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Martedì, 29 Dicembre 2015 15:19

BURLESQUE… Night Creatures

Anche quest’anno sta per concludersi e la domanda che risuona nelle menti di tutti è sempre la stessa “che fai a capodanno?”. Ogni volta la stessa storia. Chi cerca il divertimento sfrenato, chi un cenone completo, chi un evento spettacolare e chi musica ad alto volume per scatenarsi in balli sfrenati.

Questa volta forse esiste un evento che riesce a racchiudere tutti questi elementi in un’unica serata. Come di consueto negli ultimi tre anni infatti la Fondazione Egri per la Danza propone un dinner show senza precedenti. Al Teatro Vittoria, uno spazio esclusivo dedicato alla musica nel cuore pulsante di Torino, questa volta infatti l’ambiente si trasforma, catapultando gli ospiti in un’altra dimensione… quella magica e luccicante del Burlesque.

BURLESQUE… Night Creatures è la serata diversa che tutti cercano. La serata che non ti aspetti, dove la cena non è soltanto una cena e lo spettacolo non è soltanto una cornice. Diretti da Raphael Bianco, condirettore e coreografo della compagnia storica Egribiancodanza che si esibirà anche come performer, i dieci ballerini che brilleranno sul palco trasformeranno l’ultimo dell’anno in una vera e propria avventura… Rigorosamente con musica dal vivo, grazie alla collaborazione dell’Ivan Bert O-rchestra.

Tutto curato nei minimi dettagli, dalla scelta delle musiche, alle coreografie e ai costumi, il tutto senza trascurare l’aspetto culinario. Il cenone infatti è firmato dallo chef Andrea Aimonetto del Melograno di Cherasco e sarà il giusto arricchimento per una serata già scintillante.

Fondata da Susanna Egri, la Egribiancodanza ancora una volta cerca di superare i propri limiti e si reinventa. Dopo SHOWDINNER, dove l’intero teatro era stato catapultato indietro nel tempo agli anni ’50, e il viaggio nel mondo della passata edizione, questa volta è il turno di BURLESQUE… Night Creatures.

Una serata chic e ristretta, solo per coloro che amano l’arte e il divertimento e che anche solo per una notte vogliono lasciarsi stregare dalla magia del Burlesque. Il Teatro si trasformerà completamente, per regalare un ultimo dell’anno degno di essere festeggiato.

La serata fa parte della ricca programmazione de IPUNTIDANZA 2015/2016, la fitta e ricchissima programmazione artistica curata dalla Fondazione Danza Egri, giunta quest’anno alla sua tredicesima edizione. Un calendario di eventi itineranti, così come prevede il carattere fondante di questa iniziativa, che tocca ben dieci città in tre differenti regioni, tra cui, oltre alle abituali Torino, Moncalieri, Rivoli, Cuneo, Asti e Aosta, da quest’anno anche Biella, Genova, Pinerolo e Giaveno.

Quella di Burlesque è solo una delle ventiquattro serate che arricchiranno questa stagione da tenere sott’occhio. Non perdetevi quindi l’occasione per lasciarvi ammaliare e sedurre dalla magia della danza. La Egribiancodanza sarà in scena con tre diverse formule di serata, le prime due che saranno solo un assaggio dello show integrale, dal 29 al 31 dicembre 2015, dove potrete trovare 80 posti a 150€ a persona per un cenone di capodanno che non dimenticherete tanto facilmente!

BURLESQUE… Night Creatures Teatro Vittoria, Via Gramsci, 4, Torino.

29 Dicembre 2015 – ore 22:00 – formula After Dinner 30 Dicrembre 2015 – ore 19:00 – formula Aperitivo 31 Dicembre 2015 – ore 21:30 – SHOWDINNER, CENA E SPETTACOLO.

Per info e prenotazioni tel. +39 366 4308040 (anche WhatsApp) website: www.egridanza.com  mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. MSG PVT pagine Facebook Susanna Egri - Fondazione Egri o Compagnia Egribiancodanza

Adele Di Giovanni

Pubblicato in Cultura

 

“Henri Cartier-Bresson e gli altri. I grandi fotografi e l’Italia” è la mostra allestita fino al 7 febbraio 2016, curata da Giovanna Calvenzi presso Palazzo della Ragione Fotografia, promossa e prodotta dal Comune di Milano Cultura, Palazzo della Ragione, con Civita, Contrasto e GAmm Giunti. La recente esposizione volge a chiudere un percorso fotografico rivolto all’Italia in occasione di EXPO 2015 e iniziato nel marzo scorso con “Italia Inside Out”, dedicata all’obiettivo dei fotografi italiani.

Un’esposizione chiara e diretta che, nonostante l’allestimento “improvvisato”, offre una panoramica completa degli sguardi di fotografi internazionali rivolti al nostro Paese, in un arco temporale di circa ottant’anni. Sette aree tematico-linguistiche accompagnano il visitatore all’interno di una retrospettiva che si sviluppa anche attraverso una storia indiretta della fotografia e dei linguaggi che le appartengono.

Si parte dal Maestro, Henri Cartier-Bresson il quale, nel 1933, compie un viaggio in Italia, alla scoperta dei volti e delle scene che la rappresentano, creando un immaginario che, riferendosi alla cultura visiva del subitaneo dopoguerra, rimarrà a lungo identificativo del nostro Paese; a seguire Robert Capa, padre del fotogiornalismo, con il suo celeberrimo reportage a seguito dell’esercito statunitense nella Campagna d’Italia del 1943, già reso noto dalla mostra del 2013 “Robert Capa in Italia 1943 – 1944”, in occasione del settantesimo sbarco degli Alleati. Inoltre David Seymour, Cuchi White, Herbert List, William Klein e Sebastião Salgado il quale, grazie alla sua abilità di rilettura della realtà umana, racconta i volti e le gesta dei pescatori nelle tonnare siciliane, riportando immediatamente alla memoria i “Contadini del mare” (1955) di Vittorio De Seta.

Proseguendo nel percorso espositivo si approda alla seconda sezione, quella dedicata a “La poesia del bianco e nero”: il reportage sembra abbandonarci, ma non la fascinazione per la pellicola bicromatica delle macchine fotografiche di Claude Nori, George Tatge, Helmut Newton e Guy Mandery che, attraverso una visione classica, ci regalano ricordi, ricerche metafisiche e armonie visive.

“L’interpretazione diventa un atto d’amore” e la tecnologia si mette al servizio dei fotografi che, attraverso diverse tecniche, offrono una loro rielaborazione personale dell’immaginario italiano, in particolare delle città d’arte: Venezia è protagonista nei lavori di Alexey Titarenko e Hiroyuki Masuyama; Abelardo Morell, mediante il foro stenopeico, crea delle contaminazioni tra interno ed esterno che danno vita ad immagini quasi surreali. Bernard Plossu ci racconta dell’Italia attraverso il finestrino del treno per poi proporcela in stampe realizzate con tecniche ottocentesche; un ritorno alle origini, con l’utilizzo del bianco/nero, anche da parte di Gregory Crewdson, nei suoi ritratti di Cinecittà, e Sarah Moon, dedicatasi alle atmosfere da sogno di Reggio Emilia, onirismo ripreso anche da Irene Kung, a confronto con i monumenti del presente e passato di Milano.

“La nobile tradizione documentaria” non poteva non essere rappresentata dagli scatti di Paul Strand in quella sensazionale opera che fu “Un Paese”, il primo foto-libro italiano realizzato insieme a Cesare Zavattini nel 1953, dedicato alla quotidianità contadina di Luzzara, in Emilia-Romagna. Insieme, vi sono anche documentari di Thomas Struth, John Davies, Jordi Bernadó, Mark Power, Axel Hütte e Joan Fontcuberta.

L’inquietudine dello sguardo si esprime attraverso i lavori e le indagini di Art Kane, Michael Ackerman e Jay Wolke, che sin dalla fine degli anni Sessanta, raccontano del degrado crescente in alcune zone italiane, a favore della mercificazione e del disfacimento come nel caso veneziano fissato da Kane. A bilanciare questa visione disfattista vi è “lo sguardo positivo” proposto, primo tra tutti, da Steve McCurry, proprio nei confronti della stessa Venezia e dell’intesa estetica che si crea tra persone e ambiente, ma anche gli scatti di Hans van der Meer, Joel Meyerowitz, Maggie Barret, Harry Gruyaert e Martin Parr.

Per concludere, l’ultima sezione è dedicata all’autoritratto e alla narrazione autobiografica perseguita da Nobuyoshi Araki, anch’egli affascinato dalla laguna, Sophie Zénon che ripercorre la storia della sua famiglia attraverso i luoghi di provenienza dei suoi nonni, e dagli autoritratti nel paesaggio di Elina Brotherus, idealmente ricollegabili a quello celebre di Henri Cartier-Bresson, che ha dato il via a questo lungo percorso attraverso l’Italia.

Un viaggio affascinante che ci rivela “lo stupore che la nostra penisola suscita all'estero, in culture e sensibilità diverse dalla nostra, costringendoci a riflettere sul valore del nostro patrimonio naturale, artistico, storico e sociale”.

Francesca Bottin

Henri Cartier-Bresson e gli altri. I grandi fotografi e l'Italia fino al 7 febbraio 2016 - Palazzo della Ragione, Milano Biglietti: € 12,00 intero, € 10,00 ridotto, € 6,00 ridotto speciale Lunedì chiuso  Mar - Mer - Ven - Dom dalle 9:30 alle 20:30 Gio - Sab dalle 9:30 alle 22:30

Festività Giovedì 31 dicembre 9.30 – 14.30 Venerdì 1 gennaio 14.30 – 20.30 Mercoledì 6 gennaio 9.30-20.30

 

Pubblicato in Cultura

Da novembre è disponibile nei negozi tradizionali, in digital download e su tutte le piattaforme streaming “Unconventionalspaces” (Bradilogo), il disco d’esordio del contrabbassista milanese DAVIDE TEDESCO.

DAVIDE TEDESCO-GALLERY-NEROSPINTO1

DAVIDE TEDESCO è nato a Milano, si diploma in contrabbasso al Conservatorio “G.Verdi” di Milano, sotto la guida del M° E. Pederzani e in seguito frequenta l'Accademia del Teatro alla Scala di Milano. Nel contempo, inizia a seguire dei seminari di musica Jazz al Conservatorio di Milano e a Berlino e due masterclass a New York, tenute una dal contrabbassista Ron Carter e l'altra dal percussionista Airto Moreira. Nello stesso periodo prende lezioni dal contrabbassista Paolino Dallaporta. Dopo le esperienze in alcune orchestre del nord Italia ed ensamble cameristici, suona jazz per anni con musicisti del calibro di Simone Massaron, Daniele Cavallanti, Simone Daclon, Luca Rampinini, Gaetano Liguori, Sabir Mateen, Giovanni Falzone e Patrizio Fariselli. In ambito pop, rock e cantautoriale ha suonato con Malika Ayane, Andrea La Banca, Lucia Bosè, Marco Levi, Giovanni Nuti, Micol Martinez, I Viaggi di Jules, Raiz e Il Teatro degli Orrori. A livello discografico partecipa a diverse incisioni: “Contact” di Gaetano Liguori, “Dandelions On Fire” di Simone Massaron & Carla Bozulich, "Cosa voglio di più" colonna sonora scritta da Giovanni Venosta per l'omonimo film di Silvio Soldini, "Retronica" dei 2Pigeons, "Sarah Stride" di Sarah De Magistri, "Connections" di Luca Rampinini e “Cielo e Terra” di Manuel Buda e Giulio Nenna. Si apre poi verso i linguaggi etnici e diverse realtà interdisciplinari e culturali che lo portano a partecipare ad eventi teatrali (tra i quali numerose collaborazioni con la compagnia “La Danza Immobile” al Teatro Filodrammatici di Milano ed Il Binario 7 di Monza), artistici e di design. In questo frangente, fonda, insieme ad Alberto N.A. Turra, gli International Troubadours, con cui pubblica “Perché il vento non tace..” e “Sacred Ground” e il NefEsh trio, con Manuel Buda e Daniele Davide Parziani, con cui pubblica “Nefesh” e “Midbar”. Dalla sintesi di questo percorso nasce “Unconventionalspaces” il suo primo ed omonimo lavoro discografico.

"Unconventionalspaces” è un viaggio sulle basse frequenze che si caratterizza per l’esplorazione dei colori di ritmo e suono. Davide Tedesco ha inciso il disco suonando solo il contrabbasso, il gigante del jazz, sfruttandone tutte le sonorità poliedriche che era possibile sviluppare da esso (con l’archetto ma anche con la cassa di risonanza e loop station). In tutte le tracce, da “Gocce” a “Impulsi”, da “Memories from the Space-Times” a “Ode agli astri”, emerge la supremazia della sezione ritmica, con atmosfere suggestive e, appunto, del tutto non convenzionali. L’unico straordinario apporto di un altro musicista è quello di Ivan Segreto che ha contribuito alle sezioni elettroniche all’interno dei brani “Swarms and flocks draw marvels in the air” e “Point myself to the senses”. Un'esperienza musicale che si caratterizza come un'assoluta novità, persino nell'ambito della vivace e sfaccettata scena musicale milanese. Un'esperienza in cui vi consiglio di inoltrarvi, se non altro per esplorare spazi liminali e coinvolgenti.

Chiara Zanetti

Pubblicato in Musica
Martedì, 22 Dicembre 2015 11:58

La cucina come sfida

La cucina come sfida?

 

Per il giovanissimo chef Carlo Andrea Pantaleo, classe 1992, alla guida del ristorante di famiglia Milano37 a Gorgonzola, periferia di Milano, la sua cucina è una sfida continua!

 

Cucinare per Carlo Andrea è passione e sacrificio. In ogni piatto, il giovane chef esprime il suo amore per i fornelli e la sua grinta.

"Cucinare è il mio modo di comunicare, il mio strumento di creatività, è tutto il mio essere di spontaneità, il mescolare sapori incredibili con odori semplici ma a volte sorprendenti. La mia cucina è continuamente una sfida".

Carlo Andrea propone una cucina creativa che, partendo dalla tradizione, rivisita in chiave contemporanea piatti classici. Il giusto equilibrio tra inventiva e classicità in piatti che rendono protagonista la materia prima selezionata con cura dal suo staff.

Nella sua cucina, Carlo Andrea cerca sempre di seguire la stagionalità dei prodotti o comunque quanto il mercato offre in determinati periodi dell'anno, cambiando il menù quasi ogni mese per poter proporre ai clienti piatti sempre nuovi ed interessanti.

La cucina di Milano37 è un viaggio alla scoperta di profumi e sapori in piatti che raccontano l'Italia e le sue eccellenze. Proposte culinarie che uniscono creatività e tradizione, freschezza delle materie prime e ricerca del gusto. Nulla è lasciato al caso dello chef Carlo Andrea Pantaleo ... ogni piatto racconta un'idea, narra una storia...

 

"I miei piatti raccontano una storia, un pensiero, un ricordo, un'emozione ... Ho deciso di dare un nome ad ogni piatto del mio menù per richiamare un immaginario".

 

Sara Biondi

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Pubblicato in Food

Dal 7 al 26 gennaio 2016, presso lo Spazio Oberdan, la Fondazione Cineteca Italiana propone una rassegna dedicata a Michelangelo Antonioni e Marco Ferreri, due dei più grandi registi della storia del cinema e autentici innovatori del linguaggio filmico.

 

Fin dal suo esordio (Cronaca di un amore, 1950), il ferrarese Michelangelo Antonioni ha saputo rinnovare l’estetica neorealista, per poi inserirsi, dalla seconda metà degli anni Cinquanta, con stile assolutamente personale, nella grande onda di sperimentazione linguistica che vide coinvolte varie cinematografie europee. Quello di Antonioni possiamo definirlo un cinema del “vuoto”: il vuoto interiore dei protagonisti (spesso afasici nei gesti e nelle parole, come ammutoliti, sopraffatti), i vuoti nella struttura drammatica (i celebri “tempi morti” che regolarmente interrompono e dilatano la progressione narrativa attraverso lunghe inquadrature o intere sequenze in cui l’azione è rarefatta fino a scomparire) e il vuoto degli spazi, quando lo sguardo del regista indugia su luoghi, paesaggi, edifici, periferie che si ergono a protagonisti della visione.

 

Altrettanto rivoluzionario è stato il milanese Marco Ferreri, ma in modo diverso. Anche le sue opere sono profonde e caustiche analisi socio-antropologiche sulla condizione esistenziale dell’individuo moderno, sulla sua alienazione prodotta da un sistema consumistico che ne azzera progressivamente l’umanità, ma lo stile è qui più provocatorio, venato di humor nerissimo, vicino alla lezione del surrealismo storico (si pensa a Buñuel) nella costruzione di universi di kafkiana incomprensibilità. Segnaliamo che fra i film di Ferreri in programma, proponiamo in più passaggi, grazie alla collaborazione della Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca nazionale, un’opera rarissima: quel Break-Up – L’uomo dei palloni che il regista realizzò nel 1968 a partire da un corto inserito nel 1965 nel film collettivo Oggi, domani e dopodomani e che già all’epoca ebbe una distribuzione assai sporadica per poi essere praticamente dimenticato.

 

CALENDARIO

 Break-Up - L’uomo dei palloni R.: M. Ferreri. Sc.: M. Ferreri, Rafael Azcona. Int.: Marcello Mastroianni, Catherine Spaak, William Berger, Ugo Tognazzi, Marco Ferreri. Italia/Francia, 1968, 86’. In proiezione: Mercoledì 13 gennaio h 21.15 / Sabato 16 gennaio h 15 / Domenica 17 gennaio h 21 / Giovedì 21 gennaio h 19

 

La cagna R.: M. Ferreri. Sc.: Ennio Flaiano, Jean-Claude Carrière, M. Ferreri. Int.: Marcello Mastroianni, Catherine Deneuve, Michel Piccoli, Corinne Marchand. Italia/Francia, 1972, 100’. In proiezione:  Giovedì 7 gennaio h 17 / Sabato 23 gennaio h 15

 

Dillinger è morto R.: M. Ferreri. Sc.: M. Ferreri, Sergio Bazzini, da un’idea di Rafael Azcona. Int.: Michel Piccoli, Anita Pallenberg, Annie Girardot, Gino Lavagetto, Carla Petrillo, Carol André, Adriano Aprà. Italia, 1969, col., 95’. In proiezione:  Domenica 10 gennaio h 21 / Venerdì 22 gennaio h 17

 

La donna scimmia R.: M. Ferreri. Sc.: M. Ferreri, R. Azcona. Int.: Ugo Tognazzi, Annie Girardot. Italia/Francia, 1964, b/n, 90’. In proiezione:  Sabato 9 gennaio h 16.45

 

La grande abbuffata R.: M. Ferreri. Sc.: M. Ferreri, R. Azcona. Int.: Ugo Tognazzi, Marcello Mastroianni, Michel Piccoli, Philippe Noiret, Andrea Ferréol. Italia/Fr., 1973, col., 123’. In proiezione:  Lunedì 25 gennaio h 21

 

Marcia nuziale R.: M. Ferreri. Sc.: M. Ferreri, Rafael Azcona, Diego Fabbri. Int.: Ugo Tognazzi, Catherine Faillot, Gaia Germani, Tecla Scarano, Alexandra Stewart, Gianni Bonagura. Italia/Francia, 1965-‘66, 83’. In proiezione:  Venerdì 15 gennaio h 17

 

Una storia moderna - L’ape regina R.: M. Ferreri. Sc.: M. Ferreri, Rafael Azcona, da un’idea di Goffredo Parise (l’atto unico La moglie a cavallo). Int.: Ugo Tognazzi, Marina Vlady, W. Giller, L. Sini, Riccardo Fellini, G. Polidoro. Italia/Francia, 1962, b/n, 91’. In proiezione:  Lunedì 11 gennaio h 19

 

Storie di ordinaria follia R.: M. Ferreri. Sc.: M. Ferreri, Sergio Amidei, dall’omonimo libro di racconti di Charles Bukowski. Int.: Ben Gazzara, Ornella Muti, Tanya Lopert, Susan Tyrrell, Katya Berger, Carlo Monni. Italia/Francia, 1981, 101’. In proiezione Lunedì 11 gennaio h 19

 

Le amiche R.: M. Antonioni. Sc.: M. Antonioni, Suso Cecchi D’Amico, Alba De Cespedes, dal racconto Tra donne sole (in La bella estate) di Cesare Pavese. Int.: Valentina Cortese, Eleonora Rossi Drago, Madeleine Fischer, Yvonne Forneaux, Gabriele Ferzetti, Franco Fabrizi. Italia, 1955, b/n, 90’. In proiezione:  Venerdì 8 gennaio h 17

 

L’avventura R.: M. Antonioni. Sc.: M. Antonioni, Elio Bartolini, Tonino Guerra. Int.: Monica Vitti, Gabriele Ferzetti, Lea Massari, Dominique Blanchard, Lelio Luttazzi. Italia/Fr., 1959, b/n, 140’. In proiezione:  Giovedì 7 gennaio h 21 / Martedì 19 gennaio h 17

 

Blow-Up R.: M. Antonioni. Sc.: M. Antonioni, Tonino Guerra (con la collaborazione di Edward Bond), dal racconto di Julio Cortàzar La bava del diavolo. Int.: David Hemmings, Vanessa Redgrave, Sarah Miles, Peter Bowles, Verushka. Italia/GB, 1966, col., 110’. In proiezione:  Domenica 17 gennaio h 14.45 / Martedì 26 gennaio h 18.45

 

Cronaca di un amore R.: M. Antonioni. Sc.: M. Antonioni, Daniele D’Anza, Silvio Giovaninetti, Francesco Maselli, Piero Tellini. Int.: Lucia Bosé, Massimo Girotti, Ferdinando Sarmi, Gino Rossi. Italia, 1950, b/n, 110’. In proiezione:  Mercoledì 13 gennaio h 16.45

 

Il deserto rosso R.: M. Antonioni. Sc.: M. Antonioni, Tonino Guerra. Int.: Monica Vitti, Richard Harris, Carlo Chionetti, Xenia Valderi, Aldo Grotti. Italia/Fr., 1964, col., 120’. In proiezione:  Domenica 24 gennaio h 14.45

 

L’eclisse R.: M. Antonioni. Sc.: M. Antonioni, Tonino Guerra, con la collaborazione di Elio Bartolini e Ottiero Ottieri. Int.: Alain Delon, Monica Vitti, Francisco Rabal, Lilla Brignone. Italia/Fr., 1962, b/n, 125’. In proiezione:  Domenica 10 gennaio h 14.30

 

Il grido R.: M. Antonioni. Sc.: M. Antonioni, Elio Bartolini, Ennio De Concini. Int.: Steve Cochran, Alida Valli, Dorian Gray, Betsy Blair, Lyn Shaw. Italia, 1956, 102’. In proiezione:  Lunedì 11 gennaio h 17 / Martedì 26 gennaio h 16.45

 

La notte R.: M. Antonioni. Sc.: M. Antonioni, Ennio Flaiano, Tonino Guerra. Int: Jeanne Moreau, Marcello Mastroianni, Monica Vitti, Bernhard Vicki. Italia/Fr., 1961, 122’. In proiezione:  Sabato 9 gennaio h 18.30 / Giovedì 14 gennaio h 16.45

 

Professione reporter R.: M. Antonioni. Sc.: M. Antonioni, Mark People, Peter Wallen. Int.: Jack Nicholson, Maria Schneider, Jenny Runacre, Ian Hendry . Italia/Fr./Sp., 1975, col., 124’. In proiezione:  Sabato 23 gennaio h 21.15 / Lunedì 25 gennaio h 16.45

 

Zabriskie Point R.: M. Antonioni. Sc.: M. Antonioni, Tonino Guerra, Fred Gardner, Sam Shepard, Clare People. Mont.: M. Antonioni, con la collaborazione di Franco (Kim) Arcalli. Int.: Mark Frechette, Daria Halprin, Rod Taylor, Harrison Ford. Italia/USA, 1970, col., 110’. In proiezione:  Martedì 12 gennaio h 18.45 / Domenica 24 gennaio h 21

 

MODALITÀ D’INGRESSO:

Biglietto d’ingresso intero: € 7,00 Biglietto d’ingresso ridotto con Cinetessera: € 5,50 Cinetessera annuale: € 6,00, valida anche per le proiezioni all’ Area Metropolis 2.0 – Paderno Dugnano. I biglietti possono essere acquistati in prevendita alla cassa di Spazio Oberdan da una settimana prima dell’evento nei giorni e negli orari di apertura della biglietteria.

 

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Lunedì, 21 Dicembre 2015 11:21

Capodanno al Filodrammatici con Le Brugole

La sera di Capodanno il Teatro Filodrammatici presenta "Metafisica dell'amore": uno spettacolo comico che parla d'amore, prodotto da Le Brugole.

 

"Metafisica dell'amore" parla soprattutto delle donne. Che amano le donne che amano altre donne che amano tutti gli altri. L'amore è un sentimento universale, tutti provano le stesse emozioni, gli stessi piaceri, gli stessi dolori. Coppie diverse, identiche emozioni. Questa è una legge che, a differenza della legge, è uguale per tutti ... con qualche piccola differenza che fa la differenza.

Le attrici protagoniste raccontano e si raccontano, trasformandosi e dando vita a una carrellata di personaggi esilaranti.

Uno spettacolo travolgente per aprire le porte del nuovo anno con un sorriso stampato sul volto.

Uno spettacolo dedicato a chi ha ancora voglia di amare e ridere di questo disgraziato dolore che ti prende allo stomaco senza distinzione di sesso, razza, di lingua o di religione.

Programma della serata: Aperitivo, spettacolo e brindisi di mezzanotte!

Prezzo: intero 50€

 

Metafisica dell'Amore

testo di Giovanna Donini con Roberta de Stefano e Annagaia Marchioro produzione Le Brugole

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Pubblicato in Cultura
Domenica, 20 Dicembre 2015 18:09

Christmas Party @Swiss Corner

Ecco un Christmas Party davvero coi fiocchi! Chi meglio degli Svizzeri sa onorare la magia del Natale?

Quindi il 22 dicembre tutti da Swiss Corner (Milano, piazza Cavour angolo via Palestro)!
Si inizia alle 19,30 con l’aperitivo, poi in console Mia Mattiolo dj fino alle 2 del mattino. Si brinda con i cocktail (10€), panettone e pandoro in omaggio per tutti.
 

SWISS CORNER www.swisscornermilano.it

Aperto 7 giorni su 7 dalle 7.30 alle 2.00, SWISS CORNER rappresenta uno spazio innovativo,  punto di riferimento nel panorama milanese, italiano e non solo, per qualità ed innovazione. Si propone come luogo di eccellenza in cui spazi espositivi e ristorativi comunicano in sinergia, in cui il mix di promozione culturale ed entertainment invita il pubblico a scoprire un nuovo modo di vivere gli spazi.

Mia Mattiolo nasce il 5 dicembre 1989 a Milano. Trascorre la sua infanzia con i propri familiari coinvolti nel settore della moda.Passa la maggior parte del suo tempo libero con la sorella maggiore, violinista professionista, grazie alla quale sviluppa un notevole interesse per le armonie e gli accordi musicali. Infatti si appassiona al pianoforte, strumento che la accompagnerà per tutta l'adolescenza. Per pagarsi gli studi intraprende la carriera di modella, mestiere che la introduce in un mondo di cui non si sente di far parte e decide di dedicarsi esclusivamente alla musica. Si trasferisce  per alcuni anni a Ibiza, patria europea della musica, dove arricchisce il suo bagaglio musicale con vari dj set. Durante questa esperienza, Mia trova nella Deep /Soulful/Classic House la via giusta da perseguire per esprimere i suoi sentimenti. Tornata a Milano, Mattiolo inizia a suonare come dj nei locali più famosi e innovativi del capoluogo, tra cui il Tocqueville 13, Just Cavalli Hollywood, Loolapaloosa e Black Hole. Mia Mattiolo continua il suo percorso fino a rompere gli schemi del deejaying tradizionale: il suo stile di tendenza, il background da pianista, la passione per il clubbing e la cultura musicale fanno di lei un personaggio eclettico e capace di trasmettere emozioni in ogni sua esibizione. Di recente Mia ha iniziato una collaborazione con il gruppo Harley&Muscle, leader mondiale nella Soulful/Deep House con i quali ha iniziato diversi progetti che vedranno luce sulle labels tedesche del duo.

 

 

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Gabriele Basilico: ascolto il tuo cuore, città. La grande antologica dedicata all’artista

Dal 18 dicembre 2015 al 31 gennaio 2016 all’UniCredit Pavilion è allestita una grande mostra monografica dedicata al fotografo milanese nella città in cui è nato, ha lavorato ed è vissuto fino al 2013. Curata da Walter Guadagnini in collaborazione con Giovanna Calvenzi e lo Studio Gabriele Basilico, è un viaggio alla scoperta delle città, viste attraverso gli scatti, le videoproiezioni e i filmati dell’artista. La “città”, con la sua natura e le sue modificazioni, è uno dei temi più cari a Basilico, che ha dedicato alle metropoli, in tutti i loro aspetti, gran parte del suo lavoro. Il percorso della mostra, articolato in cinque sezioni che occupano tutti gli spazi di UniCredit Pavilion, ripercorre proprio questo grande amore per le città di tutto il mondo. Da Milano a Napoli, da Mosca a Parigi a Berlino, da Istanbul a Madrid, da Rio a San Francisco fino a Shanghai, la serie Metropoli, allestita nell’Auditorium del piano terra, costituisce infatti il cuore della mostra. Basilico ha coltivato la sua amorevole ossessione per la città intesa come organismo vivente, alla ricerca degli elementi di quella “strana bellezza” che può caratterizzare ogni metropoli, “non solo nella memoria dei centri storici, ma anche nella frammentazione spontanea delle periferie”.

Il “Corso dell’Arte” accoglie invece gli scatti su Milano. Le immagini di Ritratti di fabbriche, uno dei cicli più celebri e influenti della fotografia italiana contemporanea e realizzati fra il 1978 e il 1980, dialogano – idealmente e visivamente – con l’ultimo lavoro di Basilico, quello dedicato all’area di Porta Nuova, in cui si trova ora UniCredit Pavilion. Basilico ha documentato e interpretato tutte le fasi del recupero e della riqualificazione della zona, dalla grande voragine iniziale alla nascita della Torre UniCredit.

Tra Ritratti di fabbriche e Porta Nuova si dipana l’avventura visiva e intellettuale di Basilico, narrata in mostra attraverso la serie dei Porti, concepita alla metà degli anni Ottanta e allestita in Greenhouse e quella dedicata a Beirut, presente in mostra come slide-show nell’Auditorium. Sempre al piano terra è allestita anche una sala cinema in cui sono proiettati in loop alcuni filmati su Gabriele Basilico.

L’antologica si compone di circa 150 fotografie e 10 filmati, provenienti per la maggior parte dall’archivio Gabriele Basilico. In mostra anche alcune opere del Maestro dalla Collezione d’Arte UniCredit, una delle più rilevanti e complete collezioni corporate a livello europeo, con un patrimonio di oltre 4.000 fotografie storiche e contemporanee.

Dal 12 gennaio la mostra ospiterà una serie di quattro conferenze sulla vita e il lavoro del grande fotografo, incontri aperti a tutti gli appassionati condotti da Stefano Boeri (12.01), Luca Doninelli (14.01), Michele De Lucchi (19.01) e Toni Thorimbert (26.01). Tutti gli appuntamenti sono a ingresso libero fino a esaurimento posti.

“Gabriele Basilico: Ascolto il tuo cuore, città” UniCredit Pavilion, Piazza Gae Aulenti, Milano Da venerdì 18 dicembre 2015 a sabato 30 gennaio 2016 Orari: martedì - domenica, 10.00 - 19.00 (chiusa il 25 dicembre; aperta l’1 gennaio dalle 14 alle 19) Biglietti: 10 euro - gratis fino a 18 anni compiuti - ridotto a 8 euro per studenti (18-25 anni), over 65 anni e dipendenti UniCredit. 8 euro a persona anche per i gruppi superiori a 10 persone

Marco Trabucchi

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Per chi ama il pattinaggio, questo Natale la città di Milano ha pensato in grande.

Una vera e propria pista di pattinaggio sul ghiaccio di quaranta metri quadri allestita su una terrazza, al quinto piano di "Highline Galleria", il percorso turistico sui tetti della Galleria di Milano.

Un'esperienza entusiasmante che permetterà di ammirare il monumento storico da una prospettiva unica ed affascinante, coi pattini ai piedi.

I pattini vengono forniti all'ingresso e tutti possono partecipare.

Costi e orari

Tutti i giorni dalle 10.00 alle 21.00 Ingresso da via Silvio Pellico, 2 Tel: 02 45397656 Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Biglietto intero: 12,00 € Riduzioni: 9,00€ gruppi, bambini e ragazzi dai 5 ai 25 anni e assistenti di visitatori disabili. Ingressi gratuiti: bambini fino ai 5 anni accompagnati da 1 o 2 adulti paganti; disabili.

Per info e acquisto dei biglietti: www.highlinegalleria.com 

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A meno di due mesi dalla chiusura di Expo, Bésame Mucho, il ristorante del padiglione Messico si è trasferito dal Decumano in città. Si trova nel punto più scenografico della Milano "nuova", in Piazza Alvar Aalto, piano rialzato, con vista sui grattacieli di Piazza Gae Aulenti e del bosco verticale.

Il grande successo del ristorante Bésame Mucho targato Expo (700 coperti al giorno al ristorante, 3000 al bar) ha convinto Sandro Landucci, editore e imprenditore messicano con origini italiane, ad investire i proventi della sua avventura all’Esposizione Universale per proporre un ristorante in cui degustare l’alta cucina messicana, al grido “no nachos no burritos”.

Il nuovo ristorante, dunque, mantiene il nome, l’impostazione e le caratteristiche del Bésame Mucho originario. Il menu è frutto del continuo lavoro di squadra di ben 30 importanti chef messicani che, in rappresentanza delle varie regioni del Paese, si alterneranno ai fornelli del ristorante, trasformando questa esperienza gastronomica in un entusiasmante viaggio tra i sapori e i profumi di tutto il Messico.

Qualche voce dalla lista: ceviche verde ai frutti di mare, tartare di tonno, ostriche in salsa verde con tortino di carne, zuppa di fagioli neri, branzino al pastor con salsa di ananas, polipo con patate e salsiccia, lingua di manzo con vedure, roast beef ai sapori di Monterrey.

Ricardo Casas, architetto di Città del Messico, ha creato un format elegante, ricercato ed essenziale basato su colori caldi e luci soffuse, con richiami a tipicità del suo Paese d’origine come il grande lampadario centrale che evoca la celebre Acapulco Chair, la sedia di design, in plastica e metallo, creata nel 1950 in Messico e ancora oggi in produzione.

E poi piastrelle di ceramica color castoro, posate brunite, piatti in ceramica sui toni degli azzurri e bicchieri colorati realizzati a mano da artigiani messicani per il Bésame Mucho.

Il locale si sviluppa su una superficie di 350 metri quadri ed è idealmente diviso in tre zone distinte: il ristorante, la taqueria e il cocktail bar: il ristorante gastronomico, con la grande cucina a vista aperta sui 4 lati, conta 80 coperti. La Taqueria, invece, è dedicata al brunch, alla pausa pranzo oppure a una cena veloce. Infine, il bar è la soluzione ideale per gustare digestivi come il Margarita, la Tequila, il Mezcal o altri cocktail messicani e internazionali. La terrazza all’esterno del ristorante conta altri 60 coperti distribuiti nell’ampio dehor.

 

 

Ristorante Bésame Mucho Piazza Alvar Aalto - 20124 Milano Telefono 02 29060313

 

 

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INDIRA FASSIONI

Se vuoi scriverle: direttore@nerospinto.it

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