quasi tutto sulla resa dei conti tra il serial killer Carroll e l’agente dell’FBI Hardy. Uno speculare all’altro, entrambi innamorati della stessa donna, tutti e due alla fine dei perdenti.

Gli spettatori così apprendono che l’antagonismo tra i due protagonisti della serie è stato creato ad arte dagli sceneggiatori, è finalizzato solo allo spiegamento degli eventi, all’azione cinematografica.

Carroll e Hardy in realtà non possono essere nemici veramente, né combattersi fino in fondo perché sono troppo simili e perché le loro vite, che si chiamano destini, hanno già scelto per loro nel momento stesso in cui si incontrano.

E così il serial killer si sgola con minacce e violenze per far confessare a Hardy e alla sua ex moglie Claire quando è stato il momento in cui i due si sono innamorati, e lo hanno colpito alle spalle; quando la bella moglie ha scoperto che lui era il serial killer più violento e ricercato d’America.

Claire ovviamente non lo sa. Come non sa perché e come si è innamorata dell’agente speciale Ryan Hardy. È così che doveva andare, punto.

 

Torna prepotente, allora, il vero senso e significato della serie: le miserie dell’uomo.

La volontà di emergere e sovrastare sugli altri. La ricerca vana e insulsa della felicità e dell’amore.

Senza questi sentimenti ancestrali e primordiali i follower di Carroll non potrebbero esistere.

Dare un senso all’esistenza umana diventa il “progetto” primario dei following, l’amore è morte, la morte è vita, la vita va sacrificata per il bene comune e per la rinascita.

E se questo significa far parte del libro capolavoro di Joe Carroll va bene lo stesso.

I seguaci della setta vogliono avere uno scopo ultimo. Partecipando alla stesura del libro e conquistando il mondo con il loro personale sacrificio. In mezzo a tutto questo c’è la morte di innocenti, la strage di intere comunità, la propria redenzione attraverso lo spargimento di sangue di altri, le violenze e gli omicidi a catena.

 

Un'insensata e inutile scia di morte che alla fine fa rinsavire anche il più vicino dei seguaci di Carroll. Jacob, socio della più temibile e sanguinaria dei follower, Emma.

Il ragazzo non vuole morire, non vuole sacrificarsi per contribuire alla stesura del libro di Carroll e dopo tante morti e sacrifici umani vuole lasciare la setta e vivere la sua vita da uomo libero anche se comunque da assassino. Emma così uccide anche lui. Nessuno può lasciare la setta e naturalmente nessuno può lasciare Carroll e la stesura del suo capolavoro.

Tutto inutile, perché Carroll muore. O almeno così viene detto agli spettatori. E ovviamente a ucciderlo è Ryan Hardy che salva anche Claire nell’inutile e vana speranza di poter vivere finalmente una normale vita insieme. Carroll però non è mai stato l’unico né il solo nemico.

La setta è fatta da follower, da seguaci, da tante altre mani pronte ad agire e uccidere.

Il nemico è alla porta accanto, si nasconde nella vicina di casa di Ryan, la premurosa amica di letto dell’agente dell’FBI, reclutata da Joe anni prima e pronta a “completare” il libro per lui.

Claire soccombe sotto gli occhi atterriti di Ryan che colpito a morte può fare poco.

L’ultimo fotogramma della prima serie ci consegna la vittoria di Joe Carroll.

Ma è solo finzione.

 

Il 10, l'11 e il 12 maggio a Milano torna ad essere il centro di un evento musicale, che ha come protagonista il pianoforte. Oltre 200 concerti ad animare la città, arrivando addirittura fino sui mezzi di trasporto, con un piano tram sul quale poter salire per una corsa davvero particolare.

L'inaugurazione è Venerdì 10 maggio alle 20.00 presso il Piano Center in via Palestro 16 con l'evento 'Cut the jam: concerto per 21 pianoforti', 1848 tasti suonati contemporaneamente eseguendo opere di diverse epoche e generi.

Una grande occasione per ascoltare musicisti professionisti, ma anche studenti e amanti dei suoni, assieme ad alcuni dei più noti pianisti italiani e internazionali, come Ludovico Einaudi, Paolo Jannacci, Carlo Boccadoro e Michele Di Toro.

Ci saranno poi altri spettacoli diffusi per le diverse zone della città, tra cui House concerts, City concerts, Special concerts, Guest concerts, Kids concerts, Concerti nei cortili e tanti altri. i nuclei centrali della manifestazione sono i Giardini di Villa Reale e il Polo Museale Gam Pac.

Per poter partecipare è necessario prenotare il proprio posto gratuito, attraverso il sito http://www.pianocitymilano.it, cliccando sull'icona rossa del concerto desiderato.

Per il programma consultare http://www.pianocitymilano.it/programma

Timbro profondo e tonalità a tratti gutturali e cavernose sono le peculiarità dello stile vocale di Mac Demarco. Contornate da un Rock Psichedelico dalle intonazioni calde, che rimandano quasi a un ambiente Texano, tipico del Sud degli Stati Uniti, discordano totalmente dall’effettiva provenienza del cantautore, il Canada.

Il cantante annovera nel suo repertorio due album Studio: “Rock’n’Roll night club” e “2”.

 

Ed è proprio la canzone “Rock’n’Roll night club” a rappresentare a pieno l’apice della sua arte. L’ambientazione da fumoso whiskey bar, da J&B senza ghiaccio, quel non so che di polveroso, sporco, trasporta l’ascoltatore in una Dallas post proibizionismo, tipica delle ambientazioni di John Fante o di Bukowski e dei suoi Whiskey & Soda.

 

Il 29 Aprile 2013 Mac DeMarco si è esibito nella capitale, al Lanificio159, club ricavato appunto dalla struttura di un vecchio lanificio.

La redazione di Nerospinto, solo per voi, si è recata in quel di Roma per rendervi partecipi dell’intensa arte del cantautore.

 

L'edificio scevro di fronzoli, l’asetticismo dellLocale, il suo aspetto fortemente underground si è conciliato perfettamente con il concerto di Demarco, il quale, sorseggiando birra in lattina e dialogando con il pubblico quasi come un ragazzo farebbe con i suoi amici di infanzia, si è esibito in una performance degna dell’Album studio.

 

La voce calda e pacata non ne è uscita intaccata da quelli che possono essere i rischi di un live; ritmicamente, invece, ha optato per un ritmo più rapido, tendente quasi allo Ska, ottenendo una situazione piacevole e ballabile.

La redazione, dunque consiglia caldamente quest’artista, lasciandovi qui sotto relativi link e rimandi video.

 

 

 

http://macdemarco.bandcamp.com/

 

Il celebre scrittore e poeta tedesco Herman Hesse è ospite con un’eccezionale mostra d’arte nella cornice della Torre delle Arti del Borgo di Bellagio, la “perla del Lago di Como”.

Herman Hesse, autore di testi di grande successo come Siddartha, Narciso e Boccadoro, nonché vincitore del Premio Nobel per la Letteratura nel 1946, arriva sul Lago di Como con i suoi acquarelli.

Fino al 2 giugno si potrà visitare la mostra “HERMAN HESSE IN VISITA A BELLAGIO”, una ricca esposizione di acquarelli realizzati dallo scrittore.

Sono ben 35 le opere presentate, tutte parte dell’eredità che Hermann Hesse lasciò al figlio Heiner, a sua volta da lui oggetto di lascito alla figlia Eva. Lo scrittore, oltre agli acquerelli mette a disposizione dei visitatori alcuni documenti ed oggetti appartenenti al nonno.

“HERMAN HESSE IN VISITA A BELLAGIO “ esprime il profondo amore che il poeta tedesco ha sempre manifestato per l’Italia ed in particolare per lo splendido Lago di Como con i suoi giardini e ville storiche, piccoli borghi e paesaggi mozzafiato.

Tuffatevi indietro nel tempo e immergetevi in un viaggio alla scoperta dell’arte di Herman Hesse tra esistenzialismo, spiritualismo e misticismo.

Il 27 agosto Rho Fiera si prepara ad accogliere migliaia di fan per il concerto dei System Of A Down che chiuderà il tour 2013.

 

Dopo il grande successo della data italiana del 2 giugno 2011, in occasione della quale 40.000 persone si erano radunate nell'ampio cortile esterno del polo fieristico, la band armena raddoppia scegliendo Milano come città in cui salutare il proprio pubblico, in attesa di uno sperato nuovo appuntamento.

 

Le voci che parlavano di un nuovo cd, alimentate anche dai membri del gruppo in seguito al successo inaspettato ottenuto nello scorso tour, non trovano per il momento un riscontro nella realtà.

Per quanto una ritrovata armonia abbia caratterizzato i rapporti nell'ultimo periodo, Serj Tankian (voce), Daron Malakian (chitarra e seconda voce) e Shavo Odadjian (basso) portano avanti i propri progetti in autonomia e non danno segni di volersi cimentare in nuove sperimentazioni di carattere collettivo.

 

Il concerto, che verrà aperto da due band di spessore nel panorama alternative quali Deftones e  Lacuna Coil, si configura come un espediente per ripercorrere le tappe salienti del percorso della band, riproporre i brani più famosi e rivivere con il pubblico le emozioni che solo il contatto diretto di un live può dare.

 

Con 5 album all'attivo, tutti piazzatisi ai primi posti delle classifiche statunitensi, il gruppo è apprezzato sia per le sperimentazioni sonore (che per molto tempo hanno reso difficile darne una definizione classificatoria), le quali spaziano dalla musica popolare armena, all'heavy metal, al folk statunitense, all'alternative rock; sia per l'impegno politico e sociale profuso nei testi.

Se infatti alcuni brani lasciano libero sfogo alle prodezze vocali del cantante, se non al puro non sense, altri si configurano come seriamente impegnati in un'opera di denuncia delle tematiche più scottanti del panorama attuale: le guerre e le motivazioni che portano alla violenza tra gli uomini (War, Boom!, B.Y.O.B.), il valore della vita e la problematica della disabilità (Question!, Aerials), le responsabilità e la scorrettezza dell'agire di governo negli USA (Spiders, Prison Song), il genocidio armeno e soprusi su altre minoranze (Chop suey, Hypnotize).

 

Il live di agosto sarà un'occasione unica per godersi ancora una volta un'esibizione carica di energia, caratterizzata da riff di chitarra sempre più complessi e ritmi a tratti giocosi, improvvisi cambi di tempo e sonorità che alternano melodie malinconiche ed urla graffianti.

Il tutto condotto magistralmente dalla calda e potente voce di Serj che tra acuti, falsetti, profondi growl e un cantato più pulito, eseguirà i brani più famosi e b-sides immancabili.

 

I cancelli dell'evento si apriranno alle 15.00

L'inizio dei concerti è fissato per le 18.00

 

Costo del biglietto: 69€

 

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Presso la Sala Alda Merini allo Spazio Oberdan della Provincia di Milano, dal 15 al 19 maggio la Fondazione Cineteca Italiana, in collaborazione con Trento Film Festival e Alt(r)i Spazi, presenta la rassegna Trento Film Festival 2013 a Milano, alla sua IX edizione.

La rassegna si compone di una selezione accurata di film realizzata dai direttori artistici Sergio Fant e Rosanna Stedile, con opere provenienti da ogni parte del mondo che hanno come collegamento tematiche quali la montagna, l'avventura, e l'alpinismo.

Il programma è formato da 10 lungometraggi, 6 mediometraggi e un corto, per un totale di 17 titoli, tutti inediti a Milano.

 

Il calendario prevede:

Mercoledì 15 maggio h 17.00 Au bord du vide h 19.00 Il turno h 21.15 Der Filmbringer

Giovedì 16 maggio h 18.00 Inaugurazione della mostra allestita al primo piano di Spazio Oberdan e dedicata ai 150 anni del Cai (Club Alpino Italiano). Ingresso libero. h 19.15 Questa miniera h 21.15 Patabang, una storia degli anni ’70 La dura dura

Venerdì 17 maggio h 17.00 Honnold 3.0 A Fine Line h 19.00 San Martino h 21.00 The Summit

Sabato 18 maggio h 15.00 Libros y nubes h 17.00 Au bord du vide h 19.00 Hiver nomade h 21.00 Pura vida

Domenica 19 maggio h 15.00 Wild One h 17.00 Messner – Der Film h 19.00 Honnold 3.0 A Fine Line h 21.00 Roraima – Climbers of the Lost World

 

Negli stessi giorni avrà luogo nello spazio espositivo del primo di Spazio Oberdan una mostra dedicata al 150esimo anniversario della fondazione del CAI di Milano.

 

Biglietto d’ingresso: intero € 7,00 Biglietto d’ingresso ridotto per possessori di Cinetessera o studenti universitari: € 5,50 Cinetessera annuale: € 5,00

 

 

Spazio Oberdan Viale Vittorio Veneto 2, angolo piazza Oberdan

Per info: INFO: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. www.cinetecamilano.it 0287242114

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