CHIAMACI +39 333 8864490

Questo sito utilizza solo cookies tecnici e di sessione. Non profiliamo in alcun modo i nostri utenti e non installiamo cookies di terze parti.

Accetto. Per saperne di piu'

Approvo

Informativa estesa Cookie Policy

Questo sito usa solo cookies tecnici e di sessione, non installiamo cookies di profilazione o marketing.

Cosa sono i cookie?

I cookie sono piccoli file di testo inviati dal sito al terminale dell’interessato (solitamente al browser), dove vengono memorizzati per essere poi ritrasmessi al sito alla successiva visita del medesimo utente. Un cookie non può richiamare nessun altro dato dal disco fisso dell’utente né trasmettere virus informatici o acquisire indirizzi email. Ogni cookie è unico per il web browser dell’utente. Alcune delle funzioni dei cookie possono essere demandate ad altre tecnologie. Nel presente documento con il termine ‘cookie’ si vuol far riferimento sia ai cookie, propriamente detti, sia a tutte le tecnologie similari.

Tipologia dei cookie

I cookie possono essere di prima o di terza parte, dove per "prima parte" si intendono i cookie che riportano come dominio il sito, mentre per "terza parte" si intendono i cookie che sono relativi a domini esterni. I cookie di terza parte sono necessariamente installati da un soggetto esterno, sempre definito come "terza parte", non gestito dal sito. Tali soggetti possono eventualmente installare anche cookie di prima parte, salvando sul dominio del sito i propri cookie.

Natura dei cookie

Relativamente alla natura dei cookie, ne esistono di diversi tipi:

Cookie tecnici (quelli che usiamo noi).

I cookie tecnici sono quelli utilizzati al solo fine di "effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica, o nella misura strettamente necessaria al fornitore di un servizio della società dell'informazione esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente a erogare tale servizio" (cfr. art. 122, comma 1, del Codice). Essi non vengono utilizzati per scopi ulteriori e sono normalmente installati direttamente dal titolare o gestore del sito web. Possono essere suddivisi in: • cookie di navigazione o di sessione, che garantiscono la normale navigazione e fruizione del sito web (permettendo, ad esempio, di autenticarsi per accedere ad aree riservate); essi sono di fatto necessari per il corretto funzionamento del sito; • cookie analytics, assimilati ai cookie tecnici laddove utilizzati direttamente dal gestore del sito per raccogliere informazioni, in forma aggregata, sul numero degli utenti e su come questi visitano il sito stesso, al fine di migliorare le performance del sito; • cookie di funzionalità, che permettono all'utente la navigazione in funzione di una serie di criteri selezionati (ad esempio, la lingua, i prodotti selezionati per l'acquisto) al fine di migliorare il servizio reso allo stesso.

Cookie di profilazione (noi non li usiamo)

I cookie di profilazione sono volti a creare profili relativi all'utente e vengono utilizzati al fine di inviare messaggi pubblicitari in linea con le preferenze manifestate dallo stesso nell'ambito della navigazione in rete. Per l'utilizzo dei cookie di profilazione è richiesto il consenso dell'interessato. L’utente può autorizzare o negare il consenso all'installazione dei cookie attraverso le opzioni fornite nella sezione "Gestione dei cookie". In caso di cookie di terze parti, il sito non ha un controllo diretto dei singoli cookie e non può controllarli (non può né installarli direttamente né cancellarli). Puoi comunque gestire questi cookie attraverso le impostazioni del browser (segui le istruzioni riportate più avanti), o i siti indicati nella sezione "Gestione dei cookie".

Cookie installati su questo sito

Ecco l'elenco dei cookie presenti su questo sito. I cookie di terze parti presentano il collegamento all'informativa della privacy del relativo fornitore esterno, dove è possibile trovare una dettagliata descrizione dei singoli cookie e del trattamento che ne viene fatto.

Elenco dei cookie presenti sul sito NEROSPINTO

Cookie di sistema
Il sito NEROSPINTO utilizza cookie per garantire all'utente una migliore esperienza di navigazione; tali cookie sono indispensabili per la fruizione corretta del sito. Puoi disabilitare questi cookie dal browser seguendo le indicazioni nel paragrafo dedicato, ma comprometterai la tua esperienza sul sito e non potremo rispondere dei malfunzionamenti.

Se è già stato dato il consenso ma si vogliono cambiare le autorizzazioni dei cookie, bisogna cancellarli attraverso il browser, come indicato sotto, perché altrimenti quelli già installati non verranno rimossi. In particolare, si tenga presente che non è possibile in alcun modo controllare i cookie di terze parti, quindi se è già stato dato precedentemente il consenso, è necessario procedere alla cancellazione dei cookie attraverso il browser oppure chiedendo l'opt-out direttamente alle terze parti o tramite il sito http://www.youronlinechoices.com/it/le-tue-scelte Se vuoi saperne di più, puoi consultare i seguenti siti: • http://www.youronlinechoices.com/ • http://www.allaboutcookies.org/ • https://www.cookiechoices.org/ • http://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/3118884

Come disabilitare/cancellare i cookie mediante configurazione del browser

Chrome 1. Eseguire il Browser Chrome 2. Fare click sul menù presente nella barra degli strumenti del browser a fianco della finestra di inserimento url per la navigazione 3. Selezionare Impostazioni 4. Fare clic su Mostra Impostazioni Avanzate 5. Nella sezione “Privacy” fare clic su bottone “Impostazioni contenuti“ 6. Nella sezione “Cookie” è possibile modificare le seguenti impostazioni relative ai cookie: • Consentire il salvataggio dei dati in locale • Modificare i dati locali solo fino alla chiusura del browser • Impedire ai siti di impostare i cookie • Bloccare i cookie di terze parti e i dati dei siti • Gestire le eccezioni per alcuni siti internet •

Eliminare uno o tutti i cookie Mozilla Firefox 1. Eseguire il Browser Mozilla Firefox 2. Fare click sul menù presente nella barra degli strumenti del browser a fianco della finestra di inserimento url per la navigazione 3. Selezionare Opzioni 4. Selezionare il pannello Privacy 5. Fare clic su Mostra Impostazioni Avanzate 6. Nella sezione “Privacy” fare clic su bottone “Impostazioni contenuti“ 7. Nella sezione “Tracciamento” è possibile modificare le seguenti impostazioni relative ai cookie: • Richiedi ai siti di non effettuare alcun tracciamento • Comunica ai siti la disponibilità ad essere tracciato • Non comunicare alcuna preferenza relativa al tracciamento dei dati personali 8. Dalla sezione “Cronologia” è possibile: • Abilitando “Utilizza impostazioni personalizzate” selezionare di accettare i cookie di terze parti (sempre, dai siti più visitato o mai) e di conservarli per un periodo determinato (fino alla loro scadenza, alla chiusura di Firefox o di chiedere ogni volta) •

Rimuovere i singoli cookie immagazzinati. Internet Explorer 1. Eseguire il Browser Internet Explorer 2. Fare click sul pulsante Strumenti e scegliere Opzioni Internet 3. Fare click sulla scheda Privacy e, nella sezione Impostazioni, modificare il dispositivo di scorrimento in funzione dell’azione desiderata per i cookie: • Bloccare tutti i cookie • Consentire tutti i cookie • Selezionare i siti da cui ottenere cookie: spostare il cursore in una posizione intermedia in modo da non bloccare o consentire tutti i cookie, premere quindi su Siti, nella casella Indirizzo Sito Web inserire un sito internet e quindi premere su Blocca o Consenti.

Safari 1. Eseguire il Browser Safari 2. Fare click su Safari, selezionare Preferenze e premere su Privacy 3. Nella sezione Blocca Cookie specificare come Safari deve accettare i cookie dai siti internet. 4. Per visionare quali siti hanno immagazzinato i cookie cliccare su Dettagli Safari iOS (dispositivi mobile) 1. Eseguire il Browser Safari iOS 2. Tocca su Impostazioni e poi Safari 3. Tocca su Blocca Cookie e scegli tra le varie opzioni: “Mai”, “Di terze parti e inserzionisti” o “Sempre” 4. Per cancellare tutti i cookie immagazzinati da Safari, tocca su Impostazioni, poi su Safari e infine su Cancella Cookie e dati Opera 1. Eseguire il Browser Opera 2. Fare click sul Preferenze poi su Avanzate e infine su Cookie 3. Selezionare una delle seguenti opzioni: • Accetta tutti i cookie • Accetta i cookie solo dal sito che si visita: i cookie di terze parti e quelli che vengono inviati da un dominio diverso da quello che si sta visitando verranno rifiutati • Non accettare mai i cookie: tutti i cookie non verranno mai salvati.

|||
Dal 3 al 7 giugno Torino ospita la 29ª edizione del festival dedicato al cinema ambientale. Alla conferenza stampa al Cinema Massimo, tra Groenlandia, clima, acqua, ipersfruttamento delle risorse e agricoltura rigenerativa, prende forma un’edizione che guarda alla crisi ecologica come esperienza ormai quotidiana

Nemmeno la Mole Antonelliana, che si erge proprio davanti al Cinema Massimo, sembra poter proteggere Torino dal caldo insolito di fine maggio. I 36 gradi delle 9.30 del mattino, fuori dal cinema, sembrano già dire molto prima ancora che inizi la conferenza stampa di CinemAmbiente 2026. Il caldo è appiccicato addosso, difficile da ignorare. E forse è proprio da lì che conviene partire: dall’ambiente non come tema lontano, ma come qualcosa che entra nella giornata prima ancora delle parole.

Dentro, nella Sala Tre, intitolata a Mario Soldati (giornalista, saggista e scrittore torinese), il tono è quello delle grandi occasioni: posti pieni, interventi istituzionali, programma alla mano e l’impressione che questa 29ª edizione arrivi in un momento in cui parlare di ambiente non sia più una scelta di campo, ma una necessità. Il Festival CinemAmbiente tornerà a Torino dal 3 al 7 giugno, con il Cinema Massimo come centro principale di una manifestazione che da quasi trent’anni prova a raccontare il rapporto tra esseri umani, natura, crisi climatica e modelli di sviluppo.

Ad accogliere la sala sono Carlo Chatrian, direttore del Museo Nazionale del Cinema, e Lia Furxhi, direttrice artistica del festival. Ad aprire gli interventi è Enzo Ghigo, presidente del Museo Nazionale del Cinema, seguito dalle parole dell’assessora Chiara Foglietta, assessora alla Transizione ecologica e digitale del comune. Il riferimento è al 2030, l’anno fissato dall’Agenda ONU per gli obiettivi di sviluppo sostenibile: una scadenza che, nelle parole dell’assessora, non può restare un’etichetta da convegno, ma deve misurarsi con trasporti, consumi, energia, aria, rifiuti e abitudini quotidiane.

Il problema, viene ricordato durante la conferenza, non è più una preoccupazione generica. È un allarme reale, concreto, già presente nella vita delle città. Anche Domenico Garcea, vicepresidente vicario del Consiglio comunale di Torino, sottolinea il ruolo del festival come spazio di confronto: una collaborazione che usa il cinema per aprire discussioni che spesso restano chiuse nei report, nei dati o nelle polemiche politiche.

Matteo Marnati, assessore regionale all’Ambiente, insiste invece sul peso storico della manifestazione. Parlare di ambiente da ventinove anni significa aver intuito con largo anticipo una questione che oggi è diventata centrale. Lo dimostra, ricorda, anche il fatto che negli ultimi anni le risorse dedicate all’ambiente siano cresciute, segno di una priorità ormai sempre più evidente nelle politiche pubbliche.

 

Un festival senza red carpet: la star è la Terra

Chatrian la mette così: in un festival come CinemAmbiente le star non sono quelle del tappeto rosso. La “star”, semmai, è il pianeta. E la difficoltà sta tutta lì: far sì che l’ambiente non resti fondale o pretesto, ma diventi davvero il centro della storia.

La 29ª edizione proporrà 69 film provenienti da 30 Paesi, tra concorsi, sezioni speciali, documentari internazionali, cortometraggi e produzioni italiane. In gara ci saranno 8 lungometraggi documentari, 17 cortometraggi e 23 titoli nella sezione Made in Italy, di cui 4 in anteprima nazionale.

Prima dell’apertura ufficiale, il 28 maggio, il festival ospiterà Michel Gondry, che riceverà la Stella della Mole Green e premierà gli studenti vincitori della settima edizione di CinemAmbiente Junior, presentando anche il suo film Maya – Dammi un titolo. Un appuntamento che tiene insieme cinema, immaginazione e formazione, confermando l’attenzione del festival verso le nuove generazioni.

Lia Furxhi presenta il Festival alla platea del cinema Massimo

 

Dalla Groenlandia alla terra da rigenerare

L’apertura ufficiale, mercoledì 3 giugno, sarà affidata a Den store GrønlandsfilmIl grande film della Groenlandia — film muto del 1922 dedicato alla vita degli Inuit. La versione restaurata sarà accompagnata dalla sonorizzazione dal vivo della band inuit Inuk. Una scelta non casuale: la Groenlandia diventa immagine simbolica dello scioglimento dei ghiacciai, ma anche luogo attraversato da tensioni climatiche, culturali e geopolitiche.

La chiusura, domenica 7 giugno, sarà invece affidata all’anteprima italiana di Groundswell, ultimo capitolo della trilogia dedicata all’agricoltura rigenerativa firmata dai registi statunitensi Josh e Rebecca Tickell.

L’effetto è chiaro: si parte dal ghiaccio che si scioglie e si arriva alla terra da rigenerare. Due estremi, ma la stessa domanda sullo sfondo: come si abita un pianeta che cambia?

Furxhi entra poi nel dettaglio del programma, tra premi, sezioni e focus tematici. Accanto ai riconoscimenti ufficiali, tra cui il Premio Gaetano Capizzi, il Premio SMAT e i premi dedicati ai documentari internazionali, trovano spazio il Premio del pubblico, Ambiente e Società, Casacomune, Slow Food e il nuovo premio Piemonte Parchi.

Il riferimento a Slow Food porta inevitabilmente con sé il ricordo di Carlo Petrini, scomparso da pochi giorni, e del suo modo di tenere insieme cibo, territorio, ambiente e politica.

Risorse, clima e nuove forme di attivismo

Tra i focus principali dell’edizione spicca quello sull’ipersfruttamento delle risorse, dal consumo di suolo all’estrazione mineraria. In questo percorso si inserisce anche la presenza del filosofo Kohei Saito, noto per la sua riflessione sull’ecosocialismo e sulla critica al modello della crescita infinita.

C’è poi il tema della fatica emotiva davanti alla crisi climatica: sapere, leggere dati, vedere immagini, e allo stesso tempo non sapere bene che cosa farne. Da qui il focus sui climatologi, sull’attivismo e su quella linea sottile tra ansia e azione. In questo contesto si inserisce anche la presenza di Luca Mercalli, chiamato a fare il punto sulla situazione climatica, insieme a Cristina Caimotto.

Il festival celebrerà inoltre i 60 anni del WWF Italia con la proiezione del documentario dedicato a Fulco Pratesi, Nel nome della Natura, omaggio a uno dei pionieri dell’ambientalismo italiano.

L’acqua come ferita e come racconto

A presentare le sezioni competitive è Eugenia Gallianone, che individua un filo rosso tra documentari, cortometraggi e Made in Italy. Nei documentari internazionali la denuncia passa spesso attraverso una chiave più intima, meno frontale, più vicina alle vite delle persone. Protagonista ricorrente è l’acqua: dalla siccità allo scioglimento dei ghiacciai, dai territori fragili alle comunità costrette a ridefinire il proprio rapporto con l’ambiente.

Tra i titoli citati emerge Time and Water, in cui la memoria personale si intreccia con la scomparsa dei ghiacciai. Il tema dell’acqua attraversa anche altre sezioni, diventando non solo elemento naturale, ma lente attraverso cui osservare perdita, trasformazione, precarietà.

Nei cortometraggi, invece, la crisi climatica sembra ormai non essere più soltanto il tema da raccontare, ma il punto di partenza. Il cinema breve si muove dal micro al macro, dalla storia quotidiana alla distopia, mostrando un futuro che non appare più così lontano.

Il Made in Italy guarda invece all’Italia dei territori fragili: luoghi esposti, marginali, spesso feriti, ma non per questo immobili. Film come Le voci dell’acqua, La mia preghiera al mare e Averno raccontano ambienti vulnerabili, precarietà sociali ed esistenziali, comunità sospese tra perdita e possibilità.

CinemAmbiente fuori dalla sala

CinemAmbiente non resterà chiuso dentro il Cinema Massimo. Durante la settimana sono previsti due villaggi attorno alla sala. Il primo, il 5 giugno, in occasione della Giornata mondiale dell’ambiente, coinvolgerà studenti e studentesse degli atenei torinesi, chiamati a raccontare nei banchetti e nelle attività pubbliche i progetti di ricerca legati alla sostenibilità sociale e ambientale.

Il secondo villaggio sarà realizzato in collaborazione con i parchi piemontesi, che presenteranno le proprie realtà attraverso gazebo e momenti di divulgazione. A chiudere il percorso sarà anche il cineforum del Politecnico di Torino, con la proiezione di un film dedicato ai progetti di cinque giovani sulla sostenibilità.

È uno dei punti su cui il festival insiste di più: non fermarsi alla diagnosi del disastro, ma cercare anche chi sta provando, in piccolo o in grande, a fare qualcosa.

Dagli interventi degli sponsor emerge lo stesso richiamo alla concretezza. Per AMIAT, la gestione dei rifiuti resta un tema “di pancia”, vicino alla vita quotidiana delle persone, ma in un contesto come CinemAmbiente può essere affrontato anche attraverso la bellezza e l’attenzione del racconto cinematografico. SMAT, con Catia Venturi, richiama invece il ruolo delle infrastrutture, citando il collettore mediano come opera fondamentale per collegare la zona sud e la zona nord, e ricorda come anche i gesti quotidiani possano contribuire alla tutela del pianeta.

Uscendo dal Cinema Massimo, il caldo è ancora lì. Non serve forzare troppo la metafora: basta sentirlo addosso. Forse è anche questo il punto da cui riparte CinemAmbiente 2026: non parlare dell’ambiente come di qualcosa che riguarda soltanto il futuro, ma come di una materia già presente, quotidiana, fisica.

 
 
|||

Nella città ligure il giorno più atteso per il mondo del cinema. Al via la Decima edizione del Riviera International Film Festival

Tra Baia del Silenzio e Baia delle Favole il tempo sembra essersi fermato: luoghi dal sapore di Dolce Vita, di anni ormai lontani. Anche le stelle in cielo sembrano sempre le stesse, poste lì a illuminare il suggestivo promontorio di Punta Manara e a conservare l’anacronistica bellezza di uno dei borghi più affascinanti d’Italia.

Ma da oggi, a Sestri, ci sono stelle che non si fermano: sono in riva al mare, pronte a donare luce al RIFF 2026, la rassegna cinematografica internazionale giunta alla sua decima edizione.

L’apertura con Péter Magyar e il film-evento

Ad aprire il festival, come già annunciato, è la partecipazione di Péter Magyar, premier ungherese eletto poco meno di un mese fa dopo sedici anni di presidenza Orbán. Insieme al regista Tamás Topolánszky e alla produttrice Claudia Sümeghy, presenta il documentario Spring Wind – The Awakening, dedicato alla sua rapida ascesa politica e scelto come film di apertura al Cinema Ariston per l’edizione di quest’anno.

Red carpet tra star internazionali e cinema d’impegno

Il red carpet della Riviera vede sfilare, tra le tante star attese, l’attrice Maria del Rosario, già nel cast di Una sterminata domenica, miglior film italiano a Venezia nel 2023, e ora in gara con Legionario.

Presente anche Saja Kilani, protagonista del film-denuncia La voce di Hind Rajab, che porta sul grande schermo la storia di Hind Rajab, bambina palestinese uccisa durante l’invasione della Striscia di Gaza da parte dell'esercito israeliano. L’attrice, canadese di origini giordane, sarà protagonista anche di uno dei talk in programma nei giorni successivi.

Talk, masterclass e grandi protagonisti

I talk, al via da mercoledì 6 maggio, saranno inaugurati da Luca Argentero al Duferco Lounge e daranno il via a un calendario fitto di appuntamenti che accompagneranno l’intera durata del festival.

Tra gli eventi più attesi, le quattro masterclass all’Annunziata con protagonisti del calibro di Matthew Modine, Stephen Frears, Silvio Soldini e Giovanni Veronesi. Accanto a loro, grandi nomi del cinema italiano come Claudio Amendola, Maria Grazia Cucinotta, Laura Morante, Lucia Ocone, Caterina Murino e Cristiana Dell’Anna, insieme alle nuove promesse Alessio Lapice, Letizia Arnò e Andrea Arru, tra i protagonisti della serie Gomorra – Le Origini.

Un festival internazionale tra giovani talenti e nuove visioni

A completare il quadro, il produttore e presidente della giuria film Nicola Giuliano, il presidente della giuria documentari Florent Beauverd e la presidente della giuria cortometraggi Giulia Grandinetti, considerata tra le più promettenti giovani registe italiane.

Accanto a loro, numerosi filmmaker under 35 arrivati da tutto il mondo per partecipare ai tre concorsi in programma.

Uno sguardo al presente e al futuro

Un festival che parla un linguaggio giovane, capace di aprire spazio alla riflessione sul presente e sul mondo che verrà.

Mentre le stelle, quelle in cielo, sono pronte a godersi lo spettacolo.

|||

La notte degli Academy Awards incorona il film dell’autore americano, mentre premi storici e nuovi record segnano un’edizione ricca di sorprese.

Miglior film

Il grande protagonista degli Oscar 2026 è stato Una battaglia dopo l'altra, che ha conquistato la statuetta più importante della serata: Miglior film. Il lavoro del regista statunitense Paul Thomas Anderson, partito con 13 nomination, ha convinto l’Academy grazie a una produzione ambiziosa e a un cast di primo piano, portando a casa complessivamente sei premi.

Miglior regia

Lo stesso Paul Thomas Anderson ha ottenuto anche l’Oscar per la Miglior regia, firmando uno dei momenti più attesi della serata. Dopo numerose candidature negli anni, il regista ha finalmente conquistato la statuetta più ambita, superando la concorrenza di Josh Safdie, Chloé Zhao, Ryan Coogler e Joachim Trier.

 

Miglior attrice protagonista

La statuetta come Miglior attrice protagonista è andata a Jessie Buckley per il ruolo nel film Hamnet. L’interpretazione intensa dell’attrice irlandese aveva già conquistato premi importanti durante la stagione, tra cui Golden Globe e BAFTA.

Miglior attore protagonista

Il premio come Miglior attore protagonista è stato assegnato a Michael B. Jordan per il suo doppio ruolo nel film Sinners - I peccatori. L’attore ha battuto una concorrenza di alto livello che includeva anche Timothée Chalamet, Wagner Moura, Ethan Hawke e Leonardo DiCaprio.

Migliore attrice non protagonista

Tra i momenti più sorprendenti della serata la vittoria di Amy Madigan come Migliore attrice non protagonista per il film horror Weapons. L’attrice ha interpretato Zia Gladys, dedicando il premio al compagno di vita, l’attore Ed Harris.

Miglior attore non protagonista

Il premio come Miglior attore non protagonista è andato a Sean Penn per il ruolo in Una battaglia dopo l'altra. Penn non era presente alla cerimonia e la statuetta è stata ritirata da Kieran Culkin.

 

Miglior film internazionale

L’Oscar per il Miglior film internazionale è stato assegnato a Sentimental Value. Il film del regista norvegese Joachim Trier, già premiato a Cannes e agli European Film Awards, ha superato altri titoli molto apprezzati dalla critica.

Miglior film di animazione

Nella categoria Miglior film di animazione ha trionfato KPop Demon Hunters, diretto da Maggie Kang e Chris Appelhans con la produzione di Michelle L. M. Wong.

Migliore sceneggiatura originale

Il premio per la Migliore sceneggiatura originale è stato vinto da Ryan Coogler per Sinners - I peccatori, pellicola che partiva con ben sedici nomination.

Migliore sceneggiatura non originale

Ancora Paul Thomas Anderson ha trionfato nella categoria Migliore sceneggiatura non originale per Una battaglia dopo l'altra, adattamento del romanzo Vineland di Thomas Pynchon.

Miglior casting

Tra le novità dell’edizione 2026 c’è la categoria Miglior casting, vinta da Cassandra Kulukundis per il lavoro su Una battaglia dopo l'altra.

Migliore fotografia

L’Oscar per la Migliore fotografia è andato a Autumn Durald Arkapaw per il film Sinners - I peccatori. Un premio storico: Arkapaw è la prima donna a vincere in questa categoria.

Miglior montaggio

Il premio per il Miglior montaggio è stato assegnato a Andy Jurgensen per Una battaglia dopo l'altra.

Migliore scenografia

La statuetta per la Migliore scenografia è andata a Tamara Deverell e Shane Vieau per il film Frankenstein.

Migliori costumi

Per i Migliori costumi ha vinto Kate Hawley, sempre per il film Frankenstein.

Miglior trucco e acconciatura

Ancora il film Frankenstein ha trionfato nella categoria Miglior trucco e acconciatura, con il team formato da Jordan Samuel, Mike Hill e Cline Furey.

Migliore canzone originale

La Migliore canzone originale è stata Golden, brano del film KPop Demon Hunters. È il primo brano K-pop a vincere un Academy Award.

Migliore colonna sonora

Il compositore Ludwig Göransson ha conquistato l’Oscar per la Migliore colonna sonora con il film Sinners - I peccatori.

Miglior cortometraggio di animazione

Il premio per il Miglior cortometraggio di animazione è andato a The Girl Who Cried Pearls, diretto da Maciek Szczerbowski e Chris Lavis.

Miglior cortometraggio live-action

Nella categoria Miglior cortometraggio live-action si è verificato un raro ex aequo tra Two People Exchanging Saliva e The Singers.

Miglior documentario

Il premio per il Miglior documentario è stato assegnato a Mr. Nobody Against Putin, coproduzione danese, ceca e tedesca.

Miglior cortometraggio documentario

Infine, nella categoria Miglior cortometraggio documentario ha vinto All the Empty Rooms dei registi Conall Jones e Joshua Seftel.

 

Tra applausi, prime volte storiche e grandi ritorni, la 98ª edizione degli Academy Awards si è chiusa al Dolby Theatre con il trionfo di Paul Thomas Anderson e del suo Una battaglia dopo l'altra, simbolo di una notte che ha celebrato il cinema in tutte le sue forme. A guidare il pubblico tra ironia, ritmo e momenti di grande spettacolo è stato il comico e conduttore Conan O'Brien, tornato sul palco degli Oscar per il secondo anno consecutivo e capace di accompagnare Hollywood in una serata che, ancora una volta, ha ricordato come il grande schermo resti il luogo dove sogni, talento e immaginazione continuano a incontrarsi.

 

testo a cura di Alessandro Infortuna

10 film bellissimi (e una serie tv) per un anti-San Valentino perfetto|||

Anche quest'anno San Valentino è arrivato, ma se il pensiero di vedere scene di appuntamenti, felicità e amori trionfali vi riempie di orrore, leggete qui: abbiamo scelto 10 film + una serie tv anti-San Valentino che vi faranno sentire felici di essere single nel giorno più romantico (e nauseante) dell'anno

15 film da vedere nel Giorno della Memoria (oltre a Schindler’s List)|||

Non solo "Schindler’s List" o "La vita è bella": sono centinaia i film dedicati alla Seconda Guerra Mondiale e all'Olocausto. In ognuno di essi viene raccontata la guerra da un punto di vista diverso, che sia quello dei soldati, dei civili, dei combattenti della Resistenza, dei prigionieri, delle spie. Ecco, quindi, 15 film (e una serie tv) da guardare nel Giorno della Memoria, che ricorre ogni anno il 27 gennaio

Citazioni e canzoni: come la musica influenza la conoscenza popolare|||

La musica è una delle forme più potenti di comunicazione che l'umanità abbia mai sviluppato. Oltre a trasmettere emozioni, la musica trasmette e plasma la cultura popolare. Possiamo proprio parlare di “cultura di massa”, soprattutto in epoca moderna, laddove la musica diventa fenomeno globale, con hit virali che vengono trasmesse non solo in radio, come accadeva in passato, ma diventano largamente diffuse sui social network.

Oggi la musica fa infatti da cornice a “reel” e storie sui principali social e in questo modo contribuisce a diventare un fenomeno di massa. 

La musica tocca poi temi differenti e proprio per questo, possiamo dire essere in grado di plasmare la cultura delle persone nelle diverse epoche. Essa non solo trasmette informazioni, ma le modifica nel tempo.

Pensiamo ai temi che trattava in passato: questi toccavano più che l’altro l’amore e gli affetti in generale e se confrontati a quelli moderni, appaiono molto distanti. I temi del passato erano tutti molto “romantici” , mentre oggi la musica è più disincantata e anche “disinvolta” e si è arricchita di elementi nuovi. Oggi argomenti come la rivoluzione sociale, o addirittura l’indignazione, la politica, ma anche, all’opposto, temi molto frivoli e leggeri come quelli giovanili, sono all’ordine del giorno.

Vi è poi un discorso a parte per tutti i temi più di nicchia, da sempre evergreen, più specificatamente legati a oggetti, addirittura ad alimenti o più in generale, temi che trattano un argomento di tipo quotidiano

Questo genere di tracce, viene spesso ad accompagnare i film o le pubblicità, proprio per la loro capacità di trasmettere perfettamente le sensazioni legate a quel tipo di setting specifico o a all’oggetto.

Ecco che abbiamo canzoni sul caffè, ideali per reclamizzare il prodotto, canzoni che parlano del mattino, le quali spesso accompagnano spesso anche esse prodotti dolciari di uso comune per la colazione, ma troviamo anche canzoni che si prestano, come dicevamo, a setting specifici, ideali per le ambientazioni da film.

Per onorare l'influenza della musica nella cultura popolare, Betway, un sito di slot online, ha recentemente pubblicato un articolo sul suo blog dedicato alle citazioni e alle canzoni che hanno reso celebri i casinò. Questo elenco delle tracce più belle rappresenta un omaggio alla potente connessione tra la musica e l'esperienza di gioco. Canzoni come queste hanno contribuito a creare un'atmosfera unica nei casinò, amplificando l'emozione e l'energia dei giocatori. Ecco un'opportunità per gli appassionati di musica e di gioco online di unirsi e scoprire le canzoni che hanno lasciato un'impronta indelebile nel mondo dei casinò.

Le citazioni nella musica: identità collettiva e riflessioni profonde

Dal Rock al Pop, come abbiamo visto, gli argomenti trattati dalla musica, possono essere fra i più disparati e trasmettere sensazioni ed emozioni legate all’ambiente o all’oggetto che trattano, diventando così icone e allo stesso rendendo iconici i protagonisti dei loro testi. 

Ma c’è un altro aspetto nelle canzoni, che plasma la cultura collettiva: stiamo parlando delle citazioni. 

Quante volte avrai annotato su un diario una citazione estrapolata da un testo musicale? Le citazioni nella musica diventano riconoscibili tanto quanto quelle dei film, permettendo alle persone di immedesimarvisi, o di rifletterci su, quando queste sono legate a temi profondi della vita.

Le canzoni diventano veri e propri veicoli di riflessione e i loro testi possono rappresentare l’anima più profonda delle persone.

Ci sono poi altre citazioni che semplicemente richiamano a proverbi o detti antichi, ancor oggi perfettamente in auge.

Questi detti sono un pochino l’essenza dell’identità collettiva nazionale, spesso più legata a dei confini geografici, o ancora, al contrario, dai confini nazionali diventano simboli per intere categorie di persone nel mondo intero. 

Pensiamo al simbolico “I will survive” tratta dall'omonima canzone di Gloria Gaynor, nata come canzone di empowerment individuale e tipicamente femminile e diventata nel tempo un inno di resistenza e sopravvivenza in vari contesti.
 
Ancora la frase “We don't need no education" dei Pink Floyd, uscita dai confini americani e divenuta simbolo delle proteste sociali contro sistemi educativi opprimenti, in ogni parte del globo.

La lista completa dei vincitori degli Oscar 2024|||

Sono stati assegnati questa notte, in diretta dal Dolby Theatre di Los Angeles, gli Oscar 2024: il film più premiato è stato "Oppenheimer", con 7 statuette tra cui Miglior Film e Miglior Regia, seguito da "Povere Creature!" Delusione per "Io Capitano" di Matteo Garrone, superato da "La zona d'interesse" come Miglior Film Internazionale

|||

Testo di Tiziana Latorre

Il regista iraniano Amir Reza Koohestani inaugura in prima nazionale da martedì 24 a giovedì 26 ottobre la Stagione 2023 di Triennale Milano Teatro: accolto con successo dal pubblico e dalla critica al debutto al Kunstenfestival di Bruxelles quest'anno, Blind Runner parte ancora una volta da una vicenda personale per raccontare la drammatica realtà dell'Iran di oggi.

A Genova la mostra ITADAKIMASU sul cibo degli anime, da Miyazaki a One Piece|||

Onigiri, bentō e pietanze tradizionali che hanno ispirato e unificato generazioni di otaku, nerd e appassionati di anime e avventure nel Sol Levante: Palazzo della Meridiana di Genova celebra le opere dei grandi Maestri del disegno animato come Hayao Miyazaki, Eichiro Oda e Masashi Kishimotola nella mostra "Itadakimasu. Piccole Storie Nascoste nella Cucina degli Anime"

I migliori film horror del 2023 da vedere ad Halloween|||

È stato un anno "terribilmente" buono per i film horror. Ecco le migliori e più terrificanti pellicole del 2023 perfette da vedere ad Halloween

Pagina 1 di 14

Partner

 

 

Direttore Responsabile
INDIRA FASSIONI

Se vuoi scriverle: direttore@nerospinto.it