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Da sempre vissuta come la notte più spaventosa dell'anno, quella del 31 ottobre rievoca la tradizione americana ovunque, anche qui in Italia. Coinvolgente, misteriosa, elettrizzante, spettrale, la notte di Halloween diventa per tutti, grandi e piccini, la possibilità di prendere una pausa dalla tranquilla routine di tutti i giorni, assaporando un pizzico di tenebrosa magia.
Il verbo assaporare è il più azzeccato. Quale modo migliore di festeggiare tale ricorrenza, se non quello di legare l'atmosfera fantasy all'universo culinario?
Il ristorante Malù, situato nel dinamico e vivace quartiere Isola di Milano e rinomato per l'originalità e creatività che caratterizzano i suoi piatti, delizierà i palati dei molti con una cena fantasy, rigorosamente a base di zucca, tutta da scoprire.
Capace di fare assaporare del buon cibo, sempre accompagnato da ottimo vino, e pronto ad offrire qualsivoglia novità enogastronomica, Malù sa come trasformare i più svariati desideri in pietanze di alto livello.
Crema di zucca e zola, cappellacci di zucca su velluto di burro con granella di amaretti e mandorle, tagliata di manzo con carpaccio di zucca marinata, sono solo alcuni dei piatti che lo staff sarà lieto di servire, concludendo il tutto con l' immancabile e tradizionale pumpkin pie.
Avete quindi voglia di gustare un'ottima cena all'insegna di quello che è il tema della serata? Dolcetto o scherzetto, non si sa, ma di ottima cucina sicuramente si tratterà.
Indira Fassioni
INFO:
Malù Ristorante & Winebar - via Antonio Pollaiuolo 9, Milano
https://www.facebook.com/Malu.winebar
Nerospinto, partner del Festival Mediterraneo della Laicità, vi consiglia “LaicitArt” un ebook a cura di Roberta D'Orazio e gratuitamente scaricabile dal sito dell'associazione Itinerari Laici (www.itinerarilaici.it).
Una lettura interessante grazie agli interventi di Sara Costantini, Emanuele Cozzi, Angela Giorgi, Martina Giubileo, Marco Alberto Matti e Davide Resati, giovani creativi, musicisti, fotografi, scrittori e pensatori che si interrogano su temi artististici e filosofici con lo scopo di coltivare insieme il senso della condivisione e dell'integrazione di pensiero pur rispettando l'individualità di ogni riflessione proposta. “LaicitArt” è una raccolta su carta di interventi che si legano a doppio filo alle tematiche che animano il Festival Mediterraneo della Laicità e gli eventi ad esso collegati quali il Ciclo Arte, il Ciclo Musica e il Ciclo Documentari e noi vi proponiamo un estratto che Roberta D'Orazio ha scelto per Nerospinto ed è stato scritto da Valeria Pierini.
“Ognuno è figlio di dove nasce.
Nascere nella terra del santo patrono d'Italia e avere forti parentele col profondo sud, così devoto e a sua volta intriso di folklore e misticismo ti fa arrivare alla resa dei conti in merito da che parte stare.
Cristiano, cattolico, pagano, laico, religioso, ateo, sono tutti termini bagaglio della mia formazione.
E' sempre fondamentale iniziare dai significati delle cose-parole.
Così puoi capire perché San Francesco è considerato un sovversivo, puoi capire che il paganesimo è stato usato come carta su cui scrivere l'occidente ed essere felice quando vedi che non è stato del tutto arso con le streghe dalla non santa inquisizione laddove lo ritrovi nel lavorìo della terra, nei calendari accademici e quando vedi che le vecchie vie di pellegrinaggio (Gerusalemme, Roma e Santiago) sono intrise di simboli infedeli e percorse da secoli da milioni di persone per i più disparati motivi.
C'è da capire che la spiritualità non è data da un battesimo e non pertiene ad un culto-credo specifico e che la storia delle religioni è storia degli uomini, ha plasmato, deviato, anche corrotto il nostro destino, come la storia economica o politica, per citare altri campi fondanti le società. Le culture sono la sintesi degli incontri tra gli uomini nei secoli.
Capisci che c'è una religiosa disciplina che abbraccia il sacrificio, la dedizione, e l'amore verso le cose che fai, che non è dettata dagli uomini che professano bensì è una pratica intima e personale dove gli dei non c'entrano nulla. E in più, banalmente, contemplare il mondo, porta con se sempre qualcosa di sacro. E' dalla meraviglia che nascono le domande, le emozioni e tutti i culti e le filosofie a venire.
Forse è alla luce di tutte queste cose che come persona e dunque come artista (perché per me le due cose coincidono, l'arte non è per me un cartellino da timbrare, o un segno della croce nell'acquasantiera) sono attratta dal sacro slegato dalla pratica, divoro con gli occhi libri e luoghi tutte le volte che me li trovo davanti o li cerco per un motivo.
Sono affascinata dagli altarini casalinghi (le case del sud ne sono piene) dalle leggende, dalle metafore e simboli di cui si nutrono i testi sacri, le vite dei santi, la religione, è tutto una grande metafora e visione, metodo educativo e affascinante per le masse. Come la storia di Francesco che si getta nelle rose, o quella dei nodi del suo saio, una firma devozionale, un contratto con la vita sulla futura condotta.
Mi diverto a scovare i simboli del mondo antico nelle agiografie, come la conchiglia di San Giacomo, mi piace trovare i significati del viaggio nelle rune celtiche, mi piace trasferire queste storie al femminile, ed ecco che spunta una donna col saio. Mi piace ricordare l'unione tra il trascendente e il corso sincronico del tempo di cui parlava Kierkegard ed ecco che questi formano una croce ed io a mia volta assemblo la mia nell'installazione a 12 immagini che qui presento.
'Quando in una cosa si trova ogni bene non bisogna cambiare verso' (dalla serie 'a senso unico', 2012) è per il mio percorso un lavoro-battesimo-consacrazione, derivante da tutte queste cose, è la trasposizione del pellegrinaggio, quello che si compie alla luce di una vocazione, ed ecco che la folgorazione dei santi in questo lavoro diventa metafora della vocazione dell'artista.
La via dolorosa è quella che ognuno percorre perché figlio della sua stessa vita, ognuno di noi ha una croce in realtà, un peso fino alla meta-ascesi finale.
Il lavoratore nella fabbrica, il musicista, la casalinga che deve far quadrare i conti, lo studente.
Ognuno ha una sua strada che, con più o meno devozione e consapevolezza, percorre, spesso con fatica.
Le grandi storie sugli dei degli uomini e i grandi templi hanno per me la funzione di mònito, ognuno ha il suo pellegrinaggio, la sue grandi imprese di cui certo non si scriveranno canti o salmi, eppure la sacralità è solo uno dei modi in cui si può raccontare l'umano. Scegliere da che parte stare uno dei modi per percorrere il proprio cammino.”
Info: https://www.facebook.com/pages/Festival-Mediterraneo-della-Laicita/281980455160623?fref=ts www.itinerarilaici.it
Roberta D'Orazio Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
La settima edizione del Festival Mediterraneo della Laicità apre le sue porte e vi aspetta dal 17 al 19 ottobre all'Aurum di Pescara dove si discuterà dei temi cardine di questa edizione all'interno della splendida cornice delle sale Flaiano e Tosti.
L'Associazione Itinerari Laici quest'anno vanta una collaborazione scinentifica importante, quella con LabOnt centro universitario di ricerca filosofica dell'Università di Torino diretto da Maurizio Ferraris.
Si comincia martedì, alle ore 17.00, con il confronto curato da Daniela Padoan e Leonardo Caffo dal titolo “Diritti di tutti? Il confine dell'altro tra specismo e razzismo, l'ambiguo gioco delle categorie”, impreziosito dall'approfondimento di Lia Giancristofaro sul tema “Il patrimonio culturale immateriale tra presente e futuro: condivisione e sostenibilità”.
Sempre alla stessa ora, il secondo pomeriggio sarà dedicato alla tavola rotonda organizzata da Gianluca Favetto su “Letteratura, cinema e società” e al viaggio alla ricerca di risposte sulla domanda “Arte contemporanea: perché è arte?” che vedrà al timone della nave Tiziana Andina.
Domenica segnate in agenda, a partire dalle 10,00, Massimo Palladino che parlerà di “Arte, città e paesaggio: il patrimonio come valore” e poi Adele Campanelli che guiderà il confronto su “Arte ed archeologia. Una lettura laica del mito al femminile”, ed ancora Giovanni Gaggia, introdotto da Lucia Zappacostra, con “Cruoris Factum”. Ma non è finita qui perché dalle 16,30 si parlerà di documentalità dell'arte con Maurizio Ferraris con l'obiettivo di creare un punto d'incontro sul dialogo che vedrà protagonisti, insieme al pubblico, Werner Gephart e Raja Sakrani sul tema “Opera d'arte. Cosa quando perché? Arti, un linguaggio per il dialogo tra Occidente e Oriente” mentre a chiudere la kermesse sarà il Premio Laici per il Mediterraneo.
Una tre giorni di incontri e confronti dove la pluralità di linguaggi dev'essere vissuta non come differenza, piuttosto come varietà. Una varietà a cui attingere per salvaguardare le singolarità che animano il tessuto sociale e che insieme possono e devono lavorare per un futuro comune in cui scegliere significa aver consapevolezza delle possibili strade da intraprendere nel pieno possesso delle proprie libertà.
Info: https://www.facebook.com/pages/Festival-Mediterraneo-della-Laicita/281980455160623?fref=ts www.itinerarilaici.it
Serata regale con Le Cannibale. Sbarca a Milano infatti il principe oscuro dell’elettronica, Gesaffelstein. Il produttore francese si esibisce venerdì 17 al Fabrique, dalle ore 23.00 in poi.
Gesaffelstein e Milano sono legati sin dagli inizi della sua carriera cinque anni fa. Oggi è diventato grande, e ha appena pubblicato un disco, Aleph, che ha riscosso un grande successo. Il passaggio ad una etichetta discografica major non ha compromesso il suo particolare e personale stile, rimasto concentrato su un’immagine decisamente misteriosa e undergroud. La sua musica è un’elettronica dai richiami techno senza alcun compromesso. La fedeltà al suo genere musicale ha contribuito ad accrescere il rispetto del pubblico. Gesaffelstein è un artista che non tenta di avvicinare il suo sound al mercato ma è il mercato che prende ispirazione dal suo sound.
L’evento è organizzato da Le Cannibale che come location ha scelto il Fabrique di Milano, un locale nuovo, recentemente inaugurato, che offre ampi spazi e un ottimo suono. Nato sulle ceneri di un negozio di dischi, il Venus, non è venuto meno alla sua vocazione originaria.
Per i nuovi iscritti all’app Uber c’è la possibilità di inserire durante la registrazione il codice GESAFFELSTEIN, per ottenere 15 euro di credito promozionale per la prima corsa e sbarcare al Fabrique freschi e riposati, pronti per la grande notte.
I biglietti sono disponibili sia in prevendita online che all’entrata del locale. Per chi decide di acquistare sul Web c’è un grande vantaggio. I biglietti comprati in questo modo permettono di saltare la coda, molto prevedibile per un artista di tale calibro, e di entrare rapidamente all’interno dell’oscura sala reale del Principe Gesaffelstein. Ma c’è di più. Con il biglietto di stasera si potrà accedere all’evento di sabato 18 ottobre al Tunnel di Milano, che vedrà un live di Lunice, autore di un hip hop esplosivo e fuori dagli schemi.
INFO
Fabrique Milano
Pagina Facebook Sito Internet via Fantoli, 9 20010, Milano
Biglietti
Acquistabili alla cassa o su Mailticket Costo: 18 € + 2 € (diritti di prevendita)
Se n’è andata una signora del palcoscenico. Si è spenta nella sua Milano Lucilla Morlacchi, 78 anni, grande interprete del teatro italiano, a cui ha dedicato tutta la sua vita professionale, avendo esordito giovanissima.
Immensa presenza e potenza scenica, Lucilla Morlacchi ha sempre prediletto ruoli impegnativi, che richiedevano grande investimento fisico ed emotivo. Da La monaca di Monza a la suora de Il dubbio, fino all’ultimo sforzo dell’estate scorsa. Al Sacro Monte di Varese fu la protagonista indiscussa del festival diretto da Andrea Chiodi. In quell’occasione diede voce al Grande Inquisitore di Dostoevskij. “L’ho studiato giorno e notte” disse in un’intervista la grande attrice.
È ricordata anche per il sodalizio artistico con Luchino Visconti, che la scelse per interpretare il ruolo di Concetta nel suo immortale capolavoro Il Gattopardo, rara incursione sul grande schermo per un’attrice che lascia un grande vuoto nel teatro italiano.
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Nuovo spettacolo per il Teatro Menotti. Dopo il grande successo di Mercuzio non vuole morire, è la volta di Santo Genet, il nuovo progetto della Compagnia della Fortezza.
L’opera vanta ancora già un hype stellare. Presentata infatti in anteprima assoluta nel carcere di Volterra in occasione del festival VolterraTeatro, Santo Genet ha già conquistato la critica e si è imposto così come spettacolo evento della stagione dei festival. Ed ora arriva in prima nazionale nella sua versione definitiva al Teatro Menotti di Milano, dal 17 al 19 ottobre, per inaugurare l'attesissima tournée.
La Compagnia della Fortezza è nata nel 1988 nel carcere di Volterra per iniziativa di Armando Punzo, direttore capace di creare decine di spettacoli pluripremiati. Per Santo Genet ha deciso di ripercorrere tutta l’opera di Jean Genet, autore francese ricordato per le emozioni regalate con capolavori che hanno tratto spunto da storie di vita umili, fatte di strada e criminalità. Il punto di partenza della pièce è una riflessione sulle logiche di inattualità che caratterizzano il carcere. Genet offre la possibilità di raccontare la prigione come teatro, ovvero come luogo inattuale in cui si vive un tempo fuori dall’ordinario, in cui avvengono cose straordinarie che nella vita reale non possono accadere.
Punzo è riuscito a racchiudere in Santo Genet l’atmosfera di estasi e colori che pervade l’esterno delle mura, per ricercare, anche attraverso i costumi, la musica e la scenografia, una forma visibile di bellezza e perfezione, ovvero la Santità tanto ricercata.
INFO
Teatro Menotti
via Ciro Menotti 11, Milano Tel. 02 36592544 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Prezzi
Intero - € 25.00 Convenzioni - € 20.00 Ridotto/under 25 - € 17,50 Ridotto/over 65 (residenti a Milano) € 12,50 Ridotto/over 65 (residenti fuori Milano) € 17,50 Prevendita - € 1,50
Orari Spettacolo
Lunedì riposo Martedì, giovedì, venerdì, sabato - ore 20.30 Mercoledì - ore 19.30* Domenica - ore 17.00
*ad eccezione delle repliche del 5/11/14, 12/11/14, 18/02/15, 11/03/15 che inizieranno alle ore 20.30
Federico Pagani, in arte An Harbor, approda al 75Beat lunedì 17 novembre con un concerto dal tono intimo, raccolto e ricercato; l’artista piacentino dalla voce alla Jeff Buckley, Eddie Vedder e Anthony Hegarty, dopo aver incantato pubblico e giurie di X-Factor 2014 ha iniziato da poco il suo tour nazionale.
Dopo la terza puntata di XF8 Federico ha salutato il pubblico del talent e ha continuato il suo percorso artistico lontano delle telecamere del reality lasciandoci un po’ delusi: come è stato possibile che una voce del genere, seducente, calda con quelle ritmiche folk-pop che tanto avevano sbalordito giuria e ascoltatori sia stato rispedito a casa?! Alla fine si sa… è uno show che ci ricorda che il talento non sempre viene premiato in diretta.
E se davvero “An Harbor”, l’immagine del porto come dice Federico è scelta per richiamare il mondo del mare e della navigazione, un obiettivo, un fine a cui tutti siamo destinati, un ritorno sicuro dopo un viaggio bello o brutto che sia stato, noi, Fede, ti aspettiamo di ritorno dopo il tuo viaggio nel grande schermo per ascoltarti finalmente dal vivo lunedì 17 novembre al 75Beat.
La serata inizierà alle 21:30, le porte si apriranno alle 20:45. Nel locale sappiamo già che ci sarà un bel movimento vi ricordiamo quindi di essere puntuali, belli e rilassati per quello che si prospetta essere non un semplice concerto, ma un incontro con la musica.
Ingresso 5 euro con tessera ARCI.
INFO
An Harbor live @75Beat
Via Privata Tirso, 3 - 20141 Milano Tel. 02 56 8049 13
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Una fucina d'idee, terreno di condivisione e confronto, dove la diversità di pensiero è sinonimo di curiosità e crescita. Questo e molto altro è il Festival Mediterraneo della Laicità che oggi alle 18 vi aspetta nella sala eventi della libreria Feltrinelli di Pescara per l'inizio degli eventi del Ciclo Documentari a cura dell' Associazione Acma.
Ad inaugurare questo ciclo di incontri sarà la proiezione di “Mimmo Jodice”, a cura di Giampiero D'Angeli e Alice Maxia, un viaggio alla ricerca delle radici della civiltà mediterranea attraverso le strade e vicoli di Napoli, che si traduce in una appassionata istantanea della vita di Mimmo Jodice uomo e fotografo.
A seguire il 23 ottobre “A slum symphony” di Cristiano Barbarossa basato sul “sistema Abreu” un progetto sociale e musicale nato in Venezuela 32 anni fa dall'idea di José Antonio Abreu con l'obiettivo di salvare i giovani dal richiamo delle bande criminali e dar loro la possibilità di liberarsi dalla condizione di miseria in cui vivono.
La serie d'incontri si chiude il 30 ottobre con “Le ragioni del tempo. Breve biografia di Andrea Carandini” un interessante percorso sulla vita dell'archeologo, i multiformi ascendenti che ne animano il lavoro e l'idea di come il tempo viene percepito e vissuto.
Chiara Manni, presidentessa dell'Acma, ha dichiarato che la scelta della proiezione di “Mimmo Jodice” è stata dettata dalla possibilità di mostrare al pubblico come la fotografia si tramuta in arte, in concomitanza con le due personali, in corso, proposte da Fondazione Fotografia a Modena e dedicate ai grandi nomi internazionali tra cui quello di Mimmo Jodice. Andrea Cardini invece si inserisce come figura rappresentativa dell'arte contemporanea ed oltre ad essere un affermato archeologo si occupa anche della salvaguardia e valorizzazione del patrimonio artistico italiano in qualità di presidente della Fai.
Entrambi i documentari rientrano nella collezione di 500 film del festival del documentario d'Abruzzo il cui archivio è custodito nella sede dell'ACMA di Pescara e di cui non fa invece parte il terzo film, “A slum symphony” di Cristiano Barbarossa , che però si incastra perfettamente con i concetti base portati avanti dal Festival Mediterraneo della Laicità. Il progetto di Abreu, da cui “A slum symphony” trae ispirazione, compie un salto di qualità non limitandosi ad essere solo un progetto artistico ma tramutandosi in una vera e propria iniziativa collettiva che scava nella profondità del tessuto sociale dove la musica diventa il mezzo attraverso il quale stimolare e coltivare un maggior senso d'integrazione e interazione. Ancora una volta il Festival Mediterraneo della Laicità vi offre occasioni uniche e preziose per tracciare insieme una strada comune nel variegato paesaggio degli stimoli a cui il pensiero moderno non può e non deve sottrarsi.
Info: https://www.facebook.com/pages/Festival-Mediterraneo-della-Laicita/281980455160623?fref=ts www.itinerarilaici.it
Como città del Design. La storica via Vitani, uno degli angoli più caratteristici della città di Como, accoglie il nuovo Concept Store del brand comasco gloook®. Un marchio italiano di design eco-friendly che ha scelto proprio la città comasca per parlare di design sostenibile.
La città di Como diventa sempre più location interessante e creativa per il lancio di brand giovani ed originali.
Si parla di Moda, di Arte e anche di Design…
Sabato 25 Ottobre 2014, alle ore 17.00, gloook® aprirà le porte del suo mondo.Un mondo di ricerca e di sostenibilità ambientale che propone un modo di abitare di design eco-friendly, tutto made in Italy.
Arredi e complementi di design dal carattere forte, realizzati con cura sartoriale con il materiale ecocompatibile per eccellenza, il cartone alveolare compresso.
Nel nuovo concept store di gloook® si potranno trovare arredi, complementi d’arredo ed oggetti a catalogo e, per il cliente che ha particolari necessità, un team di progettisti ed architetti realizzerà “tailor made” ciò che egli desidera.
Collaborano con il brand designer italiani ed internazionali quali Fabio Biavaschi, Filippo Mambretti, Mattia Menegatti, Gianmaria Borin, Marc Krusin, Alejandro Delgado Charria, Objmao, Andrea Brugnera, Francesco Dazzara, Marzia Perretta, Mattia Menegatti, Marco Quistini e Fabio Damiani, Cristina Alzati e Paola Argine…
gloook® propone un design “green” creativo e funzionale.
Sara Biondi
INFO
Via Vitani 21, Como
Simone Vannuzzi, stilista fiorentino, con il suo brand italiano To Be Think and Wear, prosegue la sua affermazione negli USA presentando a New York una collezione che ricorda la amata città: Firenze.
To be think and wear ha uno stile giovane e fresco, innovativo e allo stesso tempo chic, che ha come oggetto ricorrente i fiori, i quali si raccontano in outfit dalle linee semplici, pulite e rigorose, per donne dal carisma evoluto.
La collezione Autunno Inverno 2014/2015 presenta una tecnica sartoriale applicata allo sportswear, che seduce al primo sguardo: l’abitino che segna il corpo senza costringerlo, le giacche avvitate, i coprispalla sartoriali, lampi di luce di Swarovsky che sottolineano vita e fianchi e maglie di una morbidezza affascinante con intarsi luminosi. Ma la vera novità sta nel nuovo concetto di felpa, indumento che To Be reinventa, facendolo diventare glam, un must di stagione: indossata di giorno rende più glamour i vari outfit, mentre di sera incontra il mondo biker per capi con inserti di flanella e bordi di pelle
Nel mondo della palette, al grigio si affiancano il nero sempre glamour, i caldi gialli e i morbidi azzurri; mentre, per quanto riguarda i tessuti, l'elemento principe è la flanella, caposaldo del Made in Italy, seguito dall'insospettabile scuba, il neoprene rubato alle attrezzature dei Sub, tutto per rimanere in linea con il concetto base che ispira il brand: legare il prodotto lifestyle a quello tecnologico, che diventa così moda.
Sara Biondi
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