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Sabato 30 novembre e domenica 1° dicembre la Compagnia della Fortezza porta in scena MERCUZIO NON VUOLE MORIRE La vera tragedia in Romeo e Giulietta, ideazione e regia Armando Punzo e con Aniello Arena, vincitore del Nastro d'Argento 2013 come miglior attore protagonista per il film Reality di Matteo Garrone
Nata all'interno del Carcere di Volterra la Fortezza è la più antica e celebre compagnia di detenuti-attori d’Italia. Conosciuta nel mondo per la forza e l’originalità di spettacoli di grande impatto emotivo, ne fanno parte attori che sono ormai celebrità, tra tutti Aniello Arena, il pluripremiato protagonista di Reality di Matteo Garrone. Quasi 50 attori in scena per portare sul palco, ribaltandolo e tradendolo, il classico dei classici: Romeo e Giulietta di Shakespeare. Al centro della vicenda per questa volta non ci saranno i due innamorati, ma Mercuzio, che sfuggendo alla trama della tragedia si rifiuta di morire, si rifiuta di smettere di sognare.
Al pubblico dello spettacolo viene richiesto di portare due semplici oggetti che serviranno alla realizzazione di alcune scene collettive: un libro (che abbia un valore simbolico e rappresenti qualcosa di importante per la propria vita), un guanto rosso (di cotone, di lana o anche di gomma).
Romeo: Basta, basta, Mercuzio! Tu parli di nulla. Mercuzio: Giusto, giusto io parlo dei sogni… che sono figli di una mente vagabonda pieni soltanto di vana fantasia, che ha meno sostanza dell’aria ed è più incostante del vento che ora corteggia le gelide gole del nord e poi furibondo fugge lontano tornando al sud in cerca di calore. È in questo preciso istante che muore Mercuzio. Tebaldo in seguito affonderà la spada nel corpo di un uomo, ormai svuotato del suo valore più grande: la capacità di sognare.
La Leggerezza! La Leggerezza! La Leggerezza pensosa! Urla gioioso Mercuzio ferito a morte per le strade della bella Verona. Nella morte di Mercuzio c’è la morte di un mondo, di una parte fondante e fondamentale senza la quale l’uomo scivola inevitabilmente verso la tragedia. Gli artisti e i poeti vengono schiacciati e sacrificati in democrazia come sotto un qualsiasi totalitarismo. A nulla serve l’illusione della libertà d’espressione, quando sono tagliati “culturalmente” tutti i ponti verso chi dovrebbe essere il destinatario ultimo della libertà che solo la cultura può dare. Cambiano i tempi e le stagioni politiche, ma non cambia il rapporto di sudditanza che il potere instaura con i gli uomini di cultura non allineati. Sono troppi gli esempi che testimoniano questa consuetudine, di sudditanza dell’arte alla politica, tanto che ormai si è fatta regola. Personaggi, solo personaggi frutto di una fantasia, per alcuni. Tutto ha inizio nello spazio del teatro. Spazio fuori dal tempo ordinario, tempo altro per Mercuzio, che vivendo e rivivendo la sua ineluttabile morte, giorno dopo giorno, replica dopo replica, ferito dalla banalità crudele del ruolo che gli è capitato, sfugge la trama della sua storia, svia l'incontro fatale, evoca altri luoghi. Come un attore finge la morte di Mercuzio, lui finge fino in fondo, per contrasto, il suo desiderio di vivere. Mercuzio non sta al suo ruolo, alle azioni, alle parole previste per lui. Vuole far capire a tutti quanto è importante la sua entità, la sua forma spirituale. Lui è lui, ma attraverso lui è la poesia che si manifesta, un'altra possibilità che è nell'essere umano. Lottare contro la negazione di questa possibilità è il senso della sua esistenza. L'evento che ha avuto inizio in quella parte della città detta reclusa è concepito come se fosse un bozzetto, un crogiuolo dove si rifà il mondo. Mercuzio, ferito a morte, riscrive la sua storia. Ogni azione sulla scena, come per incanto, si riverbera nello spazio circostante fino a contagiarlo, ogni pensiero produce azioni, evoca fantasmi, che prendono forma nei luoghi circostanti.
Armando Punzo
Compagnia della Fortezza
MERCUZIO NON VUOLE MORIRE
La vera tragedia in Romeo e Giulietta
ideazione e regia Armando Punzo
ideazione scene e ambientazione Alessandro Marzetti, Silvia Bertoni, Armando Punzo
costumi Emanuela Dall'Aglio
musiche originali e sound design Andrea Salvadori
aiuto regia Laura Cleri
movimenti Pascale Piscina
video Lavinia Baroni
collaborazione alla drammaturgia Alessandro Bandinelli, Giacomo Trinci, Lidia Riviello
bozzetti di scena Silvia Bertoni
direzione allestimenti Carlo Gattai, Fabio Giommarelli
disegno luci Andrea Berselli
suono Alessio Lombardi
collaborazione artistica Manuela Capece, Stefano Cenci, Luisa Raimondi
assistente alla regia Alice Toccacieli
altre assistenti Elena Turchi, Carolina Truzzi, Marta Panciera, Daniela Mangiacavallo
assistente alla realizzazione delle scenografie e allestimenti Yuri Punzo
direzione organizzativa Cinzia de Felice
organizzazione e coordinamento Domenico Netti
amministrazione Isabella Brogi
collaborazione amministrativa e segreteria Giulia Bigazzi
con gli detenuti-attori della Compagnia della Fortezza: Aniello Arena, Abderrahim El Boustani, Giuseppe Calarese, Francesco Felici, Alban Filipi, Gianluca Matera, Massimiliano Mazzoni, Rosario Saiello, Danilo Schina, Massimo Terracciano, Giuseppe Venuto
e con: Tiziana Colagrossi, Antonino Mammino, Marco Mario Gino Eugenio Marzi, Franceso Nappi, Roberto Raspollini, Francesca Tisano, Edrisa Wadda
e la partecipazione dei giovanissimi Amelia Brunetti, Gregorio Mariottini, Andrea Taddeus Punzo de Felice, Tommaso Vaja
voce Anna Grazia Benassai
trombone Fabio Laurenza
musiche originali eseguite dal vivo Andrea Salvadori
con la partecipazione straordinaria del contraltista Maurizio Rippa
e gli interventi aerei di Mattatoio Sospeso / Marco Mannucci e Alessandra Lanciotti
social media partner Simone Pacini/fattiditeatro
hashtag #mercuziomilano
TIEFFE TEATRO MENOTTIvia Ciro Menotti 11 20129 Milano
ORARI SPETTACOLI
lunedì riposo martedì, giovedì, venerdì, sabato ore 21.00 mercoledì ore 19.30 domenica ore 17.00 teatro ragazzi ore 10.30
PRENOTAZIONI E INFORMAZIONI
Biglietteria Tieffe Teatro Menotti via Ciro Menotti 11, Milano tel. 02 36592544 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
ORARI BIGLIETTERIA
da un’ora prima dell’inizio dello spettacolo da lunedì a venerdì dalle 15.00 alle 19.00 sabato dalle 16.00 alle 19.00 domenica un’ora prima dell’inizio dello spettacolo
Dopo lo straordinario successo ottenuto ne “La coscienza di Zeno”, Giuseppe Pambieri veste i panni di Giacomo Leopardi in L’INFINITO GIACOMO, lunedì 9 dicembre al Teatro Carcano. Uno spettacolo che ritrae un artista senza tempo, al di là di ogni regola, creatore di eterna bellezza.
La scoperta di un Giacomo Leopardi inedito, di un genio precocissimo, di un adolescente inquieto, di un amante appassionato, di un uomo che ha il coraggio di guardare la realtà e accettare la verità del dolore senza compromessi e facili giustificazioni. L’umanità irriverente del poeta e il suo spirito dissacrante sono al centro di questo viaggio attraverso le sue opere: l’Epistolario, lo Zibaldone, gli scritti filosofici e politici, le Operette Morali e i Canti.
L’imperfezione del genio, in tutta la sua irregolarità, conduce alla solitudine, a un pellegrinaggio estenuante nell'universo. Leopardi è un re senza regno, è Amleto che arriva oltre il limite del conoscibile, supera la coscienza affermando la vita nel suo groviglio inestricabile di bene e male; per il genio tutto è noia, è tedio incommensurabile. Il poeta di Recanati, con lucido disincanto, affonda a piene mani nella verità e ne trae la radice del dolore.
Leopardi, affettuosamente Giacomo, nel nostro viaggio, non appare così distaccato e lontano dai piaceri terreni, non ci sembra affatto disinteressato a ciò a cui aspira la gente comune. Giacomo è vulnerabile, ansioso, riservato, schivo, eppure è pervaso da un desiderio inesauribile di vita. Giacomo è goloso, non può fare a meno di dolci, cioccolata, paste alla crema e gelati. In questo ricorda Mozart, altra creatura divina nella sua sregolatezza.
La biografia romanzata che esce dalle pagine dell’Epistolario e dello Zibaldone ci aiuta a costruire un ritratto singolare ed inedito del nostro poeta. Leopardi, con grande sincerità, confessa le sue paure come la sua fobia per l’acqua, un fastidio che giungerà al parossismo e alla comicità, culminando nel rifiuto del bagno almeno settimanale. Non mancano gli spunti divertenti per riflettere sul suo rapporto con l’eros e la sessualità. Nelle sue stesse parole, il desiderio di una vita normale è incessante: il dono della poesia appare spesso come una maledizione divina che lo segna come diverso, lo condanna a una sofferenza eterna e lo affranca contro ogni sua volontà dal mondo che lo circonda.
Leopardi non è tutto nella sua poesia. La sua ricerca affettiva attraversa i secoli e incontra una disperata umanità che per sopravvivere alla storia che avanza, non può che stringersi in una solidarietà reale che diventa l’unica possibilità di sopravvivenza, ancora oggi per tutti noi.
Giuseppe Argirò
Al Teatro Carcano di Milano
lunedì 9 dicembre 2013 ore 20,30
Giuseppe Pambieri
L’INFINITO GIACOMO
Vizi e virtù di Giacomo Leopardi
Ritratto inedito del poeta attraverso le sue opere
Drammaturgia e regia Giuseppe Argirò
Produzione Teatro Carcano
Posto unico € 18,00 – Insegnanti € 15,00 - Studenti € 13,50Durata 1 ora e 15 minuti - E’ valido l’abbonamento “Invito a teatro”
Per informazioni e prenotazioni 02 55181377 – 02 55181362
Per gruppi organizzati Progetto Teatro 02 5466367 – 02 55187234
Prevendite on-line
Teatro Carcano – corso di Porta Romana, 63 – 20122 Milano
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Da mercoledì 4 dicembre a domenica 15 dicembre: LA BROCCA ROTTA di Heinrich von Kleist al Teatro Carcano. Non perdetevi inoltre l’incontro – a ingresso libero – con la compagnia teatrale giovedì 5 dicembre.
Questa commedia nasce da una scommessa, da un gioco: e poche volte un’opera d’arte ha portato così evidenti, anche al suo interno, i segni del gioco e della scommessa. Fu in Svizzera nel 1802 che Kleist e i suoi amici Wieland e Zschokke decisero di trarre una commedia, una satira e un racconto da un’incisione di Le Veau intitolata La cruche cassée. Wieland rinunciò all’esecuzione del suo progetto, Zschokke mise insieme un mediocre racconto mentre Kleist, leggendo con acume ispirato le fisionomie e i gesti di quella piccola gente in ambiente fiammingo-olandese, ne trasse la migliore e sostanziosa commedia di tutto il teatro tedesco.
Che l’autore non ci vedesse solo un’occasione di riso disimpegnato risulta evidente a chiunque conosca la radicale tragicità e problematicità dell’opera di Kleist.
Adamo, il giudice del villaggio è parente dei vecchi semidei osceni e beffardi dal piede caprino, dalla coda villosa, dalle corna di becco, dall’appendice erotica spropositata. Così come certi servi della commedia plautina, come gli Zanni della Commedia dell’Arte, come quasi tutti i personaggi del Ruzante, il Falstaff di Shakespeare, l’Ubu Roi di Jarry. Commedia della piccineria umana, infestata da superstizione e corruzione: la si potrebbe leggere tutta come una parodia del potere, per questa volta senza niente di cruento o irrimediabile. Il nucleo della Brocca rotta è Adamo con le sue infinite risorse di mentitore e con quella fuga finale per i campi innevati, sotto gli occhi di tutti, la parrucca, antiquato simbolo di un’autorità abusiva e coperta di vergogna, che gli sbatte sulla schiena.
Dal punto di vista artistico La brocca rotta è l’opera perfetta di Kleist. Il progressivo districarsi del nodo degli equivoci, nella parte culminante e conclusiva, qui non stona e non disturba come nelle sue tragedie, ma anzi conferisce alla commedia una magnifica struttura e uno sviluppo ascendente unitario. Un esercizio perfetto, che ha illuso ed estasiato generazioni di amatori. Qui l’autore volle costruire nel suo “astratto furore” una commedia, forse per distrarsi dal troppo duro impegno tragico, e la costruì limpida e salda, a regola d’arte, esemplare. Lo spettacolo ha debuttato in prima nazionale a Bolzano il 7 novembre.
Adamo, giudice disonesto e un po’ infingardo di un villaggio olandese, ha tentato un’avventura notturna con una ragazza giovane e bella, Eva, la quale gli ha resistito; scoperto senza però essere riconosciuto, l’uomo le ha prese di santa ragione da Ruprecht, fidanzato di lei. Nel tafferuglio viene rotto un orcio di un certo valore, di cui la madre della ragazza chiede il risarcimento con una querela presentata davanti al giudice. La donna è convinta che il colpevole del danno materiale e dell’impresa amorosa sia il fidanzato e pertanto pretende che ripari sposando la figlia. Il processo si svolge alla presenza di un consigliere di giustizia venuto da Utrecht per un’ispezione all’ufficio del giudice; nonostante ricorra alle più sfrontate menzogne, il giudice Adamo è assediato dalla verità, fino a quando Eva lo accusa apertamente.
LA BROCCA ROTTA
di Heinrich von Kleist
Traduzione Cesare Lievi
Scene Gisbert Jaekel - Costumi Roberto Banci
Regia Marco Bernardi
Produzione Teatro Stabile di Bolzano
Personaggi e interpreti Walter, consigliere di giustizia Carlo Simoni; Adamo, giudice del villaggio Paolo Bonacelli; Lume, cancelliere Roberto Tesconi; Signora Marta Rull Patrizia Milani; Eva, sua figlia Irene Villa; Veit Tumpel, contadino Riccardo Zini; Ruprecht, suo figlio Riccardo Sinibaldi; Signora Brigida Giovanna Rossi; Un servitore Maurizio Ranieri; Lisa Valentina Morini; Greta Karoline Comarella
Orari feriali ore 20,30 – domenica ore 15,30 – lunedì riposo
Prezzi poltronissima € 34,00 – balconata € 25,00
Per informazioni e prenotazioni 02 55181377 – 02 55181362
Per gruppi organizzati Progetto Teatro 02 5466367 – 02 55187234
Prevendite on-line
Teatro Carcano – corso di Porta Romana, 63 – 20122 Milano
www.teatrocarcano.com
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Serata di debutto giovedì 21 novembre per “Miseria e Nobiltà”, in scena al Teatro Franco Parenti fino al primo dicembre 2013.
“Miseria e nobiltà” è uno dei titoli più famosi della drammaturgia universale di tutti i tempi. Cavallo di battaglia dei più grandi attori napoletani (e non) del secolo scorso, viene presentato da noi, integralmente in italiano, in una edizione ricchissima di grandi interpreti, scene e costumi. Lo spettacolo si avvarrà di una riduzione di Geppy Gleijeses che farà tesoro del testo originale di Eduardo Scarpetta, dell’adattamento di Eduardo De Filippo e della sceneggiatura del film di Mario Mattoli con Totò.I tre sono reduci dal successo de Lo scarfalietto dello stesso autore e di A Santa Lucia di Raffaele Viviani.
La commedia ha come protagonista Felice Sciosciammocca, celebre maschera di Eduardo Scarpetta, e la trama gira attorno all'amore del giovane nobile Eugenio per Gemma, figlia di Gaetano, un cuoco arricchito. Il ragazzo è però ostacolato dal padre, il marchese Favetti, che è contro il matrimonio del figlio per via del fatto che Gemma è la figlia di un cuoco. Eugenio si rivolge quindi allo scrivano Felice per trovare una soluzione. Felice e Pasquale, un altro spiantato, assieme alle rispettive famiglie, si introdurranno a casa del cuoco fingendosi i parenti nobili di Eugenio.
La situazione si ingarbuglia poiché anche il vero Marchese Favetti è innamorato della ragazza, al punto di frequentarne la casa sotto le mentite spoglie di Don Bebè. Il figlio, scopertolo e minacciatolo di rivelare la verità, lo costringerà a dare il suo consenso per le nozze.
21 novembre - 1 dicembre 2013
Sala Grande
MISERIA E NOBILTÁ
di Eduardo Scarpetta
con Geppy Gleijeses, Lello Arena e Marianella Bargilli
e con Gina Perna, Antonio Ferrante, Gino De Luca,Loredana Piedimonte, Antonietta D’Angelo, Vincenzo Leto, Jacopo Costantini, Silvia Zora,Francesco De Rosa
regia Geppy Gleijeses
Produzione Teatro Stabile di Calabria/ Teatro Quirino
PREZZO
Intero €32
Over60/Under25 €16
Convenzione €22,50
ORARI
martedì - giovedì - venerdì - sabato h.20.45
mercoledì h. 19.30
domenica h. 15.30
*lunedì riposo
INFO
Biglietteria – 02 59 99 52 06
Non è un romanzo, non è un saggio, non è un manuale: L’odore del legno e la fatica dei passi, la prima fatica di Alberto Oliva, è il racconto di una vita, delle esperienze, delle gioie e dei dolori di un giovane che, a soli 28 anni, ha già un bagaglio notevole di cose da raccontare e di insegnamenti da offrire.
Laureato in Scienze dei Beni culturali all’Università degli Studi di Milano, e si è diplomato in regia alla Scuola d’arte drammatica Paolo Grassi. Nonostante la sua giovane età, può vantare numerose regie teatrali, sia nell’ambito della drammaturgia contemporanea che nella rivisitazione in chiave moderna dei grandi classici, e il prestigioso “Premio Internazionale Luigi Pirandello” del 2012 come miglior regista emergente.
Non un “bamboccione”, non lo specchio della gioventù svogliata e nullafacente che ci viene spesso presentata, ma un ragazzo che ha sempre tenuto vivi i suoi interessi, che si è rimboccato le maniche per realizzare i propri sogni.
Con sguardo ironico e lucido Oliva racconta il suo percorso: le fortune e le sventure, i compagni di viaggio, i buoni consiglieri e i cattivi maestri sono i protagonisti di un racconto che esprime lo spirito del nostro tempo. Un percorso di formazione che con passo leggero attraversa le aule universitarie, i corridoi dei teatri, le sale prova, gli studi medici e perfino la sala di aspetto di uno stralunato Vittorio Sgarbi, protagonista involontario di uno degli episodi più divertenti del libro.
Attraverso il percorso di Alberto, si racconta l’Italia di oggi, le sue problematiche, la difficoltà di essere giovani con un futuro ancora da costruire, ma anche le sue bellezze, la voglia di una rinascita che serpeggia e la possibilità di realizzarsi anche qui, nel paese più bello del mondo.
dal 15 novembre in libreria
L’odore del legno e la fatica dei passi Resto in Italia e faccio teatro di Alberto Oliva ATì Editore introduzione di Giorgio Galli
Mercoledì 13 Novembre alle 18,00 non perdetevi il primo incontro di “Classici, che passione!”, il ciclo di appuntamenti organizzato dal Teatro Franco Parenti di Milano per coinvolgere il pubblico in un viaggio dentro l’opera e l’autore guidati da “interpreti” d’eccezione. Un percorso che incrocia teatro, filosofia, musica, storia, psicanalisi, attraverso sette opere che hanno profondamente segnato il linguaggio e il pensiero occidentali.
Ad inaugurare la serie di incontri ci sarà il filosofo e precedente sindaco di Venezia Massimo Cacciari, il quale – in occasione di Giorni felici di Samuel Beckett (12-14 novembre), con Nicoletta Braschi, Roberto De Francesco, regia di Andrea Renzi – terrà una lectio magistralis dal titolo “Dopo l'ultimo giorno. Riflessione su Samuel Beckett”.
Il mondo di prima è passato insieme alle parole che ne erano immagini, che lo "tradivano" in immagini. Questo non è più rappresentabile - e le parole ne devono esprimere proprio l'irrapresentabilità, fino a trasformarsi in voci, frammenti di voci, suoni più che voci, gesti più che suoni. Sul meridiano di queste riflessioni si colloca Beckett - oltre l'artista dell'ultimo giorno. (Massimo Cacciari)
Gli altri appuntamenti vedranno come protagonisti Luciano Canfora, Roberta De Monticelli, Umberto Galimberti, Fausto Malcovati, Quirino Principe, Massimo Recalcati.
Mercoledì 13 Novembre 2013
Ore 18,00
Teatro Franco Parenti
Via Pier Lombardo, 14 - 20135 Milano
biglietteria 02/59995206
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Iniziativa presentata da Teatro Franco Parenti e
partner unico Intesa San Paolo
Giunto alla sesta edizione il Bando Urgenze, dedicato alla promozione della Drammaturgia contemporanea, si trasforma in Bando NdN, grazie al lavoro in rete di NdN Network Drammaturgia Nuova.
Il network Drammaturgia Nuova è composto da Residenza Idra/Teatro Inverso (Brescia), Kilowatt Festival (Sansepolcro), Campo Teatrale (Milano), Teatro in Folio/Residenze Carte Vive (Meda), Teatridivetro/Triangolo Scaleno Teatro (Roma).
Per il bando NdN 2013/2014 sono stati selezionati cinque autori teatrali per partecipare a un progetto di accompagnamento e interscambio, finalizzato alla stesura di testi teatrali. I vincitori sono Marianna Di Muro, Pietro Dattola, Marco Gobetti, Riccardo Goretti e Giorgio Putzolu.
Curatore del progetto è il regista e drammaturgo torinese Gabriele Vacis, il quale incontrerà a Brescia presso la sede di Spazio Teatro Idra, i cinque autori selezionati per una prima fase di workshop nelle date del 30 novembre e del primo dicembre 2013.
Dopo questa prima fase di studio, nel periodo che va dal primo dicembre al 5 gennaio i drammaturghi stenderanno i testi definitivi che verranno presentati al pubblico, attraverso una lettura, il primo febbraio a Brescia per l'apertura del Wonderland Festival presso lo Spazio Teatro Idra.
Tema del bando proposto da Gabriele Vacis è: TRA LA STORIA E LE STORIE.
"Se butto indietro lo sguardo quello che vedo è un’oscillazione. Ho oscillato continuamente tra le storie e la Storia. All’inizio ho raccontato la grande Storia, i miti: la tavola di Mendeleev, Goethe, il cinema neorealista… Ma questo nasceva dal bisogno di “generalizzare” piccole storie: il primo spettacolo che ho fatto con il Laboratorio Teatro Settimo raccoglieva vicende quotidiane di una periferia industriale. Poi, i miti, mi hanno riportato alle piccole storie individuali: quando andavamo in colonia, da bambini, o l’immigrazione dei nostri genitori. E queste peripezie minime ci hanno rispinto verso i grandi eventi, come la tragedia o la saga industriale degli Olivetti. Insomma, credo che sia utile raccontare questa oscillazione, e provare ad oscillare tra le storie e la Storia, a chi, oggi, vuole partecipare alla riedificazione della memoria collettiva."
Gabriele Vacis
E' in scena dall'8 fino al 17 ottobre Pippo Delbono, al Piccolo Teatro Strehler, con la sua nuova produzione teatrale: Orchidee.
“Orchidee è una riflessione, c'è un uso del cinema, della fotografia, con richiami all'Africa, ai viaggi. Per osservare, più che per narrare", così Delbono descrive il nuovo frutto del suo ingegno.
Uno spettacolo dal titolo simbolico, per restituire l'idea di un tempo, il nostro, in cui il privato e il pubblico, il politico e lo spirituale, sono reale e falso. Con noi che ci alimentiamo di detriti, la mantide religiosa che pare un fiore, le cose politiche dietro le quali non sai mai che c'è, con relativa sfiducia delle masse, fino ad arrivare al teatro che, forse, non sarà più uno specchio dei tempi, ma continua a catturarci e a farci innamorare, con il suo potere catartico e liberatorio di cui erano a conoscenza persino gli antichi greci.
Una performance in cui il grande regista impegna tutto se stesso, senza risparmiarsi, mettendo a nudo il proprio cuore e la propria anima per regalarla a chi siede al di là del palco, per comunicare un senso di smarrimento che ha colpito la nostra società, in cui è sempre più difficile distinguere ciò che è vero ed importante da ciò che non lo è, ma lasciando sempre un senso di speranza, rimasto a guidarci ancora una volta fuori dalle tenebre.
Dodici performers, dodici voci differenti: voci vicine alla vita dell’artista e della sua compagnia, ma anche il suono dei testi che si porta sempre appresso, nuclei da Amleto, Romeo e Giulietta, Il giardino dei Ciliegi, un distillato di amore per il teatro.
Non manca la voce della madre scomparsa, di chi se ne è andato e non può più ritornare, ma, sulla scena di un teatro, può essere fatto rivivere, può essere di nuovo vicino. Non a caso orchidea in francese vuol dire eternità, qualcosa di afferrabile e inafferrabile allo stesso tempo.
Un' esibizione altamente emotiva a cui noi di Nerospinto abbiamo avuto il piacere di assistere e che consigliamo caldamente a chiunque abbia voglia di prendere parte a qualcosa di magico e fuori dal comune, in grado di farti commuovere e riflettere, come solo i grandi talenti sanno fare.
Piccolo Teatro Strehler dall’8 al 17 ottobre 2013 Orchidee uno spettacolo di Pippo Delbono con Dolly Albertin, Gianluca Ballarè, Bobò, Pippo Delbono, Ilaria Distante, Simone Goggiano, Mario Intruglio, Nelson Lariccia, Julia Morawietz, Gianni Parenti, Pepe Robledo, Grazia Spinella immagini Pippo Delbono musiche Enzo Avitabile luci Robert John Resteghini direzione tecnica Fabio Sajiz, suono Corrado Mazzone, luci e video Orlando Bolognesi, elaborazione costumi Elena Giampaoli, capo macchinista Gianluca Bolla, responsabile produzione Alessandra Vinanti, organizzazione Silvia Cassanelli, amministratore di compagnia Raffaella Ciuffreda produzione: Emilia Romagna Teatro Fondazione, Teatro di Roma, Nuova Scena- Arena del Sole- Teatro Stabile di Bologna, Théâtre du Rond Point- Parigi, Maison de la Culture d’Amiens- Centre de Création et de Production si ringrazia Cinémathèque suisse
Per informazioni consultare il sito
http://www.piccoloteatro.org/play/show/2013-2014/orchidee
Foto di Chiara Ferrin
Gianfranco Berardi e Gabriella Casolari tornano, dal 17 al 27 ottobre, al Teatro della Cooperativa di Milano con un nuovo spettacolo, In fondo agli occhi, per la regia di Cèsar Brie.
I due attori portano in scena uno spettacolo incentrato sui temi della crisi e della malattia che ne deriva,visti da due punti di vista: quello reale, della malattia fisica e della cecità, inteso come filtro attraverso cui analizzare il contemporaneo e l'altro metaforico,in cui la cecità è la condizione di un intero paese, che brancola nel buio alla ricerca di una via d'uscita.
Un paese in crisi è un paese malato, i cui abitanti sono malati: un tema forte, ma raccontato con poesia e ironia.
Il regista, Cèsar Brie, ha saputo unire la cecità (vera) di Gabriele Berardi con la cura (vera) che Gabriella Casolari vive nella sua vita quotidiana, portando sul palco l'Italia di oggi, rappresentata da due individui che si incontrano in un bar e narrano a vicenda la propria storia, le proprie speranze e i propri sogni mancati.
Finzione, autobiografia, realtà, dramma e ironia sono gli ingredienti di "In fondo agli occhi", uno spettacolo che non mancherà di emozionare e far discutere.
Per gli interessati, segnaliamo anche l'uscita del libro di Gianfranco Berardi, "In principio era il cieco", pubblicato da Editoria&Spettacolo, nella collana curata da Dario Tommasello, docente presso l'Università di Messina.
Teatro della Cooperativa (17/27 ottobre 2013)
ORARI: feriali e festivi ore 20.45 – lunedì riposo
PREZZI: intero 18 € - ridotti 13/8 €
www.teatrodellacooperativa.it - Via Hermada 8, Milano – tel. 02.64749997
"Non leggete, come fanno i bambini, per divertirvi, o, come fanno gli ambiziosi per istruirvi. No, leggete per vivere."
Con queste parole Gustave Flaubert esprimeva il significato profondo che per lui aveva la lettura.
I libri raccontano vite che, solo apparentemente, sono di altri. Le storie che leggiamo e in cui tanto ci immedesimiamo non sono altro che un riflesso della nostra esperienza. Le parole si liberano dalla loro dimensione astratta e prendono la forma di oggetti, paesaggi, persone. Leggere significa conoscere e comprendere sè stessi.
La lettura come metafora della vita, questa è l'essenza del collettivo culturale NOMADIdiPAROLE. Nato dall'unione di due giovani attori di teatro, Simone Gerace e Giulia Telli, con lo scrittore e autore televisivo Christian Mascheroni e con Alice Cimini, esperta di comunicazione e curatrice di eventi, il collettivo cerca di avvicinare le persone alla lettura, e lo fa in maniera del tutto innovativa e originale. I NOMADIdiPAROLE non si limitano a presentare i libri, ma li mettono "in scena" in giro per Milano: ogni volta in un diverso locale radunano il proprio pubblico per far conoscere, o meglio rivivere, nuove storie. Possiamo definirli brunch letterali o aperitivi teatrali, ovvero appuntamenti che mescolano riflessione e divertimento in un'atmosfera calda e intima.
Volete immergervi in un loro spettacolo?
I NOMADIdiPAROLE vanno in scena con una nuova rappresentazione tratta dal libro Mimose a dicembre (edizione Keller) di Maria Rosaria Valentini mercoledì 16 ottobre dalle 20,45 nella cornice della Hall of Fame, eccentrico bistrot sportivo in Piazza Piemonte, 8.
Mimose a dicembre è un omaggio all’ universo femminile attraverso le parole di Adriana, che lascia la sua terra, la Romania, per arrivare a Roma, città della speranza, dove è possibile un riscatto ed una nuova opportunità di vita.
Una storia dei nostri tempi raccontata con molta poesia dall’autrice Maria Rosaria Valentini, scrittrice e poetessa italo-svizzera, già segnalata al premio Schiller per la raccolta di poesie Sassi Muschiati e oggi al suo secondo romanzo.
Il collettivo culturale NOMADIdiPAROLE si confronta con un testo pieno di poesia e drammaticità dando vita alle vicende della protagonista Adriana e voce alle sue emozioni di immigrata: in scena per l’occasione i due attori Simone Gerace e Giulia Telli.
Mercoledì 16 ottobre
Ore 20,45
Hall of Fame- Sport Bistrot, Piazza Piemonte 8, Milano
Rappresentazione con consumazione e buffet: 7 euro
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