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Cosa si sono trovati davanti, durante il Fuori Salone 2015, gli ospiti della scenografica location di Corsia del Giardino, in via Manzoni 16 a Milano?
Era l'estate del 2014 quando l'uscita di "Senontipiacefalostesso vol.2", il secondo disco dell'Officina della Camomilla per Garrincha Dischi, veniva annunciata come la conclusione di un capitolo della storia della band. "Un impossibile lavoro archeologico per riportare alla vita brani scritti in un'età molto acerba" così parlava lo scorso novembre Francesco De Leo, frontman e ideatore del gruppo, rispetto ai due album pubblicati dall'etichetta bolognese. Insomma tutto lasciava presagire che il secondo volume sarebbe stato l'ultimo a ricalcare la linea del ripubblicare canzoni ideate anni fa in una triste cameretta milanese da un adolescente visionario.
E invece così non è stato. L'Officina della Camomilla mantiene la sua aria un po' ribelle e un po' sorprendente annunciando l'uscita di "Senontipiacefalostesso b-sides" il 12 maggio 2015. L'ultimo capitolo (pare) di questa ormai lunga saga discografica. L'album, pubblicato sempre da Garrincha Dischi, contiene soltanto due inediti assoluti ("La canzone del treno" e "Sylvia Scatta"), le tracce restanti sono quelle rimaste escluse dai due dischi precedenti, i lato B di alcuni singoli e pezzi pubblicati in varie compilation, per un totale di 14 canzoni. La cover di "Senontipiacefalostesso b-sides" è stata selezionata tra i disegni postati nel fan club del gruppo, una dimostrazione della forte rilevanza che la band dà alla relazione diretta con il suo pubblico.
Così l'Officina della Camomilla parla di questo nuovo progetto:
"In questi due anni abbiamo passato tanto tempo in studio e registrato 42 brani tra classici della band e inediti. 13 finirono nel volume uno, 15 nel volume due, mentre gli ultimi 14 li abbiamo sparpagliati tra compilation, mixtape, ep digitali. Alcuni erano rimasti finora sospesi tra hard disk e cassetti a doppio fondo, con il rischio di rimanerci per sempre. Dimenticati. Ecco, con quest'ultimo capitolo, quello conclusivo, abbiamo deciso di raccogliere 14 brani, sfruttando il formato vinile per dividere il repertorio in due epoche: quella della formazione, con Claudio Tarantino alla batteria, nel lato B, e quello con Gaetano Polignano alla batteria nel lato A. Più leggero e scanzonato il lato B, più rock e contaminato il lato A. Un'operazione che nasce per la fame dei tanti fan che hanno riempito i club di tutta Italia questo inverno ma che alla fine, a mastering terminato, ci ha consegnato un album compatto, pieno di pezzi importanti e capaci di rimare in testa".
Questa la track-list di "Senontipiacefalostesso b-sides":
LATO A:
La canzone del treno
Romantico = a strappo
La canzone di piera
Bambini che fumano
Gommaragno
Città mostro di vestiti (versione 2014)
Le foglie sui miei vestiti sono il sangue del parco
LATO B:
La primavera e’ un mostro
La guerra dei pastelli a cera
La febbre della puttana
Una lunga serie di colazioni sotto un mandorlo
Sylvia scatta
Duplicatore di immagini
Abbiamo vinto la guerra (cover lo stato sociale)
Produzione artistica di Matteo Costa Romagnoli. Arrangiamenti di Matteo Costa Romagnoli e L'Officina della Camomilla.
Queste le prossime date del tour, in continuo aggiornamento:
05/06 | Udine, Cas' Aupa
06/06 | Segrate (MI), Mi Ami Festival
25/06 | Pavia, Up Pavia Festival
02/07 | Sarno (SA), Giardini di Villa Lanzara
17/07 | Padova, Garrincha Loves Sherwood @ Sherwood Festival
Canali ufficiali de L'Officina della Camomilla:
FACEBOOK facebook.com/officinacamomilla
TWITTER twitter.com/CamomilOfficina
[gallery type="rectangular" ids="42629,42628,42627,42626,42625"]Una ricetta primaverile sana e leggera, velocissima, l'ideale con l'avvicinarsi della stagione estiva. Insalata Pane, Pomodori e Carote mixa croccantezza, colori e forme oltre ad appagare la vista, delizia indubbiamente anche il gusto.
Ingredienti: 2 carote 2 fette di pane toscano 2 pomodori tondi aceto balsamico olio sale
Lavare le carote e tagliatele finemente, ottenendo delle sottilissime strisce verticali, tostate quindi il pane e dividerlo in piccoli quadrati. Lavare e rimuovere i semi dei pomodori e tagliateli a mezzelune sottili. Mescolare i quadratini di pane alle mezzelune, condire con olio e sale, riporre l’insieme al centro del piatto. Disponete le carote in senso circolare quindi condite con un'emulsione di olio e aceto balsamico, e sale.
Si ringrazia Mariagrazia Picchi de "Il Salotto Culinario"
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Il sogno di un uomo ridicolo, racconto onirico, surreale, fantascientifico di Dostoevskij, viene riarrangiato sotto forma di pièce teatrale omonima da Gabriele Lavia, in un intenso spettacolo, proposto per l'unica data dell'11 maggio al Teatro Franco Parenti di Milano.
Difficile esprimere le emozioni suscitate dal testo di Dostoevskij, così complesso ed affascinante, eppure Lavia con la sua celebre interpretazione quel malessere esistenziale lo incarna alla perfezione, raccontando la storia di un uomo rinchiuso in un manicomio, che dopo aver desiderato il suicidio si abbandona ad un sogno straordinario che lo porta alla scoperta della verità. In scena una profonda riflessione sulla condizione umana.
Si tratta della storia di un uomo che ripercorre la sua vita e le ragioni per cui si è sempre sentito estraneo alla società. Perciò corteggia l’idea del suicidio e, giunto all’età di 46 anni, decide di metterla in pratica. Invece si addormenta davanti la pistola carica e inizia un sogno straordinario che lo porta alla scoperta della ‘verità’. Approda in un altro pianeta, del tutto simile alla Terra tranne che per l’animo dei suoi abitanti che sono puri e innocenti, e in quella purezza lui per la prima volta non viene additato come ridicolo. Ma il suo arrivo contamina quella gente che in poco tempo acquista tutti i difetti della società da cui lui proveniva.
L'uomo ridicolo è l'uomo del ‘sottosuolo’, cioè di quell’inferno sulla terra abitato da dannati che vivono in cupa solitudine, indifferenza, livore, odio nei confronti degli altri. Essi si sottomettono alle pene di questo inferno, come per una fatalità crudele e misteriosa e, a un tempo, conservano gelosamente un lucido senso della colpa che li condanna a vivere un’esperienza carica di esaltazione frenetica e sofferente.
Gabriele Lavia
Lunedì 11 maggio 2015
Ore 20.30
Sala Grande
Gabriele Lavia
IL SOGNO DI UN UOMO RIDICOLO
di Fëdor Dostoevskij
Prezzo Intero 40€/32/25€ Ridotto Over60 20€/18€ (+2€ pr); Under26 18€/15€ (+2€ pr);
INFO via Pier Lombardo, 14 02 59995206 www.teatrofrancoparenti.it Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
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Il Maestro Pier Francesco Forlenza si esibirà stasera venerdì 8 maggio alle 21.00 presso la Sala Verdi del Conservatorio di Milano per il concerto straordinario di presentazione della Stagione 2015/16 della Fondazione Società dei Concerti. Pianista e compositore materano, milanese d’adozione, musicista affermato vincitore del Premio Kawai e di prestigiosi riconoscimenti internazionali, Pier Francesco Forlenza sceglie di percorrere un sentiero insolito e maestoso della musica classica per celebrare il trentaduesimo anno di attività della Fondazione Società dei Concerti, realtà culturale tra le più rinomate della città di Milano. Il repertorio, tratto da Liszt, Bartók, Prokofiev e Chopin, vuole rendere omaggio al Romanticismo e al Primo Novecento. Una performance unica per qualità e carattere degli accostamenti, in cui il pubblico potrà ascoltare pagine insolite accanto a grandi classici.
Programma:
F.Liszt, Ave verum corpus da Mozart
F.Liszt, Isoldens Liebestod
F.Liszt, Sonata in si min.
B.Bartók, Sonata
S.Prokofiev, Sonata n.4 in do min. op.29
F.Chopin, Polonaise in la bem. magg. op.53
Il pianismo di Forlenza è “brillante, colorato ed elegante allo stesso tempo, rivelatore di una personalità affermata” (Libre Belgique).
“Possiede una musicalità interiore naturalmente poetica, che si nutre di una ricerca instancabile di sonorità sempre più seducenti (...) La sua musica è sobria e commovente” (C. Geerinckx per “Art Exists!”).
“Interprete profondo e consapevole” (C. Montani).
Per informazioni su prenotazione e acquisto biglietti: Società dei Concerti, tel. 02 66986956.
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Noi di Nerospinto, che siamo sempre alla ricerca di nuovi locali da segnalare ai nostri lettori, abbiamo scoperto questo delizioso bistrot-ristorante: L’Ov Milano.
Un posto davvero unico nel suo genere, il cui punto di forza e protagonista del menù, è rigorosamente l’uovo. Anche l’ambientazione è sui generis, resa calda ed accogliente dai mattoni a vista e dai mobili in legno, con richiami all'affascinante New York anni ’30. Il locale adotta la formula all day long, aperto tutto il giorno senza pausa. Menù ad hoc per colazione, pranzo e cena, oltre a una selezione di drink per l’aperitivo e brunch alla carta. A fare da padroni, sono tutti ingredienti freschi e genuini del territorio, aderendo al principio di sostenibilità, ma la vera chicca sono i 9 diversi tipi di uova, accuratamente selezionate e impiegate in sempre nuove ricette. Strapazzato, fritto, alla coque, alla benedict...insomma l'uovo per tutti i gusti! Da provare le polpettine di carciofo con cuore filante e uova l'uovo in cocotte con salmone affumicato. L’Ov Milano è sì un locale intimo, ma anche l’ideale per cene con amici o un pranzo di lavoro, dove si ha la garanzia di provare piatti creativi e ottimi, consapevoli di cosa si sta mangiando. Se volete sentirvi un pò a New York e volete trasgredire alla dieta questo è il locale giusto per voi.
L’Ov Milano Viale Premuda 14, MI
Giorni e orari di apertura:
Lunedì – Mercoledì: 8.00 - 19.00 Giovedì – Domenica: 8.00 - 24
Info e contatti:
Telefono: +39 02 36638692
Sito Web: http://www.lovmilano.com/
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Ora che l’estate è alle porte e le giornate si allungano, la voglia di stare fuori la sera cresce.
Per un aperitivo, una cenetta o addirittura tutta la notte, ogni occasione è buona per trascorrere il proprio tempo libero all’aria aperta, sorseggiando un drink.
Ecco i consigli di Nerospinto sui migliori chirinquitos di Milano.
Proprio in prossimità dei Bastioni di Porta Venezia, si trova il Tropical Island: un’oasi in perfetto stile caraibico, dove trascorrere momenti di puro divertimento, in semplicità, senza rinunciare alle comodità di un servizio ad hoc. Ideale dall’ora del tramonto fino a tarda notte. Oltre agli ottimi drink, si può cenare scegliendo tra differenti portate a menu: dal classico hamburger alla bresaola rucola e grana. Il mercoledì Arthur O’Neill organizza il Chiringay, una serata gay-friendly dove ritrovi gli amici di sempre, go go boys e performance fino a tarda notte. Aperto tutti i giorni dalle 18:00 alle 02:00.
Oggi completamente rinnovato, il chiosco del pesce situato in Piazza XXIV Maggio è un po’ un’istituzione per i milanesi. Al Fish Point oltre a poter comprare del pesce freschissimo, ci si può fermare a mangiare una buona fritturina con birra ghiacciata oppure un secondo sempre a base a di pesce. Da provare le fish and chips. Ideale per una pausa pranzo veloce ma anche per uno spuntino prima di cena.Il profumo mediterraneo e una giornata soleggiata faranno credere di essere in qualche località marittima. Aperto tutti i giorni dalle 10:00 alle 00:00, escluso il lunedì.
Al CONI Event Point di Milano in Piazza Gae Aulenti dove, tra imponenti grattacieli, si possono gustare drink dal sapore avveniristico. E tutto in un contesto dove lo sport la fa da padrone perché, all'ombra dei 231 m della guglia Unicredit si susseguono incontri, dibattiti, presentazioni che hanno come soggetto i protagonisti di tutte le discipline sportive. Ma non solo: tutt’intorno poltroncine colorate, tavole e sedie rendono questo posto uno spazio davvero unico. Aperto tutti i giorni dalle 07:30 alle 23:00.
Situato nel centro della movida milanese, c’è anche il Cubo di Corso Garibaldi 83. Quando le luci che animano le attività finanziarie del giorno si spengono, ecco che esplodono quelle del divertimento notturno. E attorno al magico cubo si scopre allora una mini area in cui accogliere gli ospiti, per dibattiti e convegni. C’è anche uno spazio speciale tra comode poltrone dove si tengono interviste TV a circuito chiuso. Al Cubo di Corso Garibaldi 83, si possono sorseggiare speciali aperitivi e degustare esclusivi hamburger. 
All’interno del Parco Indro Montanelli in prossimità di Porta Venezia, troviamo il mitico Chiosco di Pippo, un vero e proprio must per i locali outdoor. Ogni volta, un tuffo negli anni ottanta. Una tappa fissa durante il giorno; ideale per i pranzi in compagnia all’aperto oppure per gruppi molto numerosi. E’ una vera e propria oasi benessere nel cuore del parco: tavolini e sedie disposti tra il verde delle piante faranno dimenticare lavoro e calura. Il menu è vario e si può scegliere tra spaghetti, hamburger e gustose insalatone. Non manca l’anguria. Aperto tutti i giorni dalle 07:00 alle 19:30.
Secondo e terzo appuntamento della rassegna Contagio: dal 9 al 14 maggio con gli spettacoli Desideranza e Chi ha paura delle badanti? al Teatro Elfo Puccini.
9 - 11 maggio
DESIDERANZA
di e con Luigi Di Gangi e Ugo Giacomazzi produzione Teatrialchemici Segnalazione speciale Premio Scenario 2007
L’azione si svolge nella soffitta di una casa in un paese indefinito e racconta, in piano sequenza, 50 minuti della vita di Pino e Sergio, due fratelli (uno sano e uno con difficoltà psicofisiche) da sempre costretti in casa dall’infermità della loro madre, forse per vergogna, forse per necessità. Pino, privato di una vita propria, per sopravvivere a una situazione familiare insostenibile, ha elaborato col tempo un codice di comunicazione col fratello malato che prevede un continuo ricorso al gioco. Il loro rapporto simbiotico, logorato negli anni di continua solitudine e vicinanza forzata, li ha resi uno indispensabile all’altro, per questo Pino ha bisogno di Sergio anche per questo ultimo disegno che ha in mente.
È la festa di S. Antonio e i due si preparano al passaggio della processione del Santo Patrono che avverrà da lì a poco sotto la loro finestra; una preparazione giocosa, frenetica e paradossale, un pretesto per chiudere i conti col passato e per farsi trovare puliti e pronti, vuoti e leggeri, senza cibo nello stomaco e zavorre nella testa, quando il Santo, la banda e il popolo dei fedeli passeranno sotto i loro occhi, testimoni scelti della loro rivincita, della loro ultima spettacolarizzazione verso la tanto desiderata felicità.
12 - 14 maggio
CHI HA PAURA DELLE BADANTI?
testo e regia Giuseppe Massa con Emiliano Brioschi, Simona Malato, Cristiano Nocera luci Cristian Zucaro suono Vincenzo Aiello produzione A. C. Sutta Scupa
Un dramma sulla schiavitù moderna. In Italia la stragrande maggioranza delle migranti rumene trova occupazione come badante presso le abitazioni di anziane bisognose di cure o nelle case di giovani donne afflitte da handicap. Per i rumeni di sesso maschile trovare lavoro risulta invece assai più complicato. Questa semplice analisi occupazionale compiuta sulla comunità col maggior numero di presenze in Italia, mi ha rimandato con sorpresa alle Serve di Jean Genet, e in particolare al suo gioco delle apparenze portato alle estreme conseguenze.
Nello spettacolo dunque, Emil e George fingono di essere due donne riuscendo ad accaparrarsi i due posti di badante di cui Olga, una giovane italiana paraplegica sin dalla nascita, ha bisogno. Qui si genera un prima finzione teatrale, in verità preceduta da altre finzioni: i migranti rumeni sono interpretati da due attori italiani; Olga da una “sanissima” attrice. Questa scelta mi ha permesso di affrontare la materia da un punto di vista più prettamente politico, rifuggendo a priori tutto ciò che sarebbe potuto scadere in uno smielato buonismo. Olga controlla, spia, ruba frammenti di vita a Emil e George. L’erotica morbosità con la quale osserva i due migranti potrebbe essere la risposta al perché faccia finta di non accorgersi che in realtà di fronte a lei si trovano due uomini che, a loro volta, fingono di essere due donne. Giunti a questo punto, la domanda che ci siamo posti è stata la seguente: quali conseguenze provoca nell’animo umano vivere in un costante clima di umiliazione e alienazione? Ne è uscita fuori quasi una commedia degli equivoci che attraverso il lato grottesco della realtà prova a rendere manifesta la tragedia di tutti i popoli migranti.
CONTAGIO – Relazioni intercorse tra Milano e Palermo - è una proposta ideata da Phoebe Zeitgeist e presentata per la prima volta allo Spazio Tertulliano di Milano nel 2013. Allora gli spettacoli presentati erano stati: Preghiera - atto osceno, Desideranza e Chi ha paura delle badanti?. Nell'edizione 2015 per Nuove storie si aggiunge Paranza (Il miracolo).
CONTAGIO è l'occasione di vedere riunite in un unico contesto ricerche diverse in esiti e provenienze, accomunate da uno studio particolare della parola e dall'intento di ridiscutere la contemporaneità attraverso il lavoro della messinscena. La rassegna è caratterizzata infatti da drammaturgie originali in cui il linguaggio è indagato in molte delle sue direzioni: la poesia, il tecnicismo, il meticciato, sono alcune delle frontiere di questa escursione.
Dal martedì al sabato: ore 19,30 Domenica: ore 15,30 Intero 15€ Ridotto 11,50€
Teatro Elfo Puccini Sala Bausch Corso Buenos Aires 33 02.00660606 www.elfo.org
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Hernandez Art Gallery, in collaborazione con il Consolato Generale del Perù a Milano, presenta il progetto artistico "Il Tempio dell’Apu" dell’artista peruviano Alejandro Fernandez, una doppia mostra con due incredibili inaugurazioni.
La prima il giorno 9 maggio, alle ore 19:00, presso la Sala Nono Uno della Fabbrica del Vapore di Milano. L’artista, oltre a esporre alcune opere, eseguirà la performance “La Montagna dell’Apu”: un'installazione composta da sacchi di juta colmi di sabbia, simbolo della terra e del raccolto, che verranno sferzati con tagli dall'artista e successivamente dai visitatori, chiamati a partecipare attivamente, diventando così parte integrante della performance. Il taglio che ognuno deciderà di dare al sacco, sia esso deciso, timoroso, sfuggente, svelerà la natura del destino di ognuno di noi. L'Apu (montagna, in lingua Inca) che si formerà dalla caduta della sabbia, rappresenta tutti gli Apu a cui, ancora oggi in Perù, vengono portati doni e offerte per augurare un buon raccolto. Questa simbologia viene ripresa nelle opere di Alejandro Fernandez: il gesto del taglio, durante la performance, è analogo alle spatolate gestuali sulle tele, entrambi rimandano alle casualità del destino di ognuno di noi.
La seconda inaugurazione si terrà il 21 maggio 2015, ore 19:00, presso gli spazi dell’Hernandez Art Gallery di Milano, in via Copernico 8, dove la mostra vera e propria proseguirà sui due piani della galleria. Durante la serata, vi sarà una performance a sorpresa dell’artista e un aperitivo a base di Pisco, tipico liquore andino.
Oltre alle due esposizioni, si svolgeranno tre incontri che ruoteranno sul tema del cibo, presso la Sala Conferenze della Fabbrica del Vapore, organizzati dal Consolato Generale del Perù, in collaborazione con gli Uffici Commerciali dell'Ambasciata Peruviana in Italia. L’evento, espressamente richiesto durante il periodo Expo 2015, ha l’obiettivo di far comprendere alla città di Milano e al mondo intero la complessità e la vivacità della cultura peruviana che affonda le radici nel proprio passato, senza dimenticare la contemporaneità e il futuro. L'intero progetto si propone di far conoscere, attraverso le opere e le performance dell'artista, le tradizioni e i simboli che sono alla base della cultura Inca, ponendo l'attenzione su un tema importante come l'alimentazione. Infatti, dall’osservazione attenta dei lavori dell’artista si possono scorgere mezze lune e soli, simbologie alla base della cultura Inca, che determinano e raffigurano il passare del tempo e delle stagioni, fondamentali per i cicli dei raccolti.
BIOGRAFIA
Alejandro Fernández Centeno nasce nel 1969 ad Ayacucho, paese tra le montagne peruviane. Dopo gli studi di Arti Plastiche, presso la Scuola Superiore di Belle Arti del Perù, si trasferisce a Milano, dove tuttora vive e lavora. A oggi è uno dei principali artisti contemporanei della sua Nazione, protagonista di numerose Esposizioni Collettive in Italia, in Perù e in Svizzera, oltre ad essere vincitore di rinomati Premi, tra i quali “Medaglia d’oro” Banco de Crédito en la Escuela Nacional de Bellas Artes del Perù, secondo premio “Estàndar Internacional Club Peruano de Orquìdeas”, Lima Perù e terzo premio pittura alla “Primera Conferencia Internacional del Orquìdeas”, Vancouver, Canada.
Hernandez Art Gallery
Prima inaugurazione 9 maggio 2015 ore 19:00 presso la Sala Nono Uno della Fabbrica del Vapore In mostra fino al 21 giugno 2015 alla Fabbrica del Vapore Via Procaccini 4, MI
CONTATTI Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Sito Web: http://www.fabbricadelvapore.org/it/
Seconda inaugurazione 21 maggio 2015 ore 19:00 In mostra fino all’ 11 giugno alla Galleria Hernandez Via Copernico 8, MI
CONTATTI Telefono: 02.67430252 / 338.5805011 Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Sito Web: www.galleriahernandez.com
[gallery type="rectangular" ids="42517,42520,42521,42522,42523,42524,42526,42527,42528,42529,42530,42531"]Il 9 maggio, la Fondazione Prada inaugurerà la sua nuova sede a Milano, in Largo Isarco. Creata da Miuccia Prada e dal marito Patrizio Bertelli, è un’istituzione dedicata all'arte contemporanea e più in generale alla cultura, e promuove mostre ed eventi culturali.
La sede milanese della Fondazione è stata progettata dallo studio OMA di Rotterdam, do Rem Koolhaas, architetto di fama mondiale, e sarà composta da edifici pre-esistenti appartenenti a una distilleria risalente ai primi Novecento, combinati sapientemente con tre nuove costruzioni (Podium, Cinema e Torre), per una superficie totale di 19mila metri quadri, di cui 11mila destinati ad attività espositive. All'ingresso, il pubblico sarà subito accolto da due spazi, nati da preziose collaborazioni: un’area didattica dedicata ai bambini è stata sviluppata con gli studenti dell’École Nationale Supérieure d’Architecture de Versailles, mentre il Bar Luce porterà l'eccellente firma del regista statunitense Wes Anderson, che ha ricreato l’atmosfera dei tipici caffè di Milano: la decorazione del soffitto e delle pareti riprodurrà in “miniatura” uno dei simboli della città, la Galleria Vittorio Emanuele, mentre gli arredi interni in formica, le sedute e il pavimento in terrazzo saranno omaggio al cinema italiano degli anni Cinquanta e Sessanta.
In occasione dell’inaugurazione, Fondazione Prada presenterà la mostra "Serial Classic", curata da Salvatore Settis in collaborazione con Anna Anguissola, che attraverso più di 60 opere, indagherà la serialità nell'arte classica e il rapporto tra originale e copia, specialmente in riferimento alla produzione romana della tarda Repubblica e dell’Impero, quando era diffusa la consuetudine di replicare i grandi capolavori scultorei dell’arte greca. Saranno tre inoltre i progetti espositivi che si susseguiranno: "An Introduction" (9 maggio 2015 – 10 gennaio 2016), mostra nata da un dialogo tra Miuccia Prada e Germano Celant, "In Part" (9 maggio-31 ottobre 2015), a cura di Nicholas Cullinan, e "Trittico" una strategia espositiva dinamica concepita dal Thought Council (Shumon Basar, Nicholas Cullinan, Cédric Libert).
Per quanto riguarda il cinema invece, la Fondazione "ospiterà" "Roman Polanski: My Inspirations", un documentario concepito dal regista per la Fondazione Prada e diretto da Laurent Bouzereau, ripercorre le fonti d’ispirazione della sua opera cinematografica. In più, ci saranno le attività di un’Accademia dei bambini e gli splendidi spazi raccolti della Haunted House.
Organizzata su quattro livelli, questa “casa degli spettri” ha due-tre piccoli ambienti per ogni piano, ognuno dei quali ospiterà una o due opere (di Louise Bourgeois e Robert Gober). È davvero insolito vedere l'arte esposta in un percorso verticale ma il respiro che viene da questo tipo di organizzazione spaziale è piacevolissimo: dà infatti il giusto rilievo a ogni oggetto/installazione e, al visitatore, costretto a muoversi su scale o con un montacarichi, il tempo di assorbirlo e di tenerlo dentro di sé. La Galleria Sud invece, sarà adibita ad ospitare la collezione permanente della Fondazione, dove l'allestimento è molto suggestivo. Si parte dagli anni Sessanta e si finisce in una grande “quadreria” con decine di opere più contemporanee esposte tutte insieme. Al centro di questo percorso, però, uno studiolo della fine del Quattrocento crea un piacevole legame con il passato e “rompe” il divenire cronologico della collezione. Dietro una porta nell'ultima stanza della Galleria Sud, poi, si cela un vero e proprio gioiello: un deposito con“veicoli d'artista”, macchine realizzate da Elmgreen & Dragset, Carsten Höller & Rosemarie Trockel, Tobias Rehberger, Gianni Piacentino e Sarah Lucas.
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