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Chi anche solo per un attimo non desidera tornare bambino? Sono quelle sensazioni che non si apprezzano a pieno quando si è giovani, ma che, una volta perse, si cerca disperatamente di ritrovare a tutti i costi. E così si inizia a scavare nei ricordi, si aprono i vecchi album di fotografie e si rovista negli scaffali impolverati… ed è lì che certe piccole perle d’infanzia vengono alla mente. Il Piccolo Principe, libro senza tempo scritto da Antoine de Saint-Euxpéry nel 1943, che da sempre affascina i più piccini e stravolge gli animi dei più grandi, viene adesso finalmente messo in scena il prossimo 12 dicembre al Teatro Manzoni di Sesto San Giovanni, con un’inedita versione sia recitata che danzata. Con la regia di Mirko Lanfredini, già direttore e fondatore dell’Associazione Culturale Teatro della Verità, che all’interno dello spettacolo vestirà i panni dell’Aviatore, e le coreografie di Barbara Melica, direttrice del Cigno Danza e campionessa della squadra nazionale di danze sul ghiaccio, questa particolarissima versione dell’opera francese più famosa di sempre cerca di regalare al pubblico un tripudio di emozioni, con momenti incisivi e carichi di pathos, senza tuttavia discostarsi dall’atmosfera dolce e genuina del racconto originale. La talentuosa Gaia Percudani, classe 1999, vestirà i panni di questo Piccolo Principe, giovane e curioso che, proprio grazie alla sua ingenuità pura e sincera, si spingerà in un viaggio oltre i limiti della fantasia, conoscendo tantissimi nuovi amici e passando attraverso mondi sconosciuti e decisamente singolari. Una freschezza esplosiva, quella della giovane Gaia, che anche se giovane riesce a colpire il cuore degli spettatori, interpretando un bambino alle prese con il mondo degli adulti: quello stesso mondo che tende a schiacciare la fanciullezza e a farci crescere fin troppo in fretta. Se gli attori sono già ad altissimi livelli, certamente non è da meno il corpo di ballo, composto da Lorenzo Morrone, Chiara Borghini, Matteo Ravelli, Nicoletta Morone, Ciro Venosa e Adele Di Giovanni. Sei professionisti della danza, provenienti da esperienze di vita totalmente differenti l’uno dall’altro, arricchiranno le scene di questo spettacolo unico, con coreografie vorticose, divertenti interpretazioni e momenti di estrema tenerezza. La danza diventa qui un linguaggio strettamente interconnesso con la parola vera e propria. Corpo e voce si uniscono per esprimere al meglio quelle che sono le scene che compongono questo puzzle di metafore e significati. L’arte quì si fa specchio di quello che la società moderna sta diventando, prendendo come pretesto un’opera straordinaria come quella del Piccolo Principe che al suo interno è densa di significati e simbolismi. «La nostra idea è quella di creare uno spettacolo per tutti, uno spettacolo che possa incuriosire e stupire i piccoli e allietare i grandi e dati i contenuti morali del testo, che possa insegnare e ricordare concetti e idee che andrebbero sempre tenuti presenti nel rapporto fra adulti e bambini», come dichiarano Barbara e Mirko parlando del progetto. Un esperimento che mette in gioco dinamiche complesse, a cavallo tra emozioni e sentimenti molto forti, ma che si prestano perfettamente per la rappresentazione teatrale e che cercheranno di scuotere negli animi degli spettatori anche solo un briciolo di passione. Perché il teatro, inteso nel suo senso più ampio, è anche questo. Il teatro è sconvolgimento. Il teatro è passione. Il teatro è emozioni. Emozioni vere provenienti da gente vera che sul palco mette a nudo la propria anima, e quella del personaggio che interpretano, al servizio di chi guarda, al servizio del pubblico: per stupire, emozionare o anche solo divertire grandi e piccini. Il Piccolo Principe è tutto questo e molto più. E vi aspetta al Teatro Manzoni di Sesto San Giovanni il prossimo 12 Dicembre. Regalatevi un momento di nostalgia e provate a entrare nel mondo delle quattro dimensioni, quello che, grazie a un palco e a dei tendoni rossi, riesce a dare un senso anche alle giornate più buie, perché vi permette, anche solo per un paio d’ore, di uscire da voi stessi ed entrare un universo parallelo: quello di un Piccolo Principe che fece di tutto tornare dalla sua amata Rosa.

PICCOLO PRINCIPE 12 Dicembre 2015, ore 21, Teatro Manzoni Sesto San Giovanni (MI) – Via Petazzi, 18. BIGLIETTI: intero - 15€ Ridotto under 14 - 10€ Per info e prevendite rivolgersi a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o 342 0780981 Dal 21 novembre sarà possibile acquistare i biglietti anche alla biglietteria del Teatro dalle 17 alle 19 - (02/2421603).

www.teatrodellaverita.com

Sono passati più di settant’anni da quando Charlie Chaplin scrisse, interpretò e diresse il suo primo film parlato “Il Grande dittatore”, dedicato al tema della minaccia nazista. Giuseppe Marini e Massimo Venturiello, proponendo questo spettacolo per la prima volta a teatro, cercano di ridare coraggio al mondo che crede ancora nella libertà, esattamente ciò che fece Chaplin a suo tempo. Da mercoledì 25 novembre sarà in scena al Teatro Carcano di Milano, fino a domenica 6 dicembre 2015.

Nonostante siano passati alcuni decenni e il mondo sia cambiato profondamente, sono presenti alcune inquietanti analogie con i lontani anni del primo Novecento: una crisi economica che ricorda quella del 1929, il crollo delle banche, l’inflazione, la disoccupazione e la depressione. “Il Grande dittatore” è un’opera ancora molto attuale grazie alla sua messa a nudo dell’essenza umana: il protagonista si fa letteralmente in due; da una parte c’è il piccolo ebreo che fa il barbiere nel ghetto in cui il nazismo lo ha rinchiuso e dall’altra c’è il feroce dittatore, al quale egli assomiglia tanto da finire con l’assumerne il ruolo, rovesciando, nel suo messaggio radiofonico finale, la violenza in pacifismo.

Afferma Venturiello: “Ciò che preme di non perdere è l’ironia, il sarcasmo e l’irresistibile comicità dell’opera, nella cui messa in scena la musica (composta per l’occasione da Germano Mazzocchetti) e le parti cantate (impreziosite dalla presenza di un’artista come Tosca) saranno grandi protagoniste”. Per Giuseppe Marini “Il nesso tra Chaplin e Brecht è molto stimolante e troverà riscontro in ambito registico nella realizzazione dello spettacolo che, come ogni trasposizione teatrale di un’opera cinematografica, prevede irrinunciabili tradimenti, ovvero delle scelte”.

IL GRANDE DITTATORE Teatro Carcano: Corso di Porta Romana 63 – Milano Mercoledì 25 novembre – Domenica 6 dicembre Orari: martedì/mercoledì/giovedì/sabato ore 20,30 – venerdì ore 19,30  – domenica ore 16,00 Info e prenotazioni: 02 55181377 – 02 55181362  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. www.teatrocarcano.com

Indira Fassioni

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Dal 17 al 22 novembre- Sala Grande Uno spettacolo di Giuseppe Patroni Griffi Produzione Teatro Stabile di Napoli

In memoria di una signora amica si svolge in quattro serate dal 1945 al 1950, in una geografia che contrappone Napoli a Roma. Le quattro serate sono il racconto di uno scontro generazionale, tra la necessità di partire e la consapevolezza del restare, tra il passato nostalgico delle madri e il futuro incerto di figli carichi di ideali, giovani irrisolti che si dibattono nel tentativo di dare un senso alla fuga da una città-rifugio. Le storie della protagonista Mariella Bagnoli (Mascia Musy) e delle sue amiche sembrano risalire dagli antri bui dei sotterranei che furono i ricoveri promiscui di una guerra che «non basta a liberarci dall'infelicità, dalla disgrazia, dal destino fetente di nascere napoletani» e che, insieme alle notti profonde, non vuole proprio passare. Nel 1963 Francesco Rosi, anch'egli figlio geniale di una generazione lacerata dall’odio-amore per Napoli, mise in scena per la prima volta In memoria di una signora amica, a breve distanza dall'uscita del suo film Le mani sulla città.Tra le interpreti nella rilettura di Francesco Saponaro (premio Eti 2009), Mascia Musy (Premio De Sica 2013 per il Teatro, Premio UBU miglior attrice 2008, premio ETI Olimpici del Teatro 2008) interprete prediletta di Eimuntas Nekrosius e Fulvia Carotenuto, protagonista al Parenti lo scorso anno con Carlo Cecchi dello spettacolo di successo Il lavoro di vivere diretto da Andrée Shammah.

C'è un filo rosso che lega il mio lavoro di questi ultimi anni alla messa in scena di In memoria di una signora amica di Giuseppe Patroni Griffi e passa, essenzialmente, dall'incontro con il teatro di Eduardo De Filippo, lambisce le rarefatte armonie della letteratura di Raffaele La Capria e si alimenta dell'ardente poesia di Enzo Moscato. Giuseppe Patroni Griffi è, tra i grandi maestri del Novecento italiano, una delle voci più limpide e sagaci. Il suo genio ha dato vita a meravigliosi personaggi di teatro che ritrovo nei vicoli che si inseguono tra i palazzi a spuntatore, nei bassi dei quartieri spagnoli ma anche in certe case di Chiaia o di Posillipo, solo apparentemente confortate dai panorami di una bella giornata. In fondo anche le storie di Mariella Bagnoli e delle sue amiche sembrano risalire dagli antri bui degli ipogei che furono i ricoveri di una guerra che insieme alle notti profonde non vuole proprio passare. Nel 1962 Francesco Rosi, anch'egli figlio geniale di una generazione lacerata dall’odio-amore per Napoli, mise in scena per la prima volta In memoria di una signora amica a breve distanza dall'uscita del suo film Le mani sulla città. È a partire da questa costellazione di riferimenti per nulla trascurabili, che affronto questo capolavoro di Patroni Griffi che invoca la necessità di una radicale e definitiva trasformazione senza perdere quell'intenso «respiro di vita e di bellezza» che può ancora salvarci.

Francesco Saponaro

Info: Prezzo biglietti: intero I e II settore 32€;III settore 25€; under26/over60 18€;convenzionati 22,50€ (prevendita 1,50 €) Orari: lun riposo-mart, sab h20.30 - mer,ven h19.30 - gio h21 - dom h15.30 Tel : 02 59 99 52 06; Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.; www.teatrofrancoparenti.it

 

Come cambia la vita a quarant’anni? Non si può più mangiare quello che si mangiava prima, si è troppo giovani per fare alcune cose, ma già troppo vecchi per farne altre...

“Ormai sono una milf” è la vita da quarantenne raccontata con gli occhi di Angelo Pintus, che si sente sempre quel bambino che quando vedeva gli amici quarantenni dei propri genitori li considerava vecchi e si meravigliava di quanto vivessero a lungo i grandi.

Pintus ritorna in scena sul palco del Teatro Manzoni di Milano, dal 30 novembre all’8 dicembre 2015, reduce del successo di “50 sfumature di…Pintus”, record di incassi e presenze in tutta Italia; un vero fenomeno che lo ha lanciato direttamente sul palco di Sanremo come ospite comico.

Angelo Pintus cerca di spiegare al pubblico i suoi 40 anni: guardandosi allo specchio pensa di essere sempre più in forma, anche se ormai è un uomo fatto. “Un uomo? Una signora! Anzi… una milf”.

ORMAI SONO UNA MILF Teatro Manzoni:  Via Alessandro Manzoni 42 - Milano Dal 30 novembre all’8 dicembre  2015 ORARI: feriali e 7 dicembre  ore 20:45 - domenica e 8 dicembre ore 15:30 Tel. 02 763 6901 www.teatromanzoni.it

 

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Il museo Gemäldegalerie Kulturforum di Berlino ospita fino al 24 Gennaio una delle mostre più attese del momento: The Botticelli Renaissance.

«Come fa un pittore ad acquisire fama internazionale? Che cosa ha reso Botticelli un’icona pop? Perché le sue opere sono considerate senza tempo? Cos’è che lo rende cosi “europeo” da far apparire la sua Venere sul dritto di una moneta da 10 centesimi di euro? Quello che possiamo dire con sicurezza è che Botticelli, più di qualsiasi altro Grande Maestro, ha ispirato e continua a ispirare l’arte moderna e contemporanea».

Questa è il leitmotiv di una mostra destinata a catturare le attenzioni del grande pubblico e che ci racconta per immagini non solo come i lavori del Maestro fiorentino siano stati d'ispirazione per l’Arte Moderna e Contemporanea ma anche come Sandro Botticelli sia diventato una vera e propria icona pop.

L'opera dell'artista fiorentino viene, quindi, presentata secondo un'angolatura che, senza trascurare gli aspetti di valutazione artistica e estetica, si focalizza soprattutto sulla sua influenza in campo letterario, teatrale, musicale e della cultura di massa.

L'esposizione propone, infatti, un viaggio a ritroso fino al 1445 partendo dalle forme attuali di ricezione, che investono non solo l'arte contemporanea ma anche altre dimensioni della cultura di massa - dalla musica alla moda sino alla pubblicità - ricostruendo il suggestivo percorso socio-culturale che determinò la riscoperta del pittore fiorentino, nel corso del XIX secolo e all'inizio del XX in Europa e negli Stati Uniti.

Il museo Gemäldegalerie, ad essere sinceri, vale già da solo un viaggio poiché al suo interno custodisce una delle raccolte più significative a livello mondiale, con opere di artisti europei dal XIII al XVIII secolo, quali Van Eyck, Rubens, Vermeer, Rembrandt, oltre agli italiani Raffaello, Lippi, Mantegna, Tiziano, Caravaggio, Antonello da Messina.

All'interno di questo meraviglioso spazio espositivo sono stati inserite centotrenta opere originali (di cui 40 del Maestro fiorentino, comprese alcune importanti e conosciute in ogni angolo del Mondo come la “Venere”, “Tondo Raczynski” e “L’altare Bardi”) di artisti come Edgar Degas, Edward Burne-Jones, Dante Gabriel Rossetti, René Magritte, Andy Warhol, Cindy Sherman e Bill Viola. Oltre a dipinti, la mostra presenta disegni, sculture, fotografie, video e oggetti di moda e design.

Tuttavia, a coloro che non potessero raggiungere la capitale tedesca viene offerta un'altra chance: nella primavera del prossimo anno, infatti, la mostra sarà trasferita al Victoria and Albert Museum di Londra.

The Botticelli Renaissance

Gemäldegalerie Kulturforum Matthäikirchplatz 4 - 10785 Berlino www.botticelli-renaissance.de

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Suona il campanello. Aprite, sono nientepopodimeno che i Massive Attack con valigetta e mixer, pronti per un dj set a casa vostra. Ci credereste? La band di Bristol che ha contribuito a scrivere una delle pagine musicali degli anni ’90 più belle, contribuendo a lanciare il trip-hop, trasformando l'hip-hop newyorkese in un concentrato di soul, jazz, rock ed elettronica dalle atmosfere fumose e inconfondibili – a casa vostra.

E' la nuova possibilità offerta da Guestar - la prima piattaforma online che mette in contatto fan e artisti per organizzare eventi live a casa propria. La data dello speciale appuntamento con i Massive è lunedì 7 dicembre 2015 e la modalità di partecipazione è semplice: dopo l’iscrizione gratuita su guestar.com chiunque potrà creare da oggi una proposta d’invito, l’ospitalità più coinvolgente e intrigante, inserendo fotografie, video e testi per convincere i Massive Attack a fare una scelta.

Saranno infatti gli artisti a selezionare personalmente la casa o la location in cui esibirsi, tra quelle candidate sul sito entro il 18 novembre. Tutti i dettagli del miglior evento proposto dagli utenti - e selezionato dai MASSIVE ATTACK - saranno comunicati il 20 novembre sui canali ufficiali di Guestar e sui social degli artisti.

Si possono invitare i MASSIVE ATTACK a suonare in tutta Italia il 7 dicembre, non ci sono limiti geografici. La band di Bristol tornerà in Italia nel 2016 con due concerti, il 12 febbraio al Fabrique di Milano e il 14 febbraio al Gran Teatro Geox di Padova. Nei due live verranno presentati alcuni brani del nuovo album che sarà pubblicato nei prossimi mesi.

 

 

Marco Trabucchi

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Domenica 15 novembre dalle 19.00, al MONO Bar saranno esposti gioielli e accessori realizzati in stampa 3D su design originale di Francesco Carli e Lorenzo imprenti.

Ecco cosa affermano gli artisti a proposito delle loro creazioni:

"I nostri oggetti nascono dal desiderio di produrre una linea di accessori con le qualità della produzione artigianale utilizzando però tecnologie innovative e materiali inusuali che ci permettono configurazioni e forme difficili da ottenere con le tecniche tradizionali".

Molti degli accessori 3different.it contengono parti interconnesse o piccoli meccanismi, realizzati "magicamente" all'interno del medesimo processo di stampa: configurazioni "impossibili" rese reali dalla stampa 3D senza necessità di assemblaggio a posteriori o di punti di fusione.

Ogni accessorio è prodotto singolarmente prestando la cura e l'attenzione che si dedica ad un pezzo unico: viene in principio progettato al computer utilizzando software di modellazione tridimensionale; una volta ottenuto il file digitale, esso viene stampato con diversi tipi di stampanti 3D a seconda del materiale e della complessità; l'oggetto viene infine rifinito e tinto a mano.

"L'esigenza di ottenere oggetti esclusivi - evitando la standardizzazione industriale - ci ha spinto ad indagare le possibilità estetiche e tecniche di materiali - come il poliammide - solitamente utilizzati solo per la prototipazione: la scelta di usare il poliammide per realizzare il prodotto finito ci ha consentito di sperimentare possibilità inedite ed innovative!".

Ecco le tecniche ed i materiali utilizzati:

- Polvere di poliammide (simile al nylon) stampata con la tecnica della sinterizzazione laser, detta anche SLS (Selective Laser Sintering). Questo trattamento termico utilizza un laser per solidificare minuscoli granelli di polvere di poliammide, ottenendo così oggetti solidi e leggermente elastici.

- PLA (acido polilattico), generato dalla fermentazione del mais, stampato con la tecnica della modellazione a deposizione fusa. Questo metodo, detto anche FDM, utilizza un ugello per depositare un polimero fuso, strato dopo strato, ottenendo così oggetti solidi e resistenti.

- Acciaio inossidabile (misto bronzo), lavorato in due fasi: nella prima una stampante 3d deposita uno strato dopo l'altro di polvere di acciaio in alternanza ad un materiale colloso. Il modello così ottenuto viene poi sottoposto ad un processo di fusione in cui si sostituisce la colla con il bronzo, ottenendo in questo modo un oggetto interamente in metallo.

- Metalli (ottone, bronzo, argento) stampati attraverso un complesso procedimento: il modello viene prima stampato in cera con una speciale stampante 3D e poi immerso in una soluzione di gesso liquido. Una volta che il gesso si è solidificato viene posto in una fornace dove la cera si scioglie e viene eliminata: il gesso rimanente diventa il calco; esso viene riempito di metallo fuso e lasciato solidificare. A questo punto il calco in gesso viene rotto lasciando libero l’oggetto in metallo, poi pulito e rifinito a mano. Fra le finiture anche il bagno oro 18K.

MONO Bar Via Lecco 6, 20136 Milano 339 4810264 FB/MONO-Bar

 

Due attesissimi spettacoli sono in programma da mercoledì 18 a lunedì 23 novembre al Teatro Carcano di Milano.

18-22 novembre: “Caravaggio”. Attraverso la vita e la pittura rivoluzionaria di Caravaggio, Vittorio Sgarbi condurrà gli spettatori in un viaggio alla scoperta di questo artista, accompagnato dalle musiche dal vivo di Valentino Corvino e dalle immagini delle opere più rappresentative di Michelangelo Merisi, curate dal visual artist Tommaso Arosio.

Vittorio Sgarbi spiega come sia possibile che un artista del 1500 risulti attuale e contemporaneo ancora nel 2015: “Non sono stati il Settecento o l’Ottocento a capire Caravaggio, ma il nostro Novecento. Caravaggio viene riscoperto in un’epoca fortemente improntata ai valori della realtà, del popolo, della lotta di classe. Ogni secolo sceglie i propri artisti. E questo garantisce un’attualizzazione, un’interpretazione di artisti che non sono più del Quattrocento, del Cinquecento e del Seicento ma appartengono al tempo che li capisce, che li interpreta, che li sente contemporanei. Tra questi, nessuno è più vicino a noi, alle nostre paure, ai nostri stupori, alle nostre emozioni, di quanto non sia Caravaggio”.

Lo spettacolo ha debuttato in estiva al Festival della Versiliana e, dopo Milano, sarà in tournée a Asti, Alessandria, Genova, Torino, Vicenza, Bergamo, Roma e in altre città italiane.

Lunedì 23 novembre: “Ronald Reagan Colpevole o innocente?” Questo spettacolo fa parte del format “Personaggi e Protagonisti: incontri con la Storia”, curato da Elisa Greco.

Il palcoscenico del Teatro Carcano si trasformerà in un’aula di tribunale e il pubblico in sala si calerà nei panni di una giuria popolare e parteciperà al processo dello statista americano Ronald Reagan. “Perché - come commenta l’autrice  Elisa Greco - se è stato votato come il miglior presidente degli Stati Uniti d'America del secondo dopoguerra in un sondaggio del 2014 dell'Università del Connecticut, è pur vero che tra gli storici e nell’opinione pubblica esistono varie scuole di pensiero”.  A celebrare il processo sarà una corte giudicante con Carlo Nordio, magistrato procuratore aggiunto a Venezia, quale Presidente della Corte; la difesa sarà sostenuta da Alessandro De Nicola, avvocato, deputy leader del Corporate Group di Orrick, presidente dell'Adam Smith Society; l’accusa, implacabile e determinata, sarà invece sostenuta dall’avvocato civilista Laura Cossar nel ruolo insolito per lei  di Pubblico Ministero.

Ronald Reagan sarà  impersonato dal professor Antonio Martino, Ministro degli Esteri e Ministro della Difesa, con  testimoni di eccezione quali i giornalisti  Annalisa Chirico, nelle vesti di Margaret Thatcher, Gianni Riotta, nel ruolo del Segretario di Stato George Shultz, e Paolo Messa, nella sua qualità di direttore del Centro Studi Americani.

Al pubblico del Teatro Carcano toccherà emettere il verdetto: colpevole o innocente?

INFO e PRENOTAZIONI Teatro Carcano: corso di Porta Romana, 63 – 20122 Milano Orari Caravaggio: mercoledì/giovedì/sabato ore 20,30 – venerdì ore 19,30  – domenica ore 16,00 Orari Ronald Reagan: 20,30. Tel. 02 55181377 – 02 55181362 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. www.teatrocarcano.com

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Giunge alla ottava edizione "Piccolo grande Cinema", il festival delle nuove generazioni, a cura di Fondazione Cineteca Italiana e MIC – Museo Interattivo del Cinema, che si svolgerà quest’anno dal 13 al 22 novembre 2015 presso Spazio Oberdan e MIC.

"Piccolo Grande Cinema" è il primo festival a Milano e in Lombardia dedicato al cinema per bambini e ragazzi. In programma ci sono tantissime anteprime con il meglio del cinema di animazione, in uscita e da riscoprire, laboratori di fotografia e di poesia, una nuova sezione di film per adulti, e gli omaggi cinematografici a Matteo Garrone e Michel Fuzellier. Per arricchire la selezione di film, inoltre, sono previste visite guidate al nuovo archivio dei film della Cineteca, fruibile con applicazioni di realtà aumentata, l’esclusiva “Notte al Museo”, l’incontro con Matteo Garrone e il make up artist e creature creator del Racconto dei Racconti, un omaggio con musica dal vivo e strumenti giocattolo a Buster Keaton (per i 120 anni dalla sua nascita), il tutto in tre programmazioni distinte, pensate per le scuole e per le famiglie.

Come ogni anno il Festival si compone del programma Family, destinato alle famiglie, ai ragazzi e agli appassionati di cinema: quest’anno propone il meglio del cinema d’animazione italiano ed europeo in anteprima, del programma Scuole (16 – 20 novembre) e, grande novità di quest’anno, di una terza sezione, Neverland, una rassegna di film adatti a spettatori adulti che riflettono sulle difficoltà, il coraggio, i timori e i tremori dell’adolescenza vissuti dal punto di vista dei ragazzi o degli adulti.

Il programma Family si inaugurerà venerdì 13 novembre con l’esclusiva “Notte al MIC”, durante la quale quindici bambini avranno la possibilità di trascorrere una notte all'interno del Museo Interattivo del Cinema, e la proiezione in anteprima milanese di Moomins on the Riviera, film d’animazione con protagonisti i buffi personaggi creati dall’autore finlandese Tove Jansson.

Domenica 22 novembre, alle ore 15, è in programma la tanto attesa proiezione de Piccolo Principe, film d’animazione diretto da Mark Osborne e tratto dal classico di Antoine de Saint-Exupery. Il film uscirà nella sale italiane l’1 gennaio 2016 con un cast stellare che dà le voci ai personaggi: Toni Servillo, Paola Cortellesi, Stefano Accorsi, Micaela Ramazzotti, Alessandro Gassmann, Giuseppe Battiston, Angelo Pintus, Pif e con Alessandro Siani.

Fra le altre anteprime, spiccano Iqbal. Bambini senza paura, meraviglioso film d’animazione interamente prodotto in Italia e liberamente ispirato al romanzo di Francesco D’Adamo “Storia di Iqbal”, che attraverso i toni della commedia e dell’avventura, racconta la storia universale di un bambino senza paura e dei suoi compagni vessati dal sistema corrotto degli adulti; Microbe et Gasoil, ultimo capolavoro del visionario Michel Gondry, e il francesce Phantom Boy, dei realizzatori del bellissimo Vita da gatto.

Il programma Scuole, invece, realizzato in collaborazione con Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia, prevede il concorso “Cinemondo”: alle classi verranno proposte sei anteprime selezionate dai migliori Festival. Oltre che al giudizio delle classi, le pellicole saranno sottoposte anche ad una speciale giuria formata da 13 studenti delle scuole secondarie di secondo grado della Lombardia che parteciperanno a uno stage di orientamento professionale nel mondo del cinema.  Il film più votato sarà poi “adottato” da Fondazione Cineteca Italiana, che ne acquisirà i diritti per la diffusione nel circuito non commerciale.

L’importantissima novità di quest’anno è l’Open Day delle Scuole e dei Corsi di Cinema, che si svolgerà sabato 14 novembre, alle ore 15 al MIC, per dare la possibilità alle famiglie di scoprire le professioni del cinema. Le scuole che parteciperanno – tra cui le Scuole Civiche di Cinema, lo IED e la NABA – presenteranno il proprio piano di studi dando un quadro delle professioni del settore cinematografico e dell’audiovisivo.

La terza sezione del Festival, Neverland è la grande novità di questa ottava edizione; i titoli in programma, provenienti da svariati Paesi, tutte opere di assoluta qualità e di recentissima uscita in Italia. Da segnalare tre preziose anteprime: "A testa alta" di Emmanuelle Bercot, un’opera forte ed emozionante che ha aperto il Festival di Cannes 2015, una storia di amicizia e speranza. Human – Il cuore ferito del mondo di Yann Arthus-Bertrand, il più grande fotografo aereo mondiale, un docufilm che lo ha portato a intervistare con la sua équipe 2020 persone in 60 Paesi del mondo in 63 lingue diverse. Infine il film selezionato per rappresentare Cuba agli Oscar 2015, Conducta.

Infine, i pomeriggi al MIC saranno dedicati al cinema d’animazione di Michel Fuzellier: saranno proposti i capolavori dove ha collaborato in qualità di supervisore delle scenografie e art director, come Momo, La Gabbianella e il gatto, Mia e il Migù e Volere volare, che Fuzellier presenterà insieme al regista Maurizio Nichetti.

PICCOLO GRANDE CINEMA Spazio Oberdan: Viale Vittorio Veneto 2, Milano MIC - Museo Interattivo del Cinema: Viale Fulvio Testi 121, Milano Info: 02.87242114 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. www.piccolograndecinema.it

 

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Bella, raffinata, colta ed eclettica Elsa Morante ha segnato profondamente ed emotivamente la cultura della seconda metà del Novecento, pubblicando romanzi di successo, scrivendo sceneggiature con i più grandi registi e traducendo opere letterarie straniere che la fecero conoscere al di là dell’oceano.

A trent’anni dalla scomparsa della Morante ci piace ricordare non solo una artista e una intellettuale di grandissimo livello ma anche una donna impegnata intensamente nella vita sociale e politica del nostro paese. Un po’ come succedeva in Francia con de Beauvoir e Sartre e Anais Nin e Miller anche in Italia l’incontro e l’amore tra due intellettuali e artisti come Morante e Moravia non ha mancato di produrre lavori di alto livello e influenze nella vita civile con saggi, interviste e interventi che abbracciavano il senso di giustizia, la fede individuale, la sofferenza degli esseri umani e il grande valore individuale della libertà.

Elsa Morante inizia a scrivere giovanissima, prima filastrocche e favole di immediato successo e poi raccolte di racconti; tutto questo e la sua straordinaria personalità le aprono le porte dei circoli intellettuali e culturali più importanti dove nel 1936 incontra l’uomo della sua vita, Alberto Moravia. Con lui frequenta e stringe rapporti con i più illustri letterari del tempo da Saba a Pasolini.

Durante il secondo conflitto mondiale e con le leggi nazifasciste Elsa e suo marito Alberto sono costretti a lasciare Roma, essendo lei figlia naturale di una maestra ebrea, e a rifugiarsi in un piccolo paesino sul mare in provincia di Latina. Saranno questi anni in cui la coppia vivrà in maniera riservata e quasi solitaria ma che porteranno ad entrambi grandi ispirazioni per i loro romanzi successivi.

Nel 1948 Elsa Morante pubblica il suo romanzo più apprezzato, Menzogna e sortilegio, il cui successo arriva anche negli Stati Uniti con una traduzione del 1951. È il primo lavoro con cui la scrittrice conquista anche un premio letterario importante, il premio Viareggio e la sua fama raggiunge anche i lettori più popolari e meno istruiti.

Nel 1957 esce il secondo romanzo, L’isola di Arturo, con il quale la Morante si aggiudica il premio Strega; intanto aveva collaborato a sceneggiature filmiche con autori del calibro di Lattuada e Pasolini. Nel 1974 viene pubblicato il suo romanzo più importante e conosciuto, La storia, ambientato a Roma durante la seconda guerra mondiale.

Con questo lavoro Elsa Morante si giudica appieno e per sempre la fama di più grande autrice italiana del dopoguerra.

L’ultimo romanzo, Aracoeli, è del 1982 che fece vincere all’autrice anche il Prix Mèdicis.

Elsa Morante si spegne a Roma il 25 novembre del 1985, rileggere e conoscere oggi i suoi straordinari scritti è un modo per tenere viva la memoria sul periodo storico più importante del nostro Paese.

Antonia del Sambro

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