Non è una ricostruzione storica, ma una rappresentazione espressionistica e plastica, una sorta di varietà nero quello che Massimo Popolizio mette in scena al Piccolo Teatro Strehler di Milano dal 2 al 26 febbraio. L’attore genovese, qui in doppia veste di regista, dopo aver interpretato Benito Mussolini al cinema nel film Sono tornato, porta il Duce a teatro in una veste inedita.
M – il figlio del secolo, tratto dall’omonimo romanzo storico del premio Strega Antonio Scurati, ripercorre la storia del fascismo intesa come un’allegoria del potere, attraverso un linguaggio che mescola ironia nera ed estetica felliniana. Sul palco si alternano due Mussolini: uno più teatrante ed estroso, interpretato da Popolizio, e quello storico di Tommaso Ragno. Un cast di oltre 18 attori che senza retorica ripercorrerà con una formula teatrale brechtiana (e rischiosa, come ammette lo stesso regista in Conferenza Stampa) i sei anni che seguono la Grande guerra, dall’impresa di Fiume alla rivoluzione socialista e il dilagare dello squadrismo.
Proprio a 100 anni dalla Marcia Su Roma, lo spettacolo riflette le violente dinamiche del potere, l’attacco alla democrazia e il pericolo del pensiero unico. La lunga preparazione dello spettacolo, resa ancora più difficile dall’emergenza sanitaria da Covid- 19, testimonia il capillare impegno della squadra che regala al pubblico una ricostruzione artistica e originale di una della pagine più nere della nostra storia.


