Dal 3 luglio al 9 settembre 2018, Fondazione Cineteca Italiana, presso Area Metropolis 2.0 di Paderno Dugnano, presenterà la mostra fotografica “Il primo Ermanno Olmi, la poesia degli ultimi”. 20 scatti che raccontano i primi anni della carriera da regista del grande autore.
Regista, sceneggiatore e scrittore Olmi ha fatto della sua vita uno sguardo attento e sensibile verso l’Altro. Recentemente scomparso ad Asiago, lascia all’Italia intera un’inestimabile eredità umana ed artistica. Lo fa attraverso capolavori cinematografici che lo hanno reso vincitore di svariati premi. Lo fa tramite una ricca raccolta documentaristica, alla quale ha dedicato molti anni della sua vita. Lo fa poi con questa mostra fotografica, che da un punto di vista tecnico è la fusione del suo variegato percorso artistico, e da un punto di vista stilistico abbraccia già in toto i grossi temi di umanità e sensibilità che hanno caratterizzato tutto il suo lavoro. Non a caso l’inaugurazione della mostra è prevista in occasione della proiezione del film I fidanzati diretto dallo stesso Olmi nel 1963.
La possibilità di individuare negli scatti una prima sperimentazione di finzione cinematografica, gentilmente accostata ad uno sguardo attento al dettaglio tipicamente documentaristico, rende l’oggetto della mostra un profondo riassunto di tecnica e umanità. Il suo stile semplice, privo di sentimentalismi, realistico ma al contempo poetico, prende la forma di scatti irripetibili, che vale la pena analizzare attentamente.
In un’epoca che continuamente ci espone a fotografie commerciali, scatti veloci, ricerca del particolare a scapito della sostanza, quello di Olmi è un lavoro che richiede d’essere compreso e interiorizzato. Perché attraverso le immagini parla di un percorso professionale che lo ha reso testimone della complessità del nostro vivere da uomini, soggetti alla solitudine e alla meraviglia. E perché è il riflesso – lo scatto – di un lavoro – il film – che come fine ultimo ha quello di raccontare delle storie, cogliendo attimi che sappiano essere il resoconto di intere situazioni.
Le situazioni di Olmi hanno tutte a che vedere con il nostro Paese e le nostre tradizioni, con la gente comune, con la semplicità e il fascino della vita contadina; è per questo che ci ri-guardano, aspettando di scatenare in noi il ricordo di ciò che siamo stati e di ciò che saremo. Olmi dev’essersi ad un certo punto chiesto che cosa valesse la pena di guardare in una vita intera, e dev’essersi poi risposto che da guardare, in una vita, c’è la vita stessa: il modo in cui gli esseri umani la custodiscono, la distruggono o semplicemente la lasciano trascorrere.
Informazioni utili:
Area Metropolis 2.0
Via Oslavia, 8 Paderno Dugnano (MI)
dal 03/07 al 09/09
Ingresso libero con Cinetessera (5 €)
Arianna Bagnato
