
La recente vittoria alla International Wine and Spirits Competition conferma la posizione di leader di Gin Milano nel mercato dei gin premium e la sua reputazione tra i migliori al mondo
La creazione di un gin premium è un processo complesso che richiede una cura meticolosa nella selezione delle botaniche e una precisione assoluta nel processo di distillazione. Ogni fase, dalla scelta degli ingredienti al design del packaging, è mirata a garantire una qualità superiore e un'esperienza sensoriale senza pari. In un mercato competitivo come questo, emergere significa offrire qualcosa di autentico e unico, in grado di catturare l'attenzione e il gusto degli intenditori.

Gin Milano vince il secondo riconoscimento internazionale
Gin Milano, fiore all'occhiello del made in Italy nel settore del gin, ha ottenuto un prestigioso riconoscimento internazionale. Dopo aver conquistato il titolo di Best Italian Gin nel 2023, Gin Milano ha infatti partecipato con successo alla International Wine and Spirits Competition tenutasi a Londra, aggiudicandosi la medaglia d'argento con un punteggio di 90/100
Il successo di Gin Milano è il frutto di un impegno costante nella creazione di un gin di prestigio, ispirato alla città di Milano. La sua bottiglia, progettata con cura dallo Studio Sapiens Design, riflette l'attenzione ai dettagli e lo spirito dell'alta moda. Il distillato, frutto della collaborazione con la rinomata Eugin Distilleria Indipendente, è ottenuto mediante un processo di distillazione in alambicco discontinuo a bagnomaria Műller, senza l'aggiunta di additivi, garantendo così un prodotto di qualità superiore e dal carattere unico.

Gin Milano non si limita alla ricerca dell'eccellenza qualitativa, ma si impegna anche per un impatto sociale positivo, sostenendo progetti di inclusione sociale tramite la collaborazione con le Cooperative Koala e Valdibella per la coltivazione delle botaniche.
La presentazione cristallina e luminosa di Gin Milano riflette la sua purezza. Al naso, emergono note fresche di ginepro seguite da un bouquet aromatico complesso che comprende freschezza agrumata di melissa, sfumature erbacee e floreali di timo ed elicriso, e un sottofondo mediterraneo del cappero, arricchito da un tocco speziato di coriandolo, creando un profilo olfattivo armonioso.

All'assaggio, Gin Milano si distingue per la sua texture setosa e avvolgente. Il ginepro, arricchito dalle note erbacee e terrose dell’angelica, è il protagonista, mentre il coriandolo aggiunge un delicato cenno speziato e agrumato. La combinazione di melissa, timo e mandorla offre dolcezza e complessità, mentre elicriso e assenzio apportano profondità. Il finale lungo e persistente, con la nota di ginepro che si fonde con sfumature floreali e speziate, evidenzia una sensazione di raffinatezza ed equilibrio.
di Barbara Spadafora
È aperto al pubblico e dopo il grande evento inaugurale del 29 febbraio: l’AranGino è il nuovo laboratorio di arancini ‘spakkiusi’ di via Caminadella 18 a Milano, nel cuore di Sant’Ambrogio. Una piccola boutique con arancin* espresso, ovvero fritti al momento e modellati in diverse forme a seconda degli ingredienti. L’ideatore del laboratorio, Gino lo spakkiuso, ovvero spaccone e gradasso, ha progettato quattro forme differenti per rendere perfetta la cottura di ogni variante di arancin*, che non saranno mai esposti al pubblico proprio perché preparati su richiesta.

Piramide, prisma, ellisse e sfera, sono le quattro forme create da Gino per bilanciare nella cottura gli ingredienti avvolti nella calda coperta di riso allo zafferano e la panatura croccante e dorata e soprattutto per privilegiare una selezione di prodotti sempre di alta qualità. Se la punta alta della piramide custodisce un cuore di ragù, piselli e mozzarella filante, il prisma nasconde al suo interno prelibatezze rigorosamente vegetariane, mentre l’ovale avvolge in un caldo abbracciomortadella, stracciatella e pistacchio e ultima, ma non meno importante, la sfera con scamorza filante e prosciutto cotto.
Un prodotto artigianale in un locale unico e molto particolare: da 'o mi* bell* arancin*' a l'AranGino d'oro (sulla falsa riga dell'ambrogino) sono tanti i claim e le illustrazioni che tappezzano le pareti arancioni dell’AranGino. La simpatica mascotte, ideata sulle fattezze del creatore, campeggia in tutti gli angoli del laboratorio di arancin* espressi, soluzione linguistica che non risolve la diatriba tra maschile e femminile (o forse sì) ma che di certo mette d’accordo sulla bontà di un prodotto made in Sicily che sbarca in una veste innovativa a Milano.

Per restare in terra siciliana, inoltre, il menù dell’AranGino prevede birra Messina cristalli di sale e i cannoli di Bottoni, piccola realtà artigianale con produzione limitata, che saranno farciti al momento e impreziositi a scelta con granella di pistacchio, arancia candita o gocce di cioccolato.
Gino arriva dunque a Milano con i suoi arancini spakkiusi e invita tutti nel suo laboratorio di via Caminadella 18.
Fino a qualche anno fa sulle passerelle le protagoniste erano solo ed esclusivamente modelle estremamente magre. Oggi invece, grazie a una maggiore sensibilità a temi quali inclusività e body positive, le donne curvy sono diventate l'immagine di un nuovo stile, quello plus size. Ecco quali sono i trend della moda curva 2024.
I trend della moda curvy 2024
Il mondo della moda ha finalmente aperto le porte all'inclusività, pensando anche a capi che possano valorizzare i corpi più formosi e sinuosi delle donne che vestono taglie forti. Queste sono solo alcune delle tendenze per questa stagione primavera-estate 2024, anche per le curvy.
Capi d'abbigliamento dalle tonalità pastello
Alcune delle protagoniste della bella stagione in fatto di abbigliamento sono le tonalità pastello, perfette per dare luce a ogni look e trasmettere quel senso di leggerezza e positività.
Le sfumature di celeste, rosa, verde e grigio perla sono tra le predilette, e si possono trovare in capi must quali ad esempio le felpe in taglia plus size dalla vestibilità morbida, che valorizzano il seno e che invece mascherano pancia e fianchi. Questi capi sono perfetti per i pomeriggi o le serate all'aperto, insieme a tailleur o set coordinati per le occasioni più eleganti.
Abiti in denim
Tra i tessuti più alla moda per il 2024 torna il denim, sia nelle versioni scure sia in quelle chiare. Si può ritrovare in pantaloni a vita alta, camicie, vestiti chemisier e persino trench e capispalla, per dare un tocco di originalità e stile a ogni look.

Motivi floreali
Non c'è primavera senza fiori, per questo i motivi floreali non possono di certo mancare nel guardaroba della primavera-estate. Molto in voga sia nelle versioni micro sia in quelle macro, i fiori si possono ritrovare su bluse a camicette, pantaloni dal taglio morbido, maxi-dress e accessori di ogni tipo.
Bustier eleganti
Per chi ama vestire elegante, i bustier sono dei must have dell'armadio. Emblema della sensualità, questi corpetti sottolineano il décolleté e snelliscono la figura al tempo stesso. Abbinati a gonne lunghe in tinta o a pantaloni dal taglio sartoriale, sono l'ideale per fare sempre un figurone.
Blazer con spalline
Direttamente dagli anni Ottanta, torna di moda il blazer con le spalline imbottite, perfetto per ridisegnare la silhouette e sottolineare il punto vita. Si tratta di un capo molto apprezzato dalle donne curvy che amano indossare look audaci per trasmettere sicurezza e forza.

Piccolo focus sullo stile plus size e sulla moda curvy
Abbiamo visto come di recente le modelle curvy sulle passerelle siano sempre più presenti. Questo perché la moda curvy e lo stile plus size non nascono solo per sottolineare l'importanza dell'inclusività. Si tratta infatti di una sorta di movimento che invoglia tutte le donne ad accettare il proprio corpo e a valorizzarne ogni punto di forza.
Dal primo negozio per taglie forti, nato a New York nel Novecento, di acqua sotto ai ponti ne è passata: da allora sono nate riviste e molti altri negozi di moda curvy, fino ad arrivare al giorno d'oggi dove le modelle curvy più famose appaiono anche su magazine e fashion blog.
In Italia, in particolare, la moda curvy è in costante crescita, visto e considerato che una donna su cinque supera la taglia 48. In fondo, era anche ora che l’abbigliamento plus size si allontanasse da quei capi informi di qualche tempo fa e ne abbracciasse altri in grado di far sentire bella ogni donna.
Nel corso degli anni i consumatori sono diventati più consapevoli e informati, durante il processo di acquisto. Non si lasciano conquistare solo dal packaging più accattivante o dallo slogan più seducente, ma vogliono informarsi e sapere più dettagli possibili del prodotto.
La maggiore consapevolezza dell’impatto che certi prodotti hanno sul proprio corpo e sull’ambiente li ha poi resi anche più critici, facendo spostare le preferenze verso gli articoli naturali ed ecosostenibili. Questa tendenza emerge con maggiore visibilità soprattutto nel campo della cosmetica, quando in ballo c’è la ricerca di prodotti di bellezza da impiegare su pelle e capelli, i tessuti più esposti dell’organismo.
Col tempo si è fatta strada una nuova concezione di cosmesi, focalizzata sulla naturalità dei prodotti, delle materie prime impiegate e la trasparenza dei processi.
Prodotti naturali: un successo inarrestabile
I cosmetici naturali si sono affermati tra i preferiti da parte nei consumatori, negli ultimi anni, per tutte le caratteristiche che possiedono. Le aziende, infatti, per star dietro alle nuove richieste del mercato, hanno adeguato alcune preesistenti linee di prodotti e create di nuove, più consone a queste nuove esigenze di consumo. Sono nate nuove aziende, shop online, punti vendita focalizzati sulla produzione di cosmetici naturali, dalle creme ai sieri, dagli oli essenziali fino alle acque distillate.
Sono tante le occasioni per acquistare prodotti naturali di qualità, oggi. Si possono consultare e scegliere cosmetici da cataloghi ben assortiti, di brand storici e noti o più recenti e di nicchia, come quelli presenti su Aroma Zone, ad esempio, fortemente orientata all’impiego degli oli essenziali.

Tanta scelta, però, può anche disorientare il consumatore, che, in un mercato così ampio e variegato, può incontrare difficoltà a individuare prodotti che siano adatti alle sue esigenze di qualità.
Come riconoscere un cosmetico naturale
Il concetto di cosmetici naturale è molto ampio e l’immaginario comune lo associa a tutti quei prodotti privi di agenti chimici o ricreati in laboratorio. Questa idea però non è sufficiente a catalogare un prodotto come naturale. Perché lo sia, infatti, è necessario che rispetti determinate caratteristiche, che spaziano dalle materie prime impiegate ai processi di lavorazione, dai materiali delle confezioni fino al loro smaltimento.
A regolamentare meglio l’accezione di “naturale”, poi, ci ha pensato anche la classificazione ISO, che per sua definizione corrisponde all’International Organization for Standardization, per la definizione degli standard di qualità dei prodotti.

Secondo le linee guida ISO 16128 del 2015, un cosmetico si definisce naturale, non solo per le materie impiegate, ma anche per i procedimenti seguiti. È dunque obbligatorio renderli trasparenti, da parte delle aziende, e i consumatori sono tenuti a leggerli su siti dedicati, ma anche materiale informativo cartaceo, per tastare fino in fondo la naturalità del prodotto. In linea di massima, se è certificato con questo specifico codice ISO, allora può essere definito naturale.
Per selezionare attentamente un prodotto pienamente naturale è poi essenziale guardare alla percentuale di materie prime contenute. Di qui si può capire se il prodotto è naturale e in che percentuale. Il limite minimo di ingredienti di origine naturale è fissato al 95%, anche se alcuni arrivano anche al 100%, se si tratta di estratti puri. Infine, i prodotti naturali, in linea di massima, non dovrebbero contenere alcuni componenti come parabeni, siliconi o petrolati.
Leggere le etichette di ogni singolo prodotto, raccogliere informazioni dai siti aziendali e parlare con esperti e rivenditori di fiducia, senza dubbio, consente di orientarsi meglio nella scelta di prodotti che siano davvero naturali.
Lunedì 13 e martedì 14 maggio Ginarte “THE SPIRIT OF ART” è protagonista dentro e fuori Roma Bar Show 2024, l’evento romano dedicato al mondo mixology
Torna nei weekend dal 2 al 30 marzo l’evento sulla neve organizzato dal comprensorio sciistico Area Vacanze Sci & Malghe Rio Pusteria
Neve, sole, cielo blu, aria frizzante e temperature miti. È impossibile, o quasi, immaginare una giornata ad alta quota trascorsa a sciare sulle montagne senza pensare a una parentesi gastronomica per rifocillarsi e vivere attimi conviviali tra amici e affetti.
Un pensiero condiviso anche da Area Vacanze Sci & Malghe Rio Pusteria, comprensorio sciistico adatto a famiglie, principianti, assi dello slalom e appassionati dello snowboard, che quest’anno ripropone, dal 2 al 30 marzo, l’appuntamento SpeckAperitivo. Un evento che vuole offrire un’esperienza unica, nella pausa dei fine settimana, celebrando i sapori tipici dell’Alto Adige con un aperitivo originale e gustoso; quando le giornate cominciano ad allungarsi in previsione della primavera e la bellezza del territorio altoatesino si rivela in tutto il suo splendore.
L’iniziativa si fonda su una storia dalle radici profonde, nata come semplice spuntino contadino gustato a tavola dopo una lunga giornata nei campi. Col passare degli anni, lo Speck Alto Adige IGP ha ricoperto un ruolo sempre più importante nella cucina tipica locale, consacrando la sua presenza, declinata in svariati modi, nella maggior parte dei piatti della regione grazie al suo sapore inconfondibile.
Insieme al Consorzio Speck Alto Adige IGP, già partner nella passata stagione, quest’anno si aggiunge la collaborazione di Schüttelbrot Alto Adige IGP, ulteriore eccellenza pronta a deliziare le soste a bordo pista proponendo un particolare pane secco ottenuto da un impasto cotto al forno a base di farine di segale e frumento di grano tenero o di farro, sale, malto di frumento o orzo, lievito e pasta madre, semi di finocchio e altre spezie. Un prodotto che andrà ad accompagnare, assieme a vini di qualità, la selezione di aperitivi del sabato e della domenica a base di Speck.
Gitschütte, Nesselhütte, Ochsenalm, Nockalm, Bacherhütte e Großerhütte sono i rifugi protagonisti dell’appuntamento, facilmente raggiungibili con gli sci o con le ciaspole. Inoltre, il sabato, anche un semplice viaggio in cabinovia potrà trasformarsi in un’esperienza gastronomica: la Cavaliera Valeria Dallapè è pronta ad accogliere i più fortunati con un simpatico aperitivo in compagnia a base di Speck, Schüttelbrot e bollicine in una cabina appositamente allestita per l’occasione. Una speciale pausa scenografica, sospesa in alta quota con una vista panoramica mozzafiato sulle montagne dell’incantevole Area Vacanze Sci & Malghe di Rio Pusteria.
Il Marchese approda a Milano: il nuovo tempio dell'aperitivo tra lusso e mixology
Sulla rotta che collega Roma a Milano, un nuovo punto di riferimento per gli amanti dell'aperitivo ha preso vita: Il Marchese. Nato nella Capitale, dove già vanta il titolo di più grande Amaro bar d'Europa con oltre 600 etichette italiane, Il Marchese ha deciso di portare la sua esclusiva esperienza anche nel cuore pulsante di Milano, nella vivace e affascinante zona di Brera. Il locale è un tributo alla tradizione romana, ma con uno sguardo rivolto alla modernità, offrendo un'esperienza unica che fonde l'eleganza nobiliare con l'arte della mixology contemporanea.
Il progetto, diretto da Fabrizio Valeriani, responsabile del cocktail bar, si ispira al celebre Marchese del Grillo interpretato da Alberto Sordi, un personaggio iconico del cinema italiano che incarna il lusso e l’irriverenza dell'aristocrazia romana. Il locale, però, rielabora questi temi in chiave moderna, proponendo un'esperienza che sa di passato, ma che si spinge verso il futuro grazie all'arte della mixology e a una raffinata selezione di cocktail a base di amari.
L’atmosfera de Il Marchese è studiata nei minimi dettagli per far sentire gli ospiti immersi in un ambiente di lusso discreto. Il lungo bancone in doghe di legno che si estende fino alla cucina a vista diventa il fulcro di un’esperienza che abbraccia la convivialità, con richiami ai salotti nobiliari di un tempo, ma in chiave contemporanea. Un luogo dove il design e l’accoglienza creano un’armonia perfetta, avvolgendo i visitatori in un abbraccio sofisticato e caldo.
Il vero protagonista del locale, tuttavia, è la drink list, una vera e propria ode agli amari italiani. Sei varianti di Americano spiccano sul menu, ognuna creata con amari selezionati e accompagnata da una legenda che ne descrive con cura le note di gusto, dall'amaro più intenso al dolce più equilibrato. Il classico Americano #1 con Campari Bitter e Vermouth Rosso Cinzano 1797 conquista i palati più tradizionali, mentre l’audace Americano #5, con Amaro Urlich Marolo e Antica Formula Carpano, propone una versione più sofisticata e intensa, dedicata a chi cerca sapori profondi e sorprendenti. Ogni cocktail è pensato per essere un’esperienza sensoriale unica, capace di raccontare la ricchezza della tradizione italiana degli amari attraverso un bicchiere.
Oltre agli Americani, la carta de Il Marchese include una selezione di cocktail innovativi e classici rivisitati, tutti realizzati con ingredienti di alta qualità e tecniche avanzate di mixology. Non manca una particolare attenzione agli abbinamenti con il cibo, grazie a un’offerta gastronomica che celebra la cucina italiana e romana, portando in tavola piatti che si sposano alla perfezione con le proposte del bar.
Il Marchese è dunque il luogo ideale per chi cerca un aperitivo che vada oltre il semplice sorso di cocktail, offrendo un viaggio tra i sapori nobiliari del passato e le sperimentazioni audaci della mixology moderna, in un contesto che unisce stile, storia e innovazione. Un appuntamento imperdibile per gli amanti del buon bere e per chi desidera vivere un’esperienza sensoriale completa nel cuore di Milano.

Ma la vera innovazione è nei Amari Fizz, come il "Nepeta Fizz" e il "Dente Fizz", che combinano sapientemente amari con sciroppo semplice e succo di lime, creando bevande fresche e avvolgenti. E non mancano le creazioni più audaci, come il "Cavaliere di Franciacorta", un mix di Champagne Franciacorta, Tequila Patron e Amaro del Capo Red, impreziosito da un tocco di sciroppo di mandarino e un soffio di rosa damascena.

L'esperienza non si limita solo al bere: l'aperitivo da Il Marchese è un viaggio culinario che spazia dal classico assortimento di fingers a prelibatezze romane come l'Amatriciana e il Cacio e Pepe, serviti con crocchette artigianali. Gli amanti del vegetariano possono optare per un tasting di Cacio e Pepe e crocchette di melanzana e basilico, mentre chi predilige i salumi può scegliere l'assortimento di salumi artigianali selezionati dallo Chef.
E per rendere l'esperienza ancora più coinvolgente, Il Marchese offre intrattenimento musicale dal vivo, con un repertorio che spazia dal Jazz al Swing, dal mercoledì al sabato. Ma le novità non finiscono qui: presto debutterà l'aperitivo "senza giacca", un appuntamento settimanale dedicato all'eleganza informale.
Parlando della sua filosofia, Fabrizio Valeriani, Bar Manager de Il Marchese, sottolinea l'importanza di far conoscere ai clienti il mondo degli amari, con i suoi valori di artigianalità e tradizione italiana. Ogni bicchiere servito è una porta d'ingresso a questa cultura, e il crescente interesse per gli amari sta ridefinendo il panorama della mixology, aprendo nuove strade di esplorazione e creatività. Con Il Marchese, l'aperitivo diventa un viaggio sensoriale attraverso i sapori e le tradizioni italiane, un'esperienza da vivere e da gustare fino all'ultima goccia.
di Barbara Spadafora
Element Ba si unisce, con un nuovo drink, ai festeggiamenti di sabato 24 febbraio per celebrare la fine del Capodanno cinese
La Notte delle lanterne è la festa che chiude il ciclo del Capodanno cinese. Chiamata anche “piccolo Capodanno”, è la chiusura di una celebrazione durante la quale le strade della Cina e di Taiwan si colorano di lanterne rosse cui, spesso, è appeso un enigma che le persone possono provare a risolvere; secondo la tradizione, se si trova la parola celata dall’enigma, si ottiene un regalo.
Col desiderio di unirsi ai festeggiamenti, Element Ba ha pensato a un cocktail ispirato all’occasione per celebrare questa notte di luci e colori che avrà luogo sabato 24 febbraio. Si chiama Lantern Night il drink ideato dal barmanager Massi Yu. La ricetta è un mix di grappa cinese, vodka, triple sec, zucchero, limone fresco, sesame tangyuan.
Element Ba è un nuovo cocktail bar aperto nel cuore del quartiere Isola, a Milano, dalla coppia di imprenditori formata da Ashley Wu e dal marito Lorenzo Hu. Un tempio d’Oriente per gli amanti dell’aperitivo, dove la tradizione gastronomica cinese si sposa con la modernità milanese. Caratterizzato da un design sofisticato, il locale è immerso in un’atmosfera vivace ed elegante, ideale per incontri di lavoro o tra amici, ma anche per romantiche serate di coppia.
Il bar propone cocktail delicati, costruiti attorno a ingredienti tipici come il sakè o i lychees, da accompagnare ai sapori della cultura culinaria cinese. Dai classici reinventati alle creazioni originali, il menù è stato pensato attentamente per ogni palato senza mai perdere di vista il giusto equilibrio tra i sapori orientali e i gusti decisi che vanno dai tradizionali liquori alle grappe cinesi e soju. In aggiunta, per non scontentare nessuno, una vasta scelta di vini, birre artigianali e bevande analcoliche.
La cucina di Element Ba presenta, invece, una carta che è un vero e proprio inno alla gastronomia orientale, in particolare cinese. Il menù è una selezione esclusiva di dim sum preparati con maestria nel laboratorio del ristorante Mu Dim Sum, tempio indiscusso della cucina cinese a Milano. La proposta è variegata e comprende le seguenti farciture: totano al nero di seppia, gamberi e spinaci, pollo, verdure, manzo, charsiu (coppa di maiale caramellato) e mezzaluna nel bosco. Tra i cibi disponibili, anche involtini primavera, edamame e würstel taiwanese di maiale.
Nonostante la giovane età, i fondatori Ashley Wu e Lorenzo Hu dimostrano di avere le idee molto chiare riguardo al concept del locale: «Vogliamo offrire ai nostri clienti un luogo in cui sperimentare la bellezza dei sapori di casa nostra in un contesto accogliente. Siamo fiduciosi che Element Ba diventerà una tappa imperdibile per gli amanti dei cocktail e della buona cucina orientale a Milano».
Tiziana La Torre
L'Inter corona il proprio sogno, dopo una stagione intensa e ricca di successi, vincendo il campionato italiano di calcio per la 20esima volta; un trionfo storico e significativo, che consente alla squadra nerazzurra di cucirsi sul petto la seconda stella, omaggiato anche dal drinksetter Riccardo Campagna di Anthology by Mavolo con il cocktail “InterStellar”: una creazione studiata ad hoc per brindare allo storico successo
Il nuovo cocktail bar di Milano dall'animo cinese, nel cuore del quartiere Isola, propone un cocktail creato ad hoc dal Bar Manager Massi Yu in occasione della Festa delle Lanterne, che chiude il Capodanno Cinese
Tra le cime innevate delle Dolomiti la Mixology’s Cup ha coronato la seconda edizione della Cortina Cocktail Weekend, primo Festival d’Europa dedicato alla mixology di qualità sulla neve
Era il 1900 quando, in Norvegia, si iniziò a sviluppare un trend piuttosto bizzarro. Un gruppo di montanari si infilò gli sci ai piedi e si sfidò a scendere le curve ripide della pista con un boccale di birra in mano. Vinceva chi arrivava a fine pista senza rovesciarne il contenuto. La cosa fece scalpore e a Morgedal, Valle Norvegese del distretto di Telemark, venne organizzata la prima gara ufficiale.

Di anni ne sono passati ma c’è chi ha voluto riportare in auge questa wave, sostituendo la birra con una coppa Martini e creando una competizione in chiave tutta italiana. Si tratta della Mixology’s Cup, la gara di sci e snowboard firmata Cortina Cocktail Weekend che si è tenuta a marzo sulla pista a Cortina d’Ampezzo per chiudere la tre giorni più entusiasmante delle Dolomiti.
Neve, gin, olive e adrenalina
Lo scenario è quello di una festa. Una domenica di sole e i grandi protagonisti della industry che si ritrovano sulla neve facendo il tifo per la bartender e il brand ambassador preferiti, tra un caffè corretto con il Vov e un Bloody Mary. È in momenti come questi che ti rendi conto ancora una volta di come il mondo del bar sia una famiglia e di come le Italian Cocktail Week creino ponti non solo tra le station.

Per la Mixology’s Cup, poche e semplici regole. La partecipazione, aperta a bartender, appassionati di cocktail e di sport invernali, è gratuita. Si indossa la pettorina logata Cortina Cocktail Weekend e si scende lungo la pista Socrepes tenendo una coppa martini in mano. Lo scopo è completare la gara di slalom nel minor tempo possibile, senza saltare le porte e rovesciando il minor quantitativo del cocktail a base di No.3 London dry Gin, con aggiunta di zest di limoni di Acquapazza Cetara e le olive di Incuso.
In veste di giudici i maestri di sci della Scuola di Sci Snowdreamers Cortina, che misurano il tempo e il contenuto dei bicchieri, decretando i vincitori. A fondo pista, coordinate da Antonio Ferrara (Bar Manager di The Bar, Aman Venice di Venezia), le postazioni bar Cortina Cocktail Weekend di Altamura Distilleries, Amante 1530, Campari Group, Colesel, Nonino, Vov, che hanno proposto ognuna un signature cocktail dedicato alla gara.

L’idea non poteva che essere di Paola Mencarelli, mente e anima del format Italian Cocktail Week, in continuo fermento.
“Per l’edizione 2024 di Cortina Cocktail Weekend ho voluto dar vita a una formula più snella di quella del primo anno, cucita su misura sulla stessa Regina delle Dolomiti.” Racconta la stessa Paola Mencarelli. “Come da tradizione per gli eventi sono stati coinvolti Cocktail Bar e Bar d’Hotel, ma la novità di questa seconda edizione sono stati gli appuntamenti organizzati in collaborazione con Event Partner: brand e location esclusive del luogo come boutique di alta moda o gallerie d’arte, che si sono messi a disposizione per promuovere una diversa fruizione del cocktail andando così a creare un dialogo fra mondi diversi. E a conclusione di tutto non poteva mancare la seconda edizione della Mixology’s Cup, un momento unico, divertente e spensierato, che trasporta l’idea di drink in una dimensione ludica e differente da quella del cocktail bar, concretizzando sulle piste due mie grandi passioni, lo sci e il cocktail Martini”.

La Mixology’s Cup è stato solo uno dei 28 eventi della seconda edizione della Cortina Cocktail Weekend. Guest Shift nazionali, aperitivi e aprèes ski, iniziative culturali e attività ricreative hanno permesso di far scoprire al grande pubblico una Cortina diversa, non a tutti conosciuta. Durante tutta la tre giorni, nei Bar d’Hotel e Cocktail Bar aderenti alla Cortina Cocktail Weekend si sono alternati bartender da tutta Italia con speciali drink list a base di Altamura Distilleries, Amante 1530, Campari Group, Colesel, No3 London Dry Gin, Nonino, Vov, Aramaspirits, Casamigos, Santa Teresa 1796, Xedequa, e Yerbito.
About Italian Cocktail Week
Il format Cocktail Week, nato a Londra nel 2008, è stato portato in Italia da Paola Mencarelli nel 2016, quando ha deciso di organizzare nella sua Firenze la prima edizione di Florence Cocktail Week.

Tre anni dopo arriva Tuscany Cocktail Week e, a seguito del successo delle kermesse Toscane, nel 2020 Aman Venice chiede a FCW di esportare il format a Venezia, per organizzare anche nella Serenissima la prima manifestazione veneziana dedicata alla mixology. E per il 2024, c’è un’entusiasmante novità: Amalfi Coast Cocktail Week. La manifestazione si aggiunge al progetto madre Italian Cocktail Weeks by Paola Mencarelli con lo stesso unico, chiaro obbiettivo: valorizzare la miscelazione di qualità delle realtà cittadine e diffondere la cultura del Bere Consapevole e Responsabile.
Ph: Federico Galeazzi
Tra le Top 100 eccellenze di Forbes spicca 52 Mule Road, il gin artigianale veneto che celebra le Prealpi vicentine attraverso botaniche locali e un legame storico con la Strada delle 52 gallerie
A Valdagno, nel cuore delle Prealpi vicentine, due anni fa ha preso vita un progetto ambizioso, nato grazie alla determinazione di una giovane coppia desiderosa di far brillare il proprio territorio attraverso un prodotto unico e di alta qualità. E così è nato 52 Mule Road, un gin artigianale che ha recentemente conquistato un prestigioso riconoscimento dalla rinomata rivista Forbes, entrando a far parte delle Top 100 Eccellenze italiane nella sezione Drinks.

Il legame profondo con il territorio delle Prealpi vicentine è evidente fin dal nome stesso del gin, che omaggia la storica Strada delle 52 gallerie, una mulattiera costruita dagli alpini durante la Prima Guerra Mondiale. Ma non è solo un omaggio simbolico; 52 Mule Road si distingue anche per l'uso di botaniche locali, in particolare il Tanaceto Partenio, conosciuto localmente come "maresina", un'erba madre utilizzata nella tradizione culinaria dell'alto vicentino. La maresina ha un fiore simile alla camomilla e un aroma forte, penetrante e caratteristico, a cui spesso sono legati i ricordi d’infanzia della gente di questi luoghi. Oltre ad assenzio, genziana e maresina, le altre botaniche che vanno a completare il fresco bouquet di questo gin sono ginepro, coriandolo, salvia, angelica, limone e rosmarino. Questa fusione tra storia, territorio e botaniche autoctone dona al gin un carattere unico e una forte identità territoriale.

Il creatore di 52 Mule Road, Mauro Feltrin, ha espresso la sua gratitudine per il prestigioso riconoscimento, sottolineando l'impegno costante nel creare un prodotto autentico e di alta qualità. Tuttavia, il successo di 52 Mule Road va oltre il semplice ambito delle bevande. È un veicolo per promuovere la cultura e le tradizioni locali anche al di fuori dei confini regionali, portando il fascino delle Prealpi vicentine in ogni bicchiere di 52&Tonic o Moscow52Mule servito in Italia e nel mondo.
Mauro Feltrin ha condiviso la visione di utilizzare progetti come 52 Mule Road per stimolare lo sviluppo turistico della regione, evidenziando le collaborazioni con le attività locali che utilizzano i loro prodotti non solo nei cocktail, ma anche in cucina, gelateria e pasticceria. La sinergia tra aziende locali e 52 Mule Road non solo crea un'esperienza culinaria unica, ma contribuisce anche a promuovere l'identità e la diversità del territorio.
Con un occhio al futuro, si lascia intravedere il lancio imminente di un secondo prodotto durante la prossima Festa della Maresina, mantenendo viva l'attesa e la curiosità dei suoi sostenitori.
Torna la Udine Cocktail Week con un focus speciale sulle contaminazioni sensoriali con il mondo orientale
Sarà una Cocktail Week dal sapore decisamente fusion, quella che da giovedì 25 aprile a giovedì 2 maggio coinvolgerà i migliori luoghi del bere bene a Udine: dopo il successo delle prime due edizioni, nella città friulana si rinnova l’appuntamento con la mixology di qualità, forte di un calendario ricco di degustazioni guidate da esperti del settore, masterclass, corsi ed eventi culturali. Non mancheranno guest con protagonisti alcuni dei nomi più importanti del panorama italiano, tra cui i bartender Giancarlo Mancino, Dom Carella, Flavio Angiolillo, Samuele Ambrosi e Marco Gheza.
Alla luce della concomitanza e della collaborazione con il 26° Far East Film Festival – la più importante rassegna di cinema dell’Estremo oriente in Europa – un focus speciale all’interno della Udine Cocktail Week 2024 sarà dedicato proprio al mondo asiatico, autentico filo conduttore di numerosi momenti: basti pensare alla conferenza organizzata in collaborazione con Giulia Tacchini dell’associazione milanese Entonote e moderata dalla giornalista Anna Dazzan sul tema dell’utilizzo in cucina degli insetti commestibili. Oltre a parlare di sostenibilità, inquinamento, e impiego delle risorse, si terrà un aperitivo con food pairing tra cocktail “insoliti” e insetti commestibili, sia interi che sotto forma di cracker o focacce.

Il pairing, anche se non così… estremo, sarà protagonista anche delle cene in stile asiatico che verranno allestite in alcuni dei cocktail bar aderenti, con abbinamento tra cocktail e portata. Durante la settimana, inoltre, spazio a diverse degustazioni di sakè guidate da sommelier certificati WSET 3° livello. E ancora: in seno alla Udine Cocktail Week 2024si terrà un momento di arte floreale guidato dall’esperto Giuseppe Contartese della Scuola Internazionale Floral Designer “Laboratorio Idee" in cui i caratteristici ikebana giapponesi verranno abbinati a cocktail tematici. Infine, nella giornata di domenica 28 aprile lo studio di tatuaggi Cold Street realizzerà tatuaggi in stile asiatico e senza appuntamento, abbinati ad un aperitivo oriental-style allestito nell'enoteca adiacente.
“La nostra Udine Cocktail Week – spiegano con soddisfazione gli organizzatori, Jana e Gianmaria Passone di IDEA - si rivolge non soltanto ai barman e agli addetti al settore, ma principalmente al pubblico (incluso quello che preferisce cocktail analcolici) che frequenta i locali aderenti, un aspetto che è stato particolarmente apprezzato dai nostri sponsor che ritengono essere questa una formula vincente. Siamo inoltre particolarmente orgogliosi del legame con il Far East Film Festival, che ci ha spinto a studiare una mixology di stampo orientale”.
Barbara Spadafora
Il distillato di malto torna protagonista con il Whisky Festival, un weekend di degustazioni, conferenze, corsi di avvicinamento e incontri con i produttori
Dopo il grande successo del 2023, torna il Roma Whisky Festival, l’evento aperto al pubblico e dedicato al variegato mondo del whisky, ai suoi amanti, ai produttori, agli importatori, ai distributori e ai bartenders che si è svolgerà sabato 24 e domenica 25 febbraio nell’ormai consueta cornice del Salone delle Fontane
Anche per questa edizione, sono previsti stand e spazi espositori delle più importanti aziende del settore, come Glenmorangie, Akashi, Shinobu, Glenturret, Ardberg e tante altre.
Un intero weekend dedicato al “re” dei distillati, che Andrea Fofi, fondatore ed organizzatore della manifestazione, ha voluto arricchire con numerose novità, tra le quali spicca una nuova Area Vintage, dedicata agli imbottigliamenti d’epoca. Nata dalla collaborazione con Oro Whisky Bar, è uno spazio pensato per chi già conosce l’anima di questo magnifico distillato e vuole scoprirne edizioni rare e particolari: tra le tante, annoveriamo un Port Ellen del 1979, Macallan X-ray range, Bowmore 27yo del 1989, Clynelish 24yo del 1990, Fettercairn 18yo del 1997.
Le masterclasse gli highlights
Tra gli appuntamenti previsti nella giornata del 24, spicca “Alla scoperta delle distillerie Benriach e Glenglassaugh”, che vedrà Claudio Riva (presidente Whisky Club Italia) alle prese con i segreti e le curiosità di queste due distillerie leggendarie del mondo Highland e Speyside. Sempre per il 24, Marco Fedele, brand ambassador Bruichladdich, sarà il relatore di “Bruichladdich, un viaggio alla scoperta dell’isola di Islay”: un’occasione per apprendere le peculiarità dei diversi imbottigliamenti di Bruichladdich, uno degli Islay più iconici sul mercato.

Tra gli appuntamenti di domenica 25 febbraio, segnaliamo “ORO Collection, un’occasione unica in 4 decenni”, tenuta da Fabio Ermoli (creatore del progetto Lost Dram Selection), dove scopriremo quattro imbottigliamenti vintage di whisky, divisi in quattro decenni, per scoprire peculiarità e caratteristiche distintive di ogni epoca.
A completare l’ampio spazio dedicato agli addetti al settore, il festival è aperto a tutti gli appassionati del distillato per eccellenza, come confermato dal patron Andrea Fofi: “Negli ultimi anni il mercato del whisky, storicamente rivolto alla stretta cerchia dei grandi appassionati, si è aperto ad un maggiore numero di consumatori: un prodotto che è oggi apprezzato da entrambi i sessi e da tutte le fasce di età”.
Ne è la dimostrazione una lezione appositamente dedicata ai neofiti, ai quali è dedicato il mini-corso di avvicinamento l’”ABC del whisky”.
Non poteva poi mancare al Roma Whisky Festival 2024 il premio “Whisky & Lode”, che eleggerà i migliori whisky del salone valutati, come di consueto, da una giuria di esperti secondo la regola del blind tasting, in quattro diverse categorie:Best Scotch Whisky, Best Cask Strength, Best World Whisky e Best American Whiskey.
La manifestazione aprirà le porte sabato 24 febbraio dalle ore 14.00 alle 21.00 e proseguirà nella giornata del 25 febbraio con gli stessi orari. I biglietti sono disponibili online attraverso il sito ufficiale https://romawhiskyfestival.it/
Dal 16 al 21 aprile alla Milano Design Week , Ginarte sarà protagonista di collaborazioni luxury ed eventi esclusivi, tra cui" THE SPIRIT OF ART”, serata durante la quale sarà presentata l'omonima e artigianale "bottiglia gioiello"
Mauro Suman, miglior Bartender d'Italia, ha creato il "Ballor Negroni", una nuova versione del Negroni, l'iconico cocktail italiano immancabile per l'aperitivo, a base di liquori Ballor della storica famiglia Bonollo
Aperto a Milano da una coppia di amici, il locale offre una proposta in equilibrio fra passato e futuro
Un incontro tra passato e futuro, tradizione e avanguardia. È il concept dal quale nasce Ultra, frutto di un incontro casuale tra Domenico Carella e Fabrizio Margarita, entrambi con una storia fortemente legata al food e all’hospitality: il primo come chef professionista, bartender e manager, il secondo come fornitore di prodotti caseari prima e successivamente come ristoratore.
Aperto a Milano in via Pier Lombardo, Ultra è il loro punto d’incontro, un’unione di idee e intenti per quello che oggi è solo il primo passo di una lunga avventura. Cocktail e pizza, accompagnati da una piccola cucina, sono i protagonisti assoluti del progetto. I signature drink sono ispirati a elementi principali come fiori, piante, radici, pietre e alghe, affiancati da classici preparati con maestria. La carta si completa con sakè, fermentati e un’ampia scelta di etichette di vini perlopiù naturali, tra cui spiccano anche champagne.

La pizza utilizza un impasto diretto, proposto anche in versione gluten free, con una lunga lievitazione che permette di fondere gusto e digeribilità. Il risultato è di una maggiore croccantezza, senza l’ossessione di cornicioni troppo pronunciati. La lista propone grandi classici rivisitati in chiave contemporanea (come la Capricciosa con pomodoro San Marzano, fiordilatte, carciofi arrosto, prosciutto cotto Capitelli, cardoncelli, terriccio di olive, olio evo e basilico), alternative vegane e signature che partono dal principio di portare sulla pizza ingredienti con la loro cottura ideale, come se si stesse assemblando un piatto (tra cui pecorino, crema di zafferano, ossobuco arrosto, gremolada e caviale).

La filosofia della cucina è quella di abbracciare una proposta italiana contemporanea, oltre a essere a sostegno della pizza. L’offerta si arricchisce dunque con piatti quali mondeghili e frico, montanare crunchy anche in versione vegana (con barbabietola marinata), mozzarella di mandorla ed erbe, focacce con gamberi crudi, foie gras ed erbe o con pastrami, pickles e rafano. La carta dei dessert resta invece sul classico, offrendo tarte tatin alle mele con gelato alla vaniglia e tartufi al forno del Sud in una chiave più leggera.

Tutto ciò si realizza in uno spazio che una volta ospitava una banca, concepito in modo minimalista e dotato di colori sobri, dove il materico è grande protagonista con segni marcati del ferro, del cemento, della pietra e del legno. Come se fosse un vero e proprio palco, il banco ingloba bar e cucina, e attorno a esso si dispongono le varie sedute. Illuminato da luci calde per creare un’atmosfera intima, ogni angolo del locale è quasi completamente a vista, cucina e laboratorio compresi, privo di barriere fisiche e visive. Non è un caso, infatti, se tavoli, banco e pass cucina sono tutti alla stessa altezza: la parola d’ordine è “condivisione”.
Josef Kamelger
Il mix ideato dal barman Danilo De Rinaldis per celebrare il trionfo di Jannik agli Australian Open
La Sinnermania impazza ovunque. Dalle tribune dei campi da tennis, in un tripudio arancione di carote, ai media e alla pubblicità, fino ai Palazzi della politica, la fascinazione per Jannik Sinner si diffonde progressivamente a macchia d’olio. Dopo il trionfo agli Australian Open, il nome del tennista azzurro risuona in ogni angolo del Paese, entusiasmando appassionati e non, animando le discussioni da bar.
Ed è stata proprio di un noto barman, Danilo De Rinaldis, l’idea di celebrare lo storico traguardo di Melbourne con un cocktail dal nome We Are Sinners. Ingrediente principe di questo mix è il Black Sinner, liquore al caffè recentemente creato da un’altra eccellenza italiana, Bruno Vanzan, mixologist e imprenditore, e distribuito sul territorio da Anthology by Mavolo, azienda padovana di spicco specializzata nell’importazione di champagne, spirits e distillati.
Il suo gusto inconfondibile è frutto di una miscela al 100% di caffè arabica mono origine; tra tutti, il pregiatissimo Etiopia Sidamo e il Colombiano superiore. L’accurata selezione dei migliori chicchi, tostati delicatamente e in seguito macinati a mano, garantisce una qualità bilanciata e un’eccellenza uniforme. La ricetta è ovviamente segreta, ma il talento è naturale.
We Are Sinners esalta con intensità e morbidezza il gioco del suo caffè, eccellente da fondo campo e a rete, sorprendente in controtempo proprio come Jannik. Ecco perché pronunciando “We Are Sinners” viene naturale pensare “always winners”.
Per chi volesse stupire gli amici cimentandosi nella preparazione del cocktail, ecco di seguito la ricetta e la guida alla preparazione fornite dal barman De Rinaldis in persona.
- 30 ml di Black Sinner
- 30 ml di London dry gin
- 20 ml di Lime
- 15 ml di Sciroppo di cocco
- 3 pezzi di zenzero fresco
- Top black orange
Inserire nello shaker lime, sciroppo e zenzero, pestare tutto insieme con un pestello. Aggiungere Black Sinner e gin. Shake and double strain nel tumbler alto full of ice. Chiudere il drink con black orange.
Da Emilio il Pasticciere, a Caserta, due pastiere diverse per accontentare conservatori e innovatori
La Pastiera, regina indiscussa della Pasqua campana, è anche la protagonista della Pasqua di Emilio il Pasticciere, realtà dolciaria in quel di Casal di Principe (Caserta).
Nicola Goglia, maestro Apei nonché responsabile dell’area Ricerca e sviluppo della pasticceria fondata da papà Emilio, rispolvera il classico dolce in due versioni differenti. Alla Pastiera tradizionale, classico guscio di frolla ripieno di crema di grano, ricotta e canditi all’aroma di fiori di zagara, accompagna una Pastiera moderna, ovvero una torta composta da frolla alle mandorle, crema all’arancia, pandispagna bagnato con rum all’arancia, mousse di pastiera e glassa al cioccolato bianco. Goglia ne spiega così la genesi: «È un dolce nato per avvicinare alla Pastiera le giovani generazioni e tutti quelli che, come spesso capita tra i ragazzi, non sono amanti dei canditi».

Altro prodotto tipico dell’Agro aversano presente nella gamma festiva di Emilio il Pasticciere è la Pizza di crema. Nonostante il nome potrebbe trarre in inganno, non si tratta di una pizza comunemente intesa, bensì di una torta che racchiude nella frolla una crema profumata. Sono tre le versioni proposte: crema di limoni locali, crema e amarene, crema e pezzetti di cioccolato.

All’appello pasquale non possono mancare, ovviamente, colombe e uova di cioccolato. Il tradizionale dolce della pace viene presentato da Nicola Goglia in quattro gusti. Colomba classica, con canditi di arancia e glassa mandorlata; Colomba alla nocciola, coperta da uno strato di cremino al gianduia; Colomba al pistacchio, con copertura di cremino al pistacchio; e Colomba al cioccolato, il cui impasto viene impreziosito da una ganache al cioccolato Guanaja 70% Valrhona, oltre alla copertura di cremino al fondente.

Anche le uova, tripudio di golosità e stupore per grandi e piccini, sono realizzate con cioccolato pregiato Valrhona nelle seguenti declinazioni: Dulcey 35% per l’uovo al latte, Opalys 33% per quello bianco ed Equatoriale noir 55% per il fondente.
Il Master Distiller Enrico Chioccioli Altadonna svela finalmente il grande progetto che per anni è stato gelosamente custodito all’interno delle mura della distilleria tra le colline della Toscana. Il loro primo Whisky, che a breve arriva a Firenze insieme alla nuova distilleria urbana
Il fenomeno delle distillerie urbane ha preso piede negli ultimi come risposta alla crescente popolarità del settore delle bevande artigianali e della produzione locale. Questi fattori, insieme ad altri, hanno contribuito all'emergere di distillerie e cantine urbane. Veri e propri hub culturali che favoriscono la vicinanza ai consumatori, enfatizzando la trasparenza del processo produttivo e permettendo spesso ai visitatori di seguire ogni fase, dalla selezione degli ingredienti alla distillazione e all'invecchiamento.
Ed è proprio in città che Winestillery, prima ed unica distilleria artigianale del Chianti Classico, ha deciso di aprire la nuova distilleria di Whisky. La prima di Firenze, a pochi minuti a piedi dal centro storico.

Il primo whisky di Firenze, invecchiato in barriques e caratelli
Enrico Chioccioli Altadonna, Master Distiller di Winestillery, definisce il suo whisky una ode alla città di Firenze. “Nel 2014 ero a Brooklyn tra gli alambicchi di King’s County Distillery a distillare Bourbon. Il Whisky è stato il prodotto che mi ha fatto innamorare della distillazione e decidere di cambiare la mia vita. A distanza di 10 anni esatti da quell’esperienza straordinaria siamo finalmente pronti a portare nel cuore della nostra città natale la prima distilleria di Whisky di Firenze”.
Come per tutti i progetti della distilleria di Gaiole non si tratta solo di un prodotto, bensì di una filosofia di lavoro che vuole gettare le basi per il futuro del whisky toscano. La connessione con il territorio ed il mondo del vino (heritage familiare per i Chioccioli Altadonna) resta molto forte: il loro Whisky infatti utilizza per l’elevazione, l’invecchiamento o il finishing, esclusivamente casks che abbiano contenuto precedentemente vino e che siano legati in modo indissolubile. alla tradizione viticola della Toscana.

“Questo è per noi un passaggio fondamentale” racconta Enrico Chioccioli Altadonna “perché ci permette di creare dei prodotti che non siano la semplice declinazione italiana del nobile Spirito, bensì di conferirgli delle caratteristiche uniche e irripetibili, portando anche avanti il nostro lavoro di sperimentazione nel mondo della distillazione”.
Il richiamo alla sperimentazione si ritrova anche nella scelta dei legni per il loro whisky classic range, prodotto continuativo dell’azienda che eleva in barriques di vino Super Tuscan, e che si rifà all’animo più audace e sperimentale dei produttori del fu Granducato, che nella seconda metà del ‘900 ha permesso di rompere le regole e le convenzioni e creare una nuova categoria di vini, oggi tra i più apprezzati al mondo.
Il lancio dei primi tre Whisky è previsto per l’inizio dell’anno nuovo “Sarà l’occasione per presentare l’anima del nuovo progetto: oltre al nostro classic range, sveleremo un’edizione limitata celebrativa del nostro primo Whisky e un Ex-Vinsanto cask, il primo in Italia che saremo sicuri stupirà per l’unicità delle sue caratteristiche”.
NEROSPINTO
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