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Mi chiamo Beniamino Strani, ho 24 anni e sono laureato in ‘Scienze dell’Informazione: Comunicazione Pubblica e Tecniche Giornalistiche’. Ho poi ottenuto un Master in ‘Critica Musicale’. Amo ogni forma di comunicazione e tra un articolo e un altro, pubblico delle poesie su un blog.
Torna la Milano Design Week e con lei l’evento più atteso dell’anno: il Fuorisalone 2022, quest’anno ancora più sorprendente e sostenibile con il Food Truck di Planted, per la prima volta in Italia da lunedì 6 a domenica 12 giugno.
Il teatro delle amatissime ricette vegane di Planted sarà il Ride di Milano che quest’anno ospiterà “The Square”: la food court della media company Chef in Camicia, dove sarà possibile scegliere tra i golosissimi bun artigianali farciti con planted.pulled BBQ, l’ormai celebre planted.kebab con tzatziki e gli spiedini di planted.chicken alla griglia, la novità assoluta 2022. Pranzi, aperitivi e cene all’insegna della “Tasty Revolution” di Planted, l’unica proposta vegana scelta dal team Chef in Camicia e accompagnata tutti i giorni da un palinsesto ricchissimo di artisti, musica e ospiti. È Irene Volpe la special guest di Food Truck, la chef esperta di cucina vegetale finalista di Masterchef 10, giovedì 9 giugno dalle 18.30, che racconterà a plant based lovers, curiosi e appassionati i valori e i benefici di Planted dal punto di vista dei cuochi.
La filosofia di Planted consiste nell’utilizzo di materie prime naturali e di provenienza soprattutto da produzioni svizzere ed europee, dalle proteine dei piselli a spezie e marinature senza alcuna aggiunta artificiale e senza soia. Per questo può vantare l’etichetta più pulita al mondo nella categoria dei sostituti della carne. Pochissimi ingredienti di alta qualità, ricchi di fibre e di amminoacidi per un’alimentazione sempre più sana: proteine e fibre di piselli, acqua, olio di colza e vitamina B12 per le versioni “nature”, a cui si aggiungono marinature e spezie naturali come il planted.chicken Herbs&Lemon o il planted.pulled BBQ per tantissime ricette gustose e originali.
È il 2019 quando Planted lancia sul mercato svizzero il suo primo prodotto: il planted.chicken, in pochissimo tempo diventato cult tra ristoratori, clienti e GDO. Dal primo successo del brand, nascono poi il planted.pulled, il planted.kebab e il planted.schnitzel prima in versione “nature” perfetta per gli chef che desiderano sperimentare e personalizzare, poi con marinature, salse e condimenti dal più tradizionale BBQ o con spezie mediterranee, al chimichurri. Versatili in cucina, le alternative vegetali Planted sono perfette anche solo con un filo d’olio in padella, fritte, in forno e con marinature di ogni tipo per un panino, un’insalata o una bowl.

Con l’arrivo della stagione estiva Eataly All’aperto, il ristorante “en plein air” di Eataly Milano Smeraldo, rinnova il proprio look presentando una carta ideale per gustare un aperitivo all day long. Un menù adatto a tutti i gusti e a tutte le ore del giorno, Dal pranzo al dopocena, la vasta gamma fluida e versatile garantisce agli ospiti la totale libertà di scegliere i piatti in qualsiasi ordine e composizione desiderati.
In Piazza XXV Aprile, a due passi da Garibaldi e da Corso Como, Eataly vuole stupire ritagliando nel cuore pulsante del contesto urbano, un’oasi verde e rilassante, come un locale sulla costa in piena stagione estiva. È Il chiosco a caratterizzare la dimensione rasserenante, elemento principale della location e oggetto di un’operazione di restyling che lo ha trasformato in un vero e proprio drink bar, con bottigliera e bicchieri a vista e un bancone di marmo.
La novità La carta di Eataly All’aperto di quest’anno consiste nella possibilità di gustare un aperitivo all day long, grazie alla presenza in carta di una ricca lista di vini e drink estivi e conviviali: l’aperitivo non è più un rito che si consuma a un orario canonico, ma un’opportunità da cogliere in qualsiasi momento della giornata e con chi più si preferisce. Basterà scegliere tra cocktail, mocktail, birre, gin - italiani e internazionali -, bollicine, vini bianchi e rosé dell’Enoteca di Eataly Smeraldo e selezionare uno o più piatti da un menù che non pone limiti di orario o di pasto. Da taglieri e sfizi, per una fame più leggera, a primi (caldi e freddi) e secondi piatti per un pasto più completo, il menu di Eataly All’aperto accontenta tutti i gusti. Non mancano poi piatti iconici di Eataly Smeraldo quali la pizza al padellino, proposta in ben 9 varianti, i supplì, la patata croccante e tanto altro ancora.
Sfogliando il menù si coglie poi un’ulteriore novità: oltre al padellino diviso in 4 spicchi, diversi piatti in carta, sia tra sfizi e taglieri che tra i primi e secondi piatti, vengono proposti non solo in versione “singola”, ma anche in versione “condividi”. In fondo l’aperitivo è un momento rilassante in compagnia durante il quale si ha spesso voglia di ordinare diversi piatti da assaggiare insieme. Da Eataly All’Aperto l’aperitivo diventa così un vero e proprio momento di convivialità anche grazie alla possibilità di ordinare piatti to share.
Per uno spuntino o un dessert durante la bella stagione, Eataly ha pensato anche al gelato. Oltre ai dessert in carta, tra cui l’iconico Tiramisù, si potrà ordinare la novità dolce di Eataly Smeraldo: il gelato di Alberto Marchetti, presente da pochi giorni all’interno dello store con un corner in cui propone il proprio gelato fresco, mantecato ogni giorno, buono e semplice, perché composto solo con pochi ma selezionatissimi ingredienti.
Per un estate all’insegna del gusto, del relax e della condivisione, Eataly è una delle più valide mete urbane per anticipare l’atmosfera estiva o ricreandola ogni qual volta lo si desideri senza uscire dalla città.

Il Mannarino apre la sua quarta bottega nella città di Milano, proseguendo la sua espansione in uno dei luoghi nevralgici della movida, i Navigli, più precisamente in Alzaia Naviglio Grande 2, a pochi passi dalla Darsena, che con i suoi scorci pittoreschi e l’inconfondibile atmosfera è da sempre una delle mete più ambite di aggregazione e intrattenimento. Anche nella nuova apertura sarà possibile ritrovare tutti gli elementi caratterizzanti del brand: dal bancone della macelleria ‘come una volta’, dove scegliere tra un’ampia selezione di prodotti di alta qualità, alla sala del ristorante con il suo arredo caldo e familiare, in cui gustare comodamente seduti il proprio taglio di carne accompagnato da un calice di vino. Il format, nato nel 2019 dall’idea dei due giovani imprenditori Gianmarco Venuto e Filippo Sironi, corona così il suo successo perseguendo con fedeltà la filosofia del consumo consapevole di carne.
Un altro punto della città avrà così l’occasione di avere la propria macelleria di fiducia a pochi passi da casa. Il nuovo Mannarino coniuga tutti gli elementi tipici dei locali della zona con un design inconfondibile e un’attenzione ancora maggiore all’estetica: l’iconico ingresso, decorato con piatti in ceramica e piante di diverse tipologie, dà il benvenuto agli ospiti e li accompagna verso l’interno del locale. Ad accogliere i clienti dietro al bancone della macelleria ci pensa il Mannarino, pronto a guidarli nell’acquisto: anche in Alzaia Naviglio Grande sarà possibile scegliere tra la ricca offerta di bombette, preparate secondo la tradizione, le succulente costate e i più svariati tagli di carne. Per chi desiderasse gustare in loco le specialità del Brand, sono presenti al piano terra due ampie sale arredate con ceramiche pugliesi realizzate a mano, originali dettagli e l’immancabile ulivo. Salendo al primo piano è possibile raggiungere un’altra sala e un’incantevole terrazza, perfetta per godersi le giornate di sole con la bella stagione alle porte.
“Questa nuova apertura rappresenta per noi il raggiungimento di un obiettivo molto importante. Ora siamo presenti in città in maniera capillare e offriamo ai clienti un’esperienza di consumo autentica, come nelle macellerie di una volta, qualunque sia la loro zona di riferimento. Quella dei Navigli è inoltre una pizza molto importante per la ristorazione, non poteva mancare lì un Mannarino di fiducia!”, raccontano Gianmarco Venuto e Filippo Sironi. “Quello che caratterizza il nostro format rimane l’innovativo approccio multicanale: i clienti possono infatti acquistare i prodotti al banco della macelleria o gustarli direttamente nelle sale del ristorante. Naturalmente è anche possibile scegliere online la propria spesa, lavoriamo quotidianamente per implementare le esperienze di acquisto sull’eCommerce. Parallelamente ai progetti di business portiamo avanti con determinazione il nostro impegno nel diffondere la corretta conoscenza del mondo della carne con una particolare attenzione al benessere degli animali e degli uomini, questo anche grazie a un processo di selezione sempre più rigoroso che privilegia i piccoli produttori italiani e le referenze biologiche. Ci stiamo muovendo in maniera sempre più netta verso questa direzione” concludono i due founder.
Il termine “mannarino”, con cui si indica il coltello da cucina che i macellai di paese usano per tagliare la carne sul banco, ispira fiducia e familiarità, proprio come lo staff del locale, che si impegna quotidianamente nel diffondere l’importanza del consumo della carne di prima scelta per il benessere dell’organismo, in quanto alimento completo, che contribuisce alla copertura del fabbisogno di tutti i nutrienti essenziali del corpo umano. Tutto ciò si traduce in un processo di ricerca accuratissimo finalizzato a individuare le realtà italiane che utilizzano tecniche di allevamento rispettose degli animali e dell’ambiente, sposando le tematiche green sempre più urgenti nel nostro presente.

“Rua è una strada che viviamo e percorriamo cucinando, affinché i nostri piatti trasmettano non solo sapori, ma anche emozioni”. È questa la mission di Francesco Zucchi Ricordi, proprietario e Chef di Rua (“strada”, in portoghese), nuovo locale della ristorazione milanese inaugurato al civico 6 di piazzale Carlo Archinto, nel vivace quartiere di Isola. Lo Chef porta in tavola la sua idea di cucina tradizionale, maturata grazie a “un attento e costante lavoro di ricerca volto ad assimilare le innumerevoli ricette dello Stivale e i loro segreti, per poterle riproporre al pubblico in maniera attuale e sofisticata», in uno spazio dal design ricercato ed essenziale.
Rispetto del territorio e della stagionalità sono I criteri che caratterizzano il menù, dove ritroviamo alcuni classici della tradizione rivisitati con estro e competenza. Tra gli evergreen, i mondeghili (tipiche polpette milanesi) con salsa verde al prezzemolo, e il vitello tonnato con spuma di tonno, omaggio a Diego Rossi del ristorante Trippa di Milano. Cavallo di battaglia di Rua è la pasta fresca, fatta in casa secondo la tradizione. Tra i primi spiccano i mandilli de sea (“fazzoletti di seta”), un tipico formato di pasta ligure simile alle lasagne, realizzati con sfoglia al nero di seppia e guarniti con pesto ligure e crudo di gamberi rosa; dalla cucina laziale arrivano i tonnarelli all’amatriciana con sugo di datterini gialli, cotenna soffiata e pecorino “Fiore Sardo”, Presidio Slow Food. Immancabile, tra i secondi, la cotoletta alla milanese. In carta anche il coniglio in porchetta, protagonista delle tavole del Centro Italia, mentre il polpo, accompagnato da olive taggiasche, biete colorate e fave di Carpino, richiama le soleggiate atmosfere del Sud.
Anche la carta dei vini propone una selezione di etichette che spazia dal nord al sud: dal Franciacorta lombardo al Vermentino ligure, passando per il Barolo piemontese, per poi arrivare in Sicilia con l’Etna Rosso. Unica eccezione gli champagne francesi, provenienti dalle cantine più rinomate d’oltralpe.
Cresciuto in un contesto familiare vocato alla tradizione tessile e musicale, Francesco Zucchi Ricordi - classe 1984 - si appassiona ai fornelli sin da giovane e inizia a viaggiare per il mondo per conoscerne ingredienti e sapori. Dopo aver fondato il catering "I Marinati" nel 2015 e inaugurato Bach nel 2018, il format che coniuga panino gourmet e cocktail bar, l’apertura di Rua è il compimento del suo percorso di ricerca gastronomica e rappresenta la massima espressione di un gusto essenziale e ricercato, che si rispecchia nei piatti così come nell’interior design.
Attraverso i piatti proposti, Rua trasmette agli ospiti un’atmosfera dinamica, facendo assaporare i gusti dello Stivale in una formula vivace e originale e trasmettendo l’emozione pulsante e vivida che si respira tra le “strade” della nostra eccellente gastronomia.

Ardente e infuocata come la brace è l’estate che attende i milanesi grazie alla nuova apertura di BRACI by Barù, il Temporary Restaurant di Gherardo Gaetani dell’Aquila d’Aragona, meglio conosciuto come Barù. Inaugurato il 10 maggio in collaborazione con mare culturale urbano negli spazi del food hub in Canottieri San Cristoforo, fino al 31 luglio il ristorante offrirà la possibilità di assaporare un succulento taglio di carne che ha sfrigolato su una griglia vera, sotto una brace ardente, magari in abbinamento a una birra artigianale, a un calice di vino rosso o ad un rinfrescante cocktail.
Nel cuore della movida milanese, sui Navigli, BRACI by Barù è un luogo dove sentire il calore e l’allegria estiva insieme agli amici, in una serata all’insegna del relax e del buon cibo. Materie prime di qualità e tanta voglia di festa sono gli ingredienti di un barbecue fatto a regola d’arte: Lampredotto in cocotte, scottadito di agnello con chimichurri marchigiano e mix di maiale alla toscana sono alcune delle proposte del nuovo BRACI by Barù, aperto dal martedì alla domenica a pranzo e a cena. Non mancano primi come pappa al pomodoro e pasta alla Nerano e, in occasione del pranzo, panini con porchetta, battuta di nocciole e finocchietto o con pulled pork e coleslaw americana.
Conosciuto dal grande pubblico grazie alla partecipazione all’ultima edizione del Grande Fratello Vip, Barù porta la sua passione per la buona cucina a Milano, in un locale che riflette la sua storia personale a cavallo tra le Marche e l'America, dedicato ai buongustai e agli amanti dei piaceri della vita. La cucina è da sempre una delle sue passioni, intesa nella sua forma più primitiva e viscerale: "Non sono un cuoco, non sono uno Chef, non sono un enologo. Sono solo un comunicatore del buongusto".
Un ambiente autentico vicino alla natura, dove il cuore pulsante è proprio la brace, strumento arcaico di cottura, desueto fino ad alcuni anni fa, che sta pian piano prendendo sempre più piede nelle cucine dei ristoranti: “Il barbecue non è solo un metodo di cottura, è un rituale con il fuoco come elemento catartico. E come tale c’è bisogno di un gran cerimoniere”, dichiara Barù, che vuole offrire un’esperienza immersiva in un luogo poco lontano dai ritmi frenetici e facilmente accessibile per una rapida fuga, deliziando gli ospiti grazie alla più primitiva tecnica di cottura con cui l’uomo ha iniziato a cibarsi, e che ancora oggi riserva moltissime sorprese.
Pronti ad una stagione ardente?
BRACI by Barù
Canottieri San Cristoforo - mare culturale urbano food hub
Alzaia Naviglio Grande 122

In uscita il 10 maggio videoclip de Al visitatore, che anticipa il concept-album di Alfredo Marasti Ultimo D’Annunzio, di prossima pubblicazione per La Stanza Nascosta Records.
Il videoclip è diretto da Alfredo Marasti e Chris Mazzoncini, con Aldo Masini alla seconda camera.
Suoni acustici e incursioni elettroniche per un brano che introduce gli ascoltatori al disco, facendoli idealmente entrare nella Stanza del Mascheraio, anticamera della Prioria, la casa dove D'Annunzio trascorse gli ultimi anni della sua vita, denominata così dal 1922 in adesione ad una simbologia conventuale ricorrente in molte parti del Vittoriale.
La Stanza Del Mascheraio è buia e in un certo senso paurosa, respingente, sintomatica dell’isolamento finale del poeta, fotofobico.
La canzone comincia con i funerali di D’Annunzio, annunciati da un numero del Giornale LUCE che presenta il poeta come "fedele gregario" di Mussolini.
Al contrario l’iscrizione collocata sopra lo specchio ospitato dall’anticamera-iscrizione originariamente diretta contro Mussolini- ha un sapore inquietante e beffardo ed etichetta sprezzantemente il duce come Narciso e Mascheraio, a denunciarne la falsità e l’odiosa attitudine a cambiare opportunisticamente volto.
L’iscrizione sentenzia infine: «Aggiusta le tue maschere al tuo viso / ma pensa che sei vetro contro acciaio».
L'impianto simbolico alla base dell'iscrizione è stato tradotto, nel videoclip, in un racconto vero e proprio.
Narciso, interpretato da Alfredo Marasti, avanza in un buio corridoio – che rimanda a quello, realmente presente al Vittoriale, della Via Crucis – e si rimira nello specchio, mentre attorno a lui compaiono altre maschere (la gioia, la tristezza, Medusa, la follia), insieme ad un busto celebrativo dello stesso Mussolini.
Improvvisamente l'immagine di D'Annunzio si materializza nello specchio: la figura di Narciso si dissolve, le maschere e lo specchio cadono, il volto del dittatore si riduce in poltiglia («vetro contro acciaio»), a significare la potenza e l'immortalità della poesia contro la fragilità e pochezza del potere e dei suoi fantocci.
Le riprese in esterna sono state effettuate al Vittoriale degli Italiani (roseto, vallette, Laghetto delle Danze); quelle in interni presso il Teatro Pacini di Pescia e Villa Passaglia, a Gragnano in Toscana.
I costumi sono stati scelti da Marta Coveri.
Le maschere originali sono state realizzate da Doriana Tobaldo. Hanno collaborato Federica Guerra e Anna Lucarelli. Il trucco è stato realizzato da Laura Panelli.
Link al videoclip:
Bio
Cantautore, regista, scrittore e insegnante, Marasti vince nel 2006, con La luna e il ladro, il Premio Fabrizio De André nella categoria Miglior Interprete.
Nel 2013 vince Musicultura XXIV Ed. nella sezione Miglior testo con Canzone per Mario, dedicata allo scomparso Mario Monicelli.
Ha all’attivo L’Alternativa ( Autoprodotto, 2012) Lolita Moon ( 2018, produzione artistica di Cassandra Raffaele), Altri tempi ( La Stanza Nascosta Records, 2020) e L’Assedio ( La Stanza Nascosta Records, 2021).
Link:
Sono i profumi agrumati e intensi del Mediterraneo a inaugurare l’attesissima stagione “open air” dei milanesi in Terrazza Gallia il 4 maggio. Uno dei luoghi più iconici della città, il rooftop bar e il ristorante dell’Excelsior Hotel Gallia, ospitano l’evento in un hotel Luxury Collection, parte dello straordinario portfolio di Marriott Bonvoy. L’apertura della terrazza segna l’inizio di un ricco programma di eventi e attività che accompagneranno il pubblico per l’estate, anticipando la stagione con i suoi profumi e i suoi colori.
La bellezza della spettacolare location, che si affaccia sulla suggestiva vista dall’alto di Piazza Duca D’Aosta, si combina in una perfetta alchimia estetica con la proposta eno-gastronomica dell’hotel: un soffio mediterraneo frizzante e naturale, espressione di purezza, freschezza e vivacità. La firma olfattiva di “Mediterranean Breeze”, fresca, fiorita e fruttata, è realizzata ad hoc da Scent company, azienda leader nel branding olfattivo. Aromi, profumi e sapori del nostro Mediterraneo troveranno spazio nei tre cocktail che il nuovo bar manager di Terrazza Gallia, Andrea Griggion ha proposto per l’occasione e che andranno ad arricchire la drink list dell’estate. French 75, Negroni e Collins, cocktail intriganti tra i più conosciuti e apprezzati, accomunati da note rinfrescanti, agrumate, agrodolci, floreali ed erbacee. Questi grandi classici verranno presentati impreziositi da essenze vaporizzate al termine della preparazione e dalle garnish, quali fiori e boccioli, in grado di emanare sentori e sapori unici nel loro genere.
A proseguire il racconto del Mare Nostrum sono gli Chef Vincenzo e Antonio Lebano, che delizieranno gli ospiti con sfiziose proposte provenienti dalla loro amata Campania.
Un piacere per i sensi e per il gusto che avrà il suo culmine con il Risotto mantecato alla scarola, provola, pane atturrato, limoni canditi, preceduto da speciali finger food di benvenuto. Si chiude in dolcezza con mini baba’ al limoncello, mini cannolo siciliano farcito al momento, gelatini, mini sfogliatella napoletana, il tutto accompagnato dal sorbetto agli agrumi della Costiera.
L’estate in Terrazza proseguirà con aperitivi ed eventi con i migliori vini rosè protagonisti dell’estate e le serate gourmet con Terrazza & Friends, appuntamenti che porteranno il meglio della giovane cucina italiana al Terrazza Gallia.
142 Restaurant apre la bella stagione con il format “Bun Mania”, dedicato agli amanti dello street food che vogliono godere in pieno relax del più classico dei panini, interpretato in varianti inedite e accompagnato da un buon calice di vino.
A partire dal mese di aprile, il ristorante arricchisce infatti la propria offerta con la nuova proposta, che strizza l’occhio al tipico fast food americano, utilizzando prodotti artigianali di altissima qualità.
Irresistibilmente soffici, i bun sono prodotti nel laboratorio del Pastry Chef Alessandro Montanari con l’utilizzo di pochissimi ingredienti ben lavorati: farina, uova, latte, burro, un pizzico di lievito di birra e due lunghe lievitazioni, prima della spennellata finale con semi di sesamo bianco e nero.
Tra la vasta gamma è presente anche il pesce, accontentando così i gusti di tutti i clienti: si chiama “Polpo al cuore”, perchè quando lo mangi non puoi che innamorarti. Morbido e delicato, con polpo arrosto al tè nero, maionese di acqua di polpo, pomodoro secco calabro e insalata. Per gli amanti della carne tra le opzioni più gustose c’è il “Bun bun polpetta”, che fa riaffiorare i ricordi di infanzia con le sue polpette di manzo con sugo di pomodoro datterino e salsa di parmigiano. Non mancano i grandi classici “Bun tajaa a fett” con prosciutto cotto, crudo o coppa e formaggio e “Bun salmone” con salmone marinato da 142, accompagnato da insalata e purea di mango per quel tocco di freschezza e acidità in più.
Alla proposta food si affianca quella beverage, con vini bianchi, rossi e bollicine, selezionati personalmente da Sandra Ciciriello, socia e founder di 142 Restaurant, e Davide Gianni, maître del ristorante. Le etichette scelte in accompagnamento ai bun sono il risultato di svariate degustazioni e un’attenta ricerca, che va al di là della provenienza geografica del vino, ma intende raccontare la storia delle vigne e di coloro che ancora oggi lavorano la terra con dedizione e passione, traducendola in un prodotto con aromi, sentori e profumi inebrianti.
142 restaurant, nato con l’obiettivo di vivere i 4 momenti della giornata – colazione, pranzo, aperitivo e cena – con l’accoglienza di 2 anime, sala e cucina, rivoluziona dunque il concetto del “panino al volo” e trasforma il momento del break nel pretesto perfetto per un’esperienza di gusto.

Jay Wolke è un fotografo di Chicago. Insegna presso l’Art and Design Department del Columbia College, sempre a Chicago. Il suo nome potrebbe non essere noto a molti, eppure troviamo le sue opere nei musei di tutto il mondo, persino nelle collezioni permanenti del MoMa di New York e di San Francisco, dell’Art Instituto of Chicago e del Whitney Museum of American Art.
La sua opera fotografica racconta gli Stati Uniti d’America, e non solo. In particolare si concentra sulla vita all’interno di alcune delle comunità più peculiari degli States. Ha pubblicato quattro grandi monografie sul tema. La prima è stata pubblicata dall’Art Institute of Chicago nel 1998 e si intitola “All Around the House: Photographs of American-Jewish Communal Life”. Gli ebrei americani, le loro comunità e la loro vita quotidiana sono i protagonisti assoluti di questi scatti. Nel 2004 è uscita una seconda monografia, ovvero “Along the Divide: Photographs of the Dan Ryan Expressway” tutta incentrata sul tessuto urbano americano e le grandi vie di comunicazione. Nel 2011 viene dato alle stampe “Architecture of Resignation: Photographs from the Mezzogiorno” una monografia dedicata al sud Italia. Nel 2017 ha pubblicato una quarta raccolta, ovvero “Same Dream Another Time”, con l’editore Kehrer Verlag.
Quest’ultima è stata molto apprezzata dal pubblico e dalla critica, perché è una testimonianza veramente unica della vita negli Stati Uniti tra anni Ottanta e Novanta. In quel periodo Jay Wolke si muoveva per l’America, soffermandosi soprattutto nelle grandi capitali del gioco americane, ovvero Atlantic City nel New Jersey, Las Vegas e Reno nel Nevada. Questi luogo sono stati rappresentate infinite volte dall’arte e della letteratura, spesso anche in chiave ironica, se non proprio cinica e disincantata. L’immagine caratteristica di certi luoghi è molto spesso grottesca, deformata, kitsch. Per Jay Wolke non è così. Ritrae soggetti che hanno una grande dignità. Ognuno ha una sua storia e una sua aurea. Il mondo di coloro che lavorano nei casinò e nel loro indotto è vario e sorprendente. Le grandi città di svaghi, di luci, di giochi e di colori sono tenute in piedi da lavoratori instancabili, di ogni tipo. Vediamo operai e autisti, baristi, facchini e cameriere. Ci sono anche reginette di bellezza, croupier, poliziotti. L’attività è continua, l’industria del divertimento non si ferma mai, eppure i personaggi da Jay Wolke sembrano prendersi momenti di pausa, come fossero fuori dal tempo.

I ritratti che se ne ricavano sono di grande valore artistico e un grande documento storico. Raccontano un microcosmo caratteristico di un certo periodo storico, che tuttavia ha qualcosa di eterno. D’altronde la cultura del gioco evolve continuamente, a seconda dei contesti e delle innovazioni tecnologiche. Negli anni Ottanta una città come Las Vegas rappresentava un unicum, un simbolo del sogno americano, in tutte le sue contraddizioni. Oggi le cose stanno cambiando moltissimo in questo settore perché le grandi piattaforme del gioco online, come PokerStars Casino, hanno dato una nuova dimensione al casinò. Anche la città inizia quindi a mutare. Las Vegas resta sempre una città piena di vita, di luci e di musica, ma l’atmosfera degli anni Ottanta sembra per molti versi non aver avuto eguali. Queste foto ci riportano a vivere momenti di un’epoca iconica per gli Stati Uniti d’America e per tutta la cultura occidentale del grande “benessere”.
Jay Wolke ha da sempre coltivato con molta dedizione la sua passione per la fotografia. Si è laureato in Incisione e Illustrazione all’Università di Washington e ha ottenuto un Master in Fotografia presso l’istituto di Design dell’Illinois Institute of Technology. A partire dal 1981 ha iniziato a lavorare come professore. Nel 1999 ha ricoperto il ruolo di Head of Art and Graduate Studies allo Studio Art College International di Firenze. Il suo legame con l’Italia è molto forte ed è stato testimoniato in molte differenti circostanze.
Il suo talento e la sua maestria hanno ricevuto numerosi riconoscimenti in ambito internazionale, come quello ricevuto dal National Endowment for the Arts dell’Illinois Arts Council, o come i premi della Ruttenberg Art Foundation e del Focus Infinity Fund.
Dopo le aperture di Milano, Roma e Torino, Healthy Color prosegue la sua espansione con nuovi store in Italia! Il coloratissimo healthy fast food del rapper multiplatino Sfera Ebbasta, del calciatore Andrea Petagna e dello stilista Marcelo Burlon, ha approdato a a Napoli il 20 Aprile, con lo store più grande mai aperto dalla catena, composto da diverse sale e spazi sempre disegnati a mano dal duo di street artist Motorefisico: colori, geometrie e led accolgono i clienti in una dimensione unica e futuristica. Un vortice di colori accoglie i clienti al loro ingresso con un impatto visivo fuori da ogni immaginazione.
“Quella di Napoli è l’apertura che attendevamo di più” - dichiarano i tre fondatori - “Cerchiamo di sensibilizzare il nostro pubblico verso una maggiore attenzione al proprio corpo e al proprio organismo. Con Healthy Color mangiare sano è anche sinonimo di gusto e divertimento”.
Prendersi cura di se stessi e volersi bene sono atti di fondamentale importanza che dipendono anche dalle nostre scelte alimentari quotidiane, in quanto il cibo è vita ed energia. Ma nella frenesia della nostra società così dinamica, nutrirsi in modo corretto non è mai facile e scontato. Healthy Color nasce proprio dalla volontà di proporre una valida alternativa nello scenario dei corner food attraverso una proposta che sia il più possibile equilibrata e salutare, ma soprattutto buona.
Nelle prossime settimane la catena estenderà i suoi store anche a Trento e Parma, proponendo un vastissimo menù: Poke, wok, burger, tartare, insalate, edamame e i deliziosi Burger di Beyond Meat. 100% vegetali con consistenza e sapore incredibilmente uguali alla vera carne, i veggie burger rappresentano una valida alternativa per un consumo più sostenibile o per chi predilige un tipo di alimentazione vegana o vegetariana.
Ogni aspetto del ristorante è pensato rispettando l’ambiente: dal packaging al take away eco-friendly, per finire con l’ormai iconica Healthy Water, confezionata in Tetrapak completamente riciclabile ad alto contenuto di materia vegetale.

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