Belguardo Osteria si rinnova in Oltrarno: il nuovo indirizzo fiorentino per bere e mangiare bene
Salvia fritta, Tagliatelle alla buttera, Agretti con uova e bottarga e La Marchesa, il cocktail all'iris che omaggia i Marchesi Mazzei: Belguardo Osteria riapre sul Lungarno con bar, cucina e dehors sul fiume
Sul Lungarno di fronte a Palazzo Corsini, in uno degli angoli meno caotici e più vissuti dell'Oltrarno, Belguardo Osteriaha riaperto con una formula nuova. Accanto all'osteria vera e propria è nato un wine & cocktail bar con bancone, pensato per l'aperitivo ma capace di accompagnare tutta la serata. Il dehors guarda il fiume, i tavoli interni sono stati ridisegnati, e il ritmo della giornata si è allungato fino a coprire pranzo del weekend, aperitivo, cena e dopocena. Il progetto è di Lapo Mazzei, della famiglia dei Marchesi Mazzei, che della Toscana vinicola è da secoli uno dei nomi più solidi.

Vini Mazzei e un cocktail che omaggia la casata
A gestire il bancone è Alessia Di Bartolomeo, che nella scena della mixology fiorentina è una presenza conosciuta, con un curriculum costruito su esperienze diverse e una mano precisa sui cocktail. La carta dei vini ruota intorno alle etichette di casa Mazzei: Fonterutoli per il Chianti Classico, Belguardo per la Maremma Toscana, Zisola per la Sicilia, più una selezione di etichette italiane e internazionali per chi vuole uscire dal perimetro di famiglia. I cocktail coprono i classici e qualche proposta originale. Il signature da ordinare subito si chiama La Marchesa: gin, liquore di genziana e vermouth all'iris. Il nome è un omaggio diretto ai Marchesi Mazzei, padroni di casa, e gioca con il titolo nobiliare della famiglia declinandolo al femminile. Con il bancone arrivano anche crostoni, taglieri e piccoli piatti da condividere, costruiti su ingredienti da fornitori regionali selezionati. Roba da mangiare in piedi o seduti, senza il formalismo della cena vera e propria.

Salvia fritta, agretti con bottarga e le tagliatelle che guardano alla Maremma
In cucina lavora lo chef Luis Corces, che gestisce un menu toscano con un riferimento costante alla Maremma. La sua è una cucina che punta sulla riconoscibilità: piatti diretti, materie prime centrate, poca mediazione tra il territorio e il piatto. Si comincia con la Salvia Fritta, che ha il valore di un gesto identitario per la famiglia Mazzei oltre che di un antipasto riuscito. Si prosegue con gli Agretti con Uova e Bottarga, uno di quei piatti che sembrano semplici sulla carta e si rivelano completamente al primo assaggio. Le Tagliatelle alla Buttera sono il centro maremmano del menu, un omaggio diretto a quella tradizione di terra e pascolo che attraversa tutto il progetto. Nel weekend Belguardo apre anche a pranzo, con una proposta pensata per chi vuole sedersi sul Lungarno senza la pressione del servizio serale.
Butteri alle pareti e il verde di Serre Torrigiani che cambia con le stagioni
Il restyling ha lavorato sull'alleggerimento: pareti chiare, arredi più luminosi, una palette che apre gli ambienti invece di chiuderli. I riferimenti decorativi al mondo dei butteri, i mandriani maremmani, creano una coerenza visiva con la proposta gastronomica senza scadere nel folkloristico. Il verde è un progetto a sé, sviluppato in collaborazione con Serre Torrigiani: piante, essenze e centrotavola vengono scelti e ruotati stagionalmente, sia all'interno che all'esterno. Il risultato è uno spazio che cambia nel tempo, con una cura dei dettagli che si nota. Il dehors sul Lungarno è la parte che funziona meglio: aperto sul fiume, riparato dal traffico dei circuiti turistici principali, è il posto giusto per capire perché questo angolo di Oltrarno vale una deviazione.

Aperitivo, cena e pranzo della domenica sul fiume
Belguardo copre più momenti della giornata con una coerenza che non è scontata: l'aperitivo funziona, la cena funziona, il pranzo del weekend funziona. È un posto che ha trovato una sua identità precisa, costruita sull'intreccio tra la storia vinicola dei Mazzei, una cucina territoriale senza fronzoli e uno spazio che sa dove si trova. In una città come Firenze, dove l'Oltrarno resta il quartiere più interessante ma anche quello più difficile da abitare con continuità per chi apre, è un risultato che merita attenzione.
Francesca Luna Noce
Freelance under 30 con il chiodo fisso del mangiare e bere bene. Estremamente curiosa, cresce una nuova generazione di enotecnici fiorentini trasmettendo il suo entusiasmo con la penna e tra i banchi di scuola.
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