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Mercoledì 18 giugno alle ore 19 la Santeria di Milano presenta Gli Amanti con il loro album di debutto Strade e Santi.
Gli Amanti, sono una nuova band che canta in italiano mischiando rock, pop e una certa musica popolare di estrazione americana che ha debuttato con il nuovo album al festival Miami al Circolo Magnolia di Milano.
La band nasce nel 2011 a Milano dall’incontro di due musicisti pugliesi Domi Tinelli e Piero D’Aprile. Al duo presto si unisce il terzo componente, il sardo Fabio Sanna con cui registrano il loro primo EP omonimo nel 2012. L’EP viene recensito dalle più importanti riviste di settore ed è inoltre accolto positivamente dalla critica, che gli permetterà di esibirsi su alcuni dei palchi più importanti d’Italia al fianco di artisti come Il Pan Del Diavolo, Green Like July, L'Officina della Camomilla, Paletti, Magellano ecc..
Il completamento della band avviene nel 2013 con l’acquisizione del nuovo elemento Peppe Nisticò, batterista calabrese, con il quale iniziano a comporre e a registrare il nuovo album, che li porterà sul palco del Miami festival.
Il disco Strade e Santi, pubblicato da Universal Music Italia martedì 10 giugno, è stato preceduto dal singolo Cane, il cui video, in anteprima su Tgcom, ha totalizzato più di 20.000 views in 24 ore. Protagonista del video, girato da Lorenzo Barassi a Tokyo, non solo la città nipponica ma un personaggio che si ispira a Brother Sharp, un homeless cinese che suo malgrado è diventato una icona di stile ispirando anche collezioni di Vivienne Westwood.
Come se fossero tornati da un lunga avventura tra il mediterraneo, la metropoli, Parigi, Londra e il Quebec. Lì hanno incontrato gente e hanno vissuto le gioie, gli amori, le follie, ma anche la solitudine e gli addii. I baci sono diventati ricordi, le ferite cicatrici importanti e i desideri terre ancora da raggiungere. L’amore il mezzo di trasporto, i suoi protagonisti erranti viaggiatori. Tutto ciò diventa canzone, folk rock intenso e vibrante. Le cartoline e le foto smarrite in mare o in uno squallido bar, ma resta la musica.
Gli Amanti saranno presenti alla Santeria di Milano in via Paladini 8 per suonare alcuni brani del loro album di debutto, la band è inoltre disponibile a rilasciare delle interviste.
Un appuntamento da non mancare per gli appassionati di musica e per coloro che si sono già innamorati di questa band al Miami.
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Ufficio Stampa Godzillamarket
Giulia Elefanti
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Ufficio Stampa Universal
Roberta Giucastro
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Il 13 maggio alle 17.30 Cesare Malfatti presenterà il suo nuovo album UNA MIA DISTRAZIONE +2 presso il Museo del Novecento di Milano.
L’ex membro degli Afterhours, nonchè pioniere della scena musicale alternativa italiana, negli ultimi anni ha intrapreso una carriera da solista e l’ha fatto, come sempre, a suo modo, smarcandosi dai meccanismi tradizionali di mercato e riscoprendo l’artigianalità a 360 gradi.
Il suo ultimo album Una mia distrazione è stato inizialmente distribuito esclusivamente via mail, come aveva fatto con il precedente Cesare Malfatti del quale il musicista rifinisce a mano con una macchina da cucire ogni singola copia. Per questo album sceglie un packaging altrettanto originale: una confezione sottovuoto fatta di cartoline con foto scattate dallo stesso Malfatti, che cambiano ogni cento copie. La crescita costante e continua del progetto ha però convinto Cesare Malfatti a voler tornare nei negozi di dischi, realizzando una pubblicazione ufficiale Una mia distrazione +2, che esce il 6 maggio 2014.
Durante l’incontro, che si terrà il 13 Maggio al Museo del Novecento e sarà condotto da Niccolò Vecchia, suonerà dal vivo insieme a Cesare Malfatti anche Antonio Zambrini pianista e compositore milanese, vero tesoro della nostra musica, artista versatile e aperto a confronti con altri linguaggi musicali.
Il disco che verrà presentato in questa occasione è un lavoro arioso e di ampio respiro melodico che è una vera e propria “distrazione felice” nel percorso di Malfatti, ben orchestrato e arricchito dalla collaborazione di musicisti di estrazione diversa, la cui produzione artistica è stata condivisa ancora una volta con Paolo Iafelice (AdesivaDiscografica).
Un appuntamento da non perdere con uno dei pionieri della musica italiana!
Per ulteriori info:http://cesaremalfatti.blogspot.it/
Ufficio stampa, Press & Promotion:
Libellula Music
Niccolò 3339608309
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Ingresso libero e gratuito fino a esaurimento posti disponibili
I cocKoo sono una band elettropop formata da Andrea Cerrato, Alberto Pozzo Tebani, Luca Genta e Silvio Colombaro che nasce tra le alcooliche colline astigiane nel freddo inverno del 2005.
Dopo un primo periodo di riscaldamento compositivo e di sempre più intensa attività live, nel 2006 esportano per la prima volta la loro musica classificandosi primi alla finale nazionale di “Emergenza Acustica” e ottenendo un secondo posto alla finale europea a Monaco, in Germania. Contemporaneamente registrano la loro prima demo distribuita a soli fini promozionali. Nella primavera del 2007 il gruppo ottiene il primo posto al concorso “Il nostro canto libero” che gli vale la produzione di un nuovo promo di 5 pezzi: nel Novembre esce dunque EP#2_SenzaFarRumore, scaricabile gratuitamente dai siti ufficiali della band, che ottiene centinaia di download in pochissime settimane e ottime recensioni dalle più famose webzine e magazine italiane. Dalla primavera 2008 riprendono quindi i live, intanto i cocKoo rientrano tra i quattro vincitori scelti tra gli oltre 300 partecipanti del concorso AREA24 promosso da Rosso Alice e si aggiudicano il primo premio decretato dalla giuria di qualità del “Concorso Internazionale per Artisti Emergenti” presso la MAD - FIERA DELLA MUSICA che, per l’edizione 2008, ospita Subsonica, Elio e le Storie Tese, James Taylor Quartet e Piero Pelù. Durante l’estate 2008 partecipano a svariati festival estivi tra cui il “Pistoia Blues” in apertura a Tommy Emmanuel, Andy Timmons e ai Deep Purple, al festival “AstiMusica” in apertura ai La Crus e al “Pop-Eye festival” in apertura ai Marlene Kuntz. Dal Settembre 2008 i cocKoo si ritirano al Vanilla Studio di Andrea Bergesio per la registrazione del debut album con la produzione artistica di Max Zanotti (Deasonika, Rezophonic), le uniche uscite valgono al gruppo il primo premio della 9° rassegna GREENAGE, il concorso organizzato dalla Maison Musique di Rivoli, con una giuria di qualità guidata da Fabio Barovero (Mau Mau), e l’apertura al progetto milanese Atleticodefina. Durante l’estate del 2009 il gruppo è tra i 3 finalisti selezionati dai new media per prima edizione del M.E.I. Web, partecipano a diversi festival, per presentare in anteprima il disco, condividendo il palco anche con Tricarico e Velvet.
Nell’Ottobre 2009 esce “La Teoria Degli Atomi” (EMI Music Publishing / Volume!), anticipato dal singolo “Voodootech”, che scala la Indie Music Like arrivando fino al 5° posto. Con il “Tour Degli Atomi” collezionano oltre 60 date in circa un anno, arrivando ad aggiudicarsi la “Targa Giovani 2010” al M.E.I. 2011 e il “Premio Testi Opera Prima” al Festival Internazionale della Poesia di Genova sezione Musica, intanto, mentre il video di Voodootech viene selezionato tra i 100 finalisti del “Premio Italiano Videoclip Indipendente”, esce, nell’Ottobre 2011, “Seta Porpora”, il secondo singolo estratto dal disco, che si aggiudica dopo poche settimane il terzo posto come “Brand New 2011” promosso dal M.E.I. Web e il cui videoclip porta la firma di Stefano Poletti (già con Baustelle, Tre Allegri Ragazzi Morti, Nek, Pan del Diavolo, Sick Tamburo).
Da Settembre 2011 iniziano a lavorare al loro secondo disco che li impegnerà per tutto il 2012, alla fine del quale Baby, primo estratto dal nuovo disco, viene selezionato tra i 60 finalisti per Sanremo 2013. Registrato sempre con la collaborazione di Max Zanotti, tra Varese e il loro nuovo quartier generale astigiano, “Buongiorno” vede la luce a Settembre 2013.
In un contesto socioculturale in bilico tra l’iper-saturazione di stimoli e di produzione e la chiusura di molti canali divulgativi (televisivi, cartacei, ecc…) è importante avere un proprio veicolo di comunicazione che parli un linguaggio chiaro e riconoscibile e contemporaneamente riesca a comunicare la produzione dei cocKoo a 360°, musicale e non.
Per questo è nata la cocKoo television, un portale web che raccoglie una serie di contributi audiovisivi del gruppo realizzati in maniera completamente indipendente per sfruttare a pieno le potenzialità divulgative della rete.
Il sito ha un video in primo piano e un menù cromatico che permette la scelta dei contenuti molto rapidamente, proprio come un vero e proprio palinsesto, il tutto ottimizzato anche per i Mobile device:
GIALLO
cocKoo factory sessions – live elettrici
video live elettrici registrati presso la cocKoo factory, lo studio personale della band
NERO
cocKoo factory sessions – live elettrici
video live acustici registrati presso la cocKoo factory, lo studio personale della band
GRIGIO
Backstage
video lo-fi di work in progress, scene di vita, curiosità
BIANCO
lyric video
video dei brani accompagnati dal testo della canzone
Il portale si appoggia a Youtube come gestione e caricamento dei video.
Per info e visualizzazione:
cockoo.it facebook youtube www.cocKoo.tv
Mademoiselle Yulia, reginetta di Harujuku, presenta il suo nuovo album stasera 20 dicembre al Plastic, il tempio della nightlife milanese.
Un evento da non perdere sia per coloro che amano la moda, che per coloro che amano la musica ma anche per chi è semplicemente curioso e ha deciso di trascorrere una notte all'insegna dello stile.
Mademoiselle Yulia è musa di Jeremy Scott, fashion designer, jewelry designer del brand Giza, fashion editor di Nylon Magazine: grazie a tutto ciò, è indiscutibilmente la fashion icon più famosa del Sol Levante e ambasciatrice di stile del proprio paese.
Uno sguardo ai suoi social, Instagram su tutti, ne mostra l’abilità nel mixare stili diversi, mashare brand come Chanel a creazioni di stilisti emergenti, il tutto con uno stile giocoso e iper patinato.
Questa sera, in occasione del 33esimo compleanno del Plastic, la it girl nipponica presenterà, in anteprima europea, il suo secondo album Harajuku Wander.
La serata si arricchirà inoltre del lancio della nuova linea di gioielli MALIBU 1992 “jewelry for imaginary billionaires”, brand caratterizzato da palmee gold e look californiano, molto in voga tra celebrities come Brooke Candy e Iggy Azalea.
Per maggiori informazioni:
https://www.facebook.com/events/167057840172097/
https://www.facebook.com/pages/PLASTIC-MILANO-Official-Page/116525661699801
Recensione Diaframma – Preso nel vortice (Diaframma Records, 2013)
Federico Fiumani è davvero inarrestabile, non c'è che dire; dopo solo un anno dall'ottimo precedente disco 'Niente di serio' (Miglior album autoprodotto ai Pimi 2012), il relativo tour e la ristampa della pietra miliare dei Diaframma, ovvero il grandissimo 'Siberia', ha sfornato un album nuovo di zecca contente quattordici brani: 'Preso nel vortice'.
Probabilmente non ve lo aspettavate ma questa volta ci sono diversi ospiti, a partire dal prezzemolino e bravissimo Enrico Gabrielli (sax, piano e tastiere), le voci di Alex Spalck e Marcello Michelotti (rispettivamente Pankow e Neon, se non vi dicono nulla andate a ripescarli), Max Collini degli OfflagaDiscoPax in 'Ho fondato un gruppo' e last but not least Gianluca de Rubertiis de Il Genio (piano e tastiere). Per non lasciare indietro nessuno vi dirò che la formazione è completa con Lorenzo Moretto alla batteria, Luca Cantasano al basso ed Edoardo Daldone come seconda chitarra.
'Claudia mi dice' è una bella ballade ricca di sentimenti e si inizia bene anche con le citazioni, in questo caso Il Teatro degli Orrori, poi verranno i Rolling Stones di Altamont e Allen Ginsberg in 'Hell's Angels' così come i Television nella nostalgica 'Il suono che non c'è più'. 'Ottovolante' è addirittura dedicata a Piero Pelù, compagno di avventura negli anni '80 e destinatario di una gran bella visione: “Io te sopra l'ottovolante, amico mio che bella la terra da quassù, amico mio il mondo sorride assieme a te, peccato che l'effetto svanisce e se ne va ma spero che, che presto anche lui ritornerà, da me”.
'Infelicità' invece è dark e carica del pensiero dell'artista, si perché qui oltre alla nostalgia canaglia, ai sentimenti contrastanti, all'essere orgogliosi di quello che si possiede ('Ho fondato un gruppo') e alla filosofia del Fiumani, non c'è molto altro. I testi però sono mastodontici, nel senso che la capacità lirica di Fiumani è davvero notevole, rimane assai ispirata anche quando si parla di questioni comuni, se così si possono definire.
I Diaframma sono un gruppo importantissimo del panorama new wave italiano, che si è risollevato dopo alcuni dischi non all'altezza. 'Preso nel Vortice' però rimane, se non allo stesso livello, nella scia del predecessore, pur essendo arrangiato e curato assai meglio.
Andrea Facchinetti
Jenny Hval, classe 1980, non deve essere una persona semplice da capire, in realtà deve essere un po' folle in quanto artista. Questa ragazza norvegese si è fatta da sola, il suo nome circola da anni come scrittrice, giornalista e artista (sonora e non), all'improvviso nel 2011 Wire presenta il suo disco di debutto così: “a stunning achievement both conceptually and musically.”
È proprio 'Visceral', uscito per la Rune Grammofon che non l'ha più lasciata da sola, che ci avvicina al suo mondo, fatto di silenzi e di partenze in sordina che poi esplodono con frasi che ti lasciano di sale: “I arrived in town with an electric toothbrush pressed against my clitoris, after a few weeks it ran out of batteries […] between my lips” ('Engines in the City' apripista di 'Visceral'). Un non so che di morboso ritorna anche in questo 'Innocence is Kinky' (titolo che è forse un omaggio al disco degli Einstürzende Neubauten?) sempre in apertura con la title track che trasuda rock in modo scomodo: “That night, I watched people fucking on my computer...” e continuando potete imbattervi in altro.
Il corpo femminile, la sessualità, i media e le città sono i temi dominanti che ritornano e che Jenny utilizza per costruire le sue canzoni e per raccontare le sue storie. 'Mephisto in the Water' è eterea, dolcemente il suono che prima ci culla lascia lo spazio necessario alla voce che sale verso l'alto; 'I Called' stride tutta e rimbalza nell'aria come una pallina lo-fi impazzita, mentre 'Oslo Oedipus' sperimenta e si distacca dal terzetto iniziale, quasi come per spezzare l'atmosfera, con uno spoken word.
C'è anche un richiamo cinematografico al film 'The Passion of Joan Arch' di Carl Theodor Dreyer e all'attrice che interpretò la pulzella d'Orleans nella straniante 'Renée Falconetti of Orleans'; il nome dell'eroina francese si ripresenta anche verso la fine, nell'ottava traccia dal titolo 'Is that anything on me that doesn't speak?'. 'I Got no Strings' è la più ritmata e sembra quasi di stare ad ascoltare una P. J. Harvey in chiave sciamana che lancia maledizioni come se piovesse; 'Death of The Author' chiude con una prova di songwriting intelligente e l'arte di Jenny si sente tutta, mostrandoci sensibilità e innovazione.
Un disco davvero più corposo, rispetto al lavoro passato, meno sperimentale e più concreto dove il misto tra il rock, il noise, lo spoken word e la new wave rende 'Innocence is Kinky' un album davvero importante e da avere assolutamente nella vostra collezione. Voglio lasciare l'ultima parola, però, a Giacomo Leopardi proprio sull'innocenza, giusto per rimanere in tema e per farvi riflettere: “per innocente intendo non uno incapace di peccare, ma di peccare senza rimorso” (Zibaldone).
Sito Internet: www.jennyhval.com
Andrea Facchinetti
*Attenzione, questo articolo non contiene canzoni con ukulele e diapason*
Il cantautorato italiano sembra esser tornato di moda, tra gruppetti indie-rock e sottogeneri strani. La tendenza negli ultimi anni è essere più lamentosi possibili e scrivere testi che letti con calma non significano niente.
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Ma è un poco come parlare delle nuove parole che ogni anno l'accademia della crusca aggiunge al vocabolario, nessuno vorrebbe mai leggere sado-monetarismo, eppure è lo specchio del nostro tempo e dal punto di vista filologico ha una sua valenza molto importante. Ed è un piacere del tutto scientifico ascoltare i gruppi della nuova primavera del cantautorato italiano, non saranno De Andrè, ma ce la mettono tutta e soprattutto si distaccano nettamente da artisti commerciali come... Povia? va ancora quel fesso di Povia? Forse adesso è più ascoltato Mengoni....
Per nostra fortuna, tra il delirio di gruppi più o meno famosi, ogni tanto esce qualcosa di valido. I ragazzi che vi presento oggi sono una di queste eccezioni: Il Fieno.
La prima volta li sentii in acustica in un piccolo locale di Milano, niente di troppo entusiasmante, tra distrazioni alcoliche e impegni istituzionali la musica era un piacevole sottofondo e niente più. La vera svolta è stato ascoltare il loro EP (Il Fieno - EP - 2012) a casa, con calma.
Il sound è pulito e ritmato, un misto tra rock, power pop e new wave, perfettamente in sintonia con i testi cinici, appartenenti a un immaginario malinconico. Storie di vita e non vita, nascoste ai più da testi a volte criptici, ma con flash che rivelano una ponderata consapevolezza dei temi trattati. Facilissimo rimanere intrappolati nelle melodie, finendo a fischiettarle senza pensarci sotto la doccia o in macchina.
Il loro primo lavoro è andato bene, ha riscosso un grande successo di pubblico e critica, pubblicato su XL di Repubblica, promosso da Mtv new generation e Rolling Stone, ma si sa
. Gabriele Bosetti (voce), Edoardo Frasso (chitarra), Alessandro V. (basso, Momo Riva (batteria), iniziano a lavorare intensamente e il risultato è I Bambini Crescono - EP, uscito qualche mese fa. Una sorta di concept album che ruota intorno all'adolescenza e tutti i drammi che comporta, ma da una prospettiva diversa dal solito. Se prima eravamo abituati ad ascoltare le lagne di giovani musicisti senza peli sul petto, con questo disco passiamo a un punto di vista più maturo, che guarda indietro con malinconia e ironia, forse con invidia di quei piccoli drammi che nulla hanno a che fare con quelli dei "grandi", ma con la consapevolezza che tornare indietro non si può.
Come il precedente mantiene uno stile abbastanza classico, melodico, ma sempre con quella marcia in più nettamente rock. L'ascolto è abbastanza facile, piacevole, da viaggio in macchina o in treno con le cuffie, ma consiglio caldamente di far attenzione alle parole che forse si perdono nel ritmo, per non perdersi perle come:
"Bella come la rivoluzione in cui non credi più"
"la mia generazione è all'avanguardia e posta l'occupazione su youtube"
L'EP ci regala anche la collaborazione con Luca Urbani ne "Amos (togli il male come l'Oki)" e soprattutto la bellissima cover della canzone di Enzo Jannacci "Vincenzina e la fabrica".
Se siete così tirchi da non voler comprare il disco, allora non ve lo meritate!
Stasera, 22 aprile, Cristiano De André presenta il suo nuovo album ‘Come in cielo così in guerra’, che esce a dodici anni dall’ultimo disco.
Questa tappa del tour del celebre cantautore italiano sarà al Teatro Dal Verme e si aprirà con il singolo ‘Non è una favola’, attualmente in rotazione radiofonica, dedicando una prima parte del concerto a tutte le nuove canzoni, per poi passare a brani come, ‘Nella mia ora di libertà’, ‘Smisurata preghiera’, ‘Verranno a chiederti del nostro amore’, ‘La collina’, ‘Crêuza de mä’, ‘Amico fragile’, ‘Sidùn’, ‘Quello che non ho’, ‘Fiume Sand Creek’,‘Il Pescatore’, in omaggio al padre Fabrizio, mettendo in campo la sua sensibilità e le sue doti di polistrumentista, regalando grandi emozioni a se stesso e al pubblico.
Cristiano sul palco teatrale sarò accompagnato da storici tecnici quali Emiliano Morgia che si occupa della regia luci e dalla band composta da Osvaldo Di Dio alle chitarre, Davide Devito alla batteria e Daniele Dupuis alle tastiere e sequence.
Il tour è prodotto da International Music and Arts.
Biglietti: da 28,75 € a 51,75 € prevendita inclusa
Lunedì 22 aprile
Ore 21.00
Teatro Dal Verme
Via San Giovanni sul Muro, 2, Milano
Fatoumata Diawara, uno degli astri nascenti della musica africana contemporanea, si esibirà venerdì 3 maggio sul palco del Cinema Teatro di Chiasso, in un concerto dalle sonorità calde e avvolgenti.
Nell’ambito dell’ottava edizione di Chiasso Letteraria, festival internazionale di letteratura, che si terrà dall'1 al 5 maggio, la giovane chitarrista e cantante, originaria del Mali, porterà in scena la sua musica ispirata al canto tradizionale wassoulou con alcune commistioni di jazz e blues.
Nella sua esibizione sarà accompagnata sul palco da Jean Baptiste Ekoué Gbadoe alla batteria, Jean Alain Hohy al basso, Gregory Emonet alla chitarra e Corine Thuy-Thy (voce corista).
La cantautrice africana per l'occasione presenterà al pubblico il suo album di debutto “Fatou”, da tempo in vetta alle vendite nel circuito della world music, nel quale si rinvengono influenze che spaziano dal pop al blues, senza togliere spazio alla componente più tradizionale della musica legata alle sue radici.
Con l'aiuto della sua chitarra e alla sua calda e penetrante voce, Fatoumata Diawara racconterà della vita e delle difficoltà, di amore ed odio, di speranza e futuro.
Fatoumata è anche un simbolo ed una speranza per le donne africane: attraverso le sue melodie denuncia le violenze e i pregiudizi culturali di cui sono vittime, ma al contempo esprime la forza di un possibile rinnovamento culturale e sociale.
Sui palchi di tutto il mondo, una donna africana canta la sua Africa!
Tangosh – presentato in anteprima su Repubblica XL – è il quarto video estratto da Gagster, album d'esordio degli Shake & Speares.
I ragazzi si sono dati da fare e sono stati acclamati sia dal pubblico che dalla critica. La loro è una sonorità coinvolgente che, grazie alla giusta mescolanza di stili, risulta fresca, libera. È quello che vogliamo e che spesso troviamo solo varcando il confine nazionale.
Invece i fratelli Marlowe, come si fanno chiamare, sono quattro ragazzi nati e cresciuti a Pompei che, sotto l'ombra del Vesuvio, hanno dato alla luce un album sorprendente.
Nel loro ultimo video, gli Shake & Speares suonano in quella che vorremmo fosse casa nostra per la nostra festa di compleanno. Purtroppo per noi esprimere un desiderio e spegnere una candelina non basta.
Ma c'è una buona notizia! Non dovremo attendere molto per sentirli suonare dal vivo: gli Shakes & Speares saranno infatti in tour tra le città campane, dalla seconda metà di aprile agli inizi di giugno, nel tiepido tepore primaverile.
L'atmosfera perfetta per ascoltare ciò che loro stessi amano definire punk agreste.
http://videodrome-xl.blogautore.repubblica.it/2013/04/16/the-shak-speares-tangosh/
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