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“Il corpo non è la prigione dell'anima ma il tempio dello Spirito.” (Pavel Nikolaevič Evdokimov).
Con questa frase potrei anche finir qua l’articolo. Ma come mai il corpo è così importante nella pratica dello Yoga? Perché una disciplina che tocca la sfera spirituale pone un accento così forte con la parte più esterna e superficiale dell’essere umano?
Il Buddhismo, afferma, che il nostro “ego” è composto da un insieme di più parti spazzando via la percezione errata di un sé o di un unico ego che sussiste di per sé o assolutamente immutabile. Difatti asserire “io” nel Buddhismo è un concetto in partenza errato se non si pensa che, come qualsiasi piatto della nostra tradizione mediterranea, è composto da più ingredienti.
Facciamola semplice e facile facile perché fa caldo e il cervello è già in fumo. Il così detto IO (=lasagna) è formato da tante parti (=INGREDIENTI): avete mai visto una lasagna che è prodotta già lasagna all’origine?
Gli ingredienti di base sono le parti esteriori mentre la tecnica di preparazione i 5 sensi per poi proseguire fino al “trucchetto della nonna” che consiste nel tener uniti gli ingredienti tra loro ottenendo un risultato meravigliosamente buono al palato: mozzarella non troppo acquosa, parmigiano, pan grattato o una buona besciamella. Se tutto ciò non è dosato bene una parte prevale sull’altra e rischiamo di avere un piatto troppo “solido” (uomo razionale completamente attaccato alla materia, un cavallo con i paraocchi) o un piatto troppo liquido (uomo completamente perso nel magico mondo dell’irrazionalità, un’Alice imbruttita).
Insomma senza il “trucchetto della nonna” il piatto rischia di diventare malmostoso o troppo leggero per sfamarci.
Tra i “trucchetti della nonna” posso annoverare discipline antiche e raffinate come la meditazione, la preghiera, i mantra, la recitazione di un rosario e lo Yoga.
Azioni che collegano le diverse parti dell’uomo: che siano due o mille quasi tutte le grandi religioni affermano l’importanza che ha un giusto collegamento tra le diverse parti dell’essere umano; che sia anima e corpo semplicemente, o aggregati di vario genere, il link resta sempre importante e indiscusso nella vita di ogni uomo. Eppure ci sono barriere che tengono le diverse sfere separate…i diversi ingredienti nel congelatore non permettendoci di scongelare e mettere tutto insieme in un armonico insieme.
La radice stessa della parola Yoga significa unione: mettendo alla prova il nostro corpo, combinato con il respiro e la mente e con il continuo susseguirsi di Asana e momenti meditativi il meccanismo di congelamento automatico si spegne pian piano facendoci godere di una qualità di vita maggiore dominata da una consapevolezza che non immaginavamo neanche. Avere la sensazione di muovere il corpo non solo in gesti meccanici è la grande scoperta/qualità dello Yoga: una scoperta fatta millenni fa e che ancora oggi diviene concetto raffinato e contemporaneo allo stesso tempo; un motivo di ricerca che spinge sempre più a oltrepassare in modo equilibrato i propri limiti non solo fisici ma anche mentali.
Tutti gli uomini partono con ingredienti “buoni” di base che man mano, e con il tempo, tendono a deteriorarsi lasciandoli là a marcire in dispensa oppure scegliendo un libro di ricette sbagliato che non fa dosare bene gli ingredienti. E la paura di tirarli fuori o pensare che non siano abbastanza per la pratica dello Yoga è uno dei limiti che ci poniamo per non incominciare mai o non provare anche se in noi c’è un barlume di voglia di cambiar qualcosa.
Ovviamente non potrà andar bene a primo colpo…o forse si, le vie del Karma sono infinite, ma applicare i giusti principi del Food Design al nostro corpo è un piacere, ma anche un dovere.
Regalare metodi di cottura yogici per i nostri aggregati umani è un modo per viver meglio, per rilassarsi meglio e per cogliere al meglio i nostri momenti felici e affrontare al meglio i nostri momenti di infelicità.
Namasté,
Vittorio Pascale
Allievo praticante di Yoga Integrale presso il Centro Parsifal Yoga, Milano
Fondatore della pagina Fb: Yogamando
Studioso e praticante di
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È morto un artista della fotografia degli anni sessanta, doveva la sua fama a un servizio di più di 2500 fotografie che scattò a Marilyn Monroe prima della sua sfortunata fine.
Ci ha lasciato martedì 25 giugno all’età di 83 anni nella sua amata New York Bert Stern il fotografo che svelò al mondo il vero volto di una delle dive più misteriose e famose della storia, Marilyn Monroe.
Dopo questo servizio la sua fama crebbe incredibilmente ma la verità è che Bert Stern è sempre stato un grande artista impegnato in un percorso di innovazione della fotografia commerciale, di pubblicità e moda.
Abbandona la vita nella stessa città che lo ha visto nascere il 3 ottobre 1929 e crescere a fianco del padre anch’esso fotografo: ritrattista di bambini insegnò a suo figlio a cogliere le sfumature degli occhi per poi svelare la vera essenza delle persone, scartare l’involucro esterno per andare a colpire l’animo più profondo e recondito.
Dopo aver lavorato in alcuni giornali di moda Stern conosce Stanley Kubrick con il quale instaura un’intensa amicizia: è proprio a Stern che il grande regista affida il compito di creare la locandina del film Lolita del 1962, la ragazza che guarda maliziosa dietro gli occhiali di acetato a forma di cuore è proprio uno scatto di Stern.
La sua carriera proseguì intensa e brillante, apportando enormi innovazioni nel mondo della pubblicità, prima fra tutte la campagna visual per la vodka Smirnoff ritenuta e definita rivoluzionaria per la sua disarmante semplicità.
Tuttavia la sua fama è indissolubilmente legata al nome di Marilyn Monroe e alle foto scattate poco prima della scomparsa della diva americana.
Sei settimane prima della sua morte infatti Vogue commissionò un servizio a Stern che chiusosi nel Bel Air Hotel di Los Angeles con Marilyn confezionò un autentico catalogo delle espressioni e pose di Marilyn, considerato il servizio più naturale e autentico della attrice e cantante icona di un’epoca.
Anni dopo Stern concesse un’intervista circa quei giorni e parlò della sua modella, della fantastica esperienza che ebbe con lei: «Era così bella a quel tempo. Non le dissi “posa nuda”. Avvenne tutto spontaneamente, come se ti togliessi un vestito alla volta. Lei si mise a pensare per un momento. Io dissi qualcosa e la posa finale venne da sé».
Le foto furono poi raccolte in un libro pubblicato nel 1992 dal titolo “Marilyn Monroe: the complete last setting”.
Se c’è un artista che non ha bisogno di presentazioni, che basta nominare per dipingere sul volto degli astanti un misto di ammirazione e nostalgia, legata a tutti i ricordi a cui necessariamente Lui ha fatto da colonna sonora, be, quell’artista è Francesco De Gregori. Diciamocelo, chi non ha memoria di almeno un momento della propria vita che sia legato a doppio filo con quella voce da eterno ragazzo e quelle melodie dal sapore così mediterraneo.
Parte della nostra storia, da individui e da italiani, come un preziosissimo gioiello di famiglia, De Gregori ha tuttavia sempre avuto la capacità di sintonizzarsi perfettamente con i tempi cangianti; pur mantenendo il suo ineguagliabile spirito di cantastorie e grande amatore della vita (e delle donne), non ha mai smesso di scrivere meravigliosi brani, grandissimi successi anche anni dopo la pubblicazione dei suoi più grandi capolavori, da Generale a Rimmel, da Titanic ad Alice, da Viva l’Italia a La Donna Cannone. Scoperto da Fabrizio de Andrè in un piccolo studio di registrazione di Roma, sua città natale, ha spiccato il volo con Rimmel, e da li ha volato con le sue ali, diventando uno dei pochi cantautori in grado di “competere” (passatemi il termine, ovviamente di competizione non si tratta) con lo stesso Fabrizio.
Un’avventura musicale lunga una vita lo ha portato nel 2012 alla pubblicazione del suo ultimo album, Sulla Strada, già entrato nei cuori dei suoi più devoti fan, affezionatissimi ai suoi dischi, ma anche, e forse soprattutto, a Francesco, il Principe, il poeta, il giornalista, il musicista di strada, il compagno di viaggio, anche se solo con la voce e con le dita.
In occasione dell’Arconati Music Festival Francesco De Gregori suonerà sul palco allestito nella magica villa alle porte di Milano insieme a Paolo Giovenchi e Lucio Bardi alle chitarre, Alessandro Arianti alle tastiere e fisarmonica, Alessandro Valle al mandolino e pedal steel guitar, Guido Guglielminetti al basso, Stefano Parenti alla batteria, Elena Cirillo al violino.
13/07/2013 Villa Arconati, Bollate (MI) Inizio concerti 21,30 Poltronissima Prima 36€ Poltronissima 31€ Poltrona 26€
Tre parole: solare come pochi altri, socialmente impegnato, capitolino. Okay, non sono esattamente tre parole, più che altro tre concetti, ma io non sono Valeria Rossi e voi non state a fare i pignoli, avete capito cosa intendo e, soprattutto, di cosa stiamo parlando, o meglio, di chi.
Daniele Silvestri, artista ormai entrato nel firmamento dei grandi della musica italiana, costruisce la sua carriera a cavallo tra gli anni ’90 e questi anni zero, debuttando nel 1994 con l’album omonimo vincitore della targa Tenco come miglior album d’esordio. Volando sopra i successi della sua carriera ci si imbatte in numerosissimi altri premi prestigiosi, non solo nel mondo della musica, ma anche in quello del teatro, in cui si cimenta nel ruolo di attore e musicista.
I testi di Silvestri , sempre originali, toccano i temi più svariati, da quelli più inflazionati, come l’amore e i vari sentimenti che turbano l’animo umano, fino a canzoni come Aria, che tratta il tema della vita carceraria, Cohiba ispirata alla rivoluzione cubana o il più recente brano A bocca chiusa, coronamento musicale di un progetto parallelo volto alla sensibilizzazione sul tema del linguaggio dei segni.
Silvestri è un artista conosciuto nel nostro Bel Paese grazie alla sua simpatia, al suo talento, riconoscibile per sensibilità artistica e sociale. Per questo motivo è considerato uno degli artisti più onesti e puri dei nostri tempi, in grado di entrare nel cuore di milioni di fan, e non solo.
Quest’anno Daniele parteciperà, tra le altre cose, al Arconati Music Festival di Bollate, portando in scena uno spettacolo che si prefigge l’obiettivo di essere completo e divertente, vario e a tratti inaspettato. La formazione allargata e mutante di questo tour ha in programma di proporre una scaletta nuova, fatta dei successi storici, ma anche di interpretazioni inedite. Tra le altre novità, la partecipazione di tre grandi nomi della musica italiana: Rodrigo D’Erasmo, Guglielmo Gagliano e Massimo Giangrande. Ad aprire le danze Bobo Rondelli, cantautore livornese originale e sincero.
Si preannuncia uno spettacolo in pieno stile circo itinerante, fatto di bella musica, belle parole e belle persone. Invitati tutti, belli e brutti.
10 luglio 2013 Villa Arconati, Bollate (MI) Inizio concerti 21,30 Prezzo posto unico 25 euro
Cinque anni dopo il trionfale concerto del 2005, i Negramaro tornano a San Siro per una serata che ha tutto il sapore di un evento unico nel suo genere.
La band salentina, capitanata dal "guru" Giuliano Sangiorgi, si appresta infatti a festeggiare il decennale di una carriera costellata di grandi successi: a soffiare le candeline sulla torta, vi saranno anche ospiti d'eccezione, come Elisa Toffoli e i Sud Sound System.
Grande enfasi verrà data ai brani del nuovo album, Una storia semplice, un disco maturo essenzialmente rock ma con venature electro-pop, che ben verranno sottolineate da luci pronte ad illuminare lo stadio, rendendo ancora più emozionante la performance della band.
Non mancheranno momenti più intimisti, grazie all'accompagnamento d'archi del GnuQuartet, che porterà la musica da camera tra gli spalti dello stadio.
Reduci dal trionfale concerto di Londra, dove hanno aperto il live di Bruce Springsteen, i sei salentini sono pronti a travolgere il pubblico milanese con un live emozionante e denso di suoni, colori e sapori del Sud.
Negramaro in concerto
13 luglio 2013
Stadio San Siro
Per maggiori informazioni:
Yoan Lemoine nasce come grafico ed illustratore, formatosi alla Emile Cohl School di Lione, dove nasce nel 1983, ma prosegue la sua formazione artistica a Londra, dove frequenta un corso di serigrafia, e poi a Parigi, dove si unisce allo staff di Luc Besson per la creazione del film d'animazione Arthur e il Popolo dei Minimei e a, nientepopodimenoche, Sofia Coppola nella regia di Marie Antoinette. Tuttavia Yoan farà conoscere il suo nome nel ramo principalmente grazie alla direzione di videoclip di star della musica pop di fama mondiale come Katy Perry (di cui ha diretto Teenage dream), Taylor Swift (Back to December) e Lana Del Rey (Born to die).
La sensibilità artistica di Yoan Lemoine tuttavia non si esaurisce nel campo delle arti visive, ed il progetto Woodkid ne è la prova provata. Si narra che, quando durante le riprese del suo videoclip, Richie Havens decise di mettere un banjo nelle mani del regista, fulmini e saette cominciarono ad esplodere in cielo e una luce blu illuminò l’intero set, abbagliando i presenti. Okay, forse è stato aggiunto un pizzico di colore alla storia, ma resta il fatto che da quel momento Yoan si è trasformato in Woodkid (peraltro un nome degno dei migliori supereroi Marvel, il che giustifica le fantasticazioni riguardo al momento della conversione).
Deciso a dedicare il suo talento alla musica, nel 2011 esce Iron, l’ep contentente le sei tracce che faranno conoscere al mondo il talento musicale fino ad allora celato di Yoan Lemoine, già accostato, per talento e musicalità della voce, alla brillantissima stella di Antony Hegarty (voce ed anima degli Antony and the Johnsons). Il 18 marzo 2013 esce il primo album effettivo dopo il debutto, Golden Age, di cui sono già usciti tre videoclip, girati dallo stesso Yoan: “I Love You”, “Run boy run” ed “Iron”. Musiche intense coronate da una fotografia da togliere il fiato, fanno di questo artista camaleontico la rivelazione artistica dell’anno.
Il 24 luglio 2013, nella splendida cornice di villa Arconati a Bollate, in occasione dell’annuale Arconati Music Festival, Woodkid suonerà per voi contribuendo a scaldare di emozioni l’estate milanese. E voi, ci sarete?
Inizio concerti ore 21,30 Prezzo posto unico 25 euro Arconati Music Festival presso Villa Arconati, Bollate (MI)
Goran Bregovic, il leggendario musicista e compositore bosniaco, torna a Milano giovedi 4 luglio per una data impedibile.
Lasciatevi trasportare dai ritmi sincopati della sua Wedding and Funeral Band, in un turbinio di suggestioni balcaniche e melodie folk.
La musica di Bregovic ha infatti il potere di catapultare l'ascoltatore in terre lontane, grazie alla sapiente commistione di temi zigani e slavi con il tango, rimandando a popoli vicini a noi per storia e cultura.
Negli anni, nonostante il successo planetario, il Maestro ha continuato a prendere parte ad eventi gratuiti, come l'Universiade di Torino (2007), la Notte della Taranta (2012), ritagliandosi del tempo per partecipare, nello stesso anno, anche al Festival di Sanremo accanto a Samuele Bersani.
All'anno scorso risale il suo ultimo album, Champagne for the Gypsies, i cui brani saranno presentati al pubblico milanese insieme ai grandi successi del passato.
Appuntamento dunque al 4 luglio a Villa Arconati, per una serata che sa di viaggi, carovane e allegre danze sotto le stelle.
Goran Bregovic in concerto
4 luglio 2013
Villa Arconati
Via Fametta, Castellazzo di Bollate (Mi)
Per maggiori informazioni:
Mercoledi 3 luglio il Circolo Magnolia accoglie uno dei talenti della musica italiana 2.0: a salire sul palco sarà infatti Andrea Nardinocchi, classe 1986, passione innata per le sette note e per le sperimentazioni sonore.
Andrea si avvicina alla musica sin da piccolo, dapprima prediligendo una formazione accademica per poi allontanarsi dagli strumenti classici a favore di quelli più moderni, come computer e midi.
Il suo debutto è datato estate 2012, con il singolo "Un posto per me", in heavy rotation su tutte le radio italiane, grazie al quale Andrea viene nominato da MTV "artista del mese", per la sua capacità di mixare la melodia italiana con l'elettronica.
Di li a breve, Andrea registra il primo live streaming italiano disponibile su Vevo.com, un successo senza precedenti.
A febbraio giunge la consacrazione definitiva, con la partecipazione alla 63°edizione del Festival di Sanremo, dove presenta il brano "Una storia impossibile", tratto dall'album "Il momento perfetto".
Mercoledì 03 Luglio
ANDREA NARDINOCCHI (live)
DENISE (live) SMASHING WEDNESDAY (djset)
Circolo Magnolia
Via Circonvallazione Idroscalo, 41
20090 - Segrate (MI)
Ingresso: 7,00 euro
Apertura cancelli: ore 19.00
Inizio spettacoli: ore 22.30
Per una serata diversa dal solito tran tran "lavoro-aperitivo-ronfata micidiale", Nerospinto vi consiglia un appuntamento con il nuovo cinema italiano.
L'Ostello Bello in Via Medici 4, ospita infatti,a partire dalle ore 19, la presentazione del film "Italian Movies", lungometraggio uscito nelle sale nel 2012.
La serata vedrà la partecipazione di Matteo Pellegrini e Michele Venitucci, rispettivamente regista e co-protagonista della pellicola.
La notizia circola da poche ore tra il web e i social personali dei protagonisti dell'evento, dunque si tratta di un vero e proprio last-minute da cogliere al volo per una serata diversa e all'insegna delle novità del nostro panorama cinematografico.
Per maggiori informazioni
Un giovedi consacrato alla musica italiana, quello del Carroponte.
Ad esibirsi il 4 luglio vi saranno infatti i Perturbazione, prodotti nientemeno che da Max Casacci dei Subsonica. La band originaria di Rivoli e attiva, sin dal 1988 seppur con formazioni diverse da quella attuale, si è resa ultimamente protagonista di importanti happening culturali quali lo spettacolo "Le città viste dal basso", al quale hanno preso parte importanti nomi della scena musicale italiana come Francesco Bianconi dei Baustelle e Manuel Agnelli degli Afterhours.
La compagine piemontese porterà sul palco del Carroponte i brani tratti dal suo ultimo album, Musica X (edito dalla Mescal), nel quale ritroviamo il consueto mix di pop, rock e folk, nonchè collaborazioni eccellenti che rispondono ai nomi di Luca Carboni ed Erica Mou.
Come di consuetudine, ad anticipare la performance del main group, nel pomeriggio lo spazio Unabita ospita un dibattito aperto a tutti: giovedi è la volta di "60 giorni e finiscono i soldi", una riflessione sulla moderna ricerca del benessere, a partire da un libro di Ludovica Amat .
Arcinfesta 2013: Perturbazione in concerto
start h 21.30
Ingresso 8 euro
"60 giorni e finiscono i soldi "@spazio Uniabita
start h 19.30
Carroponte
via Granelli, Sesto San Giovanni (Mi)
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