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La Domenica delle Palme, che quest'anno cade il 29 marzo, viene celebrata nella Chiesa di San Fedele a Milano, a partire dalle 17.00, con un bellissimo concerto. San Fedele Musica, in collaborazione con la Civica Scuola di C. Abbado, propone da qualche anno un appuntamento musicale imperdibile, in cui vengono eseguite dal vivo alcune delle grandi opere del repertorio musicale sacro, tutte legate al tempo liturgico celebrato.

Quest'anno sarà eseguita la Missa in Angustiis di Haydn (conosciuta anche col nome di Nelsonmesse) per soli, coro e orchestra. L'opera verrà introdotta da una sorta di preludio orchestrale, il Concerto di Mendelssohn in Re Minore per violino e archi, con una partitura giovanile sobria ed essenziale, evocatrice di alcuni momenti della Passione di Cristo.

La Missa in Angustiis essenzialmente rappresenta a livello musicale una riflessione sull'angustia durante il tempo dell'afflizione, del pericolo e dell'ansia, derivanti dalle vicende delle guerre napoleoniche nel 1798, anno in cui l'opera è stata scritta. Il focus centrale del componimento è, però, la necessità della redenzione operata da Gesù Cristo, di cui è richiamato il Crucifixus e il sepultus est, con momenti molto toccanti e delicati. Si delinea, così, un'alternanza fluida tra omofonia e polifonia, squarci solistici e corali, dove la grande esperienza haydniana viene esaltata.

PROGRAMMA

Felix Mendelssohn Bartholdy (1809 - 1847)

Concerto in re minore per violino e archi (1822)

(Allegro), Andante, Allegro

violino solista: Angelo Calvo

Joseph Haydn (1732 - 1809)

Missa In Angustiis (Nelson Messe)

in re minore per soli, coro e orchestra

I CIVICI CORI

(Maestro assistente: Francesco Girardi)

Soprano solista del Coro: Chiara Pederzani

Ji Hong Park, soprano - Laure Kieffer, alto

Kim Hun, tenore - Masahiro Iwase, basso

ORCHESTRA della CIVICA SCUOLA DI MUSICA Claudio Abbado

Mario Valsecchi, direttore

In collaborazione con  la Fondazione Milano

Chiesa di San Fedele

Piazza San Fedele 4, Milano

Ingresso Libero

Inizio ore 17.00

Info:

da lunedì a venerdì 10.00/12.30 - 14.00/18.00

tel: 0286352231

sito web

evento fb

scheda dell'evento

san fedele missa in angustiis

Dal 9 al 26 aprile il Teatro Manzoni presenta "Il prestito", la brillante commedia di Jordi Galceran.

Per la regia di Giampiero Solari, Antonio Catania e Gianluca Ramazzotti, dopo l'enorme successo ottenuto con "Se devi dire una bugia dilla ancora più grossa", spettacolo che ha registrato il tutto esaurito per due stagioni consecutive, tornano protagonisti di una commedia esilarante il cui tema principale è quello dell'attuale crisi economica che molti paesi, compreso il nostro, stanno vivendo. Il valore che viene dato al denaro è paragonato al valore che le persone danno agli altri esseri umani e, seguendo una via comica, l'autore spiega come paradossalmente la gente tra le due cose mette sempre al primo posto i soldi.

La storia parla di un uomo che chiede un prestito alla banca per motivi personali e il direttore della filiale, per motivazioni bancarie, glielo rifiuta. L'uomo, che non possiede nessuna proprietà e tanto meno può offrire garanzie economiche, darà la sua parola d'onore che, da uomo onesto quale è, restituirà tutto quello che gli è stato concesso. L'ennesimo rifiuto del direttore farà nascere un insieme di situazioni paradossali ma allo stesso tempo esilaranti che faranno riflettere il pubblico sui meccanismi assurdi che guidano i comportamenti economici nella nostra società, comportamenti a cui ormai, purtroppo, siamo abituati.

Una commedia che non vuole dare nessun insegnamento di vita alle persone, né denunciare la corruzione sempre più dilagante nella società, ma semplicemente raccontare una situazione che può avvenire quotidianamente al giorno d'oggi, regalandoci una serata di sano divertimento che ci distoglierà per un po' dai problemi quotidiani.

"Il prestito" è una pièce attualmente in scena a Madrid e Barcellona, dove ha ottenuto un mare di complimenti e applausi, che dal 9 aprile arriva al Teatro Manzoni di Milano e, sicuramente, continuerà il successo ottenuto finora.

ORARI:

feriali ore 20,45 - domenica ore 15,30

PREZZI:

poltronissima €32 - poltrona €21 - giovani fino a 26 anni €15

INFO: 

Teatro Manzoni - via Alessandro Manzoni 42, Milano

tel. 02 763 6901

www.teatromanzoni.it

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Domenica 12 aprile 2015 l'Alcatraz di Milano ospiterà un live che si prospetta strepitoso: quello di Asaf Avidan. Dopo lo straordinario successo col disco di debutto "Different Pulses" nel 2013, il musicista israeliano è tornato con il nuovo album "Gold Shadow" nel gennaio del 2015. Già dopo il primo lavoro il successo di Asaf Avidan ha iniziato subito a palesarsi anche grazie ad un lungo tour mondiale, che ha incluso una magnifica interpretazione della hit Reckoning Song al Festival di Sanremo nel 2013. Definito uno dei migliori artisti degli ultimi anni, Asaf Avidan esegue delle performance dal vivo che lasciano assolutamente senza fiato: un'esibizione apparentemente semplice, con una chitarra e una figura esile, ma incentrata su una voce estremamente bella e potente, femminile a tratti, e carica di whiskey consumato. Spesso paragonato a Janis Joplin o Johnny Cash, Asaf Avidan compone brani rock, blues, folk, tutti caratterizzati da una sonorità profonda e ancestrale, capace di esaltare ed entusiasmare chiunque. Il cantante israeliano ha suonato più volte nel nostro Paese, a volte con la band, a volte accompagnato soltanto dalla sua inseparabile chitarra e dalla sua incredibile voce. In questo nuovo tour Asaf Avidan presenterà l'ultimo album e i suoi pezzi migliori, parlando di amore, degli angoli più reconditi del cuore, e della voglia di tornare a vivere in un mix di emozioni e sensazioni libere, non ancorate a stili musicali stabili. Con la musica e la voce di Asaf Avidan si è liberi di emozionarsi come si vuole.

"A volte penso che la voce di Janis Joplin si sia reincarnata nel corpo di Asaf Avidan" Roberto Saviano.

Asaf Avidan live

Domenica 12 Aprile 2015

Alcatraz

Via Valtellina, 25, Milano

Orario:

Apertura Porte: 20.00 - Inizio Concerto: 21.00

Prezzo del biglietto: 25 Euro + diritti di prevendita - (28,75€ in totale)

Prevendite attive solo su www.ticketone.it, www.vivaticket.itwww.mailticket.it

Info sull'artista: www.asafavidanmusic.com - www.facebook.com/asafavidanmusic

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Dall’ 8 al 15 aprile presso lo Spazio Oberdan, Fondazione Cineteca Italiana presenta L’ALTRA HEIMAT - CRONACA DI UN SOGNO, quarto capitolo della maestosa saga di Edgar Reitz.         

Una proiezione creata appositamente per il cinema e presentata in anteprima alla Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia 2013.

Il regista Edgar Reitz riprende la storia della famiglia Simon. Una famiglia povera del 1843, che lavora e lotta quotidianamente contro la morte. Protagonista il giovane Jacob, ragazzo intelligente che passa il tempo a leggere, anzi meglio, a divorare ogni tipo di libro gli capiti di trovare, sognando di riuscire un giorno a lasciare il villaggio in cui vive, Shabbach, dove inizia a sentirsi stretto. La sua più grande ambizione è quella di raggiungere il Sudamerica e vivere laggiù fantastiche avventure. Nel corso della sua vita farà moltissimi incontri emozionanti con persone diverse tra loro dalle quali imparerà sempre qualcosa ma, soprattutto, incontrerà Henriette, l'affascinante figlia di un intagliatore di gemme di cui si innamorerà perdutamente. Quando però la sua vita sembra finalmente arrivata ad un punto di svolta, il ritorno del fratello Gustav dal servizio militare metterà fine ai suoi sogni.

CALENDARIO:

L’altra Heimat – Cronaca di un sogno

Mercoledì 8 aprile ore 20 / Sabato 11 aprile ore 16.45 / Mercoledì 15 aprile ore 20

PREZZI:

biglietto intero € 10 - ridotto per possessori di Cinetessera o studenti universitari: €8 - Cinetessera annuale €6

 INFO:

Spazio Oberdan Milano - viale Vittorio Veneto 2, angolo Piazza Oberdan

tel. 02.87242114

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www.cinetecamilano.it

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Il 2 luglio al Rugby Sound Festival 2015 di Parabiago, in provincia di Milano, tornano ad esibirsi live in Italia i The Fratellis. Il trio di Glasgow farà tappa nel Bel Paese anche per il suo tour estivo.

Nati nel 2005, i The Fratellis sono stati in pochissimo tempo apprezzati in Scozia, il loro paese d'origine. In meno di due anni John Lawler (chitarra e voce), Barry Wallace (basso) e Gordon McRory (batteria) hanno accumulato una lunga serie di successi, a partire dall'album di debutto "Costello Music" che ha venduto più di un milione di copie, disco in cui sono contenuti alcuni dei singoli migliori e più famosi come la mitica "Chelsea Dagger", il cui ritornello ormai è celeberrimo anche negli stadi britannici, e "Creeping Up The Backstairs". The Fratellis cominciano, così, a scalare e dominare le classifiche in UK, collezionando un sold-out dopo l'altro. L'apice del successo lo raggiungono nel 2007, con la vittoria del premio Miglior Band Emergente Britannica ai Brit Awards. Anche la Apple ha accentuato il successo dei The Fratellis, scegliendo il loro singolo "Flathead" come colonna sonora per gli spot dell'iPod.

Nel 2008 è uscito il secondo disco "Here We Stand", seguito da un tour lunghissimo che ha incluso anche l'Italia.

Dopo una pausa di ben cinque anni, in cui ogni membro si è dedicato a progetti solisti, nel 2013 i The Fratellis sono tornati con un nuovo LP. "We Need Medicine" contiene molti pezzi accattivanti, capaci di rimanere incastrati nella mente dell'ascoltatore già dal primo ascolto. Il nuovo tour e le sue date sold-out dimostrano la vicinanza e l'entusiasmo del pubblico, che ha atteso molto il ritorno della band.

The Fratellis

02.07.15 | Rugby Sound Festival 2015, Parabiago (MI) 

Ingresso in prevendita € 10,00 + d.d.p

Biglietti in vendita su circuito Ticketone a partire da venerdì 27 febbraio alle ore 12.00

Sito ufficiale: thefratellis.com/site

Info al pubblico: www.hubmusicfactory.com 

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Lunedì 30 marzo ore 20.45 il Teatro Nuovo di Milano è lieto di presentare Galà di danza - Tributo a Rudolf Nureyev. La serata vuole essere un omaggio a colui che viene considerato il più grande ballerino di tutti i tempi.

Nureyev ha segnato la storia della danza del '900 grazie al suo indiscutibile talento, sia dal punto di vista interpretativo che creativo. Le sue doti tecniche, unite a un'incredibile carisma e presenza scenica, da sempre lasciano tutti a bocca aperta.

Il Galà a lui dedicato si apre con un filmato di alcune tra le sue più famose interpretazioni e il pensiero dell'amico Luigi Pignotti, che per ventisei anni è stato il suo manager ed ora è Presidente dell’Associazione Rudolf Nureyev, un immenso gruppo di estimatori del danzatore russo che si propone di diffondere e tutelare il suo ricordo e, soprattutto, il preziosissimo patrimonio artistico che ha lasciato in dono a tutto il mondo.

Oltre che stimatissimo ballerino, Nureyev è stato scopritore di nuovi talenti, trasmettendo ai giovani che cercavano di eguagliare la sua bravura la passione per la danza e la ricerca della perfezione tecnica. Per tutti questi motivi i suoi ex allievi si esibiranno durante il corso della serata facendo rivivere il suo ricordo. Uno tra tutti è Dinu Tamazlacaru, tra i più importanti ballerini attuali grazie alle sue capacità tecniche e alla sua versatilità nell'interpretazione di ruoli sempre diversi.

Sul palco del Galà Rudolf Nureyev si alterneranno balletti del repertorio classico che il danzatore ha riprodotto nella sua vita seguendo un suo stile, del tutto personale e innovativo, senza però stravolgere l'originale. Ecco dunque in scena “Il Corsaro”, il passo a due di “Diana e Atteone”, il “Don Chisciotte”, il “Il Lago dei Cigni”, “Giselle”, lo “Schiaccianoci” e molti altri. Lo spettacolo, già applaudito nei più prestigiosi teatri italiani, torna per un'altra indimenticabile serata.

INTERPRETI:

Nikola Hristov Hadjitanev - National Opera and Ballet di Sofia

Marta Petkova - National Opera and Ballet di Sofia

Vittorio Galloro - Ballet National de Cuba

Arianne Lafita Gonzalez - Ballet National de Cuba

Angelo Greco - Balletto Teatro alla Scala di Milano

Vittoria Valerio - Balletto Teatro alla Scala di Milano

Osiel Gouneo - Opera Ballet Theatre Oslo

Dinu Tamazlacaru - Berlin State Ballet

Viktor Ishchuk - National Opera and Ballet di Kiev

BIGLIETTI:

settore giallo € 59,50 settore blu € 54,50 settore verde € 49,50

INFO: 

Teatro Nuovo - piazza San Babila - Milano

tel. 02 7600 0086

www.teatronuovo.it

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Dal 3 al 6 aprile Fondazione Cineteca Italiana presenta allo Spazio Oberdan CINEMA E GRANDE MUSICA: JOHANN SEBASTIAN BACH, una rassegna dedicata a uno dei più acclamati compositori del mondo.

Bach è stato un compositore e musicista tedesco tutt'ora considerato il genio della storia della musica e l'autore di opere di grande spessore e complessità strutturale.

La rassegna a lui dedicata comincerà venerdì 3 aprile alle ore 19 con la proiezione del film Il mio nome è Bach, una storia che narra un episodio particolare della vita del compositore che lo ha portato alla creazione del capolavoro “L’offerta musicale”; Sul nome B.A.C.H. – Contrappunti con l’Arte della fuga, film caleidoscopico del regista e musicista Francesco Leprino con rielaborazioni dei contrappunti per 50 strumenti e 5 improvvisazioni di Stefano Bollani; e ancora Solaris di Andrej Tarkowskij ed infine il racconto emozionante da parte della coppia di registi Straube-Huillet della donna che è stata accanto tutta la vita al musicista e che lui ha amato profondamente, Cronaca di Anna Magdalena Bach.

 

SCHEDE FILM E CALENDARIO:
venerdì 3 aprile ore 19 - Il mio nome è Bach (anteprima)

sabato 4 aprile ore 14.30 - Il mio nome è Bach

ore 20.30 Solaris

domenica 5 aprile ore 17 - Il mio nome è Bach

ore 21 Cronaca di Anna Magdalena Bach

lunedì 6 aprile ore 17 - Sul nome B.A.C.H. – Contrappunti con l’Arte della fuga

PREZZI:

biglietto intero € 7 - ridotto per possessori di Cinetessera o studenti universitari € 5,50

Primo spettacolo pomeridiano (giorni feriali): intero € 5,50, ridotto € 3,50

INFO: 

tel. 02.87242114

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www.cinetecamilano.it

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Lungometraggio di grande impatto emotivo, Vergine giurata fa accapponare la pelle agli spettatori moderni e occidentali ma fa conoscere anche l’esistenza e la morte dei sensi e della volontà che ancora vivono tante donne nel mondo e a due passi da casa nostra.

Nelle montagne dell’entroterra albanese vige ancora, infatti, la legge del Kanun, una regola arcaica, miserrima e ingiusta che mortifica le donne nella società e nella famiglia e fa sì che le stesse siano del tutto assoggettate agli uomini, soprattutto ai propri parenti.

Una condizione di degrado psicologico e fisico che porta Hana, la protagonista della pellicola a ribellarsi nella maniera più estrema e radicale che conosca e ad accettare il codice Kanun fino alla fine. La giovane orfana, accolta in casa da un montanaro retrogrado e ignorante e dalla famiglia di quest’ultimo, decide di giurare di rimanere vergine per sempre e non solo, di diventare uomo e conquistarsi così, con la forza, tutti i privilegi e i diritti che una società vecchia e ancestrale riserva solo alle persone di sesso maschile.

La scelta di Hana allora diventa il punto di partenza sociale e psicologico su cui costruire l’intero lungometraggio adattando a essa luoghi e dialoghi, fotografia filmica e paesaggi, suono e colori.

Il risultato è un lavoro cinematografico sconvolgente e crudo che riporta lo spettatore al cinema puro dell’avanguardia italiana.

La femminilità può essere anche maschile, coperta da abiti non muliebri e nascosta da sguardi indiscreti e si può manifestare in gesti e sguardi che portano i protagonisti a vivere e amarsi in mille altri modi non convenzionali.

Senso ed eros non sono raccontati a voce ma solo attraverso movimenti di macchina colti e accennati, sfumati in una regia che decide tutte le scelte narrative e che trasforma il lungometraggio in racconto per immagini.

Perfetta e quasi scontata l’ormai onnipresente Alba Rohrwacher, troppo brava alla fine nei ruoli in cui si parla il meno possibile e troppo a suo agio con i maglioni sformati da persona che vive alla fine del mondo. In ogni caso Vergine giurata è da vedere, non fosse altro per cultura personale.

 Antonia del Sambro

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Quando si guarda Ozon viene sempre in mente che lui voglia essere qualcun altro, forse vuole essere Ozpetech o forse vuole essere Almodovar, o magari vuole essere Jarman, il che è ancora peggio. Fatto sta che i suoi film, che dovrebbero essere una diapositiva della società moderna e delle crisi esistenziali dei protagonisti, diventano un pot-pourri di scene assurde, dialoghi al limite del demenziale e una costruzione filmica troppo acerba per essere considerata cinematografia d’autore.

E così anche nella sua ultima pellicola, Una nuova amica, Francois Ozon manca dell’ironia di Almodovar, della classe di Ozpetech e della raffinatezza di Jarman e regala al pubblico una commediola francese ridicola e a tratti noiosa.

Sicuramente è noioso l’antefatto alla drammaturgia stessa, la storia delle due amiche del cuore cresciute insieme e unite come gemelle siamesi, la morte di una delle due, la necessità dell’altra a prendersi cura della famiglia dell’amica e la scoperta della vera identità del marito della stessa.

Si comincia a respirare un po’ solo nel momento stesso in cui la protagonista Claire scopre che David, il vedovo della sua amica, ama vestirsi da donna, truccarsi e indossare tacchi a spillo. Certo lo fa in casa, protetto da quattro mura ma è lo stesso una scoperta sconvolgente.

Claire allora invece di fermarsi un attimo per comprendere le ragioni e le motivazioni di questa scelta di David, di questo modo di vivere una doppia vita e di confrontarsi con la figlia nella doppia veste di uomo e donna, decide di mantenere il suo segreto e di rapportarsi a lui e alla sua famiglia non solo accettando e basta la situazione ma scegliendo consciamente di parteciparvi con anima e corpo.

Claire desidera riavere l’amica che non c’è più e non importa se deve cercarla nei panni di David, che sono falsi e ovviamente menzogneri, o meglio cercare nell’amore e nel sesso del vedovo dell’amica la sua dolce metà reale o presunta.

Incomprensioni, malintesi, scene paradossali e demenzialità allo stato puro sciupano l’idea di commedia divertente e originale e fanno del film di Ozon un'accozzaglia di scenari e sfondi dove a volte si ride ma per tanto altro tempo ci si annoia.

Una nuova amica ha un soggetto originale e l’atmosfera tipica della commedia di oltralpe ma è costruita male e girata anche peggio, pertanto, rimandiamo di cuore Ozon alla prossima prova.

Antonia del Sambro

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Dopo il successo delle due edizioni milanesi, che gli sono vantate ben 50mila partecipanti, lo “Streeat Food Truck Festival” ha deciso quest’anno di diventare itinerante, deliziando così ben sei diverse città italiane a partire dal prossimo 27 marzo. Sarà Roma la prima ad ospitare questo festival tutto dedicato al cibo di qualità su ruote, che invaderà gli spazi della Città dell’Altra Economia con ben 30 camioncini di street food. A seguire Firenze, Bologna, Sarzana, Padova ed infine Milano, per ritornare alla città dove tutto è cominciato.

Nato da un’idea della Barley Arts Promotions e della Buono-Food Events, giovanissima realtà attiva nel mondo degli eventi legati al cibo, lo Streeat Food Truck Festival è il perfetto connubio tra la prelibatezza di cibi sapientemente preparati e la praticità del cibo di strada dei chioschetti su ruote.

Avete presente quei camioncini che vi aspettano all’ingresso di qualunque concerto da almeno trent’anni a questa parte? Ecco, l’idea è quella. Se non fosse per il fatto che ai terribili cibi precotti ed alle pizzette sottovuoto da chissà quanto tempo, lo Streeat sostituisce ingredienti genuini e ricette tradizionali, arricchiti quanto basta da qualche curiosa ispirazione etnica ed internazionale. Varie, golose e divertenti le proposte culinarie dei furgoncini che per l’occasione si trasformano in vere e proprie cucine itineranti. Assolutamente riconoscibile il camioncino “Pizza e Mortazza”, decorato con tanto di fantasia rosa a pois bianchi, che offre al pubblico un classicone romano : la pizza bianca calda ripiena di mortadella, una prelibatezza che fa impazzire anche chi di Roma non sa assolutamente nulla. Non saranno da meno le proposte di “Mozao”, che su una piccola ape teneramente chiamata “La Bruna” ( un piccolo omaggio ad una zia ), proporrà prodotti tradizionali emiliani come lo gnocco fritto e la tigella. Per chi non lo sapesse, la tigella è una tipica focaccina modenese, cotta su piastre di ghisa o alluminio e poi farcita con scacquerone, affettati, sottaceti e – per i più golosi – marmellate o cioccolate spalmabili.

Dall’Emilia alla Sicilia, il tragitto da fare tra le apette dello Streeat Food Truck Festival è veramente poco. Camminando tra i furgoncini potrete tranquillamente degustare la cucina di tutto ( o quasi ) lo stivale : dalle olive ascolano alle panelle siciliane, dalla mozzarella di bufala campana all’arancino catanese, passando  comodamente per la trippa romana e le specialità della cucina amalfitana. Non mancano gli hamburger di carne chianina, tantomeno la gustosissima carne cotta a legna per circa otto ore del camioncino nero targato “Phil’s”. Tantissime anche le proposte per i vegani : “Gigetta” è una cucina su due ruote, al cui interno lo chef Sara Samuel sperimenta e propone ricette vegane, per la cui preparazione usa solitamente farina di canapa.

Lo Streeat sembra in assoluto il festival del Gusto con la G maiuscola. Un evento dedicato del tutto alle papille gustative e reso ancora più affascinante da workshops, presentazioni e serate di musica dal vivo.

                                                                              Chiara Crescenzi

 

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