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Il mondo della ristorazione è in lutto: Benoit Violier, lo chef del ristorante migliore del mondo, si è tolto la vita ieri, nella sua casa a Losanna.

Nessuno era meglio di lui e del suo ristorante all'interno dell'Hotel de la Ville Crissier: Benoit Violier aveva infatti raggiunto l'apice e da tre anni era il numero uno dela classifica parigina degli chef dei migliori ristoranti al mondo, La Liste.

Eppure ieri lo chef ha impugnato uno dei suoi fucili da caccia e si è sparato.

Il Ville Crissier vanta dal 1998 tre stelle Michelin, e da tre anni ormai Philippe Rochat, mito della gastronomia transalpina, aveva messo proprio Benoit Violier a capo della sua cucina.

Le cause del tragico gesto sono ancora ignote. Qualcuno crede che il suicidio sia ricollegabile alla scomparsa di Philippe Rochat avvenuta un anno fa: c'è chi ipotizza che Benoit Violier non si sia mai ripreso dall'improvvisa morte causata da un malore del suo mentore, che per sedici anni gli aveva fatto da maestro aiutandolo a diventare uno degli chef migliori del mondo.

Ma nessuno sa davvero perchè Benoit Violier, 44 anni, ieri abbia deciso di puntare quel fucile contro se stesso: fucile con cui era solito cacciare quella selvaggina che solo lui sapeva trasformare in sontuose prelibatezze e che lo aveva fatto diventare il più grande.

Nel 2003 la Francia era già stata colpita da una tragedia simile: in quell'anno infatti lo chef Bernard Loiseau si tolse la vita. Il suicidio mise in discussione l'intero sistema di giudizio che incrementa incredibilmente il livello di stress dei grandi cuochi.

Il triste caso di Benoit Violier sembra diverso, però: lo chef dell'Hotel de la Ville Crissier era sulla cresta dell'onda, aveva raggiunto il punto più alto della sua carriera.

Tanti sono i dubbi sul perchè del folle gesto e la polizia francese non ha ancora saputo chiarire le dinamiche della morte. Certo è che la vita di uno chef non è come la si vede in televisione.

 

Beatrice Bellano

Lunedì, 01 Febbraio 2016 17:09

Al MIC, una rassegna cinematografica su Renoir

MIC – MUSEO INTERATTIVO DEL CINEMA

Viale Fulvio Testi 121, Milano

RENOIR

Dal 16 al 28 febbraio

Dal 16 al 28 febbraio presso il MIC - Museo Interattivo del Cinema, Fondazione Cineteca Italiana presenta RENOIR, in occasione della riedizione al romanzo Renoir, mio padre (2015, Adelphi Edizioni), una rassegna dedicata al grande pittore impressionista Auguste e a suo figlio, il regista Jean.

Apre la rassegna il film Renoir, del regista francese Gilles Bourdos, presentato alla 65ª edizione del Festival di Cannes nella sezione Un Certain Regard: ambientato nel 1915, è un grandioso omaggio alla vita e all’arte di Pierre-Auguste Renoir (1841-1919), uno dei più grandi pittori dell’Impressionismo, meravigliosamente descritto partendo dai suoi ultimi anni di vita trascorsi in una casa di campagna in Costa Azzurra, circondato da una premurosa servitù che si prende cura di lui. Lì, un giorno, arriva la giovane e bella Andrée Heuchling, che riuscirà a infondere nuovo estro creativo in Auguste, divenendone l’ultima modella. Di lei, Jean, il secondogenito del Maestro, appena ritornato dal fronte della Prima guerra mondiale, ben presto s’innamorerà, sposandola nel 1920. Spiccano nel film le interpretazioni di Michel Bouquet, che interpreta il grande pittore, e della giovanissima Christa Théret, nella parte della Hessling.

E proprio intorno a questa figura femminile, che fu “il mezzo di un tortuoso flusso di desideri amorosi e artistici, di volta in volta modella e attrice, punto di unione tra pittura e cinema”, ruotano altri due film in rassegna, perché Jean Renoir fece di lei l’attrice protagonista delle sue prime opere con il nome d’arte di Catherine Hessling: Fille de l’eau (La ragazza dell’acqua), primo lungometraggio del grande regista francese, e La Petite marchande d’allumettes (La piccola fiammiferaia), dall’omonimo racconto di Hans Christian Andersen.

Non poteva certo mancare uno dei suoi più grandi capolavori, Une Partie de Campagne (Una gita in campagna), tratto da una novella di Guy de Maupassant, dove l’ironia della commedia viene stemperata da una impietosa critica dei costumi sociali, a cui è stato associato il corto d’avanguardia Sur un air de Charlestone (Charlestone) ambientato in un’Europa deserta e selvaggia del 2028.

A completare la rassegna il documentario Da Renoir a Picasso che racconta la vita e le poetiche di Renoir, Picasso e Seurat.

Il libro Renoir, mio padre sarà presentato domenica 21 febbraio alle ore 17.15 alla presenza dell’editor Matteo Codignola.

Schede dei film e calendario

Martedì 16 febbraio h 17.00 Incontro Ciak l’ambiente Presentazione della rassegna cinematografica dedicata alle scuole sui temi dell’ambiente e dell’energia, organizzata in collaborazione con AEM. Prenotazione obbligatoria al numero 0287242114.

A seguire

Renoir (Gilles Bourdos, Francia, 2012, 111’, v.o. sott. it. con Michel Bouquet e Christa Théret) Nel 1915, il pittore Auguste Renoir vive i suoi ultimi anni in una casa di campagna in Costa Azzurra. Grazie ad Andrée, una giovane ragazza che sarà la sua ultima modella, ritroverà la vitalità e la voglia di dipingere.

Giovedì 18 gennaio h 17.00 Partie de campagne (La scampagnata) (Jean Renoir, Francia, 1936, b/n, 40’, v.o. sott. it. con Sylvia Bataille e Alain Renoir) Renoir adatta il racconto omonimo di Guy de Maupassant e ne trae uno dei suoi capi d'opera.

A seguire Sur un air de Charlestone (Charlestone) (Jean Renoir, Francia, 1927, b/n, 17’ con Catherine Hessling e Jean Renoir) Film d’avanguardia ambientato in un’Europa deserta e selvaggia del 2028.

Sabato 20 febbraio h 16.00 Da Renoir a Picasso (Paul Haesaerts, Belgio, 1948, 29’, v.o.) La vita e le poetiche di Renoir, Picasso e Seurat.

A seguire La Petite marchande d'allumettes (La piccola fiammiferaia) (Jean Renoir, Francia, 1928, b/n, 32’, muto, sonorizzato, v.o. sott. it. con Catherine Hessling e Manuel Raabi) Dall’omonima fiaba di Christian Andersen.

Domenica 21 febbraio

h 17.15 Presentazione del libro “Renoir, mio padre” (2015, Adelphi Edizioni). Sarà presente in sala Matteo Codignola, editor Adelphi.

A seguire Renoir (Gilles Bourdos , Francia, 2012, 111’, v.o. sott. it. con Michel Bouquet e Christa Théret) Replica

Martedì 23 febbraio h 17 La Fille de l’eau (La ragazza dell’acqua) (Jean Renoir, Francia, 1924, b/n, 80’, muto, sonorizzato, v.o. sott. it. con Catherine Hessling e Pierre Philippe) Opera prima del cineasta francese.

A seguire Da Renoir a Picasso (Paul Haesaerts, Belgio, 1948, 29’, v.o.) Replica

Giovedì 25 febbraio h 15.00 Partie de campagne (La scampagnata) (Jean Renoir, Francia, 1936, b/n, 40’, v.o. sott. it., con Sylvia Bataille e Alain Renoir) Replica

A seguire

Sur un air de Charlestone (Charlestone) (Jean Renoir, Francia, 1927, b/n, 17’, muto, sonorizzato con Catherine Hessling e Jean Renoir) Replica

Venerdì 26 febbraio h 17.15 Renoir (Gilles Bourdos , Francia, 2012, 111’, v.o. sott. it. con Michel Bouquet e Christa Théret) Replica

Domenica 28 febbraio

19.00 Renoir (Gilles Bourdos , Francia, 2012, 111’, v.o. sott. it. con Michel Bouquet e Christa Théret) Replica

Info:

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. www.cinetecamilano.it T 02 87242114 Biglietto d’ingresso intero: € 5,50 Biglietto ridotto: € 4,00 Biglietto d’ingresso adulto + bambino: € 6,00

 

Pubblicato in Cultura

In uno degli angoli più suggestivi di Milano, a due passi dall'Arco della Pace, si trova La Posteria di Nonna Papera, un locale rustico ed elegante che propone una cucina tipica regionale.

Il nome deriva dalle posterie, tipici punti di ritrovo dove acquistare salumi e mangiare saporiti e stuzzicanti panini, affettati e piatti del giorno, il tutto accompagnato da un calice di buon vino.

Il titolare si chiama Lamberto Frugoni, e accoglie i suoi ospiti in un ambiente raffinato. Il camino, le pietre a vista e un invitate banco dei salumi fanno sentire gli ospiti immediatamente a casa. L'atmosfera è semplice e calda e Lamberto cattura piacevolmente tutti con la sua simpatia ma soprattutto con i suoi prodotti artigianali e l'eccellente offerta di vini made in Italy.

Il ricco menù de La Posteria di Nonna Papera attraversa tutte le regioni del Bel Paese, con un occhio di riguardo verso la tradizione culinaria meneghina. La cucina classica lombarda sa soddisfare tutti i desideri del palato: l'offerta dei piatti spazia dalla tipica e sempre buona casseula, fino all'ossobuco e alla classica cotoletta alla milanese, senza dimenticare l'immancabile risotto allo zafferano. Per chi preferisse invece sperimentare i piatti di altre regioni italiane, basta curiosare fra le righe del menù per trovare delle deliziose pennette all'amatriciana, dei gustosi rigatoni vegetariani oppure al polpo o uno squisito controfiletto; ma anche un fresco tagliere di salumi e formaggi accompagnati da un ottimo miele al tartufo o colorate marmellate gourmet. Insomma, tutti i palati, dai più raffinati ai più esigenti rimarranno piacevolmente appagati.

La lista dei dessert è tanto appetitosa quanto varia: è un trionfo di dolci tradizionali, direttamente dal libro di ricette di Nonna Papera.

Lamberto Frugoni è sempre alla ricerca dei migliori produttori sul territorio e tutti prodotti dai sapori genuini possono essere acquistati in loco, pronti per essere gustati a casa.

La Posteria di Nonna Papera organizza inoltre alcune serate speciali: i prossimi appuntamenti sono il 3 e il 17 febbraio.

3 FEBBRAIO: SERATA CASSEULA 40 EURO (sorbetto, coperto, acqua e caffè compresi) Antipasti di salumi della bassa e nervetti alla milanese Grappino preparato secondo la tradizione Piatto unico di polenta e casseula a volontà Una bottiglia di Bonarda ogni 3 coperti

17 FEBBRAIO: SERATA BOLLITI MISTI 40 EURO

LA POSTERIA DI NONNA PAPERA Via G. Francesco Piermarini 4 20145 Milano www.laposteriadinonnapapera.it T 02 3310 5757

 

 

Pubblicato in Food
Domenica, 31 Gennaio 2016 18:51

Omaggio a Ettore Scola

Anteo spazioCinema lunedì 1 febbraio ore 20.00

Prima della proiezione del film documentario

RIDENDO E SCHERZANDO

Ritratto di un regista all’italiana

Omaggio a Ettore Scola con Claudio Bisio e Paolo Rossi incontro moderato dal critico cinematografico Paolo Mereghetti

Ridendo e scherzando è il documentario diretto da Paola e Silvia Scola dedicato al padre Ettore Scola, che si racconta in un dialogo con il giovane attore e regista PIF. Il film, prodotto da Palomar e Surf Film e distribuito nelle sale da 01 Distribution, è stato presentato in anteprima lo scorso ottobre nell’ambito della decima edizione della Festa del Cinema di Roma.

L'intento è stato quello di fare un documentario da ridere. Raccontare Ettore Scola ‐ regista, sceneggiatore, disegnatore, umorista, intellettuale, militante ‐ cercando di usare la sua chiave, quella del suo cinema: parlare cioè di cose serie senza farsene accorgere, facendo ridere. Abbiamo voluto raccontare nostro padre unicamente attraverso le interviste che ha rilasciato nel corso della sua vita, i brani dei suoi film, e quello che ci ha voluto dire 'dal vivo', senza dover ricorrere mai a interviste ad altri che parlino di lui. Una sorta di auto‐racconto, che lui mai avrebbe fatto dati la sua timidezza, il pudore e il disagio a parlare di sé, ma che abbiamo potuto fare noi che lo conosciamo abbastanza da poterlo sia celebrare che prendere un po' in giro. A fronteggiarlo al posto nostro c'è un giovane attore e regista, Pierfancesco Diliberto, Pif, che lo accompagna nel percorso che abbiamo tracciato per raccontarlo: un nostro alter ego che a seconda delle necessità fa da intervistatore, narratore, lettore, agiografo, guida, spalla… e all’occorrenza, anche da badante. Ettore e Pif sono nel Cinema dei Piccoli a Villa Borghese, dove sullo schermo scorrono oltre alle clip dei film e ai materiali di repertorio ‐ in cui vediamo Scola a tutte le età ‐ anche vecchi filmini in Super 8 (alcuni girati da lui stesso), backstage realizzati sui suoi set, fotografie rubate agli album di famiglia, disegni e vignette. E così il ritratto ‐ biografico, artistico e umano ‐ di Ettore Scola prende forma sotto i nostri occhi.”

Info:

Ridendo e scherzando Incontro con Claudio Bisio e Paolo Rossi e Proiezione del film Biglietto: intero € 8.50; ridotto € 6.00; amici del cinema € 5.00 Per acquisto biglietti www.spaziocinema.info – per informazioni: tel. 0243912769

Pubblicato in Cultura

L’8 Gennaio è uscito nei negozi tradizionali, in digital download e in tutte le piattaforme streaming “The Prophecy” (Emme Records Label), il nuovo disco inedito della pianista e compositrice Giulia Facco con Mirko Cisilino (tromba), Davide Tardozzi (chitarra), Riccardo Di Vinci (contrabasso) ed Enrico Smiderle (batteria).

"The Prophecy" di Giulia Facco è un disco strettamente legato al jazz modale e al blues, ma in una rivisitazione personale, che risente delle influenze di compositori quali Wayne Shorter, Thelonious Monk, Horace Silver ed Enrico Pieranunzi. L’obiettivo di questo progetto è quello di mescolare echi tradizionali ad elementi moderni, mantenendo un’energia ritmica costante che accompagna l’ascoltatore in un viaggio sonoro dalle sfumature oniriche.

Biografia dell'artista

Giulia Facco nasce a Padova il 4 dicembre 1985. Inizia a studiare piano all’età di sei anni. Nel 2004 vince una borsa di studio alla scuola di musica “Gershwin” di Padova, dove studia con Marcello Tonolo, Matteo Alfonso, Ettore Martin, Danilo Gallo e Daniele Santimone. Parallelamente dà l’esame di compimento inferiore al conservatorio classico di Venezia “B.Marcello” con Christina Meyr. Nel 2007 si iscrive al corso di pianoforte jazz quinquennale al conservatorio di Rovigo, studiando con Stefano Onorati, Marcello Tonolo, Marco Tamburini, Stefano Bellon e Ambrogio De Palma, prendendo la laurea di primo livello con 110 e lode nel 2011 e la laurea di secondo livello con 110 nel 2014. Tra il 2011 e il 2014 si trasferisce a Bruxelles, dove studia con Eric Legnini frequentando il master del “Conservatorie Royal de Bruxelles”. Negli ultimi anni si è esibita più volte come leader o sideman in varie rassegne italiane tra le quali Padova Jazz Festival, Padova Jazz Club, Roccella Jonica Jazz Festival, Lucca Jazz Donna, Vicenza Jazz, Delta Jazz Festival, Veneto Jazz, Portello River Film Festival, Big Club, Rovereto Jazz Club, Venezze Jazz Festival, Barazzo Live Bologna, Green Note Club (Padova), Spazio Aereo (Venezia), Jazz For Anna e in alcuni locali di Bruxelles. Nell’estate 2011 ottiene il secondo posto al Barga Jazz Contest con l’arrangiamento per big band di un proprio pezzo, “The Prophecy”.

Questo disco è il frutto di un lavoro di quattro anni in cui ho scritto e sviluppato le mie composizioni. Ho sempre concepito la scrittura musicale come un atto puramente istintivo, libero dalle regole dell’armonia; questo mi ha permesso di concatenare le melodie sovrapponendole a degli accordi non sempre funzionali o “ortodossi”, affidando le mie scelte all’orecchio. Sono sempre stata attratta dall’aspetto più autentico del jazz, una musica piena di vita, caratterizzata dalla freschezza e dall’imprevedibilità dell’improvvisazione e dalla solidità di un groove circolare, un groove che, nelle sue radici africane è il veicolo che unisce l’uomo e la sua parte spirituale. Ogni brano di questo disco è un’espressione musicale di alcune vicende personali: ho provato a tradurle così, cercando di mantenere vive quelle emozioni che mi hanno spinto a sedermi al piano, scegliendo, come linee guida della mia estetica musicale, semplicità e spontaneità. Un ringraziamento speciale va a Mirko, Davide, Riccardo ed Enrico, che hanno creduto insieme a me alla realizzazione di questo progetto e che sono parte integrante della creazione di questa musica; un lavoro creativo, basato sul rispetto reciproco e sulla fiducia è fondamentale per ottenere risultati significativi. Mi auguro che, a voi che ascoltate, siano trasmessi calore, voglia di immaginare, relax, amore per la vita e senso dell’umorismo; questi, per me, sono tra gli aspetti fondamentali dell’esistenza e, perché no, della musica stessa. (Giulia Facco)

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Pubblicato in Musica

Biografia dell'artista

Di origini valdostane, Davide Mancini intraprende la carriera musicale sin da giovanissimo, suonando come batterista di un gruppo chiamato "O’Connel Street Band". Divenuto front man, suona per molti anni con i "Celtica", band rock con la quale si esibisce per tutto il nord Italia. Di quel periodo vi è un LP intitolato "L’altro rock" che riscosse anche un discreto successo di vendita. Terminata l’esperienza rock inizia la carriera vera e propria di cantautore e affronta lunghe e faticose tournée in Italia ed anche in Francia, Spagna, Germania, Irlanda. Ha aperto la tournée del gruppo americano "The Connels" e partecipato in questi anni a "Pistoia Blues" , "Telethon", “Arezzo Wave”, “Porretta soul”, essendo ospite altresì di numerose trasmissioni televisive.

Ha aperto il concerto di Vinicio Capossela e Marco Carena al divina di Aosta nel 1995, ha suonato al Tavagnasco Rock prima dei Modena City Ramblers nel 2001 ed ha suonato prima di Bruno Lauzi al Palais di Saint Vincent nel 2005. Ha inoltre registrato e suonato assieme ai fratelli Severini dei Gang, celebre band combat-rock, il brano “La sagra del bla bla”. Nel 2007 ha presentato il proprio cd, suonando e cantando al Giacosa con il leggendario Mauro Pagani. Nel 2008 è stato invitato al prestigioso festival di Hué in Vietnam ed ha intrapreso una lunga tournée in Asia.

Il suo primo album, "Madame Gerbelle", ha riscosso immediatamente un clamoroso successo di pubblico e critica, catapultando Davide Mancini nella classifica ufficiale Indie Music Like (gennaio 2008) delle radio e dei new media.

“Poesia e democrazia”

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Questo lavoro, autoprodotto, segue l'esordio del 2008. Cantautore solitario, amante di Cervantes e dei gatti, lontano dai social e professore di letteratura italiana in un liceo musicale, Mancini esprime in questo disco la disillusione davanti ad un mondo  ipocrita ed irredimibile (“Poesia e democrazia”  e  “Storia di un galoppino”). Nel pezzo che dà il titolo all'album, Mancini canta: “Le sere in cui mi sento altruista / Io verso etica sul mondo / Alternativo un poco idealista / Senza dubbio un vero conformista” Il disincanto si sprigiona in questi versi dalla melodia accorata, dolce e malinconica.

Anarcoide in stile Gaber, e quindi allergico al potere, l'autore non crede nella politica attuale e, per non voler prostituire la propria intelligenza, preferisce dedicarsi all'imponderabile dell'esistenza e all'amore per l'arte (Luna”, “Gardel” e “La favola della vita”). Un irridiscente atmosfera trasognata ci abbraccia ascoltando “Luna”, versi che ricordano i poeti della generazione del '27, e in particolare Garcia Lorca.

L'amore per chi viene da origini umili e la compassione e la misericordia per i poveri sono i temi sui quali si poggiano entrambi i lavori discografici. La canzone  “Memoriale”  è dedicata, infatti, ai profughi che sbarcano nel nostro paese affinché “si dissolvano le ombre su questo vergognoso letargo”. “Io ti vedo attraverso parole a me ignote / Il pane rubato la sete che acceca / Ti vedo attraverso parole tradite / Il legno sfondato il cielo che annega.” canta l'artista, con lemmi che colpiscono per il loro fascino penetrante a un tempo amaro.

Un disco poetico, insolente ed intransigente che ricerca ed insegue il mito dell'uguaglianza e della giustizia sociale.

Il lavoro è stato registrato a Milano presso lo Studio Aurora di Massimo Spinosa, celebre  bassista di De André, De Gregori e Vecchioni.

Chiara Zanetti

 

Pubblicato in Musica

Un doppio racconto artistico introdotto da due titoli che vorrebbero essere l’incipit di un ipotetico dialogo: due diverse dichiarazioni, ammissioni personali, prese di coscienza. “Ho sbattuto contro un muro” e “Ho impastato come una dea madre” sono rispettivamente le esposizioni di Luca Guenzi e Silla Guerrini, che dal 27 al 31 gennaio 2016 saranno in mostra presso ZonaZago7 (via Emilio Zago, 7 a/b, sotto il ponte di Via Stalingrado) a Bologna, nell’ambito di SetUp+, il grande contenitore di eventi artistici dislocati in vari luoghi della città durante le giornate di SetUp Contemporary Art Fair, giunta alla sua 4° edizione.

Il progetto concepito in occasione di SetUp+ e curato da Antonella Gasparato, si snoda nei locali di ZonaZago7, bottega d’arte e spazio polivalente inaugurato nel maggio del 2014.

 L’ampio open space del piano terra ospiterà la personale di Luca Guenzi “Ho sbattuto contro un muro”: una serie di 20 acquerelli che ritraggono muri urbani dapprima con un obiettivo e poi reinterpretati dall’artista sulla carta. Di epoche e misure diverse, rappresentano il segno di una ricerca visiva che si focalizza sulla pelle della città, con i segni del tempo e le umane tracce, dando particolare attenzione a murales, tag e graffiti.

Per Luca Guenzi si tratta della partenza per un viaggio immaginario: “Imbattersi in certi muri, per me è come quando, guardando le nuvole, si scorgono delle figure. Così tra tag, graffiti, crepe e geometrie colorate, io vedo forme che mi stimolano a immaginare altro, oltre quel muro, che sento il bisogno di vivificare sulla carta e rendere mio, con gli strumenti dell’arte.”

Salendo gli 11 scalini che conducono al soppalco, si entra in uno spazio più intimo e raccolto che ospita la personale di Silla Guerrini, “Ho impastato come una dea madre”. Video, fotografia, pittura, scultura e performance indagano un tema caro all’artista, quello della Dea Madre, generatrice e nutrice, focalizzandosi su un elemento essenziale, che è il leitmotiv che lega tutte le opere in mostra: il pane. ”Da anni mi confronto utilizzando strumenti diversi, con tutta una costellazione di immagini e forme archetipiche che hanno a che fare con il femminile: lì trovo un nodo simbolico, un centro dove si mescola sacro e profano, cultura e tradizioni. Una storia personale e intima, che diventa storia collettiva e universale, come fosse un impasto”.

A collegare idealmente i due momenti espositivi lo slideshow proiettato sulla fascia di spazio che congiunge la parete verticale al soffitto, con immagini attinenti alle attività dei rispettivi artisti e a quelle sviluppate dentro ZonaZago7.

Entrambi gli artisti desiderano coinvolgere attivamente i visitatori, con un’azione che sarà mantenuta come presenza costante durante tutto il periodo espositivo (seguendo gli orari di apertura di ZZ7) e consiste in una declinazione dei rispettivi temi di ricerca e lavoro. In altre parole, Luca Guenzi si muoverà metaforicamente lungo la linea del murales, mentre Silla Guerrini aggiungerà nuovi elementi ad una raccolta personale artistica che ha a che fare con il corpo e la generazione. Gli esiti di questa performance comporranno la materia di un’opera finale, che sarà mostrata a tutti quelli che sceglieranno di lasciare la propria traccia e verranno quindi contattati, alla fine della doppia esposizione.

All’ingresso gli spettatori potranno anche conoscere meglio ZonaZago7, attraverso una panoramica sulle attività condotte fin dall’apertura: gli eventi, i corsi, i workshop, le presenze, gli incontri, la convivialità, gli intrecci, il confronto e le situazioni trasversali.

Saranno disponibili 100 copie numerate e firmate di un catalogo bifronte, che comprende anche un breve scritto introduttivo di Antonella Gasparato sul lavoro dei due artisti: una serie limitata di 28 copie conterrà all’interno un’opera su carta eseguita a quattro mani.

Nel 2008 Silla Guerrini e Luca Guenzi hanno fondato gli “inUTILI“, movimento d’arte e di pensiero, organizzando numerosi eventi ed esposizioni collettive.

Info:

ZonaZago7 per SetUp+: doppia personale monografica: “Ho sbattuto contro un muro” [di Luca Guenzi] e “Ho impastato come una dea madre” [di Silla Guerrini] A cura di Antonella Gasparato Via E. Zago, 7 a/b (sotto il ponte di Via Stalingrado) - dal 27 al 31 gennaio 2016 - h. 17 - 23 Opening: 27 gennaio h. 17www.zonazago7.it Per appuntamenti: 338 82 33 742

Chiara Zanetti

Pubblicato in Cultura
Martedì, 26 Gennaio 2016 18:29

IL GESTO COMICO 11 Film per Carnevale @ MIC

Quest'anno, in occasione del Carnevale, il MIC - Museo Interattivo del Cinema, Fondazione Cineteca Italiana presenta la rassegna IL GESTO COMICO.

Il divertimento è muto: gli undici film infatti non sono parlati ma riscoprono i vantaggi della mimica facciale, della gestualità e di incomprensibili grammelot.

CALENDARIO:

Giovedì 11 febbraio h 15.00 Le vacanze di Monsieur Hulot (Jacques Tati, Francia, 1953, 96’ con Jacques Tati e Louis Perrault) Il film narra le vacanze di Hulot sulle coste della Bretagna, dove crea subbuglio mischiandosi alla gente locale.

h 17.00 Uomo d’acqua dolce (Antonio Albanese, Italia, 1996, 90’ con Antonio Albanese e Valeria Milillo) La pellicola che segna l'esordio alla regia per Albanese, si concentra su uno dei suoi tanti personaggi del suo genio cabarettistico.

Venerdì 12 febbraio h 15.00 La linea (Osvaldo Cavandoli, Italia, 1969-1977, animaz., 30’) Il film racconta le vicende del celebre omino che percorre una linea infinita e di cui è anch'esso è in realtà parte integrante.

Seguito da

Rupture (Pierre Etaix/J.C. Carrière, Francia, 1961, 10’ con Anny Elsen e Pierre Etaix) La pellicola parla della lettera d'addio che una donna invia all'amato.

h 16.30 Mio zio (Jacques Tati, Francia, 1958, 120’ con Jacques Tati e Adrienne Servantie) Il film racconta del piccolo Gérard che è molto legato allo zio Hulot, figura spensierata e stravagante, al contrario dei monotoni genitori.

h 19.00 Ratataplan (Maurizio Nichetti, Italia, 1979, 95’ con Maurizio Nichetti e Angela Finocchiaro) E' il primo lungometraggio di Nichetti, premiato dal sucesso internazionale. Invitato speciale è proprio il regista Maurizio Nichetti.

h 21.00 The Cameraman (Edward Sedwick, Buster Keaton, USA, 1928, 68’, muto con Buster Keaton e Marceline Day) Il film narra la storia del fotografo Luke che per amore di Sally, impiegata alla Metro Goldwin Mayer, si improvvisa cineoperatore. L'accompagnamento musicale di Francesca Badalini è live.

 

The Cameraman The Cameraman

 

Sabato 13 febbraio h 16.00 Sherlock Junior – La palla n.13 (Buster Keaton, USA, 1924, b/n, 43’, muto con Buster Keaton e Kathryn McGuire) La pellicola racconta gli strabilianti eventi di un proiezionista che, entrato in un film, contrariamente alla vita reale, riesce a comportarsi da eroe.

h 18.00 Yoyo (Pierre Etaix, Francia, 1964, b/n, 92’, v.o. sott. it. Con Pierre Etaix e Claudine Auger) Il film ha come protagonista la noia che assale un ricco signore, stufo di vivere in una lussuosa dimora tra servi e incredibili beni. La noia dura fino al giorno in cui arriva il circo e l'uomo riconosce la sua amata di un tempo.

 

Yoyo Yoyo

Domenica 14 febbraio h 16.45 La linea (Osvaldo Cavandoli, Italia, 1969-1977, animaz., 30’)

 

La Linea La Linea

 

Seguito da

Rupture (Pierre Etaix/J.C. Carrière, Francia, 1961, 10’ con Anny Elsen e Pierre Etaix) Replica

h 17.30 Heureux anniversaire (Pierre Etaix/ J.C. Carrière, Francia, 1962, b/n, 12’) Il film racconta le vicende di una giovane donna che attende il marito per festeggiare il loro anniversario di matrimonio.

Seguito da

The navigator (Buster Keaton/Donald Crisp, USA, 1924, b/n, muto, 59’ con Buster keaton e Kathryn McGuire) La pellicola esplora le conseguenze di un complotto di spionaggio, durante il quale un uomo e una donna si ritrovano ad essere gli unici due passeggeri a bordo di una nave alla deriva nell’oceano.

h 19.00 Playtime (Jacques Tati, Francia, 1967, 126’ v.o.sott.it. con Jacques Tati e Barbara Dennek) Il protagonista del film è Hulot che si smarrisce in una giungla di architetture moderne e gadget tecnologici mentre è intento a vagare fra i quartieri più avvenieristici della Ville Lumière.

Il programma, dunque, prevede, fra le altre, pellicole del grande Jacques Tati, regista, attore e mimo che collaborò con il comico Pierre Etaix. IL GESTO COMICO non poteva certamente escludere uno dei più importanti nomi della storia del cinema: Buster Keaton.

Sarà una serata imperdibile quella in compagnia di Maurizio Nichetti, che sarà presente in sale durante la proiezione del suo primo lungometraggio Ratataplan. L'appuntamento con il regista è venerdì 12 febbraio alle ore 19, ma la rassegna inaugura il giorno prima.

Il MIC di Milano ha trovato la soluzione per trascorrere una settimana di Carnevale all'insegna di un divertimento culturale: basta munirsi di biglietto del cinema e presentarsi l'11 febbraio in Viale Fulvio Testi 121.

BIGLIETTI Biglietto d’ingresso intero: € 5,50 Biglietto ridotto: € 4,00 Biglietto d’ingresso adulto + bambino: € 6,00

INFO Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. www.cinetecamilano.it T 02 87242114

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E' arrivata una grande novità per gli appassionati di rock: sbarca su www.jamtv.it un canale interamente dedicato alla musica, JAM TV.

JAM TV nasce dalla collaborazione con Promovideo srl, che contribuisce dal punto di vista tecnico e il direttore Ezio Guaitamacchi racconta che il progetto ha la sua origine nel magazine JAM-Viaggio nella musica, che col nuovo anno ha deciso di aprire le porte alle opportunità online. Dopo un ventennio da leader fra i mensili musicali italiani, la rivista cambia veste e di divide in rubriche, spazi ad hoc e on demand. Jam TV è aggiornata giorno per giorno, la storia del rock sarà ripercorsa e approfondita dalle origini fino alle più recenti novità discografiche non solo italiane ma anche internazionali.

Attraverso interviste e faccia a faccia, i fan possono conoscere al meglio i loro idoli e gruppi preferiti e scoprono tutti i segreti della musica rock: JAM TV si addentra dietro le quinte del mondo della musica, presentando al suo pubblico tutti i protagonisti.

Da lunedì 1° febbraio il rock in Italia gode di una nuova vita: JAM TV porta alla luce le realtà emergenti, propone filmati e storici e anche inediti e imperdibili live.

Ezio Guaitamacchi si dichiara "felice e orgoglioso di dare vita a questa nuova iniziativa editorial-musicale con uno staff di ragazzi giovani, entusiasti e motivati, tutti diplomati al Master in Giornalismo e Critica Musicale del CPM", che dirige dal 2003. JAM TV è il perfetto punto di incontro delle sue due grandi passioni, la musica e la televisione, di cui è riuscito a fare parte integrante del suo lavoro. Ezio Guaitamacchi vanta esperienze professionali in diversi ambiti, dal giornalismo alla critica musicale, è scrittore, musicista, docente, performer e anche autore e conduttore radiofonico e televisivo. Ha diretto case editrici e collane di libri musicali, ha pubblicato una quindicina di saggi sul rock tra cui 1000 canzoni che ci hanno cambiato la vita, edito da Rizzoli, Figli dei fiori figli di Satana (Arcana), 100 dischi ideali per capire il rock (Editori Riuniti), 1000 concerti che ci hanno cambiato la vita (Rizzoli), RockFiles – 500 storie che hanno fatto storia (Arcana) e Delitti Rock (Arcana). Nel 2011, quest'ultimo libro è diventato un programma TV per RAI 2, condotto da Massimo Ghini. E' tornato sulle strade del rock nel 2013, dopo aver scritto il primo rock thriller italiano, Psycho Killer – Omicidi in Fa maggiore (Ultra). La sua Storia del Rock, pubblicata due anni fa, è la prima ad aver visto la luce in Italia e ha dato il via alla nuova collana musica per Hoepli.

Per rimanere sempre aggiornati su vecchie e nuove band del panorama musicale rock, l'appuntamento è dal 1° febbraio online su www.jamtv.it.

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Nessuno ha un'immaginazione feconda come quella dei bambini, o forse qualcuno sì.

Sabato 23 gennaio alle ore 15, il Teatro Franco Parenti cambia nome e si concentra sui più piccini: perchè non chiamarlo allora Piccoli Parenti?

Il progetto dedicato ai bimbi di età compresa fra i 6 e gli 11 anni, porta in scena un'incredibile versione della celebre fiaba Biancaneve, della Compagnia La Baracca di Bologna.

L'idea è semplicemente geniale, perchè inaspettata. Chi, andando a teatro, penserebbe di potersi trovare davanti a un palcoscenico vuoto? La compagnia, infatti, non è riuscita ad arrivare in tempo, e l'unica soluzione per non far arrabbiare il pubblico che ha pagato il biglietto, è domandare a qualcuno di improvvisarsi attore. Del resto, la storia di Biancaneve la conoscono tutti.

Per questo spettacolo, la Compagnia La Baracca di Bologna si è aggiudicata il primo premio alla terza edizione di Piccolipalchi, rassegna teatrale dell'Ente Regionale Teatrale del Friuli Venezia Giulia (ERT) e ha anche vinto il premio L'Uccellino Azzurro. Inoltre, alla tredicesima edizione del Festival Ti Fiabo e Ti Racconto di Molfetta, Fabio Galanti ha conquistato il premio Silvia come miglior attore.

Fabio Galanti e il collega e regista Bruno Cappagli saranno sabato due tecnici abituati a stare dietro le quinte, che si troveranno però catapultati sul palco, chiamati improvvisamente al ruolo di attori. Stare di fronte a un pubblico piacerà ai due, che si divertiranno molto nei panni dei vari personaggi del racconto.

Un viaggio alla scoperta di sè che si realizza su tre livelli diversi. I due tecnici-attori, attraverso la loro personale metamorfosi, mettono in scena il percorso iniziatico che vive la protagonista della fiaba, ma si rivolgono anche ai bambini seduti in poltrona, raccontando anche a loro la crescita che li aspetta.

Per non perdere questa curiosa interpretazione di Biancaneve, l'appuntamento è alle ore 15 di sabato 23 gennaio nella Sala Grande del Teatro Franco Parenti.

 

Biancaneve Compagnia La Baracca di Bologna di e con Bruno Cappagli e Fabio Galanti regia di Bruno Cappagli voce narrante di Giovanni Boccomino luci di Andrea Aristidi oggetti in scena di Tanja Eick

PREZZI Biglietto unico 10€ Card 9 ingressi 72€ (I tagliandi sono utilizzabili più volte per più persone con un massimo di 3 ingressi per titolo)

TEATRO FRANCO PARENTI Via Pier Lombardo 14 Milano T 02 59995206 www.teatrofrancoparenti.it

 

 

 

Beatrice Bellano

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INDIRA FASSIONI

Se vuoi scriverle: direttore@nerospinto.it

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