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Un altro festival musicale è possibile, lontano dai soliti clichè e con musica nuova, diversa e in grado di travolgere non una, ma ben due importanti città.
Stiamo parlando di UNALTROFESTIVAL, che torna anche quest'anno il 14 e il 15 luglio in due città, Milano e Bologna, con una formula innovativa: le due location scambieranno le lineup, in un innovativo gioco di note e performance.
Milano ha confermato, come location, il Magnolia mentre Bologna ha optato per il Fiera District, in collaborazione con Covo Club.
Queste le lineup
Milano 14 luglio/ Bologna 15 luglio
MGMT
Panda Bear
His Clancyness
Kuroma
Bologna 14 luglio/ Milano 15 luglio
The Dandy Warhols
The Horrors
Temples
Telegram
Foxhound
Per maggiori informazioni:
www.comcerto.it
Facebook: unaltrofestival
www.ticketone.it
Il Collisioni Festival, giunto alla sua sesta edizione, ritorna in Piemonte per una nuova estate di musica e cultura.
L'appuntamento si rinnova, come ogni anno, dal 18 al 21 luglio in quel di Barolo (Cuneo), cittadina in cui si perpetua il proficuo crossover tra linguaggi artistici e generazioni diverse, che è poi la mission stessa del Festival.
Intellettuali, scrittori, grandi nomi della musica e cittadini si ritrovano in una quattro giorni di happening, concerti e tavole rotonde, circondati dalle bellezze delle Langhe, terra famosa per i suoi vini e per il dolce paesaggio collinare.
Questo il programma del Collisioni Festival 2014
18-21 luglio
18 luglio
Deep Purple
19 luglio
Francesco Guccini
Piero Pelù
Mauro Corona
James Ellroy
Suzanne Vega
Michele Serra
Ferzan Ozpetek
Alberto Bertoli
Carlo Petrini
Vasco Brondi
Elisa
Mario Biondi
Salmo
20 luglio
Dario Fo
Herta Müller
Art Spiegelman
Milo Manara
Carlo Lucarelli
Morgan
Jonathan Coe
Gad Lerner
Rita Pavone
Valeria Parrella
Fedez
Francesco De Gregori
Dario Brunori
Gianni Riotta
Andrea Scanzi
Jeffery Deaver
Caparezza
21 luglio
Neil Young
Biglietti acquistabili direttamente in loco (uffici di Barolo in Piazza Falletti lu-ve 9-12.30 e 14.30-18.30, sab-dom 14.30-17.30) oppure sui circuiti Ticketone, CiaoTickets e Ticketboxoffice.it.
Per maggiori informazioni: www.collisioni.it
Conoscete e amate le opere del maestro Gustav Klimt?! Se è così, non potete perdervi la mostra in corso a Palazzo Reale dall'11 marzo e fino al 13 di luglio, che vi permetterà di immergervi nell'incanto e nella fascinazione che i dipinti dell'artista sanno sempre suscitare in chi vi si trova al cospetto, un viaggio questo, che è un'esperienza estetica ed emotiva che non dimenticherete.
Noi di Nerospinto ci siamo stati e vogliamo anticiparvi qualcosa di questa straordinaria esposizione, "Klimt. Alle origini di un mito" è una mostra promossa dal comune di Milano-Cultura, 24 Ore Cultura e Arthemisia Group, realizzata grazie alla collaborazione con il Museo Belvedere di Vienna, e curata da uno dei più famosi studiosi di Klimt, Alfred Weidinger.
L'esposizione si propone di indagare non solo il suo lavoro artistico, ma anche i rapporti familiari e affettivi di Klimt, esplorando gli inizi alla Scuola di Arti Applicate di Vienna e la sua grande passione per il teatro e la musica, attraverso opere provenienti anche da altri importanti musei, tra cui diversi capolavori come Giuditta II, Girasole e Acqua mossa.
Il percorso espositivo si compone di ben 100 opere, nel tentativo di illustrare tutta la carriera dell’artista austriaco: dagli anni della sua formazione con gli studi di arte applicata all’istituto di Art and Craft, a quelli della Secessione Viennese (1897) che auspicava un rinnovamento artistico, per concludere il percorso con la ricostruzione del famoso Fregio di Beethoven (1902). Va detto che di Klimt sono esposti solo 20 dipinti ad olio, ma a mio parere ne vale comunque la pena, in quanto si possono ammirare dei grandi capolavori come Fuochi Fatui, Salomè, Adamo ed Eva (1917), una delle ultime opere dell’artista rimasta incompiuta.
Visitando l'esposizione si parte dalle prime opere, quelle più influenzate dall'arte accademica ufficiale, e ancora di uno stile acerbo, ma che già di differenziavano, per alcuni aspetti, da quelle degli artisti che erano suoi contemporanei, maestri e compagni di studi, nel confronto diretto con le opere di questi ultimi, alle creazioni più mature, influenzate dalla decorazione geometrica bidimensionale tipica delle stampe giapponesi tanto diffuse in quegli anni, con la ricchezza decorativa dell'Art Nouveau, di cui l'artista è considerato uno dei massimi rappresentanti, che si esprimeva anche nell'architettura e nel design di inizio '900, alle atmosfere decadenti e affascinanti delle sue figure umane. I personaggi si fanno preziosi e sempre più distanti, appartengono ad una realtà metafisica ed eterna, raccogliendo gli elementi tipici di un simbolismo prezioso, i richiami all'inconscio, la ricchezza e la morbidezza flessuosa delle forme.
Centrale è la rappresentazione femminile, dalla figura della donna ripresa nella vita quotidiana, alla prostituta, alla femme fatale sensuale, spesso ritratta con i capelli rossi o fluttuante come una sirena (stile molto in voga all'epoca, se si pensa alla Salomè di Oscar Wilde e alle illustrazioni di Aubrey Beardsley) , all'immagine crudele ma seducente che stringe in mano la testa di Giovanni Battista, drammatica e affascinante. Allegoria, simbolismo e un nascente espressionismo fanno di klimt il rappresentante di un’epoca “apparentemente” d’oro che si interrogava sull’esistenza, la vita, la morte, la vecchiaia, la fama, il rapporto uomo-donna, sulla natura, mettendo al primo posto l’umanità.
In lui prevale l'evocazione della realtà, piuttosto che la sua rappresentazione; la linea elegante, morbida e sinuosa, la bidimensionalità delle forme, l'accostamento sapiente dei colori, il preziosismo. Ma l'arte di Klimt non è esclusivamente espressione di un mondo interiore angosciato, come appare in molte sue opere: è capace di rendere al meglio anche l'ultima magica poesia di un bel paesaggio o la forza interiore che emana dai visi di alcuni ritratti femminili.
Di particolare rilievo i dipinti esposti che rappresentano "La Filosofia" e "La Medicina", la prima nonostante le critiche ricevute vinse il primo premio all'Esposizione Universale di parigi del 1900. Non si tratta più del limpido stile storicista tanto amato dai viennesi, ma un fluire di corpi simbolici e metafisici; non una parata dei grandi pensatori del passato ma un turbinio di forze oscure e non rassicuranti. A sinistra una massa di corpi in diversi atteggiamenti, giovani e anziani, disperati o sereni; a destra uno sfondo punteggiato di stelle su cui aleggia un volto misterioso (l'enigma del mondo) mentre in basso spunta un volto femminile radioso: La Filosofia. Klimt presenta La Medicina nello stesso stile de La Filosofia: stessi corpi fluttuanti che simboleggiano la vita, in mezzo ai quali vi è la Morte; si distacca una figura femminile nuda che rappresenta la liberazione dal dolore. In basso la figura mitologica di Hygeia (Igea) figlia di Esculapio, che impersona la medicina.
L'artista irrompeva i primi anni del ‘900 sulla scena austriaca insieme ad un gruppo di artisti ostili agli insegnamenti tradizionali dell’Accademia. Durante l'esposizione si illustra anche l'aspetto privato ed intimo dell'uomo, dal rapporto con i due fratelli minori Ernst e George con i quali Gustav Klimt fondava la “Compagnia degli Artisti”, a quello artistico e professionale, per dedicare invece la sala finale al tema del fregio che fa da epilogo alla mostra, utile ad interpretare il nucleo espressivo dell’arte di Klimt.
La visita si muove sulle note della musica dell'epoca, e di brani di musica classica più nota con compositori come Beethoven, diffusa per le diverse sale, in particolare nella stupenda sala che contiene "Il Fregio di Beethoven" ispirato dalla nona sinfonia del musicista ricostruito così come Klimt l’aveva allestito nel 1902. Resta l’impressione di entrare nell’atmosfera dell’opera. Il fregio occupa tre pareti della sala (come allora) è formato da sette pannelli di 2 metri di altezza e 24 di lunghezza. Per far risaltare la superficie Klimt inserì frammenti di specchi, vetri e chiodi su una tecnica già molto elaborata di caseina su intonaco. Questo dipinto, in cui Klimt raffigura l’eterna lotta tra il male e il bene, è un tentativo di ricerca della felicità, simboleggiata da un albero dorato della vita e una ragazza che aspetta l’amato per abbracciarlo: una felicità ritrovata. Lo spazio è ricco di elementi decorativi che provengono da culture diverse, la presenza di figure che fluttuano accompagnando il cavaliere che, alla fine del suo percorso, giunge in un mondo di pura gioia che culmina in un bacio. La magia di questa sala è amplificata dalla musica di sottofondo che la rende davvero incantevole. Altri capolavori di Klimt sono ‘Salomè’, la tagliatrice di teste, la donna attraente e funesta, e ‘Adamo ed Eva’ opera finale di questa mostra, opera incompiuta, celebra la fine di un'epoca, la donna è bionda e l'uomo l'abbraccia rilassato, quasi fosse la rappresentazione di un paradiso perduto, questa, tra le utlieme creazioni di Klimt, sembra celebrare l'aura di un mondo dorato che già non c'era più, o che forse mai c'era stato, se non in un lontano ideale soltanto evocato, ma che sempre riesce a rivivere ai nostri occhi nello splendore della sua opera.
Klimt. Alle origini di un mito
11 marzo 2014 - 13 luglio 2014
Palazzo Reale, Milano
ORARI:
Lunedì: 14.30-19-30
Martedì, mercoledì e domenica: 9.30-19.30
Giovedì, venerdì e sabato: 9.30-22.30
BIGLIETTI: intero €11, ridotto €9.50, ridotto speciale € 5.50
PER INFORMAZIONI:
www.comune.milano.it
www.klimtmilano.it
Giovanna Canonico
Fino al 7 settembre 2014 il Museo del Novecento di Milano, ospita la mostra: Munari Politecnico.
Provenienti dalla raccolta di Bruno Danese e Jacqueline Vodoz, oltre che dalle Collezioni Civiche del Comune di Milano, dal Museo del Novecento e dagli archivi dell'Istituto Internazionale di Studi sul Futurismo (ISISUF) fondato dallo stesso Munari, le opere ci raccontano la storia di un artista originale, animato da una continua necessità di ricerca che si traduce in riflessione e sfocia nel fare declinato in ambiti diversi: dalla pittura, alla scultura, passando per la grafica, il design e la pedagogia.
Un artista politecnico appunto, capace di attraversare diverse discipline, teso a voler scardinare quel concetto di artista interpretato come persona di alta cultura ed intenzionato a spingere sull'importanza che tale figura assume solo se abbandona il ruolo di “prima donna” per mischiarsi alla gente comune mettendo quindi in discussione tanto se stesso quanto il suo lavoro.
La caleidoscopica personalità di Munari emerge dalle quattro sezioni in cui la mostra si divide:
-orientamenti artistici giovanili
-il rapporto con la ricerca scientifica
-l'arte come genitrice di nuove discipline
-la produzione artistica durante quei movimenti che attraversarono il novecento e di cui Munari fu attivo partecipatore.
La vita e le fasi creative del suo lavoro compongono invece la sezione fotografica intitolata “Chi s'è visto s'è visto” perifrasi cara a Munari che gioca, negli scatti che lo ritraggono ad opera di Ada Ardessi e Atto amici e collaboratori, con le possibilità espressive offerte dall'autoritratto.
La mostra non ha un catalogo ma durante il suo svolgimento il curatore raccoglierà testimonianze ed interviste di coloro che hanno incontrato Munari e con lui hanno lavorato con l'intento di redigere una pubblicazione, la cui uscita è prevista al termine dell'esposizione, che ha l'obiettivo di arricchire, attraverso un lavoro vitale e meticoloso, ciò che si conosce della multiforme figura artistica di Bruno Munari.
Munari Politecnico
6 aprile - 7settembre 2014
Museo del Novecento – Piazza Duomo Milano
Gli orari di apertura al pubblico del Museo sono i seguenti:
LUN.14.30 - 19.30
MAR.MER. VEN.e DOM. 9.30 - 19.30
GIO. e SAB. 9.30 - 22.30
Ingresso gratuito ogni giorno a partire da due ore prima dalla chiusura del Museo.
Ogni venerdì gratis dalle 15.30.
Biglietto intero 5 euro
Biglietto ridotto 3 euro
Un compleanno speciale, da celebrare in grande stile quello dei 25 anni di Magnum!
Oggi il famoso brand di gelati compie 25 e festeggerà presso l’esclusivo Ondine Beach di Cannes che vedrà riunirsi grandi nomi dello spettacolo, italiani e internazionali, oltre alle celebrità prenderanno parte alle anche 8 fortunati fan, volati apposta nella famosa località per l’occasione, di Magnum scelti tra i partecipanti al concorso #Unlockthelook, realizzato dall’agenzia creativa xister. Gli 8 fortunati indosseranno gli abiti su misura creati per l’occasione dagli stilisti di Rossorame.
I partecipanti al concorso realizzato dall’agenzia creativa xister, hanno caricato una loro foto, con look in stile Magnum: sexy chic, smart casual e romantic elegance. Grazie alla selezione della rete, le 20 foto più votate sono state selezionate dagli stessi stilisti Rossorame che, in qualità di giudici, hanno decretato gli 8 – 4 donne e 4 uomini – fortunati vincitori che indosseranno i preziosi abiti da sera della Capsule Collection Whispered Dreams ideata dagli stilisti Rossorame, chosen by Dolce & Gabbana.
Ospiti d’eccezione gli attori italiani Luca Argentero e Valeria Solarino e la star Kylie Minogue. Una blogger d’eccezione, Chiara Ferragni, aggiornerà i suoi fan in tempo reale su tutte le chicche della serata, dai look ai momenti clou del party sul suo profilo twitter, facebook e instagram, oltre ad essere visibili sulla fanpage di Magnum.
Per l’occasione sarà possibile seguire il livestreaming in contemporanea con Cannes dal Magnum Pleasure Store di Napoli, collegandosi al sito www.unlockthelook.com, sarà possibile vedere la diretta del party di Napoli, animato da un dj set e le esclusive creazioni Magnum.
Tanti auguri Magnum!
SITO UFFICIALE :: http://www.unlockthelook.com/b-day-party
PAGINA FACEBOOK :: https://www.facebook.com/MagnumIT
Imperdibile appuntamento al Museo di Fotografia di Cinisello Balsamo fino al 12 ottobre 2014 con “Storie del Sud Italia”, in occasione dei 10 anni di attività del museo.
Il Museo di Fotografia Contemporanea propone una grande mostra dedicata al Sud dell’Italia con opere dalle sue collezioni attraverso le immagini di importanti e noti autori che hanno costruito la storia della fotografia italiana.
Le fotografie in mostra coprono un arco storico di cinquant’anni, dal secondo dopoguerra ai primi anni Novanta, e toccano questioni profondamente legate all’identità economica e culturale delle aree meridionali: la vita rurale descritta nel rapporto con la terra e con gli animali, la tradizione religiosa, l’antica ritualità del culto dei morti, il Carnevale, l’emarginazione sociale e il degrado urbano, il lavoro in miniera, il problema della disoccupazione e le lotte per combatterla, le figure dei bambini, vere icone del Sud, i sapienti oggetti della cultura popolare, il tema della mafia, doloroso e offensivo per queste genti, il paesaggio del mare e quello della campagna, richiami alla bellezza di terre straordinarie e a lungo sfortunate.
Si tratta di una mostra intensa e ricca di spunti non solo sul piano informativo ma anche su quello emotivo, composta di immagini di forte impatto sociale e di alto valore estetico, che restituisce un problematico spaccato dell’ambiente sociale ed etno-antropologico di una parte importante dell’Italia.
Oltre che per l’importanza degli autori e della “questione meridionale” stessa, di grande peso nel passato e ancora di scottante attualità per il nostro paese, la scelta di questo tema è stata anche pensata in relazione alla città di Cinisello Balsamo, che da10 anni ospita il Museo di Fotografia Contemporanea.
Infatti Cinisello Balsamo, città dell’hinterland milanese fortemente investito dal grande processo di industrializzazione durante il “boom” economico, è un luogo di immigrazione la sua popolazione cresce grazie anche all’arrivo di persone provenienti soprattutto dalle regioni meridionali, che diventano i lavoratori delle grandi fabbriche del nord Milano, dunque gli attori fondamentali dell’economia di questa vasta area, e dell’economia italiana stessa.
Una mostra emozionale che racconta uno spaccato dell’Italia.
Assolutamente da non perdere!
Storie dal Sud Italia
Dal 12 Aprile 2014 al 12 Ottobre 2014
Museo di Fotografia Contemporanea
Villa Ghirlanda, via Frova 10 20092 Cinisello Balsamo – Milano
ORARIO DI APERTURA mercoledì, giovedì e venerdì dalle ore 15 alle 19 sabato e domenica dalle ore 11 alle 19
Dopo l'evento con Nanni Balestrini dello scorso Marzo e la rappresentazione del testo erotico “Manisutra”, inserita tra gli eventi ufficiali del Fuori Salone 2014, i NOMADIdiPAROLE tornano giovedì 29 Maggio con una serata da non perdere per gli amanti delle buone letture, “13 sotto il lenzuolo” di Giuliano Pavone (Marsilio Editore).
Un tuffo negli anni ‘80, precisamente all’indomani della vittoria italiana ai Mondiali, quando Pertini scoppiò in un tumulto di gioia, mentre gli italiani si preparavano a festeggiare. La calda estate in un piccolo paese della Puglia, l’Hotel Paradise che offre le sue stanze per la realizzazione di un film, rigorosamente commedia sexy di serie B, il giovane protagonista che s’invaghisce dell’attrice e per conquistarla inventa un fantomatico 13 al Totocalcio: Giuliano Pavone racconta l’Italia che fu. Quella dove ci si divertiva, capace di ridere anche di se stessa, dove soltanto in lontananza si avvertivano i rumori delle bombe in Libano o gli spari contro il Generale Dalla Chiesa.
Dalla nascita del collettivo si contano oramai diverse rap-presentazioni, capaci di attirare sempre più l’attenzione del pubblico. Nata dall’unione di due attori di teatro provenienti dalla scuola “Quelli di Grock”, Simone Gerace e Giulia Telli, con lo scrittore e autore televisivo Christian Mascheroni e con Alice Cimini, esperta di comunicazione e curatrice di eventi, NOMADIdiPAROLE è una formula tutta nuova di avvicinare le persone alla lettura, mentre le parole, i protagonisti e i luoghi escono dalle pagine del libro per trasformarsi in corpi, voci e movimenti.
in scena: Simone Mastrotisi - modera l'incontro con l'autore: Christian Mascheroni
sul blog ufficiale nomadidiparole.blogspot.it
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su twitter @nomadiDIparole
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Giulia Telli – 380.3589720 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Fino al 31 Luglio 2014 imperdibile appuntamento con la mostra Frontiere Varcate, presso il Museo del Novecento, curata dalla Fondazione Guido Lodovico Luzzatto di Milano, che intende far conoscere al pubblico il critico d’arte Guido Lodovico Luzzatto (Milano 1903-1990) a ventiquattro anni dalla sua scomparsa e a diciotto dalla nascita della Fondazione a lui intitolata.
Una storia affascinante e rivoluzionaria quella del famoso critico, capace di trarre da essa l’abilità e la maestria che hanno dato vita ai suoi lavori.
Antifascista della prima ora, figlio di uno dei dodici professori che nel 1931 rifiutarono il giuramento al regime, dopo la laurea in storia dell’arte con Paolo D’Ancona iniziò a collaborare a “La Giustizia”, “La Sera” e a numerose riviste d’arte, come “Le Arti Plastiche”, “Il Giornale dell’arte”, “La Casabella”, “L’Arte” di Adolfo e Lionello Venturi, oltre che ai giornali della concentrazione antifascista di Parigi per i quali tenne dal 1929 al 1933 un costante aggiornamento sui fatti italiani.
I soggiorni degli anni venti a Francoforte, Berlino e Parigi gli permisero il primato dell’aggiornamento sulla pittura espressionista tedesca (Franz Marc, Hermann Lismann, Oskar Kokoschka) e sull’École de Paris (Kisling, Chagall, Muter) sulla stampa italiana.
Nel 1936 pubblicò la prima monografia italiana su Van Gogh presso l’editore Guanda, che circolò fra gli artisti del nascente gruppo di “Corrente” influenzandone e rafforzandone gli orientamenti stilistici.
Il percorso della mostra intende mettere in luce l’originalità della proposta critica di Luzzatto nel contesto storico coevo, attraverso sezioni documentate, video, libri, che racconteranno la vita cosmopolita, oltre frontiera, del critico d’arte.
Saranno esposti, infatti, i materiali dell’archivio privato che fotografano il critico nell’esercizio del suo mestiere: le corrispondenze personali con Marc Chagall, Oskar Kokoschka, Max Liebermann, Adolfo Wildt, Felice Casorati, Arturo Nathan, Albin Egger-Lienz, le riproduzioni d’epoca delle loro opere d’arte, i manoscritti, le monografie e i cataloghi di mostre.
Edizioni molto rare come la collana francese di arte ebraica Le Triangle, cataloghi e libri introvabili degli editori dell’avanguardia si alterneranno alle tracce lasciate da Luzzatto nei suoi pellegrinaggi oltre frontiera, nelle grandi capitali europee: Amsterdam, Berlino e Parigi.
Verranno, inoltre, esposti alcuni dipinti, disegni e incisioni che Luzzatto ricevette in dono dagli artisti, in segno di ringraziamento per i suoi scritti (Anselmo Bucci, Siro Penagini, Dario Viterbo, Adolfo Wildt), oltre al Ritratto di Claudio Treves, il politico socialista antifascista emigrato a Parigi nel 1926, dipinto nella capitale francese nel 1930 da Mela Muter, oggi conservato presso il Museo di Milano e di Storia Contemporanea al quale Luzzatto lo aveva proposto all’inizio degli anni settanta quando, morta la pittrice, rintracciò il quadro in una galleria privata di Colonia.
Una sezione documentaria riservata alla famiglia di Guido e alla vicenda personale, infine, sarà complementare all’attività nell’ambito artistico; dimostrando che le matrici dell’impegno etico e politico erano radicate nella famiglia di provenienza e strettamente correlate all’idea di avvicinare democraticamente il pubblico all’arte. La sempre più rapida, catastrofica, trasformazione del clima culturale europeo alla fine degli anni trenta portò Luzzatto a scrivere una cronaca della campagna razziale, quasi un diario della terribile precarietà dell’esistenza prima dell’esilio permanente degli anni di guerra.
Una mostra imperdibile, per conoscere uno dei più grandi critici del ‘900.
FRONTIERE VARCATE - Il critico Guido Lodovico Luzzatto 1922-1940
6 aprile – 31 luglio 2014
Museo del Novecento
Via Marconi, 1 20122 Milano
info e prenotazioni
T +39.0243353522
Biglietto intero 5 euro
Biglietto ridotto 3 euro
Gli orari di apertura al pubblico del Museo sono i seguenti: LUN. 14.30 - 19.30 MAR. MER. VEN. e DOM. 9.30 - 19.30 GIO. e SAB. 9.30 - 22.30
Un evento imperdibile ed indimenticabile dal 5 all'8 Giugno che metterà in luce l'abilità dei riders accompagnati da un vero e proprio festival musicale: NON MANCARE!!
AMF (Aquabike Music Festival)unisce sport e divertimento, musica e adrenalina. per la prima volta il campionato del mondo di Aquabike (moto d’acqua) si terrà all’interno di un music festival. Sul palcoscenico dell’Idroscalo si esibiscono dj e artisti di fama internazionale mentre in acqua si sfidano i “riders” più forti del mondo. Spettacolo, adrenalina e musica fanno di AMF un evento che coinvolge il pubblico a tutto tondo! Un evento dal concept innovativo e giovane che ambisce a diventare un appuntamento fisso nel panorama milanese gli orari, dalle ore 14.00 del 5 giugno alle ore 18.00 dell’8 giugno.
Programma:
Giovedì 5 Giugno 14.00-16.00 Timed Trials Parallel Slalom: prove libere 19.00-21.00 Campionato del mondo di Slalom Parallelo Ski & Runabout e show Freestyle notturno 21.00-02.00 Opening party
Venerdì 6 Giugno 10.00 – 10.30 Ski Division GP1: prove libere 10.35 – 11.05 Runabout GP1 1st Group: pole position 11.10 – 11.40 Runabout GP1 2nd Group: pole position 11.45 – 12.15 Freestyle 15.30 – 16.00 Ski division GP1 16.15 – 16.45 Runabout GP1 17.00 – 17.30 Freestyle 22.00 – 02.00 Dj set con diretto da CHRISTIAN VLAD nelDANCE CORNER NIGHT con: ALEX GUESTA, SIMON DE JANO, LUSH & SIMON, BOTTAI, RUDEEJAY, MARVIN, WE ARE PRESIDENTS, ALAIA & GALLO, ANDREA PELLIZZARI, ALEX GRAY, BOOSTYKIDS, OUT OF SYNC, ALEX TOZZO
Sabato 7 Giugno 10.30-11.50 Free Practice: Prove Libere (10.30 – 10.50 Ski Division GP1 / 11.00 – 11.20 Runabout GP1 / 11.30 – 11.50 Freestyle) 12.00 - 12.30 FIM presenta Barca del Sorriso 12.00 - 15.00 Corso Guida Sicura Moto d’acqua 15.30-17.30 Campionato del mondo Aquabike – Gran Premio d’Italia Gara 1 (15.30 – 16.00 Ski Division GP1 / 16.15 – 16.45 Freestyle / 17.00 – 17.30 Runabout GP1) 18.00 - 21.30 Premiazione Gran Premio d’Italia 21.30 - 02.00 Inaugurazione estiva dell'Idroscalo: Dj set con Simon De Jano
Domenica 8 Giugno 10.30 - 11.50 Prove Libere (10.30 – 11.30 Ski Division GP1 / Gara 2 11.30 – 11.50 Freestyle) 15.30 - 17.30 Campionato del mondo Aquabike – Gran Premio d’Italia Gara 2 (15.30 – 16.00 Ski Division GP1 /16.15 – 16.45 Freestyle /17.00 – 17.30 Runabout GP1) 18.00 Premiazione Gran Premio d'Italia
MUSIC FESTIVAL / Musica e divertimento Il music festival porta, all'interno di una suggestiva cornice, presso una location straordinaria come l’Idroscalo di Milano la musica che diventa la vera e propria protagonista di AQUABIKE MUSIC FESTIVAL! In collaborazione con Nicolò Cavalchini, da anni uno dei più ricercati musicisti del panorama milanese e non solo, vengono organizzati incredibili show dedicati a tutti coloro che vogliono vivere la notte fino in fondo. DJs e artisti di fama internazionale animano le serate AMF dal palco allestito per l’occasione nello spazio accanto alle tribune. Musica e divertimento a bordo acqua ammirando le spettacolari evoluzioni dei piloti sotto la luce dei riflettori.
imperdibile appuntamento: non mancare!!
AMF Aquabike Music Festival
5 - 8 Giugno 2014
@Idroscalo www.idroscalo.info
Tre irrinunciabili appuntamenti per oggi, domenica 11 maggio, nella storica e affascinante città di Firenze all'interno della rassegna di teatro e danza contemporanea "Fabbrica Europa".
Alle ore 16 allo spazio Stazione Leopolda, in via Fratelli Rosselli 5, Il Teatro Nazionale Serbo di Novi Sad porta in scena per la prima volta in Italia il Gabbiano di Checov con la regia di Tomi Janežič.
Uno spettacolo straordinario con un cast formato da trenta persone che anima il palco per più di sei ore, un progetto partorito dopo sedici mesi di lavoro il cui intento è quello di fare domande che toccano il mondo del teatro, della creatività, delle arti in senso generale e che, ovviamente, non risparmiano la vita.
L'obiettivo è quello di rallentare il passo della voracità del nostro quotidiano che ci porta a rimandare di continuo la necessità di raccoglierci intorno ad una più profonda riflessione sulla vita e su tutto ciò che le gravita intorno con un alienante risultato in cui confronto e condivisione vengono inevitabilmente a mancare.
Quattro atti che risultano essere quattro spettacoli fatti e finiti non isolati ma legati tra loro, in cui gli attori vengono percipiti come persone e non come personaggi poiché in questo viaggio teatrale lo spettatore vede l'interprete alle prese con la vita, le relazioni, gli errori e i tentativi, passaggi che riguardano ognuno di noi e che non spersonalizzano gli artisti ma restituiscono loro un'identita tanto che il pubblico può ritrovare se stesso in ciò che guarda e ascolta.
Uno spettacolo che cresce davanti al pubblico e con il pubblico in un vortice di emozioni e sentimenti che presto o tardi toccano ognuno di noi.
Biglietti: euro 20 / 15
Durata 6 ore e 30 minuti, con tre intervalli.
IN LINGUA ORIGINALE CON TRADUZIONE SIMULTANEA IN CUFFIA.
Mentre alle ore 21 nella cornice del Teatro Cantiere Florida in via Pisana 111, la compagnia Slovensko Mladinsko Gledališče di Lubiana porta in scena Maledetto sia il traditore della sua patria! da un progetto di uno dei più notevoli drammaturgo/regista della scena balcanica: Oliver Frljić. Lo spettacolo indaga il rapporto di amore/odio con il teatro e gli attori si esibiscono in un'atmosfera amara, seria, arrivando a sfiorare la tragicità attraverso l'uso di traumi bellici e politici che offrono lo spunto per domande che potremmo definire globali ovvero di tutti poiché toccano temi come i confini della libertà sociale e artistica, la responsabilità individuale e collettiva, la tolleranza e gli stereotipi.
E' uno spettacolo quello di Frljić in cui la morte ha un ruolo fondamentale e, attraverso la ripetizione della morte degli attori ed il “ritorno alla vita” di questi stessi, il regista intende dimostrare l'immobilità degli automatismi su cui si adagia oggi la rappresentazione teatrale.
La morte, inevitabilmente, attraversa lo spazio scenico per prendere possesso dello spazio che le spetta nella vita, ed è proprio attraverso l'analisi dello svilimento della morte all'interno della rappresentazione teatrale che siamo portati a chiederci quale peso viene dato alla morte vera oggi.
Per capirlo basta guardare un telegiornale che dia notizia di quelle terre insaguinate da anni da guerre sporche o di quei luoghi colpiti mortalmente da catastrofi naturali.
Sono morti che non ci toccano quasi più.
Biglietti: euro 15 / 12
Durata 75 minuti.
IN LINGUA ORIGINALE CON SOTTOTITOLI IN ITALIANO.
Ed infine alle ore 22 nella ExChiesa San Carlo dei Barnabiti in Via Sant’Agostino 23, Samuele Cardini e Monica Baroni, della compagnia L'O.fficina, presentano A+E un lavoro che trae ispirazione dal progetto fotografico di Duane Michals: «Il Paradiso Perduto».
In questo lavoro la rotazione di sei fotogrammi proietta due figure, Adamo ed Eva, in un tempo indefinito in cui i due sono stati esiliati dalla terra dell' Eden e, spogliati delle loro «Vesti di Luce», si scoprono fragili e consapevoli.
Si assiste ad un continuo gioco di coppia, uomo-donna, bene-male, moto-stasi, ascesa-declino, in cui queste antitesi cercano una stabilità intrecciandosi, mescolandosi uno dentro l'altro, con il conseguente risultato di lasciare un segno nella memoria e di ritrovare solo nel ricordo quell'unità a cui aspirano.
Adamo ed Eva sono persi in uno spazio e in un tempo di cui non si sentono figli e per questo lo spettacolo è un costante richiamo al passato, un perpetuarsi di flashback che riallacciano lo spettatore all'origine restituendogli il senso profondo di quell'Eden dove concetti come uguale e diverso vengono svestiti del loro significato e la nudità diventa simbolo di una condizione di neutralità.
Posti limitati, prenotazione obbligatoria, Info: 055 2638480
Durata: 45 minuti
Jean-Paul Sartre diceva: “Ciò che non è assolutamente possibile è non scegliere”.
In questa domenica pomeriggio Firenze vi offre non una possibilità di scelta, ma ben tre!
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