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Spingetevi al Teatro Elfo Puccini dal 3 all'8 giugno per assaporare uno spettacolo amoroso, di donne che amano le donne! Un pezzo commovente, ironico e sfacciato per chi non sa reprimere il proprio amore. Come noi di Nerospinto.
“Per aver affrontato un tema scottante come quello dell'omosessualità femminile con un linguaggio fresco, ironico e divertito. Lo spettacolo, anche grazie alla qualità delle interpreti riesce a coinvolgere il pubblico miscelando momenti di comicità con altri di grande intensità e profondità senza mai cedere nell'autocommiserazione”. "Premio Scintille" 2011 - Asti Teatro.
Metafisica dell’amore è uno spettacolo comico che parla dell’amore. E soprattutto delle donne. Che amano le donne che amano altre donne che amano tutti gli altri. L’amore è un sentimento universale, tutti provano le stesse emozioni, gli stessi piaceri, gli stessi dolori: lui e lui, lei e lei, lui e lei. Coppie diverse, identiche emozioni. Questa è una legge che, a differenza della legge, e' uguale per tutti...con qualche piccola differenza che fa la differenza. Le attrici protagoniste raccontano e si raccontano, trasformandosi e dando vita a una carrellata di personaggi esilaranti.
Tutti alla ricerca di un amore: la psicopatica, la milanese, l’artista, la fricchettona, la ex... Uno spettacolo dedicato a chi ha ancora voglia di amare e ridere di questo disgraziato dolore che ti prende allo stomaco senza distinzione di sesso, di
razza, di lingua o di religione. Un passo in più verso il rispetto, perché la discriminazione, guardata col cuore, si rivela nella sua stupidità. E noi lo facciamo con uno spettacolo. Questo. Che non vuole dare risposte. Ma vuole esistere. E basta.
Le Brugole è una compagnia tutta al femminile, nata nel 2009 e composta da due autrici e da due attrici: le due scrittrici sono Giovanna Donini (classe 1973, autrice televisiva con un passato da giornalista e da fondatrice e performer del gruppo Spaventapassere) e Francesca Tacca (classe 1985 e diplomata alla scuola d’arte drammatica Paolo Grassi di Milano in drammaturgia); sul palco invece troviamo Annagaia Marchioro (classe 1983, diploma d’attrice alla Scuola d’arte drammatica Paolo Grassi di Milano nel 2009 e vari lavori tra teatro e cabaret) e Roberta Lidia De Stefano (classe 1985, anche lei diplomata alla storica Paolo Grassi nel 2010, attrice, cantante e musicista).
I primi passi televisivi delle Brugole risalgono alla primavera del 2011, quando partecipano al programma Bambine Cattive in onda su Comedy Central (canale 122 di Sky). Nell'estate dello stesso anno le nostre quattro vincono il "Premio Scintille" ad Asti. Seguono le serate milanesi dello scorso novembre allo Zelig di Milano.
METAFISICA DELL’AMORE
testo di Giovanna Donini e Andrea Midena
scritto con Francesca Tacca, Annagaia Marchioro e Roberta Lidia De Stefano
con Roberta De Stefano, Annagaia Marchioro
produzione Le Brugole
Dal 3 all'8 giugno, all'Elfo Puccini, sala Bausch - corso Buenos Aires 33, Milano - Lunedì/ sabato ore 19.30, domenica riposo - Posto unico: 15 euro - www.elfo.org
Il teatro Elfo Puccini porta in scena, dal 7 al 12 maggio, lo spettacolo Tè nero notte.
In seguito ad una lunga ricerca, condotta al fianco delle unità di strada del servizio Segnavia - Padri Somaschi, che ha consentito di incontrare centinaia di donne e ascoltarne le storie, due allieve, un'autrice e una regista della scuola Paolo grassi hanno sviluppato un percorso teatrale in cui esplorano l'esperienza vissuta dalle prostitute ed il loro sfruttamento.
Ne sono nati due spettacoli, due testimonianze differenti, ma ugualmente vere e appassionanti: Strada Provinciale di Cristina Belgioioso e La prostituzione raccontata al mio omeopata di Laura Tassi, presentati in un'unica serata.
Il primo è un viaggio straniante tra i clacson, il buio, le macchine che sfrecciano a gran velocità come i racconti delle ragazze: quattro lucciole che, affidandosi alle flebili luci di alcune lampade, creano un movimento continuo che tiene ancorati gli spettatori all'ascolto e al conforto, come fossero operatori sul campo.
Il secondo spettacolo è un dialogo immaginario tra una narratrice e il suo omeopata: qui l'inconsapevolezza, i timori, le bugie e i sogni delle ragazze di strada sono filtrati dal racconto di questa ragazza dalla vita "normale", con le sue paure, speranze e utopie, sempre a confronto con la ferocia della realtà.
Info su costi e orari:
Biglietto 15€
Da martedì a sabato: ore 19.30
domenica: ore 15.30
Teatro Elfo Puccini
Corso Buenos Aires, 33
Milano
Tre spettacoli del Teatro delle Albe, tre momenti di una storia iniziata trent'anni fa, quando nel 1983 il teatro fu fondato da Marco Martinelli, Ermanna Montanari, Luigi Dadina e Marcella Nonni, tre momenti di una storia più che mai vitale.
Un percorso che intreccia alla ricerca del “nuovo” la lezione della tradizione: il drammaturgo e regista Martinelli scrive i testi ispirandosi agli antichi e al tempo presente, pensando le storie per gli attori, i quali diventano veri e propri co-autori degli spettacoli.
Il focus sulle Albe si apre con lo spettacolo ‘Pantani’, in scena dal 3 all’8 maggio, ultimo spettacolo della compagnia ispirato alla figura di Marco Pantani, eroe tragico dei nostri tempi.
Pantani l'idolo, il pirata dei record imbattibile in salita, Pantani il dopato, il mostro distrutto e infangato dalla stampa. Non è solo una questione sportiva, ma un’autentica “passione” moderna.
La scrittura di Marco Martinelli affonda nelle viscere dei nostri giorni e della società di massa che chiede sacrifici e capri espiatori, disegnando un affresco sull'Italia degli ultimi trent'anni, l'enigma di una società malata di delirio televisivo e mediatico, affannata a creare dal nulla e distruggere quotidianamente i suoi divi di plastica, ma anche capace di mettere alla gogna i suoi eroi di carne, veri, come Marco Pantani da Cesenatico, lo scalatore che veniva dal mare.
(Mar – Sab: 21.00 / Dom: 16.00)
Si prosegue poi con ‘Rumore di acque’, presentato dal 9 al 10 maggio, monologo nel quale la scrittura di Martinelli riesce a trasfigurare in grottesca e malinconica poesia la cronaca tragica dei barconi alla deriva nel Mediterraneo, un “oratorio per i sacrificati” accompagnato dai musicisti Enzo e Lorenzo Mancuso che, con le loro potenti voci di satiri antichi, sembrano gridare il dolore dell'umanità dal fondo di un abisso.
(Mar – Sab: 21.00)
Completa il ritratto della compagnia ravennate ‘Ouverture Alcina’, sul palco dall’11 al 12 maggio, un combattimento tra la potenza della voce di Ermanna Montanari e quella della musica di Luigi Ceccarelli, magica alchimia tra immagine e suono per una performance-concerto acclamata in tutto il mondo. La maga è sola in scena, si muove in uno spazio buio, a tratti attraversato da lampi di luce, che ne mostrano il corpo dolente come quello di una danzatrice butoh, all'interno di uno spazio sonoro orchestrato in diretta dallo stesso compositore. Quello che ne scaturisce è un concerto-performance dove la voce e la musica formano la stessa materia scenica. Non c'è azione, non c'è dramma: solo l'errare della voce vagabonda, visione fabulatoria in cui ci si può perdere come nello schianto dei sogni.
(Mar – Sab: 21.00 / Dom: 16.00)
Biglietto intero euro 30.50
Martedì euro 20
Ridotto giovani e anziani euro 16
Scuole euro 12
Teatro Elfo Puccini
C.so Buenos Aires, 33
Milano
Info:
02 00 66 06 06
Lunedì 22 aprile alle ore 21 il Teatro Elfo Puccini vuole ricordare una grandissima attrice come Mariangela Melato dedicandole una serata in collaborazione con il Comune di Milano e il Corriere della Sera.
Verrà proiettato su grande schermo ‘Il dolore’, spettacolo prodotto dal Teatro Stabile di Genova, per la regia di Massimo Luconi, di cui l’attrice è stata indimenticabilmente protagonista.
Con questo titolo, che l’attrice desiderava portare sul palcoscenico, l’Elfo vuole far rivivere la passione di Mariangela per l’arte della scena, per la recitazione e per la creatività.
‘Il dolore’ verrà pubblicato come decima e ultima uscita della collana edita dal Corriere della Sera, ‘Il grande teatro di Mariangela Melato.’
Lo spettacolo è tratto dal romanzo autobiografico di Marguerite Duras e si riferisce ad un episodio drammatico della sua vita.
Entrata insieme con il marito Robert Antelme nella Residenza antinazista, la Duras trascorse i lunghi mesi tra il giugno 1944 a il periodo immediatamente seguente la fine della guerra in attesa del marito, arrestato con la sorella dai nazisti e deportato a Dachau.
È in questa cornice storica che si consuma una tragedia insieme personale e universale.
In una Parigi primaverile, in festa per la fine del conflitto mondiale, Marguerite si aggira sconvolta, come molte altre donne dei prigionieri e dei deportati che attendono notizie dei loro uomini.
Ansia e speranza, gioia e dolore; ma intanto l’esistenza di ogni giorno prosegue perché si è costretti a vivere comunque.
L’attesa che vive la protagonista è identica a quella di tutte le donne del mondo che aspettano, non solo nei momenti di guerra ma anche nei momenti di abbandono, di sofferenza interiore e testimonia una capacità di sofferenza che è un tratto specifico femminile.
Alla serata saranno presenti Anna Melato, Ferdinando Bruni, Elio De Capitani, Massimo Luconi e Maurizio Porro.
Ingresso libero
Lunedì 22 aprile
Ore 21.00
Durata 80’
Sala Shakespeare
Teatro Elfo Puccini
C.so Buenos Aires, 33, Milano
Tel. 0200660606
Fax. 0236755904
Due ragazzi come tanti, un unico desiderio: quello del cambiamento, quello di rendere la cittá di Milano un posto migliore in cui vivere. Un sogno comune che li ha legati non solo ad un’amicizia vissuta fra le mura del centro sociale Leoncavallo, uno dei luoghi in cui il bisogno di migliorare la societá dell’epoca costituiva la prioritá dell’aggregazione. Ad unirli é una tragedia consumatasi quel lontano 18 marzo 1978, quando ancora diciottenni credevano che un mondo diverso fosse possibile e lo volevano a tutti i costi. Lo dimostravano attivamente, fino all’ultimo istante della loro troppo e maledettamente breve vita. A coinvolgerli a quel tempo, era infatti un’iniziativa che voleva combattere il traffico della droga del quartiere Lambrate legato alla destra eversiva.
Sono passati trentacinque anni da quel giorno, dal giorno in cui Fausto Tinelli e Lorenzo Iannucci decidono di passare la serata come era loro solito, quattro chiacchiere, un concerto, tanti amici. Cenano insieme, intorno alle 20.00 escono di casa, un edicolante li sente parlare a proposito dei fatti che in quei giorni erano testimonianza viva delle grandi contraddizioni storico politiche del nostro paese. Quei fatti storici avvenuti proprio in quei giorni e che hanno segnato la storia italiana profondamente, uno tra i quali il rapimento dell’onorevole Aldo Moro. Percorrendo le vie del quartiere Lambrate, diretti al centro sociale Leoncavallo, raggiungono via Mancinelli. E’ esattamente qui, pressappoco al numero 8, che i loro sogni si imbattono nella furia omicida dei loro spietati carnefici, la quale identitá è rimasta ancor oggi un mistero. Tre persone che agiscono con freddezza e professionalità, due dei tre vestono cappotti chiari. Pochi scambi di parole, la situazione si colora di rosso, il colore del sangue di due persone appena diciottenni.
Un massacro impunito che continua ad essere un enigma, una giustizia che per negligenza e scarso interesse non ha saputo dare delle risposte, considerandolo forse un caso di ‘serie b’. Tra le poche certezze emerse dalle indagini, condotte inizialmente dal sostituto procuratore Armando Spataro e presto capitolate in un vicolo cieco e alla definitiva archiviazione nel 2000, è quella che Fausto e Iaio quella notte furono stati giustiziati. Troppo scomodo l’impegno di controinformazione che i due amici stavano svolgendo a proposito dei traffici di eroina che erano diventati il morbo del quartiere. A qualcuno il loro attivismo dava molto fastidio. Da Roma non tarda ad arrivare una rivendicazione da parte dei Nar, Brigata Franco Anselmi, fondata dallo stesso Anselmi che dodici giorni prima era stato ucciso durante una rapina a un’armeria, sempre a Roma. Rabbia e sgomento seguirono i giorni successivi il loro omicidio. Centinaia di migliaia i cittadini che il 22 marzo 1978, giorno dei funerali, non mancarono di scendere in piazza a manifestare il loro cordoglio. Un forte pianto collettivo, profondo sgomento e una ferita indelebile.
Il senso della speranza dei due amici che si spense sotto i colpi di otto proiettili Winchester calibro 7,65, ma il senso della loro lotta è ancora vivo in una cittá come Milano che non vuole dimenticare, che non deve ‘archiviare’ il ricordo, ma che sulla base di quello, necessita costruire un futuro fruttuoso, impegnato nell’opposizione di ogni logica neofascista. Pisapia definisce questo dramma di matrice inequivocabilmente politica, una sconfitta dello Stato, della giustizia e della democrazia, un fatto non accettabile, un caso che non ha mai visto la verità: ‘’non sono mai state svelate le trame ma solo lasciate intravedere.‘’
A Fausto e Iaio sono stati dedicati i giardini di piazza Durante, a due passi da piazzale Loreto, nel cuore del quartiere Casoretto, inaugurati un anno fa dal sindaco di Milano in onore dei suoi ‘’per sempre ragazzi.’’ Quest’anno Nerospinto consiglia lo spettacolo ‘Viva l’Italia’: una riflessione su quel passato che vuole farsi presente. Un testo inedito di César Brie, regista e attore argentino di lungo corso che vive e fa teatro a Milano. Uno spettacolo che presenterà la vita di 5 personaggi realmente vissuti e che metteranno in scena i segreti e i retroscena di uno dei delitti emblematici di un’Italia dal clima rovente. Un’Italia paese delle ingiustizie di stato e delle stragi fasciste rimaste impunite, ma che attraverso il teatro vuole dimostrare di non essere vigliacca. Alla sua elaborazione, oltre a documenti e libri che testimoniano i fatti, ha contribuito anche Maria Iannucci, sorella di una delle due vittime e presidente della ‘Associazione amici e familiari di Fausto e Iaio’. Al teatro Puccini l’uomo sará posto al centro della rappresentazione con i suoi sogni, gli errori e gli orrori, con un unico intento che mira a volerli trasformare in una speranza, ossia quella della possibile realizzazione di una societá libera dallo sfruttamento dell'uomo sull'uomo. La stessa per la quale Fausto e Iaio hanno combattuto e che sognavano per l’Italia.
VIVA L’ITALIA
le morti di Fausto e Iaio di Roberto Scarpetti, regia di César Brie
Dal 18 marzo al 14 aprile 2013 al Teatro Elfo Puccini
Corso Buenos Aires 13
Mart/sab. ore 21.00, dom. ore 16.00
Prezzi: Intero € 30.50 - Martedì € 20 - Ridotto giovani e anziani € 16
LA MOSTRA
Dal 18 marzo al 14 aprile, in occasione dello spettacolo Viva L’Italia sarà allestita un'installazione realizzata da alcuni studenti del Liceo artistico di Brera ispirata allo spettacolo e all'atmosfera degli anni 70.
Foyer della Sala Fassbinder . Ingresso libero
La celebre commedia di Aristofane con l’Ensamble Stabile Fondazione Teatro Due torna in scena fino al 24 marzo al Teatro Elfo Puccini di Milano.
In un periodo di forte instabilità per il nostro Paese, gli attori si interrogano, con comicità e leggerezza, sul ruolo fondamentale che possono assumere la cultura, l’arte, la poesia e il teatro nei confronti della società e delle sue sorti.
“Come si può salvare una città che non sa distinguere il bene dal male?”
Attraverso l’umorismo e l’ironia si cerca di giungere ad una verità, conducendo il pubblico in un viaggio surreale e improbabile lungo gli inferi, al termine del quale risiede la salvezza della polis e forse la risposta che stiamo cercando.
Il classico di Aristofane rappresenta una riflessione sempre attuale: parla di una società in decadimento che sa trovare rifugio nella cultura e nel teatro.
Sta a noi, ora, ritrovare i nostri Eschilo ed Euridipe.
Teatro Elfo Puccini
Corso Buenos Aires 33, Milano
Tel. 02 00660606
Sala Shakespeare
Orari: mar-sab 21:00 / dom 15:30
Durata: 105' con intervallo Prezzi: Intero euro 30.50 Martedì biglietto unico euro 20 - ridotto <25 anni - >60 anni euro 16 - gruppi scuola euro 12
Per acquistare i biglietti: http://www.vivaticket.it/
Noi di Nerospinto amiamo chi scardina i luoghi comuni e le aspettative con graffiante ironia e vi invitiamo a non perdervi il ritorno di Cristina Crippa e del regista Elio Capitani al Teatro Elfo Puccini dal 5 al 17 Marzo con la riduzione teatrale del famoso romanzo per ragazzi “Il bambino sottovuoto” di Christine Nöstlinger.
Scrittrice tra le più affermate nel mondo dell’editoria per ragazzi, la Nöstlinger è un’autrice fuori dal comune e trasgressiva che esplora i rapporti interpersonali fra adulti e ragazzi e rompe con il conformismo di regole e modelli imposti ed accettati solo per convenzione.
I suoi racconti dai titoli pungenti e accattivanti sanno coinvolgere un pubblico trasversale e di ogni età.
Il romanzo “il bambino sottovuoto” è una favola ipermoderna che narra la storia di Marius, un bambino sintetico e liofilizzato che una potente multinazionale produce per soddisfare le richieste di una clientela di genitori/acquirenti esigenti e frettolosi, con poco tempo da perdere per la procreazione e la cura dei figli.
Marius è un personaggio che appartiene alla specie dei Pinocchi, dei replicanti, degli esseri magici e diversi, e, perché no, dei bambini mai adulti come Peter Pan.
Coprotagonista del racconto è Betta Bartolotti, la signora B.B.: né troppo giovane né troppo vecchia, è disordinatissima, un po’ anarchica e, sfiorata un tempo dal desiderio di maternità, ormai non ci pensa più. È proprio a lei che per un errore del sistema viene consegnato un bel mattino un bambino, programmato, istruito e condizionato ad essere fin esageratamente perfetto, educato e ubbidiente, studioso.
Comincia così, tra questo essere insolito e questa improbabile mamma, un rapporto di grande amore, simpatia ed affetto che sconvolge totalmente la vita della nostra B.B, tanto da ingaggiare una lotta apparentemente impari contro la multinazionale produttrice che si mette in moto per recuperare il prezioso “prodotto”.
Cristina Crippa profondamente emozionata e divertita dalla lettura del romanzo lo ha trasformato in un monologo teatrale dove la vicenda è narrata dal punto di vista del suo personaggio preferito, la signora B.B..
IL BAMBINO SOTTOVUOTO
di Christine Nöstlinger traduzione di Clara Beccagli Calamai
adattamento di Cristina Crippa
regia Elio De Capitani
con Cristina Crippa
Dal 5 Marzo al 17 Marzo - Teatro Elfo Puccini, Corso Buenos Aires 33, Milano
Orari spettacoli: martedì - sabato, ore 19.30 /domenica 17.00
Prezzi: Intero € 30.50 - Martedì € 20 - Ridotto giovani e anziani € 16 - gruppi scuola euro 12
Orari biglietteria: lunedì - sabato 10:30/19:30 | domenica 14:30/17:30
Maggiori informazioni: tel. 02 00 66 06 06 – sito web: www.elfo.org - prenotazioni on line: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Creature di Nerospinto spingetevi a vedere questa drammatizzazione: noi amiamo le storie di dandy falliti, sognatori senza scrupoli e privi di qualsiasi senso pratico. In fondo non è capacità di Rameau quella di ribaltare le prospettive?
Il nipote di Rameau di Denis Diderot, capolavoro satirico della seconda metà del settecento, è la parabola grottesca di un musico fallito, cortigiano convinto, amorale per vocazione.
Nella sua imbarazzante assenza di prospettive edificanti, nella riduzione della vita a pura funzione fisiologica, riesce in maniera paradossale a ribaltare la visione del bene e del male, del genio e della mediocrità, della natura umana e delle possibilità di redimerla.
Rameau si è offerto attraverso i secoli come un nitido archetipo di libero servo, innocua foglia di fico per padroni a tolleranza variabile.
Scorgiamo dietro la sua perversità le paure del filosofo del perdere se stesso e i propri riferimenti etici nell'affrontare un primo embrione di libero mercato delle idee che intuiva stesse nascendo in quel turbolento e fervido scorcio di secolo.
Rameau manca dai nostri teatri dagli inizi degli anni novanta, un ventennio di profonde mutazioni nel corpo della nostra società civile, le sue contorsioni intellettuali quindi assumono nuovo e violento impatto e nuovi motivi di aspro divertimento.
Il nipote di Rameau
di Denis Diderot adattamento Edoardo Erba e Silvio Orlando
regia Silvio Orlando
con Silvio Orlando, Amerigo Fontani, Maria Laura Rondanini
clavicembalista Luca Testa
scene Giancarlo Basili, costumi Giovanna Buzzi
produzione Cardellino srl
Dal 26 febbraio al 10 marzo - Elfo Puccini, corso Buenos Aires 33, Milano - Mart/sab. ore 21.00, dom. ore 15.30 - Biglietteria: tel. 02.0066.06.06 - Prezzi: Intero € 30.50 - Martedì € 20 - Ridotto giovani e anziani € 16 - scuole € 12
TOUR: Pordenone 15/17 marzo, Monfalcone 18/19 marzo, Forlì 21/24 marzo e Teramo 26/27 marzo
Noi di Nerospinto amiamo le contaminazioni, (forse lo abbiamo già detto!) e il vapore creativo e geniale che si origina dall’incontro della calda Napoli con la gelida Madre Russia. Amiamo il ridere dolceamaro della commedia dell’arte che si declina in chiave contemporanea e rivela tutta la sua carica popolare e verace.
Totonno ‘o Pazzo, al secolo Antonio Petito, il più grande interprete di Pulcinella della seconda metà dell’Ottocento e sgrammaticato autore di numerosi testi teatrali, viene ricordato per il suo gusto particolare di mescolare, in arditi déguisements, le tradizionali pulcinellate napoletane con storie rubate al melodramma e ai romanzi d’appendice italiani e francesi, in grande voga nel pubblico dell’epoca. Di lui si ricorda anche la capacità di inserire nei suoi spettacoli elementi di attualità, in un approccio col pubblico diretto e smaliziato, che metteva a nudo le convenzioni teatrali a volte quasi anticipando le avanguardie simboliste e futuriste.
Facciamo nostro questo spirito di contaminazione, facendo dialogare Petito con il poeta russo Aleksandr Blok e il suo testo teatrale del 1906 Balagancik (Il baraccone dei saltimbanchi). Indagando un immaginario al confine tra la favola e la farsa, Petitoblok racconta le tragicomiche sventure in cui si cacciano Pulcinella e Felice Sciosciammocca in fuga da una Signora Morte improbabile e disperata. Questa volta, a dar loro filo da torcere, è un eccentrico Ciarlatano, ex commediante napoletano in esilio nei teatri d'avanguardia di San Pietroburgo, tornato in patria proprio con il progetto di ammazzare, o meglio, cancellare dal mondo del teatro, Pulcinella e Felice. Imprigionati nel suo sgangherato Baraccone in compagnia di Colombina, una marionetta meccanica candida e coraggiosa, il nostro duo di avventurosi perdigiorno sperimenta e confonde il lato umano e quello meccanico della paura, della fame e dell’amore.
Elfo Puccini, sala Bausch - Dal 12 al 17 febbraio - Martedì/sabato 19.30, domenica ore 18.30 - Posto unico 15 euro - www.elfo.org
12 - 17 febbraio, Nuove storie in sala Bausch, Corso Buenos Aires, 33 20124 Milan
liberamente ispirato alle opere di Antonio Petito e Aleksandr Blok
drammaturgia Antonio Calone
regia Emanuele Valenti
con Giuseppina Cervizzi (la Morte), Christian Giroso (Felice Sciosciammocca), Valeria Pollice (Colombina), Giovanni Vastarella (Pulcinella), Emanuele Valenti (il Ciarlatano)
costumi Daniela Salernitano
spazio scenico Emanuele Valenti, Daniela Salernitano
maschera di Pulcinella Marialaura Buonocore
disegno luci Antonio Gatto
Punta Corsara, 369gradi, Armunia/Festival Inequilibrio
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