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È il più grande innovatore del teatro italiano,l’unico che è riuscito ad avvicinarsi all’amarezza,al realismo di Eduardo De Filippo, alla sperimentazione e alla ricerca del teatro newyorkese con la stessa intensità e bravura. Carlo Cecchi dichiara di amare Shakespeare sopra ogni altra cosa, di considerarlo il suo unico maestro, ma poi sulle tavole del palcoscenico offre ai suoi spettatori interpretazioni crude e prive di ogni fronzolo del teatro elisabettiano avvicinandosi alla contemporaneità amara e gotica di Carmelo Bene.
Cecchi sa essere magistrale nella prosa radiofonica e nell’interpretazione cinematografica. Incanta con la sua voce profonda e cupa e con la sua gestualità misurata, intensa, essenziale che ha imparato e sperimentato recitando Cechov, Pirandello, Brecht, Moliere.
Carlo Cecchi è il solo attore italiano vivente che sa essere uno e centomila insieme, ma che sa trasformarsi in “nessuno” quando deve dare l’idea del senso stesso dell’esistenza umana.
Per questo registi importanti e internazionali, ma anche autori esordienti come Martone e Valeria Golino si sono affidati completamente a lui quando si è trattato di portare in scena personaggi difficili, attuali e drammaticamente veri.
In Morte di un matematico napoletano Cecchi rivela al pubblico del grande schermo quanto possa diventare tediosa e insopportabile la vita, anche per un razionale e serioso professore di matematica pura.
Il film è una denuncia sociale delle più dure e Carlo Cecchi rende il personaggio di Renato Caccioppoli così reale e orribile da meritarsi il Premio Speciale al Festival di Venezia.
Nel 2007 gli viene consegnato il premio Gassman come migliore attore teatrale, ma Cecchi ha già girato film come Il bagno turco, Arrivederci amore, ciao, Il violino rosso, Io ballo da sola.
Nato a Firenze nel 1939, dove ha cominciato a recitare poco più che ragazzo, si è fatto conoscere dal grande pubblico e dalla critica con Finale di partita di Samuel Beckett, la più grande interpretazione mai stata fatta del protagonista dell’opera in tutta la storia del teatro.
Per Carlo Cecchi il teatro è tutto, il rapporto tra attore e pubblico in sala diventa allora per lui l’unica forma possibile di dialogo e di arte. “Il teatro è calore, è vita, ed è l'unica forma d'arte che non si trova su internet” dice spesso a tutti, una filosofia che egli per primo segue scrupolosamente e quando si “presta” al cinema lo fa solo per sceneggiature che hanno una scrittura quanto più vicina a quella teatrale, ovvero pura ed essenziale.
La sua ultima fatica cinematografica lo vede nei panni del coprotagonista del lungometraggio, Miele, diretto da Valeria Golino. La sceneggiatura è tratta da un romanzo di Covacich, ma il personaggio interpretato da Carlo Cecchi rimanda a ben altro.
Sicuramente è presente un richiamo al matematico napoletano di Martone, con la medesima difficoltà di vivere una vita che non appassiona più e da cui non si pretende più nulla; e ai più attenti non sarà sfuggita neppure la similitudine con la scelta inaspettata e lucida di Mario Monicelli, che ultranovantenne decide di suicidarsi buttandosi dalla finestra della sua camera di ospedale.
Carlo Cecchi diventa, così, la trasposizione concettuale, teatrale e filmica di uomini veri, reali, tormentati e coraggiosi, almeno a loro modo, e lo fa con tutto il rigore dell’attore novecentesco e la modernità dell’uomo contemporaneo, unendo luci e ombre, interpretazione classica e attualità di linguaggio.
Se pensiamo poi che lui non ama e non ha mai amato definirsi artista ma solo attore si può comprendere quanto per lui recitare non sia soltanto una professione ma la passione che guida le sue scelte e lo fa reinventare a ogni nuova interpretazione e a ogni nuovo personaggio.
La stessa morte per Carlo Cecchi diventa allora metafora e allegoria da accogliere fino in fondo per dare un senso compiuto alla vita di ogni uomo.
La celebre commedia di Aristofane con l’Ensamble Stabile Fondazione Teatro Due torna in scena fino al 24 marzo al Teatro Elfo Puccini di Milano.
In un periodo di forte instabilità per il nostro Paese, gli attori si interrogano, con comicità e leggerezza, sul ruolo fondamentale che possono assumere la cultura, l’arte, la poesia e il teatro nei confronti della società e delle sue sorti.
“Come si può salvare una città che non sa distinguere il bene dal male?”
Attraverso l’umorismo e l’ironia si cerca di giungere ad una verità, conducendo il pubblico in un viaggio surreale e improbabile lungo gli inferi, al termine del quale risiede la salvezza della polis e forse la risposta che stiamo cercando.
Il classico di Aristofane rappresenta una riflessione sempre attuale: parla di una società in decadimento che sa trovare rifugio nella cultura e nel teatro.
Sta a noi, ora, ritrovare i nostri Eschilo ed Euridipe.
Teatro Elfo Puccini
Corso Buenos Aires 33, Milano
Tel. 02 00660606
Sala Shakespeare
Orari: mar-sab 21:00 / dom 15:30
Durata: 105' con intervallo Prezzi: Intero euro 30.50 Martedì biglietto unico euro 20 - ridotto <25 anni - >60 anni euro 16 - gruppi scuola euro 12
Per acquistare i biglietti: http://www.vivaticket.it/
Noi di Nerospinto andiamo a nozze con "Romeo e Giulietta": in una Tragedia ci sono tutti gli elementi che più apprezziamo. Rivalità tra famiglie, un amore osteggiato, tragico, intrighi, passione...altro che fiction moderne...il caro William sarebbe stato perfetto oggi insieme a noi!
Al Teatro Carcano di Mlano
ROMEO E GIULIETTA nell’allestimento di Giuseppe Marini
Con Romeo e Giulietta Shakespeare porta in scena la più alta e suprema indagine poetica sulla vera natura dell’Amore e, insieme, una profonda meditazione sulle insidie del linguaggio, incapace di contenere e rappresentare il Reale (“What’s in a name?” fa pronunciare alla sua giovane protagonista), quindi, in ultima analisi, sulla propria Arte.
Un amore che muore della propria irriducibilità, del proprio “troppo”. Un amore “nato sotto cattiva stella” che, al suo primo apparire, incontra e copula con l’ombra della morte, perché soltanto la morte e la tragedia (per due adolescenti che adeguano il loro sentimento ad un codice iperletterario – il Libro – in cui rovinosamente inciampano) attendono e ispirano una passione talmente pura ed assoluta da non sospettare neppure la possibilità del calcolo, del compromesso, della convenienza.
La morte, dunque, è presente e operosa in questa prima vera tragedia di Shakespeare e rivela sin da subito qual è l’oggetto preferito del suo assalto: i giovani, fiori prematuramente recisi nel loro desiderio erotico più intenso, nel pieno del loro tumulto ormonale, nel più dilagante trionfo di vita, di passione, di sensi.
Nella “bella” Verona del Prologo, una città-tomba dilaniata da risse, duelli, da un odio violento di cui non si conoscono neanche più le ragioni d’origine, ma che ferve di vita, di movimento, di banchetti, di feste, di balli, di maschere, di teatro, non c’è spazio per i giovani e per l’Amore. Romeo e Giulietta potranno finalmente stare insieme, ma soltanto in una cripta, in una sorta di macabro legame eterno, raggelato e “premiato” dalle insulse statue d’oro che la dabbenaggine mercificante del Potere e degli Adulti erigerà a loro ricordo.
Romeo e Giulietta è il primo capitolo del progetto pluriennale promosso da Società per Attori “Progetto H – transito generazionale nell’arte scenica” che prevede l’allestimento di tre spettacoli i cui cast saranno composti quasi esclusivamente da attori e attrici provenienti dall’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico e da un’altra scuola riconosciuta (nel caso di Romeo e Giulietta, l’Accademia Palcoscenico di Padova) diplomati a partire dall’anno 2005.
Nel ruolo di Romeo Giovanni Anzaldo, diplomato alla Scuola del Teatro Stabile di Torino e interprete a teatro, con Alessandro Gassman, di Roman e il suo cucciolo per il quale gli è stato attribuito il Premio Ubu 2010 come miglior attore under 30. Grande successo anche per la sua interpretazione nella trasposizione cinematografica del testo – Razzabastarda – uscita nel 2012.
Gloria Gulino – Giulietta – diplomata all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico, ha recitato in teatro in Molto rumore per nulla e Il mercante di Venezia, regia di Loredana Scaramella; La cucina di A. Wesker, regia di Armando Pugliese; Concerto drammatico, regia di Giuseppe Bevilacqua; in televisione ha preso parte alla fiction di Rai Uno Rossella (prima e seconda stagione).
Al Teatro Carcano di Milano
da mercoledì 20 febbraio a domenica 3 marzo 2013
Società per Attori presenta
di William Shakespeare - Traduzione Massimiliano Palmese
Con (in ordine alfabetico)
Giovanni Anzaldo Romeo, Fabio Bussotti Frate Lorenzo, Mauro Conte Mercuzio,
Riccardo Francia Benvolio/Baldassarre, Fabio Fusco Principe della Scala/Pietro,
Gloria Gulino Giulietta, Michele Lisi Paride/Tebaldo, Serena Mattace RasoBalia,
Simone Pieroni Capuleti, Nicolò Scarparo Montecchi/Frate Giovanni
Scene Alessandro Chiti
Costumi Mariano Tufano
Musiche originali Marco Podda
Maestro d’armi Francesco Manetti
Uno spettacolo di Giuseppe Marini
Durata 2 ore e 30 + intervallo
Orari feriali ore 20,30 – domenica ore 15,30 – lunedì riposo
Prezzi poltronissima € 34,00 – balconata € 25,00 (studenti € 15,00/€ 13,50)
Per informazioni e prenotazioni 02 55181377 – 02 55181362
Prevendite on-line www.vivaticket.it; www.ticketone.it; www.happyticket.it
Per scuole e gruppi organizzati 02 5466367 – 02 55187234
Teatro Carcano – corso di Porta Romana, 63 – 20122 Milano
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