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Quando riprende vita uno dei locali più antichi ed importanti del panorama italiano è sempre un evento da festeggiare. Ed è certamente questo il caso di Giacosa, che riapre oggi grazie alla nuova proprietà del Gruppo Valenza. Lo storico locale, all’angolo fra via Tornabuoni e via della Spada, intreccia infatti in modo indelebile le sue vicende con la Storia del bar mondiale. È qui infatti che nacque, nel 1919, quello che è, ancora oggi, il cocktail più venduto del Mondo: il Negroni.

La storia di Giacosa risale agli anni trenta dell’Ottocento quando via Tornabuoni e le vie adiacenti attiravano viaggiatori da tutto il mondo come parte dei loro Grand Tour. Ospiti colti e facoltosi arrivavano a Firenze per la sua bellezza, le sue numerose testimonianze storiche, ma anche per la presenza di luoghi straordinari pensati proprio per far incontrare ed accogliere questi personaggi.
Fu in questo “Salotto d’Europa” che i fratelli Giacosa aprirono, nel 1860, la loro attività, già fondata a Torino nel 1815.

Situato tra la sede del Circolo dell’Unione e l’albergo Londres et Suisse, Giacosa divenne subito un luogo d’incontro dei dandy dell’epoca tanto che, già durante Firenze capitale (1865-1871), aveva assunto un ruolo centrale nelle molte guide cittadine del tempo. Tra i dandy e i nobili che frequentavano l’angolo di via Tornabuoni e via della Spada vi era un personaggio il cui nome è entrato nella Storia, era il conte Cammillo Luigi Manfredo Maria Negroni. Ai banchi dei migliori caffè fiorentini era all’epoca in uso sorseggiare un calicino di “Vermutte”, per usare il termine in voga nella città, o una miscela composta da Vermouth dolce rosso di Torino, una parte di Bitter Campari e completata con uno spruzzo di acqua di seltz, nota come l’Americano. Si narra che in un indefinito giorno del 1919 Cammillo suggerisse al giovane barista Fosco Scarselli una modifica sostanziale: “Fosco, diminuisci il seltz e mettici del Gin, senza farti vedere”. Così, oltre un secolo fa “un americano come il conte Negroni”, nasceva il Negroni.
Rendere omaggio ad una storia tanto importante e prestigiosa, mantenendo intatta la sua sacralità ma al tempo stesso trasformandola ed adattandola ai nostri giorni è una sfida esaltante che Luca Manni, Bar Supervisor del Gruppo Valenza, ha colto con grande entusiasmo. “È un onore per me poter ridare vita ad un nome tanto importante per la mia città, ed un onere, che porto con grande orgoglio e piacere, quello di aver contribuito ad ideare i menù di realtà come Caffè Paszkowski, Caffè Gilli ed ora Giacosa” ha dichiarato lo stesso Luca Manni.

Il primo menù del nuovo Giacosa non poteva che essere interamente dedicato all’aperitivo italiano. Il passato, il presente ed il futuro di questo rito collettivo, orgoglio nazionale divenuto globale, si ritrovano nella pagine di questa drink list composta da tre sezioni principali. L’omaggio alla tradizione, vede la presenza di “classici” Negroni, in cui la ricetta tradizionale (gin, vermouth rosso e bitter) rimane invariata, ma cambiano modalità di servizio o tecniche di preparazione, come nel caso del Negroni shakerato.
La parte centrale del menù è invece dedicata alle rivisitazioni in chiave moderna della tradizionale ricetta inventata dal Conte nel 1919. Nascono così creazioni come il Gibson Negroni o il Cham-on!, personale rivisitazione di un Negroni Bianco.

Il futuro dell’aperitivo è invece presentato nella sezione denominata, non a caso ,Giacosa Creations, in cui si rivisitano alcuni grandi classici dell’aperitivo italiano come il Garibaldi, rivisto qui con Savoia Americano, Chinotto, arancia e cacao, o il Cardinale, arricchito da penetranti ed affascinanti note d’incenso.
Con l’apertura di Giacosa Marco Valenza rinnova il suo amore verso la città di Firenze e conferma ancora una volta la sua volontà di ridare lustro alla grande storia fiorentina ed italiana nel mondo dell’ospitalità. “La rinascita di Giacosa è frutto di una serie di segnali che ho deciso di accogliere. E’ stato un po' come se questo marchio, che ho acquistato nel 2019, volesse tornare in vita e mi avesse scelto come mezzo - credo che con la chiusura di Giacosa si fosse persa una parte importane della storia non solo di Firenze ma dell’Italia intera”

La ristrutturazione, firmata dagli architetti interior design Paolo Becagli e Alessandro Interlando, ha ripreso con sobria eleganza l’immagine storica del locale, lavorando a partire dagli aspetti più belli restituiti direttamente dalle foto del passato.
“Lavorando da sempre in locali storici, è entrata a far parte del mio DNA una passione per la storia che certi marchi si portano dietro e questa mia passione è stata determinante per sposare il progetto Giacosa” ha continuato Marco Valenza, sottolineando “I locali storici hanno la stessa funzione dei monumenti: cosa sarebbe Venezia senza il Florian o il Quadri, Padova senza il Pedrocchi o Roma senza il Caffè Greco. Entrare in un locale storico ti fa respirare l’appartenenza di quel luogo alla città, a patto che chi lo guidi ne abbia una gestione attenta. Gestire un locale storico è un mestiere che necessita molta sensibilità, perché non si tratta solo di conservare ma di rinnovare nel rispetto della sua storia e autenticità”.

Se siete alla ricerca di una fuga romantica o tra amici che abbia come punto fermo il buon cibo, il mare e un’anima urban, il tratto di costa tra Cecina e Castiglioncello potrebbe fare al caso vostro; le due località hanno infatti un appeal tutto loro: frizzante la prima, bohemien la seconda.

A Cecina si va per le sue distese di sabbia dorata, la colorata vita notturna e… la pizza. Castiglioncello, invece, mantiene ancora oggi intatto il ricordo degli anni ’60, quando fu il punto di rifermento della dolce vita italiana. La sua atmosfera magnetica che ha affascinato personalità come Mastroianni, Gassman e Sordi, da sempre ricordata per la sua vivace scena artistica, oggi sta tornando in auge. Se volete godervi sabbie più nobili, è Forte dei Marmi la meta giusta: vip, lusso sfrenato ma anche ristoranti accessibili in cornici da sogno. Adesso vi raccontiamo dove.
Croccante, napoletana, padellino al vapore, stirata romana o pizza fritta al forno? A Cecina c’è una pizzeria dove tutti e cinque gli stili di pizza vengono conditi con i migliori ingredienti in circolazione. Siamo da Disapore+ Caffè & Pizzeria Contemporanea, tempio del maestro lievitista Nicola Ascani. Il locale, situato all’interno del fresco Mantoflex Tennis Padel Pickleball Club, ha inaugurato da circa un anno la nuova gestione. Da Disapore+ è si può scegliere tra menu alla carta o menu degustazione, per assaggiare sei diversi spicchi di pizza.

Impasto Aria è un lievitato a due cotture, realizzato con farine biologiche di tipo 1 a fermentazione mista. Leggero e croccante, ha come topping Provola dei Monte Lattari, pulled pork home made, confettura di albicocche, nocciole tostate e olio EVO, oppure Ricotta di bufala destrutturata, prosciutto grigio casentino (selezione Fracassi), confettura di fichi piccante e olio Evo (Il Cavallino). Da assaggiare invece tra le pizze Aria Fritta la Domenica al sud, con ragù alla genovese, fonduta di pecorino toscano di fossa DOP e crema di basilico fresco. Ci sono poi le focacce ripiene, o stirate, nate dalla tradizione romana della pizza in pala, con impasto multicereale, super croccanti fuori e morbide dentro. Tra queste, quella con Stracciatella di Andria, mortadella Favola e pesto di pistacchio di Bronte.

La Vaporosa, invece, dalla tradizione piemontese rivisitate, è fatta con un impasto cotto al vapore e poi asciugato in forno: il risultato è una pizza friabile, morbida e scioglievole. La Vaporosa Fresh è con Stracciatella di Andria allo zafferano, salmone selvaggio e ravanelli in agrodolce. L’esperienza da Disapore+ si chiude con le Napoletane Contemporanee. Da provare, tra queste, le pizze classiche o quelle gourmet come quella con Pomodoro San Marzano DOP, valeriana condita, tartare di chianina battuta a coltello (selezione Fracassi), salsa olandese, polvere di olive nere home made e olio Evo (Il Cavallino).
Castiglioncello torna a vibrare e le good vibes arrivano dal giardino dell’Hotel Atlantico, fresco di una nuova apertura. La struttura, a pochi passi dal mare e immersa nel verde nel centro di Castiglioncello, è stata recentemente rinnovata sia nell’estetica che nella proposta, dopo l’acquisizione da parte della società Octopus Hospitality Partners.

L’Hotel Atlantico si propone di diventare la nuova casa dell’arte contemporanea a Castiglioncello: un hub di aggregazione, uno spazio aperto dove si organizzano residenze artistiche e aperitivi musicali, dove far colazione nella hall o bere un Martini al bar circondati da singolari e bellissime opere d’arte. La proposta artistica e l’estetica (dagli arredi scenografici interamente di recupero al set in bagno di Toilet Paper) è curata dalla creative director Sarah De Scisciolo. Segnatevi il nome dell’Hotel, perché ne sentirete parlare.

Se volete mangiare pesce fresco in riva al mare, non potete perdervi La Baracchina di Castiglioncello. Si trova a Punta Righini, nella posizione più suggestiva della zona. Da piccolo ristoro per le famiglie del jet set italiano negli anni ’60 a punto di riferimento per la cucina di pesce di Castiglioncello, La Baracchina si è evoluto negli anni sia nello stile culinario che nelle vesti, senza perdere ciò che lo ha sempre contraddistinto: ospitalità è qualità.

Il menu è digitale perché cambia ogni giorno, a seconda della disponibilità del mare. Tra i piatti in carta il Carpaccio di gambero rosso con menta, pistacchio e agrumi, le Acciughe fritte senza lische e salsa tartara, i Tortelli di baccalà mantecato con crema di carote e porri, gli Spaghettini al riccio di mare. Ma anche le Capesante e scaloppa di foie gras, Caciucco alla livornese, il Bollito di crostacei locali di stagione con aragosta, scambi e gamberi locali e, ovviamente, il Pescato del giorno. Una cucina che ha a cuore la qualità degli ingredienti le radici del territorio, e che si diverte a giocare con colori, sapori e tocchi contemporanei per stupire i palati e creare piatti sempre nuovi. Accanto alla proposta alla carta, da Baracchina offre anche due menu degustazione, il Ponente (65 euro) e il Libeccio (70 euro). La carta dei vini è ben curata, con proposte locali e non. E per godersi il pomeriggio “in panciolle”, La Baracchina offre un solarium esclusivo sul tetto per godersi il relax estivo accarezzati dalla brezza marina, con il blu negli occhi.

Varcando la soglia dell’Hotel 4 stelle St. Mauritius, prima ancora delle papille gustative, a godere sono gli occhi. Un giardino “segreto” lussureggiante, immerso nella tranquillità della zona residenziale di Forte dei Marmi, a 50 metri da La Capannina, con l’azzurro della piscina che si mescola alla brezza del mare. Da questa stagione il ristorante all’interno della struttura, Sciabola, apre finalmente al pubblico esterno. Gli spazi ed il design sono completamente rinnovati, con dettagli preziosi che contribuiscono a creare un’atmosfera elegante e accogliente, dalla Champagneria fino ai tavoli “privè”. Quello che non è cambiato è lo chef al timone della cucina, Daniele Gherardi. Entrando nel ristorante e sedendosi al bancone lo si vede all’opera nell’ampia e lussuosa cucina a vista, quasi come fossimo in un vero e proprio chef table.
La cucina del Ristorante Sciabola ha salde radici toscane, che vanno oltre al concetto di gourmet e di fine dining. Lo chef propone piatti autentici e “di sostanza”. Come i classici della tradizione locale: le Linguine trafilate al bronzo alle arselle sgusciate o i Tordelli della tradizione versiliese, fatti a mano dallo chef, ripieni di carne e timo e conditi con ragù di manzo. Non mancano poi nel menu sperimentazioni più contemporanee come il Risotto con zafferano, scampi e foglia d'oro (che suona come un omaggio al maestro Gualtiero Marchesi) o il Polpo croccante accompagnato da patate, olive e pomodorini, trattato con gli ultrasuoni a riprova di come tradizione e contemporaneità possano andare a braccetto. Seguendo lo stile degli anni della “dolce vita” versiliese, poi, in sala tornano in auge il carrello del pescato e quello dei dessert, mentre a fine pasto arriva il momento della specialty coffee experience. Plauso particolare va al Mosaico di pesce crudo, con ostrica Tsarskaya, scampo, gambero rosso, gambero tigrato, selezione di tartare, pesci marinati e sashimi. Freschissimo, vale da solo un viaggio al mare.
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