Le tappe fondamentali che hanno visto il superamento dei limiti imposti dalla tela per la creazione di un’opera d’arte totale, sono il percorso ideale nella ricostruzione di una dimensione spazio temporale dell’arte.

Domenica 16 settembre dalle ore 18:00 a Cesano Maderno (MB) saranno presentati la mostra fotografica e l’omonimo libro di Simone Aprile: ‘Nzuliddu. Il risultato di un progetto sensibile durato 7 anni, che ha come protagonisti due coniugi siciliani e il loro oltre ottant’anni di vita contadina.
L’artista emergente Precisi parla di uomini e fantasmi. E lo fa attraverso i loro volti e i loro incubi. Con prepotenza raffinata i suoi gesti sulla tela sono grida di rabbia e tormento che parlano di tutti e a tutti, e l’unicità delle sue opere incuriosisce il mercato contemporaneo.
Meditazione e arte, connubio armonico o iniziativa stravagante?
Al Mudec di Milano è in corso, e ci rimarrà fino al 4 novembre, la “mostra” multimediale e multisensoriale su Modigliani, il pittore livornese degli inconfondibili ritratti dai volti stilizzati e dai colli allungati. Un’esperienza artistica che catapulta il visitatore nel suo mondo e nella sua vita, dagli anni della giovinezza alla morte precoce.
Quanto la formazione accademica contribuisce a sviluppare le capacità artistiche? E se invece le limitasse?
La delicatezza dello sguardo nel voyerismo ossessivo di un nomade: è questa la forza silente, quella piega della mente che solo l’osservatore assennato, il guardone, possiede. Miroslav Tichy guardava attraverso il suo oggetto magico, banalmente identificato con la macchina fotografica; oggetto di studio: le donne e la società filtrata attraverso l’essenza femminile.
Tra arte relazionale, nuovi modelli curatoriali e pratiche artistiche trasversali.
Dopo anni di predominanza dell’astrattismo, la pittura figurativa finalmente rinasce e restituisce all’arte l’aura perduta. La Zombie Abstraction, fatta di impercettibili unioni di colore e materia, sembra essere arrivata al tramonto.
Tecnica che abbraccia diverse correnti artistiche, tutte accomunate dall’abolizione di gerarchie e narrazione: un’arte senza protagonisti.
Rieko Koga, artista giapponese di base a Parigi che fa della tessitura il suo unico medium espressivo, è un’artista elegante, pura e raffinata, la sua arte è espressione delle sue intime riflessioni e frutto di un atto di introspezione meditativa.
Figura chiave dell’arte performativa cinese, celebre per aver ispirato le avanguardie russe ed europee, nella direzione di un teatro non più, o almeno non solo, forma di svago o espressione artistica ma azione performativa in grado di portare un cambiamento sociale, etico e culturale reale.
Tecnica alternativa, atto estremo e radicale, danza e lotta tra artista e opera d’arte. Potente, violenta azione d’unificazione catartica, la pittura con il corpo celebra l’arte primigenia che senza filtri e censure parla dell’animalesco e dell’istinto che muove l’artista.
Le opere di Plevano rappresentano l’ultimo baluardo dell’astrattismo geometrico dell’arte contemporanea. Quelle più datate sono state donate alla Permanete di Milano e al Museo della Scienza e della Tecnologia.
Dal 3 luglio al 9 settembre 2018, Fondazione Cineteca Italiana, presso Area Metropolis 2.0 di Paderno Dugnano, presenterà la mostra fotografica “Il primo Ermanno Olmi, la poesia degli ultimi”. 20 scatti che raccontano i primi anni della carriera da regista del grande autore.
La materia che esplode e torna in vita. E narra quella di un artista artigiano, Jacopo Mandich, che scolpisce e incastona, la storia di ogni materiale e quelle che ne nascono.
L’instant artist della Polaroid Maurizio Galimberti crea nuovi mondi tramite la moltiplicazione e l’alterazione dell’immagine: un gioco continuo tra decomposizione e assemblaggio, un intervallo equilibrato di visione unitaria e decomposta.
Il racconto di un viaggio e di una trasformazione di una donna che ha fatto della sua forza artistica l’eco di tante migrazioni e di tante culture. Maryam Rastghalam, artista emergente di origine iraniana, racconta la sua vita attraverso la sofferenza del colore e il groviglio di neri e bianchi che tracciano costanti linee di unione, ponti tra culture.
Il Manifesto della Cucina Futurista pone l’accento sulla necessità sempre più forte di unire le arti culinarie alle arti figurative con l’intento di creare maggiore coinvolgimento sensoriale ed elevare la gastronomia a vera e propria forma artistica. Marinetti e Fillìa sono i primi a rivisitare i consueti abbinamenti per dare vita a pietanze azzardate e visionarie.
Vasco Bendini ha segnato l’arte informale in modo indelebile. Una produzione ricchissima: dal 1949, anno della prima mostra a Milano fino al 2013 quando, in occasione del suo novantunesimo compleanno, il MACRO di Roma gli dedica Vasco Bendini 1966-67.
Continuano ogni martedì fino al 3 luglio, all’aperitivo da Le Trottoir la Darsena, le lezioni di arte contemporanea di Manuela Gandini.
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