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Prosegue al teatro Delfino di Milano la finestra sugli autori viventi nati negli anni '40 tra Svezia, Canada e Stati Uniti.
Dall'11 al 15 marzo è la volta de "Il Bosco", opera scritta dal Premio Pulitzer David Alan Mamet.
Un debutto nazionale per questo spettacolo che parla del complicato rapporto tra natura e uomo in cui i protagonisti Ruth e Nick, attraverso i loro pensieri, ci permettono di interrogarci sulla natura umana, i rapporti tra gli individui e il sottile filo di congiunzione tra solitudine e convivenza. I loro occhi saranno lo specchio dei nostri. Insieme a loro respireremo una natura misteriosa, affascinante e a tratti inquietante e feroce.
L'interrogativo che ci accompagna in ogni scena è la possibilità degli uomini di essere liberi e riuscire ad amare. La risposta provano a darcela i due protagonisti che decidono di allontanarsi per alcuni giorni dal frastuono della città rifugiandosi in una casa al lago completamente isolata, dove l'unico contatto che possono avere è quello con la natura. I due sono convinti che il silenzio è l'unico modo per aiutarli nella scoperta reciproca, dato che il caos cittadino non permette loro di ascoltarsi. Nick e Ruth sono alla ricerca dell'autenticità che troveranno nel silenzio del bosco, nel volo degli uccelli, nell'aria pura.
"Il Bosco" è uno dei più impressionanti, lucidi e spietati ritratti della vita di coppia, dei fantasmi dello stare insieme, dell'atroce distanza che può farsi lancinante e tragica, tra chi si ama, o forse cerca di amarsi." Così descrive quest'opera il regista Antonio Mingarelli. Diplomato alla Scuola di Teatro del Piccolo di Milano, è stato allievo e attore del compianto regista Luca Ronconi.
Diretti da lui sul palco due attori davvero talentuosi: Silvia Giulia Mendola e Alberto Onofrietti che ci accompagneranno in questo viaggio.
ORARI
ore 21/domenica ore 16
PREZZI
intero € 18
ridotto € 12
INFO
tel. 333 5730340
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L'affascinante attrice francese Juliette Binoche festeggia oggi 51 anni, esempio di bellezza che non si è piegata né al tempo né al bisturi.
Nata a Parigi il 9 marzo 1964, la sua carriera trentennale si evoluta passando attraverso i cambi di stili e gusti del cinema francese.
Interprete di celebri pellicole quali "Il paziente inglese" (per il quale ha vinto l'Oscar), "Tre colori - Film Blu" della trilogia di Krzysztof Kieślowski ispirata ai colori della bandiera francese, "Gli amanti del Pont-Neuf", "L'insostenibile leggerezza dell'essere", e il famosissimo "Chocolat" di Lasse Hallström, insieme a Johnny Depp, Juliette Binoche ha saputo durante la sua carriera interpretare i più disparati personaggi, oltre ad essere stata capace di cimentarsi in altre forme d'arte come la danza contemporanea, grazie al coreografo Akram Khan, col quale ha intrapreso la tournée mondiale "In I" nel 2008.
Binoche è una fonte di ispirazione, un'icona e una donna d'affari di successo, che si è costruita personalmente la sua carriera, scegliendo in autonomia i ruoli da interpretare, vincendo numerosi premi nei più prestigiosi festival, e divenendo l'attrice più pagata della storia del cinema francese.
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Martedì 28 luglio 2015 è una data da evidenziare sul calendario per tutti gli appassionati e i nostalgici del rock anni 70. La grande Patti Smith torna in Italia al Vittoriale per il Tour mondiale per i 40 anni di Horses, il suo album d'esordio. Un disco ormai divenuto una pietra miliare della storia del rock, prodotto da John Cale, uscito per Artista Records e inserito nel National Recording Registry nel 2010.
Horses è l'album meno elettrico delle produzioni della Smith degli anni 70, una raccolta punk, unica e originale, che segna l'ingresso di un nuovo messaggio musicale, ispirazione per molti musicisti come Michael Stipe, leader dei REM. Horses rappresenta un vero e proprio spartiacque della musica rock, un album che traghetta dal passato al futuro nuove sonorità e intenti indelebili. Sul palco assieme a Patti Smith ci saranno Lanny Kaye alla chitarra e Jay Dee Daugherty alla batteria, storici compagni d'avventura dal 1975 che hanno partecipato alla realizzazione dello stesso Horses.
Un'artista a tutto tondo, la Smith, cantante, musicista, scrittrice (il suo libro più famoso Just Kids è un memoir ormai celeberrimo che ha vinto il National Book Award nel 2010), pittrice le cui opere sono state esposte nei musei di tutto il mondo. La sua fama è riconosciuta ormai anche a livello istituzionale, insignita dell'onorificenza di "Commandeur des Arts et des Lettres" dal Ministero della Cultura Francese. Una straordinaria autrice e interprete, una delle figure femminili più carismatiche ed esplosive della storia musicale del secolo scorso, che possiede ancora la grinta e la creatività necessarie per rinnovarsi con la musica, la scrittura e i vari progetti artistici di cui si occupa.
L'ultima volta al Vittoriale di Patti Smith risale al 2012, un evento che ha riscosso un enorme successo di pubblico, e ci aspettiamo che la data di quest'anno non sarà sicuramente da meno!
Vittoriale
Via Vittoriale, 12,
25083 Gardone Riviera BS
Ore: 21.15
Biglietti:
Da 32 a 46 euro
disponibili sul sito: www.anfiteatrodelvittoriale.it e nei tradizionali punti di prevendita sul territorio
Info:
e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
tel: 340.1392446.
[gallery type="rectangular" ids="38843,38840,38842,38839,38838"]Piacevole scoperta nel panorama culinario milanese, il sushi restaurant e pasticceria Basara saprà sorprendervi con le sue specialità, dalla colazione alla cena.
La filosofia del locale, è insita nel suo nome. Basara, infatti, indicava chi non si conformava agli usi e ai costumi del tempo, ma ricercava uno stile di vita personale. Ed è proprio questo che caratterizza il ristorante.
Accanto ai due proprietari Daniele Migliarese – professionista della logistica e dei servizi – e Hirohiko Shimuzu, cuoco giapponese dal curriculum invidiabile, si unisce il genio di Andrea Langhi, architetto famoso per aver disegnato alcuni dei locali più famosi di Milano, come il G Lounge, il Toqueville, il Deseo e il Luminal.
Con Basara Langhi dimostra per l’ennesima volta la sua creatività, dando vita al primo locale trasformabile della città, attraverso un gioco di pannelli scorrevoli e arredi mobili.
Per quanto riguarda il menù, Hiro si conferma un ottimo interprete della cucina salata e propone ricette che affondano nelle radici della cultura giapponese, reinterpretando i piatti con un tocco italiano. Oltre ai meravigliosi sushi, sashimi, temaki, hosomaki e uramaki si possono gustare piatti caldi intriganti come il Tonno scottato in crosta di lardo di Colonnata con salsa miso e succo di limone giapponese o l’imperdibile Branzino cileno Saiko-Yaki.
Prezzi: dai 35€
Basara Sushi e Pasticceria
Via Tortona 12 02/83241025 www.basaramilano.it
Orari
lunedì – venerdì: 7.30 – 15.30 / 19.00 – 00.30 sabato: 8.30 – 15.30 / 19.00 – 00.30 domenica: chiuso
Basara
Corso Italia, 6 02/72020141
Orari
lunedì – sabato: 12.00 – 15.00 / 18.30 – 00.30 domenica: chiuso
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Lunedì 9 marzo, ore 21.00, il Centro San Fedele inaugura la rassegna INNER_SPACES ideata da San Fedele Musica e S/V/N/. Quattro appuntamenti di musica elettronica e arte audiovisuale con performance dal vivo di artisti italiani e internazionali.
Opere storiche del grande repertorio elettronico si affiancano a produzioni attuali in un dialogo tra passato e presente, con particolare attenzione ad alcuni artisti di musica elettronica che, oltre a un linguaggio sperimentale, esprimono una visione sonora profonda ed essenziale vicina a una ricerca spirituale.
Lunedì 9 marzo si assisterà alla monumentale Création du Monde di Bernard Parmégiani, uno dei massimi rappresentanti della musica acusmatica scomparso il 21 novembre 2013. L’opera è un solenne affresco musicale che riprende la storia della Creazione, ricostruendo il percorso cronologico dal Big Bang alla formazione dell’universo fino all’apparizione dell’uomo. Per la prima volta l’opera è realizzata dal vivo insieme al visual commissionato da San Fedele Musica al videoartista australiano Andrew Quinn, ideatore degli effetti digitali di The Matrix, Tomb Rider e Nirvana. Quinn darà forma e intensità visiva attraverso un Videomapping alla proiezione acusmatica.
La performance è preceduta dall’ascolto di un breve mixing da Symphonies of the Planets della Nasa Voyager Recordings, una campionatura scientifica dei suoni registrati dalla sonda Voyager in prossimità del sistema solare.
Ancora una volta l’Auditorium San Fedele, insieme a S/V/N/, si conferma punto di riferimento per la sperimentazione e la ricerca per tutte quelle forme di espressione che indagano, con un rigoroso approccio interdisciplinare, le modalità di dialogo tra musica, arte visiva e performance live.
Auditorium San Fedele
Via Hoepli 3/b, Milano
Biglietteria: da lunedì a venerdì 10.00 – 12.00 e 14.00 – 18.00 02/86352231 Scheda degli appuntamenti Prenotazione online: clicca qui www.centrosanfedele.net
Questa settimana per la nostra rubrica di cucina, la Trattoria Sole di Milano ci propone una ricetta veloce per preparare un'ottima pasta alle olive nere e pomodorini!
Ingredienti: Olive nere greche al forno Pomodorini pachino Nocciole tostate Olio extra vergine di oliva
Prendete le olive, che devono essere ben cotte al forno (si trovano già in commercio) per evitare che siano acquose, e tritatele nel mixer sino a creare una purea. Tagliate in 4 spicchi i pomodorini pachino e tritate le nocciole grossolanamente. Unite la crema di olive e le nocciole, amalgamando bene con un filo di olio. Cuocete della pasta corta (fusilli o penne) e ponete in una zuppiera, per ogni porzione, un cucchiaio di crema di olive e nocciole, un cucchiaio di pomodorini a spicchi e un cucchiaio di acqua di cottura. Scolate la pasta e versatela nella zuppiera col condimento.
Vino in abbinamento consigliato: Gewuerztraminer Lago di Caldaro
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Ci sono coppie artistiche che funzionano più di altre e non ci si può fare nulla. A volte sono solo amici, a volte fratelli, a volte sconosciuti che si incontrano solo per lavorare insieme e produrre grandi capolavori. Castellitto e sua moglie da qualche anno non fanno altro che mettere a segno colpi vincenti perché sembra che lei ormai scriva solo per lui che a sua volta si ricorda di essere anche un regista solo dopo che la gentile consorte abbia mandato in libreria l'ennesimo best seller letterario. Comunque vadano le cose l'interesse che lettori e spettatori riservano ogni volta ai due ha un che di sorprendente. E anche questa volta "Nessuno si salva da solo" è stato boom di lettori e ora di spettatori incuriositi e ammirati dalla solita storia strappalacrime che però quando la si legge risulta più credibile di un film tutto sommato glamour e cool con i due attori italiani del momento, o meglio con i due attori italiani più amati dai critici.
La trama della pellicola di Castellitto è banale e già vista: viaggio nel tempo per una coppia che è scoppiata e che cerca un accordo silo per il bene dei figli e finisce con il ritrovarsi.
Dalia e Gaetano sono abbastanza giovani per potersi permettere un divorzio e una nuova vita ma anche già maturi per capire che farsi una guerra incondizionata andrebbe a svantaggio dei loro bambini. Allora pensano, riflettono, fanno gli introspettivi e regalano agli spettatori l'illusione che stanno parlando anche di loro. Di una generazione che parla poco, si confronta anche meno ma che sembra esageratamente moderna e all'avanguardia per tutto il resto.
Le vite parallele del libro e del film però si fermano alla capacità del mezzo di celluloide di andare oltre le descrizioni e affidarsi al discorso dello sguardo cinematografico, quello di Bresson e Antognoni e che evidentemente Castellitto ha imparato bene e che usa con grande intelligenza.
Così se il libro della Mazzantini risulta il solito mattone melodrammatico scritto con il solito linguaggio tradizionale e molto preciso, il film di suo marito è straordinariamente bello nella fotografia, negli esterni e nella luce che emana da tutte le scene e nella posa attoriale dei due protagonisti. Il prodotto registico quindi funziona nella misura in cui Castellitto sa fare il cineasta e punta su uno Scamarcio e una Trinca più ispirati che mai. Per il resto la banalità regna sovrana.
Che la generazione di Dalia e Gaetano è una generazione di smidollati in confronto a quella dei loro nonni sopravvissuti a due guerre mondiali e pochissime risorse è un fatto risaputo e che le giovani coppie di oggi vadano in crisi con una facilità estrema è anch'esso un fatto ormai assodato.
Pertanto, se proprio vi piace il genere osate...altrimenti una pizza con gli amici è sicuramente meglio!
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Il Virgin Active Cafè Restaurant&Bar venerdì 6 marzo, apre le porte a una serata frizzante, con protagonista la storica Maison di champagne MUMM. Una festa organizzata da Virgin Active Cafè Restaurant&Bar per presentare ai suoi clienti la nuova partnership stretta con la maison Mumm e la sua selezione più pregiata di champagne. Un ulteriore simbolo di qualità che arriva a impreziosire l’offerta beverage del locale. Tra bollicine, degustazioni di champagne rosato e bianco, la one night inizia alle ore 19 con un aperitivo a buffet in compagnia delle ricercate cuvée della celebre azienda francese. A seguire, cena a menù fisso su prenotazione (euro 40) che proporrà sapori ricercati in perfetta sintonia con il raffinato immaginario legato a Mumm. Eleganti ricette a base di materie prime di qualità come gamberi rossi, radicchio trevigiano, arance siciliane, noci, tagliolini alla curcuma BIO “MioItaly”, salmone fresco, prezzemolo, branzino, spinaci freschi, pomodorini secchi, pinoli tostati, cheesecake ai limoni di Sorrento e menta piperita. Note di sapore che si trasformeranno poi in note da ballare: per i più mondani, l’evento continuerà fino alle 3 del mattino, con il djset deep/house di Gabriele Fernandez aka Dj Gab Dez, artista tra i più in voga del momento.
Virgin Active Café Restaurant&Bar
Via Tocqueville, 9
Tel 02 8492 7861 – aperto tutti i giorni
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Quest'anno l'8 marzo sarà un'occasione per celebrare due volte le donne. Non solo per la tradizionale "festa della donna", ma anche perché ricorrono i 70 anni dalla liberazione dell'Italia dal nazifascismo.
Le donne parteciparono attivamente alla Resistenza e alla Liberazione con coraggio e fermezza, riuscendo di lì a poco ad ottenere anche il diritto di voto.
Nella sede di WOW Spazio Fumetto è stata allestita "Donne Resistenti", una mostra in onore delle nostre nonne e bisnonne che, attraverso i fumetti, ci ricorda le loro imprese. La mostra si apre proprio l'8 marzo alle ore 17 e prosegue fino al 26 aprile.
Un linguaggio nuovo e giovanile quello del fumetto che aiuterà anche i più piccoli a capire meglio le storie raccontate. I disegni ripercorrono il percorso dei Gruppi di Difesa della Donna, da cui è nata l'Udi, Unione Donne Italiane, attraverso gli occhi di una diciassettenne che indaga sulla vita di sua nonna ai tempi della guerra e scopre con ammirazione e stupore la storia della Resistenza femminile. Giovani partigiane, ragazze giovanissime proprio come lei, impegnate in prima linea a difendere la propria patria e disposte a sacrificare persino la vita per essa.
Accanto alla graphic novel saranno esposte anche numerose opere realizzate appositamente dalle disegnatrici Giuliana Maldini, Elena Terrin, Mariagrazia Quaranta e Marilena Nardi. Opere che raccontano la vita di notissime figure femminili come Onorina Brambilla Pesce, Tina Anselmi, Iride Imperoli e molte altre.
Il giorno dell'inaugurazione verrà proiettato il film documentario "Bandite" di Alessia Proietti e Giuditta Pellegrini mentre in chiusura, il 26 aprile, il documentario di Liliana Cavani "La donna nella Resistenza".
Una mostra elegante e suggestiva che ci farà tornare indietro nel tempo ricordandoci che le "Donne Resistenti" hanno lottato per permettere a tutte noi di essere oggi quello che siamo.
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Dal 6 al 13 marzo presso Spazio Oberdan, Fondazione Cineteca Italiana ripropone un'importante ed appassionato film, vincitore del premio del pubblico al Festival di Berlino 2014: Difret - Il coraggio per cambiare.
Un film fortemente voluto, sostenuto e coprodotto da Angelina Jolie, una storia che porta alla luce con urgenza civile e morale una barbarie che appartiene a molte civiltà arcaiche, come il rapimento a scopo matrimoniale e la violenza sulle donne.
Una denuncia al problema della discriminazione di genere e dell'impunità per la violazione dei diritti umani di cui sono vittime le donne in Etiopia.
La regista è una donna etiope, Zerezenay Berhane Mehari, che è stata capace di realizzare un'opera commovente e nobile, così vicina alla realtà, riuscendo ad evadere dallo stereotipo di alcuni prodotti patinati e costosi di marca hollywoodiana, selezionando e scegliendo personaggi esemplari e convincenti, che riuscissero ad esprimere la semplicità dell'opera e la sua notevole forza espressiva.
Un'occasione importante per vivere la testimonianza di quella che è la critica situazione in alcune parti del mondo, lontane geograficamente, ma più vicine di quanto in realtà si pensi, come se la vittima in questione fosse la nostra vicina di casa, o peggio, come fossimo noi stessi.
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