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Giovedì 5 febbraio il Circolo Magnolia ospiterà il live del duo minimal hip hop americano 18+, che presenterà il suo album d'esordio "Trust".
I 18+ sono una coppia californiana conosciutasi in rete nel 2011, attraverso il reciproco scambio di materiali musicali. Hanno finora autoprodotto tre mixtapes, e a partire dall'estate 2013 hanno iniziato a esibirsi in tutta Europa in location varie: dai locali notturni, alle gallerie d'arte fino ad arrivare alla Biennale di Venezia.
I 18+ si distinguono anche per la particolarità di produrre e distribuire durante i loro live oggetti personalizzati, come le chiavi della macchina, costumi da bagno, asciugamani, animazioni video in edizione limitata etc..
Le loro esibizioni sono molto semplici e dirette: due microfoni per i due artisti che rimangono fermi e impassibili per tutto il live, mentre dietro di loro si susseguono videoproiezioni di un immaginario digitale e paesaggi sonori affascinanti e perversi.
Un live ipnotizzante quello che si prospetta giovedì 5 febbraio con i 18+ al Magnolia.
CIRCOLO MAGNOLIA
Via Circonvallazione Idroscalo, 41, Segrate (MI)
Ingresso: 5,00 euro + tessera ARCI
Prevendite disponibili su www.mailticket.it
Apertura cancelli: 21.00
Inizio spettacoli: 22.00
Opening Dj Set:
WEIRD CLUB
INFO:
e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
tel: 366 5005306
[gallery type="rectangular" ids="36659,36658,36657,36655,36654"]Bunker TV la nuova web tv musicale italiana, dopo un’intera stagione di puntate registrate in studio con più di 90 band, ha da poco iniziato una nuova stagione con due grandissime novità: il format #fuoridalbunker, che prevede la registrazione delle puntate alle pensiline dei tram e 3 serate Live da febbraio a maggio all’Arci Ohibò di Milano, diventato uno dei locali di riferimento per la musica live in città.
Si inizia mercoledì 25 febbraio con una serata all’insegna della “contaminazione” e della sperimentazione: 3 band italiane, in parte di formazione straniera, con suoni e atmosfere che spaziano dal rock alla psichedelia, per un live che conferma le idee chiare di Bunker TV “poche chiacchiere, tanta musica”.
Bunker TV riunisce sul palco dell’Arci Ohibò 3 band (Appaloosa, Quasiviri e Pashmak) che regaleranno al pubblico milanese un live di sonora potenza, il tutto registrato dalle telecamere di Bunker Tv, che ne ricaverà 3 puntate speciali per il canale web. Gli ultimi ad esibirsi saranno gli Appaloosa, band livornese, che ha diviso il palco di numerosi festival con nomi tipo Cypress Hill, Black Rebel Motorcycle Club, Joe Lalli e Zen Circus, appena rientrati dal tour europeo, presentano il loro nuovo lavoro TRANCE44, una linea sonora legata all’ipnosi e alla psichedelia, in cui la potenza della sessione ritmica si alterna agli elementi elettronici.
In mezzo ci sono i Quasiviri sono un trio per 2/3 italiano e per 1/3 canadese: un basso, una batteria e un sintetizzatore. Il risultato? Un mix, tecnicamente perfetto, di sonorità dinamiche e compulsive, come dimostra il loro terzo album Super Human, che dal vivo vi manderà letteralmente fuori di testa.
I Pashmak, in lingua farsi “come lana”, è il nome di un dolce iraniano, che a seconda dei miti è composto da lacrime di formica, barba di vecchia o pelo di capra. A ricordare le origini persiane del cantante il nome vuole essere una sinestesia per indicare l’ideale sonoro della band: intrecciato e complesso, ma allo stesso tempo diretto e originale. L’ultimo EP Desquamation è un lavoro di raffinato sperimentalismo che unisce rock, jazz, elettronica e reminiscenze di musica classica.
Arci Ohibò
Via Benaco 1, Milano
Ingresso con tessera Arci 5€
Dalle 22
Marco Trabucchi
[gallery type="rectangular" ids="36497,36495,36494,36493,36492,36491"]Tornano al Circolo Magnolia di Segrate i Valerian Swing. Giovedì 13 novembre la band emiliana presenterà i brani di Aurora, album uscito a ottobre di quest’anno.
La band era a caccia di una conferma dopo l’ottimo lavoro svolto nel 2011 con A Sailor Lost Around The Earth, considerato dalla critica un capolavoro underground. Conferma arrivata con Aurora, disco registrato nella natale Correggio con l’aiuto del leggendario produttore Matt Bayles, uno che se ne intende di musica di qualità, dato che tra i suoi “clienti” figurano band come Mastodon e Botch.
L’approccio musicale dei Valerian Swing è eclettico e strumentale. Il gruppo, composto dal chitarrista-cantante Steve, dal bassista Alan e dal batterista David, si caratterizza per la follia e la schizofrenia sonora. Il trio infatti predilige un maggiore utilizzo degli strumenti rispetto alla voce.
I Valerian Swing negli ultimi anni hanno calcato i palchi di mezzo globo, dall'Europa all'America. Tra le varie tappe hanno fatto una sosta anche al SXSW, festival texano dove hanno condiviso lo stage con band del calibro di Russian Circles, Boris, e This Town Needs Guns.
Ora è in programma un intenso tour europeo per la fine del 2014, dove la band presenterà dal vivo quest'ultimo album e le sue sonorità uniche ed elettrizzanti.
INFO
Valerian Swing
Giovedì 13 novembre
CIRCOLO MAGNOLIA
Via Circonvallazione Idroscalo, 41 - SEGRATE (MI)
Ingresso: 5,00 euro + tessera ARCI
Prevendite disponibili su Ticketone
Apertura cancelli: 21.00
Inizio spettacoli: 22.00
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Nerospinto vi segnala la musica italiana che piace all'estero: lontani dai soliti clichés, vi sono dei giovani che imbracciano la chitarra, macinano chilometri e calcano i palchi dei locali più fumosi per fare quello che amano di più: suonare e far divertire migliaia di spettatori. Questa volta parliamo di una giovane band toscana i Go!Zilla, che si prepara ad un nuovo ed entusiasmante viaggio on the road.
Dopo i consensi ricevuti all’indomani della pubblicazione del loro album di esordio, “Grabbing a Crocodile” e all’indomani dell’ingresso nella band di Mattia Biagiotti come seconda chitarra, i Go!Zilla sono pronti per partire alla conquista dell’Europa!
Ventuno concerti tra Svizzera, Germania, Belgio, Olanda e Francia che si sommano ad oltre cento date collezionate dalla band all’estero in due anni di attività. La presenza della band è stata inoltre confermata per i festival francesi “Cosmic Trip” e “Binic Festival”.
Tour all’estero a parte, cosa bolle nella pentola (d’oro) dei Go!Zilla? ad aprile è prevista la pubblicazione del nuovo EP su etichetta Beast Records (FR), che anticiperà di poco l’inizio del tour italiano, che porterà la band fiorentina su e giù lungo tutta la penisola.
Per maggiori informazioni:
https://www.facebook.com/gozillatheband?fref=ts
I cocKoo sono una band elettropop formata da Andrea Cerrato, Alberto Pozzo Tebani, Luca Genta e Silvio Colombaro che nasce tra le alcooliche colline astigiane nel freddo inverno del 2005.
Dopo un primo periodo di riscaldamento compositivo e di sempre più intensa attività live, nel 2006 esportano per la prima volta la loro musica classificandosi primi alla finale nazionale di “Emergenza Acustica” e ottenendo un secondo posto alla finale europea a Monaco, in Germania. Contemporaneamente registrano la loro prima demo distribuita a soli fini promozionali. Nella primavera del 2007 il gruppo ottiene il primo posto al concorso “Il nostro canto libero” che gli vale la produzione di un nuovo promo di 5 pezzi: nel Novembre esce dunque EP#2_SenzaFarRumore, scaricabile gratuitamente dai siti ufficiali della band, che ottiene centinaia di download in pochissime settimane e ottime recensioni dalle più famose webzine e magazine italiane. Dalla primavera 2008 riprendono quindi i live, intanto i cocKoo rientrano tra i quattro vincitori scelti tra gli oltre 300 partecipanti del concorso AREA24 promosso da Rosso Alice e si aggiudicano il primo premio decretato dalla giuria di qualità del “Concorso Internazionale per Artisti Emergenti” presso la MAD - FIERA DELLA MUSICA che, per l’edizione 2008, ospita Subsonica, Elio e le Storie Tese, James Taylor Quartet e Piero Pelù. Durante l’estate 2008 partecipano a svariati festival estivi tra cui il “Pistoia Blues” in apertura a Tommy Emmanuel, Andy Timmons e ai Deep Purple, al festival “AstiMusica” in apertura ai La Crus e al “Pop-Eye festival” in apertura ai Marlene Kuntz. Dal Settembre 2008 i cocKoo si ritirano al Vanilla Studio di Andrea Bergesio per la registrazione del debut album con la produzione artistica di Max Zanotti (Deasonika, Rezophonic), le uniche uscite valgono al gruppo il primo premio della 9° rassegna GREENAGE, il concorso organizzato dalla Maison Musique di Rivoli, con una giuria di qualità guidata da Fabio Barovero (Mau Mau), e l’apertura al progetto milanese Atleticodefina. Durante l’estate del 2009 il gruppo è tra i 3 finalisti selezionati dai new media per prima edizione del M.E.I. Web, partecipano a diversi festival, per presentare in anteprima il disco, condividendo il palco anche con Tricarico e Velvet.
Nell’Ottobre 2009 esce “La Teoria Degli Atomi” (EMI Music Publishing / Volume!), anticipato dal singolo “Voodootech”, che scala la Indie Music Like arrivando fino al 5° posto. Con il “Tour Degli Atomi” collezionano oltre 60 date in circa un anno, arrivando ad aggiudicarsi la “Targa Giovani 2010” al M.E.I. 2011 e il “Premio Testi Opera Prima” al Festival Internazionale della Poesia di Genova sezione Musica, intanto, mentre il video di Voodootech viene selezionato tra i 100 finalisti del “Premio Italiano Videoclip Indipendente”, esce, nell’Ottobre 2011, “Seta Porpora”, il secondo singolo estratto dal disco, che si aggiudica dopo poche settimane il terzo posto come “Brand New 2011” promosso dal M.E.I. Web e il cui videoclip porta la firma di Stefano Poletti (già con Baustelle, Tre Allegri Ragazzi Morti, Nek, Pan del Diavolo, Sick Tamburo).
Da Settembre 2011 iniziano a lavorare al loro secondo disco che li impegnerà per tutto il 2012, alla fine del quale Baby, primo estratto dal nuovo disco, viene selezionato tra i 60 finalisti per Sanremo 2013. Registrato sempre con la collaborazione di Max Zanotti, tra Varese e il loro nuovo quartier generale astigiano, “Buongiorno” vede la luce a Settembre 2013.
In un contesto socioculturale in bilico tra l’iper-saturazione di stimoli e di produzione e la chiusura di molti canali divulgativi (televisivi, cartacei, ecc…) è importante avere un proprio veicolo di comunicazione che parli un linguaggio chiaro e riconoscibile e contemporaneamente riesca a comunicare la produzione dei cocKoo a 360°, musicale e non.
Per questo è nata la cocKoo television, un portale web che raccoglie una serie di contributi audiovisivi del gruppo realizzati in maniera completamente indipendente per sfruttare a pieno le potenzialità divulgative della rete.
Il sito ha un video in primo piano e un menù cromatico che permette la scelta dei contenuti molto rapidamente, proprio come un vero e proprio palinsesto, il tutto ottimizzato anche per i Mobile device:
GIALLO
cocKoo factory sessions – live elettrici
video live elettrici registrati presso la cocKoo factory, lo studio personale della band
NERO
cocKoo factory sessions – live elettrici
video live acustici registrati presso la cocKoo factory, lo studio personale della band
GRIGIO
Backstage
video lo-fi di work in progress, scene di vita, curiosità
BIANCO
lyric video
video dei brani accompagnati dal testo della canzone
Il portale si appoggia a Youtube come gestione e caricamento dei video.
Per info e visualizzazione:
cockoo.it facebook youtube www.cocKoo.tv
Aerosmith live.
Qualche giorno fa, in diretta da EICMA MILANO Steven Tyler , ai microfoni di Ringo aveva dichiarato l’intenzione di tornare a suonare nel nostro paese.
Detto, fatto. Adesso c’è una data ufficiale: 25 Giugno 2014 alla Fiera Milano Live – Milano (Rho).
La band, che ha suonato in Italia nell’edizione 2010 dell’Heineken Jammin’ Festival, torna quindidopo 4 anni di assenza sul nostro palcoscenico.
Gli Aerosmith, con una carriera di oltre 40 anni e 15 dischi in studio all’attivo, icona dell’hard rock mondiale torna in Italia per un grandissimo show, presentando al pubblico il loro ultimo album “Music From Another Dimension!”.
Recensione Massimo Volume – Aspettando i Barbari (La Tempesta, 2013)
I Massimo Volume sono tornati e non possiamo negarlo; dopo Cattive Abitudini del 2010, che rappresenta la volontà di riprovarci e di crescere ancora, di prendere il gruppo e di renderlo un tutt'uno con quello che è stato, progetti laterali di Emidio Clementi compresi, ora è la volta di Aspettando i Barbari.
Questo nuovo lavoro discografico passa in rassegna tutta la storia della band, dai testi migliori di Lungo i Bordi (anno 1995) e Da Qui (il mio preferito, anno 1997), alle prove di un canto leggermente accennato in Club Privè (non il mio preferito, anno 1999) fino ad arrivare all'esperienza più elettronica, e si stente, di Emidio detto Mimì con gli El Muniria (sentitevi anche gli inserti di 'Il nemico avanza'). Hanno preso il meglio, e musicalmente Aspettando i Barbari non ha davvero rivali: i Massimo Volume ce l'hanno fatta e nello scriverlo mi sembra quasi di essere tornato negli anni '90 quando nell'alt-rock italiano loro erano lassù, in cima. Una bella sensazione insomma. La produzione questa volta è affidata, oltre che ai MV stessi, a Marco Caldera che si mette anche ai synth e ai sampler, mentre i toni e le sensazioni sono più cupi e duri rispetto al precedente Cattive Abitudini.
'Dio delle Zecche' è stata scelta per aprire l'album e sono le parole di Danilo Dolci a raccontare, perfettamente, la loro scalata: “vince chi resiste / alle tentazioni / chi cerca di non smarrire / il senso / la direzione / vince chi non si illude”. Tantissime sono le ispirazioni e i riferimenti che spuntano come fiori nel campo di queste dieci canzoni, da John Cage a Mao Tse Tung, da Steinbeck a Buckminster Fuller. Nel momento esatto in cui senti declamare “Se penso a te / ti vedo in via dei tigli” ('La Cena') vieni gettato nel film e nelle perfette immagini che questa canzone crea tra synth, chitarre e bordoni, con un finale sonoro leggermente noise (genere che si ripresenta anche in 'Compound').
La title track è una classica canzone dei Massimo Volume, con un testo perfetto, mentre 'Vic Chesnutt' stranamente è un po' fuori fase, oltre a essere l'unica traccia che non mi convince pienamente. 'Dymaxion Song' è un brivido unico, con Clementi che va oltre alla semplice declamazione, andando verso Johnny Rotten. 'La Notte' ci riporta in qualche modo ad 'Alessandro' (Stanze vuote, anno1993), con quel suo elenco di persone e di fatti. 'Silvia Camagni' è tesa e febbrile, liricamente potrebbe essere reinserita in Da Qui e tutto si fa più cupo quando Mimì dice: / “qualcuno mi ha detto / che vivi a Berlino / che esci la sera / che abiti sola / io ti sogno / ogni tanto / che attraversi / la strada / ti giri e / mi gridi / fai presto, / poi di colpo / scompari”.
'Da Dove sono stato' è un mantra apocalittico, una dichiarazione sincera piena di verità che chiude tutto quanto: “per tutte le strofe / uscite male / e le frasi sbagliate / che nessuno / potrà più cancellare / io vi saluto / e mi inchino / io vi saluto / e pieno di rispetto / vi dico addio”. Io però non dirò addio alle chitarre di Egle Sommacal e Stefano Pilia, nemmeno alla batteria di Vittoria Burattini e alla potenza tutta di Emidio Clementi, ma felice di un sesto album con questo livello qualitativo posso dire: prendo atto, vi ascolto e continuerò a seguirvi. Bravi.
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Andrea Facchinetti
In questi lunghi pomeriggi mi ritrovo sempre più spesso a collassare sul divano senza preoccuparmi particolarmente delle scadenze, dei doveri e degli impegni presi. Verso le tre migro dalla scrivania al divano, una birra in mano e una sigaretta nell'altra. Allungo le gambe e con i piedi su una sedia mi dedico all'ozio, che mi piacerebbe fosse otium letterario, ma a conti fatti mi limito a procrastinare.
L'unico aspetto positivo di quest'attività è il poter ascoltare buona musica da un ottimo impianto con la cassa dei bassi più grande dello schermo del mio computer. E' in uno di questi pomeriggio che ho scoperto i Gentleman's Dub Club. Guardando il cielo grigio fuori dalla finestra cercavo giustificazioni per il mio pessimo comportamento e i GDC si spandevano nell'appartamento col loro sound prettamente inglese e un poco mi è sembrato di essere a Londra, in periferia, o a Edimburgo, in un appartamento per studenti accanto al Royal Mile, vista sul castello e malinconia a catinelle.
Oggi però sacrificherò il mio ozio per parlarvi proprio del gruppo che mi ha tanto contagiato nell'ultimo periodo. Non sono reggae, non sono dub, non sono ska, sono tutto questo e molto di più. I Gentleman's Dub Club: un club di gentiluomini dediti a nient'altro che la musica, la loro musica.
Sono in nove i protagonisti di questo viaggio, nove ragazzi di Leeds che hanno conquistato il pubblico di mezzo mondo con il loro sound variegato e profondamente radicato nella più pura tradizione Dub inglese.
Il 12 ottobre hanno suonato a Milano, al Leoncavallo, e il 18 è uscito il loro primo album, preceduto solo da 2 Ep. Ne abbiamo approfittato e, grazie agli amici di Low Fi Promotion, organizzatori dell'evento, ci siamo procurati un'intervista che vi proponiamo senza censure! W: Com'è possibile gestire un gruppo di 9 membri? Non è difficile prendere delle decisioni e trovare il sound giusto che vada bene a tutti? GDC: Si, può essere difficile, sebbene condividiamo tutti una passione per la dub e la musica reggae, per questo tiriamo avanti da sette anni. Sappiamo cosa va bene per i GDB e cosa no. In passato abbiamo sperimentato diversi modi per scrivere e registrare la nostra musica, ma alla fine ci limitiamo a suonare qualsiasi cosa funzioni al meglio Live e che faccia uscire di testa il pubblico!
W: Come descrivereste il vostro sound?
GDC: Ci ispiriamo alla dub, alla dubby-dubstep, roots, levers e allo ska. Non vogliamo limitarci a un genere, semplicemente suoniamo la musica che ci favenire voglia di ballare!
W: Chi sono gli artisti che vi hanno influenzato di più?
GDC: Tutti, da King Tubby a Mala, dai Iration Steppas a J DIlla, dai Madness ai Beach Boys, dai Channel One a Capleton. E tutto quello che ci sta in mezzo. SIamo in 9 e abbiamo background musicali molto diversi, le nostre influenze sono tantissime.
W: Quali sono i punti forti della vostra carriera? GDC: Abbiamo rilasciato 2 EP negli ultimi anni, ma ad ottobre abbiamo rilasciato "FourtyFour", il nostro album di debutto e siamo molto eccitati per questo. Sono sette anni che lo prepariamo e adesso abbiamo aspettato fin troppo...! Questo è un importante passo per la band. Siamo stati abbastanza fortunati da poter suonare in alcuni locali e festival impressionanti negli anni. I più famosi sono l'Outlook Festival in Croazia (n.d.r. Il più grande festival di Bass music d'Europa), il Glastonbury Festival e il Bestival.
W: Cosa c'è dietro al nuovo album? GDC: In passato non abbiamo rilasciato molto materiale e la ragione è che volevamo intrappolare l'energia di un Live anche nelle produzioni. Tuttavia la soluzione è arrivata dal nostro bassista Toby Davi, che ha prodotto le registrazioni ed è responsabile della gestione di ricreare l'energia dei live nel disco. Questo è stato un grosso passo avanti per noi nella produzione dell'album, ma volevamo anche mostrare gli altri lati della band, infatti in "44" abbiamo inserito dub, ska, lovers e digi-dub.
W: Ho sentito la preview dell'album su ITunes e sembra avere molte più influenze electro delle altre produzioni, ho sentito bene? GDC:Certo. Negli ultimi anni la band è stato più che influenzata dall'EDM di tutti i tipi e abbiamo assorbito le influenze riportandole nei nostri show live e nelle produzioni. E' qualcosa che penso esploreremo ancora di più in futuro.
W: Perchè si chiama "44"?
GDC:Ottima domanda! Abbiamo cominciato a suonare a Leeds e ci riunivamo nel seminterrato di Niall e Toby, che è al 44 di Otley Road... Abbiamo voluto lasciare una traccia di come abbiamo cominciato e delle idee originali dietro il progetto, così "44" sembrò un ottimo titolo.
W: Qual'è la storia della canzone e del video dietro il singolo dell'album, Riot? GDC: ovviamente, la canzone Riot stata influenzata da quello che è successo a Londra 2 anni fa. Tutti nella band vivono a Londra e sono stati coinvolti in quello che è successo. La traccia (e il video) non sono una dichiarazione politica, ma solo una riflessione su quello che è successo.
W: Quanto è influenzata la vostra musica dalla politica e dalla lotta sociale?
GDC: Non scriviamo niente di apertamente politico, tantomeno le nostre lyrics. Sentiamo che il fatto stesso di suonare musica sia abbastanza un atto politico e una protesta.
W: Se foste le ultime persone sulla terra, cosa fareste? GDC: Ci faremmo una birra e una Jam! E proveremmo a trovare qualche ragazza...
Buon ozio con i Gentleman's Dub Club!
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