Palazzo Citterio: Giovanni Gastel e Mimmo Paladino tra fotografia, mito e immaginazione
Fino al 13 settembre due mostre raccontano due modi diversi di guardare il mondo: la fotografia come poesia visiva e la scultura come viaggio nel mistero
Ci sono immagini che chiedono di essere osservate e altre che invitano a entrare in una dimensione nuova. A Palazzo Citterio, nel cuore di Brera, due mostre prorogate fino al 13 settembre 2026 trasformano gli spazi della Grande Brera in due racconti paralleli: “Giovanni Gastel. Rewind” e “PALADINO”.
Due percorsi molto diversi, ma accomunati dalla capacità dell’arte di andare oltre la superficie. Da una parte la fotografia elegante e visionaria di Giovanni Gastel, capace di trasformare moda, ritratto e still life in poesia contemporanea; dall’altra i Dormienti di Mimmo Paladino, trentadue figure in terracotta sospese tra sonno e veglia, mito e presente.
Se Gastel ha costruito immagini partendo dall’incontro con persone, oggetti e materiali, Paladino lavora sul mistero, sul simbolo e su ciò che resta nascosto.
Giovanni Gastel. Rewind: la fotografia come racconto interiore
Ph: Giuseppe Biancofiore
Ampia e articolata, “Giovanni Gastel. Rewind” ripercorre oltre quarant’anni di ricerca fotografica restituendo la coerenza e l’evoluzione di uno sguardo unico.
Curata da Uberto Frigerio e realizzata da La Grande Brera con l’Archivio Giovanni Gastel e l’Agenzia Guardans-Cambó, la mostra riunisce più di 250 opere: dalle prime copertine di moda del 1977 agli still life più sperimentali, dai ritratti alle campagne pubblicitarie, fino ai progetti più intimi e personali.
Il percorso non segue una semplice successione cronologica, ma costruisce una narrazione emotiva e tematica, dove fotografie, oggetti personali, strumenti di lavoro, scritti e poesie restituiscono la complessità di un artista che ha sempre considerato l’immagine come una forma di conoscenza.
Gastel non si limitava a registrare la realtà: la trasformava attraverso il proprio sguardo. Come affermava lui stesso, “non sono uno specchio, sono un filtro”. Ogni fotografia nasceva dall’incontro tra ciò che si trovava davanti all’obiettivo e il suo mondo interiore.
Nelle sale di Palazzo Citterio emerge con chiarezza la sua capacità di unire rigore e immaginazione, tradizione e innovazione. Tra i primi in Italia a confrontarsi con la post-produzione digitale già negli anni Novanta, Gastel ha saputo mettere in relazione la precisione artigianale del banco ottico e delle Polaroid con le nuove tecnologie, costruendo un linguaggio personale e immediatamente riconoscibile.
Ph: Giuseppe Biancofiore
La sua ricerca affonda le radici nella cultura milanese in cui è cresciuto: figlio di Ida Visconti di Modrone, influenzato dall’ambiente teatrale e dalla figura dello zio Luchino Visconti, Giovanni Gastel ha tradotto nella fotografia un’idea di eleganza che non è mai solo estetica, ma un vero e proprio sguardo sul mondo.
Moda, arte e quotidiano convivono nei suoi scatti in un dialogo continuo. Dai volti iconici della contemporaneità ai dettagli più discreti, ogni immagine diventa un'occasione per rivelare una dimensione più profonda.
Milano resta il suo orizzonte formativo e creativo, una città che ha contribuito in modo decisivo a plasmarne gusto e sensibilità. Non a caso Harper’s Bazaar USA lo definì “l’ambasciatore di Milano per eccellenza, il più internazionale e il più elegante”.
Entrare in “Rewind” significa attraversare la sua idea di fotografia: non documento del reale, ma spazio in cui memoria, immaginazione e sguardo si sovrappongono.
Mimmo Paladino: il silenzio dei Dormienti
Ph: Lorenzo Palmieri
Più raccolta, ma estremamente intensa nell’esperienza, la mostra dedicata a Mimmo Paladino conduce il pubblico in una dimensione sospesa.
Nella Sala Stirling di Palazzo Citterio prendono vita i celebri Dormienti, un ciclo composto da trentadue sculture in terracotta realizzate a partire dalla stessa matrice e ogni volta ricomposte in relazione allo spazio che le ospita.
Le figure sono adagiate in posizione fetale, immobili e silenziose. A un primo sguardo possono ricordare i corpi degli abitanti di Pompei ed Ercolano, ma la loro origine è legata ai disegni di Henry Moore realizzati durante la Seconda guerra mondiale, nei quali persone rannicchiate nei rifugi sembravano dormire e sognare nonostante il pericolo.
I Dormienti non raccontano la fine, ma una sospensione. Come scrive Mauro Covacich nel testo dedicato alla mostra, il sonno diventa una forma di protezione della vita, un modo per sottrarsi al rumore e all’esposizione continua del presente.
La Sala Stirling si trasforma così in una scena teatrale: il visitatore cammina tra presenze enigmatiche accompagnato dalla traccia sonora composta da Brian Eno per la storica esposizione dei Dormienti alla Roundhouse di Londra nel 1999.
L’atmosfera è straniante e magnetica. Le sculture non occupano semplicemente lo spazio, ma lo modificano, creando un ambiente dove silenzio, penombra e suono contribuiscono a costruire un’esperienza quasi rituale.
Ph: Lorenzo Palmieri
Accanto alla sala principale, un ambiente quasi nascosto ospita quindici disegni inediti del 1973, realizzati da Paladino a venticinque anni. Opere che raccontano l’origine della sua ricerca e il rapporto costante con il disegno, il mito e la dimensione simbolica.
Due mostre, due forme di bellezza
Gastel e Paladino seguono strade apparentemente lontane: il primo lavora sulla luce, sul volto umano e sulla trasformazione del quotidiano; il secondo sull’ombra, sul silenzio e sulle immagini archetipiche.
Eppure entrambi condividono una stessa tensione: superare ciò che appare per arrivare a una dimensione più profonda.
Gastel cercava nell’immagine una verità emotiva nascosta. Paladino costruisce figure che sembrano provenire da un tempo indefinito, capaci di interrogare il presente attraverso il linguaggio del mito.
Palazzo Citterio diventa così il luogo di un doppio viaggio: nella memoria della fotografia italiana e nei territori più misteriosi della scultura contemporanea.
Due mostre da visitare lasciandosi guidare non solo dallo sguardo, ma anche dalla capacità dell’arte di sorprendere, evocare e creare nuovi modi di vedere.
Informazioni Utili
Giovanni Gastel. Rewind
PALADINO
Palazzo Citterio, Milano
Prorogate fino al 13 settembre 2026
Via Brera 12
Per maggiori informazioni: https://palazzocitterio.org/
Anna Olivo
Laureata in Fashion Design presso l’Istituto Marangoni di Milano, scrive di arte, moda e costume con uno sguardo curioso e contemporaneo. Indaga i linguaggi estetici e culturali del presente, muovendosi tra ricerca visiva, stile e immaginario collettivo.
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