Nerospinto ha incontrato il cantautore toscano Saverio Guerrini.
Il suo Dietro il sole, appena uscito su Etichetta La Stanza Nascosta Records, è una potente narrazione dell’irrisolto che ha la caparbietà feroce di certi ricordi; l’insostenibile, immateriale, vividezza dei sogni perduti .
I testi, accostabili per certi versi alla poesia scarna del David Sylvian di Secrets of the Beehive (Vivo dentro la città/ che non ha inverno/dentro la città che/non muore mai/abito nel corpo/ in cui non piove mai/a volte come re o forse un carceriere) si muovono sul crinale vertiginoso tra memoria e esercizio quotidiano di salvezza.
"Una goccia pura in un oceano di rumore”, prendendo in prestito le parole di Bono su Buckley. E, davvero, la vocalità diafana, quasi opalescente, di Guerrini è la porta d’accesso a una purezza aurorale, esordica, sospesa tra graffio e minimalismo slowcore. Un’opera irradiante.
Nel 1996 ha dato vita al progetto artistico più longevo della sua carriera, i Madame Du Bois, di cui è fondatore, voce e compositore della quasi totalità di musiche e testi. Che ricordo ha di questa esperienza, durata- tra cambi di formazione e sperimentazione di diversi generi musicali- fino al 2020?
Quasi sicuramente è stato il mio progetto più importante, quello a cui sono più legato, nel quale ho condiviso la strada con tante belle persone e ho suonato in posti prestigiosi (penso a Telethon in Piazza dei Cavalieri a Pisa, o all’apertura a Robben Ford e Dream Teather al Pistoia Blues).
Quali sono i suoi riferimenti musicali? Azzardiamo
Jeff Buckley, Radiohead, Pearl Jam , Alice in Chains…Ci corregga e ci indirizzi!
Tutto giusto! Aggiungerei i primi Litfiba e tutta la new wave fiorentina…e poi la mia prima passione, mai sopita, per tutto il mondo progressive (King Crimson, Genesis…ma anche Pfm o Banco del Mutuo Soccorso).
Tra i cantautori italiani sente di avere un debito con qualcuno in particolare?
Ho un grosso debito con il cantautorato, diciamo classico, cioè i vari De André, De Gregori, Fossati, che ho ascoltato fino allo sfinimento da quando ero piccolo…ma fonte di ispirazione, a livello italiano, è stata tutta la scena indie di fine’90, su tutti Afterhours e Paolo Benvegnù, che ho continuato a seguire fino alla sua tragica scomparsa.
Alcuni suoi versi sono da antologia letteraria… le piace la poesia?
Beh, intanto grazie per il bellissimo complimento…sì, amo molto la poesia e ne leggo molta, in Italia sicuramente Pavese e Alda Merini, poi i classici Yeats e Beckett…di recente mi sono innamorato di un libro, La lugubre gondola di Tomas Tranströmer, Premio Nobel scandinavo, che ha stimolato il mio immaginario verso paesi diversi, più nordici…
Dietro il sole racconta la lunga strada verso la guarigione, prima di tutto da se stessi, ed è contemporaneamente una presa di coscienza del fatto che la guarigione non finisce mai- racconta la nota stampa di accompagnamento al disco. Si sente un resiliente, un resistente o un sopravvissuto?
Credo resiliente , la guarigione per me è passata-sta passando- dall’accettazione…ci trasformiamo, diventiamo gli stessi ma in modo diverso. Un mio caro amico però, recentemente, mi ha definito un sopravvissuto ; credo che le cose si assomiglino.
Dal 2013 è anche una delle voci degli spettacoli “The wall live orchestra” e “Pink Floyd History”,con cui prende parte a diversi tour europei (che abbracciano Polonia, Romania, Ungheria, Repubblica Ceca, Bulgaria, Svizzera e Slovenia) e calca il palco di alcuni dei maggiori teatri italiani come Il Brancaccio, Il teatro della Luna e La Versiliana. Vuole raccontarci un aneddoto di questa esperienza?
Un’esperienza bellissima e formativa, che continua tuttora, ho imparato un sacco di cose e scoperto diversi limiti da sfidare, quando sei in giro cambiano le dinamiche sotto molti punti di vista, dai rapporti interpersonali alla gestione delle energie sul lungo termine…diciamo che si impara un sacco anche a divertirsi in modo diverso.
La sua timbrica ricorda quella di Bono Vox, glielo hanno mai detto?
Grazie, paragone difficile anche perchè Bono è uno dei motivi per cui ho cominciato a cantare…faccio parte di un tributo agli U2, con il quale suoniamo troppo poco, purtroppo…
Come si vede tra dieci anni?
A suonare, o almeno a provarci… e a continuare a scrivere
Qual è il tratto principale del suo carattere?
Sono molto paziente…
Il libro che ha sul comodino?
La fisica dei supereroi di James Kakalios.
Il regista a cui affiderebbe un film sulla sua vita?
Wim Wenders.
Vuole regalare ai lettori di Nerospinto una playlist autunnale di cinque canzoni?
Routine, Steven Wilson
I Surrender, David Sylvian
27/12, Paolo Benvegnù
Angie, Bert Jansch
The wrong child, REM
Dopo l’uscita di Dietro il sole c’è qualcosa che bolle in pentola? Magari un estratto con videoclip?
Sì, stiamo ultimando le riprese del videoclip di Scegli me, a cura della regista e videomaker Irene Franchi.
Photo Credits: Elena Nencini
