Un itinerario basato su culture, popoli e tradizioni diverse, che però trovano nel cibo un punto di contatto. Se per l’edizione 2025 ci si era concentrati sul potere evocativo delle spezie, storicamente conosciute per essere ingredienti speciali e fuori dall’ordinario, Baccanale 2026 decide di concentrarsi sul tema “Incontri. La cucina italiana senza confini”, avvicinando la tradizione culinaria dello stivale in altre direzioni, volte alla promozione territoriale e all’innovazione nel settore.

A fare da elemento centrale, dunque, è il valore del viaggio come metodo di ricerca e di rinnovamento. La storia, infatti, ci insegna quanto siano stati fondamentali i contributi di storici e letterati, a partire da un Goethe viaggiatore durante il Grand Tour, che definì il “fascino” dei maccheroni napoletani venduti per strada e la lavorazione degli agrumi in Sicilia, a supporto della creazione del mito della cucina mediterranea in Europa, fino al lavoro di raccolta delle ricette regionali di Pellegrino Artusi, che ne farà il suo celebre ricettario La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene, con aneddoti e esperienze colme di tradizione, ma lette come novità per i palati più lontani.
La rassegna, dal 24 ottobre al 15 novembre, sceglie così di mettere al centro quelle connessioni che creano lo stimolo creativo in Italia, dove attraverso costanti prestiti è stato possibile trovare nuove formule che arricchissero il repertorio e rinnovassero il linguaggio universale del cibo. Accogliendo nuove culture, la cucina italiana riesce a conservare la propria tradizione, volgendo lo sguardo anche a nuove ricette e contaminazioni. Come dichiarato da Marco Panieri, Sindaco della città di Imola, luogo che farà da palcoscenico per tre settimane di appuntamenti, “il Baccanale rappresenta ormai una straordinaria vetrina nazionale e internazionale per le eccellenze del nostro territorio e per l'autentico valore del Made in Italy, confermando una crescita costante e significativa negli ultimi anni. Il cibo, del resto, non è soltanto nutrimento o identità, ma è soprattutto il più potente strumento di incontro e di contaminazione tra culture, popoli e tradizioni differenti”.

È probabilmente nell’estro creativo italiano che appare lampante l’attrattiva da parte del panorama internazionale. Lo chef Donato De Santis sottolinea infatti l’importanza in Italia della convivialità e della combinazione degli ingredienti con formule straordinarie: “Maiale, olio e pomodoro sono ingredienti utilizzati in moltissime culture. Noi italiani, però, abbiamo saputo trasformare queste materie prime in ricette straordinarie, espressione della nostra tradizione. La cucina italiana è stata esportata in valigia tanti anni fa. Ci sono grandi cuochi all’estero che hanno fatto un lavoro straordinario e noi, vivendo fuori dall’Italia, abbiamo il grande compito di mantenere vivo il desiderio dell’Italia, anche attraverso la sua gastronomia”.

Tra gli elementi fulcro di questa edizione si sottolineano il riconoscimento della cucina italiana come patrimonio dell’umanità e l’orgoglio per la tradizione che Baccanale ha costruito negli anni con il suo processo di costruzione dell’immagine dell’Italia nel panorama internazionale. Massimo Montanari, Direttore Scientifico di Baccanale e Professore emerito di Storia dell’alimentazione (Università di Bologna), ha ben definito l’importanza della contaminazione come forma di progresso nel mondo culinario. “La cultura”, definisce il Direttore, “non ama i confini e quindi nemmeno la cucina. Noi parliamo di cucina italiana e non di cucina d’Italia, perché non ci sono confini politici. La cultura è qualcosa che appartiene a tutti e la cucina è cultura”.

Infine, ulteriore simbolo per Baccanale 2026 è l’illustrazione ufficiale realizzata da Gianluca Folì, che interpreta il tema prendendo da suo punto di vista più immediato e universale: con le mani, di differenti colori, che tendono verso un abbraccio e un sostegno reciproco, dando una chiara immagine del valore dell’unione intesa come cooperazione per crescere e trasformarsi. A fare da sfondo, con un coerente richiamo al protagonista degli eventi, ingredienti che fluttuano e seguono l’andamento compositivo dell’incontro, fermando il tempo nel momento più saliente della condivisione tra persone e sapori.
Il programma completo degli eventi e ulteriori informazioni sono accessibili al seguente link.
