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In pochissimo tempo, la BB Cream (Blemish balm, ovvero crema anti-imperfezioni) è diventata  un prodotto apprezzatissimo in Italia. Ha spopolato, prima in Oriente, poi in Europa, e continua a spopolare per merito della sua praticità: in un solo gesto, si ottiene l’idratazione della crema giorno e il colore del fondotinta. Nella sua formula tradizionale é coprente ad effetto mat, mentre le ultime BB più tecnologiche si presentano inizialmente come creme incolori e lasciano pigmenti colorati solo a contatto con la pelle.

Da ulteriori studi nasce la CC Cream, il trattamento colour corretting, che dà ugual peso a trattamento e make up. Si uniscono i poteri  idratanti e correttivi (già presenti nella BB Cream) con quelli antiage: la formula cosmetica si può riassumere con A(antiage)+BB=CC. Sono entrambi prodotti multifunzionali, ma quest’ultima ha una texture più leggera e meno oliosa. Inoltre, la CC protegge dai raggi UVA e UVB, nasconde le macchie e illumina l’incarnato.

Chanel è stata la prima casa cosmetica a lanciarla sul mercato internazionale, mentre la prima CC Cream ad arrivare in Italia è stata la Nude Magique di L’Oréal Paris: nel flacone viola troviamo quella adatta ad illuminare la pelle, in quello verde la crema specifica per attenuare i rossori, nel tubetto rosa la formula anti-fatica. Ormai ce ne sono moltissime, di ogni marchio e prezzo. Tra le più famose c’è chiaramente la Superdefense di Clinique, il brand che, come di consueto, punta su prodotti privi di profumo e dermatologicamente testati contro ogni tipo di allergia.

Oltre che multifunzionale, la CC Cream è anche molto versatile. Le amanti del fondotinta la metteranno prima della base, mentre chi non sopporta troppi prodotti sul viso la userà da sola e otterrà un effetto più naturale. È bene stenderla come un fondotinta, scaldandola con le dita e applicandola partendo dal contorno occhi e dagli angoli del naso. Per coprire le discromie più visibili, si può stendere una maggiore quantità con un pennello.

Nonostante non manchino le scettiche in materia, l’alfabeto della bellezza è destinato a continuare. Negli Stati Uniti, infatti, è già in commercio la DD Cream, Daily Defense contro i segni del tempo: una crema che idrata, colora, protegge e previene. Miracoli della scienza o trovata pubblicitaria? Se continuiamo di questo passo, testeremo presto una crema che cucina e ci stira le camicie. Dolce, amato progresso…

 

 

 

Venerdì 07 Febbraio, Rocket Club

Alzaia Naviglio Grande, 98 - dalle ore 23.30 alle 4.30

Alphabet come la hit della camaleontica Amanda Lear. Alphabet come un campionario di lettere che esprimono il mondo attraverso le loro parole. Alphabet come il venerdì sera targato Luca Crescenzi, insieme a Michele Modica, Gianni De Nisi e Simona Perrini. Prima di stabilirsi al Rocket, Alphabet ha segnato il pubblico della notte milanese con i suoi venerdì sera, nati come una piccola festa tra amici. Dettati dall'entusiasmo e dalla voglia di sperimentare nuovi linguaggi per dare vita a collaborazioni in modalità multitasking, l'Alphabet crew è approdata al Rocket, in un'atmosfera che ricorda un po' i club newyorkesi dei sempreverdi anni '80, dove leggerezza e trasgressione erano un binomio invincibile. Il 7 febbraio, per celebrare il suo primo compleanno, Alphabet ha deciso di accogliervi in uno scenario suggestivo in cui cascate di lettere si uniscono ad installazioni light pensate ad hoc dai designer di Letterarium. Sempre per questa occasione Alphabet in collaborazione con Happiness ha preparato una serie di tshirt limited edition da regalare agli habitué. Immancabili, come ogni venerdì, nella room#1 i set nu-disco ed electro-dance di Enza V.D.K., mentre nella room#2 Barbarella e Thomas Constantin vi faranno ballare con il loro inconfondibile sound indie rock ed elettro-pop. Link: http://www.letterarium.it/ http://www.happiness10.com/ Ingresso in lista: dalle 23,30 all’1,00: Euro 13,00 con consumazione; dall’1,00 alle 2,00: Euro 15,00 con consumazione. Negli altri casi Euro 20,00 con consumazione. Info: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. https://www.facebook.com/alphabet.milano #alphabetmilano

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“I sogni son le ali per volare…” …e con un perfetto wedding day i sogni diventano realtà!

La rinomata location comasca, Hotel Cascina Canova, antica cascina del 1335, ospita, domenica 23 Febbraio 2014, dalle 11.00 alle 18.00, una giornata dedicata a Food Design, Flower Desing, Fashion e Make Up per il Matrimonio.

Una domenica alla scoperta di una delle più belle location del Comasco, situata nel verde della campagna di Uggiate Trevano, piccolo comune a soli cinque minuti dal confine svizzero.

Durante la giornata importanti realtà del territorio che si occupano di Wedding, presenteranno i loro servizi e le loro creazioni in un'atmosfera di eleganza e di classe nel segno dell'Italian Style. Si, un ritorno al fascino e al buon gusto che da sempre contraddistingue lo stile italiano. Eleganza e al contempo semplicità…Raffinatezza e magia per rendere indimenticabile il giorno del “Si”.

Wedding in Style avrà uno special guest: ospite la Beauty Blogger & Make Up Artist ERICAMAKEUPDOLLS che darà consigli su un perfetto bridal make up e svelerà quei piccoli trucchi per essere meravigliose in un giorno così importante... Due workshop di make up, alle 11.00 e alle 15.00, per le future spose che vogliono essere perfette ed incantevoli per il loro wedding day… I workshop sono aperti anche alle amiche della sposa!!!

Durante la giornata, non mancheranno degustazioni: un originale Finger Food Lunch con gustosi assaggi curati dal Ristorante dell’Hotel Cascina Canova e, nel pomeriggio, delizie e leccornie per inebriare palato e mente… L’Hotel Cascina Canova ha previsto anche un tour alla scoperta dei graziosi angoli della struttura come l’antico lavatoio, set di shooting fotografici dal sapore vintage. Uno straordinario viaggio in una storica cascina del comasco…

Italian Style per un perfetto Wedding in Style!!!

 

A san valentino 1 biglietto omaggio per La coppia Che si bacia in biglietteria!

Dal 14 al 20 febbraio 2014

Dal 14 al 20 febbraio presso il MIC - Museo Interattivo del Cinema, Fondazione Cineteca Italiana presenta L'amore che strappa i capelli, rassegna dedicata alle storie d'amore cinematografiche più emozionanti di sempre. Per le proiezioni del 14 febbraio, le coppie che si scambieranno un bacio in biglietteria avranno diritto a un ingresso omaggio.

Prima di ogni proiezione verrà proiettato un documento unico, inedito ed estremamente sentimentale: “Il bacio di Luca Comerio” (1914) che ci mostra, per la prima volta al cinema, il primo reporter cinematografico della storia, Luca Comerio, filmato dalla sua stessa macchina da presa in un gesto intimo e appassionato. Comerio, infatti, si riprende in una sorta di Home Movies ante litteram girato in 35mm in un momento privato e idilliaco: una passeggiata romantica con la moglie Ines Negri che si conclude con un bacio ardente...un documento solo per veri innamorati!

Nel giorno di San Valentino in programma lo struggente Voglia di tenerezza di James L. Brooks, vincitore di cinque premi Oscar, il capolavoro romantico Lettera da una sconosciuta e L'amore di Roberto Rossellini, film in due episodi, entrambi incentrati sulla grandezza di Anna Magnani. Alle ore 21 verrà proiettato in lingua originale l'ultimo film del regista franco-tunisino La vita di Adele, Palma d’oro all’ultimo festival di Cannes, un inno alla vita, una storia d’amore e di formazione incentrata sul rapporto fra due ragazze adolescenti che oltrepassa il realismo dei fatti riuscendo a catturare la verità dell’esistenza e il suo inarrestabile fluire.

In programma nei giorni seguenti: il cult movie degli anni '70 Love Story; I ponti di Madison County, con il romantico duetto Clint Eastwood-Meryl Streep; il classico degli anni '60, Il laureato, esordio di Dustin Hoffman; Ma l'amor mio non muore, pellicola del 1923 che segnò l'esordio al cinema della diva Lyda Borelli; Breve incontro, considerato uno dei migliori film britannici di sempre, e infine l'indimenticabile Casablanca.

Venerdì 14 febbraio h 14.45 Voglia di tenerezza  (James L. Brooks, USA, 1983, 132') La cinquantenne Aurora e la figlia trentenne Emma hanno sempre avuto un rapporto difficile.  Mentre la prima intreccia una relazione con un ex astronauta che abita accanto a casa sua, la seconda si trasferisce in un'altra città col marito. La vita sembra andare avanti per tutti, ma una notizia terribile cambierà le cose per sempre.

h 17.00 Lettera da una sconosciuta (Max Ophüls, USA, 1948, 86') Nella Vienna di inizio Novecento, il pianista Stefan Brand nota dopo mesi che la bella Lisa spasima per lui. Dall'amore di una notte nasce un figlio, ma il padre si dilegua e la fanciulla, per necessità, sposa il diplomatico Johann Stauffer. Anni dopo, in un teatro, Stefan e Lisa si rincontrano. Al gelosissimo Johann basta vederli insieme per sfidare a duello il musicista.

h 19.00 L’amore (Roberto Rossellini, Italia, 1948, b/n, 78’) Film in due episodi, entrambi incentrati sulla grandezza di Anna Magnani. Il primo "La voce umana", rispettoso adattamento da Cocteau, è un lungo monologo telefonico di una donna che conversa con l'amante pronto a lasciarla. Nel secondo "Il miracolo", sceneggiato e interpretato da Fellini, la Magnani è un'ingenua campagnola che, incontrato uno sconosciuto vagabondo, lo scambia per San Giuseppe; l'uomo non si lascia sfuggire l'occasione.

h 21.00 La vita di Adele (Abdellatif Kechiche, Francia, 2013, 187', v.o.sott.it.) La 15enne Adèle sogna di trovare l'amore della sua vita. Quando incontra Thomas, un affascinante sconosciuto che si innamora di lei all'istante, il suo sogno sembra essersi avverato. Tuttavia, la serenità del loro rapporto potrebbe essere minata dalle fantasie erotiche di Adèle su una misteriosa ragazza dai capelli blu che ha incontrato per strada. Quando la bellissima e sensuale ragazza riappare e le si avvicina, scoppia tra le due una passione travolgente che provoca il caos.

Sabato 15 febbraio

h 15.00 Love Story (Arthur Hiller, USA, 1970, 99') Oliver Barrett IV, figlio del ricchissimo finanziere Oliver Barrett III, si innamora di Jenny Cavalleri, figlia di un modesto pasticcere, e la sposa nonostante il parere contrario del padre. La loro esistenza serena terminerà a causa di una grave malattia che colpirà Jenny.

h 17.00 I ponti di Madison County (Clint Easwood, USA, 1995, 134') Iowa, estate del 1965. Giunto a una fattoria nei pressi dei ponti di Madison County, Robert Kincaid, fotografo di mezza età del National Geographic, vive un'appassionante storia d'amore con Francesca Johnson, una casalinga quarantenne il cui marito è partito con i figli per una fiera del bestiame.

h 19.30 Il laureato (Mike Nichols, Usa, 1967, 105’) Il ventenne Benjamin Braddock, neolaureato a pieni voti e proiettato verso una brillante carriera nella ditta paterna, all'apparenza non avrebbe alcun motivo di essere scontento, eppure sembra assente, estraneo a quel sontuoso mondo in cui vive. L'unica distrazione è la relazione segreta con la signora Robinson, moglie del socio di suo padre. Ma nemmeno in questa esperienza di trasgressione Benjamin riesce a instaurare un serio contatto umano, finchè l'amore per Elaine, figlia della sua matura amante, ridesta in lui la speranza. La storia scivola nel dramma quando la relazione con la Robinson viene a galla ed Elaine, pur innamorata di Benjamin, decide di sposare un altro uomo.

Domenica 16 febbraio

h 17.00 Ma l’amor mio non muore (Mario Caserini, Italia, 1923, 78’, muto) Le origini del diva-film italiano: nella versione restaurata del 2013 da Fondazione Cineteca Italiana, il primo film interpretato da Lyda Borelli. Star che dal teatro passa al cinema, Borelli sarà la diva più espressiva ed elegante, la più iconica e internazionale. Il suo film d’esordio è un melodramma d’amore, menzogna e morte un tuffo profondo nell’immaginario, nella cultura, nei costumi dell’epoca. Accompagnamento musicale dal vivo di Francesca Badalini

h 19.00 Breve incontro (David Lean, Gran Bretagna, 1945, b/n, 85') Una giovane casalinga vive col marito e i figli in un piccolo centro. Nel viaggio settimanale verso la città vicina, la donna incontra un chirurgo, e tra i due nasce un'amicizia che si trasforma ben presto in una passione che minaccia di sconvolgere le vite delle rispettive famiglie.

h 21.00 Casablanca (Michael Curtiz, USA, 1942, 102’) Casablanca, Marocco, Seconda guerra mondiale. Una coppia di europei ricercati dai tedeschi ha bisogno di documenti falsi per lasciare il Paese. Li aiuterà Rick, il proprietario del locale più famoso della città, che ebbe con la donna in fuga una relazione da entrambi non dimenticata.

Martedì 18 febbraio h 15.00 Love story (Arthur Hiller, USA, 1970, 99') Replica h 17.00 Lettera da una sconosciuta (Max Ophüls, USA, 1948, 86') Replica

Giovedì 20 febbraio h 15.00 Il laureato (Mike Nichols, USA, 1967, 105') Replica h 17.00 Breve incontro (David Lean, Gran Bretagna, 1945, b/n, 85') Replica

INFO Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. www.cinetecamilano.it T 02 8724211402 87242114

Cineteca Milano @cinetecamilano

MODALITÀ D’INGRESSO ALLE PROIEZIONI Biglietto d’ingresso intero: € 5,50 Biglietto d’ingresso ridotto: € 4,00 Biglietto d’ingresso adulto + bambino: € 6,o0

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L'uovo in due tempi. Tuorlo e albume hanno tempi cottura diversi, infatti  l'albume solidifica interamente a 85 °C mentre il tuorlo si addensa  solidificandosi a 70 °C.

 

Da qui le due cotture

 

 

1 uovo

10 g di burro

2 cucchiai di grana grattugiato

sale

 

 

Imburro una piccola padella antiaderente e ricopro il fondo con il grana,  metto sul fuoco a fiamma media e quando i formaggio fonde e comincia a dorare, ritiro il recipiente, tolgo il disco formatosi e lo metto su una tazzina capovolta.

Sguscio l'uovo in un piatto fondo; con una bottiglietta d’acqua vuota di plastica aspiro il tuorlo e lo verso in una ciotola: con questo metodo sono sicuro di non romperlo (ovviamente l’uovo deve essere fresco).  Sciolgo pochissimo burro nella padella e quando è caldo aggiungo l'albume e lo faccio cuocere mantenendolo morbido, quindi lo verso nel centro del piatto. Con il restante burro cuocio il tuorlo portandolo alla densità  che preferisco; metto il cestino di grana sull'albume, verso nel centro il tuorlo.  E l'uovo è pronto, va solo salato, se si desidera.

 

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READY TO SHOW APRE IN BELLEZZA Domenica 9 febbraio al Palazzo delle Stelline di Milano, Corso Magenta 61 Serata inaugurale del Ready to Show Con  la mostra fotografica “Riflessioni estetiche” di Stefano Rizzi, la presentazione dei libri “Te lo do io un fisico nuovo” di Francesca Romana Di Biagio e “Ritrovarsi a Parigi” di Marta Lock shooting di modelle professioniste, dj set e buon cibo brasiliano Seconda serata con aperitivo al Just Cavalli

Moda, fotografia, consigli di chirurgia estetica, musica, letteratura e specialità culinarie brasiliane e multietniche. Questi gli ingredienti della serata inaugurale del Ready to Show,la fiera professionale del prêt-à-porter, in programma al Palazzo delle Stelline di Milano, in Corso Magenta 61, dal 9 al 11 febbraio. Un evento che aprirà in bellezza- è proprio il caso di dirlo- domenica 9 febbraio con una ricca carrellata di appuntamenti che si svolgeranno dal pomeriggio alla sera. Si partirà alle ore 16 con un live shooting di modelle professioniste realizzato dal fotografo, video maker e direttore della fotografia Stefano Rizzi, specializzato in scatti sia pubblicitari che artistici,di moda, still-life, paesaggi, architettura d’interni di yachts, hotel di lusso e navi da crociera, per proseguire, alle 17, con l’inaugurazione della mostra fotografica “Riflessioni estetiche”- con molte opere tratte dal “calendario di bellezze multietniche”- di questo professionista dell’obiettivo, originario di Gallarate (Va), con studio nei pressi di sant’Ambrogio,nel cuore di Milano, che vanta un curriculum ricco di esperienze in Italia e  all’estero e di docenze presso importanti istituti. Contemporaneamente avverrà, attraverso un originale e simpatico dibattito la presentazione del libro “Te lo do io un fisico nuovo”. Vademecum sincero e irriverente della chirurgia estetica”, scritto dalla giornalista di costume Francesca Romana Di Biagio. E poi musica, dalle 17.30 alle 18, con Giorgio Rebecchi, titolare della Ice Placet Music, brand che si occupa di sound design, produzione musicale e gestione tecnico-artistica di ogni tipologia di evento, curatore dell'illuminazione della mostra fotografica di Stefano Rizzi. Sulle note del compositore sopra citato,saranno proiettati alcuni video, realizzati in Italia e all’estero, dal protagonista della mostra, in qualità di direttore della fotografia o  anche di soggetto ripreso nel corso dell’ esecuzione di shootings,( backstage movies ), tra i quali,alcuni già trasmessi su Fashion tv , visibili sul sito www.ftv.com, Oltre a una rassegna di circa 400 sue immagini pubblicitarie e redazionali. Alle  18 la scrittrice Marta Lock, autrice del blog “L’attimo fuggente” e dei libri “Notte tunisina” e “Quell’anno a Cuba”,  presenterà il suo nuovo romanzo “Ritrovarsi a Parigi”, con la sua moderatrice Sara Biondi, nota blogger di moda e fondatrice di Factory Style Mag e per concludere sarà servito un Cocktail-buffet all’ happy hour con specialità brasiliane e multietniche, innaffiate da caipirinha e sangria. A condurre la presentazione della mostra di Stefano Rizzi, il cui ingresso è libero, sarà la giornalista Francesca Romana Di Biagio.

Serata inaugurale del Ready to Show.

Domenica 9 febbraio, ore 16, Milano, Palazzo delle Stelline, Corso Magenta 61.

In seconda serata aperitivo al Just Cavalli, uno dei migliori locali della fashion night milanese, con ingresso gratuito fino alle 22,00 in lista a nome di Stefano Rizzi. Dalle 22,00 alle 23,00- 10 euro, dopo le 23,00 -15,00 euro.

UNA SERATA PER ALYN HOSPITAL lunedì 17 febbraio – 20.15 Milano - Teatro Franco Parenti

INFANT EYES Arti contemporanee in scena per Alyn

Una serata di teatro, musica, danza e pittura dedicata ad Alyn Hospital, centro di riabilitazione pediatrico di Gerusalemme. Protagonisti sul palco: Fabrizio Gifuni, Gigio Alberti, Ivan Bert e molti altri attori, musicisti e danzatori. A guidare il pubblico nella visione un ospite d’eccezione: Philippe Daverio.

Lunedì 17 febbraio presso il Teatro Franco Parenti di Milano si terrà la serata benefica Infant Eyes a favore di Alyn Hospital di Gerusalemme. L’ospedale è importantissimo sia per  le ricerche mediche all’avanguardia che vi si svolgono, sia come simbolo di collaborazione tra popoli.

INFANT EYES è il cambio di prospettiva, da piccolo a grande, dal punto di vista di un bambino a quello di un adulto, tra lontano e vicino, tra invisibile e quasi insormontabile. Così ci piace raccontare Alyn: un luogo dove anche il piccolo diventa grande. I protagonisti della serata svilupperanno un percorso tra musica, prosa e danza traendo ispirazione dai quadri di tre artisti contemporanei: Nicola Bolaffi, Barbara Nahmad, Tobia Ravà. Lo storico dell'arte Philippe Daverio consegnerà al pubblico la chiave interpretativa dei quadri messi a disposizione dalla Ermanno Tedeschi Gallery. Il talento di Fabrizio Gifuni si presterà a dar voce alla storia di un’infanzia. Gifuni da sempre sensibile al tema dell’infanzia, dopo il recital sul Piccolo Principe torna sul palco del Parenti per Alyn Hospital. Alice di Lewis Carroll da bambina diventa adulta: a raccontarci questa magica trasformazione Gigio Alberti e Stefania Ugomari Di Blas, guidati dalle note di Ivan Bert e Marco Gentile, per la regia di Alberto Oliva. La speciale colonna sonora della serata è affidata al quintetto Architorti: un’orchestra senza tempo nota per l’eccletticità del repertorio. La Compagnia EgriBiancoDanza, da sempre interessata alla contaminazione tra i linguaggi, porta sul palco un passo a due di Raphael Bianco.

Il ricavato della vendita delle opere e l'incasso della serata saranno interamente devoluti a favore di Alyn Hospital di Gerusalemme.

lunedì 17 febbraio – 20.15 Milano - Teatro Franco Parenti

INFANT EYES Arti contemporanee in scena per Alyn

musica dal vivo Architorti

soundscape Marco Gentile e Ivan Bert

passo a due di Raphael Bianco con Francesca Ossola e Alberto Cisello della Compagnia Egri Bianco Danza

voce narrante Stefania Ugomari di Blas

presenta Elisa Marinoni

oggetti scenici Laboratorio Zanzara

ideazione e produzione Ivan Bert

messa in scena di Alberto Oliva

dal 4 al 9 febbraio 2014 Teatro Bellini - Teatro Stabile di Napoli RICORDA CON RABBIA di John Osborne con Stefania Rocca Daniele Russo, Sylvia De Fanti, Marco Mario de Notaris regia Luciano Melchionna

Il grido di rabbia e di frustrazione di una generazione in piena crisi di ideali. Le vicissitudini di un gruppo di ragazzi e la storia d'amore dei due protagonisti, diventano un paradigma universale. A quasi sessant’anni dalla prima rappresentazione del 1956 al Royal Court Theatre di Londra, il testo di Osborne è attualissimo e riesce a dare voce alla rabbia e alla frustrazione dei giovani d’oggi, schiacciati tra l’insofferenza nei confronti di una società indifferente e la mancanza di riferimenti culturali forti a cui aggrapparsi.

Con Ricorda con rabbia sono in scena le vicende personali di quattro giovani (più che adulti ormai, nella mia visione della realtà) smarriti, incapaci di cavalcare il proprio tempo e la propria esistenza, ognuno a proprio modo “arrabbiato” proprio per questo, più o meno consapevolmente. Precari e refrattari alle briglie del sistema, vivono nel magazzino di un negozio di elettrodomestici, in un’ambientazione che paradossalmente evoca l’aborrito consumismo, dove a poco prezzo hanno arredato la propria “tana”. A suo tempo la piéce venne definita “manifesto di una generazione”: oggi potremmo dire che ha preannunciato i nostri tempi ed è ancora il manifesto di chi si scontra con una società indifferente. È la rabbia di chi non distingue più i confini della propria frustrazione, e si scaglia anche contro le campane, che con il loro rumore e la loro pesante simbologia, inquinano la sua testa, incrinano la sua concentrazione, stimolano l’insofferenza. È l’ira di chi è stanco dell’arroganza e dell’inconsistenza dei finti moralismi, delle convenzioni e delle ipocrisie sociali, che non lasciano spazio né consolazione alle persone “profonde e agguerrite, e quindi sole”. LUCIANO MELCHIONNA

Melchionna affida le ansie dei giovani protagonisti a quattro giovani attori d'intense e lucide invenzioni che cancellano con un tratto di penna coraggioso e logico i sessant’anni che ci separano dal tempo della prima rabbia disperata. Generazione d'oggi è la loro come lo fu quella. Ma l’ansia del Jimmy Porter di Daniele Russo, la fragilità dell’Alison di Stefania Rocca, la disperata insicurezza del Cliff di Marco Mario De Notaris, la fragile forza dell’Helena Angela De Matteo, in esemplare invenzione coraggiosa e dura, è quella del loro tempo di gioventù immatura e spaventata, in una società poco amica. GIULIO BAFFI - LA REPUBBLICA

TEATRO MENOTTI – via Ciro Menotti 11 - Milano Orari spettacolo: martedì, giovedì, venerdì e sabato ore 21.00 – mercoledì ore 19.30 - domenica ore 17.00 Orari biglietteria: dal lunedì al venerdì dalle 15.00 alle 19.00 – sabato dalle 16.00 alle 19.00

BIGLIETTERIA Teatro Menotti, via Ciro Menotti 11 - Milano tel. 02 36592544 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. www.tieffeteatro.it

PREZZI Intero: 25,00 €* Ridotto >65 anni: 12,50 €* (residenti a Milano) Ridotto <25 anni: 15,00 € * (residenti a Milano) Ridotto <14 anni: 12,50 € *prevendita 1,50 euro

ABBONAMENTO PRIME: 11 prime a 100 € con posto fisso ABBONAMENTO POMERIGGIO: 6 spettacoli a 60 euro, vale sulle repliche di mercoledì e domenica

Puntuali come l'influenza a febbraio,domenica 26 gennaio i Grammy Awards, meglio noti come "Un premio che non riflette il punto di vista dei produttori, che non lo considerano affatto un premio" (cit. Homer Simpson, premiato assieme ai Re Acuti in una puntata dei tardi anni 80), sono tornati a celebrare la musica un pò come fa il Festival di Cannes/Venezia/Roma con il cinema: un turbinio di facce note, che si premiano a vicenda, in un trionfo di "volemose bene" in salsa yankee.

Forse il mio punto di vista casereccio, abituata, al massimo, ai "fasti" del Festival di Sanremo, non riesce a cogliere in pieno la grandezza di uno show divenuto, sigh!, fotocopia della programmazione di un noto canale musicale, dove un Mackelmore non si nega a nessuno e il duetto Rihanna-Eminem imperversa od ogni ora, proprio come facevano le pecore nel tanto amato segnale orario della Rai (lo ricordate?).

L'importanza della musica nello show business musicale è mostrata da come, tutti i giornali, si siano concentrati sui look/selfies delle star piuttosto che su epiche disquisizioni su questa o quell'altra esibizione, eccezion fatta per il mezzo passo falso compiuto dagli organizzatori con Trent Reznor, snobbato e condannato ad esibirsi sui titoli di coda, poi drammaticamente tagliati (un pò come fa la Rai, quando manda le televendite a volume altissimo, che ti fan svegliare di soprassalto, destandoti dal sonno pesante che ti coglie dinanzi al Festival).

Ma proseguiamo con una selezione delle categorie (ps: per gli sconfitti userò la parola "perdenti", perchè siamo in America, e li se perdi sei un perdente, non solo perchè sembra una cosa logica, ma soprattutto perchè il perdente (loser), con la sua bella L sulla fronte, è un reietto della società, merita di mangiare da solo alla mensa della scuola e di non essere invitato al ballo dalla bella e bionda studentessa del terzo anno).

 

Categoria "Disco dell'anno"

Vincitori:i Daft Punk, mais oui! Il duo francese che ancora si ostina ad indossare i caschi scintillanti, nonostante la loro faccia sia stata leakkata online da un amico buontempone, novelli "maschere di ferro", ha portato a casa il risultato grazie alla collaborazione di Pharrell Williams e Nile Rodgers. Un disco, "Random Access Memories", ben fatto, che spazia dalla disco anni 70 a Moroder a Julian Casablancas. Storico il quintetto Daft Punk-Pharrel-Nile- Stevie Wonder (che non negherebbe un duetto neanche ad Albano).

Perdenti: Lorde, Bruno Mars, Imagine Dragons, Thicke. Tutti resi antipatici dalla costante ed immortale cassetta del noto canale musicale, che manda in loop sempre le stesse canzoni, inesorabilmente.

 

Categoria "Album dell'anno"

Vincitori: i Daft Punk (e sono due!)

Perdenti: Sara Bareilles, Kendrick Lemar, Mackelmore & Ryan Lewis, Taylor Swift

 

Categoria "Canzone dell'anno"

Vincitori: Royals di Lorde, la cantante neozelandese che ha pronunciato la proverbiale frase "non sopporto i paparazzi", mentre si esibiva in una contorsione faccia-corporale dinanzi agli stessi paparazzi, con prevedibile espressione alla "vi odio tutti", molto in voga negli anni 90.

Perdenti: Pink, Bruno Mars, Katy Perry e Mackelmore

 

Categoria "Miglior nuovo artista"

Vincitori: Mackelmore, il rapper bianco che sta facendo le scarpe e le ciabatte ad Eminem, ma solo per chi ama il buon fraseggio unito all'happy ending tipico delle sit-com americane anni 90 (vedi "Settimo Cielo"). Per gli altri, Eminem ha confezionato davvero un prodotto asciutto, proclamando che "i rapper devono tornare a fare i rapper, perchè di predicatori e santoni ce ne sono già in abbondanza". L'hai detto, fratello!

Perdenti: James Blake, Ed Sheeran, Kacey Musgraves, Kendrick Lemar

 

Categoria "Migliore performance pop"

Vincitore: Lorde

Perdenti:Sara Bareilles, Bruno Mars (povero..), Katy Perry, Justin Timberlake

 

Fortunatamente, il caro Bruno Mars porta a casa il premio per il "Migliore album pop", con "Unorthodox Jukebox", sconfiggendo la femme fatale Lana del Rey, il sempre fantasmagorico Justin T. e Robin Thicke.

 

Ulteriori premi sono andati ai Daft Punk (aridaje), Michael Bublè, Imagine Dragons, Black Sabbath (...), Led Zeppelin, Vampire Weekend, Rihanna, Alicia Keys, Jay-Z esibitosi con Giovannona Coscialunga (cioè la moglie Beyoncè, che porta avanti la sua battaglia femminista esibendosi sempre in mutande e reggipetto)... mi fermo qui perchè vorrei soffermarmi su alcune questioni che mi stanno a cuore.

Robin Thicke: nonostante la sua hit Blurred Lines abbia spopolato in estate, l'inverno non gli è stato amico. Sarà stata la maledizione di Miley? La twerkata maledetta? Il ditone di gommapiuma posseduto? Fatto sta che il buon marpione è tornato a casa a mani vuote (abituato ad averle sempre piene..).

E che dire della musica rock? Ad essere premiati sono stati grandi nomi, ma pur sempre dei dignitosissimi dinosauri (Macca premiato in memoria dei Beatles, Nirvana, Led Zeppelin). Che fine hanno fatto le nuove leve? I nuovi nomi che dovrebbero traghettare questo genere musicale verso le nuove generazioni, intossicate dalla nube dell'hip-hop?

Mi pongo poi una domanda:  i 33 matrimoni celebrati al ritmo di "Same Love" da Padre Mackelmore sono validi? E se un burocrate si fa avanti dicendo che mancano delle firme?

 

Quel che è stato è stato. Appuntamento al prossimo anno! Ora tocca al Festival di Sanremo (hip hip urrà)! Finalmente qualcosa di paesano, comprensibile da noi gente semplice, lontano dai vestitoni stile tenda della cucina di Katy Perry e dall'altalena rubata ad Heidi da Pink.

 

Tutti i vincitori e i perdenti su http://www.grammy.com/nominees

 

La Fondazione Stelline di Milano ospiterà fino al 23 febbraio un centinaio di opere dell'artista italo-francese Jean Marie Barotte.

Nerocenere è il titolo della mostra, un percorso che riflette sul legame tra l'arte figurativa della pittura e quella della parola, la letteratura: la parola si fa segno e diventa opera d'arte.

Chiara Gatti, che cura la mostra, indaga su come questo autore sia stato in grado di coniugare colore e calligrafia, una calligrafia arcaica 'tracciata nella polvere della materia e depositata sulla tela'. E' proprio così che nasce la materia che si fa cenere, frutto di un processo lento e corrosivo che porta all'inevitabile distruzione e/o trasformazione di una sostanza in un'altra.

Carte e tele, di repertorio e più recenti, fanno parte di questa ricca collezione di composizioni.

Jean Marie Barotte nasce a Milano nel 1957, dopo essersi diplomato alla Scuola d'Arte Drammatica Paolo Grassi si addentra sempre più nel mondo del teatro, a cui rimane profondamente legato, in particolare per la sua esperienza come attore al fianco del grande regista e pittore Tadeusz Kantor che sarà proprio il punto di accesso alla pittura come nuovo modo di esprimersi. Un'arte vissuta come testimone della violenza necessaria per esprimere il concetto di sublime.

Tra le sue personali antecedenti ricordiamo I colori dell'estasi nel 2007, Tout ne tient qu'à un fil a Milano nel 2008, Le Voyage de l'ame a Parigi, La nuit obscure a Montreuil e Migraidentità.

In collaborazione con l'Associazione Culturale T.Art e il patrocinio dell'Institut francais Milano.

 

La mostra è a ingresso libero, aperta dal martedì alla domenica dalle 10 alle 20.

Fondazione Stelline - Corso Magenta, 61.

Per ulteriori informazioni potete chiamare il numero 02 4546211102 45462111

oppure visitate il sito www.stelline.it

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