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La rassegna programmata dal 30 ottobre al 9 novembre, al teatro Elfo Puccini di Milano in sala Bausch, arriva alla sua quarta edizione, portando alla ribalta giovani talenti, compagnie emergenti, gruppi indipendenti che vogliono stimolare un nuovo pubblico, sempre più trasversale e inter-generazionale.
Il progetto "Nuove storie" propone come inaugurazione della stagione 2014/2015 Faust Marlowe burlesque, che presenta un copione che ha segnato (e scandalizzato) il teatro del secondo Novecento. Dal 30 ottobre al 9 novembre 2014 si potrà quindi assistere alla storia di immortalità e dannazione, perdono e salvezza eterna che, almeno per sentito dire, quasi tutti conoscono, quella tra Faust e Mefistofele.
Ma forse non tutti conoscono la versione che due grandi autori di teatro, Aldo Trionfo e Lorenzo Salveti, hanno scritto nel 1976 per due monumenti del palcoscenico come Carmelo Bene e Franco Branciaroli.
Gli autori elaborano un gioco, fatto di scherzi divertiti, inversioni di genere, ammiccamenti di seduzione reciproca, nel quale i personaggi finiscono per rappresentare le due facce della stessa medaglia: la dannazione di Faust, spintosi troppo in là nella ricerca dell’immortalita, è anche la solitudine di Mefistofele. Fino a giungere ad una progressiva crisi di identità per entrambi.
Sotto la regia di Massimo di Michele, l'approccio giusto per poter vivere tale spettacolo è quello di accantonare gli interpreti originali per potersi accostare ad un'opera così complessa, ricca di sfumature e di caratteristiche psicologiche.
Proponendo testi originali e autori stranieri scoperti dal teatro italiano, il nucleo generatore di queste "nuove storie" di oggi e di domani è sempre la parola, che qui diventa concreta, si imprime delle tensioni contemporanee e si attualizzata in messinscena di intensa fisicità.
INFO
Faust Marlowe Burlesque Durata: 70'
Teatro Elfo Puccini Corso Buenos Aires, 33 - 20124 Milano Tel. 02 00660606
Orari Martedì - Sabato: 19.30 - Domenica: 15.30
Prezzi Posto unico: 15 €
Indira Fassioni
In occasione della serata per i 20 anni di Emergency, lo spettacolo teatrale Etiopia detta Pia approda sul palcoscenico del Teatro Officina, l' Associazione di Cultura e Spettacolo di Milano, sabato 1 novembre.
Sotto la regia di Patrizia Pasqui, autrice anche del testo, Claudia Bendinelli inscena un monologo teatrale il cui tema è la guerra, e soprattutto le conseguenze che porta con se.
Nella pineta tra Pisa e Livorno, chiamata il Tombolo, si era rifugiata nel secondo dopoguerra una varia umanità composta da disertori, contrabbandieri e prostitute nella disperata ricerca di trarre profitto dalle condizioni provocate dalla guerra.
Proprio una di loro, Etiopia detta Pia, racconta in modo divertente e commovente la vita di quel periodo, in un territorio rimasto segnato da una profonda cicatrice che ha trasformato quella pineta nell’attuale Camp Darby, una delle basi americane logistiche ancora oggi più importanti d’Europa e che ha svolto un ruolo decisivo durante la guerra fredda e in tutte le guerre che seguiranno la caduta del muro di Berlino.
Il testo ha ricevuto la segnalazione dell’Istituto Storico della Resistenza di Cuneo al concorso PERVOCESOLA 09.
Una voce femminile che da l'opportunità di riflettere sulle conseguenze che accompagnano sempre una guerra, in qualunque epoca, non solo distruzioni materiali ma anche disperazione, corruzione e disgregazione di un tessuto sociale.
L’incasso della serata sarà devoluto ad Emergency a sostegno dell’ospedale di Goderich e al Centro di Lakka per la cura dell’Ebola in Sierra Leone.
INFO
Teatro Officina
Via Sant'Erlembaldo 2 - 20126 Milano Tel. 02.2553200 - Fax 02.27000858 Mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Etiopia detta Pia Serata per i 20 anni di Emergency di Patrizia Pasqui Regia Patrizia Pasqui Con Claudia Bendinelli
Un applauso a John Carney e alla sua capacità di trasformare luoghi comuni in una bella storia metropolitana di assaporare, seduti in sala, fino ai titoli di coda
La genialità passa anche per queste cose. Nella capacità estrema di mescolare il sogno americano, che in questo specifico diventa sogno newyorchese, la passione per la musica e gli incontri del destino e far finta che tutto questo sia nuovo e originale e non l’apoteosi dei luoghi comuni.
Ci vuole maestria, indubbiamente. Perché la trama di Tutto può cambiare è scontata e già vista, ma Carney non ci bada e l’arricchisce di strumenti musicali, equalizzatori, cuffie, strade metropolitane in cui esibirsi e grattacieli che fanno da controcanto ai dialoghi e alle performance dei protagonisti.
Anzi, se non fosse un film sulla musica e sulla capacità di “guarigione” e di rivalsa della stessa più che di controcanto si dovrebbe parlare di controcampo, usato come raffinato movimento di macchina perenne tra i sogni e le azioni di Dan e Gretta e l’asfalto e il cemento di New York.
Appunto Dan e Gretta sono gli indiscussi protagonisti della pellicola che si incontrano per volere del caso e restano insieme per volere proprio perché non possono fare a meno l’uno dell’altra in un rapporto che non è d’amore alla maniera tradizionale ma è sublimato dalla passione per la musica che li unisce e li salvifica proprio nel momento più difficile delle loro vite.
Gretta arriva a New York con tanti sogni e tanta buona volontà ma in poco tempo la sua vita professionale e privata crolla e si disfa tutto intorno a lei e Dan è un aspirante alcolista, padre di una adolescente che prova a continuare a fare il produttore discografico pur avendo fallito molte operazioni commerciali e perfino il suo matrimonio.
Nella più classica delle iconografie filmiche John Carney fa incontrare i due protagonisti su una panchina della metropolitana. Il Fato o il Destino farà tutto il resto.
Il rapporto tra Dan e Gretta e il loro sentimento reciproco sono solo dei pretesti per parlare di musica, farla ascoltare e amare dagli spettatori in sala e con la stessa provare a viaggiare tra i vicoli e le piazze di New York. Ecco servito il sogno americano.
E per la ragazza speranzosa arrivata dall’Europa e per l’americano locale che aspetta anche lui un segno dalla vita e dal cielo.
Che John Carney sia un appassionato di chitarra acustica, di musica e di complessi pop lo si intuisce fin dai primi fotogrammi. Per questo Tutto può cambiare finisce con il trasformarsi nel biglietto da visita dello stesso regista che non manca in nessuna scena di dichiarare al pubblico il suo amore per la musica pop, parallela passione ai movimenti di macchina e agli studios cinematografici.
Allo spettatore resta l’inossidabile convinzione che a New York può succedere di tutto, che il sogno americano è più attuale che mai e che le passioni personali vanno realizzare a tutti i cosi.
E in questo periodo storico davvero non è poco.
Antonia del Sambro
Lo spettacolo inscenato dalla regista Eleonora Pippo, Cinque allegri ragazzi morti, tratto dall'omonimo romanzo a fumetti di Davide Toffolo, ripropone in termini teatrali e musicali la saga horror-romantica che racconta la storia di cinque liceali, i quali, in seguito a un incidente mortale procurato da un rito voodoo, diventano zombie, condannati a nutrirsi solo di carne umana, rinunciare all'amore e non interferire nelle esistenze dei vivi.
La violazione di queste regole conduce i personaggi adolescenti, Gianni Boy, Vasco, Sumo, Sleepy e Mario, ad intraprendere un sofferto percorso di iniziazione amore/morte, accompagnati dallo spirito guida di Elisa.
Nei primi due episodi rappresentati Mario accetta l'alternativa di addormentarsi sottoterra per la disperazione di essere morto. Nel frattempo si alternano gli incontri tra un ragazzo spregiudicato e la ragazza lupo, l'amore della mortale Paolina per il suo eroe Gianni Boy e la fame cannibalica di Sumo, che culminano con la festa di Halloween in costume ambientata nel suggestivo scenario veneziano.
Dopo gli exploit di Milano e Roma con il primo episodio, L’alternativa, in cui si è registrato il sold out, il musical a bassa fedeltà conquista la stagione teatrale 2014/2015 con l’aggiunta del secondo episodio, La festa dei morti.
Con la partecipazione degli interpreti più significativi del panorama rock indipendente come novità esclusiva di questa edizione, lo spettacolo sarà ospite al Teatro Elfo Puccini di Milano, dal 28 ottobre al 2 novembre 2014.
Impossibile quindi non assistere a questi due appuntamenti, dedicati appositamente ai numerosi fans della band Tre allegri ragazzi morti, che si esibirà a fine spettacolo in versione unplugged il 31 ottobre a Milano per un’indimenticabile festa dei morti.
Indira Fassioni
Dopo il successo dell'inaugurazione della stagione invernale, GNU Sound torna al 75Beat per una nuova avventura.
L' associazione culturale dedita alla promozione della musica è formata da gruppi emergenti, il cui spirito è quello di realizzare concerti privi di alcun tipo di intermediario tra il pubblico e il musicista, una diversa idea di condivisione degli spazi aperti di Milano.
Ed il palco del 75Beat fa al caso loro.
All'interno del contenitore Stereo 8, martedì 28 ottobre, a partire dalle ore 22.00, gli GNU proporranno ancora una volta al pubblico la migliore ed orgogliosamente sconosciuta musica che Milano possa offrire, presentandosi con due nuove scoperte: i Pashmak e i Tòmm.
I primi rappresentano una delle realtà più interessanti del panorama milanese, incarnando più di qualsiasi altro lo spirito della musica senza compromessi.
I secondi, facendo appello alla memoria cinematografica dei film degli anni '30, riescono a trasportare i più appassionati in quella zona di confine tra reale e surreale.
Credendo che il successo di un evento e il sostegno alla crescita di nuova musica non siano in contraddizione tra loro, questa giovane Associazione lancia una scommessa, che è quella di dare vita ad una nuova dimensione della musica dal vivo.
Provare per credere? Basta il giusto spirito di divertimento, l'apertura al nuovo, ed il gioco è fatto.
A tutto il resto ci pensa la musica.
Grande appuntamento domenica 26 ottobre 2014 con Memento Vivere, iniziativa a cadenza annuale organizzata in ricordo di Gigi Garegnani a Cuggiono, in provincia di Milano.
Dalle ore 15.30, Memento Vivere si occupa degli ambiti artistici più cari al Garegnani, come l’arte e la musica. Giunta alla seconda edizione, quest’anno Memento Vivere ospita le opere di Manuela Toselli, abile artista della tecnica della tessitura della seta, suo medium espressivo prediletto. Nei suoi lavori si può scorgere la volontà di riflettere sulla società in cui viviamo, sui precari equilibri morali e sulle contraddizioni dell’uomo che la compongono.
Anche la musica ricopre un ruolo importante. Ospite della serata inaugurale è l'Ensemble Festeggio Armonico, gruppo di altissimo livello musicale che si occupa di musica settecentesca.
Il programma propone un viaggio tra Italia e Germania. Si celebrano infatti quest’anno i 300 anni dalla nascita di uno dei grandi musicisti figli di Johann Sebastian Bach, Carl Philipp Emanuel. Non manca la Toccata e Fuga in re minore del geniale compositore tedesco, uno dei brani più celebri di tutta la storia della musica, in una versione per clavicembalo.
La conclusione è affidata a un Concerto di Georg Philipp Telemann, amico di Bach e padrino proprio del figlio Carl Philipp Emanuel.
INFO
Memento Vivere
Presso Le Radici e le Ali, (già Chiesa S. Maria in Braida) Via S. Rocco 48 - Cuggiono (MI)
Programma
Ore 15.00 – Inaugurazione mostra di Manuela Toselli (fino al 2 Novembre, ore 15:30 - 18:30) Ore 21.30 – Concerto Trio Festeggio Armonico
Reduce dal tour 2013 e dal City Sound Festival 2014 con l’Orchestra Toscanini, lunedì 3 novembre, alle ore 21, Franco Battiato arriva al Teatro Nazionale di Milano per presentare il suo nuovo album.
Affiancato da musicisti come Guaitoli e Pischetola, presenterà il suo nuovo Joe Patti’s Experimental Group. Possiamo parlare di un vero e proprio salto temporale, in quanto il disco è un ritorno all’elettronica, stile che contraddistinse l’autore soprattutto all’inizio della sua carriera.
I biglietti sono ancora disponibili, i prezzi sul circuito online Ticketone variano da 23 a 57,70 euro.
Antonia Del Sambro, con il suo primo romanzo breve, racconta la storia di un' Italia proiettata nel 2029, ancora impantanata nella crisi di inizio secolo, divisa in tre macroregioni, le consuete Nord, Centro e Sud.
Si tratta di uno scenario fantapolitico che mette in risalto una suddivisione da sempre percepita, che per ragioni economiche diventa anche politica.
Il titolo stesso, Bordetown, richiama i confini di provincia in cui la storia è ambientata, e i posti di confine da dover attraversare per poter viaggiare da una regione all'altra.
A fare da "padroni" al nostro Paese sono dei gruppi di potere, che, convinti dell'incapacità dei cittadini italiani di gestire le potenzialità e le ricchezze del Belpaese e un volta persa l'unità, mirano ad un colpo di Stato, diventato ormai pressochè facile da mettere in atto.
Ma questo loro progetto ambizioso e criminale viene lasciato sempre nell'ombra, anche tra le righe del romanzo stesso, lasciando spazio ai veri protagonisti della storia: un ambizioso giornalista e una ragazza in fuga che vengono coinvolti loro malgrado solo per essersi trovati nel posto sbagliato al momento sbagliato.
Una appassionante lettura in cui poter intraprendere un immaginario viaggio per l'Italia, arricchito dalla descrizione delle ambientazioni che fanno da cornice al romanzo; non le grandi città metropolitane di Roma o Milano, bensì la provincia, luoghi sconosciuti che diventano lo scenario ideale per il districarsi della trama.
Si tratta di un ritorno al passato o di un viaggio nel futuro? Forse nessuna delle due, ma sicuramente uno spunto per una sana ed individuale riflessione: la presa di coscienza di tutti quei segnali sempre più preoccupanti che la politica internazionale ci riserva giorno dopo giorno.
Como città dei Talenti…
Il giovane chef comasco Davide Caranchini, classe 1990, alla guida del Ristorante Acquadolce di Carate Urio, sul Lago di Como, ce l'ha fatta! E' passato indenne nelle varie selezioni per approdare alla fase finale del Premio Birra Moretti Grand Cru 2014.
Lunedì 17 novembre dovrà dimostrare tutta la sua bravura a Milano, di fronte a una giuria composta dai migliori chef italiani.
Quindi, dopo aver vinto la Corona de Il Golosario, prima guida di critica gastronomica ad aver riconosciuto il talento di Davide, segue questo risultato eccellente.
Les jeux sont faits: il 22 settembre scorso, dopo una lunga sessione di lavoro, la giuria delle due fasi eliminatorie ha individuato i dieci finalisti del Premio Birra Moretti Grand Cru 2014.
Paolo Marchi, la chef Viviana Varese e la sommelier Chiara Giovoni hanno individuato i dieci under 35 i cui dessert hanno convinto sia nell’utilizzo della birra e delle spezie/erbe aromatiche sia nell’abbinamento con la ricetta salata precedente.
Queste le premesse per una finale, in programma il prossimo 17 novembre, che ha tutti i requisiti per essere appassionante e ricca di novità. Prima fra tutti la location: lasciata la Città del Gusto di Roma, che aveva ospitato per tre anni la competizione, oggi si approda a Milano e nella nuova sede del ristorante Alice presso Eataly Smeraldo.
In secondo luogo la giuria, dove accanto a grandi conferme come la presidenza di Claudio Sadler (Sadler, Milano) e la professionalità di Giuseppe Palmieri (sommelier dell’Osteria Francescana, Modena), Marco Reitano (sommelier de la Pergola Hotel Rome Cavalieri, Roma), Paolo Marchi (patron di Identità Golose) e Alfredo Pratolongo (Direttore Comunicazione e Affari Istituzionali Heineken Italia), ritorneranno a valutare i dieci mini-menu Cristina Bowerman (Glass Hostaria, Roma), Andrea Berton (Berton, Milano), Davide Oldani (D’O, Cornaredo) e Carlo Cracco (Cracco, Milano) insieme alle new entry Antonino Cannavacciuolo (Villa Crespi, Orta San Giulio), Moreno Cedroni (Madonnina del Pescatore, Senigallia), Alessandro Negrini (Il Luogo di Aimo e Nadia, Milano ) e Viviana Varese (Alice, Milano).
Grandi chef e sommelier che valuteranno, in una sessione a porte chiuse, le ricette dei giovani candidati ad aggiudicarsi l’unico premio in palio del valore di € 10.000.
Sara Biondi
Sarà la regia di Franco Branciaroli a rappresentare il più grande lavoro teatrale di Pirandello insieme a Sei personaggi in cerca di autore: Enrico IV.
L'opera è una rappresentazione e riflessione sulla pazzia, insieme al tema sul complesso rapporto tra personaggio e uomo.
Durante una festa in maschera in cui il protagonista impersonifica appunto Enrico IV, in seguito ad un incidente rimane vittima della follia, pensando di essere davvero colui che interpretava. Una volta guarito però, continuerà a fingersi pazzo per sfuggire alla dolorosa realtà in cui era disgraziatamente caduto.
Molto interessante assistere alla prima interpretazione di Franco Branciaroli di un ruolo pirandelliano, dal 21 ottobre al 2 novembre, al Teatro Piccolo Strehler di Milano.
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