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Ci sono ristoranti che riescono a trasmettere immediatamente la sensazione di essere nel posto giusto. È quello che accade varcando la soglia de Il Cormorano, storica insegna milanese che dal 1977 porta in città i sapori autentici del Mediterraneo.
La cucina è un equilibrio riuscito tra tradizione e freschezza contemporanea. I classici non mancano: l’astice alla catalana, le cozze in sautè, l’insalata di polpo, le crudité di mare servite in generosi plateau. E poi ci sono le proposte che sorprendono, come una tagliata di orata che reinterpreta il concetto di “secondo di pesce” con leggerezza e originalità. Un menu che sa essere familiare e rassicurante, senza rinunciare a qualche guizzo creativo.
Il pesce è protagonista assoluto, trattato con rispetto e semplicità, senza mascherarne la qualità. Tra gli imperdibili, gli Spaghetti del Cormorano, serviti in crosta al forno, un piatto che da solo merita la visita. L’atmosfera è curata ma non eccessiva: ambienti accoglienti, che lo rendono adatto a coppie, famiglie e gruppi di amici. La carta dei vini, centrata su bollicine e bianchi italiani, completa l’esperienza senza mai sovrastarla. Nella sede di via Poliziano c'è anche una saletta accogliente, perfetta per le feste private. Nel weekend, musica e si balla! Una situazione divertente e piacevole, per chi vuole coniugare una buona cena a una serata di distrazione e intrattenimento.
Il Cormorano non è solo un ristorante di pesce: è un luogo che, piatto dopo piatto, restituisce quella sensazione rara di autenticità. Perfetto per chi vuole sentirsi in riva al mare restando nel cuore di Milano. Un posto che ha attraversato i decenni conservando lo spirito originario: portare in città il gusto autentico del mare, con un approccio che privilegia la semplicità e la qualità delle materie prime. È quella tipologia di ristorante che non vuole stupire con fuochi d’artificio, ma che conquista con coerenza e concretezza.
Il Cormorano Isola – via Porro Lambertenghi 34, Milano
Il Cormorano Sempione – via Poliziano 1, Milano
Pizze di tutti i gusti e prodotte da chef provenienti da tutto il Mondo. Un bellissimo colpo d’occhio e, soprattutto, un vero e proprio trionfo di sapori. È quanto è andato in scena nei giorni scorsi da Biga, nota pizzeria situata al civico 9 di via Pollaiuolo, a Milano, che è stata il teatro di "Slices from around the world”, una cena “a 10 mani” che si è svolta in occasione del prestigioso appuntamento annuale con i The Best Pizza Awards 2025.
L’evento ha visto protagonisti cinque chef di fama mondiale: Simone Nicolosi, pizza chef di Biga Milano, Davide Di Chio (Alterego Pizza Boutique, Andria), Javiera Contardo (Dou Pizza, Santiago del Cile), Mirko Pepe (Pizzeria Quattro Quarti, Molfetta) e Sebastian Diego Gallucci (Seba’s Restaurant, Costa Rica) ed il menù ha visto la degustazione di cinque portate create sul momento dai pizzaioli.
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Ad aprire le danze, come da foto qui in alto, è stata la Margherita “Amuse-Bouche” di Davide Di Chio: cotta nel forno a legna, destrutturata e poi cotta in forno statico, la pizza si è presentata come un cerchio tricolore con polvere di pomodoro San Marzano Nolano, Parmigiano Reggiano 36 mesi e polvere di basilico.
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A seguire, una delle pizze che ha raccolto maggiori consensi, il “Tricolore Padellino” firmato dal padrone di casa Simone Nicolosi. Un prodotto con impasto Biga al 70% multicereale, cacao amaro e caffè ricco di fibre e proteine, farcito con pomodoro San Marzano DOP, basilico fuori cottura, stracciatella vaccina, pomodoro ciliegino confit e pesto di basilico liofilizzato e olio evo BIO.
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Spazio poi alle proposte internazionali con “Las Cabras Para El Monte” di Javiera Contardo con crema di zucca (non dolce), formaggio di capra in feta, tagliato a pezzetti, ricotta in sacchetto da pasticceria, pistacchi tritati, pomodori secchi tritati e Merken piccante.
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A seguire, ecco il “Padellino Bacio Salato” di Mirko Pepe: Padellino allo zafferano con semi misti e za’atar come base, salsa di melanzane affumicate, battuta di gamberi bianchi, salsa verde (cetriolo, avocado, kefir lime, zenzero) e spuma di menta.
Per concludere, “Formaggi, carne e amore per la Giungla” di Sebastian Diego Gallucci, creata con una base leggera con spolverata di mozzarella, pesto di pistacchi fatto a mano, salsa di pomodorini multicolore, carne di manzo alla griglia tagliata sottile con stracciatella fresca, parmigiano stagionato 36 mesi, olio all'aglio arrostito sul bordo e scorza di limone.
La serata si è conclusa con un assaggio di dolci come Next (cioccolato fondente al 70%, marmellata di ciliegie, spuma di ricotta dolce, nocciole tostate) e Churro Pops (churros fatti a mano con pasta per pizza condita con dulce de leche artigianale, guarnita con un mix di cannella e zucchero di canna su un letto di salsa di cacao puro al 100% dalla Costa Rica).
I pizzaioli, provenienti da varie parti del mondo, hanno saputo interpretare la pizza secondo la propria visione. Ogni morso ha raccontato una storia fatta di identità, tradizione e cultura.
Sei a Milano lunedì sera? Invece di stare in mezzo al traffico o sui Social a scrollare l’ennesimo reel motivazionale, hai l’occasione di sederti davanti a uno dei nomi più autorevoli del personal branding in Italia: Gianluca Lo Stimolo. L’appuntamento è alla Mondadori in Piazza Duomo (con la scrittrice Roberta Maddalena), dove sarà presentato il suo libro: “Nomea – Il codice della fama”.
Un appuntamento che non è solo una presentazione, ma un invito a riflettere su come ci raccontiamo nel mondo.
E allora viene naturale chiedersi: “Cos’è davvero la fama oggi?” – Non parliamo di notorietà effimera o di diventare “influencer” a caso. La fama, quella di cui parla l’autore, è una strategia identitaria che ha a che fare con la propria missione, con ciò che si lascia nel mondo. Un percorso lucido e consapevole per imparare a farsi scegliere — e non solo notare.
Chi è Gianluca Lo Stimolo?
Se ancora non lo conosci, forse è il momento giusto per aggiornare il feed delle tue ispirazioni. Gianluca è il fondatore di Stand Out Agency, la prima agenzia italiana specializzata in personal branding. Da anni accompagna imprenditori, manager e professionisti nel diventare autorevoli e memorabili attraverso il proprio nome. Gianluca non è un teorico: è uno che fa. E che fa fare. Lo stimano brand, università e testate come Forbes, che lo ha inserito tra i Top 100 Manager italiani. La sua visione è chiara: il personal branding non è vanità, è consapevolezza strategica della propria unicità; e da qui nasce Nomea.
Cosa racconta Nomea
Già il sottotitolo è ispirazionale: “Il codice della fama”.
È un libro, sì, ma con il respiro e la funzione di una mappa. Perché oggi, in un mondo dove tutti vogliono farsi notare, è facile sentire di avere qualcosa da dire o da creare, ma spesso senza sapere davvero da dove cominciare. Così si gira in tondo, si prova di tutto — eppure la giusta direzione sembra non arrivare mai. Ed è proprio qui che Nomea entra in gioco: come punto d’inizio.
Un percorso pratico e ispirato, che passo dopo passo aiuta a riconoscere la propria unicità autentica, a costruire una reputazione forte, coerente e trasversale e a comunicare valore senza “vendersi". L’obiettivo non è diventare famosi in senso vuoto, ma lasciare una traccia reale, chiara e duratura, nella mente (e nel cuore) degli altri. Ogni capitolo è un tassello del codice, una chiave verso l’andare da “sconosciuti” a “riconosciuti”. E no, non servono milioni di follower: serve sapere chi si è davvero — e imparare a mostrarlo nel modo giusto. L’approccio esposto in Nomea non è solo una teoria, ma un vero e proprio percorso per la valorizzazione del proprio brand personale. La filosofia che ne traspare è quella della “fama consapevole”, un concetto che va ben oltre l’immagine: si tratta di creare relazioni, trasmettere autenticità e costruire una reputazione che parla di competenze, valori e passione.
Un invito a chi vuole distinguersi, non omologarsi
L’evento è aperto a chiunque senta il desiderio — o la necessità — di lavorare sulla propria immagine pubblica con intelligenza, strategia e autenticità. È anche un invito per chi, di professione, si occupa di valorizzare l’immagine altrui: consulenti, coach, comunicatori, PR, social media manager o freelance della comunicazione che vogliono offrire ai propri clienti strumenti più evoluti e consapevoli per emergere davvero. Questa serata è pensata per offrire spunti utili e stimolanti a chi è sempre in cerca di nuovi modi per valorizzare sé stessa e si riconosce in un percorso di crescita continua, come un’occasione per rivedersi nel mondo del lavoro con una prospettiva nuova, quella di chi non si accontenta, ma vuole fare la differenza.
In un’epoca in cui la visibilità online è fondamentale, il personal branding diventa lo strumento essenziale per distinguersi e farsi riconoscere. Nomea è la guida ideale per chi vuole intraprendere questo viaggio con consapevolezza, evitando errori comuni e scegliendo la strada della crescita personale e professionale in maniera etica e sostenibile.
La presentazione
La Mondadori non è solo una libreria: è un luogo dove le idee prendono forma, dove la cultura incontra l’azione. Presentare Nomea proprio qui non è casuale, ma profondamente coerente con il suo messaggio. Perché questo libro parla a chi vive in un contesto in continua trasformazione, dove le intuizioni si devono tradurre in progetti concreti e le competenze in percorsi solidi.
In un mondo iper-connesso, competitivo e sempre più visivo, non basta più saper fare bene il proprio lavoro: bisogna imparare a raccontarlo con autenticità, coerenza e visione. Il personal branding è una leva potente per emergere, differenziarsi e creare connessioni professionali vere. Gianluca è proprio qui dove vuole arrivare, dove la visibilità non è un optional, ma parte integrante del successo professionale. E lo fa offrendo una bussola pratica, concreta, umana. Perché in una realtà che corre veloce, sapere chi si è — e come raccontarlo con forza e autenticità — è la vera chiave per non restare indietro.
INTERNATIONAL PICNIC DAY – 18 GIUGNO 2025
Il 18 giugno si festeggia in tutto il mondo una giornata speciale che profuma di erba tagliata, pane fatto in casa e chiacchiere conviviali: il Picnic Day! Un’occasione semplice, ma preziosa per rallentare, stare insieme e godersi un pranzo all’aperto – che sia su un prato in città, in riva a un lago o tra gli ulivi di campagna.
Questa giornata è molto più di un momento di svago: è un invito a riscoprire la convivialità, la natura e uno stile di vita più sostenibile. Un plaid colorato, cibo preparato con cura e contenitori riutilizzabili diventano il simbolo di un modo nuovo e più ecologico di vivere il tempo libero.
In Italia, da mercoledì 18 giugno fino a domenica 22 giugno, il Picnic Day si celebra con tanti eventi sparsi tra città e campagna: a Milano, per esempio, non mancano le iniziative nei parchi urbani, tra degustazioni e momenti di intrattenimento per grandi e piccini. E per chi ha voglia di evadere dalla città, anche il FAI organizza pic-nic immersi nel verde nei suoi giardini storici, come quelli nelle Marche, per un’esperienza ancora più autentica.
PICNIC DAY > EVENTI DA SEGNARE IN AGENDA a Milano e nel giardino del Fai nelle Marche

THAT’S PANARO - MILANO
Milano - That’s Panaro - Il locale milanese con cuore campano, invita a riscoprire il piacere di un pranzo all’aria aperta. Un modo autentico per rallentare i ritmi, immergersi nella natura e condividere un momento semplice, ma carico di gusto e tradizione. That’s Panaro propone tre cestini, ideati per essere facilmente trasportabili e totalmente compostabili, ricchi di sapori genuini che raccontano la cucina tradizionale.
Cestino campano
Pacchero croccante (con parmigiana di melanzane) - Mozzarella di bufala (DOP), pomodori di Sorrento (PAT), salsa al basilico - Gnocchi alla sorrentina gourmet con fonduta di fiordilatte di Agerola e salsa al basilico - Olio EVO DOP (bio).
Il vegano saporito
Chips super croccante di patate: esotica con zenzero, lime e pepe rosa - Panino con cotoletta di peperone arrosto, - Tapenade di olive nere, foglie di cappero, peperone sciuscillone, maionese di soia al pimenton - Insalata spinacina, uvetta, pinoli, aceto XO (IGP) - Mandorle salate - Crostini alle erbe mediterranee con maionese al latte di soia e cipolla rossa marinata.
Il gourmet slow-food
Mozzarella nella mortella in carrozza - Panino con soppressata di Gioi - Cacioricotta di capra del Cilento - Melanzane alla scapece con olio EVO del Cilento Bio (DOP) - Humus di ceci di Cicerale songino - Zeste di limone - Crostini alle erbe mediterranee con cipolla rossa marinata.

ATTICO SUL MARE – GROTTAMARE (AP) - MARCHE
Marche - Attico sul Mare – Il ristorante di Grottammare (AP) che unisce tradizione e creatività – invita a vivere un’esperienza unica tra sapori autentici e atmosfere rilassate. Due cestini speciali pensati per essere gustati all’aperto, che sia su una terrazza vista mare, in spiaggia o sotto un cielo azzurro qualunque esso sia. Un invito a rallentare, condividere e lasciarsi coccolare da una cucina che profuma di casa e libertà. I cestini sono disponibili su prenotazione per tutto il weekend della Giornata Mondiale del Picnic. Ogni proposta è pensata per essere facilmente trasportabile e pronta da gustare ovunque, con attenzione alla qualità, alla stagionalità e all’equilibrio dei sapori.
Picnic Rustico Elegante per 2 persone
Panini rustici con farina integrale (o cereali) - Prosciutto crudo di Parma e salame nostrano -Formaggio stagionato (pecorino o parmigiano a scaglie) - Frutta fresca: fichi o uva (con fragole) -Frutta secca - Pane - Calice di vino rosso - Miele millefiori (o confettura di fichi per accompagnare il formaggio).
Picnic Colorato per gruppi di amici
Mini-panini assortiti (focaccine, ciabattine, panini al latte) a scelta con: salame e scaglie di parmigiano, prosciutto crudo e fette di pesca o melone - Spiedini salati con formaggio, uva, salame e olive - Frutta mista (ananas, fragole, mirtilli e kiwi in barattolini) - Snack vari: taralli, olive, paté di olive o hummus - Calice di vino bianco - Dolcetto da fine picnic: cioccolato fondente a pezzetti o biscotti secchi.

HORTUS (AP) – MARCHE
Marche - Hortus – Il Crocifisso di Massignano (AP) apre le sue porte per una giornata all’aria aperta tra natura, storia e sapori autentici del Piceno. Tra il mare e le colline marchigiane, Hortus è un luogo dove il tempo sembra rallentare: agricoltura, architettura rurale e paesaggio si incontrano in perfetta armonia. Si passeggia tra agrumi rari come l’antico Arancio Biondo del Piceno, limonaie e terrazze coperte, fino a raggiungere un prato vista mare, perfetto per stendere una coperta e godersi il picnic in serenità. Durante la giornata si potrà portare il proprio cestino o gustare prodotti locali grazie alle collaborazioni con produttori del territorio. In programma anche visite guidate, momenti di musica dal vivo, letture poetiche nell’anfiteatro scavato nella terra e tante occasioni per immergersi nella biodiversità del luogo, tra orti, frutteti e storie da ascoltare sotto il cielo aperto. Hortus: tra profumi di agrumi e paesaggi incantati, la musica si diffonde in dolci armonie acustiche o in dj set dalle vibrazioni leggere, accompagnando il tramonto con una colonna sonora rilassante. Durante la giornata, si potrà partecipare a tour guidati tra limonaie, orti e anfiteatri naturali, in un viaggio che unisce natura, cultura e architettura rurale. Per chi cerca un momento di pace assoluta, c’è anche un’area relax vista mare con teli, cuscini e silenzio che accolgono chi vuole semplicemente stendersi, respirare e lasciarsi ispirare dal paesaggio. I cestini da Picnic (Kit Degustazione) sono anche in varianti vegetariani e per bambini.
“Porta via e goditi il paesaggio”
Un cestino (riutilizzabile o compostabile) consegnato all’arrivo - Tovaglietta o telo in cotone
- Posate compostabili / bicchieri / tovaglioli -Degustazione fredda: pane casereccio, formaggio locale, salame, olive ascolane sott'olio, frutta - 1 bottiglietta da 375 ml e degustazione dei 3 vini di nostra produzione. Viene anche dato un piccolo pieghevole con la mappa dell’Hortus con cenni storici e la descrizione dei vini.
“Picnic + percorso del gusto”
Postazioni allestite (stand / tavoli rustici) in zone diverse dell’Hortus. Ogni visitatore riceve un kit o il pass per assaggi:
18 giugno Picnic Day, una giornata al ritmo della natura, dove ogni dettaglio invita a rallentare. Perché a volte, basta un prato, buon cibo e la giusta compagnia per sentirsi davvero bene.
Ricerca, accoglienza, Italia, innovazione, passione, milanesità, attenzione, pizza, autenticità e qualità. Dieci parole, che ai più sembrano buttate a caso, senza alcuna connessione o senso logico. Non per AmaMi, ristorante pizzeria di Milano che proprio in questi giorni festeggia i suoi primi 10 anni di vita. Nato il 13 giugno 2015, il locale di via Vespucci nel corso degli anni ha saputo rinnovarsi ma al tempo stesso ha sempre tenuto fede alle proprie tradizioni, che gli hanno permesso di diventare un punto di riferimento per molti cittadini, milanesi e non.
A cominciare dalla pizza senza lievito, marchio di fabbrica di AmaMi e specialità diventata "competitor" della ben più classica e tradizionale pizza napoletana. Quando ti siedi da Amami e ordini la pizza, già sai che potrai gustare una specialità sottile e leggera, ma al tempo stesso estremamente gustosa. Merito della straordinaria qualità dei prodotti da sempre utilizzati da Cristiana e Mauro, i gestori del locale, che da quando si sono conosciuti nel 2013 ne hanno fatto di strada insieme. Un percorso estremamente positivo che ha portato, poco più di un anno fa, all’apertura di AmaMi Ancora, “secondogenito” della famiglia AmaMi, inaugurato nel 2024 in una location elegante e conviviale in via Lazzaro Papi.
In questi giorni, per festeggiare i 10 anni, AmaMi ha lanciato una nuova gustosissima creazione, gli AMAKI, ed ha inaugurato la nuova formula del brunch, sia salato che dolce, disponibile il sabato e la domenica. Gli AMAKI, in particolare, sono dei roll di pizza AmaMi e rappresentano un connubio perfetto tra tradizione e innovazione gastronomica, unendo sfiziosità, gusto, e alta qualità. Ogni roll è realizzato a partire dall’impasto senza lievito delle pizze di AmaMi, leggero e fragrante, e farcito a crudo con ingredienti selezionati di altissima qualità: salumi DOP, formaggi selezionati, verdure di stagione e salse gourmet, scelti con cura tra materie prime italiane eccellenti.

“Abbiamo voluto creare un prodotto che coniugasse la nostra passione per la pizza con l’esigenza di proporre qualcosa di nuovo, al passo con i tempi, pratico e ricercato, rivisitato in chiave moderna. Gli AMAKI sono pensati per chi vuole unire al gusto, la qualità, la leggerezza e l’innovazione, in autentico stile milanese” – racconta Cristiana Serafini, proprietaria di AmaMi e AmaMi Ancora.

Nei locali AmaMi ogni giorno si prepara la pizza senza lievito utilizzando impasti di diverse farine, tra cui Senatore Cappelli, Farro, Integrale, Canapa, Grano Saraceno e Grano Arso. Particolare è anche la forma della pizza, che somiglia ad una lingua, un dettaglio che aggiunge un tocco visivo distintivo. Noi ne abbiamo provate 3: dalla “Tre stagioni” alla Milano da bere, passando per il marchio di fabbrica della AmaMi 2015.
Oltre alla pizza, il menù del ristorante pizzeria di via Vespucci propone una piccola cucina con piatti ricercati e gustosi che valorizzano al meglio la cucina mediterranea. Ogni portata è accompagnata da una selezione di cocktail e mocktail, vini, birre artigianali, sia alcoliche che analcoliche, soft drink, succhi BIO e bevande non usuali come Sidro e Kombucha, pensati per stimolare la curiosità e regalare emozioni attraverso accostamenti originali.
AmaMi e AmaMi Ancora sono il luogo ideale per chi desidera un’esperienza fuori dall’ordinario, in un luogo familiare e accogliente, dove l’ospite è coccolato e la passione dei titolari si respira in ogni dettaglio.
E allora, se le dieci parole scritte ad inizio articolo rappresentano le 10 caratteristiche che hanno contraddistinto i due lustri di vita, chissà quante altre parole descriveranno al meglio il prossimo futuro di AmaMi.
Il Radisson Collection Hotel, Palazzo Touring Club Milano, custode della memoria (e del futuro) di un’Italia in movimento, lancia un’iniziativa che riscopre il senso più autentico del viaggiare: esplorare la città in bicicletta, con lentezza, attenzione e senso di meraviglia. E lo fa insieme a due nomi che hanno fatto della cultura del viaggio e della mobilità sostenibile una vera filosofia: il Touring Club Italiano e la storica bottega milanese Rossignoli, da sempre simbolo di eleganza e performance sulle due ruote.
Tutto parte proprio da questo palazzo simbolico: l’edificio che oggi ospita l’hotel era, fino a non molto tempo fa, la sede del Touring Club Italiano, fondato nel 1894 da un gruppo di visionari appassionati proprio di bicicletta. Persone che, ben prima dell’arrivo delle grandi autostrade e dei voli low-cost, avevano intuito che le due ruote non erano solo un mezzo di trasporto, ma un modo per conoscere il territorio, un invito a guardare con occhi nuovi ciò che si attraversa. Oggi, a distanza di oltre un secolo, quell’intuizione si trasforma in un progetto che invita gli ospiti dell’hotel a riscoprire Milano pedalando, seguendo percorsi curati e tematici, che intrecciano natura urbana, architettura, cultura e quotidianità.

Al centro dell’esperienza, biciclette eleganti, personalizzate con il logo del Radisson Collection Hotel, disegnate e realizzate da Rossignoli, storica bottega milanese fondata nel 1900. Oggetti iconici, belli da vedere e piacevoli da usare, pensati per fondersi con lo spirito di un hotel che fa dell’ospitalità un’arte, ma anche con la visione di un turismo più attento, lento e consapevole. Queste biciclette non sono un semplice mezzo di trasporto: sono un’estensione dello sguardo, un modo di muoversi che accoglie il tempo del dettaglio, della scoperta spontanea, della pausa e dell’ascolto.
A completare l’esperienza, una collezione di itinerari suggeriti dal Touring Club Italiano, pensati per raccontare la città in modo nuovo: collegando il presente con la storia, le architetture monumentali con il verde discreto dei cortili e dei parchi nascosti, le icone della cultura milanese con i piccoli gesti della vita quotidiana. Percorsi che non vogliono guidare, ma ispirare, lasciando spazio alla libertà dell’improvvisazione, dell’incontro, della deviazione curiosa, all’arte del flâner, l’andare a zonzo.

Questa partnership offre così un’esperienza per chi vuole rallentare, per chi desidera vivere la città anziché attraversarla in fretta. Per chi riconosce nella bicicletta un gesto estetico, ecologico e culturale. Per chi sa che ogni viaggio, anche il più breve, può diventare una storia da ricordare. Questo progetto non si limita a offrire un servizio, ma propone un nuovo modo di stare nei luoghi: con leggerezza, ma anche con responsabilità e un forte senso di presenza, del qui ed ora. Perché pedalare è anche questo: scegliere di lasciare un’impronta più leggera, di muoversi senza rumore, di osservare.
La collaborazione tra Radisson Collection Hotel, Touring Club Italiano e Rossignoli è, in fondo, un omaggio al viaggio come forma di relazione, con i luoghi e con sé stessi. È un invito a scoprire Milano da una prospettiva inedita, attraversandola con lentezza e attenzione, cogliendone le sfumature, le contraddizioni, le bellezze nascoste. È una celebrazione della città e del suo ritmo unico, che può essere davvero compreso solo se si abbandona la frenesia e si sceglie di rallentare.
“Questa iniziativa rappresenta perfettamente lo spirito del Radisson Collection Hotel, Palazzo Touring Club Milano: coniugare l’eleganza del nostro heritage con esperienze autentiche e accessibili, capaci di mettere in connessione i nostri ospiti con la città in modo sostenibile e significativo.” — commenta Laurent Heras Guerquin, General Manager del Radisson Collection Hotel, Palazzo Touring Club Milano
In un’epoca in cui il turismo cerca sempre più autenticità e significato, questa iniziativa si inserisce come un’esperienza raffinata, sostenibile e profondamente radicata nella storia del luogo. Un progetto che intreccia heritage, ospitalità e cultura del viaggio in un racconto coerente, affascinante e attuale.
“Il Touring Club Italiano nasce proprio dalla bicicletta, dalla volontà di esplorare e conoscere il territorio. Tornare oggi a proporre itinerari ciclabili a partire dal luogo che ha visto la nostra nascita significa rinnovare quella vocazione originaria, offrendo strumenti e occasioni per un turismo più rispettoso, lento e partecipato.” — continua Giulio Lattanzi, Direttore Generale del Touring Club Italiano.
E così, tra le stanze del palazzo che fu la culla del cicloturismo italiano, tornano a scorrere i racconti di chi sceglie di scoprire la città pedalando, con lo spirito aperto e curioso dei grandi viaggiatori.
Ci sono posti che restano impressi nella memoria come il profumo di un’estate particolare, o la luce di un certo tramonto visto da un certo tavolino. Per me, Tasca è stato questo. Quando poco più che ventenne avevo la fortuna di abitare in Ticinese, proprio accanto alle Colonne di San Lorenzo, Tasca era un punto di riferimento. Ci si andava per incontrarsi, per bere qualcosa di buono, per sentirsi – anche solo per un’ora – in un angolo di Spagna incastonato nel cuore di Milano.
Erano gli anni in cui bastava un pan tomate e un bicchiere di rosso per sentirsi al centro del mondo. La sua atmosfera calda, quel bancone di legno lungo e vissuto, le luci basse e il brusio costante facevano da sottofondo a innumerevoli chiacchiere, risate, amori che cominciavano e altri che finivano. Passarci davanti oggi, dopo più di vent’anni, e scoprire che Tasca è ancora lì, vivo, frequentato, in evoluzione, è stato come ritrovare una vecchia amica: un po’ cambiata, certo, ma riconoscibile e fedele a sé stessa.
Oggi Tasca è stato rilevato da Andrea Pirola e Simone Di Gioia, che ne hanno raccolto l’eredità con intelligenza. Hanno rinfrescato l’arredo quel tanto che basta per farlo respirare meglio, e aggiornato l’offerta, senza snaturare l’anima autentica che lo ha reso un’icona di zona.
Le tapas restano protagoniste assolute, abbondanti e conviviali, come vuole la tradizione: jamon iberico in tre stagionature, pan tomate, tortilla, polpo alla plancia, crocchette di baccalà e le immancabili patatas bravas. Ma oggi c’è anche spazio per il gusto italiano e qualche apertura internazionale, tanto nei piatti quanto nella carta dei vini: accanto alle bottiglie spagnole si trovano ora etichette francesi, tedesche e libanesi, oltre a una selezione curata di cocktail classici.
L’atmosfera? Quella non è cambiata. La sala lunga e stretta, il legno, il vociare basso dei tavolini pieni, il via vai di habitué, i gruppetti che si radunano anche fuori, davanti al locale. È un posto che parla a un pubblico adulto, consapevole, che ama i luoghi con una storia e sa riconoscerne il valore. E se arrivate in tanti, c’è una formula pensata proprio per i gruppi: un pacchetto da 30 euro ogni 10 persone che include anche i sapori dell’adiacente gastronomia – focacce, frittate di pasta, supplì e pizze fragranti.
Tasca è ancora qui, al civico 14 di Corso di Porta Ticinese, con la sua insegna discreta e la sua anima calda. È cambiato, certo, ma nel modo giusto: maturato senza perdere il suo spirito. E rientrarci oggi, da adulta, sedermi a chiacchierare con un calice di Cava e un boccone di tortilla, è stato come chiudere un cerchio. O forse aprirne uno nuovo, fatto di altri brindisi, altri racconti, altri vent’anni da ricordare.
? Tasca, Corso di Porta Ticinese 14, Milano
? Tutti i giorni dalle 18:00 all’1:00 (domenica dalle 16:00)
? @tasca_milano
Quando le connessioni digitali nate e sviluppate in rete sembrano essere al centro delle nostre vite, un nuovo servizio si propone per riportare al centro l'importanza dei legami umani.
Socialeat, già disponibile per il download su Apple Store e Google Play, ha l’obiettivo di trasformare il momento del pasto non solo in un'occasione per gustare del buon cibo, ma soprattutto per socializzare e fare nuove conoscenze.
L'idea alla base è tanto semplice quanto rivoluzionaria: offrire alle persone la possibilità di prenotare un posto singolo in tavoli condivisi all'interno di ristoranti e locali aderenti e selezionati per la loro qualità non solo nella proposta gastronomica, ma anche nella qualità del servizio e nella cura della loro location. In questo modo, chiunque può superare la solitudine e la fretta dei pasti consumati in solitaria, riscoprendo il piacere della convivialità.
Socialeat è proprio per tutti, dai giovani liberi professionisti agli studenti universitari, fino agli anziani che desiderano ampliare la propria cerchia di amicizie o che vogliono trovare un nuovo compagno di vita.
Il sistema è semplice e intuitivo, per permettere a tutti di poterlo utilizzare e sfruttare al meglio, per creare tavoli eterogenei e variegati, dove persone di diverse età e background possano incontrarsi, confrontarsi e condividere esperienze, e magari organizzare anche il prossimo incontro!
Socialeat è una startup innovativa nata nel novembre 2023 dall'idea di Giordano Salvatori, esperto decennale del settore food e della ristorazione.
L'applicazione è stata lanciata ufficialmente il 27 dicembre 2024 e, al momento, è disponibile solo per i locali siti a Milano.
Dal suo lancio, il progetto ha già riscosso grande successo a Milano e le richieste dei suoi sostenitori di ampliare il servizio verso altre città continuano ad arrivare da tutta Italia e non solo.
Anche i ristoratori che già hanno aderito al servizio ne sono entusiasti, e ritengono che sia un'opportunità molto interessante e stimolante, che possa aumentare la propria cerchia di clienti e creare un'atmosfera più vivace e coinvolgente nei loro locali.
A Milano non mancano i posti dove mangiare bene o ascoltare musica, ma trovare un locale che riesca a combinare entrambe le cose con naturalezza non è così scontato. Bluesquare Inn, aperto di recente in via Tortona 33, prova a farlo con un’idea chiara: una cucina curata, ispirata a sapori asiatici e internazionali, e una selezione musicale pensata per accompagnare la serata senza essere solo un sottofondo.
La proposta gastronomica segue un ritmo preciso, con piatti che cambiano durante la giornata. A colazione l’offerta è essenziale ma ben fatta, con dolci artigianali e una selezione di caffè. Il pranzo è leggero, dinamico e originale, tra wrap, bowl, noodles e burger, con ingredienti scelti per dare sapore senza appesantire. Un esempio? Il Lo Mein cacio e pepe, che mescola la cremosità della ricetta romana con la pasta asiatica, oppure il chirashi con verdure e marinature leggere. Alle 17.30 parte l'aperitivo: cocktail ben bilanciati, calici di vino e piccoli piatti a prezzi accessibili. L'approccio della cena è quello della condivisione. Si va dai bao ripieni di ingredienti freschi ai tacos con farciture ispirate alla cucina giapponese e sudamericana, fino agli spiedini grigliati e ai ravioli con impasti e ripieni studiati per esaltare i contrasti di consistenza. Tra i piatti principali, il Nasu Dengaku, una melanzana glassata con miso, ei gustosi e vivaci Uramaki che si caratterizzano per abbinamenti di sapore insoliti e inediti, lontani dalle "solite" porposte dei sushi ayce.
I dolci sono tutti fatti in casa, con un’attenzione a ingredienti alternativi che li rendano più leggeri senza rinunciare al gusto.
Oltre alla cucina, il Bluesquare Inn dà molto spazio alla musica. Due volte a settimana ci sono live e DJ set, con una programmazione che mescola artisti emergenti e sonorità più ricercate. La consolle si trova proprio dietro il bancone del bar, mentre un palco ospita esibizioni più intime. L’idea è creare un’atmosfera coinvolgente senza trasformare il locale in un club. La musica accompagna la serata e si integra con lo spazio, rendendo l’esperienza più dinamica. Nel weekend, è previsto anche un brunch con una selezione musicale dedicata.
L’ambiente è stato pensato per adattarsi ai diversi momenti della giornata. Le ampie vetrate danno molta luce naturale di giorno, mentre la sera il locale assume toni più caldi grazie all’illuminazione soffusa. Gli arredi sono moderni e realizzati con materiali riciclati, segno di un’attenzione alla sostenibilità.
Non è uno di quei posti con un’estetica patinata e poco vissuta: qui c’è un mix tra dettagli curati e un’atmosfera rilassata, che rende il tutto più naturale.
Se siete in zona Tortona e cercate un posto che unisca una cucina interessante a un’offerta musicale ben curata, Bluesquare Inn è un’opzione da tenere in considerazione. L’idea alla base è chiara: piatti ben pensati, una selezione musicale che aggiunge valore all’esperienza e un ambiente accogliente senza eccessi.
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