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Grandi debutti all’Elfo Puccini: Aldo Morto e Educazione Siberiana saranno in scena fino a domenica 2 Marzo nel teatro milanese.
Il primo spettacolo che debutta il 24 Febbraio nella Sala Fassbinder dell’Elfo Puccini è Aldo Morto con la regia, drammaturgia e interpretazione di Daniele TImpano, con la collaborazione artistica di Elvira Frosini. Vincitore del Premio Rete Critica 2012, segnalazione speciale Premio IN - BOX 2012 e finalista al Premio Ubu 2012 come “migliore novità italiana” si presenta come un evento imperdibile.
L’attore protagonista, giovane negli anni del tragico sequestro di Albo Moro, non ha alcun ricordo personale del periodo storico ma si confronta con l’impatto che questo evento ha avuto nell’immaginario collettivo. Una scena molto minima: il suo corpo, pochi oggetti e la volontà di affondare fino al collo in una materia spinosa e delicata senza alcuna retorica o pietismo.
«Desolato, io non c'ero quando è morto Moro» afferma Daniele Timpano. «Aldo è morto senza il mio conforto. Era il 9 maggio 1978. Non avevo ancora quattro anni. Quando Moro è morto, non me ne sono accorto. Ma dov'ero io quel 9 maggio? E cosa facevo? A che pensavo? E soprattutto a voi che ve ne importa? È una cosa importante cosa facevo e che pensavo io a tre anni e mezzo? Aldo è morto, poveraccio. Aldo Moro, lo statista. Che un certo Moro fosse morto l'ho scoperto alla televisione una decina di anni dopo, grazie a un film con Volontè. Un film con Aldo morto. Ci ho messo un po' a capire fosse tratto da una storia vera. Oh, mio Dio! Hanno ammazzato Moro? E quando? Perché? E come? Lo hanno trovato nel bagagliaio di Renault 4 rossa, undici colpi sparati a bruciapelo addosso. Oh, mio Dio! Hanno ammazzato Moro! Brutti bastardi. E vabbè, pazienza. Niente di importante. Cose che capitavano negli anni '70. Bisognava fare la rivoluzione. Chi? Brigate rosse. Era il 9 maggio del 1978. Non avevo ancora quattro anni. Brigate rosse, sì. Ma rosse in che senso?».
“E così con Aldo Morto ci consegna la pièce più coraggiosa e sensazionale, ma anche più irritante, che la scena teatrale italiana ci abbia regalato negli ultimi anni.” scrive Katia Ippasso, Altri. La sinistra Quotidiana.
Il secondo spettacolo che debutta il 25 Febbraio in sala Shakespeare dell’Elfo è Educazione siberiana di Nicolai Lilin e Giuseppe Miale di Mauro, con la regia Giuseppe Miale di Mauro con Luigi Diberti e con Elsa Bossi, Ivan Castiglione, Francesco Di Leva, Giuseppe Gaudino, Stefano Meglio, Adriano Pantaleo, Andrea Vellotti.
Il grande successo letterario di Nicolai Lilin è stato stravolgente: venduto in 24 paesi stranieri e tradotto in 19 lingue, è diventato un film diretto da Gabriele Salvatores. Il libro è il crudo resoconto di ciò che significa per l’autore far parte degli Urka siberiani: uomini che si definiscono “criminali onesti”, gente motivata da un’etica forte e antica, capace di brutalità ma anche di esprimere un codice etico che paradossalmente si dichiara incorrotto. Educazione Siberiana si presenta come un moderno romanzo di formazione.
L’adattamento teatrale dello spettacolo si articola intorno alla storia di due fratelli, molto diversi tra loro: il primo è Boris, quello giusto, quello legato agli insegnamenti della tradizione siberiana, quello che rispetta gli anziani e che cerca di somigliare in tutto a loro. Il secondo è Yuri, quello ribelle, quello con lo sguardo proiettato al futuro, quello pronto ad infrangere ogni regola e a tradire la sua stessa famiglia per amore del Dio denaro, quello rapito dal mito americano.
In mezzo ai due fratelli il vecchio Nonno Kuzja cerca di far resistere la tradizione dei criminali onesti, nonostante il devastante impatto della società con il moderno delirio del consumismo occidentale.
La storia di Boris e Yuri rappresenta metaforicamente il modello del tipico conflitto che si sviluppa nel periodo post sovietico sia dentro una singola persona che nella società intera. La fine dell’URSS e i fattori politico-sociali hanno creato il caos nel popolo stremato dalla dittatura e affamato di libertà, quella libertà che ha spinto le persone verso atti estremi fino al drammatico degrado delle anime.
Due spettacoli caratterizzati da storie drammatiche, profonde e coinvolgenti vi aspettano dal 24 Febbraio all’Elfo Puccini.
Aldo Morto
Elfo Puccini, corso Buenos Aires 33 - Martedì /sabato ore 21, domenica ore 16.30 - Prezzi: intero € 30.50 - ridotti € 27 e € 16 Martedì € 20 - Info e prenotazioni: 02/0066.06.06
02/0066.06.06 - www.elfo.org
Educazione Siberiana
Elfo Puccini, corso Buenos Aires 33 - Martedì /sabato ore 20.30, domenica ore 16.00 - Prezzi: intero € 30.50 - ridotti € 27 e € 16 Martedì € 20 - Info e prenotazioni: 02/0066.06.06
02/0066.06.06 - www.elfo.org
344.0309088, alle 14.30 e dalle 20.30 alle 22.00 dal lunedì al venerdì, oppure via mail all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..Niente Hollywood o New York, niente completi da agenti di Wall Street né abitini di paillettes e feste glamour, in Nebraska, pellicola dolce, realistica e bellissima del cineasta indipendente Alexander Payne c’è tutta l’America vera, quella di piccole cittadine dimenticate e di uomini e donne che vivono una vita ai margini, fatta di quotidianità assoluta e di piccoli sogni infranti e mai realizzati. Nel grigio anonimo di giorni che si ripetono in lavori stanchi e luoghi popolati da poche anime un padre e un figlio si incamminano a piedi per raggiungere dallo stato del Montana lo stato del Nebraska. Il pretesto è una presunta vincita milionaria alla lotteria di Woody Grant, indiscusso protagonista del film, che viene accompagnato nel viaggio dal suo figliolo più giovane, David.
Il cammino per raggiungere la meta diventerà un viaggio interiore di formazione per il giovane coprotagonista, di rimpianto e ricordi per l’anziano Woody e di scoperta ed esplorazione dell’America on the road per lo spettatore.
Nebraska non è solo un film, è poesia pura. È il modo che ha Payne per far scoprire e raccontare alla sua platea l’America di chi non ha mai letto Kerouac o Steinbeck o meglio di chi non si è mai appassionato alla musica di Springsteen.
È l’America perduta e poi ritrovata anche dagli stessi protagonisti che camminando insieme comprendono quanta bellezza e sentimento può sfuggire a tutti noi, ogni giorno, costretti nella quotidianità della vita, anche di una vita che non volevamo.
Quando Woody riceve la notizia della sua vincita milionaria alla lotteria del Nebraska non si chiede se la cosa può essere vera o meno, non si lascia dissuadere dalla moglie né dal figlio maggiore, decide di incamminarsi a piedi, da solo, dal Montana per andare a ritirare quei soldi e lasciare a figli qualcosa per cui farsi ricordare e amare. Per lui ormai non chiede più niente. La vita è stata avara con Woody, gli ha distrutto sogni e speranze e lo ha lasciato disincantato e anziano senza che lui neppure se ne accorgesse. Ora vuole solo ritirare i soldi vinti e andarsene con la certezza di avere almeno qualcosa di buono per cui farsi ricordare.
Il figlio minore, David, prima cerca di farlo desistere come tutti gli altri, poi decide però di accompagnarlo e la vincita allora diventa il viaggio in sé. La conoscenza vera del padre, non solo come genitore ma come uomo, come persona. Un uomo che è stato giovane e pieno di speranze a sua volta, che ha amato e ha vissuto coltivando sogni e cantando canzoni folk.
Woody e David così si scopriranno a vicenda e insieme scopriranno la loro terra di origine che è avara e bellissima, scontrosa ma ricca di speranza, capace di infrangere il sogno americano classico e patinato ma capace anche di coltivare i valori della famiglia e del rispetto reciproco, dell’impegno e della responsabilità verso se stessi e verso gli altri.
L’eredità che Woody lascia a David allora è questa. I valori dell’America più vera e più profonda.
I soldi della lotteria sono solo un pretesto per far raccontare ad Alexander Payne la storia di assoluto amore e rispetto tra un padre e un figlio, di un valore che David assorbe e fa suo e che potrà a sua volta trasferire come eredità ai suoi figli. Agli spettatori resta la poesia di una pellicola che è quasi un libro da sfogliare, la bellezza di luoghi tanto isolati e brutali e tanto ugualmente affascinanti e la possibilità di percorrere con i protagonisti un viaggio emozionale e familiare dove magari ci si potrà anche riconoscere.
La Biennale di Venezia si prepara per regalarvi un 2014 pieno di emozioni!
Ecco a voi il calendario con tutte le manifestazioni in programma per il prossimo anno!
Carnevale Internazionale dei Ragazzi La casina dei biscotti dal 22 febbraio al 4 marzo 2014 Mostra Internazionale di Architettura Fundamentals curata da Rem Koolhaas dal 7 giugno al 23 novembre 2014 Festival Internazionale di Danza Contemporanea Abitare il mondo – trasmissione e pratiche diretto da Virgilio Sieni dal 19 al 29 giugno 2014
Biennale College – Teatro diretta da Àlex Rigola dal 26 luglio al 9 agosto 2014 Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica diretta da Alberto Barbera dal 27 agosto al 6 settembre 2014 Festival Internazionale di Musica Contemporanea diretto da Ivan Fedele dal 3 al 12 ottobre 2014
Yasmeen Godder con “See her change” chiude la programmazione del Romaeuropa Festival 2013 sabato 23 novembre alle ore 20,30 e domenica 24 alle ore 17 presso il Teatro Palladium di Roma.
Nato nel 1986 e coronato da sempre crescenti successi, il Romaeuropa Festival è ormai riconosciuto come il più importante festival italiano e il Wall Street Journal lo ha indicato, nel 2006, come uno dei quattro top festival in Europa. Cult e trendy allo stesso tempo, Romaeuropa Festival presenta al pubblico romano da quasi 3 decenni il meglio della creazione artistica contemporanea e vanta un pubblico di fedelissimi a cui si aggiungono ogni anno nuovi spettatori. Una platea composita, come composita è l’offerta culturale del festival, che abbatte le barriere tra cultura “alta” e “di massa”, all'insegna dello scambio, del connubio e dell’intreccio, tra culture e codici espressivi. Ogni anno Europa, Asia, America, Oceania, Africa si incontrano nella Capitale in una partitura spettacolare fatta di danza, teatro, musica, cinema, incontri con gli artisti, arti visive e sfide tecnologiche. I suoni e le espressioni artistiche di cinque continenti costruiscono un’esperienza estetica intensa che distribuisce in un’articolata geografia di spazi il piacere dello spettacolo per oltre due mesi.
Un appuntamento tutto al femminile chiude il Festival: See Her Change è l’ultima creazione della coreografa israelianaYasmeen Godder di ritorno a Roma dopo una lunga assenza dai palcoscenici capitolini. Nel panorama dei coreografi israeliani Godder si è ritagliata una spazio suo, imponendosi con uno stile asciutto, pungente, talvolta ironico fino al burlesque e con una energica vena concettuale. Le sue riflessioni sull'universo femminile e sul conflitto tra interiorità ed esteriorità si legano a una stringente ricerca sulla forma e sul corpo. Carne, sudore, respiro, sessualità, femminilità sono, nelle sue creazioni, strumenti per dare vita a immagini di grande impatto emotivo in cui l’intimità diviene chiave di volta per narrazioni universali. Caratteristiche che hanno imposto il suo lavoro all'attenzione internazionale, sviluppate anche attraverso prestigiose collaborazioni come con Ohad Naharin e Batsheva Dance Company nel 2011.
See Her Change è una naturale tappa di questo percorso. Lei stessa sul palco con Dalia Chaunsky e Shuli Enosh, danzatrici con cui ha condiviso numerose avventure coreografiche, Yasmeen rappresenta l’immagine femminile vista da tre diverse prospettive, basate inizialmente sulla differenza di età, ma che poi si moltiplicano in vissuti personali, per nebulizzarsi attraverso cambi d’abito, trucchi, parrucche e soprattutto atteggiamenti in repentino cambiamento. Un manifesto della femminilità e non del femminismo, tra glamour e patetico, sensualità e fragilità che mescola ai silenzi una playlist iper-contemporanea (Hope Sandoval & The Warm Inventions, Mu, Devandra Banhart, James Blake, Cat Power, Eliane Radigue, Mika Vainio, Nurse With Wound) ricercando nuove associazioni per ciò che riguarda la performing art, la memoria, l’umorismo.
La femminilità come trasformazione perpetua: un modo di essere difficile da decifrare e intrappolare, le cui enfasi, bellezze, melanconie, beffe sono segni di quella instabilità e fragilità che è allo stesso tempo una maschera per proteggersi e rigorosa forza interiore.
Coreografia Yasmeen Godder
Vice Direttore artistico e drammaturgia Itzik Giuli
Di e con Dalia Chaimsky, Shuli Enosh ,Yasmeen Godder
Musica Hope Sandoval & The Warm Inventions - “On the Low”// Mu - “Chair Girl”, “Hello Bored Biz Man” // Devendra Banhart - “Hey Miss Cane” // James Blake - “Wilhelm’s Scream” // Cat Power - “New York” // Eliane Radigue - “Adnos II”, “Elemental II” // Mika Vainio - “Yksinäisyys, Suru, Katkeruus”, “Ahriman” // Nurse with Wound - “Stick That Chick And Feel My Steel Through Your Last Meal”, “All of Me”, “Juice Head Crazy Lady”, “Untitled 8”, “Untitled 5” // Mori-Nauseef-Parker-Laswell - “Majuu”
Disegno luci Andreas Harder
Costumi e Accessori Tom Krasny
Scena e Video Yochai Matos
Sound Design Tomer Rosenthal, Yasmeen Godder e Itzik Giuli
Direttore delle prove Matan Zamir
Direttore tecnico Omer Sheizaf
Suono Oren Cohen
Amministrazione e produzione Guy Hugler
Progetti Internazionali e Sviluppo Francesca Spinazzi
Coproduzione Montpellier Danse 2013, Francia, Centro per la Scena Contemporanea, Bassano del Grappa, Italia
La nuova creazione è stata supportata da Israel Lottery Council for Culture & Arts
La Cultura è strumento di crescita e di sviluppo di un Paese. Con la Cultura si formano i talenti del Domani, coloro i quali daranno nuovi impulsi al Paese Italia. Partendo da questi presupposti, la rinomata Accademia di Belle Arti Aldo Galli di Como-IED lancia la campagna “CON LA CULTURA NON SI MANGIA. BUGIA”. Un progetto innovativo per sostenere la Cultura in Italia come “nuovo motore di sviluppo per il rilancio del sistema Paese”. L’Accademia Aldo Galli di Como, diventata in pochi anni una realtà di eccellenza nel panorama dell'Alta Formazione, rilancia la Cultura come “straordinaria risorsa per tutti”. La Cultura è una delle poche ricchezze che ci appartengono, nostra nel profondo. Un bene così prezioso ed importante che nessuno potrà mai portarci via! L’Accademia Aldo Galli punta sulla Cultura e sui suoi Talenti: giovani promesse del mondo del lavoro da valorizzare, incentivare, stimolare ed incoraggiare. Merito e competenze sono i due elementi chiave della formazione dell’Accademia. Il futuro dell’Italia è nei giovani e da questa premessa l’Accademia Aldo Galli incentiva la Cultura perché non è vero che non essa non si mangia. Con la Cultura si vince la crisi e si cresce.
CON LA CULTURA…SI MANGIA!
Sara Biondi
Il Mali incontra Milano in una serata da non perdere!
Rokia Traorè, una delle più innovative cantanti e compositrici africane, porta in scena il suo nuovo album, "Beautiful Africa", scritto in tre lingue: Bambara (originario dell'Africa Occidentale), inglese e francese.
Rock e tradizione si uniscono nell'ultimo lavoro discografico della Traorè, che nei sui testi parla di sè cosi come dei problemi che affliggono il suo Mali, terra martoriata dalla povertà ma ricca di cultura e musica.
Un'occasione per volgere il nostro sguardo al di là dei consueti orizzonti, per scoprire una cantante di razza, vera e propria punta di diamante della nuova generazione di african rockers.
Rokia Traorè in concerto
lunedi 15 luglio
Start h 21.30
Ingresso 15 euro
Presentazione del libro Expopolis @SPUNC
Start h 19.30
Carroponte
via Granelli,1
Sesto San Giovanni (Mi)
Per maggiori informazioni:
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Il 26°esimo Milano Pride, in programma dal 24 al 30 giugno, si arricchisce di giorno in giorno di appuntamenti culturali imperdibili, accomunati da un'unica visione d'insieme: unire, con l'arte e la cultura, ciò che la società e la legge dividono.
Anima e cuore del progetto sono i NOMADIdiPAROLE, al secolo Simone Gerace e Giulia Telli,attori volitivi e poliedrici formatisi alla scuola di Quelli di Grock, Christian Mascheroni, scrittore, autore televisivo e volto noto della trasmissione Ti racconto un libro (in onda su Iris) e Alice Cimini, da più di dieci anni dietro le quinte del mondo della comunicazione e dell'organizzazione di eventi culturali.
Il collettivo presenterà due opere che fanno divertire ma, allo stesso tempo, discutere e riflettere:
Mercoledi 26 giugno h 19.00
Wienna, di Christian Mascheroni
Trattoria Pop Milleluci (Via Rosolino Pilo, 7-Porta Venezia)
Giovedi 27 giugno h 20.00
Il ragazzo a quattro zampe, di Simone Bisantino
La Strada (Via Carlo Patellani,4)
Per maggiori informazioni:
https://www.facebook.com/NOMADIdiPAROLE
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Una serata d'estate, arte sotto le stelle, amore, seduzione e la Donna, epicentro di ogni emozione.
La pittura, la danza, la scultura e la musica diventano strumenti con cui descrivere l'universo femminile in tutte le sue sfaccettature più recondite, per creare un manifesto artistico audace e dai toni sperimentali.
Questo è "Il Tempio dell'Amore", evento organizzato dall'Associazione Culturale Rosaspinto per il 27 giugno, a partire dalle ore 20.30, presso lo Spazio Giulio Romano 8.
Anima del progetto è Mauro Lacqua, stimato pittore e precursore della sperimentazione materica, cantore della donna e del suo mistero più nascosto.
Al centro della mostra vi saranno delle opere dipinte a mano con Grigi Lunari sul retro di vetro, che raffigurano volti femminili estremamente sensuali e naturali. L'installazione sarà anticipata da un'introduzione a cura della critica d'arte Dottoressa Sabrina Leonarda Martello.
Ad arricchire la serata, vi saranno performance ed installazioni di artisti affini a Mauro Lacqua per sensibilità e gusto estetico. Conosciamoli assieme:
Napoleão César , stilista e fine tessitore di emozioni attraverso il ricamo. Crea divine creazioni che avvolgono il corpo umano come abbracci gentili.
Gianluca Sirotti plasma il ferro come se fosse morbida materia sotto le sue mani. Durante l'evento terminerà dal vivo una sua installazione.
Vlaire presenta la sua nuova linea di lampade da tavolo " VT X-Ray", più che semplici elementi di arredo, degli occhi luminosi sospesi nel vuoto.
Pier Giovanni Bellotto, in collaborazione con Osteoporosys Dance Theatre presenta "Dance Oddity", un espediente con cui indagare le potenzialità del corpo umano, un'indagine sul bisogno intrinseco dell'uomo di danzare.
La colonna sonora della serata sarà a cura di Tommaso Laganà, a.k.a. Dj WestBanhof, che presenterà una selezione molto personale di sonorità electroswing.
A fare le veci di casa vi sarà la sensualità maliziosa della madrina d'eccezione, Sarah Avolio.
Estate, tempo d'amare, tempo di amore.
L'amore vi aspetta il 27 giugno, a partire dalle ore 20.30, presso lo Spazio Giulio Romano 8, nell'omonima via (MM Porta Romana)
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