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Prima Milanese dello spettacolo Eros e Thanatos di Serena Sinigaglia, tra le registe più apprezzate della scena italiana, al Teatro Ringhiera.

 

Da Giovedì 27 Febbraio a domenica 9 Marzo sarà in scena uno spettacolo unico con un cast talentuoso che comprende Sax Nicosia, Serena Sinigaglia e Sandra Zoccolan.

Eros e Thanatos racconta la passione della regista per i classici del teatro greco, per quelle parole antiche che non accaddero mai ma furono sempre.

Sinigaglia racconta, traduce, collega, suggerisce, cerca; gli attori che sono con lei sul palco agiscono, recitano, per restituire la forza irresistibile di quelle parole antiche.

I classici per l’autrice, che si descrivere ferocemente bisognosa di “fare esperienza” di cultura, ristabiliscono il giusto rapporto tra l’umano e l’eterno.

 

Con la rappresentazione il pubblico potrà viaggiare dentro le vicende di Baccanti di Euripide, uno spettacolo che l’autrice mise in scena quasi vent’anni fa.

Lei ci racconta la sua esperienza e come questo viaggio l’ha portata a creare Eros e Thanatos: “Fu un’esperienza straordinaria, che mi ha segnato come artista e come persona. Niente è stato più come prima dopo quel viaggio. Sentivo da tempo il bisogno di ripercorrerlo e di condividerlo. L’occasione si è presentata qualche mese fà, quando l’università di lettere antiche di Verona mi ha chiesto di preparare qualcosa sui classici, “a modo mio”. “A modo mio” perché non è la prima volta che mi confronto con questo genere ibrido che non è una conferenza, non è uno spettacolo, è qualcosa di diverso, particolare, sempre molto bello e intenso, almeno per me. Da anni, infatti, giro per i teatri con una conferenza-spettacolo su Shakespeare (l’altro mio autore preferito) e l’anno scorso ne ho preparata un’altra sui temi del nazional-popolare e della televisione.”

In tutti i suoi lavori intreccia fatti “personali” a fatti “storici” e a testi “classici”. Tutto si svolge su un piano di analogie continue, rimandi, collegamenti possibili, a volte del tutto casuali, che però si rivelano illuminanti.

 

Cosa cerca di raccontare la regista nel suo spettacolo?

“In “Eros e thanatos” parto dalla tragica morte del mio migliore amico per arrivare all’urlo terribile di Achille di fronte alla morte di Patroclo. Questo il prologo. Poi, attraverso la rievocazione del mio esame di greco alla maturità, arrivo alle agognate vacanze in Grecia, all’incontro casuale con i profughi albanesi che, proprio in quel momento, primi anni ’90, scappavano a migliaia dal proprio paese. A quel punto l’incontro con “Baccanti”, la possibilità davvero fortunata di metterlo in scena per il Festival dell’Olimpico di Vicenza, la decisione di andare in Albania per trovare il coro, tutta l’incredibile avventura mia e della compagnia nell’Albania di allora, il ritorno in Italia, lo spettacolo al festival, e naturalmente il mio impatto con due figure straordinarie quali Dioniso e Penteo nel testo di Euripide. Baccanti è l’ultimo testo della tragedia attica, con esso si chiude per sempre il grande ciclo della cultura ateniese. E’ un testo che non finisce di illuminarci e di porci nel cuore delle contraddizioni dell’uomo e delle sue società. Il finale l’ho affidato ai miei due attori e ad Euripide: vediamo Agave con la testa mozzata del figlio Penteo arrivare alle porte di Tebe e chiamare il padre, Cadmo, perché gioisca di quella che, nella sua follia, considera una grande impresa di caccia. Nell’urlo di dolore di Agave, quando il padre riesce a farla rinsavire, c’è l’urlo di un’intera civiltà, che, senza accorgersene, finì per autodistruggersi. Come a dire: se solo aprissimo i nostri occhi prima dell’irreparabile, sapremo evitare lutti e dolori. Invece, troppo spesso accecati dalle nostre meschinità, non vediamo la rovina che si abbatte su di noi, inesorabile. Un monito lanciato 2500 anni fa per tutti noi. Un monito, che, non so voi, ma io vorrei cercare di ascoltare. Per ora, intanto, cerco di raccontarlo.”

 

 

Eros e Thanatos

Dal 27/02 al 9/03

 

Teatro Ringhiera

Piazza Fabio Chiesa Via Pietro Boifava 17 / Milano MM2 Abbiategrasso / Tram 3 - 15 / Bus 79

 

Orari: da giovedì a sabato ore 20.45 / domenica ore 16.00

Prezzi: € 15, under 26 € 10, over 60 € 7.50, convenzioni € 12

 

Telefono Biglietteria 02 84892195 mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (aperta un'ora e mezza prima degli spettacoli)

 

Dal 19 Marzo al Teatro Oscar una pièce ispirata alla vicenda di Eluana Englaro! Uno spettacolo profondo che tocca un tema molto discusso e attuale.

 

Il Teatro Oscar decide di ricordare una donna che per il suo solo esistere ha smosso coscienze e dibattiti con uno spettacolo che fa parte del Progetto DonneTeatroDiritti, al suo quinto anno. Dal 19 Marzo al 23 Marzo il teatro Milanese ospiterà Una questione di vita e di morte - veglia per E. E., una produzione Ultima Luca, di e con Luca Radaelli.

 

Sul palcoscenico Luca Radaelli, autore, regista e attore teatrale di Lecco che, attraverso il teatro, la narrazione e la musica, affronta una riflessione e un approfondimento su temi profondi, cruciali e intimi. La vita, la morte, la malattia e la libertà personale, l’etica, la morale, la regione e la fede, la laicità: sono tutti i temi quella rappresentazione. Testi di Sofocle, Dante, Shakespeare, Molière, Foscolo, note e versi di grandi autori contemporanei come Fabrizio De Andrè e Robert Wyatt, oltre che canti della tradizione popolare, per sondare il mistero della morte e restituire allo spettatore quesiti, dubbi, interrogativi, sui quali riflettere.

Il regista Radaelli, direttore della compagnia Teatro Invito dal 1989, afferma: “In tutte le culture la morte è sempre stata un fatto naturale. Viviamo, invece, in una società che cerca di dimenticarla, occultarla, esorcizzarla. Lo spettacolo propone una veglia laica, dove la ritualità del teatro, ripercorrendo le tappe della vicenda Englaro arrivi a toccare corde emotive trascurate nelle discussioni pubbliche; una riflessione più generale sul nostro rapporto con la morte, con la religione, con la medicina, con la memoria per capire come vita e morte sono le due facce della stessa medaglia.”

 

Lo spettacolo e la riflessione prendono spunto dalla drammatica vicenda di Eluana Englaro, scomparsa il 9 Febbraio 2009, dopo 17 anni di stato vegetativo permanente provocato da un grave incidente stradale avvenuto nel 1992, la pièce Una questione di vita e di morte - vegli di E.E. è stata scritta con il contributo prezioso e la collaborazione di Beppino Englaro, il padre di Eluana, e del suo libro 'Eluana. La libertà e la vita' (scritto in collaborazione con Elena Nave, ed. Rizzoli, 2008).

Il progetto DonneTeatroDiritti al Teatro Oscar, di cui fa parte questo spettacolo, si pone l’obiettivo di raccontare le donne che sfidano la modernità con la loro arte e intelligenza come la scienziata Rita Levi Montalcini (MeRITA - 27/29 marzo 2014), per finire con donne di potere come le regine Maria Stuarda di Scozia e Elisabetta d’Inghilterra (LE REGINE. ELISABETTA VERSUS MARIA STUARDA - 8/25 maggio 2014).

 

Questo evento non è un semplice spettacolo, è una riflessione, una messa in discussione di argomenti importanti e vitali, un approfondimento da non perdere!

 

 

 

Teatro Oscar

Via Lattanzio 58, 20137 Milano (MM3 - Staz. Lodi T.I.B.B. | Tram: linea 16 Fermata Tito Livio - Lattanzio | Filobus: linea 92 - Fermata Umbria – Comelico)

Informazioni: www.pacta.org | e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. |

tel: 02.3650374002.36503740

Orari spettacoli: MART-SAB 21 | DOM ore 17

Orari biglietteria: LUN-SAB 16.00-19.00 e 19.30-21.00 l DOM dalle 15.30 a inizio spettacolo

Costo biglietti: Intero !24 | Ridotto e Convenzioni !18 | Under 25/Over 60 !12 | CRAL e gruppi 10 (min 10 persone) | Prevendita !1,50

ABBONAMENTI: CARTA AMICI DI PACTA 6 spettacoli* !60,00 - CARTA TANDEM 2 ingressi a 2 spettacoli* !38,00 – CARTA ALL YOU CAN SEE (carta personale) ingressi illimitati a tutti gli spettacoli* !100,00 – ABBONAMENTO DonneTeatroDiritti (carta personale) 6 spettacoli della rassegna DtD !45,00. * esclusi MITO, Oscar per tutti e Teatro in Matematica.

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Per chi ama il teatro, per chi ama parlar d’amore e per chi vuole conoscere tutte le sfumature del più grande sentimento al mondo, il nuovo spettacolo del Teatro Libero fa per voi!

 

Dal 12 al 18 Febbraio Skenè Company Milano torna a Teatro Libero a Milano con un nuovo spettacolo MALEdettoAMORE, a cura di Claudia Negrin con Anna Di Maio, Claudia Negrin e Claudio Gherardi.

Uno spettacolo caleidoscopico che vuole mettere in scena tutte le facce dell’amore, un amore che cerca di svelarsi nella sua complessità e parlare con un atto teatrale.

Nel buoi del palcoscenico le parole risuonano per mostrare la storia di ognuno di noi, dall’Amore puro e perfetto alla rabbia, dolore, sublimazione e assenza.

MALEdettoAMORE svela l’animo umano per mostrare tutte le forme e le conseguenze di uno dei sentimenti più potenti e intensi.

In scena una serie di personaggi, interpretati dai tre attori Anna Di Maio, Claudia Negrin e Claudio Gherardi, per mostrare le declinazioni dell’amore: dall’innamoramento alla disillusione, dalla passione alla gelosia, dal matrimonio alla sua fine, dal senso di vuoto all’affetto dell’amicizia matura.

Claudia Negrin, la regista, ci racconta che “l’Amore in questo spettacolo viene suggerito, restituito come emozione attraverso racconti, personaggi tratti dalla grande letteratura teatrale e situazioni rubate dalla vita reale.”

Amore impossibile, travolgente, geloso, perfetto, imprevedibile, mutevole, infinito: è l’amore in scena nell’imperdibile MALEdettoAmore al Teatro Libero.

 

 

MALEdettoAMORE

a cura di Claudia Negrin

con Anna Di Maio, Claudia Negrin, Claudio Gherardi

produzione Skenè Company Milano

 

(Teatro Libero - Via Savona 10 - M2 Porta Genova - Milano)

 

Prezzi biglietti

Intero: €  19,00

Under 26: € 15,00

Over 60: € 11,00

Allievi Teatri Possibili con carta TP CARD: € 6,00 (prima rappresentazione € 3,00)

 

Orari spettacoli

dal lunedì al sabato ore 21.00

domenica ore 16.00

 

Orari biglietteria

da lunedì a venerdì dalle 15.00 alle 19.00

Nei giorni di spettacolo:

da lunedì a venerdì dalle 15.00 alle 21.30

sabato dalle 19.00 alle 21.30

domenica dalle 14.00 alle 16.30

 

Info e prenotazioni

028323126

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Acquisti online

www.teatrolibero.it

 

Imperfect Dancers Company

MADAME BUTTERFLY’S SON

coreografia Walter Matteini, Ina Broeckx

interpreti Ina Broeckx, Kayla May Corbin, Maria Focaraccio, Stephanie Cyr,

Ermo Dako, Julio Cesar Quintanilla Garcia, Valerio Iurato, Armando Rossi

musica Giacomo Puccini

con inserti musicalidi Max Richter, David Darling, Philip Glass, Beethoven, Haendel

sceneWalter Matteini, Ina Broeckx

costumiIna Broeckx

realizzazione costumiCristina Biondi

luciBruno Ciulli

Première Teatro Verdi di Pisa, 20 aprile 2013

 BUTTERFLY’SON

di Stefano Mecenate

Butterfly rappresenta certamente, nel panorama delle produzioni pucciniane, un momento particolarmente significativo della esperienza artistica ed umana del grande compositore lucchese. Un’opera alla quale Puccini è stato particolarmente affezionato nonostante il clamoroso “fiasco” della prima scaligera e nella quale ha trasfuso, con una straordinaria dolcezza, una parte della propria identità profonda, quella che, pudicamente, ha sempre tenuto lontano dalla sua immagine pubblica e mondana. La vicenda della piccola Cio Cio San è nota a tutti perché debba essere riportata per intero; vale la pena, però, soffermarsi sull’epilogo perché da questo parte questa storia che andrete ad ammirare in questa nuova coreografia. Tradita e delusa da Pinkerton che pretende da lei anche il bambino nato dalla loro unione, Butterfly abbandona il “sogno americano” per ritrovare nella propria “giapponesità” il coraggio di una scelta che le restituisca la dignità ed il rispetto. “Con onor muore chi non può serbar vita con onore” reca inciso il pugnale con il quale suo padre, obbedendo agli ordini del Mikado, si è dato la morte. E questo onore, Butterfly intende ritrovare dopo aver vissuto, assolutamente in modo unilaterale, il sogno di un amore impossibile tra una geisha e un ufficiale della marina militare statunitense. Suo figlio, tre anni, seguirà il padre oltre l’oceano, in quella patria lontana dove lei sognava di andare un giorno: al suo fianco non ci sarà lei, ma un’altra donna, la “vera sposa americana” che Pinkerton si è trovata dopo aver lasciato il porto di Nagasaki. Lei, con i suoi sogni, le sue delusioni, la sua disperazione, resterà lì regalandosi l’unica libertà possibile, quella della morte. Accanto a lei, come sempre, la fedele Suzuki che ne ha condiviso fin dall’inizio le sorti legandosi al destino di lei fino a quell’estremo momento. Cosa ne è stato di quel bambino sottratto alla cultura e alle tradizioni orientali per trapiantarlo in un’arrogante nazione che mostra i muscoli e declama il credo del benessere e dell’arrivismo? Come ha vissuto i suoi primi mesi in quel mondo così diverso, accanto a persone mai viste, ad usi sconosciuti, a regole di vita incomprensibili? E gli anni successivi? Kate gli è stata madre o matrigna e Pinkerton ha avuto tempo e voglia di seguirlo o la carriera lo ha condotto lontano anche da quella famiglia? E del suo lontano passato, cosa gli è rimasto? Quali evanescenti immagini di quel volto materno che in un disperato gesto d’amore Butterfly gli ha mostrato affinché non lo dimenticasse, sono rimaste in lui? E cosa di quei luoghi e delle persone che li hanno popolati in quel troppo breve squarcio di vita?

Il balletto Butterfly’s son parte da qui, da quel bambino divenuto ormai un ragazzo che torna a Nagasaki guidato dal bisogno di ricomporre un mosaico a cui mancano troppi pezzi e del quale vuole comprendere una volta per tutte il disegno.

 LA COMPAGNIA

Imperfect Dancers Company é una compagnia di danza contemporanea che nasce nel Gennaio 2009 con Walter Matteini e Ina Broeckx e dalla fusione con Balletto 90 diretta da Paola Catalani.

Una compagnia formata da 8 danzatori che si vede, si osserva e si pone all'attenzione del pubblico per la sua diversità. Una compagnia diversa, perché il suo nome é un gioco ma anche un richiamo all'aspetto più interiore della danza. L'essere imperfetto é per ognuno anche il proprio modo di essere perfetto. Perché ogni danzatore ha una propria caratteristica imperfetta che lo rende assolutamente perfetto. “Ognuno di noi inizia con tutti i suoi limiti nella più completa imperfezione...Ogni giorno lavoriamo nel tentativo di raggiungere la perfezione, ma se anche ti avvicini alla perfezione oggi, non potrai mai essere certo di raggiungere lo stesso risultato o migliorarti domani” dice Walter Matteini. Questo é il paradosso che é incapsulato nel nome della Compagnia. Una compagnia che si affaccia al panorama artistico come una vera e propria fucina di idee e di spettacoli. Una compagnia che crea, produce e si evolve ogni giorno. Dall'anno 2009 la Compagnia ha sviluppato contatti che le hanno consentito di esibirsi in importanti Festival e Teatri in Italia e all'estero, raccogliendo ottimi risultati sia di pubblico che di critica. Grazie alla perseveranza e al lavoro costante sono state intraprese importanti collaborazioni con artisti provenienti da diverse realtà italiane e straniere quali i coreografi Olaf Schmidt, Club Guy & Roni, Claude Brumachon, Ione San Martin, il fotografo Paolo Porto, il visual artist Paul Gordon Emerson ed altri ancora. Ha inoltre avuto importanti commissioni da rinomati Festival e Teatri in Italia e all'estero quali il Festival di Danse de Cannes, il Petruzzelli di Bari. La Compagnia da tre anni é ospite fissa del AIDS Tanz Gala di Regensburg. Nel 2011 a chiusura del Festival Tanz Tage di Regensburg presenta Thinking outside the box part I & II, partecipazione confermata anche per questo anno con una nuova creazione. Sempre nel 2011 ha partecipato al Festival Invito alla Danza  ma, e al Festival Visa 2Dance in Tanzania.

 WALTER MATTEINI - Direttore Artistico e Coreografo

Walter Matteini é uno dei più talentuosi coreografi italiani. Si diploma all'Accademia Nazionale di Danza di Roma. In seguito danza con il Balletto di Roma, Le Ballet de Marseille Roland Petit, Les Ballets de Monte-Carlo,l'Opera Nazionale di Lione e Aterballetto. Durante questi anni ha la fortuna di lavorare con i più prestigiosi nomi della danza contemporanea quali Jiří Kilián, William Forsythe, Mats Ek, Ohad Naharin, Nacho Duato, Angelin Preljoçaj e tanti altri. Fin dall'inizio della sua carriera da danzatore la coreografia é stata sempre presente. Dal 2009 é il Direttore Artistico e coreografo della Imperfect Dancers Company. Nel 2009 la sua creazione Luce Bianca vince il Premio Anita Bucchi come migliore produzione dell'anno. Le sue creazioni sono realizzate in stretta collaborazione con Ina Broeckx. Altre Compagnie che hanno in repertorio i suoi lavori sono Aterballetto, BDT Junior, Ballet BC Vancouver, Ballet of Regensburg, Arts Umbrella Dance Company. Su commissione dell'Étoile Giuseppe Picone crea Bolero and Adagetto.

Per l'Étoile Eleonora Abbagnato crea il Passo a due Allina.

AL TEATRO MANZONI  DAL 17 AL 19 FEBBRAIO 2014

ORARIO:  ore 20,45

BIGLIETTO:  poltronissima € 25,00  -  poltrona € 16,00

 GIOCANDO CON ORLANDO

adattamento teatrale e regia di Marco Baliani

con Stefano Accorsi e Marco Baliani

scene Mimmo Paladino

costumi Alessandro Lai

produzione Nuovo Teatro diretta da Marco Balsamo

in collaborazione con Fondazione Teatro della Pergola di Firenze

 

Stefano Accorsi e Marco Baliani, di nuovo insieme a giocare con i versi dell'Ariosto.

Attore, regista e drammaturgo, Baliani ha trasformato i 38.746 versi dell’Orlando Furioso e ‘le donne i cavalier, l’arme, gli amori’ in questo nuovo spettacolo, un’inedita ballata in ariostesche rime e una singolar tenzone per il palcoscenico da condursi corpo a corpo, rima dopo rima con Accorsi.

Coincidenze, occasioni e imprevisti hanno generato questa nuova avventura, che parte dal successo dell’edizione di Furioso Orlando, e raccoglie la necessità e la rinnovata sfida di provare a esplorare il testo in una direzione ancor più radicale dove l’arte sublime del giullare e dell’improvvisazione fa risuonare i corpi in scena attraversati da rime, versi, suoni, rumori trasformandoli in uno e in tutti i personaggi e nei mostri e nelle creature magiche del celebre ‘cantare’.

“Lo scorso luglio ero ad Asti – racconta Baliani – per la regia della stagione estiva del Furioso Orlando, ma quel giorno l'attrice – Nina Savary – non è riuscita a prendere l'aereo, le scenografie non sono partite da Napoli e c'erano più di ottocento prenotazioni…Il produttore Marco Balsamo e gli organizzatori erano disperati, con Stefano Accorsi ci siamo messi a tavolino: siamo andati in scena così, senza costumi e luci, improvvisando. Io, che non conoscevo a memoria il testo, ho recitato le parti femminili e ho riprodotto con il suono della voce tutti i rumori di scena. Lì è nata l’idea di creare una nuova messinscena, con soltanto noi due attori in scena, tornando un po’ al fondamentalismo del mio Kohlhaas. È un nuovo esperimento, una nuova tappa di lavoro.”

Stefano Accorsi sarà ancora il paladino Orlando, ma anche il cantore che aggancia i vari episodi nel flusso della storia, Marco Baliani sarà invece un fool, un regista in scena, pronto ad essere spalla e comprimario, a tendere trappole e inventare strofe.

Lo spettacolo parte sempre dalle due storie d’amore principali: il paladino Orlando che insegue la bella Angelica e la guerriera cristiana Bradamante innamorata di Ruggiero, cavaliere saraceno destinato alla conversione, per poi moltiplicare i personaggi, creandone altri intorno, mostri compresi, per condurli a giocare sulla corrispondenza delle rime infilate in un ritmo galoppante, con molta improvvisazione verbale, con rime difficili da trovare, con gesti difficili da compiere.

Mimmo Paladino con i suoi celebri cavalli, realizza la giostra per i duelli, gli amori, gli scontri e gli incontri dei cavalieri che appaiono e scompaiono nel girotondo che il gioco impone. In un impianto scenico firmato da Daniele Spisa si muovono i costumi di Alessandro Lai nel disegno luci di Luca Barbati.

 

Elfo Puccini,

sala Shakespeare,

corso Buenos Aires 33

- Da martedì 4 a domenica 9 febbraio –

Martedì/sabato ore 20:30, domenica ore 16:00 –

 

Prezzi: intero € 30.50 - ridotti € 27 e € 16 - martedì € 20

Non mancate all’ ultimo appuntamento di TeatroinMatematica con la novità APPUNTAMENTO AL LIMITE – il calcolo sublime, lunedì 27 gennaio al Teatro Carcano di Milano.

 

Il calcolo infinitesimale è una delle teorie che più ha arricchito la matematica moderna e determinato il progresso scientifico, in quanto è in grado di interpretare il continuo e il movimento. Newton e Leibnitz ne sono indiscutibilmente riconosciuti come gli scopritori, ma per rintracciarne le origini bisogna risalire fino ai geometri greci dell’antichità, inoltrarsi nel progredire del concetto di numero sino ad arrivare alla sintesi tra geometria e algebra di Cartesio.

Poi ancora bisogna conquistare il concetto di funzione, superare lo scoglio dell’infinitamente grande e dell’infinitamente piccolo, entrare d’un tratto nel concetto di limite. I matematici e i filosofi che hanno portato avanti le idee di Newton e di Leibnitz sono arrivati a offrirci una teoria ben costruita, logicamente ineccepibile, ma ancora ricca di frutti da cogliere. Davvero il calcolo infinitesimale è, come si diceva ancora sino al XIX secolo, il calcolo sublime nel senso etimologico del termine e cioè ciò che arriva sino alla soglia più alta. La nascita dell’analisi matematica coincide con il definitivo stringersi del legame tra matematica e fisica, quindi tra matematica e scienza moderna; è alfabetizzazione scientifica. Ed è anche importante conoscere qualche aspetto storico del nascere e dello svilupparsi del calcolo infinitesimale, grazie al quale sono entrati a fa parte della matematica, in modo pervasivo, i procedimenti infiniti.

Appuntamento al limite esplora questi temi in chiave teatrale, partendo appunto dall’idea di limite, inteso come non-luogo estremo verso cui tendiamo senza potervi giungere, nel quale la realtà che conosciamo cambia natura, e i rapporti si trasformano: una soglia proibita che conduce ad un mondo capovolto e magico dove, come nel teatro, “tutto è finto, ma niente è falso”.

In un luogo imprecisato una coppia di attori sta provando una scena ambientata all’epoca dell’infanzia di Newton. Eppure, qualcosa non torna. Gli attori sono lì quasi loro malgrado, come fossero costretti a recitare una parte che non capiscono, guidati da un regista intransigente, che li costringe a ripetere la scena all’infinito, come se la scena nascondesse qualcosa.

C’è una società in declino, sottilmente oppressiva, che fa del controllo costante degli individui lo strumento per mantenere il consenso. Gli attori in scena si muovono tra questi due mondi in un gioco di specchi paralleli, cercando, nella dimensione teatrale, un incontro tra la visione matematica e quella psicologica di limite, relazione, infinito.

Nelle scene emergono poco a poco le relazioni che legano i personaggi, le dinamiche dei loro sentimenti, i mutamenti causati dal cambiamento di alcune condizioni. Si tratta della forma teatrale in cui si possono esprimere alcuni dei concetti fondamentali del calcolo infinitesimale quali funzione, continuità, derivata, sistemi dinamici e, sopra a tutti, il concetto di limite.

I sentimenti dei personaggi sono descritti attraverso funzioni che ne registrano i mutamenti, da un’iniziale apatia all’amore, dall’amore all’aperta avversione. Funzioni, il cui andamento si rivela poco a poco, attraverso l’analisi di alcuni elementi che via via si evidenziano in scene successive. Le dinamiche reciproche modellano i rapporti di coppia sia per gli attori che per i loro personaggi portandoli verso un destino solo accennato ma ugualmente prevedibile. Quel destino che si può interpretare come il limite cui ciascuno si sta avvicinando. L’esperienza di andare verso il proprio limite ed eventualmente raggiungerlo rappresenta per ciascuno dei personaggi il momento di non ritorno della relazione con l’altro che lo definisce.

 

Alle ore 19,30 Aperitivo Matematico “Anche l’infinito ha i suoi limiti”

Con Sergio Rinaldi, ingegnere, matematico applicato e Tullia Norando, matematica, del Politecnico di Milano

 

Un viaggio affascinante attraverso le molteplici discipline in cui entrano le idee e i metodi infinitesimali, le cui applicazioni fanno parte ormai della nostra vita quotidiana. L’invenzione del calcolo infinitesimale, accanto alla geometria euclidea, è la più grande creazione di tutta la matematica, che accoglie così i procedimenti infiniti, cui il concetto di limite dà diritto di cittadinanza, strappandoli alla vaghezza e dalla contraddittorietà, rendendoli rigorosi, praticabili. Ma … anche l’infinito ha i suoi limiti!

 

Lunedì 27 gennaio 2014 ore 20,30

APPUNTAMENTO AL LIMITE – Il calcolo sublime

Drammaturgia a cura di Riccardo Mini – Regia di Valentina Colorni

Consulenza matematica di Tullia Norando e Paola Magnaghi (Politecnico di Milano)

Effetti video e riprese Virginio Levrio e Davide Ganito - VAS

Progetto TeatroinMatematica a cura di Maria Eugenia D’Aquino

Produzione PACTA.dei Teatri – Scienza In Scena

Interpreti Maria Eugenia D’Aquino, Riccardo Magherini, Vladimir Todisco Grande

 

Posto unico € 18 – Insegnanti €  15 – Studenti € 13,50

Recite per le scuole ore 11,30 e ore 15 – € 15/11,50

Per prenotazioni: 02 55181377 – 02 55181362

Per scuole e gruppi organizzati: Progetto Teatro  02 5466367 – 02 55187234

 

Teatro Carcano – corso di Porta Romana, 63 – 20122 Milano – www.teatrocarcano.com

 

Grande appuntamento per gli appassionati di teatro e del grande Kafka!

Martedì 4 febbario alle 21.00 debutta al Teatro Verdi di Milano lo spettacolo KAFKA Cabaret, rappresentazione comica con l’attore Angelo Ferrara e la musica di Vladimir Denissenkov, virtuoso di fisarmonica bajan di fama mondiale.

Lo spettacolo comico è prodotto da “LaChiaveNellaToppa” di Angelo Ferrara e si basa su di una serie frammenti e folgorazioni dall’opera omnia del grande scrittore praghese di origine ebraica.

La comicità dello spettacolo è nell’interpretazione dell’attore, Angelo Ferrara, alle prese con l’assurdo della scrittura kafkiana, che egli stesso ha attinto da lettere, diari e aforismi dello scrittore. Ferrara diventa clown della voce e scatena un esilarante gioco vocale, mimando l’avanspettacolo in un divenire ludico e buffone.

A ricamare, ritmare e rilanciare le sequenze comiche è la musica del virtuoso di bajan Vladimir Denissenkov, musicista di fama mondiale. Il bajan è uno strumento affine alla fisarmonica (di cui costituisce una variante) adattato nel secolo scorso alle esigenze tecniche del repertorio russo. La sonorità liquida dello strumento rievoca il tema dell’avanspettacolo, in un’atmosfera tra il circense e il popolare-ebraico, dando impatto e forma alla drammaturgia.

Ma cosa dicono i diretti interessati?

Angelo Ferrara: “Cercavo un fisarmonicista che mi spalleggiasse per le atmosfere da locale notturno, circensi e ho trovato il più grande. Vladimir Denissenkov è in grado di far vibrare e danzare tutto intorno a sé, il teatro si immerge nell'ebbrezza musicale e la letteratura di partenza diventa puro ritmo, divertimento”.

Vladimir Denissenkov: “L’incontro con Angelo Ferrara mi ha colpito: quando l’ho visto recitare ho ammirato la sua bravura, il suo controllo vocale e il suo modo di tenere la scena. Ci accomuna uno spirito di entusiasmo vittorioso,  è con questo slancio da gladiatori che presentiamo la prima di KAFKA Cabaret al Teatro Verdi”.

 

KAFKA Cabarett: un appuntamento al quale non si può mancare!

 

KAFKA Cabaret

spettacolo demodée per voce bajan e presenze ingiustificate

 

con Angelo Ferrara e Vladimir Denissenkov

prodotto da  LaChiaveNellaToppa

 

(Teatro Verdi - Via Pastrengo 16 – M2 uscita Via Pepe - Milano)

 

Per prenotazione spettacolo: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., tel: 328.5628188

e Teatro Verdi tel. 02.6880038

Grande appuntamento con il teatro d’autore presso il Teatro Franco Parenti.

Ad andare in scena sarà infatti, dal 14 al 19 gennaio, “Tre atti unici da Anton Checov”, che rientra in un progetto di riscrittura scenica che cerca di scardinare la struttura chiusa dei tre atti unici checoviani (“L’orso”, “La domanda di matrimonio”, “L’anniversario”), allontanandosi anche da connotazioni storico-geografiche folkloristiche per arrivare all’universale. Anton Cechov cercava di catturare la vita così com’è, lontano dal soggettivismo e dal facile lirismo. Cercava un’emozione che non fosse sentimentalismo, un senso del tragico che non fosse melodramma, un umorismo raffinato. Detestava la magniloquenza e la retorica. A teatro non sopportava gli attori che recitavano troppo. Per giungere all'universale, la compagnia teatrale capeggiata da Roberto Rustioni ha lavorato ad una recitazione tesa ad una verità scenica insistendo sul corpo, sui corpi isterici e nevrotici, corpi che esplodono e crollano, il corpo come veicolo per cui il teatro entra nella vita.

 

Un’occasione da non perdere per vivere le emozioni del teatro di Cechov, un’esperienza da regalare e regalarsi.

 

 

 

Tre Atti Unici da Anton Checov

14-19 gennaio 2014

Sala Grande

 

Teatro Franco Parenti

Via Pier Lombardo 14, Milano

 

Ideazione e regia di Roberto Rustioni

Drammaturgia Chiara Boscaro

Coreografie Olimpia Fortuni

con Antonio Gargiulo, Valentina Picello, Roberta Rovelli, Roberto Rustioni

 

Coproduzione Associazione Teatro C/R – FattoreK – Olinda

in collaborazione con Festival Castel dei Mondi di Andria 2012

 

 

Biglietti: Intero  €32

Over 60/Under 25 €16

Convenzioni €22,50 Orari:

mart - giov - ven - sab h.20.45; merc h. 19.30; dom h. 15.30

lunedì riposo

 

Per maggiori informazioni: 02 59995206 – biglietteriaeatrofrancoparenti.it – http://www.teatrofrancoparenti.it

Doppio appuntamento con il teatro a Milano. Il Teatro Elfo Puccini mette in scena il 18 novembre due debutti, Road Movie e Vocazione, per la regia rispettivamente di Sandro Mabellini e Danio Manfredini.

 

Road Movie è in programma alle 19.30 in sala Bausch. Si tratta del pluripremiato spettacolo di Godfrey Hamilton, scritto negli anni Novanta, affresco di un’epoca offuscata dalla minaccia dell’AIDS, che stava assumendo in quel periodo i connotati di una vera e propria epidemia. È un testo commovente, che descrive la complessità dell’amore e della morte, specie quando i due sentimenti sono legati. Racconta la storia di Joel, gay trentenne, imbarcatosi in viaggio allo scopo di incontrare il suo amato Scott. È l’inizio di un’avventura in un percorso che lo trasformerà profondamente attraverso l’incontro con uomini e donne che hanno fatto esperienza della perdita degli affetti più cari.

Attore protagonista, in tutti i sensi, Angelo Di Genio, che grazie all’allestimento curato da Sandro Mabellini è in grado di interpretare tutti i personaggi del testo, accompagnato da Piero Salvatori, fenomeno del violoncello.

 

Vocazione è in cartellone alle 21.00, in sala Fassbinder. È uno spettacolo ideato, curato e realizzato da Danio Manfredini, con l’obiettivo di tracciare un quadro sulla figura dell'attore teatrale, dei vari stadi che attraversa e che lo conducono alla creazione. Un ambizioso progetto che studia come si contaminano i piani della vita con quelli dell'arte e viceversa. Quando spesso la vocazione non basta e il talento non è sufficiente, Manfredini mette a nudo l’attore, oltre che il personaggio, con l’aiuto di testi emblematici presi in prestito dalla storia del teatro, dalla Nina del Gabbiano di Cechov, all'anziano divo del Minetti di Thomas Bernhard, fino all'ex-attore nel testo di Fassbinder Un anno con 13 lune.

 

Inoltre, in occasione dei debutti di Road Movie e Vocazione, LILA Milano offre al pubblico la possibilità di eseguire gratuitamente il test salivare per l'HIV, a partire dalle 20.00 fino alle 23.00. L’esame è effettuato da professionisti qualificati attraverso un semplice prelievo di saliva, che consentirà di ricevere l’esito nei 20 minuti successivi.

 

 

INFO

Teatro Elfo Puccini

C.so Buenos Aires, 33 – Milano

 

Road Movie

Dal 18 al 27 novembre

Durata: 90'

Orari: martedì – sabato 19:30 / domenica 15:30

Prezzi: 15 €

 

Vocazione

Dal 18 al 23 novembre

Durata: 85' senza intervallo

Orari: martedì – sabato 21:00 / domenica 16:00

Prezzi: intero € 30.50 / martedì posto unico € 20 / ridotto € 16 / scuole € 12 / sostenitore € 40.50

 

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Photo credits: Manuel Scrima

Al teatro Elfo Puccini arriva un classico del Novecento: “Morte di un commesso viaggiatore”, in prima nazionale al teatro meneghino, all’interno del programma “Autunno Americano”.

Elio De Capitani, regista e protagonista, si confronta con l’opera di Miller dopo il lavoro su Tennessee Williams, per proseguire una personale riflessione sulla vita d'oggi e sul tema dei rapporti tra giovani e adulti attraverso la drammaturgia americana d'ogni epoca.

Accanto a lui nel ruolo della moglie Linda Loman, la sua compagna d'arte e di vita Cristina Crippa, protagonista dei suoi recenti allestimenti di Improvvisamente, l’estate scorsa e della Discesa di Orfeo; i figli dei protagonisti (Biff e Happy) sono interpretati da Angelo Di Genio e Marco Bonadei, giovani attori dell'applauditissimo gruppo di The history boys, come lo sono anche Vincenzo Zampa (Howard) e Andrea Germani che è Bernard, il figlio di Charlie, l'amico-antagonista, interpretato da Federico Vanni. Da History boys arriva anche Gabriele Calindri, da alcuni anni presenza costante nelle produzioni dell'Elfo, che qui è lo zio Ben. Due giovani attrici completano il cast: Alice Redini (già protagonista all'Elfo in Viva l'Italia) e Marta Pizzigallo, premio Hystrio 2013.

 

 

Miller racconta gli ultimi due giorni di vita di un commesso viaggiatore, prima del suo suicidio, riuscendo a mettere in luce, oltre alla precarietà della sua condizione socio-economica  il dramma di un fallimento esistenziale. Brillante venditore dalla lingua sciolta, Loman si ritrova improvvisamente incapace illudersi e illudere,  distruggendo così la propria carriera e ritrovandosi escluso dal grande “sogno americano” che aveva sempre inseguito.Ormai incapace di stare nella realtà - con i piedi ben piantati "sui gradini della metropolitana"  - Willy non distingue più tra presente e passato, sogni e ricordi, tra quanto si agita nella sua testa (il titolo avrebbe dovuto essere proprio The inside of his head) e la vita vera. Per mettere in scena questo groviglio di emozioni, Arthur Miller sceglie una via totalmente innovativa: tutto quello che "accade" nella mente di Willy, viene messo concretamente in scena, senza distinzioni tra flash-back, ricordi o visioni future.

La regia e l'interpretazione di De Capitani seguono questa strada, come anche la scena di Carlo Sala che non individua luoghi deputati, ma ridisegna il palco con una parete obliqua, da cui emergono pochi elementi e arredi, per definire uno spazio (e un tempo) che è mentale e fisico, dentro e fuori, presente e passato.

 

Morte di un commesso viaggiatore

di Arthur Miller

traduzione di Masolino d'Amico

regia Elio De Capitani

scene e costumi Carlo Sala

luci Michele Ceglia

suono Giuseppe Marzoli

con Elio De Capitani, Cristina Crippa, Angelo Di Genio, Marco Bonadei, Federico Vanni (sostituito da Massimo Brizi a partire dal 21 gennaio), Andrea Germani, Gabriele Calindri, Alice Redini, Vincenzo Zampa, Marta Pizzigallo

produzione Teatro dell'Elfo

 

Elfo Puccini, sala Shakespeare,

corso Buenos Aires 33, MI

 

Da venerdì 10 gennaio a domenica 2 febbraio

Martedì/sabato ore 20:30, domenica ore 16:00

Prezzi: intero € 30.50 - ridotti € 27 e € 16 - martedì € 20

 

 

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