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Al via la realizzazione del docufilm Ti resto accanto (Storie di cura e amore), che restituisce diritto di parola e di sguardo ai caregiver familiari

Al via la realizzazione del docufilm Ti resto accanto (Storie di cura e amore), che restituisce diritto di parola e di sguardo ai caregiver familiari

In Italia, i caregiver familiari rappresentano un welfare invisibile ma vitale, formato da milioni di persone che scelgono, o si trovano costrette, a dedicare la propria vita all'assistenza di un familiare con disabilità, malattia o non autosufficienza.
Si tratta di una condizione sociale complessa, spesso caratterizzata dall'isolamento, dal burnout emotivo e da una profonda mancanza di tutele legislative e riconoscimento pubblico.

Dall'urgenza di rompere questo silenzio istituzionale e sociale nasce il progetto Ti resto accanto (Storie di cura e amore), un documentario sociale collettivo a struttura aperta, che verrà realizzato interamente con i contributi video inviati direttamente dai caregiver. E' possibile fin d'ora partecipare al progetto inviando i propri video, realizzati anche solo attraverso il proprio smartphone, nel form del sito dedicato: https://tirestoaccanto.it/

Il progetto è firmato da EventiAvanti, realtà attiva nell'organizzazione di eventi e spettacoli, e da APS PartyVolontario, con il significativo supporto e la collaborazione di CFU- Coordinamento Nazionale Caregiver Familiari Uniti.
La rete nazionale di caregiver CFU-Caregiver Familiari Uniti, fondata nell’ottobre 2025 da Alessandra Corradi (portavoce nazionale), Rosa Maltese e Vincenza Zagra, si adopera attivamente per l’ottenimento di diritti, tutele ulteriori e di un reale riconoscimento istituzionale della figura del caregiver.
Per raccontare fedelmente la realtà di chi dedica la propria vita all'accudimento di un familiare in condizione di fragilità, si è reso necessario, in un certo senso, scardinare i canoni del racconto documentaristico classico restituendo il diritto di parola e di "sguardo" direttamente ai protagonisti. Lasciare i caregiver liberi di documentare la propria quotidianità significa dare importanza artistica e politica a quei frammenti di vita che altrimenti rimarrebbero chiusi tra le mura domestiche, nel segno di un'estetica della verità non inquinata da uno sguardo esterno o da dettami registici stringenti.

Il docufilm vero e proprio prenderà forma grazie al prezioso intervento di uno staff tecnico di professionisti di montaggio video, sound design e color correction, coordinati da una esperta regia cinematografica.
Il montaggio non sarà dunque una mera fase di assemblaggio, ma l'atto stesso di scrittura dell’opera.

Fondamentale sarà la tessitura narrativa e cinematografica dei video-diari inviati dai caregiver familiari e pervenuti alla produzione, accostati per analogia, contrasto o risonanza emotiva in un mosaico audiovisivo che risponde alla necessità sociale di creare comunità e condivisione, attenuando la solitudine del caregiver e contribuendo a sensibilizzare un pubblico trasversale sul valore di chi sceglie di restare accanto.

Un docufilm intimo, testimonianza autentica della dimensione dell’accudimento familiare nei confronti di soggetti fragili, diventa così dichiarazione collettiva.
“Fotografie” domestiche, piccoli abbecedari emozionali, dettagli minimi di un sentire troppo spesso sommerso, storie invisibili alle quali è restituita voce e presenza in un lungo flusso di coscienza che si fa narrazione corale.
Volti, gesti, sguardi, la quotidianità sacrale di oggetti e spazi condivisi; esistenze come costellazioni periferiche, scandite da rituali silenziosi e scarti improvvisi. 
Un'inquadratura mossa, un respiro pesante nella notte, i non-detti, un sorriso rubato in cucina, la fatica impressa sul viso nelle prime ore del mattino.
Contributi video essenziali e densi, urgenti, lontani da tentazioni pietistiche così come da confezioni patinate: momenti apparentemente discontinui, che vanno a comporre una trama contrappuntistica, profondamente umana.
Ti resto accanto vuole essere una promessa di resistenza, di memoria, di dignità. 

 

Claudia Erba
Claudia Erba è nata nel 1983 ad Alghero (SS). Ha conseguito la “Laurea magistrale in Giurisprudenza” e un Master in “Social Media Management Specialist”. Nel 2017 ha conseguito il tesserino di giornalista, con iscrizione all’ODG Sardegna; si occupa di musica, costume e società e collabora, tra gli altri, con “SOund36 Magazine di Cultura Musicale, Arti e Spettacolo”, “Nerospinto” e con il bimestrale cartaceo “Rivista Ieri, Oggi, Domani”. Da qualche anno è anche paroliere. Dal 2015 cura la comunicazione degli artisti dell’etichetta discografica La Stanza Nascosta Records, con sede legale ad Alghero ma operativa in tutta Italia. Ha fondato nel 2017 "Verbatim Ufficio stampa”, diretto alla promozione di produzioni artistiche ed eventi culturali. Ha all’attivo la raccolta poetica Adagio con brio. Trentanove poesie e una canzone (Catartica Edizioni, Collana Tremori, 2018), con prefazione del Premio Unesco Oliviero Malaspina (ultimo collaboratore di Fabrizio De André) e la raccolta “Il passo del domani” (Edizioni Il ragazzo Innocuo, di Luciano Ragozzino, 2025). Vive tra Alghero e Costa Paradiso.
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