Dopo aver affrontato il rapporto fra umano e intelligenza artificiale con Marjorie Prime di Jordan Harrison, Raphael Tobia Vogel, per la sua seconda regia in stagione, sceglie Costellazioni del giovane drammaturgo britannico Nick Payne, in scena al Teatro Franco Parenti dal 19 gennaio al 6 febbraio
I protagonisti dell’opera teatrale sono Roland, un tipo alla mano, che si guadagna da vivere facendo l’apicoltore, e Marianne, una donna intelligente e spiritosa che lavora all’Università nel campo della cosmologia quantistica. La ricercatrice è una studiosa interessata all'interpretazione a molti mondi, la teoria seconda la quale ciò che facciamo o non facciamo potrebbe essere fatto o non fatto allo stesso modo o in modo diverso in infiniti universi paralleli.
Un’ipotesi affascinante, che sostiene che esista un numero infinito di universi: tutto quello che può accadere, accade da qualche altra parte e per ogni scelta che si prende, ci sono mille altri mondi in cui si è scelto in un modo differente. Nick Payne applica questa teoria in un rapporto di coppia, analizzando l’interazione uomo-donna come una danza, in cui anche la più sottile delle sfumature può drasticamente cambiare una scena, una vita, il futuro.
I due protagonisti sono interpretati da Elena Lietti e Pietro Micci, già diretti da Vogel in Marjorie Prime, due attori di casa al Parenti attualmente protagonisti di film e serie tv di grande successo. L’attrice è stata recentemente la protagonista di Tre piani, l’ultimo film di Nanni Moretti acclamato all'ultima edizione del Festival di Cannes.
L’opera si immerge nella suggestiva scena di Nicolas Bovey, lo scenografo di origini svizzere allievo di Margherita Palli che ha al suo attivo importanti collaborazioni.
Tra fisica quantistica e sentimenti, caso e libero arbitrio, l’opera è uno spunto di riflessione sui nostri orizzonti e sul peso delle nostre scelte, indagando i rapporti personali con metodo analitico e rivelandoci l’inafferrabile fascino delle infinite possibilità.

