Otranto Short Film Festival: il grande cinema breve trova casa nel cuore del Salento
Indipendente, internazionale e sorprendente: la settima arte in formato corto illumina l'antica cornice dell'Ex Convento dei Cappuccini
Una parete del Cinquecento diventa uno schermo sotto le stelle. A Otranto il cinema breve incontra la storia, il mare e le nuove narrazioni del mondo contemporaneo.
Ci sono luoghi che sembrano nati per accogliere le storie.
Luoghi in cui il tempo passato non è un semplice ricordo, ma una presenza viva capace di dialogare con il presente. È il caso dell’Ex Convento dei Cappuccini di Otranto, straordinaria testimonianza architettonica della fine del XVI secolo, che il prossimo 25 luglio 2026 alle ore 21.00 aprirà le sue porte alla prima edizione dell’Otranto Short Film Festival, rassegna interamente dedicata al cortometraggio indipendente e internazionale.
Una scelta simbolica e suggestiva: il grande cinema breve arriva nel cuore del Salento e trova casa in uno dei luoghi più affascinanti del territorio, dove la storia incontra l'innovazione e una parete cinquecentesca si trasforma in uno schermo capace di raccontare il mondo.
L'ingresso alla serata finale sarà libero fino a esaurimento posti.
Quando il cinema incontra la memoria
Situato nella zona “Punta”, fuori dalle mura cittadine, tra via Cappuccini e Viale Aldo Moro, l’Ex Convento dei Cappuccini rappresenta uno dei luoghi storici più significativi di Otranto.
L’edificio fu costruito nel 1594 per volontà della comunità locale, secondo una tradizione diffusa nel periodo, con l’obiettivo di sostenere la presenza dei frati cappuccini nella città. Oggi questo spazio storico riqualificato torna a vivere attraverso il linguaggio universale delle immagini.
Per una sera, le sue architetture secolari dialogheranno con il cinema contemporaneo: storie provenienti da diverse parti del mondo prenderanno forma davanti al pubblico, creando un ponte ideale tra passato e futuro.
È proprio questo incontro tra memoria e contemporaneità uno degli elementi più affascinanti del festival.
Non una semplice proiezione, ma un’esperienza culturale immersiva.
Un festival nato per raccontare storie
L’Otranto Short Film Festival è sostenuto da Produzioni Oriente APS, associazione salentina impegnata nella promozione dell’arte e della cultura come strumenti di aggregazione, dialogo e inclusione sociale, con una lunga esperienza nell’organizzazione di eventi culturali, tra cui l’Otranto Jazz Festival, giunto quest’anno alla XIII edizione.
La nascita del festival cinematografico si inserisce proprio nella filosofia di una piattaforma culturale sempre più ampia, capace di accogliere linguaggi artistici differenti e creare connessioni tra musica, cinema, arti visive e territorio.
Come sottolinea l’ideatore dell’Otranto Jazz Festival, Francesco Bortone, la vocazione della manifestazione è quella della trasversalità: un luogo dove differenti forme espressive possano convivere e dialogare.
Da questa visione nasce anche l’Otranto Short Film Festival.
Perché il cinema, come la musica, possiede una forza universale: quella di unire persone e culture attraverso emozioni condivise.
La direzione artistica: Giulio Guerrieri e la passione per il cinema breve
La paternità del progetto è di Giulio Guerrieri, event manager di EventiAvanti, da anni impegnato nella valorizzazione del cortometraggio.
La sua passione per questa forma cinematografica nasce con l’inaugurazione del Teatro Bello di Milano, prima sala italiana dedicata esclusivamente ai cortometraggi, e prosegue attraverso la produzione di opere brevi, l’ideazione della gara “Corto Weekend” e l’organizzazione di rassegne dedicate ai corti italiani e internazionali, con particolare attenzione ai temi sociali, solidali e giovanili.
«Otranto Short Film Festival nasce con l’obiettivo di promuovere il dialogo culturale e l’inclusione sociale anche attraverso il linguaggio universale delle immagini – racconta Giulio Guerrieri – richiamando opere provenienti da tutto il mondo grazie alla collaborazione con case di distribuzione cinematografica e piattaforme dedicate ai festival».
Il cuore della manifestazione è racchiuso in una parola: raccontare.
«Dagli emergenti ai registi pluripremiati nei più importanti festival internazionali – spiega Guerrieri – ogni corto sarà una finestra aperta sul mondo, capace di narrare in pochi intensi minuti ed emozionare a lungo».
Una riflessione che richiama anche le parole della giornalista e critica letteraria inglese Kate Kellaway: “È più facile lasciare che una storia continui piuttosto che lucidarla fino a farla brillare”.
Un concetto che sembra adattarsi perfettamente al cinema breve.
Perché spesso la brevità non significa riduzione, ma concentrazione.
Il cinema breve non è un cinema minore
Uno degli obiettivi principali dell’Otranto Short Film Festival è superare un pregiudizio ancora diffuso: quello secondo cui il cortometraggio sarebbe soltanto una fase preparatoria per chi aspira al lungometraggio.
In realtà il corto rappresenta oggi una vera e propria realtà cinematografica contemporanea.
È un territorio creativo in continua espansione, capace di sperimentare linguaggi, affrontare temi complessi e raccontare il presente con una libertà spesso maggiore rispetto ai formati tradizionali.
La valorizzazione del cinema breve attraverso festival e rassegne accessibili al grande pubblico diventa quindi uno strumento fondamentale per avvicinare nuovi spettatori e riconoscere al cortometraggio il ruolo che merita.
Quattro sguardi sul mondo
Per questa prima edizione il festival ha costruito la selezione ufficiale intorno a quattro categorie tematiche che rappresentano altrettanti modi di osservare la realtà:
Il mare, inteso come custode di storie, metafora di viaggio e libertà, elemento capace di unire popoli e culture.
La storia, raccontata come chiave per interpretare il presente e comprendere le trasformazioni del nostro tempo.
La tradizione, con le sue radici, i suoi rituali, il folklore e le identità dei popoli.
Le arti, in tutte le loro declinazioni, come celebrazione della creatività umana.
Quattro percorsi diversi che restituiscono la complessità del cinema breve contemporaneo.
Una serata speciale: il cinema su una parete del Cinquecento
Il momento centrale dell’Otranto Short Film Festival sarà la serata finale del 25 luglio 2026, quando saranno proiettati i cortometraggi finalisti e proclamati i vincitori.
Il valore aggiunto della manifestazione sarà proprio la modalità della proiezione: le immagini prenderanno vita su una parete del Cinquecento dell’Ex Convento dei Cappuccini.
«La proiezione su una parete storica è un elemento che rende unica questa esperienza – racconta Guerrieri – senza rinunciare al fascino di una cornice senza tempo nella sua originalità».
Gli spazi dell’antico convento diventeranno così un polo dedicato al cinema indipendente contemporaneo, con momenti di confronto e incontri con alcuni degli autori presenti.
L’ospite d’onore: Matteo Cirillo
Ospite d’onore della serata sarà Matteo Cirillo, attore e regista considerato una delle promesse del nuovo cinema italiano.
All’artista romano sarà conferito il Premio Speciale OSFF 2026 per il cortometraggio Pinocchio Reborn, opera della durata di 15 minuti che, nel bicentenario della nascita di Carlo Collodi, propone una rilettura contemporanea del celebre personaggio.
Un racconto che utilizza la figura di Pinocchio per interrogarsi sulle contraddizioni della società moderna.
«È una commedia psicologica amara e profonda – racconta Cirillo – che si chiede se valga ancora la pena restare buoni in un mondo che spesso premia i furbi».
La giuria e i cortometraggi finalisti
La giuria del festival sarà presieduta da Davide Pagliaro, redattore e conduttore televisivo per Telerama, affiancato da esperti del settore chiamati a valutare le opere in concorso.
Tra i cortometraggi finalisti figurano opere provenienti da diversi Paesi e capaci di raccontare temi universali.
Tra questi:
- Tiempo Prestado di Paco Ortiz (Spagna), dedicato alla memoria di un sopravvissuto al naufragio del Peix de Mar Siete, evento che ha segnato Mazagón quasi trent’anni fa.
- The Boy by the Sea di Vasily Chuprina (Olanda), una storia di amicizia improbabile tra un bambino e un vecchio guardiano del faro.
- ¡Ole Paco! di Juan Carlos García Valle (Spagna), viaggio documentario attraverso Cadice e il legame profondo con la tradizione del Carnevale.
- La Paddotta – Storia di una Zolla di Terra di Gino Martella (Italia), una riflessione sulla distruzione degli ulivi salentini colpiti dalla Xylella fastidiosa.
- Siete tutti invitati di Diego Manfredini (Italia), racconto dell’ultimo banditore di un piccolo borgo del Molise.
- The Noble Pen Shell di Ciril Mlinar (Slovenia), dedicato alla nacchera comune (Pinna nobilis) e alla fragilità dell’ecosistema mediterraneo.
- Sunday di Giulio Tonicelli (Italia/Uganda), documentario sulla disabilità e sulla resistenza quotidiana ai margini del mondo.
- The Dance of the Living Stones di Angelo De Grande, incontro tra immagini, musica e danza nel racconto del Cretto di Burri a Gibellina.
Due le opere finaliste firmate da autori salentini:
Pater Ennius – Tutte le storie portano a Roma di Roberto Leone, una narrazione che intreccia archeologia, storia e poesia raccontando il Salento come ponte tra culture.
E 999 di Francesco Luperto, storia fantascientifica di un’astronauta che torna sulla Terra dopo una catastrofe globale.
Otranto, una nuova casa per le storie
Con la prima edizione dell’Otranto Short Film Festival, la città conferma la propria vocazione naturale ad essere luogo di incontro tra culture.
Qui il cinema trova un ambiente ideale: il mare come orizzonte, la storia come memoria, il territorio come fonte inesauribile di ispirazione.
In fondo, il senso più profondo del festival è racchiuso proprio nella sua missione: dare spazio alle storie.
Perché alcune durano pochi minuti.
Ma possono restare dentro molto più a lungo.
Indira Fassioni
Giornalista, scrive per Tgcom, esperta di bon ton, ha trasformato una passione in un lavoro.
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