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Cosa chiedere di più dalla vita. In una sola settimana si concentrano i concerti a cui un rock addicted non può mancare. Lunedì a Villa Arconati (ingresso 25€) si comincia con un nome tutelare del rock oscuro e cupo, quel Mark Lanegan che ha esplorato le declinazioni del rock contemporaneo di matrice grunge, prima con i magnifici Screaming Trees, poi con una carriera solista che ha visto il bel tenebroso concepire capolavori in compagnia di illustri colleghi come Isobell Campbell, Soulsavers, Moby, l'ultimo con Duke Garwood si intitola Black Pudding, un lungo compendio di chitarre acustiche, slide guitar e quel senso di inquietudine che permea tutti i suoi lavori. Dal vivo Lanegan fa il suo dovere, ma non aspettatevi un istrione: immobile, fuma e canta. E basta. Ma ci basta solo la sua vce, capace di traghettarti all'inferno e ritorno.

 

C'è febbre di attesa per gli Atoms For Peace, mercoledì 17 all'Ippodromo, il supergruppo che potrebbe prendere il posto dei Radiohead. Deus ex machina è il folle(tto) Thom Yorke a cui si sono aggiunti Flea dei Red Hot Chili Peppers, il produttore e amico Nigel Godrich, il batterista Joey Waronker ed il percussionista Mauro Refosco. Una formazione amtipica. Insieme hanno pubblicato Amok, disco in cui convivono l’anima melodica ed elettronica di Yorke e Godrich e il cuore pulsante di Flea, Waronker e Refosco.

Dal vivo cosa aspettarsi? Improvvisazioni, accenni dance, intense session e improvvisazione. I nuovi Greatful Dead? Staremo a vedere, incuriositi.

Giovedì 18, non c'è bisogno di ricordarvelo, ci sono i Depeche Mode allo stadio San Siro. I biglietti sono andati esauriti da tempo. Un concerto dei Depeche è tutto “Faith and Devotion”, giusto parafrasando un loro album. Al di la' dell'ultimo album Delta Machine con non ha aggiunto nulla di nuovo e innovativo.

Infine, lunedì 22, al Carroponte (15€) transita Johathan Wilson, cantautore americano, trentasette anni, nato nella sgualcita North Carolina, cresciuto con una chitarra in mano, arriva al suo disco d’esordio solo poco tempo fa, Gentle Spirit. Vi spiego. Ci sono momenti della vita in cui una canzone squarcia la tela che avevamo dipinto fino a quel momento. Un riff di chitarra, una voce capace di incidere un segno, indicare una direzione, annunciare un sogno. Succede, è inevitabile; folgorati, innamorati al primo ascolto. Per me lo è stato tempo fa con Desert Raven.

E, senza fretta, spunta e deflagra il debutto, una specie di sussidiario del folk-rock. C’è lo spettro di Neil Young, il folk psichedelico dei Floyd, le dilatazioni e le atmosfere hippie di Laurel Canyon. Proprio Desert Raven è la summa del sound del Californiano, una scrittura immaginifica che spero squarcerà la vostra “tela” come è successo a me.

Nerospinto vi segnala la 12° e ultima serata organizzata dall’Associazione JAZZ@MILANO alle Officine Creative Ansaldo, Spazio Palco, Via Tortona 54, Milano, che si terrà sabato 20 luglio alle ore 21.30!

Si tratta dell'ultimo appuntamento per gli appassionati di Jazz, Latin e Fusion.Il programma della serata alternerà momenti di jam estemporanee tra i musicisti presenti sul posto (con un software innovativo) e brani di gruppi strutturati. Per la jam session ci sarà un palco attrezzato con pianoforte, batteria, amplificatori per basso e chitarra, microfoni per i fiati, banco di regia e tecnico del suono.

Si invitano caldamente tutti i locali milanesi che sostengono e diffondono la musica jazz a essere presenti con 1-2 formazioni che li rappresentino.

L’Associazione Culturale JAZZ@MILANO nasce allo scopo di diffondere la cultura e la pratica della musica Jazz, Latin e Fusion, attraverso eventi live, conferenze, seminari, workshop strumentali e musicologici. Si rivolge a musicisti di tutti i livelli, dagli studenti ai professionisti. Da gennaio nello spazio di OCA ha organizzato concerti, big band, proiezione del film sul Capolinea, presentazioni di monografie tematiche, etc.

INGRESSO LIBERO

Sito web: www.jazzamilano.org 

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Il suo spirito creativo e chirurgico estende una tradizione storica di couture e la esalta. Il binomio Simons - Dior sorprende. Evoluzione colta e disciplinata che tiene conto della storia “ingombrante” della Maison, ma che non per questo si trasforma in limite.  Il genio creativo di Simons colpisce ancora. Sicuramente era palese la biologica appartenenza al mondo  Jil Sander  per il quale Simons è stato direttore creativo dal 2005. Tuttavia persino in Dior Raf Simons riesce a trovare il suo agio, la sua linea e i suoi concetti.  Un effetto sorprendente  che scaturisce dalla fusione di un designer così razionale ed algido e l’universo emotivo di una Maison storica come Dior. Nasce cosi una splendida fusione di generi e linguaggi diversi, tra il passato e il futuro non c è più stacco e tutto quello che è stato può essere ancora, ma nuovo.  L’alta moda parigina appare diversa e rinfrescata, smorzata dell’abusata opulenza. Una bellezza quella dell’oggi che non è più presuntuosa, ma libera, facile. Linee pulite e colori leggeri si incontrano  nell’ armonico poema proposto da Simons per l’A/I 2014. Imprevisti artistici e tagli da bisturi delineano forme nuove e inediti incroci. Lo spacco della longuette è bloccato da imprevedibili bottoni a clip, il bustier si anima di tridimensionali decori che sembrano uscire dalla mente di un artista concettuale. Vaghi i riferimenti etnici della collezione che si esprime in tendenze minimal abbinate a più pittoresche estetiche passate, contemporanee e future. Questo è quello che Simons riesce a fare meglio di chiunque altro, portare luce dove stava per calare l’ombra, cambiare l’aria quando questa è rarefatta. Un ricambio continuo e costante di idee e ispirazioni svelano ancora una volta la grandezza di questo creativo dall’aspetto gentile e dai linguaggi molteplici che molto esprime senza il bisogno di shockare e che sorprende senza far rumore. E se c’è una morale stavolta starebbe nel comprendere che  le sfide, anche quelle più ardue, riservano spesso sorprese molto intriganti.

Bellezza da contemporary pin-up, piglio da bad girl e una passione smodata per l'arte contemporanea e i camion.

Laureata presso l'Università Cattolica con una tesi sul porno, Virginia Sommadossi – sguardo acuto e intelligente di chi padroneggia sapientemente l'arma dell'autoironia con un tocco di cinismo – è responsabile comunicazione, immagine e relazioni esterne di Centrale Fies, centro per la produzione delle arti contemporanee e del Festival Drodesera, giunto quest'anno alla 33esima edizione. In esclusiva per Nerospinto Virginia risponde alle nostre domande e ci regala alcuni scatti dell'artista Dido Fontana.

N: Una passione smisurata per l'arte contemporanea, i camion e una tesi sul porno… che cosa lega queste tre cose?

V: La bellezza. I rapporti tra cultura e sottocultura, i rituali contemporanei, la grandezza dell'immaginario umano quando attraversa le porte dell'eccesso. Credo. Che a rileggermi poi Laura, la ragazza con la pistola che da qualche anno ricopre il posto di producer a Centrale Fies, mi direbbe "ma come parli?". Ecco.

N: Chi è Virginia Sommadossi?

V: Una specie di predatore con un daimon che non ha ancora stabilizzato la sua forma.

N: Cos'è Centrale FIES? Qual'è la sua mission?

V: Una struttura isolata all'interno di un biotopo naturale di rara bellezza, in Trentino. Un progetto. Un posto per le residenze creative che hanno a che fare con artisti visivi, compagnie performative, teatrali, ma che di volta in volta vengono aperte anche a redazioni di magazine che hanno bisogno di “rifondarsi”, o a brand in cerca di ispirazione per nuove collezioni o al lavoro sulla prossima strategia comunicativa, a collettivi di performer, designer, architetti alle prese con la realizzazione di progetti transmediali che incrociano experience design, multimedia storytelling. La mission 2013-2014 la stiamo mettendo a punto giorno dopo giorno, entro l'inverno sarà marchiata sulla nostra pelle.

N: Quest'anno siamo alla 33esima edizione del festival Drodesera, un evento che in ambito artistico è diventato un'istituzione. Per te che significato ha?

V: Ha il significato dello scoccare della mezzanotte, dello spartiacque, il significato che ha una cosa alla quale hai dedicato un tempo intero ma nel momento in cui si compie sei già al tempo dopo. E' il mio capodanno da festeggiare assieme a chi ha fatto con me un percorso lungo un anno. Non è esistito un solo anno della mia vita senza il festival, ricordo di averlo vissuta da piccola spettatrice intimidita (il teatro mi ha sempre messo a disagio) fino a quando non ho visto la Socìetas Raffaello Sanzio. Lì ho cominciato ad andarne fiera e a voler vedere di più, lì ho imparato ad avere fame di immagini. E qualche turbamento. Ho cominciato a vivere il teatro da spettatrice da molto piccola, e non capendo il significato di tutte le parole ho colmato quella lacuna concentrandomi sulle immagini. Anche quando le parole si sono negli anni fatte chiare e importanti. L'imprinting è sempre stato più forte.

N: MEIN HERZ è il titolo del festival di quest'anno: da dove nasce l'idea e chi si cela dietro al progetto grafico?

V: L'HERZ che volevamo andare a raccontare era quello di un festival che anno dopo anno prende una forma che potrebbe sembrare labile ma in realtà è molto precisa. Un festival che ridisegna una mappatura, costruisce un Atlante di opere, lavori, artisti, designer, architetti, dramaturg, performer, stilisti, registi attraverso i loro immaginari. Ecco perché ho chiesto a DEAD MEAT, di lavorarci, il brand collettivo che opera nel settore della moda trasformando icone, citazioni, e visione del mondo in pattern, all over camo, e trame preziose. Chi meglio di un collettivo di ragazzi talentuosi che arrivano dal mondo della musica, dell'arte, della filosofia e lo riversano sapientemente e spietatamente nella moda avrebbe potuto rappresentare il crossover di immaginari che Fies vuole spingere oltre le barricate? Inizialmente il nome era CUORE NERO. Poi il solito problema del meraviglioso e difficile peso delle parole, del linguaggio, della lingua, la mia. La parola "cuore" porta con sé un'iconografia e un immaginario immediatamente riconoscibile, facilmente immaginabile, banalmente  riproducibile, ma non solo. In quei giorni stavo lavorando con Denis Isaia, un curatore indipendente, uno degli elementi fondanti di LIVE WORKS assieme a Barbara Boninsegna e Simone Frangi, e ragionammo su quanto la parola "CUORE" portasse inevitabilmente con sé il romanzo risorgimentale italiano per eccellenza di De Amicis. In inglese poi non ne parliamo, non si contano i giochi di parole fatti con HEART e ART, HATE, ATE. E allora, senza andare nemmeno troppo lontano, ecco arrivare la parola HERZ che inevitabilmente ricorda il battito nella sua assonanza con la parola HERTZ, l'unità di misura del Sistema Internazionale della frequenza. Il cortocircuito era arrivato semplicemente guardando verso nord. Il nostro nord :) MEIN HERZ non è un cuore, è un'aritmia.

N: Che cosa spinge un ente come Centrale FIES ad andare avanti nonostante la crisi culturale che sta investendo il nostro paese?

V: La crisi.

N: All'interno di Centrale FIES hai dato vita a numerosi progetti e collaborazioni esterne come ad esempio il concorso per giovani artisti LiveWorks che vede tra i giurati un personaggio d'eccezione, parlaci di questa idea.

V: L'idea non nasce da me, anche se sono oltremodo felice di aver visto nascere LIVE WORKS e di poterne seguire da vicino ogni passaggio.

L'art director di Fies, Barbara Bonisegna, lo aveva in mente da anni, e l'incontro con il curatore Denis Isaia e il collaborare in un secondo momento con Viafarini DOCVA e Simone Frangi, è stato di fondamentale importanza affinché prendesse realmente corpo. Mettere Franco Trentalance in giuria (che ringrazio di cuore per aver accettato) invece, è stata una richiesta mia che faceva capo a più motivi. Il primo per una continuità col passato: nel 2009 Centrale Fies sviluppa un discorso su arte e pornografia della durata di tre giorni. Performer invitati a lavorare sul tema e sull'etimologia che si nasconde dietro alla parola "osceno" nell'accezione latina di fuori scena e il viceversa che compie quando il fuori dalla scena è sotto gli occhi di tutti. Sono stati temi e domande aperte diventate passaggio importante all'interno del percorso della struttura. Il secondo motivo per la semplicità e la forza di certe analogie: il termine "performance" è di per sé meravigliosamente trasversale. Elementi come lo spazio agito, il tempo, il corpo dell'artista e la sua relazione col pubblico che vanno a comporre l'atto performativo (al contrario di quando l'opera è l'oggetto) sono fondanti tanto della performance artistica quanto di quella pornografica. Franco è un uomo estremamente intelligente, e mi piaceva, seguendo la filosofia dello "stranger, inserire nella giuria finale uno sguardo che potesse da un lato rompere l'omogeneità delle visione degli altri giurati e dall'altra richiamare il filo rosso di senso, metafora e analogia tra mondi diversi ma paralleli, figli della contemporaneità e che spesso si sono incrociati.

N: Che cosa significa secondo te 'fare arte' al giorno d'oggi?

V: Fare uscire una parte di sé, la personale rielaborazione delle realtà, e metterle a disposizione di chi si servirà anche del tuo sguardo per accedere a visioni diverse. Per arricchirsi. Mi piace pensare che l'arte (quella contemporanea) non sia "rottura" ma un portale dove contenuti, immagini, idee, possano passare da un mondo all'altro in un movimento continuo.

N: Qual'è il ruolo che ricopre il corpo all'interno del macro-mondo delle arti contemporanee?

V: Il corpo è estensione di ciò che c'è dentro, è realtà, è potere, è politica. Cristo si è fatto corpo.  L'arte, a un certo punto, anche. Presumo che il ruolo sia cambiato attraverso le epoche e che non si possa fare un discorso generale,non qui non io, ma grazie per la fiducia. :)

N: Quale significato dai al corpo e come porti il tuo corpo nel mondo?

 

V: Il corpo è anche una casa, la nostra casa. Che per quanto ci piaccia finisce per non essere mai abbastanza accogliente, grande, bella, o luminosa. A volte ne vorremmo un'altra. La mia "casa" me la porto in giro con una certa goffaggine celata da un capello bicolore o da una borsa troppo grande.

N: Parlaci del tuo incontro con Dido Fontana e del tuo rapporto con il mondo delle immagini.

V: A casa di amici comuni, a Los Angeles. Mi avevano detto che c'era un fotografo "delle mie zone" ma non ci eravamo mai incontrati. Quel fine settimana Giuseppe Fanelli, aveva invitato a casa un tatuatore molto rinomato in città, il giorno prima aveva lavorato divinamente sul polpaccio di Ivan Mecki's Beltrami e proprio quella sera avrebbe dovuto scrivere sulla mia schiena, in gotico, "I'll kill U" (U era l'iniziale dell'uomo che ho amato di più al mondo). Dido fermò il tatuatore a un passo dalla sua prima azione con un gesto della mano e con lo sguardo, poi gli disse qualcosa all'orecchio. Cosa non lo scoprii mai, ma lo ringrazierò sempre per avermi evitato di rovinarmi tatuandomi un rancore addosso. In realtà quello che è accaduto forse non è stato così lineare, non so nemmeno quanto sia durata tutta l'azione, ma la mia testa oggi lo ricorda in modo semplice e chiaro, come la scena di un film. :) Ci siamo incontrati nuovamente dopo un anno in Trentino e abbiamo cominciato a collaborare sia per Fies che per altre cose laterali, ma ugualmente importanti. Mi piace che nella stessa domanda tu mi abbia chiesto di Dido e del mio rapporto con le immagini, perché una delle cose incredibili che ci lega è che siamo in grado di fare lunghe conversazioni attraverso l'invio di elementi iconografici o grafici pescati da dove ci porta il nostro lavoro. E abbiamo meno probabilità di fraintenderci in questo modo che con qualsiasi altro mezzo comunicativo. Sarebbe bello creare un blog o una piattaforma con le nostre conversazioni per immagini, magari un giorno lo faremo. Nel frattempo abbiamo un progetto insieme che faremo partire quando le nostre montagne si faranno ancora  più fredde.

N: Il tuo rito propiziatorio?

V: Insvelabile. Ma, ve lo giuro, funziona. (qualcosa tipo: 'spittin'inda parking)

Credits: Foto Virginia Sommadossi by Dido Fontana

MEIN HERZ

drodesera XXXIII | 26 luglio > 03 agosto 2013 | Centrale Fies, Dro, TN

http://www.centralefies.com/events/mein-herz_1.html

Per vostra (e nostra) fortuna, torna il sabato con la banda del Toilet, come sempre trasferitasi in quel del Chiringuito all'interno del Parco Forlanini.

La luna, le stelle, la frescura, le luci, i cocktails: tutto contribuisce a rendere la serata del Chiringuito unica ed inimitabile.

Poi c'è la musica, il marchio di fabbrica del Toilet: oltre a LoZelmo ed Erik Deep, redisent dj e amanti delle connessioni anni 90-elettronica-dancepop, vi sarà Sergio Tavelli, già socio del Plastic, di cui ora dirige la serata House of Bordello, e curatore di colonne sonore per le sfilate delle maggiori griffe italiane e internazionali.

 

IL BATTITO DEL TOILET

L'estate BATTE sul dancefloor!

FREE ENTRY

 

Erik Deep & LoZelmo dj set

GUEST STAR: SERGIO TAVELLI

 

CHIRINGUITO FORLANINI

all'interno del parco forlanini

accesso e parcheggio da via Salesina

Milano

 

Gli album fotografici del Battito del Toilet saranno di Davide Iacobone & Alessandro Lecchi

 

MEDIA PARTNER UFFICIALE

 

- Il Meglio tua della città in un Click!

 

 

Era nell’aria la notizia. E in realtà lo avevano in qualche maniera anticipato un mese fa, ma adesso è ufficiale: Paola e Chiara si sono divise dopo sedici anni di carriera insieme. Già ai tempi dell’uscita dell’ultimo album Giungla uscito lo scorso 11 Giugno, Paola e Chiara non nascondevano la loro delusione.  Era questo l’ottavo di una discografia iniziata nel 1997 con l’album d’esordio Ci Chimiamo Bambine. Un percorso artistico inizialmente costellato di successi. Negli ultimi anni però la loro popolarità era scesa in picchiata e gli ultimi album non avevano più raggiunto cifre di vendita di rilievo. A parlare era stata Chiara, un mese fa lamentandosi del poco supporto avuto:

“SOLO QUESTO, DOPO 17 ANNI DEDICATI ALLA MUSICA, MI SENTO DI DIRE CHE NESSUNO MAI VERAMENTE HA CREDUTO O PUNTATO SU DI NOI. ECCO PERCHE’ GIUNGLA E’ PROBABILMENTE L’ULTIMO DISCO. IL POP DANCE ALL’ESTERO E’ UNA REALTA’ E UN BUSINESS, QUI NON SI CAPISCE PERCHE’ SIAMO LE UNICHE A FARLO. LO AVETE NOTATO,VERO? ”

Ecco ora il tam tam mediatico che annuncia la loro ufficiale separazione. A pochi giorni dal debutto come co-conduttrice nel programma Nord Sud Ovest Est - Tormentoni On The Road, ecco la scelta di concentrarsi su due carriere distinte e separate. Non è la prima volta che le sorelle Lezzi tentano un percorso individuale ma, fino ad oggi, era stato semplicemente un “congelamento” del duo. Oggi, invece, segna la fine. Un addio consensuale -cosi è stato raccontato- con la decisione di seguire un proprio percorso musicale: “si dedicheranno a progetti personali, ma non escludono eventuali partecipazioni e collaborazioni, sia insieme che individualmente, in contesti di programmi tv,eventi e in contesti discografici”

Giungla sembra quindi essere davvero il loro ultimo lavoro in coppia.

A due mesi dalla sua scomparsa, il MIC-Museo Interattivo del Cinema, in collaborazione con la Fondazione Cineteca Italiana,  omaggia Franca Rame attraverso due sue grandi interpretazioni: Caporale di giornata e Lo svitato.

Appuntamento dunque a domenica 14 luglio, per ricordare la drammaturga milanese, che dedicò la sua vita al teatro e all'impegno politico, facendosi baluardo dei diritti delle donne, contro ogni forma di sopruso sia psicologico che fisico.

 

Ricordo di Franca Rame

Domenica 14 luglio

MIC-Museo Interattivo del Cinema

Viale Fulvio Testi, 121-Milano

 

Calendario

Domenica 14 luglio h 19.00 Caporale di giornata (Carlo Ludovico Bragaglia, Italia, 1958, 84’) Un neonato con un bigliettino che lo identifica come "figlio di Felice" viene abbandonato nella garitta di una caserma. I quattro soldati di nome Felice vengono convocati e interrogati. Ognuno di loro ha qualche buon motivo di ritenere di essere il padre, ma, tra scambi di persona ed equivoci, a risolvere il caso e a rivelare l'identità dell'uomo sarà la madre stessa del bambino.

h 21.00 Lo svitato (Carlo Lizzani, Italia, 1956, 110’) Achille è il giovane galoppino della redazione di un settimanale milanese per il quale realizza servizi fotografici e scrive articoli, i quali, però vengono firmati dai suoi superiori. Eterno romantico, perennemente di corsa, a causa del suo atteggiamento un po’ bislacco non gode di molta credibilità e tutti si prendono gioco di lui. 

 

Modalità d'ingresso:

Biglietto d’ingresso intero: € 5,00

Biglietto d’ingresso ridotto: € 3,00 

Biglietto d’ingresso adulto + bambino: € 6,00

 

Per maggiori informazioni:

Telefono  0287242114

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http://mic.cinetecamilano.it/

Gli Atoms for Peace, il supergruppo capitanato da Thom York dei Radiohead e Flea dei Red Hot Chili Peppers, è sicuramente tra i nomi di punta del City Sound Festival 2013.

La band prende il nome da un discorso del presidente americano Eisenhover, nel quale si faceva riferimento al possibile utilizzo pacifico della bomba atomica.

Ad accompagnare i due fuoriclasse vi sono Nigel Godrich alle tastiere (storico produttore dei Radiohead), Joey Waronker alla batteria (già nei REM e collaboratore di Beck) e il percussionista brasiliano Mauro Refosco, che ha lavorato con Brian Eno e David Byrne.

L'album di debutto, Amok, uscito a febbraio 2013, è stato anticipato da due singoli pubblicati su ITunes: Default a Judge Jury and Executioner.

Un appuntamento con la grande musica, quello del 17 luglio all'Ippodromo del Galoppo di San Siro, da non perdere per nulla al mondo!

 

Atoms for Peace in concerto

17 luglio 2013

City Sound Festival, Ippodromo del Galoppo

 

Per maggiori informazioni:

http://www.ticketone.it

http://www.citysoundmilano.com

 

 

 

Federico Leonardo Lucia, in arte Fedez, torna a calcare il palco per il pubblico milanese, dopo lo storico recente sold out all'Alcatraz.

Una carriera tutta in divenire quella di Fedez: esordisce nel 2006 con un EP omonimo, collabora con nomi importanti dell'hip hop milanese, come Vincenzo da Via Anfossi, nel 2011 pubblica il suo secondo album al quale collaborano, tra gli altri, Marracash e Gue Pequeno e nel 2012 ottiene 4 nominations agli MTV Hip Hop Awards.

La consacrazione giunge nel 2013, con la pubblicazione dell'album "Sig. Brainwash-l'arte di accontentare", disco di platino, anticipato di un mese dal singolo "Cigno Nero", un duetto con Francesca Michielin.

Il suo nuovo singolo, Alfonso Signorini (Eroe Nazionale) feat Elio, una critica al sistema Italia, è in heavy rotation su tutte le radio italiane.

Non perdete l'occasione di conoscere il futuro del rap italiano! appuntamento a venerdi 12 al Carroponte!

 

Fedez in concerto

Venerdi 12 luglio

Start 21.30, ingresso 15 euro

 

Carroponte

Via Granelli,1

Sesto San Giovanni (Mi)

 

Per maggiori informazioni:

http://www.carroponte.org/

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http://www.fedezofficial.com/

Iggy Pop, il padrino del punk, l'Iguana, colui che sconvolse il mondo con vere e proprie dichiarazioni di guerra come "Lust for life" e "I wanna be your dog", ritorna a Milano per un'imperdibile data.

Appuntamento a giovedi 11 luglio in quel del City Sound Festival, per ammirare dal vivo uno degli ultimi animali da palcoscenico ancora in attività.

James Newell Osterberg Jr, classe 1947, sarà accompagnato sul palco dagli Stooges, in una formazione che ricalca quella del cd "Raw Power" del 1973: James Williamson alla chitarra, Scott Asheton alla batteria,Mike Watt al basso e Steve MacKay al sassofono.

L'occasione è ghiotta: presentare il loro quinto cd di studio, Ready to die, uscito ad aprile, trascinato dai singoli "Burn" e "Gun". Non mancheranno i grandi successi di una carriera costellata da ogni tipo di eccesso, nel nome del rock'n'roll più autentico.

 

City Sound 2013

 

Fermata MM Lotto (Linea Rossa)

Per maggiori informazioni:

http://www.citysoundmilano.com/

 

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