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Il Teatro Franco Parenti, finalmente, dopo averci lasciati con la passata e indimenticabile stagione, Mercoledì 11 settembre presenterà la nuova programmazione.
Sarà Andrèe Ruth Shammah a parlarcene, ma in scena saranno presenti anche altri protagonisti della stagione, come Gianrico Tedeschi; Filippo Timi, che ha fatto sentire gli echi dei suoi applausi oltre il teatro; Moni Ovadia; Ivano Marescotti e tanti altri.
Ci vengono anticipate tante novità, ma anche grandi classici rivisitati con uno sguardo contemporaneo; insomma il Franco Parenti sta sempre al passo e cerca di non deludere mai. non ci resta che andare alla presentazione e approfittare del Cocktail di benvenuto, che verrà offerto alle 12.45, mezz'ora prima dell'inizio.
Nerospinto non mancherà di segnalare tutti gli appuntamenti.
Teatro Franco Parenti, Via Pierlombardo 14, Milano.
http://www.teatrofrancoparenti.it
Emma è quello che possiamo definire per la cultura italiana una eccellenza. È un’artista completa che ha saputo coniugare alla perfezione un indiscutibile talento personale con la passione per il suo lavoro, tanto studio e una determinazione che è il tratto caratteristico di molte donne nate e vissute in territori tanto belli quanto difficili.
I risultati non si sono fatti attendere. Dagli anni Novanta, infatti, Emma Dante ha continuato a raccogliere successi e riconoscimenti prima con i suoi progetti teatrali, nei quali come regista ha saputo portare in scena sogni e realtà difficili e marginali e poi come attrice di film e di pièce, lavorando con i maggiori artisti e registi nazionali.
Emma ha la determinazione e il background giusti per parlare di quella parte dell’Italia che gli stessi italiani conoscono appena, se non per sentito dire o per luoghi comuni, e che invece diventa nei lavori e nelle pièce dell’artista il microcosmo necessario per comprendere la realtà tutta di una penisola colma di contraddizioni e incoerenze.
Nel 2009 Emma Dante pubblica il suo primo romanzo, Via Castellana Bandiera, dove al pari di molte sue colleghe iraniane, cilene, nigeriane sfrutta le sue capacità artistiche per dichiarare pubblicamente l’ancora non definita e difficile condizione delle donne in molte parti del mondo.
Il romanzo piace e fa riflettere, tanto che Emma decide di trasformare la trama dello stesso in una sceneggiatura e da questa nasce la pellicola omonima Via Castellana Bandiera, prima prova da regista della Dante e film italiano in concorso a Venezia 70.
La trama e il filo conduttore del film è ancora una volta lo scontro generazionale e culturale tra donne di età diversa e differente nazionalità che però in un contesto geografico e sociale come quello di Palermo si esaspera e si amplifica dato che le stesse donne già vivono e subiscono prevaricazioni e tirannie.
In un caldissimo pomeriggio di domenica la protagonista Rosa e la sua compagna Alba arrivano a Palermo per partecipare al matrimonio di un loro amico ma presto si perdono per le vie della città e finiscono in una strada a doppio senso. La strada è in realtà poco più di un vicolo e quando sopraggiunge dalla parte opposta un altro veicolo tutte e due le macchine si trovano praticamente bloccate senza poter procedere oltre. La via in questione è appunto Castellana Bandiera e diventerà lo scenario per lo svolgersi dell’intera pellicola. Nell’ altra auto, quella di fronte alla macchina di Rosa e Alba c’è Samira, che porta con sé tutta la famiglia Calafiore. La logica e il buon senso vorrebbe che una delle due donne al volante faccia retromarcia per permettere all’ altra di passare e per sbloccare l’ingorgo a vantaggio di entrambe…ma basta un solo sguardo tra Rosa e Samira per capire che il blocco in una stradina di Palermo è in realtà un duello tra loro due e niente altro.
Un duello tra donne di diversa origine e di differente generazione che non è estraneo alla vita di ogni giorno di ogni donna in una qualsiasi altra città. Nessuna delle due quindi è disposta a cedere il passo. E non lo faranno neppure sotto i colpi del caldo, della sete, della stanchezza e delle parole e dei gesti degli uomini che solo da comparse arrivano nella scena.
Via Castellana Bandiera è un film tanto crudele quanto poetico che non mancherà di affascinare molti uomini sull’ universo intenso e molteplice delle donne e permetterà a tante donne di guardarsi in uno specchio il più veritiero possibile del loro mondo.
A due mesi dalla sua scomparsa, il MIC-Museo Interattivo del Cinema, in collaborazione con la Fondazione Cineteca Italiana, omaggia Franca Rame attraverso due sue grandi interpretazioni: Caporale di giornata e Lo svitato.
Appuntamento dunque a domenica 14 luglio, per ricordare la drammaturga milanese, che dedicò la sua vita al teatro e all'impegno politico, facendosi baluardo dei diritti delle donne, contro ogni forma di sopruso sia psicologico che fisico.
Ricordo di Franca Rame
Domenica 14 luglio
MIC-Museo Interattivo del Cinema
Viale Fulvio Testi, 121-Milano
Calendario
Domenica 14 luglio h 19.00 Caporale di giornata (Carlo Ludovico Bragaglia, Italia, 1958, 84’) Un neonato con un bigliettino che lo identifica come "figlio di Felice" viene abbandonato nella garitta di una caserma. I quattro soldati di nome Felice vengono convocati e interrogati. Ognuno di loro ha qualche buon motivo di ritenere di essere il padre, ma, tra scambi di persona ed equivoci, a risolvere il caso e a rivelare l'identità dell'uomo sarà la madre stessa del bambino.
h 21.00 Lo svitato (Carlo Lizzani, Italia, 1956, 110’) Achille è il giovane galoppino della redazione di un settimanale milanese per il quale realizza servizi fotografici e scrive articoli, i quali, però vengono firmati dai suoi superiori. Eterno romantico, perennemente di corsa, a causa del suo atteggiamento un po’ bislacco non gode di molta credibilità e tutti si prendono gioco di lui.
Modalità d'ingresso:
Biglietto d’ingresso intero: € 5,00
Biglietto d’ingresso ridotto: € 3,00
Biglietto d’ingresso adulto + bambino: € 6,00
Per maggiori informazioni:
Telefono 0287242114
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Domenica 23 giugno negli spazi di Macao è andato in scena Moana Porno-Revolution uno spettacolo di e con Irene Serini e di cui Marcela Serli ne ha firmato drammaturgia e regia.
La Serli, argentina di Tucuman da diversi anni in Italia, è attrice e regista. Già collaboratrice di Serena Sinigaglia, si distingue per la proposta artistica che unisce teatro sociale e un certo gusto per il gioco scenico.
Attraverso la maestria di un'attrice appassionata come la Serini, Marcela Serli porta in scena uno spettacolo che già dal titolo dichiara provocatoriamente una presa di posizione accendendo l'interesse dello spettatore.
Perché oltre al nome di Moana, la Pozzi che da eroina scandalosa è passata ad occupare un posto d'onore nell'olimpo dei miti contemporanei, compaiono anche le parole porno e rivoluzione che accostate aprono infinite finestre sull'attuale e sulla possibilità di creare pensiero e riflessione intorno a uno dei più grandi tabù dell'essere umano: il sesso.
Anche il teatro contemporaneo, dunque, si affaccia a questa tematica per scandagliarne i molteplici aspetti e le implicazioni che rendono il mondo della pornografia una questione che va al di là di uno schermo che proietta immagini hardcore, rimandando a qualcosa di più ampio che si innesta nelle trame più profonde del nostro tessuto sociale e rilanciando così la possibilità di astenersi dal giudizio, ancorandosi a quella che è la sua funzione imprescindibile e cioè quella di creare interrogativi.
Nerospinto ha intervistato per voi Marcela Serli, guarda la video-intervista sul canale Youtube di Nerospinto.Il 26°esimo Milano Pride, in programma dal 24 al 30 giugno, si arricchisce di giorno in giorno di appuntamenti culturali imperdibili, accomunati da un'unica visione d'insieme: unire, con l'arte e la cultura, ciò che la società e la legge dividono.
Anima e cuore del progetto sono i NOMADIdiPAROLE, al secolo Simone Gerace e Giulia Telli,attori volitivi e poliedrici formatisi alla scuola di Quelli di Grock, Christian Mascheroni, scrittore, autore televisivo e volto noto della trasmissione Ti racconto un libro (in onda su Iris) e Alice Cimini, da più di dieci anni dietro le quinte del mondo della comunicazione e dell'organizzazione di eventi culturali.
Il collettivo presenterà due opere che fanno divertire ma, allo stesso tempo, discutere e riflettere:
Mercoledi 26 giugno h 19.00
Wienna, di Christian Mascheroni
Trattoria Pop Milleluci (Via Rosolino Pilo, 7-Porta Venezia)
Giovedi 27 giugno h 20.00
Il ragazzo a quattro zampe, di Simone Bisantino
La Strada (Via Carlo Patellani,4)
Per maggiori informazioni:
https://www.facebook.com/NOMADIdiPAROLE
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il 23 giugno 2013 al Macao va in scena "Moana porno-Revolution": grande spettacolo di drammaturgia in movimento . Monologo ispirato alla vita di Moana Pozzi scritto da Irene Serini e Marcela Serli; ricostruisce la vita di Moana Pozzi attraverso una serie di personaggi che tendono a mettere in luce la rivoluzione culturale e sociale prodotta dal personaggio. Il viaggio inizia quando Anita la protagonista si trova a sfogliare un giornaletto porno che le piace ma allo stesso tempo la terrorizza. Il tutto appare come una riflessione sulle paure di ognuno di noi e quelle in comune con gli altri, immergendo lo spettatore nell'universo oscuro della sessualità e dei tabù della società contemporanea. Un fantastico mix tra happening cabaret e teatro di animazione.
Moana Porno-Revolution
domenica 23 giugno ore 21,30
Macao
via Molise 68 Milano
info: http://www.macao.mi.it
Milanese DOC, Gian Paolo Barbieri, nasce in una famiglia di commercianti di tessuti, nel 1938.
La professione dei genitori ispira profondamente Gian Paolo che subisce il fascino delle stoffe preziose, i giochi di colore delle stampe, la seduzione del tocco vellutato di una pezza. Questa esperienza lo porta ad avvicinarsi molto presto al mondo della moda a cui si legherà indissolubilmente come fotografo.
Inizialmente, però, è attratto dal teatro e studia recitazione, poi trova spazio anche in qualche film in veste di attore.
Grazie al cinema Gian Paolo Barbieri entra in contatto con una realtà tutta nuova e particolare: nelle dive americane trova una luce e una seduzione che non vedeva nel panorama italiano e decide quindi di dedicarsi alla fotografia per poter esaltare la bellezza, per farsi strumento di comunicazione del bello.
Inizia così una proficua collaborazione con Vogue e firma le campagne dei più grandi stilisti mondiali: i suoi scatti sono un inno all’eleganza, hanno una patina di arcaico ma allo stesso tempo rifulgono della genialità e della dinamicità dell’arte contemporanea.
Questo lo porta ben presto ad essere annoverato tra i più grandi fotografi del mondo e Stern lo definisce “Uno dei quattordici autori che hanno fatto la storia della fotografia di moda”.
Lo stretto contatto con il mondo del fashion lo porta ad avere spesso a che fare con modelli e modelle e questo è lo spunto per iniziare una serie di lavori che si discosta dall’alta moda e lo avvicina ad un più profondo approccio all’arte.
Il corpo, inteso come rappresentazione della figura umana, diventa il centro del suo pensiero e dei suoi studi. L’avvicinamento alla fotografia di nudo è stato lento, lungo e non senza intoppi. Del resto il corpo umano ha sempre generato in lui emozione e attrazione ma allo stesso tempo il grande rispetto con cui viene considerato lo porta continuamente a domandarsi se le sue creazioni non scadano nel volgare.
Tuttavia la sua concezione di corpo e sesso come “manifestazioni esuberanti della natura” lo portano a pensare che il compito del fotografo sia la celebrazione di questi: il corpo in ogni sua espressione, senza vergogna e senza restrizioni, senza perversioni o esagerazioni, tornando ad un ideale ellenico di bellezza, dove la purezza delle linee e delle proporzioni dominano i ritratti.
Risultano quindi puri e gioiosi i corpi di Barbieri, palpitanti di una nuova vitalità per una ritrovata libertà.
In mostra a Milano dal 5 al 20 giugno il ciclo “Dark memories” definita “un inno a questa esuberanza di natura in tutte le sue forme. Senza falsi pudori, senza paure di banalità, giocando con la felicità e l’innocenza di un bambino sopra quella esile linea rossa che non ha mai diviso, con un taglio deciso, l’arte cosiddetta pura da quella inquinata, la poesia dalla volgarità, il sacro dal profano.”
Info
Sotheby’s – Palazzo Broggi
Via Broggi 19
Milano
02295001
Dal lunedi al venerdi dalle 10.00 alle 13.00, dalle 14.00 alle 18.00
Gratuita
L’ingresso è sconsigliato ai minori di 14 anni.
Il Teatro Elfo Puccini si propone sempre di più come teatro di avanguardia e proiettato verso il futuro: questo è il succo dell’incontro rivolto alla stampa,avvenuto il 5 giugno, presso la Sala Shakespeare.
La conferenza ha visto la partecipazione di Ferdinando Bruni, Elio De Capitani, Fiorenzo Grassi e l’Assessore alla Cultura di Milano Filippo del Corno, nonché di numerosi attori che hanno recitato brani tratti dalle opere prossimamente in cartellone.
La stagione teatrale 2013/2014, rappresentata graficamente da un astronauta in esplorazione, vuole tracciare un percorso da seguire, senza tuttavia suggerire allo spettatore la direzione. Ogni titolo racconta una storia, ogni personaggio apre un mondo fatto di odio, amore, paura, speranza, disillusione, fiducia.
Si parte il 18 ottobre con una novità: la pièce Frost/Nixon di Peter Morgan, già film di successo, portata in scena da Bruni e Capitani, che si propone come riflessione sul potere e sull’autorità; seguono La mia vita era un fucile carico (22 ottobre-3 novembre), spettacolo di Elena Russo Arman e ispirato alla vita della poetessa statunitense Emily Dickinson, Morte di un commesso viaggiatore (10 gennaio-2 febbraio ) di Arthur Miller, affresco degli Stati Uniti del XX secolo, Discesa di Orfeo (28 aprile-18 maggio) di Tennessee Williams e Per favore niente eroi (4-9 marzo), ciclo di racconti di Raymond Carver.
Il già nutrito cartellone dell’Elfo Puccini è poi arricchito da una serie di classici rivisitati in chiave contemporanea, tra cui: La leggenda del grande inquisitore (5-18 maggio) con Umberto Orsini, il goldoniano Il servitore di due padroni (18-30 marzo) con Antonio Natella, Aspettando Godot (11-17 novembre) con Natalino Balasso e Giocando con Orlando (4-9 febbraio) con Stefano Accorsi.
Il filo conduttore dell’intera rassegna sono dunque gli Stati Uniti, terra di grandi contrasti e grandi speranze, come è stato sottolineato dall’Assessore Del Corno, che ha annunciato l’inaugurazione di “Autunno Americano”, un ciclo di mostre, iniziative e appuntamenti culturali costruito attorno alle due grandi retrospettive su Jackson Pollock e Andy Warhol.
Altri titoli da segnalare sono quelli proposti dall’Accademia degli artefatti, fortemente sperimentali e moderni (27 novembre-8 dicembre):Taking care of baby di Dennis Kelly con Isabella Ragonese, Lo show dei tuoi sogni di Tiziano Scarpa con i musicisti dei Marlene Kuntz e Sangue sul collo del gatto di Fassbinder.
Non manca infine un nutrito gruppo di attrici donne, a dare voce all’altra metà del cielo: Silvia Gallerano in La Merda-decalogo del disgusto #1 (12-17 novembre)), Giuliana Musso in La fabbrica dei preti (14-19 gennaio), Tanti Saluti (21-23 gennaio) e Sexmachine (24-26 gennaio), Ida Marinelli , Patricia Savastano e Cristina Crippa in Cassandra (5-23 marzo) e Lola che dilati la camicia (3-21 giugno).
Per maggiori informazioni:
http://www.elfo.org/index.html
Monacense di nascita, ma berlinese di adozione, Catherine Lorent fa dell'arte barocca un mezzo per mettere in risalto i contrasti di un moderno stile di vita occidentale.
Le categorie dell'arte per lei non hanno differenze: il suo scopo è quello di creare un'opera totale.
Nelle sue installazioni la pittura, il disegno, la scultura, la musica e la messa in scena teatrale si fondono in un unico insieme. La sound installation, a cura di Anna Loporcaro, presso la Ca' del Duca di Venezia che porta il nome di Relegation, rievoca il rifiuto e la svalutazione che il barocco ha subito nella storia dell'arte, soprattutto nella città lagunare. Il sublime, il dominio e il potere sono espressi da elementi figurativi tipici di questo stile.
L'architettura del palazzo quattrocentesco che la ospita è come un ventre in cui si fondono la lingua formale e oggettiva, la cultura pop e quella raffinata, l'improvvisazione e il rigore. Il percorso comincia con la serie di disegni Séismes, che presentano delle chitarre elettriche e altri motivi scossi (immaginariamente) dalle vibrazioni che partono dagli amplificatori (attivati da sensori) posti vicino ai fogli, generati dalle Gibson Explorer appese al soffitto. Proseguendo, tre pianoforti a coda si uniscono al concerto delle chitarre: il pop e il classico si incontrano. Il barocco torna nelle cornici che abbracciano i disegni di grande formato che accompagnano i piano.
Lo spettatore è invitato a porsi i grandi quesiti esistenziali nell'ultima sala, dove una lama di luce trafigge il buio, mentre un gruppo di angeli cade dal cielo.
Ca’ del Duca, Corte del Duca Sforza, San Marco 3052, Venezia
Tel: 041.5207534
Dal martedì alla domenica dalle 10.00 alle 18.00
Oggi, 29 maggio 2013, si è spenta a Milano Franca Rame, attrice teatrale, drammaturga, politica ma soprattutto paladina dei diritti delle donne.
Noi di Nerospinto vogliamo ricordarla attraverso le sue frasi più ribelli, forti, vere..per ricordare un'Italiana che non ha mai avuto paura di svelare al mondo il suo cuore.
(…) Perché mi stringono tanto? Io non mi muovo, non urlo, sono senza voce. Non capisco cosa mi stia capitando. La radio canta, neanche tanto forte. Perché la musica? Perché l’abbassano? Forse è perché non grido. (Lo stupro,1975)
"Non sono un flipper, che puoi infilarci le 100 lire e sbatterlo come ti pare" (Tutta casa, letto e chiesa-1977)
Te la caverai con poco, come tanti altri. Per quanto tu possa ripensare a quell’orribile momento… mai potrai capire quanto male mi hai fatto. Un male che brucia continuamente nel mio cervello… nel mio cuore… un male che nulla potrà mai cancellare. Mi hai bruciato la vita, ragazzo.(Stuprata da un ragazzo “per bene”-20/02/ 2012-Blog di Franca Rame su Il Fatto Quotidiano)
Noi moderni siamo i primi nella storia del mondo a porci il problema del nostro piacere. Quando la gente lavorava quelle diciotto ore al giorno, non aveva certo energie da dedicare al rapporto sessuale: erano stanchi morti, mangiavano, andavano a letto: tran-tran-tran, poi (russa) grgrrrrrrrr!, s'addormentavano... Succede anche oggi... anche se si lavora molto meno. Molte mie amiche si lamentano che i mariti: trun-trun-trun, poi grgrrrrrrrrr!, senza manco dire: "Grazie cara... vuoi un caffè?".
Oggi, per l'uomo, esibire il godimento è diventato uno status symbol: una moglie, una fidanzata, tre amanti, un fidanzato. Scherzo...
E spesso questo godimento, questo piacere i maschi lo esibiscono, lo millantano. (L’uomo che sbruffone!-XIII Puntata-Sesso?- 27/02/2013 -Blog di Franca Rame su www.francarame.it)
Nascere donna è un gran casino, perché fin da piccola ti distorcono le idee sul sesso, su te stessa. Che non sei bella, che c'hai dentro questa cosa sporca ma tanto preziosa che tutti te la vogliono. Ma se è così sporca, perché tutti la vogliono? "Perché sono dei maialoni!!!" Non capisci bene il significato, e invece di andarci a fondo, ti accontenti del non capire niente. Perché? (…) Improvvisamente, (lui) non è più un porco e tu non sei più un bidone della spazzatura ma un delicato mazzolino di rose con nel bel mezzo un'orchidea "bianca".
Perché? Perché tutto è stato purificato dall'AMMORRE! Che baggianata! Dall'amore! Una parola bellissima "amore amore amore quanto mi piaci... vivo solo per te... ti amo, ti amo... sei la mia vita!" Il giorno dopo ti ritrovi con una montagna di piatti da lavare e il detersivo è finito.(Nascere donna-XXXIII Puntata-Sesso?-26/04/2013/-Blog di Franca Rame su www.francarame.it)
Penso anche al mio funerale e qui, sorrido. Donne, tante donne, tutte quelle che ho aiutato, che mi sono state vicino, amiche e anche nemiche…vestite di rosso che cantano “bella ciao”.(Lettera d’amore a Dario-30/0 1/2013-Blog di Franca Rame su Il Fatto Quotidiano)
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