Tempi moderni: critica anticapitalistica e antibellica nel nuovo album di Evocante
E’ In uscita oggi su tutte le piattaforme digitali, per Dialettica Label/Tunecore, Tempi Moderni il nuovo album di Vincenzo Greco, in arte Evocante.
La distribuzione fisica dell’album è affidata a La Stanza Nascosta Records del musicista e produttore Salvatore Papotto, che ha suonato il basso nella quasi totalità dei brani. Nerospinto ha ascoltato in anteprima l’album.
In tutto quattordici brani, undici inediti (di cui uno, Resistenza, proposto in una versione leggermente differente rispetto a quella uscita come singolo di lancio dell’album, e un recitativo, Scarpette rosse, testo di Joyce Lussu) e tre riletture ( Conviene, dei CCCP; la deandreiana La domenica delle salme, già pubblicata come singolo in occasione dell'uscita del libro di Greco, edito da Arcana, "Il tempo moderno e i suoi inganni.Riflessioni critiche nella musica: Ferretti, De André, Battiato, Waters”; Gente in progresso di Battiato- Pio) per una narrazione deflagrante, animata da uno spirito insurrezionale.
Tutto l’album suona come uno schiaffo in piena faccia, uno scossone, un invito ad una presa di coscienza e ad un ribaltamento del tavolo.
La prima traccia, Hey tu, é un avvertimento necessario a chi si appresta ad ascoltare il disco: “Sto parlando proprio con te, sto parlando proprio di te”; una sorta di abbattimento, un po’ atipico, della quarta parete che apre ad un discorso profondamente politico.
Non ci stupirebbe se la presentazione dell’album, prevista per il 23 aprile, ore 21.30, sul palco de L’Asino che vola (Via Antonio Coppi 12/d, Roma), venisse aperta da un annuncio simile a quello che ha accompagnato l’ultimo tour di Roger Waters:
«Se siete fra quelli che amano i Pink Floyd, ma non sopportano le prese di posizione politiche di Roger, potete andarvene a fanculo al bar», questo il lapidario annuncio ad inizio concerto.
Evocante sembra dirci, con il suo maestro, Franco Fattiato, intervistato nel 1992 da Corrado Augias:
“È impossibile non far politica, secondo me”.
L’album è un presa di posizione netta, senza mezze misure, una analisi spietata dei tempi moderni, sempre più violenti, affannosi e svuotati di senso, intrisa di critica anticapitalistica e antibellica.”
Una tensione elettrica e civile senza soluzione di continuità attraversa Tempi moderni, sciogliendosi solo, a livello sonoro, nella rilettura di Gente in progresso, perla quasi misconosciuta nata dal sodalizio Battiato-Pio, rielaborata qui in senso orchestrale e Yé-yé anni ’60, con esplosione finale di synth, metafora della fretta moderna e, a livello letterario, nel finale Resistenza, percorso da un barlume di speranza.
Scarpette rosse, Vittime e carnefici, Ricorsi criminali, Alza il livello, benché separati, sono da intendere, per specifica indicazione dell’artista, come un’unica suite.
Nell’album risuonano anche le voci terrificanti di alcuni dittatori (in Ricorsi criminali) e quella di Pier Paolo Pasolini, cui questo disco è dedicato, che interviene nel brano di apertura Hey tu e nel penultimo Persongente.
Musicalmente il disco è un dialogo (riuscito) tra classico e moderno, ma sono i temi a colpire, inchiodandoci a una corresponsabilità che non possiamo negare.
TRACKLIST
1.Hey tu
2.Aria di formalità
3.Non c’è più tempo
4.Scarpette rosse
5.Vittime e carnefici
6.Ricorsi criminali
7.Alza il livello
8.Irrilevante
9.Conviene
10.La domenica delle salme
11.Gente in progresso
