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Cheriach Re-Photo Credits: Nabila Toscano

Incontro con la cantautrice Cheriach Re e la sua musica: un bagaglio femminile multietnico dal taglio intimista

Save the date: il 25 ottobre, dalle ore 19:00, al Mare Culturale Urbano, riprende il format Because The Night- Il Palco delle cantautrici, dedicato al cantautorato femminile indipendente. Nel corso del tempo l'intento è stato quello di una ricerca di una proposta musicale di qualità, grazie al coinvolgimento di cantautrici, spesso, poco presenti nelle scene musicali ufficiali e paludate. La rassegna, ideata e diretta dalla cantautrice siciliana Marian Trapassi è così giunta all'ottava edizione, ed è stata inserita per ben quattro volte nel ricco calendario di eventi della MMW. Nerospinto, da sempre attento al tessuto culturale milanese, è da quest’anno media-partner di Because The Night- Il Palco delle cantautrici, che verrà seguito dal magazine con approfondimenti, interviste e speciali contenuti social. Ad esibirsi il 25, vi sarà anche Cheriach Re, cantautrice comasca, trapiantata a Madrid, che porta nella propria musica un bagaglio femminile multietnico. Ma vediamo di conoscerla meglio attraverso una chiacchierata con lei.

Il suo nome d'arte è un tributo alle sue radici famigliari: una fusione dei cognomi delle sue nonne. Anche nella sua musica c’è, in un certo qual modo, un "ritorno alle origini”? Penso all’EP Radici e, in particolare, a Puchukay...

Sì, l’idea del nome d’arte era di omaggiare le figure delle mie nonne che hanno influenzato la mia adolescenza e le dinamiche della mia famiglia. Mi hanno inoltre trasmesso la curiosità per le loro storie personali di migrazione da e per l’Italia. Puchukay, in particolare, racconta uno spaccato di storia famigliare partendo dalla relazione che avevo con mia madre, intrisa di riferimenti al nostro legame con l’Ecuador (suo paese di origine).

Tra le sue influenze musicali figurano Lisa Hannigan, Julien Baker, Phoebe Bridgers, e Guitarricadelafuente. C’è anche qualche artista italiano che ha condizionato la sua impronta narrativa e sonora?

Sicuramente mi hanno influenzato gli ascolti di Maria Antonietta e Niccolò Fabi, ma vi sono anche gruppi come gli Afterhours e i TARM.

Dopo le sue esordiche Lallazioni (2021) pensa di aver trovato una maturità espressiva?

Di certo sono cresciuta dopo quel primo passo. Lallazioni è stato un puro esperimento che mi ha consentito di imparare tantissime cose, soprattutto di sbagliare tanto. Non avevo idea di come volevo che suonassero le mie canzoni perché non le avevo mai concepite con un arrangiamento che fosse differente della versione minimalista voce-chitarra. Sperimentare e arrangiarle, con l’aiuto di altre persone, mi ha permesso di conoscere una pluralità di modi di “lavorare alle canzoni”. Da lì è nato il diverso approccio ai nuovi brani, che sono poi quelli che ho pubblicato nel secondo EP Radici.

Com’è la scena musicale di Madrid, città in cui attualmente risiede?

La scena musicale di Madrid, per quanto mi riguarda, è stimolante. È una città molto grande con pluralità espressive e realtà musicali differenti, dotata di un palcoscenico molto attivo rappresentato da artisti/e indipendenti. Oltre a ciò, il panorama musicale è internazionale in virtù della connessione fortissima con l’America Latina! Ci sono una moltitudine di sale da concerto dove poter ascoltare musica dal vivo dal lunedì alla domenica…di certo non ci si annoia e c’è sempre e solo da scoprire musica nuova!

Dal 2021 fa parte di “Canta Fino a Dieci”, collettivo fondato insieme ad Anna Castiglia, Irene Buselli, Francamente e Rossana De Pace; un progetto condiviso tra cantautrici, nato per promuovere la partecipazione femminile nella musica e sradicare gli stereotipi di genere. Vuole raccontarci questa esperienza?

Sono davvero grata di esser parte del collettivo Canta Fino a dieci, un progetto incredibile. In un momento storico come quello attuale, dove prevale l’individualismo, riuscire a creare uno spazio, come quello del collettivo, è di estrema importanza. Condividere obbiettivi, confrontarsi, supportarsi reciprocamente, stimolarsi e arricchirsi a vicenda, essere fan l’una dell’altra è un delizioso elisir per vivere serenamente e/o sopravvivere dentro al complesso mondo della musica, nel quale, spesso, gli elementi dominanti sono l’invidia e la competizione.

Nella stessa direzione si muove la sua partecipazione a Because The Night- Il palco delle cantautrici?

Sì, poter portare il mio progetto in uno spazio come quello di Because The Night è un ulteriore modo di fortificare la rete con altre artiste, supportarsi e potersi arricchire attraverso il dialogo tra forme artistiche individuali. È un piacere poter prendere parte a questa iniziativa.

Tre aggettivi per descrivere la sua musica?

Accogliente, malinconica e leggera.

Il libro che ha sul comodino?

Comeràs flores di Lucia Solla Sobral.

 

Olga Sartor
Olga Sartor
Laureata in Lettere Moderne, con un Master in Italianistica e metodologia della traduzione conseguito in Irlanda alla University College Cork. Professionista con esperienza lavorativa quindicennale presso il Consolato USA di Firenze. Ha vissuto in Inghilterra, Irlanda, Spagna e Svezia, parla correntemente 4 lingue. Spirito libero ma con vocazione da team member, appassionata di viaggi, cinema, letteratura, musica ed arte. Genuinamente food addicted e sommelier in pectore.
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