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Si scaldano i motori per “Agenda Brasil”, il Festival internazionale del cinema brasiliano di Milano che dal 30 ottobre al 6 novembre animerà l’Anteo Palazzo del Cinema. Sul grande schermo saranno proiettati 14 film (9 lungometraggi di finzione e 5 documentari) quasi tutti in anteprima, in lingua originale con sottotitoli in italiano. Opere che affrontano temi universali ma intrise della forte identità carioca, confermando il vigore di una produzione che negli ultimi anni ha conquistato importanti riconoscimenti in tutto in Mondo.
Il programma del Festival, che quest’anno spegne 12 candeline, include produzioni su tematiche come la lotta per la sopravvivenza, il pregiudizio, la violenza, le disuguaglianze sociali e di genere, la questione ambientale e molto altro. Due giurie specializzate decreteranno i migliori film in gara (tre titoli sono fuori concorso). Anche il pubblico potrà votare i propri preferiti in ciascuna categoria.

La rassegna si apre giovedì 30 ottobre, alle 20.30, con “Vitória” di Andrucha Waddington e Breno Silveira (postumo). La protagonista è interpretata da Fernanda Montenegro, iconica attrice brasiliana, candidata all’Oscar nel 1999 per “Central do Brasil”, di Walter Salles, e madre di Fernanda Torres, candidata allo stesso premio quest’anno. Ispirato ad una storia vera, il film racconta l’incredibile vicenda di un’anziana che decide di sfidare la violenza del suo quartiere con l’uso di una videocamera. La sua determinazione la condurrà molto più lontano di quanto avrebbe mai immaginato.

Venerdì 31 ottobre, alle 19.30, verrà proiettato il documentario “Saudades do Rio Doce”, di Claudia Neubern, presente in sala. Nel 2015, il crollo di una diga di scarti minerari scatena la più grande catastrofe socio-ambientale della storia del Brasile. Una marea di fango tossico si riversa per 650 km nel fiume Doce, devastando tutto ciò che incontra prima di raggiungere l’Oceano Atlantico. Il documentario ripercorre questa storia, dando voce alle comunità travolte, rivelando le cicatrici di un disastro che ha segnato per sempre il loro destino e quello del Paese.
Sempre venerdì 31 ottobre, alle 21.30, sarà la volta di “Enquanto o céu não me espera”, di Christiane Garcia. Un contadino lotta per mantenere la sua famiglia e il suo piccolo terreno in Amazzonia, nonostante le inondazioni provocate dai cambiamenti climatici. Quando una piena senza precedenti minaccia di sommergere ogni cosa, dovrà affrontare la scelta più difficile: restare e resistere o abbandonare per sempre la propria casa. Ha vinto i premi Miglior Film, Miglior Attore e Miglior Attrice al FESTin di Lisbona, tra gli altri riconoscimenti.

Sabato 1° novembre, alle ore 10.00, è in programma “Mambembe”, di Fabio Meira, mentre alle ore 12.00, ci sarà la proiezione della commedia drammatica “A vilã das nove”, di Teodoro Poppovic. Doppio appuntamento anche domenica 2 novembre. Alle ore 10.00 verrà presentato “Ninguém sai vivo daqui”, di André Ristum, un adattamento del libro “Holocausto Brasileiro”, di Daniela Arbex; nella sessione delle ore 11.45 il regista Jefferson Mello introdurrà il suo “Razões Africanas”, un viaggio musicale e umano che parte dall’Angola e percorre le rotte della diaspora africana fino a Brasile, Stati Uniti e Cuba. Attraverso il blues, la rumba e il jongo, il documentario racconta l’immenso patrimonio culturale africano che ha dato origine a questi ritmi.

Doppi appuntamenti anche lunedì 3, martedì 4 e mercoledì 5 novembre, prima del gran finale di giovedì 6 novembre, con la cerimonia di premiazione (in programma alle 20.30) seguita dal film “Kasa Branca”, di Luciano Vidigal, pluripremiato in diversi festival. Un adolescente nero cresciuto a Chatuba, una favela di Rio de Janeiro, decide – insieme ai suoi inseparabili amici – di accompagnare la nonna, malata di Alzheimer, nei suoi ultimi giorni di vita. In un contesto difficile, fatto di precarietà e sfide quotidiane, il film racconta con delicatezza e forza come l’affetto e la solidarietà possano trasformarsi in strumenti di speranza e dignità.

Parallelamente, nel corso del festival sono previsti eventi culturali, come una passeggiata guidata alla scoperta di Milano e del cinema brasiliano, un workshop di danza e percussioni, un concerto di jazz con Amaro Freitas, e un incontro con il regista Camilo Cavalcante all'Università Statale di Milano. Inoltre, il festival si estende anche a Torino e Roma, offrendo un'opportunità unica di scoprire il cinema brasiliano contemporaneo.

Foto: Lorenza Daverio|||

Rientrare nella Sala Astra dell’Anteo Palazzo del Cinema di Milano (fiore all’occhiello della città meneghina) anche solo per la conferenza inerente alla riapertura ha provocato un’emozione difficilmente descrivibile: nostalgia per ciò che sembrava normale - e scontato - (fino alla chiusura del 23 febbraio in Lombardia e Veneto, dell’8 marzo nel resto d’Italia) e commozione, frutto anche del timore di non poter rimettere piede in una sala cinematografica per chissà quanto tempo e poterlo, invece, fare in quell’istante, con un trasporto tale da far salire il groppo in gola.

«Come tante persone abbiamo affrontato questo periodo di lockdown stando nelle nostre case, pensando a come risolvere questa situazione. Siamo rimasti chiusi per troppo tempo e in questo lasso di tempo abbiamo cercato di capire come mettere in sicurezza la nostra attività a partire dalle persone che lavorano con noi (ben 80)», ha dichiarato con un’appassionata partecipazione il fondatore dell’Anteo Lionello Cerri.

«AriAnteo è in massima parte sulle spalle del soggetto che decide di investire le proprie risorse economiche, finanziarie, di idee, progettualità e di persone» ha tenuto a evidenziare l’assessore alla Cultura del Comune di Milano, Filippo Del Corno, riconoscendo il grande merito di resistenza e di impegno per la città che Cerri e il suo staff dimostrano da anni. «Lo abbiamo sperimentato durante il lockdown: la cultura è una dimensione insostituibile di ogni comunità e società e l’offerta culturale ha necessità della presenza fisica, concreta, che può essere quello della performance dal vivo o del meccanismo di condivisione e pratico che scatta quando una platea di un cinema condivide l’esperienza di visione di un film». Ci sembra importante riferirvi queste parole dell’assessore in quanto troppo spesso si danno per scontati lo spettacolo dal vivo, il cinema e tutte le ramificazioni artistiche e culturali, considerandole e veicolandole come puro intrattenimento, come qualcosa di cui si possa fare a meno. Ci auguriamo che questi mesi così difficili abbiano portato molto a riflettere sull’essenzialità della Cultura e dello Spettacolo nella vita di ciascuno, poi sta a noi decidere in quale misura farli entrare nella quotidianità, ma non vanno trascurati perché sono una fonte di arricchimento interiore immateriale certo, però dal valore inestimabile. Ma entriamo nel vivo della proposta di AriAnteo 2020.

ARIANTEO 2020: LE LOCATION

Una linea ideale collega Milano, Monza (arena presso la Villa Reale) e Treviglio. Approfondiamo maggiormente le arene estive nella città meneghina: AriAnteo Chiostro dell’Incoronata (ingresso da via Milazzo, come sempre con doppio schermo), AriAnteo Palazzo Reale (ingresso da piazza del Duomo) e nuova location per l’estate 2020: AriAnteo Triennale (presso il giardino della Triennale di Milano) nell'ambito del programma dell’estate di Triennale.

ARIANTEO 2020: PROGRAMMAZIONE

«La programmazione è ricca e diversificata, con titoli di qualità italiani e stranieri, oltre a grandi produzioni e titoli per le famiglie. In palinsesto i successi della recente stagione cinematografica, usciti in sala poco prima dell'emergenza sanitaria, oltre a titoli inediti (al cinema, ma distribuiti nelle piattaforme in streaming nell’incertezza di non sapere quando si sarebbe potuti andare in sala, nda) tra cui “Favolacce” dei fratelli D’Innocenzo, premiato a Berlino per la migliore sceneggiatura; “Georgetown” di e con Christoph Walz, "Tornare" di Cristina Comencini, candidato a 5 Nastri d'Argento.

Nel palinsesto anche diverse rassegne: AriAnteo Triennale ne avrà una dedicata a design, architettura e fotografia, e una dedicata al centenario dalla nascita di Federico Fellini.

Una parte della programmazione, sia per quanto riguarda le arene estive, che le sale al chiuso, tratterà un tema a noi molto caro, oltre che di grande urgenza: i diritti civili. Anche la nostra proposta culturale vuole riconoscere le pari dignità dei cittadini senza distinzioni di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche e personali. Tra i film in programmazione, “Il diritto di opporsi” di Destin Daniel Cretton, “Sorry we missed you” di Ken Loach, “Alla mia piccola Sama” di Waad Al-Khateab e Edward Watts, “Cattive acque” di Todd Haynes con l’attore attivista Mark Ruffalo, “I miserabili di Ladj Ly”» (dalla nota ufficiale).

Programma completo su:

https://www.spaziocinema.info

ARIANTEO: NOVITÀ 2020

Nell’ottica di dialogo tra le arti «AriAnteo diventa anche cabaret: a partire dal 23 giugno - una volta a settimana per ciascuna location - è previsto uno spettacolo con un artista di Zelig prima della visione del film in programma. Tra i protagonisti Daniele Raco, Marco Della Noce, Max Angioni, Davide Calgaro, Ippolita Baldini, Giovanni D’Angella, Vincenzo Albano, Enzo Ratti».

ARIANTEO: BIGLIETTI E INFO DI SERVIZIO

Biglietti: intero 7.50€; ridotto 5.50€; ridotto Amici del Cinema 4.50€

Tessera abbonamento a 10 spettacoli 39€

Spettacolo Zelig + proiezione film 12€; solo proiezione film 7.50€

Biglietti acquistabili preferibilmente online su www.spaziocinema.info o presso le casse del cinema e delle arene. Prevista l’assegnazione dei posti, in modo da permettere il distanziamento sociale di un metro tra uno spettatore e l’altro.

Altre misure di sicurezza anti-Covid

In ottemperanza alle norme anti Covid-19, Anteo ha ritenuto utile adottare alcune norme per la sicurezza di tutti gli spettatori.

Nello specifico:

- Tutti gli operatori utilizzeranno dispositivi di protezione individuale (mascherina);

- In ogni arena saranno presenti soluzioni disinfettanti prima dell’ingresso in sala di ogni

spettatore;

- Tutte le sale saranno completamente igienizzate e sanificate;

- I posti in sala saranno organizzati in base alle normative;

- Ad ogni spettatore sarà misurata la temperatura corporea che dovrà essere inferiore a 37,5°

Anche gli spettatori devono fare la propria parte:

- Presentarsi con mascherina per proteggere naso e bocca;

- Lavarsi le mani o utilizzare il gel disinfettante posto all’ingresso;

- Ridurre il più possibile il pagamento in contanti. È quindi preferibile acquistare i biglietti online sul sito www.spaziocinema.info

LA RIAPERTURA DELLE SALE

Non è finita qui però, il team dell’Anteo ha deciso di riaprire, dal 19 giugno, le porte del Palazzo del Cinema così come di CityLife Anteo a Milano, Capitol Anteo spazioCinema a Monza, spazioCinema CremonaPo e Treviglio Anteo spazioCinema, invitando il pubblico ad animare anche le sale al chiuso, dove saranno rispettate tutte le norme di sicurezza e di sanificazione. «Per noi di Anteo sarà anche un’occasione per una nuova definizione del nostro ruolo culturale. Vogliamo ripartire con ancora più energia e vigore, e vogliamo estendere un concetto a noi molto caro: il concetto di comunità che considera i nostri cinema una piazza comune del vivere culturale civico, un ideale punto di incontro dove le istanze e i sogni del singolo possano divenire patrimonio comune, rimessi in circolo come valore sociale. Riaprire - ripartire - significa per noi innanzitutto mantenere un forte radicamento nella realtà e nei temi che la contemporaneità ci sottopone».

Tutto è pronto, o almeno questi gestori-ideatori-appassionati ci stanno provando; ora sta a noi animare le arene e riempire le sale senza il timore di stare al chiuso, ma con il desiderio di riassaporare la visione sul grande schermo nella magia data dal buio attorno, con solo lo schermo cinematografico illuminato.

Il cielo sopra Berlino - Wim Wenders|||

Domenica 13 maggio, a Milano, si inaugurerà ArchiStorie, la nuova rassegna cinematografica promossa dall’Associazione Culturale Silvia dell’Orso e da Anteo Palazzo del Cinema, per consentire agli spettatori che parteciperanno di riflettere su concetti contemporanei legati al mondo dell'architettura, dell'urbanistica e del paesaggio.

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Anche nel mese di Giugno, prosegue l'appuntamento mattutino al cinema Anteo, Milano, dove è possibile gustarsi colazione e film in un colpo solo!

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Da oggi (2 marzo) al Cinema Anteo torna la programmazione alle ore 13.00 con una speciale iniziativa: con un biglietto unico sarà possibile assistere alla proiezione di un film e acquistare un panino e una bibita presso l’adiacente bar di via Milazzo, da gustare in sala durante la proiezione.

In programmazione due film evento:

Human di Yann Arthus-Bertrand, film-raccolta di storie e immagini che offrono la possibilità di immergersi nel cuore di quello che significa essere umani Astrosamantha di Gianluca Cerasola, un viaggio negli ultimi tre anni della vita di Samantha Cristoforetti, prima donna italiana nello spazio, guidato dalla voce dell’attore Giancarlo Giannini.

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INFO

Dove: Anteo spazioCinema, Via Milazzo 9 Milano Biglietto unico (film + panino + bibita) € 7.00 Biglietto solo film € 5.50

Per info: www.spaziocinema.info

tel. 0243912769

Mi ritrovo di nuovo a scrivere per questa rubrica, in ritardo sulla consegna, con poche idee, ma tanta musica nella testa. Nell'ultima settimana ho passato in rassegna la discografia di Gesaffelstein, cercato prove sulle sue contaminazioni, da Brodinski a The Hacker, scavato alla ricerca di connessioni più profonde in una Detroit dilaniata dalla recessione, per poi trovare in tutt'altro universo, la Francia dei giorni nostri, il suo spirito più profondo. Perché è proprio questa la peculiarità del grande artista che andiamo ad approfondire questa settimana: la contemporaneità.

 

Ad aiutarmi in questa impresa, Matteo Pepe, in arte Uabos, resident dj di le Cannibale che, con la sua esperienza e cultura in materia, mi ha aperto gli occhi più volte sulle potenzialità di questo artista e che non smetterò mai di ringraziare.

Gesa2 © Elina Kechicheva

Mike Levy, questo il suo vero nome, esordisce, alla tenera età di 23 anni, con un ep chiamato Vengeance Factory (OD records), titolo che lascia poco spazio all'immaginazione: raffinato, cattivo, con una storia, forse terribile dietro. Ad un primo ascolto potrebbe sembrare un disco degli inizi Ottanta, figlio di una Germania dai grossi sintetizzatori analogici, batterie campionate e suoni alieni pungenti come spilli. Ma c'è qualcosa che non va, il suono è pulito, veloce, ipnotico, ha qualcosa che sfugge, che va oltre: è techno. Techno come non si sentiva da tanto tempo.A The Hacker si deve il merito della sua scoperta, che con la sua Goodlife records produce i due album successivi. Non sorprende che sia proprio lui a lanciarlo vista l'affinità tra i loro pezzi, combinando anche un remix con Marc Houle per aprire uno spiraglio a un techno minimal ancora più raffinata se possibile.Uabos puntualizza: “[...] apprezzo sicuramente moltissimo il fatto che lui sia stato capace di evolvere quello stile che tanto amavo di The Hacker rendendolo molto più attuale e funzionale, cosa che quest'ultimo non è riuscito a fare.” Che l'allievo abbia superato il maestro?In meno di due anni si ritrova a spadroneggiare nella scena underground, le sue produzioni, ritmate e cupe, iniziano a distinguersi e a concretizzarsi in uno stile inconfondibile.

Gesa1 © Elina Kechicheva

 

Mera di essere citata la collaborazione con Brodisnki in un progetto che li lega a doppiofilo: Bromance. Letteralmente Bromance è una relazione molto forte tra due amici, non sessuale, attenzione, per le nostre orecchie è una collaborazione che unisce due DJ francesi in una danza frenetica per un clubbing underground di cui sentivamo la mancanza, speriamo solo che non esploda in una bolla di sapone. E se anche fosse, avremmo passato sicuramente dei bei momenti sentendoci un po' come bambini in una casa dell'orrore, prima o poi la corsa finisce, ma toccando la pelle d'oca sulle braccia avremo la certezza che quel che abbiamo visto e sentito è stato reale, almeno per noi.

Gesaffelstein è una macchina instancabile, gli ep e i remix continuano a susseguirsi in un vortice di produttività e concretezza: in meno di quattro anni sette ep e più di venti remix.

 

 

Analizzandoli si può estrapolare una visione d'insieme che si sintetizza in qualcosa di non detto, di oscuro, di grottesco.

Gesa3 © Elina Kechicheva

Se la musica di Gesafellstein dovesse essere un genere letterario, probabilmente sarebbe il cyberpunk di Gibson, o il distopismo di Orwell e Huxley, tra rabbia e impotenza, un tocco di gotico e la sensazione che ci sia qualcosa oltre, oltre la musica, oltre le parole, oltre al ritmo ossessivo, oltre... Infatti ascoltare le sue sinfonie è immergersi in un altro universo.

Spero con questo articolo di aver suscitato la vostra curiosità e vi do appuntamento al Tunnel Club, domani sera con gli amici di Le Cannibale, special guest: Gesaffelstain!

http://soundcloud.com/bromancerecords/gesaffelstein-depravity-1

Party harder, but party well!

Ho sempre pensato che sia la semplicità a caratterizzare le cose belle. Un progetto semplice funzionerà sicuramente, nella semplicità troviamo la sicurezza di un ottimo contenuto, perchè solo il vuoto ha bisogno di essere riempito. Lasciamoci quindi alle spalle i lustrini, i ricchi premi, le luci colorate e i vestiti sgargianti per parlare di musica. Questo articolo è il primo di una rubrica in cui andremo ad approfondire ogni settimana un artista diverso attraverso gli occhi, e soprattutto le orecchie, di Uabos, dj resident di Le Cannibale, serata del venerdì del Tunnel. Un modo diverso di approcciarsi alla musica, con la guida esperta di uno dei migliori dj di Milano.

Per questo primo appuntamento introduciamo il nostro ospite d'onore: Matteo Pepe, in arte Uabos, nasce a Milano a cavallo tra gli anni ottanta e novanta, e fin da piccolo capisce che la sua strada sarà dietro a due giradischi e un mixer. Giovanissimo inizia a lavorare per le discoteche milanesi, dai magazzini all'allora gasoline, e nell'arco di pochi anni si ritrova ad aver suonato in praticamente tutti i locali della città. Se lo aveste sentito almeno una volta non vi verrebbe difficile capire il perchè abbia fatto tanta strada in così poco tempo.

Ricordo la prima volta che andai al Tunnel, ormai due anni fa, di venerdì ovviamente, la fama del posto già mi precludeva un giudizio imparziale e fomentato. Entrai nel locale pieno di speranze, a mettere dischi era proprio il nostro amico, in chiusura a Alexander Robotnick, ero arrivato troppo tardi per godermi il superguest, ma non mi importò molto perché il banchetto era comunque più che succulento con Uabos dietro la consolle. Mi conquistò con un remix di Enola Gay e Ny Lipps dei Soulwax, d'altronde il tocco di classe di riuscire a passare i CCCP tra pezzoni elettro-techno con una disinvoltura paurosa non poteva che lasciarmi esterrefatto.

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E penso sia proprio la disinvoltura a renderlo un grande dj. Dimenticate i soliti Steve Aoki che saltano, sbracciano, fanno facce strane (e vien da chiedersi dove trovino il tempo per mettere a tempo i dischi) Matteo è serio, professionale, impeccabile. Sembra un chirurgo, chino su un ventre aperto, e con la mano sul fader da un colpo preciso, elegante, fa assaporare la nuova melodia e ritorna rapito alla cassa dritta, quindi non ti accorgi del passaggio in un mashup spontaneo, in un'unica onda sonora che assorbe il pubblico in visibilio.

Da quel giorno se mi chiedessero chi sia il migliore dj di Milano non avrei dubbi sulla risposta.

Conoscendolo, mi ha colpito moltissimo la sua modestia e onestà, pur avendo diviso la consolle con i più grandi nomi della musica elettronica internazionale, da Tiga ad A-trak, passando per The Hacker e Wolfang Flur, non ha mai fatto lo spocchioso o lo snob; un comportamento da apprezzare visto che nell'ambiente di solito si gioca a chi se la tira di più. Ma dietro quella timidezza apparente si nasconde un gigante di cultura musicale e tecnica.

uabos---2Cercando di sviscerare il suo iter musicale, appare chiaro che le influenze sono molteplici, dalla new wave più cupa in un'evoluzione naturale verso un'elettronica più disinvolta, passando per l'elettrofunk, il big beat, la drum 'n bass e la techno più elementare. Tra i suoi punti di riferimento troviamo Zombie Nation, piuttosto che Dopplereffekt e Legowelt, ma anche Purity Ring e Japanese Telecom, nomi che valgono come garanzia di una ricerca musicale magistrale, affinata in anni e anni di dischi e vinili. Immagino che ficcando il naso nelle sue borse porta cd si possa sentire l'odore di quegli anni a cavallo tra i novanta e i duemila, un misto di fumo, birra, sudore e speranza. Quando i club erano underground non perché faceva figo scriverlo su zero, e ci si andava a ballare per godersi la musica, unica protagonista, e non per farsi vedere con l'ultimo outfit griffato.

Ovviamente Uabos è anche produttore, nasce infatti come polistrumentista prima che dj; il suo primo progetto è il duo Say Dubai, nel quale, insime a Nobel (Francesco Bocchini), evolve il suo stile verso sonorità tropical bass e uk funk, non è un caso che i due vengano notati prima dal tedesco Malente, che pubblica il loro primo ep “Bum” per la sua etichetta No Brainer Rec, e subito dopo pubblichino un remix per Keith & Supabeatz uscito per Southern Fried (etichetta del leggendario Fatboy Slim).

saydubai_06Da quest'anno, i ragazzi di Le Cannibale dopo aver trovato (dicono quasi casualmente) nel computer di Uabos delle produzioni da solista, lo hanno convinto a iniziare un progetto parallelo. Nasce così una nuova esperienza dai toni più melodici, quasi un misto tra triphop e breakbeat, un progetto al naturale, senza guardare in faccia a nessuna moda o tendenza.

-Faccio quello che mi diverte e che mi fa stare bene. - la dichiarazione del Pepe.

Con Need, il singolo uscito sei mesi fa, si apre una nuova stagione musicale che si sposta verso un'elettronica più concettuale, con ritmi meno incalzanti, ma non per questo meno valida, anzi: i tratti minimalisti che evolvono in qualcosa di più complesso tra drum machine, synth leggeri e midi sequencer, aprono le porte a un ep gustosissimo di cui possiamo assaporare la preview su soundcloud.

In attesa dell'uscita del nuovo ep da solista (di cui possiamo anticipare solo i 5 minuti di mix online) e dell'altro con i Say Dubai, previsto per gennaio 2013, possiamo goderci le sue performance ogni venerdì al Tunnel Club e leggere una retrospettiva/articolo/intervista su questo sito.

Vi lascio con il remix per Iori's Eye – Winter Olimpycs.

[soundcloud]https://soundcloud.com/uabos/ioris-eyes-winter-olympics?utm_source=soundcloud&utm_campaign=mshare&utm_medium=email&utm_content=http://soundcloud.com/uabos/ioris-eyes-winter-olympics[/soundcloud]

 

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