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Marilyn Monroe diceva che i diamanti sono i migliori amici di una donna. Avete mai provato a pensare che in realtà siano le borse? Nella borsa di una donna è contenuta tutta la sua vita, se non addirittura l’universo intero. Provate a pensare a quella di Mary Poppins: all’esterno appariva come una semplice valigia di tela ma all’interno si poteva trovare di tutto, dall’attaccapanni alla lampada. Oppure la borsa di Sarah Jessica Parker in “Ma come fa a far tutto?” in cui c’erano vestiti per bambini, giocattoli e l’agenda del lavoro. Tra tutti gli accessori ed i capi d’abbigliamenti che una donna può indossare nulla la rappresenta di più della sua borsa. Dalle maxi bag per il giorno, in cui trasportiamo i libri per la scuola o i documenti per il lavoro, alle pochette per la sera in cui viene messo il minimo indispensabile. All’interno  vengono raccontate le nostre storie e i nostri desideri, le ambizioni ed i fallimenti. Una borsa può contenere di tutto: un computer, un libro, le sigarette, le chiavi e il cellulare. Puntualmente in qualsiasi borsa voi abbiate, anche in quella più piccola, non troverete mai quello che state cercando. Gli uomini ci definiscono come donne complicate ed indecifrabili, ma evidentemente non hanno mai guardato dentro le nostre borse. Anche se siamo in un periodo di crisi nulla ci vieta di sognare davanti ad un bella borsa e immaginarci di camminare con lei  per le strade della città. Ogni donna ha la borsa del cuore, quella che sogna da una vita, e ci sono borse che pur costando un capitale vale la pena avere, bisogna prenderle come un investimento, non andranno mai fuori moda ma col passare del tempo diventeranno sempre più belle. Se siete pronte e disposte a spendere molti soldi, ce ne sono alcune per cui vale la pena di fare una pazzia e che non possono assolutamente mancare nel vostro armadio.

La Neverfull di Louis Vuitton è una di quelle borse in cui potete metterci di tutto e portarla ovunque perchè non si romperà mai, sarà la vostra migliore amica durante la vita di tutti i giorni.  E, come dice, il nome non è mai piena. Potete scegliere tra la versione Monogram o Damier.

La Miss Sicily di Dolce e Gabbana, una bella borsa Made in Italy che rappresenta la sensualità della donna italiana: in pelle o in pizzo è  elegante da portare sia di giorno che di sera.

La Jackie O di Gucci. Fu proprio Jackie Onassis a lanciare la moda della hobo bag e tutte le donne all’epoca correvano nei negozi a chiedere “quella borsetta che ha sempre Jackie O”. Oggi questo modello si chiama Bouvier ma rimane sempre conosciuto come la Jackie O.  Perfetta per chi non vuole una borsa troppo grande ma neanche troppo piccola, è una giusta via di mezzo.

La Chanel 2.55. La borsa di Chanel più amata dalle donne, il modello in matelassé con la doppia catenella e la chiusura con le due C intersecate tra loro, fu chiamato così perché venne lanciato nel febbraio del 1955. Nessun colore è troppo azzardato per questa borsa, potete scegliere il classico nero ma potete anche osare un colore più acceso.

Infine la borsa per eccellenza, quella a cui tutte aspiriamo e per cui bisognerebbe accedere ad un mutuo per comprarla: la Birkin di Hermes. Dedicata alla bellissima Jane Birkin questa borsa è adatta a tutte le età e può essere usata in qualsiasi occasione. Un uomo che ti regala una borsa è speciale, un uomo che ti regala una Birkin è il principe azzurro.

Il 2014 comincia in difesa delle donne. Dal 15 gennaio al Teatro Oscar di MilanoDonneTeatroDiritti”, 6 spettacoli  su donne, diritti e libertà.

Cuore della stagione al Teatro Oscar di Milano, al suo quinto anno il Progetto DonneTeatroDiritti (DtD) presenta 6 spettacoli di cui una produzione in prima assoluta e cinque ospitalità: dal 15 gennaio fino al 25 maggio 2014 si darà rilievo a quelle sensibilità di donne, abili mani e menti trasgressive, che fanno dell’arte il proprio strumento di rivolta contro il Potere, o, viceversa, fanno del Potere la propria arte.

Parliamo di donne di potere come le regine Maria Stuarda di Scozia e Elisabetta d’Inghilterra (LE REGINE. ELISABETTA VERSUS MARIA STUARDA – dall’8 al 25 maggio 2014 in prima assoluta con la regia di Alberto Oliva), donne che il potere ha cercato inutilmente di distruggere e dimenticare come Hana Brady (ULTIMA CORSA – In memoria della Shoah – il 28 gennaio 2014, ideazione Monica Cagnani), e Alice Herz Sommer (ALICE: 88 TASTI NELLA STORIA – dal 30 gennaio al 2 febbraio 2014, una produzione Note di Quinta con il patrocinio della Fondazione Memoria della Deportazione), donne che sfidano la modernità con la loro arte e intelligenza come la giornalista Camilla Cederna (NOSTRA ITALIA DEL MIRACOLO – dal 15 al 19 gennaio 2014 con Maura Pettorruso e la regia di Giulio Costa) o la scienziata Rita Levi Montalcini (MeRITA – dal 27 al 29 marzo 2014 di Cristian Mascia), o ancora donne che per il loro solo esistere hanno smosso coscienze e dibattiti (UNA QUESTIONE DI VITA E DI MORTE – Veglia per E.E. – dal 19 al 23 marzo 2014, di e con Luca Radaelli).

Quest’anno, il progetto DonneTeatroDiritti (DtD) si estende e coinvolge al suo interno nuovi partner: il Teatro Verdi di Milano e la Fondazione Cineteca Italiana – Spazio Oberdan. Entrambi presenteranno, all’interno del loro calendario, spettacoli o film che proseguano e sviluppino la linea tracciata da PACTA sul tema DONNE E POTERE.

Il progetto DtD nasce dalla speranza concreta di cambiare il futuro di bambini, donne e soggetti cosiddetti ‘altri’ di tanti Paesi, interrompendo il legame esistente tra ignoranza, ingiustizia e povertà. DtD è un progetto che unisce, che va condiviso con altre realtà. Per questa ragione, quest’anno ho chiesto a coloro che potevano essere interessati a svilupparlo di unirsi a noi. È il caso del Teatro Verdi e della Fondazione Cineteca Italiana. È soprattutto alle nuove generazioni che ci rivolgiamo, affinché tutto il materiale proposto (spettacoli, film, documentari, dibattiti) costituisca uno strumento di conoscenza. Anzi di più, un insegnamento non solo finalizzato a una sempre maggiore consapevolezza dei propri diritti, ma anche al riconoscimento che a ogni nostro diritto corrisponde il diritto dell’altro, che per noi diventa quindi dovere.                                                           

Annig Raimondi

 

INFO

Teatro Oscar, Via Lattanzio 58, 20137 Milano

MM3 - Staz. Lodi T.I.B.B. | Tram: linea 16 Fermata Tito Livio - Lattanzio | Filobus: linea 92 - Fermata Umbria – Comelico

www.pacta.org

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tel: 02.36503740

 

Orari spettacoli:

Martedì – Sabato ore 21,00 Domenica ore 17,00

Orari biglietteria:

Lunedì – Sabato dalle 16,00 alle 19.00 e dalle 19.30 alle 21.00 Domenica dalle 15,30 a inizio spettacolo

Costo biglietti:

Intero €24 Ridotto e Convenzioni €18 Under 25/Over 60 €12 CRAL e gruppi €10 (min 10 persone) Prevendita €1,50

Costo abbonamenti:

Carta amici di Pacta 6 spettacoli* €60,00 Carta Tandem 2 ingressi a 2 spettacoli* €38,00 Carta All You Can See (carta personale) ingressi illimitati a tutti gli spettacoli* €100,00 Abbonamento DonneTeatroDiritti (carta personale) 6 spettacoli della rassegna DtD €45,00.

* esclusi MITO, Oscar per tutti e Teatro in Matematica

Si è appena concluso il mese di ottobre, il mese mondialmente dedicato alla lotta contro il cancro al seno, e tra le iniziative che si sono promosse e sviluppate in questo periodo quella più toccante e d’impatto è stata sicuramente la mostra fotografica “The SCAR project”, svoltasi a Houston, Texas, tra il 17 e il 28 ottobre.

David Jay, il fotografo ideatore e realizzatore della mostra, solitamente ritrae modelle e star, glamour e lustrini, in questo progetto invece, il secondo di questo stampo, chiede ad alcune donne sopravvissute all’inferno del tumore di mettersi a nudo e farsi fotografare.

Il risultato è sconvolgente, non solo dal punto di vista artistico, è toccante, commovente e spaventoso allo stesso tempo: donne mutilate nel corpo che mostrano “le ferite di guerra”, fiere della vittoria, della battaglia, perchè la ferita è la testimonianza di avere combattuto, la testimonianza di aver avuto il coraggio di affrontare la malattia.

In questo contesto la fotografia assume un significato tutto diverso, il fotografo coglie l’essenza di una femminilità ritrovata, di uno sguardo provato ma non stanco, orgoglioso e commosso: “Per queste giovani donne avere il loro ritratto rappresenta una vittoria personale su questa terrificante malattia. Le aiuta a reclamare la loro femminilità, - racconta il fotografo David Jay - la loro sessualità, identità e potere dopo averne perso una parte così importante. Attraverso queste semplici foto, sembrano raggiungere l’accettazione di ciò che gli è accaduto e la forza di andare avanti con orgoglio.”

Guardate queste foto, coglietene l’essenza, andate oltre l’impressionabilità, la sensibilità, la paura e siate grate a queste eroine.

 

L’Amore.

Quando è un inganno tradisce il sogno. Brutalmente lo lacera, e poi lo strappa.

Prima a colpi di silenzio. Poi di parole, affilate e taglienti.

Infine, arrivano le mani.

Non più setose e carezzevoli. Ma ruvide e graffianti.

Arrivano a marchiare il corpo di un malato e vile abuso di potere.

 

Sylvia Plath, poetessa americana morta suicida nel 1963, confidava alle pagine dei suoi diari il timore di perdere la propria dignità e identità a causa di un unione matrimoniale che le implicava l'adempimento passivo ad un ruolo servile.

Perché anche questo è violenza.

 

Da una riflessione sul tema della violenza -psicologica e fisica- subita all'interno delle mura domestiche, nasce L'Aspirante, una performance ideata da Giovanna Lacedra.

Questa trae origine da una reinterpretazione dell'omonima poesia della Plath, scritta tra gli anni 50 e 60, tradotta da Giovanni Giudici nel 1976.

 

La rilettura contemporanea chiama in causa i soprusi (e gli abusi) subiti in silenzio dalle donne, quando la relazione diventa disfunzionale, quando la vita coniugale è sopraffazione.

La violenza che nasce da un atteggiamento prevaricante, da una visione della donna come oggetto funzionale anziché come individuo dotato di personalità.

 

 

Giovanna Lacedra e Roberto Milani in

L'Aspirante - Live Performance

giovedì 12 settembre ore 18.30

 

Info:

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www.amyd.it

 

Amy-D Arte Spazio

via Lovanio 6, Brera District

Milano

Spingetevi al Teatro Elfo Puccini dal 3 all'8 giugno per assaporare uno spettacolo amoroso, di donne che amano le donne! Un pezzo commovente, ironico e sfacciato per chi non sa reprimere il proprio amore. Come noi di Nerospinto.

“Per aver affrontato un tema scottante come quello dell'omosessualità femminile con un linguaggio fresco, ironico e divertito. Lo spettacolo, anche grazie alla qualità delle interpreti riesce a coinvolgere il pubblico miscelando momenti di comicità con altri di grande intensità e profondità senza mai cedere nell'autocommiserazione”. "Premio Scintille" 2011 - Asti Teatro.

 

Metafisica dell’amore è uno spettacolo comico che parla dell’amore. E soprattutto delle donne. Che amano le donne che amano altre donne che amano tutti gli altri. L’amore è un sentimento universale, tutti provano le stesse emozioni, gli stessi piaceri, gli stessi dolori: lui e lui, lei e lei, lui e lei. Coppie diverse, identiche emozioni. Questa è una legge che, a differenza della legge, e' uguale per tutti...con qualche piccola differenza   che fa la differenza. Le attrici protagoniste raccontano e si raccontano, trasformandosi e dando vita a una carrellata di personaggi esilaranti.

Tutti alla ricerca di un amore: la psicopatica, la milanese, l’artista, la fricchettona, la ex... Uno spettacolo dedicato a chi ha ancora voglia di amare e ridere di questo disgraziato dolore che ti prende allo stomaco senza distinzione di sesso, di

razza, di lingua o di religione. Un passo in più verso il rispetto, perché la discriminazione, guardata col cuore, si rivela nella sua stupidità. E noi lo facciamo con uno spettacolo. Questo. Che non vuole dare risposte. Ma vuole esistere. E basta.

 

Le Brugole è una compagnia tutta al femminile, nata nel 2009 e composta da due autrici e da due attrici: le due scrittrici sono Giovanna Donini (classe 1973, autrice televisiva con un passato da giornalista e da fondatrice e performer del gruppo Spaventapassere) e Francesca Tacca (classe 1985 e diplomata alla scuola d’arte drammatica Paolo Grassi di Milano in drammaturgia); sul palco invece troviamo Annagaia Marchioro (classe 1983, diploma d’attrice alla Scuola d’arte drammatica Paolo Grassi di Milano nel 2009 e vari lavori tra teatro e cabaret) e Roberta Lidia De Stefano (classe 1985, anche lei diplomata alla storica Paolo Grassi nel 2010, attrice, cantante e musicista).

I primi passi televisivi delle Brugole risalgono alla primavera del 2011, quando partecipano al programma Bambine Cattive in onda su Comedy Central (canale 122 di Sky). Nell'estate dello stesso anno le nostre quattro vincono il "Premio Scintille" ad Asti. Seguono le serate milanesi dello scorso novembre allo Zelig di Milano.

 

METAFISICA DELL’AMORE

testo di Giovanna Donini e Andrea Midena

scritto con Francesca Tacca, Annagaia Marchioro e Roberta Lidia De Stefano

con Roberta De Stefano, Annagaia Marchioro

produzione Le Brugole

 

Dal 3 all'8 giugno, all'Elfo Puccini, sala Bausch - corso Buenos Aires 33, Milano -  Lunedì/ sabato ore 19.30, domenica riposo - Posto unico: 15 euro - www.elfo.org

 

 

Oggi, 29 maggio 2013, si è spenta a Milano Franca Rame, attrice teatrale, drammaturga, politica ma soprattutto paladina dei diritti delle donne.

Noi di Nerospinto vogliamo ricordarla attraverso le sue frasi più ribelli, forti, vere..per ricordare un'Italiana che non ha mai avuto paura di svelare al mondo il suo cuore.

 

(…) Perché mi stringono tanto? Io non mi muovo, non urlo, sono senza voce. Non capisco cosa mi stia capitando. La radio canta, neanche tanto forte. Perché la musica? Perché l’abbassano? Forse è perché non grido. (Lo stupro,1975)

 

"Non sono un flipper, che puoi infilarci le 100 lire e sbatterlo come ti pare" (Tutta casa, letto e chiesa-1977)

 

Te la caverai con poco, come tanti altri. Per quanto tu possa ripensare a quell’orribile momento… mai potrai capire quanto male mi hai fatto. Un male che brucia continuamente nel mio cervello… nel mio cuore… un male che nulla potrà mai cancellare. Mi hai bruciato la vita, ragazzo.(Stuprata da un ragazzo “per bene”-20/02/ 2012-Blog di Franca Rame su Il Fatto Quotidiano)

 

Noi moderni siamo i primi nella storia del mondo a porci il problema del nostro piacere. Quando la gente lavorava quelle diciotto ore al giorno, non aveva certo energie da dedicare al rapporto sessuale: erano stanchi morti, mangiavano, andavano a letto: tran-tran-tran, poi (russa) grgrrrrrrrr!, s'addormentavano... Succede anche oggi... anche se si lavora molto meno. Molte mie amiche si lamentano che i mariti: trun-trun-trun, poi grgrrrrrrrrr!, senza manco dire: "Grazie cara... vuoi un caffè?".

Oggi, per l'uomo, esibire il godimento è diventato uno status symbol: una moglie, una fidanzata, tre amanti, un fidanzato. Scherzo...

E spesso questo godimento, questo piacere i maschi lo esibiscono, lo millantano. (L’uomo che sbruffone!-XIII Puntata-Sesso?- 27/02/2013 -Blog di Franca Rame su www.francarame.it)

 

Nascere donna è un gran casino, perché fin da piccola ti distorcono le idee sul sesso, su te stessa. Che non sei bella, che c'hai dentro questa cosa sporca ma tanto preziosa che tutti te la vogliono. Ma se è così sporca, perché tutti la vogliono? "Perché sono dei maialoni!!!" Non capisci bene il significato, e invece di andarci a fondo, ti accontenti del non capire niente. Perché? (…) Improvvisamente, (lui) non è più un porco e tu non sei più un bidone della spazzatura ma un delicato mazzolino di rose con nel bel mezzo un'orchidea "bianca".

Perché? Perché tutto è stato purificato dall'AMMORRE! Che baggianata! Dall'amore! Una parola bellissima "amore amore amore quanto mi piaci... vivo solo per te... ti amo, ti amo... sei la mia vita!" Il giorno dopo ti ritrovi con una montagna di piatti da lavare e il detersivo è finito.(Nascere donna-XXXIII Puntata-Sesso?-26/04/2013/-Blog di Franca Rame su www.francarame.it)

 

Penso anche al mio funerale e qui, sorrido. Donne, tante donne, tutte quelle che ho aiutato, che mi sono state vicino, amiche e anche nemiche…vestite di rosso che cantano “bella ciao”.(Lettera d’amore a Dario-30/0 1/2013-Blog di Franca Rame su Il Fatto Quotidiano)

La galleria Patricia Armocida ospita la prima mostra personale di Marco Mazzoni a Milano, "Il ricordo è un consolatore molesto".

L'artista rende omaggio a figure appartenenti alla tradizione popolare italiana, le guaritrici, che secondo la credenza sarda seducono, incantano, maledicono e guariscono.

 

I disegni raccontano storie legate alle arti segrete detenute da queste donne: nelle composizioni circolari, che alludono al ciclo della natura, si compenetrano piante medicinali, farfalle e volatili che si abbeverano del loro nettare e, seminascoste, emergono le sagome di volti femminili, costrette a nascondere la propria sensualità e i loro saperi.

 

Le guaritrici erano molto rispettate per la loro conoscenza delle erbe medicinali e questo conferiva loro un potere che la Chiesa e lo Stato medievale osteggiavano.

Con la Controriforma, la presa di posizione contro coloro che curavano con le erbe si inasprì e si attuò una politica di controllo delle pratiche terapeutiche per cui solo quelle accademiche esercitate dagli uomini furono consentite, mentre le guaritrici furono accusate di stregoneria e costrette a nascondersi per non subire ritorsioni.

 

Marco Mazzoni riprende ed evidenzia l'importanza dell'interazione tra le donne e le piante sviluppando un progetto che assume ad icona il volto femminile incorniciato da flora e fauna.

Ne svela la percezioni più intime, ricordi narrati su pagine di diario, visioni immaginifiche di animali impossibili, frutto dell'esplorazione estatica di viaggi allucinatori.

 

L'artista non disegna mai gli occhi del soggetto: non si tratta di ritratti, ma di nature morte in cui tutti gli elementi assumono la stessa importanza e si fondono tra loro.

Il risultato è un'opera che racconta del momento in cui la donna prende il controllo di tutto, in completa armonia con la Natura.

 

La mostra, che si concluderà il 4 maggio, espone 15 disegni nuovi, 12 realizzati su carta moleskine ed un'installazione site-specific.

 

 

 

Orari e costi

Da martedí a sabato: dalle ore 11.30 alle 13.00 e dalle ore 15.30 alle ore 19.00

Ingresso Gratuito

 

Patricia Armocida Galleria d'Arte

Via Lattanzio, 77 (Zona Porta Romana)

Milano

Una goccia di profumo sul polso… Una spruzzata di eau de toilette e iniziamo la giornata più grintose e sensuali! Il profumo accompagna la vita di noi donne, parte di quei piccoli gesti che ogni giorno esaltano la nostra femminilità.

 

A Milano, fino al 24 marzo, ritorna l’appuntamento annuale con la Profumeria Artistica di Esxence -The Scent of Excellence. Un salone internazionale che proprio quest’anno celebra 5 anni di “profumati successi”. In scena, negli spazi de La Permanente, la Profumeria d’Autore: eccellenza e creatività in un ambiente elegante e di classe che esalta l'unicità e il valore di ogni fragranza, vere e proprie opere d'arte dell'alta Profumeria.

 

Il profumo è qualcosa di magico…E’ inebriante e sensuale, sprigiona fantasie ed emotività. Esxence è stimolo per i sensi, esplosione di ogni essenza!

 

Per informazioni: http://www.esxence.com/it/

 

 

 

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