
Aperto a Milano da una coppia di amici, il locale offre una proposta in equilibrio fra passato e futuro
Un incontro tra passato e futuro, tradizione e avanguardia. È il concept dal quale nasce Ultra, frutto di un incontro casuale tra Domenico Carella e Fabrizio Margarita, entrambi con una storia fortemente legata al food e all’hospitality: il primo come chef professionista, bartender e manager, il secondo come fornitore di prodotti caseari prima e successivamente come ristoratore.
Aperto a Milano in via Pier Lombardo, Ultra è il loro punto d’incontro, un’unione di idee e intenti per quello che oggi è solo il primo passo di una lunga avventura. Cocktail e pizza, accompagnati da una piccola cucina, sono i protagonisti assoluti del progetto. I signature drink sono ispirati a elementi principali come fiori, piante, radici, pietre e alghe, affiancati da classici preparati con maestria. La carta si completa con sakè, fermentati e un’ampia scelta di etichette di vini perlopiù naturali, tra cui spiccano anche champagne.

La pizza utilizza un impasto diretto, proposto anche in versione gluten free, con una lunga lievitazione che permette di fondere gusto e digeribilità. Il risultato è di una maggiore croccantezza, senza l’ossessione di cornicioni troppo pronunciati. La lista propone grandi classici rivisitati in chiave contemporanea (come la Capricciosa con pomodoro San Marzano, fiordilatte, carciofi arrosto, prosciutto cotto Capitelli, cardoncelli, terriccio di olive, olio evo e basilico), alternative vegane e signature che partono dal principio di portare sulla pizza ingredienti con la loro cottura ideale, come se si stesse assemblando un piatto (tra cui pecorino, crema di zafferano, ossobuco arrosto, gremolada e caviale).

La filosofia della cucina è quella di abbracciare una proposta italiana contemporanea, oltre a essere a sostegno della pizza. L’offerta si arricchisce dunque con piatti quali mondeghili e frico, montanare crunchy anche in versione vegana (con barbabietola marinata), mozzarella di mandorla ed erbe, focacce con gamberi crudi, foie gras ed erbe o con pastrami, pickles e rafano. La carta dei dessert resta invece sul classico, offrendo tarte tatin alle mele con gelato alla vaniglia e tartufi al forno del Sud in una chiave più leggera.

Tutto ciò si realizza in uno spazio che una volta ospitava una banca, concepito in modo minimalista e dotato di colori sobri, dove il materico è grande protagonista con segni marcati del ferro, del cemento, della pietra e del legno. Come se fosse un vero e proprio palco, il banco ingloba bar e cucina, e attorno a esso si dispongono le varie sedute. Illuminato da luci calde per creare un’atmosfera intima, ogni angolo del locale è quasi completamente a vista, cucina e laboratorio compresi, privo di barriere fisiche e visive. Non è un caso, infatti, se tavoli, banco e pass cucina sono tutti alla stessa altezza: la parola d’ordine è “condivisione”.
Josef Kamelger
Il mix ideato dal barman Danilo De Rinaldis per celebrare il trionfo di Jannik agli Australian Open
La Sinnermania impazza ovunque. Dalle tribune dei campi da tennis, in un tripudio arancione di carote, ai media e alla pubblicità, fino ai Palazzi della politica, la fascinazione per Jannik Sinner si diffonde progressivamente a macchia d’olio. Dopo il trionfo agli Australian Open, il nome del tennista azzurro risuona in ogni angolo del Paese, entusiasmando appassionati e non, animando le discussioni da bar.
Ed è stata proprio di un noto barman, Danilo De Rinaldis, l’idea di celebrare lo storico traguardo di Melbourne con un cocktail dal nome We Are Sinners. Ingrediente principe di questo mix è il Black Sinner, liquore al caffè recentemente creato da un’altra eccellenza italiana, Bruno Vanzan, mixologist e imprenditore, e distribuito sul territorio da Anthology by Mavolo, azienda padovana di spicco specializzata nell’importazione di champagne, spirits e distillati.
Il suo gusto inconfondibile è frutto di una miscela al 100% di caffè arabica mono origine; tra tutti, il pregiatissimo Etiopia Sidamo e il Colombiano superiore. L’accurata selezione dei migliori chicchi, tostati delicatamente e in seguito macinati a mano, garantisce una qualità bilanciata e un’eccellenza uniforme. La ricetta è ovviamente segreta, ma il talento è naturale.
We Are Sinners esalta con intensità e morbidezza il gioco del suo caffè, eccellente da fondo campo e a rete, sorprendente in controtempo proprio come Jannik. Ecco perché pronunciando “We Are Sinners” viene naturale pensare “always winners”.
Per chi volesse stupire gli amici cimentandosi nella preparazione del cocktail, ecco di seguito la ricetta e la guida alla preparazione fornite dal barman De Rinaldis in persona.
- 30 ml di Black Sinner
- 30 ml di London dry gin
- 20 ml di Lime
- 15 ml di Sciroppo di cocco
- 3 pezzi di zenzero fresco
- Top black orange
Inserire nello shaker lime, sciroppo e zenzero, pestare tutto insieme con un pestello. Aggiungere Black Sinner e gin. Shake and double strain nel tumbler alto full of ice. Chiudere il drink con black orange.
Da Emilio il Pasticciere, a Caserta, due pastiere diverse per accontentare conservatori e innovatori
La Pastiera, regina indiscussa della Pasqua campana, è anche la protagonista della Pasqua di Emilio il Pasticciere, realtà dolciaria in quel di Casal di Principe (Caserta).
Nicola Goglia, maestro Apei nonché responsabile dell’area Ricerca e sviluppo della pasticceria fondata da papà Emilio, rispolvera il classico dolce in due versioni differenti. Alla Pastiera tradizionale, classico guscio di frolla ripieno di crema di grano, ricotta e canditi all’aroma di fiori di zagara, accompagna una Pastiera moderna, ovvero una torta composta da frolla alle mandorle, crema all’arancia, pandispagna bagnato con rum all’arancia, mousse di pastiera e glassa al cioccolato bianco. Goglia ne spiega così la genesi: «È un dolce nato per avvicinare alla Pastiera le giovani generazioni e tutti quelli che, come spesso capita tra i ragazzi, non sono amanti dei canditi».

Altro prodotto tipico dell’Agro aversano presente nella gamma festiva di Emilio il Pasticciere è la Pizza di crema. Nonostante il nome potrebbe trarre in inganno, non si tratta di una pizza comunemente intesa, bensì di una torta che racchiude nella frolla una crema profumata. Sono tre le versioni proposte: crema di limoni locali, crema e amarene, crema e pezzetti di cioccolato.

All’appello pasquale non possono mancare, ovviamente, colombe e uova di cioccolato. Il tradizionale dolce della pace viene presentato da Nicola Goglia in quattro gusti. Colomba classica, con canditi di arancia e glassa mandorlata; Colomba alla nocciola, coperta da uno strato di cremino al gianduia; Colomba al pistacchio, con copertura di cremino al pistacchio; e Colomba al cioccolato, il cui impasto viene impreziosito da una ganache al cioccolato Guanaja 70% Valrhona, oltre alla copertura di cremino al fondente.

Anche le uova, tripudio di golosità e stupore per grandi e piccini, sono realizzate con cioccolato pregiato Valrhona nelle seguenti declinazioni: Dulcey 35% per l’uovo al latte, Opalys 33% per quello bianco ed Equatoriale noir 55% per il fondente.
Il Master Distiller Enrico Chioccioli Altadonna svela finalmente il grande progetto che per anni è stato gelosamente custodito all’interno delle mura della distilleria tra le colline della Toscana. Il loro primo Whisky, che a breve arriva a Firenze insieme alla nuova distilleria urbana
Il fenomeno delle distillerie urbane ha preso piede negli ultimi come risposta alla crescente popolarità del settore delle bevande artigianali e della produzione locale. Questi fattori, insieme ad altri, hanno contribuito all'emergere di distillerie e cantine urbane. Veri e propri hub culturali che favoriscono la vicinanza ai consumatori, enfatizzando la trasparenza del processo produttivo e permettendo spesso ai visitatori di seguire ogni fase, dalla selezione degli ingredienti alla distillazione e all'invecchiamento.
Ed è proprio in città che Winestillery, prima ed unica distilleria artigianale del Chianti Classico, ha deciso di aprire la nuova distilleria di Whisky. La prima di Firenze, a pochi minuti a piedi dal centro storico.

Il primo whisky di Firenze, invecchiato in barriques e caratelli
Enrico Chioccioli Altadonna, Master Distiller di Winestillery, definisce il suo whisky una ode alla città di Firenze. “Nel 2014 ero a Brooklyn tra gli alambicchi di King’s County Distillery a distillare Bourbon. Il Whisky è stato il prodotto che mi ha fatto innamorare della distillazione e decidere di cambiare la mia vita. A distanza di 10 anni esatti da quell’esperienza straordinaria siamo finalmente pronti a portare nel cuore della nostra città natale la prima distilleria di Whisky di Firenze”.
Come per tutti i progetti della distilleria di Gaiole non si tratta solo di un prodotto, bensì di una filosofia di lavoro che vuole gettare le basi per il futuro del whisky toscano. La connessione con il territorio ed il mondo del vino (heritage familiare per i Chioccioli Altadonna) resta molto forte: il loro Whisky infatti utilizza per l’elevazione, l’invecchiamento o il finishing, esclusivamente casks che abbiano contenuto precedentemente vino e che siano legati in modo indissolubile. alla tradizione viticola della Toscana.

“Questo è per noi un passaggio fondamentale” racconta Enrico Chioccioli Altadonna “perché ci permette di creare dei prodotti che non siano la semplice declinazione italiana del nobile Spirito, bensì di conferirgli delle caratteristiche uniche e irripetibili, portando anche avanti il nostro lavoro di sperimentazione nel mondo della distillazione”.
Il richiamo alla sperimentazione si ritrova anche nella scelta dei legni per il loro whisky classic range, prodotto continuativo dell’azienda che eleva in barriques di vino Super Tuscan, e che si rifà all’animo più audace e sperimentale dei produttori del fu Granducato, che nella seconda metà del ‘900 ha permesso di rompere le regole e le convenzioni e creare una nuova categoria di vini, oggi tra i più apprezzati al mondo.
Il lancio dei primi tre Whisky è previsto per l’inizio dell’anno nuovo “Sarà l’occasione per presentare l’anima del nuovo progetto: oltre al nostro classic range, sveleremo un’edizione limitata celebrativa del nostro primo Whisky e un Ex-Vinsanto cask, il primo in Italia che saremo sicuri stupirà per l’unicità delle sue caratteristiche”.
È aperto al pubblico e dopo il grande evento inaugurale del 29 febbraio: l’AranGino è il nuovo laboratorio di arancini ‘spakkiusi’ di via Caminadella 18 a Milano, nel cuore di Sant’Ambrogio. Una piccola boutique con arancin* espresso, ovvero fritti al momento e modellati in diverse forme a seconda degli ingredienti. L’ideatore del laboratorio, Gino lo spakkiuso, ovvero spaccone e gradasso, ha progettato quattro forme differenti per rendere perfetta la cottura di ogni variante di arancin*, che non saranno mai esposti al pubblico proprio perché preparati su richiesta.

Piramide, prisma, ellisse e sfera, sono le quattro forme create da Gino per bilanciare nella cottura gli ingredienti avvolti nella calda coperta di riso allo zafferano e la panatura croccante e dorata e soprattutto per privilegiare una selezione di prodotti sempre di alta qualità. Se la punta alta della piramide custodisce un cuore di ragù, piselli e mozzarella filante, il prisma nasconde al suo interno prelibatezze rigorosamente vegetariane, mentre l’ovale avvolge in un caldo abbracciomortadella, stracciatella e pistacchio e ultima, ma non meno importante, la sfera con scamorza filante e prosciutto cotto.
Un prodotto artigianale in un locale unico e molto particolare: da 'o mi* bell* arancin*' a l'AranGino d'oro (sulla falsa riga dell'ambrogino) sono tanti i claim e le illustrazioni che tappezzano le pareti arancioni dell’AranGino. La simpatica mascotte, ideata sulle fattezze del creatore, campeggia in tutti gli angoli del laboratorio di arancin* espressi, soluzione linguistica che non risolve la diatriba tra maschile e femminile (o forse sì) ma che di certo mette d’accordo sulla bontà di un prodotto made in Sicily che sbarca in una veste innovativa a Milano.

Per restare in terra siciliana, inoltre, il menù dell’AranGino prevede birra Messina cristalli di sale e i cannoli di Bottoni, piccola realtà artigianale con produzione limitata, che saranno farciti al momento e impreziositi a scelta con granella di pistacchio, arancia candita o gocce di cioccolato.
Gino arriva dunque a Milano con i suoi arancini spakkiusi e invita tutti nel suo laboratorio di via Caminadella 18.
Il maestro lievitista pistoiese Manuel Maiorano lancia il panettone salato con la Cinta Senese Dop di Savigni. Nella ricetta studiata dal titolare de “La Fenice Pizzeria Contemporanea” anche il pecorino di grotta, crumble di olive taggiasche e pepe di Sichuan
Prendere il lievitato natalizio per eccellenza, il panettone, e trasformarlo in qualcosa di differente, in grado di celebrare due eccellenze gastronomiche toscane come la Cinta Senese e il pecorino di grotta, in maniera del tutto fuori dagli schemi. E' con questo spirito che in vista delle festività di fine anno il maestro lievitista Manuel Maiorano – titolare de “La Fenice Pizzeria Contemporanea” a Pistoia – ha realizzato un inedito panettone salato, dall'impasto classico (bilanciando al milligrammo sale e zucchero), in cui però i tradizionali canditi e l'uvetta vengono sostituiti dalla Cinta Senese Dop della macelleria Savigni di Pavana (Pistoia) e dal formaggio pecorino di grotta. A completare la ricetta, un crumble di olive taggiasche, grani di pepe di Sichuan ed olio Evo biologico, cultivar Moraiolo.

Così Manuel Maiorano – milanese di nascita, quindi con il panettone nel DNA - racconta la sua versione salata, che richiede due giorni di preparazione: “A giocare un ruolo fondamentale è la Cinta Senese Dop della rinomata macelleria Savigni perché in cottura, contrariamente a molte altre, rimane morbida ed umida conferendo più sapore al panettone e simulando allo stesso tempo la consistenza del candito. E' da oltre un anno che provo e riprovo la ricetta: quest’anno, finalmente, il mio panettone è pronto per essere servito”.

Dopo un'anteprima speciale nel corso dell'evento esclusivo “I panettoni... degli altri” (lunedì 27 novembre al Grand Hotel Sina Villa Medici Firenze) dedicato ai lievitati d'autore, il panettone griffato da Manuel Maiorano verrà proposto al tavolo della sua pizzeria ed anche in una simpatica ed elegante confezione regalo, in vendita a 25 euro (750 grammi).
Nel corso degli anni i consumatori sono diventati più consapevoli e informati, durante il processo di acquisto. Non si lasciano conquistare solo dal packaging più accattivante o dallo slogan più seducente, ma vogliono informarsi e sapere più dettagli possibili del prodotto.
La maggiore consapevolezza dell’impatto che certi prodotti hanno sul proprio corpo e sull’ambiente li ha poi resi anche più critici, facendo spostare le preferenze verso gli articoli naturali ed ecosostenibili. Questa tendenza emerge con maggiore visibilità soprattutto nel campo della cosmetica, quando in ballo c’è la ricerca di prodotti di bellezza da impiegare su pelle e capelli, i tessuti più esposti dell’organismo.
Col tempo si è fatta strada una nuova concezione di cosmesi, focalizzata sulla naturalità dei prodotti, delle materie prime impiegate e la trasparenza dei processi.
Prodotti naturali: un successo inarrestabile
I cosmetici naturali si sono affermati tra i preferiti da parte nei consumatori, negli ultimi anni, per tutte le caratteristiche che possiedono. Le aziende, infatti, per star dietro alle nuove richieste del mercato, hanno adeguato alcune preesistenti linee di prodotti e create di nuove, più consone a queste nuove esigenze di consumo. Sono nate nuove aziende, shop online, punti vendita focalizzati sulla produzione di cosmetici naturali, dalle creme ai sieri, dagli oli essenziali fino alle acque distillate.
Sono tante le occasioni per acquistare prodotti naturali di qualità, oggi. Si possono consultare e scegliere cosmetici da cataloghi ben assortiti, di brand storici e noti o più recenti e di nicchia, come quelli presenti su Aroma Zone, ad esempio, fortemente orientata all’impiego degli oli essenziali.

Tanta scelta, però, può anche disorientare il consumatore, che, in un mercato così ampio e variegato, può incontrare difficoltà a individuare prodotti che siano adatti alle sue esigenze di qualità.
Come riconoscere un cosmetico naturale
Il concetto di cosmetici naturale è molto ampio e l’immaginario comune lo associa a tutti quei prodotti privi di agenti chimici o ricreati in laboratorio. Questa idea però non è sufficiente a catalogare un prodotto come naturale. Perché lo sia, infatti, è necessario che rispetti determinate caratteristiche, che spaziano dalle materie prime impiegate ai processi di lavorazione, dai materiali delle confezioni fino al loro smaltimento.
A regolamentare meglio l’accezione di “naturale”, poi, ci ha pensato anche la classificazione ISO, che per sua definizione corrisponde all’International Organization for Standardization, per la definizione degli standard di qualità dei prodotti.

Secondo le linee guida ISO 16128 del 2015, un cosmetico si definisce naturale, non solo per le materie impiegate, ma anche per i procedimenti seguiti. È dunque obbligatorio renderli trasparenti, da parte delle aziende, e i consumatori sono tenuti a leggerli su siti dedicati, ma anche materiale informativo cartaceo, per tastare fino in fondo la naturalità del prodotto. In linea di massima, se è certificato con questo specifico codice ISO, allora può essere definito naturale.
Per selezionare attentamente un prodotto pienamente naturale è poi essenziale guardare alla percentuale di materie prime contenute. Di qui si può capire se il prodotto è naturale e in che percentuale. Il limite minimo di ingredienti di origine naturale è fissato al 95%, anche se alcuni arrivano anche al 100%, se si tratta di estratti puri. Infine, i prodotti naturali, in linea di massima, non dovrebbero contenere alcuni componenti come parabeni, siliconi o petrolati.
Leggere le etichette di ogni singolo prodotto, raccogliere informazioni dai siti aziendali e parlare con esperti e rivenditori di fiducia, senza dubbio, consente di orientarsi meglio nella scelta di prodotti che siano davvero naturali.
Una nuova eccellenza firmata Maison Ferrand approda in Italia, portando con sé i profumi della tradizione e la maestria artigianale
Il mondo del gin artigianale si arricchisce di un nuovo gioiello con l'arrivo in Italia di Citadelle Rouge, l'ultima creazione del brand pionieristico Citadelle Gin. Citadelle Rouge, importato e distribuito in esclusiva in Italia dalla Compagnia dei Caraibi, è il frutto della visione e della maestria di Alexandre Gabriel, CEO e Master Distiller di Maison Ferrand.
Citadelle Rouge nasce da un ricordo sensoriale che risale all'infanzia di Gabriel, un omaggio all'antica tradizione francese di macerare e distillare la frutta di stagione. Ispirato dalle marmellate preparate durante le calde estati trascorse con la nonna, il nuovo gin offre un'esperienza olfattiva e gustativa unica, avvolta dalla nostalgia di tempi passati.

Fedele alla filosofia del brand, Citadelle Rouge è un gin 100% artigianale e naturale. La sua unicità risiede nella lavorazione delle botaniche, che vengono infuse una alla volta per catturare al meglio la loro essenza aromatica. Senza l'aggiunta di aromi, zuccheri, coloranti o additivi, Citadelle Rouge si distingue per i profumi avvolgenti di frutti rossi e pasticceria.
L'armonia di mirtillo rosso, lampone, mora, ribes nero e rabarbaro si unisce alle 19 botaniche originali utilizzate nella produzione di Citadelle Original. Il risultato è un profilo aromatico perfettamente equilibrato tra dolcezza e acidità, con un finale lungo e leggermente piccante. Citadelle Rouge si rivela ideale per essere gustato liscio, ma si presta anche perfettamente a essere miscelato, offrendo infinite possibilità di creazione di cocktail raffinati e originali.
La presentazione di Citadelle Rouge rappresenta un ulteriore passo avanti nella missione di Citadelle Gin di esplorare e reinterpretare le tradizioni, portando sul mercato prodotti innovativi e dal carattere unico. La sua introduzione sul mercato italiano è accolta con grande entusiasmo dagli amanti del gin, pronti a scoprire e apprezzare la perfezione artigianale e l'anima aromatica di questo nuovo distillato.
Torna nei weekend dal 2 al 30 marzo l’evento sulla neve organizzato dal comprensorio sciistico Area Vacanze Sci & Malghe Rio Pusteria
Neve, sole, cielo blu, aria frizzante e temperature miti. È impossibile, o quasi, immaginare una giornata ad alta quota trascorsa a sciare sulle montagne senza pensare a una parentesi gastronomica per rifocillarsi e vivere attimi conviviali tra amici e affetti.
Un pensiero condiviso anche da Area Vacanze Sci & Malghe Rio Pusteria, comprensorio sciistico adatto a famiglie, principianti, assi dello slalom e appassionati dello snowboard, che quest’anno ripropone, dal 2 al 30 marzo, l’appuntamento SpeckAperitivo. Un evento che vuole offrire un’esperienza unica, nella pausa dei fine settimana, celebrando i sapori tipici dell’Alto Adige con un aperitivo originale e gustoso; quando le giornate cominciano ad allungarsi in previsione della primavera e la bellezza del territorio altoatesino si rivela in tutto il suo splendore.
L’iniziativa si fonda su una storia dalle radici profonde, nata come semplice spuntino contadino gustato a tavola dopo una lunga giornata nei campi. Col passare degli anni, lo Speck Alto Adige IGP ha ricoperto un ruolo sempre più importante nella cucina tipica locale, consacrando la sua presenza, declinata in svariati modi, nella maggior parte dei piatti della regione grazie al suo sapore inconfondibile.
Insieme al Consorzio Speck Alto Adige IGP, già partner nella passata stagione, quest’anno si aggiunge la collaborazione di Schüttelbrot Alto Adige IGP, ulteriore eccellenza pronta a deliziare le soste a bordo pista proponendo un particolare pane secco ottenuto da un impasto cotto al forno a base di farine di segale e frumento di grano tenero o di farro, sale, malto di frumento o orzo, lievito e pasta madre, semi di finocchio e altre spezie. Un prodotto che andrà ad accompagnare, assieme a vini di qualità, la selezione di aperitivi del sabato e della domenica a base di Speck.
Gitschütte, Nesselhütte, Ochsenalm, Nockalm, Bacherhütte e Großerhütte sono i rifugi protagonisti dell’appuntamento, facilmente raggiungibili con gli sci o con le ciaspole. Inoltre, il sabato, anche un semplice viaggio in cabinovia potrà trasformarsi in un’esperienza gastronomica: la Cavaliera Valeria Dallapè è pronta ad accogliere i più fortunati con un simpatico aperitivo in compagnia a base di Speck, Schüttelbrot e bollicine in una cabina appositamente allestita per l’occasione. Una speciale pausa scenografica, sospesa in alta quota con una vista panoramica mozzafiato sulle montagne dell’incantevole Area Vacanze Sci & Malghe di Rio Pusteria.
Panettoni, pandoro e un esclusivo calendario dell’avvento: la gamma natale 2023 di Iginio Massari Alta Pasticceria
Il Natale 2023 di Iginio Massari Alta Pasticceria è già un successo. La gamma di prodotti pensati per le festività di fine anno fa registrare un boom di richieste per la creazione più celebre dell’Alta Pasticceria firmata Massari: il Panettone, vero Re dei lievitati caratterizzato da una complessa lavorazione che prevede quattro lievitazioni a tempo e temperatura controllati, che ne accrescono notevolmente la morbidezza, e due impasti, per un totale di 62 ore. All’interno, l’alveolatura racchiude preziosi cubetti di arancia candita calabrese e uvetta “Sei Corone”, che accompagnano e arricchiscono i sentori aromatici del burro e della vaniglia. La glassa è realizzata con mandorle e resa ancora più golosa da un tocco di cacao, ricoprendo la sommità e intrappolando mandorle grezze e granella di zucchero.

Le novità del Natale 2023 di Iginio Massari
Quest’anno, tra le novità, c’è il Panettone senza canditi, sapientemente riequilibrato con fave di tonka, più vaniglia, più miele e senza uvetta e le mandorle. Quindi l’innovativo Panettone senza lattosio, frutto di un lungo e complesso percorso di ricerca e studio della famiglia Massari per ottenere la sofficità e il gusto della versione classica. Torna in edizione limitata il Panettone 50esimo Anniversario, ideato per rendere omaggio a mezzo secolo di ricerca e innovazione del Maestro Massari: l’impasto tradizionale del Maestro è qui arricchito da note di caramello e impreziosito da pepite di cioccolato al caramello e cubetti di mandarino candito. E ancora: il Panettone Cacao e Cioccolato, con una ricetta rivisitata senza canditi, esaltando ancora di più il goloso impasto al cacao, arricchito con panna, miele d’acacia e gocce di cioccolato fondente e al latte. Torna anche per le festività di quest’anno il Panettone al pistacchio, col quale il Maestro Iginio, Debora e Nicola Massari hanno reso omaggio alla Sicilia con un ricco impasto al pistacchio, cubetti di arancia candita e gustosi cremini al pistacchio, il tutto ricoperto da una glassa al pistacchio e cioccolato bianco con granella di zucchero e pistacchi in sommità. Immancabile anche la preziosa “Edizione speciale limitata” del Panettone, proposta in un’esclusiva confezione da collezione in latta con le creme spalmabili al pistacchio e alla nocciola: nella confezione è presente anche uno spalmino personalizzato con la firma del Maestro.

Ad arricchire ulteriormente l’offerta c’è un altro grande classico del Maestro Massari: il Pandoro tradizionale, semplice e puro nei suoi ingredienti, frutto di una sapiente e laboriosa preparazione in grado di schiudere tutto il prezioso aroma della vaniglia. Il tocco finale è dato da un velo di zucchero impalpabile, cosparso come neve sulla superficie.
Non è Natale senza il Calendario dell'Avvento, presentato in edizione limitata in una nuovissima versione: gli iconici prodotti artigianali del Maestro Massari sveleranno coccole per ventiquattro giorni fino ad una sorpresa racchiusa nella casella del 25 dicembre. Si tratta di un regalo unico ed esclusivo per scandire con dolcezza i giorni dell’attesa verso il Natale tra praline, cremini, gelatine, biscotti e marron glacés.

Element Ba si unisce, con un nuovo drink, ai festeggiamenti di sabato 24 febbraio per celebrare la fine del Capodanno cinese
La Notte delle lanterne è la festa che chiude il ciclo del Capodanno cinese. Chiamata anche “piccolo Capodanno”, è la chiusura di una celebrazione durante la quale le strade della Cina e di Taiwan si colorano di lanterne rosse cui, spesso, è appeso un enigma che le persone possono provare a risolvere; secondo la tradizione, se si trova la parola celata dall’enigma, si ottiene un regalo.
Col desiderio di unirsi ai festeggiamenti, Element Ba ha pensato a un cocktail ispirato all’occasione per celebrare questa notte di luci e colori che avrà luogo sabato 24 febbraio. Si chiama Lantern Night il drink ideato dal barmanager Massi Yu. La ricetta è un mix di grappa cinese, vodka, triple sec, zucchero, limone fresco, sesame tangyuan.
Element Ba è un nuovo cocktail bar aperto nel cuore del quartiere Isola, a Milano, dalla coppia di imprenditori formata da Ashley Wu e dal marito Lorenzo Hu. Un tempio d’Oriente per gli amanti dell’aperitivo, dove la tradizione gastronomica cinese si sposa con la modernità milanese. Caratterizzato da un design sofisticato, il locale è immerso in un’atmosfera vivace ed elegante, ideale per incontri di lavoro o tra amici, ma anche per romantiche serate di coppia.
Il bar propone cocktail delicati, costruiti attorno a ingredienti tipici come il sakè o i lychees, da accompagnare ai sapori della cultura culinaria cinese. Dai classici reinventati alle creazioni originali, il menù è stato pensato attentamente per ogni palato senza mai perdere di vista il giusto equilibrio tra i sapori orientali e i gusti decisi che vanno dai tradizionali liquori alle grappe cinesi e soju. In aggiunta, per non scontentare nessuno, una vasta scelta di vini, birre artigianali e bevande analcoliche.
La cucina di Element Ba presenta, invece, una carta che è un vero e proprio inno alla gastronomia orientale, in particolare cinese. Il menù è una selezione esclusiva di dim sum preparati con maestria nel laboratorio del ristorante Mu Dim Sum, tempio indiscusso della cucina cinese a Milano. La proposta è variegata e comprende le seguenti farciture: totano al nero di seppia, gamberi e spinaci, pollo, verdure, manzo, charsiu (coppa di maiale caramellato) e mezzaluna nel bosco. Tra i cibi disponibili, anche involtini primavera, edamame e würstel taiwanese di maiale.
Nonostante la giovane età, i fondatori Ashley Wu e Lorenzo Hu dimostrano di avere le idee molto chiare riguardo al concept del locale: «Vogliamo offrire ai nostri clienti un luogo in cui sperimentare la bellezza dei sapori di casa nostra in un contesto accogliente. Siamo fiduciosi che Element Ba diventerà una tappa imperdibile per gli amanti dei cocktail e della buona cucina orientale a Milano».
Tiziana La Torre
L'evento "Pisa da Bere” ha visto la brillante squadra di Jeffer Cocktails & Friends dare vita a una drink list sorprendente e creativa, in collaborazione con Martini e con… i friends
L'atmosfera vibrante e coinvolgente dietro il bancone del bar ha svelato un'energia contagiosa durante la serata del 4 ottobre presso il locale Jeffer Cocktails & Friends, in occasione dell'evento itinerante "Pisa da Bere", dedicato all'arte della miscelazione di alta qualità nella città toscana della Torre Pendente.
In collaborazione con Martini, i ragazzi del Jeffer Cocktails & Friends hanno ospitato una selezionata cerchia di giornalisti esperti, amici e clienti, coinvolgendoli in un'esperienza coinvolgente e stimolante: creare twist unici e originali sui classici Negroni, Daiquiri, Americano, Hugo, Piña Colada e Moscow Mule.

Sul tavolo tantissimi ingredienti come cordiali home made, distillati, toniche, frutta fresca e succhi. L’unica regola del gioco? Utilizzare Martini Riserva Speciale Rubino, Martini Riserva Speciale Ambrato, Martini Bitter Riserva Speciale o St Germain.
Con la guida attenta dei barman di Jeffer Cocktails & Friends, gli shaker si sono mossi con agilità in un'atmosfera vivace e dinamica, dando vita a una serie di cocktail unici e distintivi, ciascuno con il proprio nome e carattere.

È nata così una drink list fuori dall'ordinario, che è stata presentata con successo durante la serata. Il bancone del bar ha assunto una nuova dimensione e l'atmosfera dinamica e coinvolgente ha creato un'energia contagiosa, tessendo un legame speciale tra il team di Jeffer, gli ospiti e i prodotti distintivi di Martini. Con ogni sorso, si poteva percepire l'entusiasmo che solo una collaborazione creativa ben riuscita può generare.

Jeffer Cocktails & Friends si è trasformato così in un laboratorio vivace di nuove idee e innovazioni, grazie anche alla versatilità dei prodotti Martini, che hanno aggiunto un tocco distintivo ad ogni creazione confermando il loro ruolo di partner indispensabile per ogni appassionato di mixology e amante del buon bere.
Il nuovo cocktail bar di Milano dall'animo cinese, nel cuore del quartiere Isola, propone un cocktail creato ad hoc dal Bar Manager Massi Yu in occasione della Festa delle Lanterne, che chiude il Capodanno Cinese
Marconi 44 è il nuovo arrivato in casa Poli: un Gin artigianale frutto della maestria centenaria di Poli Distillerie, in cui il ginepro incontra una pregiata selezione di agrumi italiani
Tra le Top 100 eccellenze di Forbes spicca 52 Mule Road, il gin artigianale veneto che celebra le Prealpi vicentine attraverso botaniche locali e un legame storico con la Strada delle 52 gallerie
A Valdagno, nel cuore delle Prealpi vicentine, due anni fa ha preso vita un progetto ambizioso, nato grazie alla determinazione di una giovane coppia desiderosa di far brillare il proprio territorio attraverso un prodotto unico e di alta qualità. E così è nato 52 Mule Road, un gin artigianale che ha recentemente conquistato un prestigioso riconoscimento dalla rinomata rivista Forbes, entrando a far parte delle Top 100 Eccellenze italiane nella sezione Drinks.

Il legame profondo con il territorio delle Prealpi vicentine è evidente fin dal nome stesso del gin, che omaggia la storica Strada delle 52 gallerie, una mulattiera costruita dagli alpini durante la Prima Guerra Mondiale. Ma non è solo un omaggio simbolico; 52 Mule Road si distingue anche per l'uso di botaniche locali, in particolare il Tanaceto Partenio, conosciuto localmente come "maresina", un'erba madre utilizzata nella tradizione culinaria dell'alto vicentino. La maresina ha un fiore simile alla camomilla e un aroma forte, penetrante e caratteristico, a cui spesso sono legati i ricordi d’infanzia della gente di questi luoghi. Oltre ad assenzio, genziana e maresina, le altre botaniche che vanno a completare il fresco bouquet di questo gin sono ginepro, coriandolo, salvia, angelica, limone e rosmarino. Questa fusione tra storia, territorio e botaniche autoctone dona al gin un carattere unico e una forte identità territoriale.

Il creatore di 52 Mule Road, Mauro Feltrin, ha espresso la sua gratitudine per il prestigioso riconoscimento, sottolineando l'impegno costante nel creare un prodotto autentico e di alta qualità. Tuttavia, il successo di 52 Mule Road va oltre il semplice ambito delle bevande. È un veicolo per promuovere la cultura e le tradizioni locali anche al di fuori dei confini regionali, portando il fascino delle Prealpi vicentine in ogni bicchiere di 52&Tonic o Moscow52Mule servito in Italia e nel mondo.
Mauro Feltrin ha condiviso la visione di utilizzare progetti come 52 Mule Road per stimolare lo sviluppo turistico della regione, evidenziando le collaborazioni con le attività locali che utilizzano i loro prodotti non solo nei cocktail, ma anche in cucina, gelateria e pasticceria. La sinergia tra aziende locali e 52 Mule Road non solo crea un'esperienza culinaria unica, ma contribuisce anche a promuovere l'identità e la diversità del territorio.
Con un occhio al futuro, si lascia intravedere il lancio imminente di un secondo prodotto durante la prossima Festa della Maresina, mantenendo viva l'attesa e la curiosità dei suoi sostenitori.
Da oltre 70 anni Palzola è il riferimento italiano tra i produttori del formaggio erborinato, tutelato dalla Denominazione di Origine Protetta, frutto di un lavoro sartoriale che unisce antichi segreti caseari e tecniche moderne
Il distillato di malto torna protagonista con il Whisky Festival, un weekend di degustazioni, conferenze, corsi di avvicinamento e incontri con i produttori
Dopo il grande successo del 2023, torna il Roma Whisky Festival, l’evento aperto al pubblico e dedicato al variegato mondo del whisky, ai suoi amanti, ai produttori, agli importatori, ai distributori e ai bartenders che si è svolgerà sabato 24 e domenica 25 febbraio nell’ormai consueta cornice del Salone delle Fontane
Anche per questa edizione, sono previsti stand e spazi espositori delle più importanti aziende del settore, come Glenmorangie, Akashi, Shinobu, Glenturret, Ardberg e tante altre.
Un intero weekend dedicato al “re” dei distillati, che Andrea Fofi, fondatore ed organizzatore della manifestazione, ha voluto arricchire con numerose novità, tra le quali spicca una nuova Area Vintage, dedicata agli imbottigliamenti d’epoca. Nata dalla collaborazione con Oro Whisky Bar, è uno spazio pensato per chi già conosce l’anima di questo magnifico distillato e vuole scoprirne edizioni rare e particolari: tra le tante, annoveriamo un Port Ellen del 1979, Macallan X-ray range, Bowmore 27yo del 1989, Clynelish 24yo del 1990, Fettercairn 18yo del 1997.
Le masterclasse gli highlights
Tra gli appuntamenti previsti nella giornata del 24, spicca “Alla scoperta delle distillerie Benriach e Glenglassaugh”, che vedrà Claudio Riva (presidente Whisky Club Italia) alle prese con i segreti e le curiosità di queste due distillerie leggendarie del mondo Highland e Speyside. Sempre per il 24, Marco Fedele, brand ambassador Bruichladdich, sarà il relatore di “Bruichladdich, un viaggio alla scoperta dell’isola di Islay”: un’occasione per apprendere le peculiarità dei diversi imbottigliamenti di Bruichladdich, uno degli Islay più iconici sul mercato.

Tra gli appuntamenti di domenica 25 febbraio, segnaliamo “ORO Collection, un’occasione unica in 4 decenni”, tenuta da Fabio Ermoli (creatore del progetto Lost Dram Selection), dove scopriremo quattro imbottigliamenti vintage di whisky, divisi in quattro decenni, per scoprire peculiarità e caratteristiche distintive di ogni epoca.
A completare l’ampio spazio dedicato agli addetti al settore, il festival è aperto a tutti gli appassionati del distillato per eccellenza, come confermato dal patron Andrea Fofi: “Negli ultimi anni il mercato del whisky, storicamente rivolto alla stretta cerchia dei grandi appassionati, si è aperto ad un maggiore numero di consumatori: un prodotto che è oggi apprezzato da entrambi i sessi e da tutte le fasce di età”.
Ne è la dimostrazione una lezione appositamente dedicata ai neofiti, ai quali è dedicato il mini-corso di avvicinamento l’”ABC del whisky”.
Non poteva poi mancare al Roma Whisky Festival 2024 il premio “Whisky & Lode”, che eleggerà i migliori whisky del salone valutati, come di consueto, da una giuria di esperti secondo la regola del blind tasting, in quattro diverse categorie:Best Scotch Whisky, Best Cask Strength, Best World Whisky e Best American Whiskey.
La manifestazione aprirà le porte sabato 24 febbraio dalle ore 14.00 alle 21.00 e proseguirà nella giornata del 25 febbraio con gli stessi orari. I biglietti sono disponibili online attraverso il sito ufficiale https://romawhiskyfestival.it/
Gin Milano nasce dalla voglia di due giovani imprenditori di realizzare un vero London Dry Gin che celebri l’eleganza e la bellezza, prendendo ispirazione dalla capitale della moda. Lo si nota già dalla bottiglia. l gin premium è contenuto in un packaging di grande impatto ideato da Sapiens Design Studio. La silhouette, slanciata e distintiva, si ispira alla figura di un manichino e indossa, come un capo d’alta moda, un’etichetta in tessuto filato.

Come in un profumo
Ciò che colpisce di Gin Milano è la particolare eleganza espressa sia al naso che al palato, conferita da una selezione di botaniche capaci di suscitare diverse emozioni ben distinte tra loro, come in un profumo. Il distillato è realizzato in collaborazione con Eugin Distilleria Indipendente con distillazione in caldaia e corrente di vapore, in alambicco discontinuo a bagnomaria Műller, senza aggiunta di additivi.

Ma il progetto è anche etico. La coltivazione delle botaniche è a sostegno di progetti di inclusione sociale grazie al coinvolgimento nella produzione di due Cooperative, Koala e Valdibella.

Best Italian Gin
Gin Milano è ancora una novità assoluta nel mondo dei gin premium ma si è già aggiudicato il primo posto lo scorso settembre ai Gin Awards 2023 nella categoria “Best Italian Gin”. A decretarlo vincitore è stata una giuria internazionale composta da 50 esperti tra professionisti del settore beverage come bartender, sommelier, produttori, degustatori e giornalisti altamente qualificati. La degustazione, andata in scena durante theGINday, l'evento più amato d’Italia dedicato al mondo del Gin (ideato e organizzato da Luca Pirola), è stata eseguita con il metodo "blind test". Gli assaggi di vari gin italiani ed esteri alla cieca sono serviti a decretare i vincitori tra quattro categorie: Best Italian Gin, Best International Gin, Best Idea/Concept (dedicata al servizio del gin) e Best Packaging.

“È per noi una grande soddisfazione ricevere questo riconoscimento dopo pochi mesi dalla prima produzione di Gin Milano” afferma Ruggero Del Zotti, co-creator di Gin Milano. “Un lavoro di squadra intenso per oltre due anni in cui non abbiamo mai perso di vista l'obiettivo di voler esprimere eleganza, bellezza, identità e inclusività. Una grande materia prima, la ricetta creata con un approccio da sommellerie, vetro tailor made e un'etichetta completamente di tessuto filato”.

Mauro Suman, miglior Bartender d'Italia, ha creato il "Ballor Negroni", una nuova versione del Negroni, l'iconico cocktail italiano immancabile per l'aperitivo, a base di liquori Ballor della storica famiglia Bonollo
L'azienda bolognese diventa il nuovo distributore italiano dei prodotti Ôdevie: l'ingresso del distillato d'Oltralpe è frutto dell'acquisizione da parte del gruppo LMB
Nuovo ingresso nella galassia di Mixer srl: l'azienda bolognese diventa il nuovo distributore Italiano dei prodotti Ôdevie fra i quali il super premium artigianale francese Generous Gin e i rum della selezione Island Signature, a loro volta frutto dell’acquisizione da parte del gruppo d'Oltralpe La Martiniquaise Bardinet della società Ôdevie Creative Spirits.
Già distribuito in Italia da diversi anni, Generous è un gin francese super premium che viene prodotto nella regione del Cognac, ed è noto per il suo processo di distillazione sofisticato senza pari: finezza, equilibrio ed eleganza sono le sue caratteristiche distintive. In particolare, si tratta di un gin artigianale di finissima fattura artigianale dove ogni ingrediente, ogni singola botanica è accuratamente selezionata per ottenere un'estrema morbidezza con gusti floreali e delicati. Neanche la bottiglia è estranea all'immagine haute couture che Generous Gin impone: il suo design unico è ispirato a una tradizionale bottiglia di erborista ed è riconoscibile a prima vista con i suoi fori e foglie su uno sfondo bianco opalino.
Con quest'ultima acquisizione si allarga l’offerta di Mixer nel comparto, in continua crescita, dei gin super premium: un carnet che già comprende Gunpowder Irish Gin, Porter’s e Taurus. Ricordiamo che oltre ai gin, il portfolio di Mixer comprende alcuni fra i brand più importanti al mondo, di proprietà del gruppo LMB, come il whisky Cutty Sark, i liquori di Marie Brizard e molti altri.

About La Martiniquaise-Bardinet
La Martiniquaise-Bardinet è uno dei principali attori nel mercato globale Wine & Spirits e fra le prime 10 aziende di spirits al mondo (fonte IMPACT). Questo gruppo francese indipendente e a conduzione familiare fondato nel 1934 impiega 3.400 persone e ha un fatturato di 1,4 miliardi di euro.
Con sede a Parigi, il gruppo opera in oltre 150 Paesi con 50 siti di produzione e possiede la sua rete di vendita in 11 paesi. Il pieno controllo del processo di produzione e un forte impegno per la promozione di uno sviluppo sostenibile sono al centro della cultura e dell'identità del gruppo.
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