
La Cocktail Week si appresta a vivere la sua sesta edizione. L’evento, nato nel 2019 sulle sponde del lago di Como, ha conquistato negli anni anche St. Moritz e, da ottobre, approderà a Taormina. Un’espansione che testimonia la solidità e l’appeal dell’evento, sempre fedele al suo obiettivo originario: promuovere una cultura del bere consapevole e di qualità, creando connessioni tra territori e professionisti del settore.
Il bancone del bar diventa un vero e proprio palcoscenico: qui la miscelazione si trasforma in narrazione, sperimentazione e arte da condividere. Un’esperienza che coinvolge tutti i sensi e che vuole rafforzare il legame tra luoghi, persone e sapori.
Dall’1 al 6 luglio la Cockail Week animerà Como con un fitto calendario di eventi che celebrano le location più belle del Lario. Una settimana dedicata all’arte del bere miscelato di qualità e con responsabilità. Il tema della sesta edizione è “Taste!”: un invito ad immergersi nel gusto, un viaggio profondo e multisensoriale alla scoperta dei sapori che si fondono in un bicchiere.
«L’obiettivo di questa edizione è prendersi un momento per concentrarsi sul bicchiere, sull’equilibrio perfetto dei sapori, celebrando i cinque gusti fondamentali – ha commentato Annalisa Testa, giornalista nel settore lusso e fondatrice delle Cocktail Week di Como, St. Moritz e Taormina – i bartender sono invitati a sperimentare l’abbinamento degli aromi, interpretando attraverso i cocktail un percorso degustativo che esalti texture vellutate, effervescenti, croccanti o spumose, giocando con la trasparenza o il colore del liquido».
Parlando di “TASTE” non si può trascurare l’importanza della cucina, delle sue tecniche culinarie e di laboratorio, che saranno il complemento perfetto per esaltare il liquido miscelato dai bartender. Un’apertura a nuove strade di espressione e creatività, che crea un rapporto intimo tra la cucina e il bancone del bar, tra il solido e il liquido.
Grande novità della sesta edizione della Cocktail Week è l’apertura verso Milano, con la nascita di un vero e proprio ponte tra due capitali della mixology. A sancire questa collaborazione è stato il Grand Opening di Villa d’Este, con il main bar curato dal leggendario Camparino in Galleria, in rappresentanza di Campari, main partner dell’evento. A condividere la serata anche i team di Ceresio 7 (per Ginarte) e del nuovo Salmon Guru Milano, in collaborazione con rum Diplomático.
Nel corso della settimana, altre eccellenze milanesi animeranno le sponde del lago: The Wild Milan verrà ospitato al bancone del Fresco Cocktail Shop; Carico Milano sarà protagonista di una guest al MUSA Hotel: i mixologist del Rita’s Tiki Room porteranno il loro stile inconfondibile all’Hemingway Cocktail Bar con una serata dedicata al Daiquiri.
Il Super Social Club accoglierà prima l’energia sperimentale di Nora Was Drunk, poi sarà la volta di Rumore, l’American bar che si affaccia sul chiostro del Portrait Milano, che parteciperà ad una serata dedicata al rum cubano Eminente.
di Greta Tieppo
La festa del papà si avvicina, e come ogni anno ognuno cerca il regalo perfetto per festeggiare e dare valore a questa importante figura nella propria vita. Quest’anno Dictador Rum ha pensato a tre diverse soluzioni per regalare al proprio papà qualcosa di speciale e dall’altissimo valore gastronomico.
Dictador Rum produce rum di alta qualità nel cuore della Colombia, ed oltre a dare la priorità a materie prime raffinate e ricercate, dà massima importanza alla bellezza e al valore estetico dei suoi prodotti; le bottiglie sono vere opere d’arte contemporanea, influenzate dall’impronta digitale nata in questi ultimi anni e che vanno contro l’ordinario.
Artigiani nel tempo
La realtà ha scelto, per festeggiare tutti i papà, dei classici della sua produzione e un’edizione da collezione per gli amanti dell’arte contemporanea; tre prodotti che sapranno soddisfare anche i più esigenti, sorprendendo con gusto e caratteristiche che solo una produzione artigianale può dare.
La ricetta, ancora conservata dalla famiglia Parra, dà vita a prodotti unici nel loro genere, anche grazie alla fermentazione di miele vergine di canna da zucchero distillato in Pot Still di rame a colonna discontinua e all’invecchiamento in botti di quercia americana. La famiglia rappresenta la terza generazione di master blender e dispone della più prestigiosa riserva di rum invecchiati tra cui alcuni provenienti da distillerie chiuse.
La selezione
Una bottiglia tra quelle selezionate può essere il regalo perfetto per chi ama un distillato caratterizzato da note di vaniglia e caramello, dal sapore classico ma sorprendente.
Dictador 12 è la prima proposta: punto di riferimento del brand, viene creato partendo da una miscela di rum da cinque e dodici anni invecchiato in botti di rovere americano ex-Bourbon con un finish in botti di Sherry. Versatile e raffinato dal corpo medio ed un ricco colore ambrato, presenta al naso aromi di caramello e caffè tostato, con note dolci di miele ed un lungo finale legnoso. Ideale da assaporare liscio o on the rocks, ma anche per arricchire cocktail classici e sorprendenti.

Dictador 20 è invece un prodotto per i papà che amano gusti più decisi e ricercati, risultato dell’invecchiamento in botti di rovere americano ex-Bourbon che si conclude in botti ex-Porto. Un'espressione ricca di carattere, affinata dal tempo ed arricchita da una complessità gustativa che solo una maturazione prolungata può offrire. L'eleganza della semplicità e del lusso, perfetta da gustare liscia o on the rocks.

Dictador Game Changer è l’ultima novità, incarnazione dell’attenzione e cura dell’estetico e dell’artistico in ogni prodotto, soprattutto le edizioni speciali: questa in particolare è disponibile in esclusiva per il mercato italiano e in collaborazione con l’artista francese Richard Orlinski, dallo stile audace e riconoscibile. L’artista ha ridisegnato la bottiglia e l’ha impreziosita con elementi che richiamano le sue opere più celebri; il tappo a forma di testa di Kong, i dettagli street art e le sfaccettature geometriche della bottiglia raccontano le molteplici sfumature di gusto che custodisce al suo interno. Dentro questa edizione limitata si trova la riserva della famiglia Parra, un distillato dal gusto complesso e affascinante: note dolci di caramello e crème brûlée si fondono con tocchi di miele e legno tostato, regalando un finale morbido e vellutato che lascia il segno a ogni sorso. Un’esperienza sensoriale che trasforma ogni degustazione in un vero capolavoro.
Tre pezzi diversi ma che portano con sé la chiara e forte identità di Dictador Rum, perfetti per un regalo ad una persona speciale.
La Distilleria Nardini conquista un nuovo territorio del gusto. Con 246 anni di successi sulle spalle e con un curriculum di eccellenza nel mondo dei distillati, lo storico marchio di Bassano del Grappa irrompe nel mondo del gin e alza il sipario su Garage Gin, prodotto attualmente disponibile nel formato da 70 cl (in vendita ad un prezzo consigliato di 23,90 €).
Garage Gin nasce dalla visione creativa di Garage Nardini, laboratorio sperimentale della Distilleria Nardini. Un London Dry di altissima qualità, dal profilo sensoriale fresco, persistente e di grande carattere. È il frutto di un savoir-faire che affonda le radici in oltre due secoli di storia, reinterpretato con spirito contemporaneo e uno sguardo proiettato al futuro della miscelazione. Questo Gin nasce non per seguire una tendenza, ma per costruirne una, quella dell’eccellenza trasparente, della filiera controllata, della distillazione consapevole.
In un panorama affollato di etichette che promettono esperienze sensoriali straordinarie, Garage Gin mantiene quella promessa. Lo fa con la coerenza che ci si aspetta da chi ha fatto della distillazione un’arte. È un gin che parla attraverso i suoi ingredienti – botaniche straordinarie e del territorio come melissa e verbena – e attraverso la scelta di produrre in casa, secondo un metodo autentico e senza scorciatoie.
Prodotto interamente nella Distilleria Nardini, dove è in funzione ancora il tradizionale alambicco a bagnomaria, Garage Gin è realizzato secondo il rigido disciplinare del metodo London Dry, utilizzando alcol da cereali italiani e una selezione di 9 botaniche: ginepro, coriandolo, cardamomo, anice verde, finocchio dolce, verbena, melissa, elicriso e scorze di arancia amara. Nessun aroma artificiale, nessuna aggiunta di zucchero, solo distillazione autentica, artigianale, rigorosa.
“Garage Gin rappresenta il nostro modo di affermare che l’innovazione vera parte sempre dalla competenza – commenta Michele Viscidi, amministratore delegato di Distilleria Nardini – abbiamo voluto creare un gin che sapesse distinguersi per eleganza, profondità e versatilità, senza compromessi sulla qualità”.
Alla vista, si presenta cristallino. Al naso è fresco e intenso, con note balsamiche, speziate e un tocco agrumato. Al palato, l’equilibrio tra ginepro e botaniche secondarie esprime un gusto strutturato e persistente, con una freschezza avvolgente e dinamica, che si presta perfettamente sia ai cocktail della tradizione – come Gin Tonic e Negroni – sia alle creazioni più contemporanee. La gradazione alcolica è 45% vol.
Il design della bottiglia valorizza l’identità artigianale e territoriale del brand: carta materica, laminature di pregio, una mappa di Bassano e un logo a rilievo che celebra l’Heritage Nardini. Particolare attenzione è riservata anche alla sostenibilità: la bottiglia è realizzata in WILD GLASS, un vetro composto al 100% da materiale riciclato post-consumo (PCR), che garantisce un prodotto esteticamente impattante, performante e responsabile.
“Garage Gin – spiega Alice Lucchi, responsabile marketing di Distilleria Nardini – è pensato per chi cerca autenticità e stile, per chi ama i prodotti che raccontano qualcosa di vero. È il nostro omaggio alla miscelazione d’autore, una categoria che oggi più che mai chiede originalità e sostanza”.
Decidere di entrare nel mondo del gin – oggi saturo, modaiolo, competitivo – è un atto che richiede coraggio. Se non si ha qualcosa di autentico da dire, si rischia solo di aggiungere rumore. La Distilleria Nardini, però, nella sua lunga storia, ha sempre preferito distillare silenzi pieni di significato. E ora lancia un nuovo prodotto, destinato già a diventare un’icona, in cui ogni sorso è una firma d’autore.
Milano, preparatevi a brindare con stile. Il 4 marzo, il Flores Guest Series torna con un appuntamento che promette di riscrivere le regole della mixology. Dietro il bancone del raffinato Flores Cócteles di via Macedonio Melloni, una coppia che ha già lasciato il segno sulla scena milanese: Stefano Rollo e Niccolò Caramiello, menti e shaker di Norah Was Drunk, il cocktail bar del quartiere Lambrate che ha fatto dell’assenzio la sua firma distintiva.
Ci sono fragranze che raccontano una stagione, altre che diventano un vero e proprio statement. Agrumes Glacés, nuova creazione firmata Luxidia, appartiene a entrambe le categorie: è il profumo perfetto per chi cerca luce, energia e profondità. Una composizione che apre con una pioggia di agrumi ghiacciati – arancio, bergamotto, mandarino – accesi da menta fresca e pepe nero, per poi evolversi in un cuore aromatico fatto di basilico, petitgrain, timo e lavanda. Una sinfonia verde, speziata e ariosa che accarezza i sensi prima di rivelare una chiusura morbida e terrosa, con muschio, vetiver, fava tonka e patchouli, pensata per chi ama l’inaspettato: un incontro tra la freschezza pura degli agrumi e il calore di una base avvolgente e sofisticata. Unisex, dinamico, irresistibilmente contemporaneo.

Agrumes Glacés fa parte della collezione di fragranze di Luxidia, marchio che sta riscrivendo le regole della profumeria di lusso. Nato da una visione indipendente, Luxidia si colloca nel segmento dell’Artistic Luxury Affordable Perfume: profumi artistici, realizzati da maestri profumieri con piena libertà creativa, per chi desidera qualità senza compromessi.
Ogni bottiglia Luxidia è una tela su cui si dipingono emozioni, luoghi, epifanie. I profumieri coinvolti non seguono le logiche del mercato, ma si muovono con spirito quasi artigianale, lavorando con materie prime rare, spesso raccolte in quantità limitate e selezionate per purezza, intensità e origine. Il risultato è una collezione di fragranze persistentissime, eleganti, evocative: opere d’arte da indossare, vivere, far proprie.
Luxidia diventa così molto più che una semplice linea di profumi. È un manifesto. Una risposta concreta a chi cerca nel profumo qualcosa di più di una moda passeggera: una dichiarazione di stile, un gesto intimo e potente, una firma.
Agrumes Glacés incarna perfettamente questo spirito. È un profumo energico ma raffinato, adatto a chi ama distinguersi senza ostentare. Per chi sceglie ogni giorno di portare con sé un dettaglio di bellezza invisibile ma percepibile. Un’ode alla libertà, alla creatività e alla sensualità.
Disponibile su mybeautyweb.com e in farmacie selezionate.
Una competizione amichevole con l'assenzio come protagonista
Norah Was Drunk è un locale situato nel cuore del quartiere Lambrate, a Milano, dove spicca per la sua originalità e la sua atmosfera internazionale; vuole essere un punto di riferimento per chi ama i cocktail autentici e il buon bere, non rinunciando però a un ambiente rilassato e accogliente. Una delle sue caratteristiche fondamentali è la valorizzazione dell’assenzio e del suo utilizzo nella creazione di drink unici e particolari,motivo per cui i proprietari hanno deciso di lanciare una “friendly competition” dedicata.
Una sfida al sapore di assenzio
Il 5 marzo è l'International Absinthe Day, e il Norah Was Drunk decide di festeggiarlo in maniera particolare, lasciando spazio agli amanti di mixology e bartender, sfidando la loro creatività e mettendoli alla prova; fino al 19 febbraio i partecipanti hanno candidato la propria ricetta di cocktail, che doveva assolutamente contenere almeno 20 ml di assenzio Asteroid, prodotto dal team di Norah, e accompagnarne la candidatura con una foto.
Tra tutte le proposte, Norah e una giuria selezionata sceglieranno le otto ricette che hanno più dato nell’occhio e con più potenziale, per poi proporle al bancone la serata del 5 marzo, data ufficiale dell’evento.
La finale
La giuria è composta da quattro esperti: Rossella De Stefano, direttrice del
magazine Mixer Planet, Carlo Carnevale, giornalista di Bargionale, Idris Conti di
Compagnia dei Caraibi ed Edoardo Nono, owner di Rita cocktail Bar. I giurati faranno le loro valutazioni sulle varie ricette e decideranno in seguito i due finalisti, che si sfideranno durante la serata del 5; il cocktail protagonista del maggior numero di ordinazioni dei clienti del locale sarà il vincitore della competizione. Il bartender autore del drink vincente riceverà un buono per una cena per due in uno dei ristoranti più prestigiosi di Milano.
La community della mixology italiana si riunisce a Corvara per un’intera giornata dedicata alla miscelazione di qualità, all’ospitalità d’eccellenza e all’esperienza territoriale alpina
Domani, mercoledì 11 giugno, l’Hotel La Perla di Corvara ospiterà la prima edizione della Italian Cocktail Weeks Reunion, un evento unico nel suo genere che si propone di celebrare la miscelazione di qualità e il valore della comunità di bartender italiana. Ideato da Paola Mencarelli, questo format innovativo vuole unire in un’unica cornice alcune delle più autorevoli realtà che animano le Italian Cocktail Weeks, creando uno spazio dove la tecnica, la creatività e la territorialità si incontrano per dar vita a esperienze di mixology d’autore in un contesto esclusivo e naturale. La scelta di Corvara e delle sue montagne, cuore dell’Alta Badia e patrimonio Unesco, non è casuale: qui si fondono la tradizione alpina e l’ospitalità di lusso, elementi che si riflettono in un evento pensato per chi vive il bartending come arte e cultura.

Un format innovativo di cocktail week: personalizzazione, territorio e comunità
La Italian Cocktail Weeks Reunion si distingue da altri eventi simili per il suo approccio fortemente personalizzato e territoriale. Invece di un format standardizzato, la Reunion punta a modulare ogni appuntamento sulle peculiarità della location ospitante, valorizzando così il rapporto fra bartender e territorio. Per questa prima edizione, l’Hotel La Perla diventa il palcoscenico dove si incontrano tre bartender provenienti da altrettante edizioni delle ICW: Edoardo Sandri (Four Seasons Firenze - Florence Cocktail Week), Antonio Ferrara (Aman Venice - Venice Cocktail Week) e Andrea Dipino (Hotel Miramalfi - Amalfi Coast Cocktail Week). Ad affiancarli, il padrone di casa Antonio Virili, resident bartender del Bistrot & Music Club dell’hotel. Il risultato è un dialogo creativo fra approcci diversi alla miscelazione, che riflettono la ricchezza e la varietà della cultura cocktail italiana contemporanea.

Questa formula consente di portare a Corvara non solo tecniche e drink di alto livello, ma anche l’identità di territori lontani, dal Mediterraneo alla Toscana, passando per Venezia, attraverso cocktail studiati ad hoc che raccontano storie, tradizioni e atmosfere specifiche. La Reunion sottolinea l’importanza della community di bartender che si è sviluppata grazie alle Italian Cocktail Weeks, creando un network che favorisce la crescita professionale e lo scambio di idee in tutta Italia.
Ingredienti d’eccellenza e tecniche di miscelazione avanzate
La qualità degli ingredienti e l’attenzione alle tecniche rappresentano il cuore pulsante della proposta di questa Reunion. Ogni bartender presenterà tre signature cocktail realizzati utilizzando prodotti selezionati dai principali sponsor dell’evento: Altamura Distilleries, Baldoria Vermouth, Distilleria Bonaventura Maschio, Legend Kombucha, Nonino, No.3 London Dry Gin e Santa Teresa 1796. Questa partnership consente di valorizzare materie prime di eccellenza, spesso provenienti da produzioni artigianali e con un forte legame con il territorio.
Dal punto di vista tecnico, la sfida è stata sviluppare drink complessi, che uniscano equilibrio e armonia con sperimentazione e creatività. L’approccio si focalizza su tecniche di infusione, estrazione controllata, fermentazioni e uso di ingredienti botanici, per ottenere texture e aromi raffinati e distintivi. Inoltre, ogni cocktail è pensato per raccontare una storia, con un occhio attento allo storytelling, elemento ormai imprescindibile nella mixology contemporanea, che arricchisce l’esperienza sensoriale del cliente.
Esperienza multisensoriale tra natura e ospitalità alpina
La giornata di mercoledì 11 giugno si articolerà in un percorso esperienziale che fonde natura, gastronomia e mixology. Si partirà con una passeggiata guidata tra le vette e i boschi delle Dolomiti, accompagnati da Antonio Virili e Marlene Zanotti (Marketing Manager Casa Costa 1956), per immergersi nella straordinaria bellezza paesaggistica e coglierne i profumi e le suggestioni. Questa escursione, che toccherà luoghi come l’altopiano del Pralongià, il Parco Naturale Puez-Odle e il Massiccio del Sella, sarà un momento di ispirazione per i bartender e per gli ospiti, che potranno comprendere l’anima del territorio e lasciarsi guidare dalle sue sensazioni nella successiva creazione di cocktail e abbinamenti enogastronomici.
Il percorso proseguirà con un aperitivo in quota, in cui i sapori tipici tirolesi si integreranno con drink studiati per esaltare l’essenza alpina. Il pranzo al Bistrot & Music Club sarà l’occasione per approfondire il legame tra cucina locale e miscelazione, con un menu che valorizza i prodotti di montagna attraverso un dialogo armonico con i cocktail di Virili.

Masterclass tecniche: ospitalità e mixology nel lusso alberghiero
Il pomeriggio sarà dedicato a un ciclo di masterclass tecniche e approfondite, rivolte a bartender, operatori del settore e appassionati di mixology. Dalle 15:00 alle 17:30, quattro professionisti di alto livello racconteranno le loro esperienze e strategie di ospitalità, mettendo in luce le sfide e le innovazioni nel contesto dell’hotellerie di lusso.
Antonio Virili aprirà con “Ospitalità in Casa Costa”, un intervento che esplora come la creatività, la musica e l’attenzione al dettaglio si fondano per creare un’esperienza immersiva e memorabile in un contesto montano. Andrea Dipino approfondirà “Il metodo Miramalfi”, un modello di miscelazione contemporanea che bilancia efficienza operativa, design del cocktail e storytelling, illustrando come il ruolo del bartender si stia evolvendo all’interno delle strutture alberghiere.
Antonio Ferrara parlerà de “Il lusso dell’accoglienza”, focalizzandosi sulla costruzione e la motivazione di un team di miscelazione che esprime una visione condivisa di qualità e coerenza, in contesti esclusivi e privati. Infine, Edoardo Sandri presenterà “L’evoluzione di Atrium Bar attraverso le Florence Cocktail Week”, raccontando come l’integrazione di un evento internazionale abbia influenzato la proposta drink e l’esperienza ospite di uno dei bar più iconici d’Italia.
La serata finale: degustazione, storytelling e musica live
La giornata culminerà alle 18:00 con l’apertura del Bistrot & Music Club per la degustazione dei 12 cocktail signature creati per l’occasione. Ogni bartender porterà la propria visione e il proprio territorio attraverso una selezione studiata per raccontare storie di tradizione, innovazione e territorio.
Antonio Virili presenterà “Il Bel Paese”, una cocktail list che rende omaggio alle tre città rappresentate dagli ospiti, con drink che evocano il mare e la montagna, come il fresco e agrumato Frate Sole, il floreale e amaricante La Primavera e il speziato Vesper Martini La Serenissima. Andrea Dipino proporrà la “Trilogia del Sud – Amalfi in Tre Atti”, una narrazione liquida che interpreta il mare, la terra e la luce della Costiera Amalfitana attraverso tre cocktail strutturati su note aromatiche e sensoriali ben definite.
Edoardo Sandri porterà la sua “Firenze Nota e Non”, una drink list che esplora diverse zone di Firenze attraverso cocktail dall’equilibrio sofisticato e carattere distintivo, mentre Antonio Ferrara chiuderà con “L’Eleganza Italiana in Viaggio”, una selezione di drink che racchiudono tradizioni e sensazioni di diverse regioni italiane, enfatizzando l’armonia tra ingredienti e tecniche.
Ad accompagnare la degustazione, la musica live di Do Baba e Matteo Dallapè creerà un’atmosfera conviviale e raffinata, rendendo l’esperienza ancora più coinvolgente e memorabile.
La cucina di fuoco che riporta alle origini
La cucina a fuoco vivo è una tecnica le cui origini risalgono a tempi antichissimi, quando questo era l’unico modo per cuocere e trasformare una materia prima in cibo. Di questi tempi sta tornando in voga, a causa del suo fascino quasi “primitivo” e dei sapori peculiari ed esaltati che può conferire alle pietanze. Il ristorante RAL 3000 sceglie proprio questa tecnica per presentarsi al pubblico e per portare una cucina allo stesso tempo innovativa e originaria.
Lo chef Stefano Grano sceglie Alassio per esprimere la propria visione culinaria aprendo il suo primo ristorante, RAL 3000; il nome è particolare, ed evoca perfettamente il focus e la particolarità della proposta dello chef. Infatti, “RAL” si riferisce alla scala di standardizzazione dei colori, e “3000” è il codice identificativo del colore rosso fuoco.
La cucina a fuoco vivo
Il nuovo ristorante vuole utilizzare una tecnica antica, quasi primordiale che non prevede l’uso di gas, ma al suo posto carbone e legna (ulivo, vite e agrumi). Le fiamme affascinano tutti con la loro potenza e brillantezza, e sanno estirpare dal cibo sapori dalle caratteristiche particolari, tramite le varie modalità di cottura, tra cui spiccano affumicatura con il fieno, la cottura sotto la cenere, a diretto contatto con i carboni ardenti o nella fiamma viva.
Il menù
Lo chef combina nella sua cucina una tecnica dalle radici antichissime ad una creatività moderna e personale; propone abbinamenti insoliti e caratterizzanti, utilizzando prodotti tipici che ricordano il gusto della tradizione e provenienti da piccole realtà del luogo mantenendo così viva l’identità locale e il folklore adattandoli alla cucina contemporanea.
Gli ingredienti sono accuratamente selezionati, offrono sapori autentici che richiamano alla loro terra e si dimostrano di altissima qualità, altro punto focale della cucina di Grano. La proposta è diretta e genuina, segue la stagionalità delle materie prime e ne esalta la freschezza, valorizzando così il territorio e i suoi appassionati produttori.
Un altro aspetto da non tralasciare è l’attenzione all’utilizzo di ingredienti selvatici, facendo riferimento al foraging e alimurgia.
Una cucina conviviale
RAL 3000 è il ristorante che unisce alta cucina e convivialità: i piatti sono pensati per essere condivisi, per promuovere un clima di socialità informale ma di alto livello culinario, quasi a creare un banchetto. Il cuore del locale è la cucina a vista, circondata da un bancone di granito che permette ai visitatori di osservare la preparazione dei piatti e vivere un’esperienza immersiva e autentica, rapportandosi in prima persona con gli chef e con la meticolosa preparazione delle specialità.
Alcuni piatti
Tra i piatti firmati Grano, troviamo lo Smoke bread con pesto e olio affumicato, l’Animella di vitello laccata proposta con abbinamenti sempre diversi a seconda della stagione, l’Ortica in pastella, servita con limone, maionese all’erba cipollina e una robiola stagionata di capra e per concludere, la Cheesecake basca, dalle delicate ma interessanti note affumicate e di caramello.
Torna la quarta edizione di ALTO cocktail Festival: sei giorni tra degustazioni d’autore, pairing inediti e ospiti internazionali per celebrare il gusto italiano in tutte le sue sfumature
I whisky Ballindalloch sono il risultato di una distillazione che rispetta il passato senza cadere nella nostalgia, proponendo un prodotto tanto autentico quanto complesso
Lo Speyside è una delle regioni più affascinanti e storiche per la produzione di whisky, e non a caso: con oltre 50 distillerie concentrate in un’area relativamente piccola, questa zona della Scozia è considerata la regina della distillazione. La geografia del luogo è ideale per la coltivazione dell'orzo e la presenza di numerosi corsi d'acqua puri garantisce una qualità d’acqua eccezionale per il processo produttivo.
La tradizione del whisky è radicata qui da secoli, tanto che le distillerie dello Speyside hanno dato vita a una vera e propria cultura attorno a questo distillato, che affonda le radici nel passato ma si rinnova continuamente. È proprio qui che affonda le sue radici la distilleria Ballindalloch, una realtà che cerca di mantenere viva questa tradizione secolare, abbracciando un metodo molto artigianale e autentico.
Tra castelli e distillerie
Ballindalloch si trova all'interno di una tenuta storica, la residenza della famiglia Macpherson-Grant, che risale al 1546. La distilleria è un ritorno alla passione familiare per il whisky, che ha radici ben più lontane. Già nel 1820, la famiglia Macpherson-Grant fondò la distilleria di Delnashaugh, mentre nel 1869 il clan si unì a John Smith per dar vita alla celebre distilleria di Cragganmore. Questo legame con il mondo della distillazione è un filo conduttore che attraversa le generazioni, e che si rinnova con l’avvio della distilleria Ballindalloch nel 2014. Un nome che, pur essendo giovane, si collega a un passato di esperienza e know-how, con la 24esima generazione della famiglia coinvolta nella produzione di whisky single malt.

Ciò che colpisce della distilleria Ballindalloch è l’approccio apparentemente semplice ma profondamente rispettoso dei tempi naturali. Ogni aspetto della produzione è pensato per mantenere la qualità e l'autenticità: l’orzo utilizzato proviene direttamente dalla tenuta, e l'acqua di sorgente che scorre sulla proprietà è alla base di ogni distillato. La scelta di un processo produttivo "single estate" implica che ogni bottiglia racconti una storia specifica, quella di un’annata e di una produzione che segue ritmi lenti e naturali, non accelerati da metodi industriali. L’uso di condensatori a worm tubes in legno, un metodo che risale all’Ottocento, è una delle caratteristiche distintive della distilleria. Questa tecnica, che raffredda i vapori attraverso un lungo serpente di rame e legno, è ideale per ottenere un profilo più fine e delicato, con una morbidezza che è difficile da trovare in distillati prodotti con metodi moderni.
Le tre edizioni limitate di Ballindalloch
Le referenze che arrivano in Italia, distribuite in esclusiva da Proposta Spirits, offrono un'interessante panoramica sulla qualità e sull’impegno della distilleria. Si tratta di whisky in edizione limitata, presentato in anteprima nazionale nel secret bar Rasputin di Firenze, dove alcuni gradini e un drappo di velluto celano un vero e proprio tempio del whisky.

Vintage Release 2015 è un whisky complesso e raffinato, con una maturazione di otto anni in botti ex-Bourbon e ex-Sherry. Il colore dorato chiaro e il naso di erbe vanigliate e mela verde aprono a un palato che presenta frutta secca e nocciola, mentre il finale leggermente speziato e persistente invita a una riflessione sul bilanciamento delle note aromatiche.
Bourbon Single Cask 2016 è un whisky più strutturato, che si distingue per la sua persistenza aromatica. Invecchiato per otto anni in una singola botte di Bourbon, ha un profilo aromatico che mescola frutta esotica e vaniglia, con un finale elegante e ben definito. Un whisky che, pur rimanendo in perfetto stile Speyside, ha una personalità decisamente marcata.
Sherry Single Cask 2015 è forse il più equilibrato delle tre etichette. Ottenuto da una singola botte di Oloroso Sherry, il whisky presenta un colore rubino granato e profumi di uvetta e frutta matura, mentre il finale regala un’interessante nota di cocco. La combinazione della morbidezza dello Sherry con la finezza tipica del distillato scozzese crea un profilo intrigante e profondo.
Domenica 5 maggio arriva Barstars, l’evento internazionale dedicato alla mixology asiatica, con protagonisti 8 celebri bartender d'Oriente in scena tra Lubna e Moebius Milano, tra talk, cocktail esclusivi e cultura del bere d’eccellenza
Dal 27 dicembre al 12 gennaio, in Oltrarno a Firenze apre il primo pop-up bar dedicato al whisky fiorentino. Si chiama "Rasputin x Florentis" e ha solo due posti
Durante le festività natalizie, Firenze ha accolto un’interessante novità: il pop-up bar “Rasputin x Florentis”, frutto della collaborazione tra due realtà locali di rilievo, il secret bar Rasputin e la distilleria artigianale Winestillery. Questo progetto temporaneo si concentra su una proposta di degustazione dedicata ai whisky Florentis, prodotti interamente in Toscana dalla famiglia Chioccioli Altadonna.

L’iniziativa si inserisce nel solco di una collaborazione già consolidata, come dimostrato dal precedente martini bar “R x Winestillery”, e mira a offrire un’esperienza particolare, rivolta sia agli appassionati di whisky sia a chi desidera avvicinarsi a questo mondo.
Un nuovo approccio alla degustazione di whisky
L’idea dietro “Rasputin x Florentis” è quella di proporre un percorso che valorizzi il whisky a km 0, in linea con una filosofia legata al territorio. La gamma Tuscan Malt Whisky comprende due prodotti principali: il Super Tuscan Wine Cask e il Vin Santo Wine Cask, oltre a “Primo”, un single cask selezionato in edizione limitata che ha già riscosso grande successo.

Da Rasputin, il whisky potrà essere degustato sia liscio sia nell’iconico whisky highball, miscelato con soda, molto apprezzato nella tradizione giapponese. A guidare il pubblico in questa esperienza ci saranno i bartender del cocktail bar, coordinati dal Bar Manager Daniele Cancellara, noto per la sua competenza nel mondo del whisky.
Un pop-up bar esclusivo
Il pop-up, aperto dal 27 dicembre al 12 gennaio, è pensato per offrire un’esperienza intima e fuori dal comune. Con soli due posti disponibili, l’atmosfera sarà volutamente raccolta, permettendo di concentrarsi sul momento della degustazione e sul racconto dei prodotti.

Questo progetto segna anche l’inizio di una nuova fase per la distilleria Winestillery, che prevede l’apertura della prima distilleria di whisky attiva dentro la città di Firenze, a pochi passi dal centro storico.
Winestillery e Rasputin, i due protagonisti del progetto
Fondata nel 2019, Winestillery si distingue nel panorama italiano delle distillerie artigianali, e il progetto Florentis ha già ricevuto riconoscimenti significativi, come il titolo di Miglior Whisky Italiano secondo Falstaff e ottimi piazzamenti nelle categorie internazionali.
D’altra parte, il secret bar Rasputin è noto per la qualità delle sue proposte e la cura nei dettagli. Inserito nella classifica Top500Bar, rappresenta un punto di riferimento per la mixology a Firenze, grazie anche alla guida di Daniele Cancellara, figura di spicco nel settore.
Allenamento, disciplina e consapevolezza. Sono stati questi i tre pilastri di Incontro fra Titani, l’evento che ieri sera ha acceso Firenze con un mix decisamente inedito: sport da combattimento e mixology, due mondi che, a ben vedere, condividono molto più di quanto sembri
Chi conosce la boxe sa che non è solo forza: è ritmo, è controllo, è rispetto. E lo stesso vale per un cocktail fatto bene: non si improvvisa, si costruisce, bilanciando tecnica, creatività e consapevolezza. Incontro fra Titani, l’evento che ieri ha animato The Social Hub Firenze Belfiore, ha messo in scena proprio questo: l’incontro tra due mondi apparentemente lontani, ma che condividono gli stessi valori profondi.

Da una parte Amaro di Quartiere, che racconta Firenze attraverso botaniche e spirito di appartenenza; dall’altra Forged Irish Stout, la birra creata da Conor McGregor e diventata emblema della Bare Knuckle Fighting Championship (BKFC), promotion di combattimento a mani nude che debutterà in Italia il prossimo 26 aprile, proprio al PalaWanny.
L’evento si è aperto con una sessione tecnica guidata dal Coach Valeri: un’introduzione solida e rispettosa alla boxe, alle sue basi e ai suoi codici. Nessuna spettacolarizzazione, ma una vera immersione nella "nobile arte". Un lavoro sul corpo, certo, ma anche – e soprattutto – sulla mente.

Poi, lo switch: dal ring al bancone. E qui è entrato in gioco Diego Assirelli, bartender del Bar Berni – Four Seasons Hotel Firenze, che ha costruito una cocktail list pensata con intelligenza e coerenza. Quattro signature cocktail, uno per ogni quartiere del Calcio Storico Fiorentino, ognuno ispirato a uno dei match in programma alla BKFC. Quattro ricette capaci di raccontare, nel bicchiere, lo stesso spirito che anima il combattente sul ring: concentrazione, stile, identità.

Il Camozzi vs Bicchi, ad esempio, con Amaro di Quartiere Bianco, liquore al caffè e Forged Stout, è un omaggio a Andrea Bicchi, fighter fiorentino che combatterà per il titolo proprio nella sua città. Un drink che gioca su potenza e profondità, come un diretto al fegato fatto bene. Il Franco vs Sweeney, invece, con Amaro Rosso, pompelmo e lime, ha un’impronta più verticale, agrumata, ma con un finale amaro che resta. Un po’ come quei match che ti insegnano qualcosa, anche se non li vinci.

"Firenze, con la sua storia legata al Calcio Storico, è il palcoscenico perfetto per il debutto italiano di BKFC e noi siamo felici di poter fornire il nostro contributo", afferma Cosimo Cappelli, fondatore di Amaro di Quartiere. "Questa città incarna lo spirito del combattimento e della determinazione da sempre, valori che si riflettono pienamente nella BKFC. Il Calcio Storico è un simbolo di tradizione e coraggio, e ci piace pensare che questa promotion, con il suo approccio innovativo e al tempo stesso ancestrale al combattimento, possa continuare a raccontare questa stessa storia, ma con un taglio moderno e internazionale. Inoltre, è per noi un grande onore sostenere il nostro campione fiorentino, Andrea Bicchi, che per la prima volta combatterà proprio nella sua città da professionista, nell’incontro per il titolo BFKC contro Chris Camozzi."
Ph Michele Tamasco
Immaginate una Milano illuminata dalle luci natalizie, con i suoi ritmi frenetici che per un attimo rallentano per lasciarsi travolgere da un’esperienza che parla di passione, sapori autentici e un’eleganza senza tempo. Dal 16 al 22 dicembre, il protagonista assoluto sarà Quota 16, il vino rosso d’eccellenza di Lungoparma, che arriva nel cuore della città per raccontare una storia unica, fatta di tradizione e innovazione.

La miglior “Oliva sotto Martini” di Firenze è quella di Nicolas Di Maria: in coppetta la taggiasca in salamoia con Orange Bitter, Havana, Veritas ed un battuto di origano, sedano, finocchietto, peperoncino e aglio
“Mi manca il sapore dell’oliva alla fine del Martini”. Era il periodo delle restrizioni post pandemiche, quando i cocktail bar d’hotel erano tra le poche realtà a poter restare aperte. E tra i tavolini del The Gritti Palace di Venezia, il commento di Paola Mencarelli ha ispirato un’idea: mettere l’oliva sotto i riflettori. È stato questo il seme del contest Reverso Martini, che ha preso vita durante i primi giorni della Florence Cocktail Week.
L’evento, ideato da Gintastico in collaborazione con Frantoio di Sant’Agata d'Oneglia, ha messo alla prova i migliori cocktail bar della città: Bar Berni (Four Seasons Hotel Firenze), Caffè Gilli, Caffè Paszkowski, Drinx by Il Gusto di Xinge Cocktail Bar, Giacosa, Gucci Giardino, La Ménagère, Rasputin Secret Cocktail Bar e Sevi Interior.

L’obiettivo era chiaro: creare la miglior “Oliva sotto Martini”, valorizzando l’equilibrio tra gin, vermouth e l’essenza aromatica dell’oliva. La giuria, composta da Serena Mela (Frantoio di Sant’Agata d’Oneglia), Chiara Beretta (Finespirits Italia), Alfredo Del Bene (FOOD CLUB) e lo chef Niccolò Palumbo (Ristorante Paca di Prato), ha valutato le proposte in gara secondo quattro criteri: bilanciamento, tecnica, creatività e presentazione.
Un goal, quello del contest, semplice solo su carta. In un cocktail che nel corso dei decenni ha visto la sua formula super codificata, come valorizzare un ingrediente spesso relegato a ruolo decorativo, facendone l’elemento centrale ma senza compromettere la struttura del drink?
The winner is "Game, Set, Match… Oliva"
La risposta è arrivata dai nove Bartender in gara ma è stata quella di Nicolas Di Maria, head bartender di Caffè Paszkowski, a convincere i giudici.
“Game, Set, Match… Oliva” ha creato nel bicchiere un colpo di scena che non ha snaturato il cocktail ma lo ha arricchito. La salamoia, con la sua sapidità, è diventata il filo conduttore, legando gin e vermouth senza sovrastare nessuno dei due. L’Orange Bitter ha aggiunto una nota citrica che ha ben bilanciato l’amaro naturale della Taggiasca. Il gioco di battuto di origano, sedano, finocchietto, peperoncino e aglio è stata poi l'ennesima dimostrazione di come, in miscelazione, ogni ingrediente possa essere dosato per creare un cocktail ben bilanciato senza mai cadere nella trappola dell’eccesso, mantenendo rispetto per il Martini e per l'oliva stessa.

“Reverso Martini non è solo un contest ma un vero e proprio manifesto. Volevamo dimostrare che l’oliva può e deve avere un ruolo centrale nella mixology contemporanea e deve averlo nella formulazione di un cocktail. Il lavoro di Nicolas è stato illuminante in questo senso: ha colto lo spirito della sfida, trasformando un ingrediente simbolico come la Taggiasca in un’esperienza sensoriale completa. È questo il tipo di creatività che vogliamo sostenere e raccontare con questa attività: quella che osa, che rispetta la materia prima e che allo stesso tempo sa emozionare. Questo è solo l’inizio, vorremmo che Reverso Martini diventasse un appuntamento fisso delle Cocktail Week” ha affermato Federico Bellanca, direttore editoriale di Gintastico.

“Siamo entusiasti del successo di questa prima edizione del Reverso Martini, e della risposta così forte dei bartender coinvolti.” ha aggiunto Serena Mela, Direttrice Marketing e Commerciale del Frantoio di Sant’Agata d’Oneglia. “Il livello tecnico è stato altissimo, ma ciò che ci ha colpito di più è stata la capacità del vincitore di interpretare la nostra visione: un Martini in cui l’oliva non è solo una presenza decorativa, ma l’elemento su cui ruota il drink. Da anni lavoriamo per raccontare il valore dell’oliva taggiasca e dell’olio extravergine ligure, e vedere questi prodotti entrare in modo così autorevole nel mondo del cocktail è una soddisfazione enorme.’’

La serata si è conclusa al rooftop bar di The Social Hub Firenze Lavagnini, dove Eda Akman e Niccolò Mazzucchelli, bartender del Gramm Café Milano hanno presentato cocktail sperimentali a base di olio extravergine d’oliva e olive taggiasche, omaggiando i sapori del Mediterraneo e la creatività che da sempre anima la mixology italiana. Tra le proposte della serata: il Dirty Martini, con utilizzo della salamoia delle olive taggiasche, e poi il Sant’Agata Sour a base di gin, succo di lime, olio extravergine d’oliva Cuvée e con guarnish di olive taggiasche candite, per chiudere con Peperoni a base di bitter Luxardo al peperone, olio extravergine d’oliva La Cuvèe e olive taggische essiccate.
Ph. Michele Tamasco
Una birra che parla di tradizione e innovazione

Un progetto nato dal cuore di Milano
Dove trovarla e perché provarla
Il Maestro pasticcere Iginio Massari è stato insignito del prestigioso titolo di “Maestro dell’Arte della Pasticceria Italiana” durante la cerimonia tenutasi a Palazzo Chigi, alla presenza della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e del Ministro dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare, Francesco Lollobrigida.
Nostalgia dell'estate? Ecco il cocktail che stavi cercando
Chi ha detto che i limoni fanno pensare solo all’estate? È vero, evocano subito la Costiera Amalfitana, le terrazze sul mare e il sole che dipinge d’oro la loro buccia. Eppure, i limoni hanno molto da raccontare anche a Natale. Con il loro profumo fresco e avvolgente, arricchiscono i dolci delle feste: dal panettone al limone al Christmas pudding inglese, dove si sposano con spezie e frutta secca. Nella tradizione mediterranea, poi, gli agrumi non mancano mai: in insalate fresche, guarnizioni per dolci o come base per liquori.
Un tempo, i limoni erano simbolo di ricchezza e prosperità, un dono prezioso durante le feste, soprattutto nei luoghi dove gli agrumi erano rari. Il loro colore dorato e la forma tondeggiante richiamano persino le decorazioni natalizie, trasformandoli in una sorta di “ornamento naturale” che decorava sia le tavole che le case. Insomma, i limoni non sono solo sinonimo d’estate: sono portatori di storie e di gioia anche d’inverno.
Proprio con questa idea nasce il Limoncello Pallini, il liquore creato dai celebri limoni “Costa d’Amalfi IGP”. Con il suo aroma intenso e il gusto avvolgente, è perfetto per brindare durante le feste. E per un tocco originale, Pallini propone un cocktail esclusivo: il Limoncello Spritz.

Un raggio di sole in pieno inverno
Il Limoncello Pallini è realizzato con i pregiati limoni “Costa d’Amalfi IGP”, famosi per la loro buccia spessa, il profumo intenso e la freschezza unica. Questo liquore è frutto di un’antica ricetta tramandata dalla famiglia Pallini: i limoni, raccolti a mano, vengono messi in infusione per preservarne l’essenza, poi miscelati con zucchero, acqua e oli essenziali estratti a freddo. Un tocco di zenzero naturale aggiunge una nota calda e speziata, perfetta anche per i mesi invernali.
Il cocktail delle feste: il Limoncello Spritz di Pallini
Se lo Spritz classico è il re degli aperitivi estivi, la versione di Pallini conquista anche a Natale. Facile da preparare e di grande effetto, è perfetto sia per un brindisi in relax che per le occasioni più festive.

Ingredienti:
- 3 parti di Prosecco
- 2 parti di Limoncello Pallini
- 1 parte di acqua frizzante
- Ghiaccio e una fettina di limone per decorare
Preparazione:
- Riempite un calice da vino con ghiaccio.
- Versate prima il Prosecco, poi il Limoncello Pallini e infine l’acqua frizzante.
- Mescolate delicatamente per amalgamare i sapori senza perdere la leggerezza delle bollicine.
- Decorate con una fettina di limone fresco per un tocco di colore e profumo.
Il risultato? Un cocktail elegante e aromatico, che unisce le bollicine del Prosecco alla dolcezza agrumata del limoncello. Ideale per aprire una cena di Natale o per brindare al nuovo anno.
Al Ceresio 7 di Milano, tra gli indirizzi più esclusivi della città, in un angolo che trasuda raffinatezza ed elegante contemporaneità, lì dove puoi vedere la città svettare, il 26.03 GINARTE, Premium Dry Gin italiano ha presentato la sua nuova bottiglia limited edition, frutto della stretta ed esclusiva collaborazione con l'architetto, designer e art director Piero Lissoni, noto nel panorama mondiale per il suo stile minimalista ed elegante che unisce alla bellezza estetica la funzionalità. Punto di riferimento nell’architettura e nel design contemporaneo.
Avvolti dal glamour si è aperto un viaggio sensoriale unico dove il gusto incontra il design e si fonda per dare vita ad una proposta unica nel suo genere. Ginarte è un Gin Dry molto puro, equilibrato e lineare proprio come i preziosi disegni di Piero Lissoni. Un autentico legame di arti a confronto. Prosegue Francesco Bargellini Senior Marketing Advisor di Ginarte, definendo la collaborazione con Piero Lissoni come l'unico incontro possibile, restituendo alla collaborazione forte identità e specularità.
Presente alla serata anche Piero Lissoni, con la sua immancabile pochette, nel suo stile inconfondibile, parla di geometrie, contenuti, trasparenza, autenticità e semplicità per la sua prima bottiglia, attenzione!, nella mixology.

La nuova limited edition sarà alla Milano Design Week, dal 7 al 16 aprile 2025 dove potrete ammirarla nelle vetrine di Argenteria Dabbene in largo Treves, nel cuore del Brera Design District, con allestimento curato da Lissoni & Partners. Per la degustazione potrete trovarla nei cocktail bar più iconici della città, tra i quali Mio Lab by Park Hyatt Milano, Officina, Bob Isola, Chinese Box e locali come Just Me e Pineta Milano.
Oltre a Milano la vedremo a Parigi e a Barcellona.
Il bartender del bar Rita’s Tiki Room di Milano ha vinto la finale italiana del contest lanciato da House of Angostura®
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