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Il make up è considerato a tutti gli effetti un'arte, capace di trasformare il viso di qualsiasi persona. Basta così poco già nella vita di tutti i giorni, immaginiamo allora di cadere nelle mani dei più grandi truccatori del mondo. Il viso delle modelle sotto il lavoro di un talentuoso make up artist assume nuove sembianze, a volte stravolte altre volte semplicemente chic. Tuttavia, chi sono i nomi più famosi nel make up? Coloro che governano questo mondo, dettano legge sulle passerelle ma sono soprattutto ispirazione per coloro che vogliono intraprendere questa carriera? Qui ne presentiamo alcuni.

PAT MCGRATH: beauty director di Max Factor dal 2004, ha collaborato non solo nelle passerelle più famose del mondo ma anche alla realizzazione della linea make up di Armani. Il suo segreto? L'uso delle dita.

ELLIS FAAS: Vogue la definisce la migliore, ha collaborato con i fotografi più conosciuti tra cui Mario Testino. Per lei il segreto è trovare la palette adatta al viso, semplicemente.

GUCCI WESTMAN: global director di Revlon, ha curato il make up di star come Cameron Diaz e Drew Barrymore. Il suo mantra é lo skin care, una pelle perfetta come base.

VAL GARLAND: nasce parrucchiera e si avvicina tardi al make up. Per lei il viso é una tela, su cui dipingere e creare. È truccatrice ufficiale di Vivienne Westwood, e consulente per Yves Saint Laurent Beaute.

Nerospinto ha il piacere di segnalare che nell'ambito del Romaeuropa Festival, apre al pubblico oggi giovedì 10 ottobre Digital Life Liquid Landscapes 2013, quarta edizione della rassegna dedicata alle affascinanti connessioni tra i linguaggi artistici contemporanei e le nuove tecnologie, ambito questo di estremo interesse. Due le sezioni allestite negli spazi del Macro Testaccio fino al 1 dicembre, un’opera unica al MAXXI fino al 10 novembre e un ciclo di incontri all'Opificio Telecom Italia.

Tema fondante di questa edizione è quello del paesaggio, rielaborato, immaginato e svelato nelle 28 opere in mostra: installazioni multimediali, ambienti sonori, opere interattive, quali prototipi di una nuova idea di ambiente naturale ed urbano o interpretazioni futuristiche e a tratti nostalgiche delle relazioni sociali.

Accanto a Ryoichi Kurokawa, Daniele Puppi, Quiet Ensemble, tra gli altri, per la prima volta a Digital Life Liquid Landscapes Robin Rimbaud, Mihai Grecu, Carlos Franklin e Roque Rivas, artisti proposti da Le Fresnoy, centro di eccellenza per la produzione artistica legato al mondo del digitale.

 

Le due sezioni al Macro Testaccio

Nella sezione "The world you know" il paesaggio è costruito attraverso l’accumulo di dati storici, culturali, geografici e sensoriali per approdare ai sofisticati ingranaggi di macchine “celibi”, metafora della funzionalità delle architetture urbane. Il paesaggio inteso come distruzione ordinaria e straordinaria nei cinesi Du Zhenjun e Zenchen Liu, la metropoli contemporanea esplorata da Carlos Franklin, Roque Rivas e Hans Op De Beek. Le strutture architettoniche e sociali delle periferie nell’installazione  interattiva di Alexander Maubert, periferia come natura selvaggia in Michale Boganim, un’ambientazione di corpi cadenti in Robin Rimbaud e una macchina celibe RBSC.01 di Mattia Casalegno quale organismo autosufficiente che pare coniugare spiritualità e meccanica.

Nella seconda sezione, "The world you own"la tecnologia diviene strumento per dar vita a paesaggi mentali ed impossibili geografie della percezione.

In "Vuoto Sospeso" Carlo Bernardini, attraverso un sapiente utilizzo della fibra ottica, sovrappone spazio reale e spazio virtuale. Immagina un personalissimo paese delle meraviglie Mihai Grecu attraverso l’animazione 3D. Brulicano di vita le rocce, il sale e il ghiaccio che popolano "Planet" A di Momoko Seto, una suggestiva narrazione per materie non organiche attraverso video e musica elettronica. Ancora più astratti e lontani dal reale "Correnti oblique correnti laterali" di Paul Thorel o "Solin Vario – Il sole protetto", nuova istallazione del collettivo Quiet Ensemble che accoglie un universo delicato di piccoli organismi animali.

Ambiente espositivo, opera d’arte e spettatori interagiscono nelle opere di Donato Piccolo: "Tenore di Fondo e Narciso", i suoi vortici d’aria inscatolati in bacheche di vetro, reagiscono ai suoni captati nello spazio esterno, mentre "Butterfly" amplifica i leggeri spostamenti d’aria causati dalle piccole ali di una farfalla meccanica. Un nero salice, costruito da Roberto Pugliese, infine, rimodula e piange i suoni  - o "Unità minime di sensibilità" come suggerisce il titolo.

 

Al MAXXI L’opera di Daniele Puppi

Unica opera molto attesa al MAXXI la nuova creazione di Daniele Puppi, artista friulano attivo tra Roma e Londra, che proporrà un lavoro, "Happy Moms", in cui  approfondisce la sua ricerca sperimentale del suono, dell’immagine, dello spazio e del movimento “continuando il proprio lavoro sulla frantumazione di un’esperienza visiva che, nel suo ricomporsi, si apre ad un montaggio di percezioni e relazioni di grande impatto e intensità. […]”

 

ROMAEUROPA FESTIVAL: DIGITAL LIFE LIQUID LANDSCAPES

10 ottobre | 1 dicembre - Macro Testaccio e Opificio Telecom Italia

10 ottobre | 10 novembre - MAXXI

Informazioni e aggiornamenti: www.romaeuropa.net

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Non solo moda con la Fashion Week, ma anche Arte. Da giovedì 19 a sabato 28 settembre, la città meneghina accoglie l’ottava edizione di Start Week, una settimana dedicata all’arte contemporanea. La manifestazione è organizzata da START, associazione no profit che raccoglie 14 gallerie tra le più attive e propositive nel campo dell'arte contemporanea. Le gallerie del circuito Start animeranno  così la città con happening, mostre e performance dei più importanti artisti italiani ed internazionali . Start Street si presenta come una rete dove i principali protagonisti ed attori del mondo dell’arte e della cultura contemporanea si incontrano per parlare e dialogare di arte con la città di Milano…

Una vera e propria full immersione nell’arte contemporanea.

Per informazioni: http://www.startmilano.it/home.html

 

Passione Vintage!

 

 

Il mondo del Vintage ritorna a Padova con tre giornate dedicate a esposizioni, mostre, workshop e party.

 

Dal 13 al 15 settembre la splendida città di Padova accoglierà  nello storico tribunale cinquecentesco la quarta edizione del Vintage Festival.

Un festival vintage “unconvetional” che propone un vintage moderno che interseca moda, arte, musica e comunicazione…

I più importanti professionisti ed esperti italiani del Vintage proporranno al pubblico un nuovo modo di vedere e vivere il vintage.

Sarà un vintage nato dalla fusione di tendenze passate con quelle contemporanee in un’ottica di rinnovamento di nuove prospettive future.

Durante il festival, si potrà curiosare alla mostra-mercato che ospita più selezionati espositori vintage che condivideranno i loro ricercati archivi, accompagnati da DjSet e performances. Visitare esposizioni, rassegne e mostre; partecipare a incontri, workshop con grandi nomi della moda, del fashion, della cultura… E a conclusione di ogni giornata di fiera ci si potrà divertire ad aperitivi e party con musica live e djset. Per tre giorni Padova diventerà la capitale della cultura vintage! Per maggiori informazioni: www.vintagefestival.org

08 SETTEMBRE – 02 OTTOBRE 2013

Inaugurazione DOMENICA 8 SETTEMBRE ore 20,00

                                                                  A cura Dores Sacquegna

Nerospinto Magazine, sempre attento alla società e al suo rapporto con natura e cultura vi invita a partecipare alla mostra "Regeneration.

Il concept di “REGENERATION, a second skin” (Rigenerazione, una seconda pelle), è l’ecologia culturale, quel filone di ricerca delle scienze etnoantropologiche che investiga le relazioni tra gli aspetti socio-culturali dei gruppi umani e l'ambiente nel quale vivono, in stretto rapporto con altre discipline quali ecologia, geografia umana, biologia, archeologia industriale, etc.

Il termine ecologia culturale fu proposta per la prima volta da Julian Steward nel 1955, nel testo “Theory of Culture Change;  The Methodology of Multilinear Evolution”. Nello specifico della mostra vi è lo scambio rigenerativo arte/uomo/natura/ambiente: le opere generate acquistano altra vita con l'immersione nell'organico e nel sociale. Alcuni artisti come Giovanni Lamorgese, pugliese, sono presenti con opere ri-prodotte, con il riuso dei materiali di scarto e oggetti anni’30, avviando una modalità innovativa tra artista e opera, tra spazio e fruitore, favorendo la realizzazione di un'opera partecipata. Il focus principale dell’ecologia culturale è costituito dal processo di adattamento dei gruppi sociali all'ambiente in base alle condizioni (vedi video di Gabriela Francone, “Lo tragico cotidiano) dai vincoli e limiti (Alessandro Passaro “S.T”, Gabriela Morawetz “Almost in the dark”) dalle tecnologie e dalle tecniche produttive, le modificazioni ambientali indotte direttamente o indirettamente (Batuhan Fuat Yuce e Luigi Caiffa).  Tale approccio disciplinare è quindi prioritariamente legato alle concezioni materialistiche della cultura, che viene considerata come il sistema di conoscenze che permette all'uomo di relazionarsi in modo attivo con l'ambiente in modo da rendere possibile la riproduzione bio-sociale. Fa da sfondo a questa concezione della cultura una visione del sistema sociale, mitigato però dal fatto che le conoscenze tecnologiche sono considerate altresì influenti sulle soluzioni socio-culturali che verranno prodotte dall'adattamento all'ambiente (con Keisuke SagiyamaMitsuru Tamatsuka nel video “Yosakoy”) e ai problemi di identità sociale e trasformismo (con i video di Katja A. Witt, Sofi Basseghi, Sije Kingma e le opere pittoriche di Therese Bichon, Marcor, Christine Sajecki.). Dal punto di vista diacronico vengono svolte invece le analisi dell'evoluzione nel tempo degli equilibri ecologici, supportate dalle ricerche etnoarcheologiche nelle opere fotografiche di Massimo Ruiu con “Derive” e nella pittura di Maurizio Muscettola con “Il testimone scomodo”.

ARTISTI IN MOSTRA

SOFI BASSEGHI (Australia), THÉRÈSE BICHON (Francia), LUIGI CAIFFA (Lecce), GABRIELA FRANCONE (Argentina), SIJE KINGMA (The Netherlands), GIOVANNI LAMORGESE (Lecce), MARCOR (Francia), GABRIELA MORAWETZ (Francia), MAURIZIO MUSCETTOLA(Lecce), ALESSANDRO PASSARO (Brindisi), MASSIMO RUIU (Bari), KEISUKE SAGIYAMA &  MITSURU TAMATSUKA (Giappone), CHRISTINE SAJECKI (Usa), BATUHAN FUAT YUCE (Turchia), KATJA A. WITT(Germania).

 

Primo Piano LivinGallery

Viale G. Marconi 4

Lecce, Italy 73100

Tel/fax: 0832.30 40 14

www.primopianogallery.com

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GIORNI E ORARI

dal lunedì al venerdì  dalle ore 11-13/16-19:30

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Elle come Lorenzo e Luca due fratelli che hanno deciso di seguire le orme del padre Luigi, orafo da più di trent'anni, trasformando la loro passione in ''pezzi'' d'argento unici e originali.

Due personalità che attraverso una formazione artistica sono giunte ad un progetto, ELL proponendo così una nuova ideologia del gioiello. Non più oggetto status, ma oggetto colto, che racchiude in se ideologie di cambiamento e rivisitazione. Reinterpretano materialmente influenze che arrivano dai campi più disparati: dalla natura al tatuaggio tradizionale, dall'arte antica alla musica, dall' anatomia al design puro dell'oggetto, passando per altrettante sfumature, vogliono dare così una diversa interpretazione alla parola gioiello, che non vuole più essere l'accessorio lucido e scintillante, ma che, per una questione stilistica, regredisce in un oggetto più grezzo, eppure allo stesso tempo studiato e rifinito in ogni dettaglio assieme al cliente, dal modello iniziale fino alla brunitura finale. In questo modo il gioiello diventa personale, vive di vita propria, smettendo così di essere puro accessorio. Oggetti di un nuovo spessore, contraddistinti da una forte personalità e da un’estetica maschile, forte, elegante e contenuta. Superfici lunari, sfaccettate,  volutamente “grezze”, come materie pure, che spiccano sotto pietre dure, iniziali incise e simboli di diversa natura.

Tutti i gioielli sono realizzati a mano in argento 925 e rifiniti con tecniche di brunitura artigianale. Anche se è presente una collezione, ogni gioiello è creato singolarmente ed é quindi differente dallo stesso modello precedentemente realizzato: in sostanza ogni pezzo è unico e completamente personale e personalizzabile, dalla finitura al tipo di pietre utilizzate.

Una serata d'estate, arte sotto le stelle, amore, seduzione e la Donna, epicentro di ogni emozione.

La pittura, la danza, la scultura e la musica diventano strumenti con cui descrivere l'universo femminile in tutte le sue sfaccettature più recondite, per creare un manifesto artistico audace e dai toni sperimentali.

Questo è "Il Tempio dell'Amore", evento organizzato dall'Associazione Culturale Rosaspinto per il 27 giugno, a partire dalle ore 20.30, presso lo Spazio Giulio Romano 8.

Anima del progetto è Mauro Lacqua, stimato pittore e precursore della sperimentazione materica, cantore della donna e del suo mistero più nascosto.

Al centro della mostra vi saranno delle opere dipinte a mano con Grigi Lunari sul retro di vetro, che raffigurano volti femminili estremamente sensuali e naturali. L'installazione sarà anticipata da un'introduzione a cura della critica d'arte Dottoressa Sabrina Leonarda Martello.

Ad arricchire la serata, vi saranno performance ed installazioni di artisti affini a Mauro Lacqua per sensibilità e gusto estetico. Conosciamoli assieme:

Napoleão César , stilista e fine tessitore di emozioni attraverso il ricamo. Crea divine creazioni che avvolgono il corpo umano come abbracci gentili.

Gianluca Sirotti plasma il ferro come se fosse morbida materia sotto le sue mani. Durante l'evento terminerà dal vivo una sua installazione.

Vlaire  presenta la sua nuova linea di lampade da tavolo " VT X-Ray", più che semplici elementi di arredo, degli occhi luminosi sospesi nel vuoto.

Pier Giovanni Bellotto, in collaborazione con Osteoporosys Dance Theatre presenta "Dance Oddity", un espediente con cui indagare le potenzialità del corpo umano, un'indagine sul bisogno intrinseco dell'uomo di danzare.

La colonna sonora della serata sarà a cura di  Tommaso Laganà, a.k.a. Dj WestBanhof, che presenterà una selezione molto personale di sonorità electroswing.

A fare le veci di casa vi sarà la sensualità maliziosa della madrina d'eccezione, Sarah Avolio.

 

Estate, tempo d'amare, tempo di amore.

L'amore vi aspetta il 27 giugno, a partire dalle ore 20.30, presso lo Spazio Giulio Romano 8, nell'omonima via (MM Porta Romana)

 

 www.facebook.com/pages/ROSASPINTO  

 

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Il 27 giugno alle ore 21.00 presso il Teatro Menotti, andrà in scena lo spettacolo in anteprima nazionale “Il Saltinbanco e la luna- Le canzoni, il giornalismo, Enzo Jannacci”.

Un omaggio all’artista milanese fatto da chi lo amava e conosceva bene. Le parole del Dottore, raccolte e portate in scena con passione da Andrea Pedrinelli, si uniscono alla musica di Susanna Parigi, che eseguirà brani dal vivo come Vincenzina e la fabbricaEl portava i scarp del tennisIo e teLa fotografiaCome gli aeroplani, Natalia, Il cane con i capelli.

Il progetto Il Saltimbanco e la Luna è nato dal desiderio di Andrea Pedrinelli di approfondire l’arte di Enzo Jannacci. Si è sviluppato adagio adagio, dopo aver informato l’artista ed avendone ricevuto un cenno di gratificazione. E per calibrare bene come proporre in scena sia l’arte di Jannacci, usando prospettive non scontate né commerciali, che le sue parole, riferimenti morali capaci di riportare protagonisti e pubblico in un alveo di valori sempre più, oggi, sviliti. E però necessari, nella vita dell’uomo, come lo sono stati nella vita del Saltimbanco (definizione che Jannacci diede di sé già negli anni Settanta). L’arte di Jannacci è tuttora coinvolgente e profonda, e risulta efficace quanto decisivo provare tramite essa a riflettere su noi, uomini e donne di oggi.

 

Un evento unico dedicato a tutti gli appassionati e nostalgici della musica, cabaret d’autore e del teatro-canzone.

Per info: Teatro Menotti- Stabile d'innovazione

Via Ciro Menotti, 11 - 20129

Milano

02 3659 2544

http://www.tieffeteatro.it/

 

 

 

In un luogo, come la Biennale d'Arte di Venezia, dove la ricerca della novità e del contemporaneo è all'ordine del giorno, nel Padiglione Austria, presente sin dalla prima edizione, si torna un po' bambini.

 

Imitation of Life è una video installazione di Mathias Poledna, che ruota attorno a un cartone animato realizzato grazie alla collaborazione di artisti dei dipartimenti d'animazione degli studios di Los Angeles, tra cui la Disney.

 

Evocazione dell'epoca d'oro dell'animazione (gli anni '30 e '40), è stata prodotta una pellicola in formato 35 mm di circa 3 minuti. Reinventando il linguaggio tramite le sue contraddizioni (il metodo di produzione all'avanguardia per l'epoca e la narrazione basata su favole), spicca il contrasto tra la sinteticità delle scene e il grande lavoro che sta dietro alla sua realizzazione. Il vaudeville, i film muti e i musical sono alla base dell'opera: è un indagine della relazione tra arte e intrattenimento.

 

La scena si apre con un uccellino che vola tra i rami di un bosco e scopre un asinello, vestito da marinaio, che dorme e, svegliandosi, comincia a ballare e cantare nella natura. La stessa colonna sonora è stata registrata da un'orchestra completa, secondo lo stile del tempo.

Proseguendo, oltre 40 disegni, serviti alla realizzazione dell'opera, sono esposti sulle pareti. L'installazione ha lo scopo di favorire una lettura incrociata tra avvenimenti dello stesso periodo: la relazione tra arte europea e cultura americana di massa, l'emigrazione verso gli Usa e l'esportazione commerciale di quest'ultimi nel Vecchio Continente, la presentazione dei film d'animazione Disney alla Mostra del Cinema di Venezia, il tardo modernismo dell'architettura del padiglione e un'analisi del periodo 1938-1942, nel quale l'Austria espose nel Padiglione Germania.

 

 

Venezia, Giardini

Padiglione Austria

Fino al 24 novembre.

Dal martedì alla domenica, dalle 10.00 alle 18.00

 

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La crisi ha ridotto gli Italiani in mutande? Non è il momento di lasciarsi andare, ma di godere della frescura che questo semplice pezzo di stoffa apporta ai nostri corpi sudati in queste torride giornate estive.

Cristian e Rita, anima e corpo del Freakshow Tattoo Studio, vi invitano sabato 22 giugno, dalle 18.00 alle 22.00 presso il loro studio, per vivere una serata all’insegna della freakitudine e della creatività espressa sull’epidermide.

L’evento fa parte di un ciclo di incontri, dal nome “Freak come noi”, che intende coinvolgere fenomeni e personaggi creativi che ben si sposano al mondo ricreato dai due maestri del tatuaggio.

La serata, battezzata maliziosamente “In Mutande da Te”, prevede la partecipazione di Monica Gorza, ricamatrice,scenografa, costumista,usa le mutande come supporto espressivo e Virginia Micagni, visual artist, pittrice e indagatrice dei sensi.

 

In Mutande da Te

Sabato 22 giugno 2013

18.00-22.00

Free Drink e Dress Code: METTETEVI IN MUTANDE PER NOI! Avrete anche lo spazio per portarle e cambiarvi in loco.

Chi lascerà nome e numero telefonico avrà il 10% di sconto sul meraviglioso tatuaggio che vorrà farsi fare da Rita o Cristian.

Accorrete numerosi!

 

Freakshow Tattoo Studio

Via Giovanni Battista Bertini,11 –Milano

Per maggiori informazioni:

https://www.facebook.com/onlyfreakshow

http://monicagorza.com/home.html

http://virginiamicagni.blogspot.it/

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