PORTS 1961: Il Viaggio dell’Eleganza
La collezione Fall/Winter 2026 di Ports 1961 è un invito a volare verso terre lontane
Nella vivace città portuale di Toronto, nel 1961, nasce Ports 1961, un brand destinato a trasformare il concetto stesso di “porto” in una filosofia. Il nome evoca luoghi di passaggio e incontro, simboli di apertura verso nuove culture e prospettive: un principio che la Maison ha fatto proprio sin dagli esordi, coniugando spirito cosmopolita e rigore sartoriale.
Alla guida del progetto, l’imprenditore nippo-canadese Luke Tanabe colse con lucidità il cambiamento sociale in atto: le donne stavano conquistando spazio e autonomia nel mondo del lavoro e necessitavano di abiti capaci di esprimere forza, libertà e professionalità. Ispirato dalla moglie, che definiva un “Perfect 10”, disegnò la No. 10 Blouse, una camicia dal design distintivo e dalla sartorialità impeccabile destinata a diventare un capo manifesto e a consacrare il brand come riferimento del power dressing.
Collezione Autunno/Inverno 2026: Vestirsi è un po’ come partire
Francesco Bertolini, direttore creativo di Ports 1961
Ports 1961 celebra il suo 65° anniversario con la collezione Autunno/Inverno 2026, un capitolo che riporta al centro l’identità del marchio e ne riafferma i codici con uno sguardo contemporaneo. Sotto la direzione creativa di Francesco Bertolini, la Maison riscopre la propria vocazione internazionale, ispirandosi alla visione del fondatore Luke Tanabe, che usava dire: “Sogno di fare colazione nel Sahara e cenare a New York”, frase che racchiude l’amore per il viaggio e la curiosità verso culture diverse intrinseche nel DNA del brand.
La presentazione della collezione intitolata Dressing Is A Little Like Embarking si è svolta alla Fondazione Sozzani, dove visione contemporanea e ricerca culturale dialogano costantemente. L’allestimento, ispirato agli aeroporti, ha trasformato ogni look in una destinazione: tabelloni delle partenze, sale d’attesa e annunci sonori evocavano il senso di movimento, aspettativa e scoperta.
Tailoring, contrasti e materiali pregiati nella F/W 26

La fall/winter di Ports esplora il dialogo tra maschile e femminile, struttura e fluidità. Utility jacket (giacche d’ispirazione militare o da lavoro, con tasche applicate e linee pratiche), cappotti architettonici e tagli sartoriali strutturati convivono con slip dress, ovvero abiti leggeri e scivolati simili a sottovesti, silhouette morbide e drappeggi delicati.
I materiali raccontano la storia di una donna in movimento: lana, cashmere e tessuti tecnici, scelti con grande attenzione alla qualità, garantiscono comfort e struttura, mentre pelle trattata effetto vintage e mantelle in costina introducono una dimensione nomade, vissuta e sofisticata.
Tra i capispalla si distinguono una pelliccia di coniglio particolarmente morbida al tatto, che dà forma a uno dei modelli più femminili ed eleganti della collezione, e un cappotto in cashmere grigio dal taglio giapponese, morbido e avvolgente, impreziosito da un grande bottone tondo martellato color argento, reinterpretazione contemporanea dei bottoni marinari delle stagioni passate.
Dettagli, nodi e lavorazioni artigianali

Il nodo, ricorrente su bottoni, chiusure, top annodati e gonne avvolgenti, diventa gesto stilistico e metafora di legame e continuità. Lavorazioni preziose come ricami di perline e crochet realizzati a mano dialogano con giacche maschili e volumi confortevoli, creando un equilibrio armonico tra forza e raffinatezza.

Le stampe traducono il tema del viaggio in ritmo e movimento. Grafiche lineari ispirate ai disegni emotivi dell’artista Louise Bourgeois e motivi argyle astratti - classico disegno a rombi ripetuti, qui rielaborato in chiave moderna - che richiamano il dinamismo cromatico e geometrico di Sonia Delaunay animano abiti fluidi e coordinati.
Check arricchiti da ricami degradé effetto perla, decorazioni con perline che sfumano gradualmente per colore o dimensione, insieme a frange e pannelli plissé completano la collezione con una ricca dimensione tattile.

La palette cromatica spazia da classici senza tempo come il nero, il blu navy, il grigio, l’avorio e il cammello, fino ad arrivare a tonalità più vive come verde militare, rosa e rosso, combinando eleganza classica e personalità contemporanea.
L’eleganza come movimento: il viaggio di Ports 1961
Vestire, per Ports 1961, significa scegliere la propria direzione e abitare il mondo con consapevolezza. A sessantacinque anni dalla fondazione, la Maison continua a rivolgersi a una donna moderna e sofisticata che non cerca semplicemente abiti, ma un’estetica coerente con la propria idea di libertà.
Stagione dopo stagione, Ports 1961 riafferma che l’eleganza autentica non è mai statica, ma nasce dalla curiosità, dalla capacità di attraversare il tempo e le culture restando fedeli alla propria identità.
Anna Olivo
Laureata in Fashion Design presso l’Istituto Marangoni di Milano, scrive di arte, moda e costume con uno sguardo curioso e contemporaneo. Indaga i linguaggi estetici e culturali del presente, muovendosi tra ricerca visiva, stile e immaginario collettivo.
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